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March 24, 2015

Viaggio umanitario del CIS in Etiopia-Sudan

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Viaggio umanitario del CIS in Etiopia-Sudan

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martedì 24 marzo 2015

Genova imbarco ambulanza

Partenza[]

Il giorno 8 febbraio 2015 siamo a Genova all’aeroporto; Lucio, primario cardiochirurgo al Gaslini, Piero ed io dobbiamo andare a Gibuti a sdoganare l’ambulanza donataci dalla Croce Verde di Nizza M.to su cui ho caricato un ecocardiografo, due defibrillatori, diverso materiale monouso per sala operatoria, un centinaio di scarpe nuove per il centro dei bambini di strada dei salesiani di Addis Abeba e le solite bottiglie di vino da omaggiare a tutti quelli che ci hanno aiutato. Guideremo il mezzo da Gibuti all’ospedale di Debrè Birhan in Etiopia come da accordi con le autorità etiopi.

Gibuti[]

Gibuti Città.

Gibuti è una città affascinate dall’aspetto coloniale francese con begli edifici decadenti di fine ottocento, troviamo molti militari europei, l’impronta africana si mescola a quella occidentale, qui anche gli alcoolici nei locali pubblici sono permessi, le ragazze indossano jeans attillati e le donne con il velo sono una rarità.

Prima amara sorpresa: al porto ci dicono che il mezzo non ci verrà consegnato perché le pratiche per ottenere l’esenzione dal dazio iniziate mesi fa non sono ancora ultimate, dovremmo raggiungere Addis Abeba e Khartoum con mezzi propri. Ultimate le pratiche doganali il mezzo verrà portato all’ospedale da personale dello stesso nosocomio. Dobbiamo coprire oltre 2500 km e ci attiviamo a trovare i mezzi pubblici.

Buona permanenza a Gibuti dal vescovo italiano monsignor Bertin che ci ospita in una dependance vicino la cattedrale. Poco fuori città visitiamo l’ex ospedale italiano Balbala gestito da nostri connazionali, è molto funzionale, del chirurgo dr. Carlo che vi lavora da alcuni anni con la moglie psicologa ci hanno detto all’aeroporto che per loro è un mito! Il console onorario dr. Rizzo ci ragguaglia sulle tante difficoltà burocratiche doganali etiopi mentre quelle di Gibuti si risolvono in genere in pochi giorni; ci sembra che l’Etiopia non incoraggi per nulla la donazione di materiale sanitario!

Verso sera partiamo con un mini bus per la frontiera con l’Etiopia ma stranamente, anziché fare la comoda strada asfaltata che tutti gli autocarri percorrono, il pulmino si dirige prima verso la Somalia per poi deviare su una stradina tortuosa che ci porta vicino alla frontiera etiope, raggiunta in piena notte, e da cui in territorio etiope partirà poi una pista di circa 205 km! Stranezze africane.

Etiopia[]

Si dorme all’addiaccio ed alle 5 partenza per la frontiera con entrata in Etiopia. Pensiamo d’ora in poi di viaggiare bene ma il peggio dovrà ancora venire. Se prima il conducente era un ragazzo che masticava continuamente ciat pianta euforizzante e raramente guardava la strada ora l’autista è più tranquillo, ma l’asfalto si trasforma in una infernale pista ciottolosa con saliscendi continui che termina alle cinque della sera nella cittadina di Dire Dawa dopo avere mangiato chili di polvere ed aver goduto uno spettacolo molto interessante e vario con famiglie di scimpanzé lungo la strada.

Il giorno successivo ci rilassiamo, si fa per dire, andando a visitare una bella antica cittadina vicino la Somalia, Harer. In effetti il luogo merita una deviazione perché è suggestivo. In questa città dicono che ci sia il miglior caffè d’Etiopia che gustiamo a casa di una famiglia. Per prepararci il caffè anzi i tre caffè di rito bisogna attendere circa 45 minuti perché la preparazione è molto laboriosa ed è interamente fatta a mano come anche la tostatura, i chicchi vengono lentamente pestati.

Il mattino seguente prima dell’alba nuovo bus per Addis Abeba, questa volta il mezzo è un normale pullman, si attraversa una delle zone più affascinati dell’Etiopia tra cui la stupenda Rift Valley, si incontrano fiumi, montagne sempre oltre 2000 m, laghi, pianure, gole e paesaggi fiabeschi; è stato da poco raccolto il grano e si vedono ancora le piante di mais più piccole delle nostre e con meno file di chicchi che ormai secche sono raccolte in covoni. Le piante di banane si alternano a rari baobab ed eucalipti. Sembra che la gente svolga il lavoro con serenità e pazienza due caratteristiche che incontreremo sempre in questo viaggio.

Verso sera finalmente arriviamo ad Addis Abeba dopo aver percorso per oltre 57 km anche un tratto di nuovissima autostrada a tre corsie. La capitale è come ogni città africana caotica, il pullman si ferma al capolinea a due passi dalla quasi ultimata linea della metropolitana costruita con criteri ultramoderni dai soliti cinesi che anche qui hanno l’appalto di gran parte della rete stradale. A dir la verità la città non mi entusiasma molto, è troppo recente ed è un gigantesco cantiere in costruzione. La parte più bella della città è senz’altro quella collinare sede di numerosi ministeri ed ambasciate.

Nella bellissima Villa Italia in un vasto parco ha sede la nostra ambasciata. Il dr. Melloni capo della Cooperazione italiana avvisato dall’ambasciatore dr. Mistretta, purtroppo fuori sede, ci aggiorna sull’iter burocratico di sdoganamento del mezzo. Rimaniamo ospiti per tre giorni dei salesiani di cui visitiamo le innumerevoli opere sociali come scuole professionali e non, centri per orfani, per bambini di strada, per prostitute e ragazze madri, per adozioni a distanza ecc. Simpatica la visita alla missione di don Mario sul lago Zway e Langano quest’ultimo completamente rosa per la presenza di alghe. Altra visita a Nazret all’ospedale oftalmico St.Francis gestito con maestria dal CUAMM di Padova, è attrezzato bene, pulito, l’igiene regna sovrana, caratteristica tipica delle suore anche qui presenti.

Etiopia: Lago Tana.

La sera il collegamento con radio Veronica di Torino ci permette di sentire un po’ di aria natia. Dobbiamo ripartire con direzione Sudan non prima di aver visitato il suggestivo lago Tana con i suoi bellissimi monasteri ortodossi dei secoli XIII e XIV ricchi di antichi manoscritti custoditi gelosamente e scampati per miracolo alle distruzioni durante il periodo di Menghistu.

Etiopia Gonder un castello

La perla dell’Etiopia cioè Gonder “la Camelot africana” così chiamata per i suoi quattro castelli costruiti nel secolo XVII e che dominano la città dall’alto è indubbiamente una città ricca di fascino per il suo glorioso passato per essere stata anche capitale della nazione. La sera Piero e Lucio insistono per andare a cenare in un bel ristorante frequentato da europei; in effetti si gustano ottimi piatti locali peccato che abusino troppo di incenso, più che in un ristorante mi sembra di essere in una chiesa.

Sudan[]

Sudan: sito di Meroe

Il giorno successivo dobbiamo trovarci alla frontiera col Sudan al mattino presto, partiamo di notte con altro minibus dopo averlo aspettato per quasi un’ora con il dubbio che l’autista non venisse, la sera prima aveva già intascato metà dei soldi pattuiti, invece devo ricredermi, arriva e riempie completamente il mezzo, non c’è più posto per nessuno. Come promesso arriviamo alle 8 alla frontiera con il Sudan dove incontriamo puntualissimo Mortada, ottimo autista dell’agenzia viaggi Levi che abbiamo contattato per evitare problemi nell’attraversamento di questa zona di confine.

Khartoum è come sempre una città interessante, la nostra ambasciata e l’ufficio della Cooperazione italiana ci supportano non poco invitandoci anche a pranzo. Visita di rito all’efficiente centro di cardiochirurgia Salaam di Emergency di Gino Strada dove Lucio ritrova un vecchio amico.

Abbiamo anche l’opportunità di visitare il sito archeologico di Meroe che sembra sbucare fra le dune dopo un’ora di assolata pista. È meraviglioso e suggestivo con le sue piramidi nere risalenti a circa 500 anni prima di Cristo. È una zona archeologica molto ampia e che andrebbe meglio valorizzata.

Incidente[]

La sera della diretta con la radio di Torino nel tratto di strada che ci riporta in hotel il tuc tuc su cui viaggiamo a causa di una grossa buca dell’asfalto sta per ribaltarsi, il ragazzo che lo guida cerca di sterzare ma finisce sulla carreggiata opposta mentre sta per sopraggiungere un’auto a velocità sostenuta, è un attimo, ci buttiamo subito fuori dell’abitacolo e l’ape finisce la sua folle corsa sul marciapiede, siamo incolumi, più tardi in camera stentiamo ad addormentarci.

Sull’aereo che ci riporta a casa ripenso alle esperienze vissute, alla fatica che ho visto fare per tirare su l’acqua da un pozzo, e dire che a noi basta un piccolo gesto della mano per avere subito acqua pulita pronta da bere, invece sovente beviamo quella in bottiglia.

Ringrazio Lucio e Piero con cui ho condiviso le esperienze del viaggio; entro Marzo arriveranno in Italia due bambini di 12 anni per operarsi al cuore Elisabeth dal Senegal e Gueoue bambino dalla Costa d’Avorio; hanno in comune oltre all’età la malattia congenita e la povertà. Questi interventi come gli altri sono pagati interamente dalle onlus Ana Moise di Aosta e CIS di Canelli. Verranno operati al Gaslini di Genova dal dr. Santoro dell’equipe del prof. Lucio Zannini che ha fatto il viaggio con noi. Ringrazio di cuore tutti coloro che ci hanno aiutato e che ci aiuteranno ancora perché hanno capito che noi siamo più fortunati nascendo anche in un posto bellissimo.


Galleria fotografica[]

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Fonti[]

Resoconto di Pier Luigi Bertola, presidente onlus CIS (Cooperazione italiana solidarietà).

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July 3, 2014

Palio di Siena del 2 luglio 2014: vince il Drago

Palio di Siena del 2 luglio 2014: vince il Drago

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3 luglio 2014

Una foto del 2011 del fantino Salasso

La Contrada del Drago si è aggiudicata il Palio di Siena del 2 luglio 2014, grazie al fantino Alberto Ricceri detto Salasso su Oppio, un cavallo castrone grigio.

Per la contrada di Camporegio si tratta della vittoria numero 37 della propria storia, che avviene a distanza di ben 13 anni dalla precedente (datata 16 agosto 2001 con Luca Minisini detto su Zodiach. Per il fantino è invece il terzo trionfo in Piazza del Campo, dopo quelli del 2 luglio 2004 per la Giraffa e del 16 agosto 2006 per la Selva.

La corsa è stata emozionante e senza incidenti. Alla partenza, è scattata in testa l’Aquila, che ha tenuto la prima posizione per due giri, fino allo straordinario sorpasso del Drago alla seconda curva del Casato grazie alla migliore traiettoria tenuto da Salasso, che nel frattempo aveva recuperato dalle retrovie. La forza di Oppio, castrone di 7 anni, ha impedito alle inseguitrici la rimonta.

Fonti[]

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June 30, 2014

Palio di Siena del 2 luglio 2014: le due prove di oggi

Palio di Siena del 2 luglio 2014: le due prove di oggi

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30 giugno 2014

Una immagine di archivio dei cavalli alla mossa

Un po’ di sorprese nel corso delle due prove odierne, in vista del Palio di Siena del 2 luglio.

Quella della mattinata, prevista inizialmente per le 9, è stata spostata di un’ora a causa delle non ottime condizioni del tufo dopo la pioggia della notte. Ha vinto la Pantera; l’ordine tra i canapi è stato quello inverso rispetto alla chiamata della trifora: Onda, Pantera, Lupa, Aquila, Bruco, Selva, Tartuca, Drago, Chiocciola e Giraffa (quest’ultima era quindi di rincorsa).

Nella prova della sera ha vinto l’Onda. Ma ai canapi non è andato tutto per il meglio: il mossiere Bartolo Ambrosione ha fatto uscire i cavalli una prima volta, ma alla mossa seguente il canape non si è abbassato del tutto, provocando pertanto la caduta di tre contrade: Chiocciola, Drago e Tartuca. Sebastiano Murtas detto Grandine, fantino di quest’ultima, è stato ricoverato in ospedale; nulla di grave per i tre cavalli, che però sono stati esentati dal correre la prova, ripetuta poco dopo.

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June 29, 2014

Palio di Siena del 2 luglio 2014: assegnati i cavalli

Palio di Siena del 2 luglio 2014: assegnati i cavalli

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29 giugno 2014

Si è svolta oggi l’Assegnazione dei cavalli alle Contrade che correranno il Palio di Siena del 2 luglio 2014. Ecco l’elenco, secondo l’ordine di chiamata da parte del sindaco Bruno Valentini:

Indianos, nel 2011 con i colori dell’Aquila

  1. Osvaldo: Onda
  2. Porto Alabe: Chiocciola
  3. Indianos: Pantera
  4. Oppio: Drago
  5. Querino: Lupa
  6. Mocambo: Tartuca
  7. Naikè: Giraffa
  8. Polonski: Aquila
  9. Quit Gold: Selva
  10. Ondina Prima: Bruco

Nessuno di essi ha mai vinto il Palio. Oppio, Osvaldo e Polonski lo hanno corso una volta; Naikè e Porto Alabe vantano due presenze, Mocambo tre. Indianos è il più esperto, con 6 Palii corsi.

Intanto, in serata il Drago (montato da Alessio Migheli detto Girolamo) ha vinto la prima prova, corsa agli ordini del mossiere Bartolo Ambrosione.

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June 7, 2014

Fuoriserie 2014

Fuoriserie 2014 – Wikinotizie

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Fuoriserie 2014

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sabato 7 giugno 2014

Fuoriserie 2014 158.JPG

È iniziata oggi, sabato 7 giugno, l’edizione 2014 di Fuoriserie, la rassegna dedicata alla auto e moto d’epoca, svoltasi come tradizione nei padiglioni della Nuova Fiera di Roma.

Negli anni, questa manifestazione è divenuta un punto di ritrovo per commercianti, restauratori e privati, adatta per mettere in esposizione i loro modelli allo scopo di scambiare un’ampia compravendita e un grande scambio di informazioni tra gli appassionati del settore.

La manifestazione si concluderà nella giornata di domani.

Commons

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Sito Web di Fuoriserie. URL consultato il 7 giugno 2014.

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April 7, 2014

Romics 2014 – Edizione Primaverile

Romics 2014 – Edizione Primaverile – Wikinotizie

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Romics 2014 – Edizione Primaverile

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lunedì 7 aprile 2014

Romics 2014 - Spring Edition 24.JPG

Si è conclusa ieri, domenica 6 aprile 2014, la quindicesima edizione del Romics, la rassegna sul fumetto, manga cosplay e animazione, tenutasi anche quest’anno tra i padiglioni della Nuova Fiera di Roma.

Secondo le stime rese note dall’organizzazione, questa edizione ha superato il record di presenze dell’edizione precedente, che fu di circa 130.000 ingressi totali.

Batman, che quest’anno compie 75 anni di carriera, è stato tra i protagonisti di questa edizione. Tra gli ospiti, invece, è spiccatolo Chef Rubio, il cuoco del programma Unti e Bisunti, che ha presentato Food Fighters, fumetto che ha lui stesso come protagonista.

Commons

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Wikipedia

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Sito web Romics. URL consultato il 7 aprile 2014.

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March 4, 2014

Viaggio umanitario del CIS in Costa d\’Avorio

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Viaggio umanitario del CIS in Costa d’Avorio

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4 marzo 2014

Resoconto del viaggio riportato da Pier Luigi B., presidente onlus CIS.[1]

Strada per Nouakchott, Mauritania

La Partenza

Il 23 gennaio in una fredda giornata invernale dopo la sosta di rito alla Medicina dell’ospedale di Nizza m.to per i saluti ed un breve caffè il CIS (Cooperazione Italiana Solidarietà) riparte da Canelli con imbarco dell’ambulanza sul traghetto a Genova per Tangeri. Siamo in quattro: Bruno, Piergabriele e Luciano più il sottoscritto. Due giorni di ottima navigazione con arrivo nel primo pomeriggio al porto nuovo di Tangeri circa 40 km ad est della città.

Marocco

Appena arrivati in dogana comincia subito l’incubo che durerà per tutto il viaggio: ci faranno passare? Negli anni precedenti non abbiamo incontrato alcun problema pagando le solite cauzioni ma ora ci fermano ed i doganieri dicono che l’ambulanza non può entrare in Marocco anche se solo per transito, oltre ai mille documenti fatti fra cui quello del Ministero della sanità della Costa d’Avorio che dichiara di accettare il mezzo con i materiali, le autorità marocchine pretendono un certificato redatto dall’Ambasciata della Costa d’Avorio in Marocco a (Rabat) che dice di accettare il dono. È sabato e gli uffici sono chiusi, non c’è problema dicono perché con un transiteur lunedì mattina in un attimo ripartiremo; è una pura formalità burocratica. Decidiamo di andare in città ma con autobus perché il mezzo è sequestrato in dogana. La Medina di Tangeri è molto suggestiva come anche il mercato del pesce; lunedì mattina alle 8 come concordato siamo in dogana, il transiteur questa volta dice invece che ci sono problemi e ci affida al capo dogana, arcigno signore sulla cinquantina dallo sguardo glaciale che ci dice senza mezzi termini di tornare indietro perché l’ambasciata a Rabat dovrà ricevere il nulla osta dal Ministero della Costa d’Avorio! Cerco con ogni mezzo di risolvere il problema ma lui è irremovibile. Cerco e trovo una persona già incontrata in precedenza che per un congruo contributo si presta ad aiutarci nelle tante pratiche. La sera dopo un estenuante via vai agli uffici doganali Ciano ed io siamo stanchi, abbiamo il morale a terra, non abbiamo mangiato, fa freddo, piove, insieme raggiungiamo gli amici e comunichiamo loro che possiamo partire il giorno dopo.

Mauritania.strada fra Nouakchott ed Aleg

Altra notte a Tangeri. Martedì mattina partenza con arrivo a Tiznit la sera via Casablanca ed Agadir ; un buon pesce con patatine fritte servitoci alle ore 23 ci rincuora un po’. Due giorni dopo nella famigerata terra di nessuno ci insabbiamo e la spinta per tirarci fuori ci costa € 40.

Mauritania

Siamo in Mauritania dove in dogana si ripete la stessa musica del Marocco, ci dicono che dobbiamo accettare una scorta pagata profumatamente ma che partirà fra qualche giorno, alle mie rimostranze verbali, avevo portato lì e donato ambulanza 3 anni fa accettano di farci passare. La sera siamo a Nouadhibou da padre Jerome già noto per altre 2 visite. Per qualche ora ci rilassiamo in compagnia. Un sacerdote francese a cena ci tranquillizza sulla strada che avevamo scelto per arrivare in Malì e che dalle notizie fornite ci era stata indicata come molto pericolosa per sequestri; visito un bambino di 2 anni affetto da grave malformazione encefalica, purtroppo il caso è inoperabile e spiego la cosa alla povera mamma con il dovuto tatto. Scarichiamo materiale per l’ospedale e per la missione, sono molto poveri! Siamo in ritardo sulla tabella di marcia e decidiamo di tentare la strada più corta evitando quella più sicura del Senegal. Per oltre 450 km non troviamo rifornimento di benzina, in pieno deserto l’ambulanza vola letteralmente sulla strada costellata da paurose buche e plana su una di queste. Risultato 2 cerchioni rotti con gomme afflosciate. Piero alla guida aiutato da Luciano navigatore ma intento a filmare se la prende con chi doveva aggiustare la strada responsabile secondo lui dell’incidente! Abbiamo una sola ruota di scorta, come si fa? Fermiamo due camionisti che si prodigano all’inverosimile per aiutarci, decidiamo di fare aggiustare la ruota di scorta da un meccanico molto più in là. La caotica capitale Nouakchott non suscita particolare interesse e proseguiamo in direzione di Aleg. È l’una, il sole picchia implacabile, da ore non si vede un posto riparato per pranzare, vedo un po’ d’ombra sotto un’acacia cui è legata una capra ma Luciano, l’aristocratico del gruppo, si rifiuta di mangiare in compagnia di quell’animale selvatico! Dopo un po’ appare una tenda di tuareg, chiedo ai proprietari di poter mangiare all’ombra sotto la tenda, i 3 pastori gentilmente accettano e ci scambiamo del cibo, è un’atmosfera simpatica e curiosa, prima di ripartire Bruno regala una confezione di dolci che ci viene prestamente restituita perché scaduta!

Malì, strada Nioro Sikasso

Che figura! Verso sera il paesaggio è molto suggestivo perché le dune illuminate dal sole calante assumono un colore rossiccio a volte roseo, spuntano rari alberi di acacie alternati a più frequenti fichi d’India che dominano il paesaggio. È sera cala lentamente il buio, la prudenza ci consiglia di fare sosta a Boutilimit ridente paese nel cuore della Mauritania ma i cui distributori di benzina riforniscono solamente gasolio cosa che avevamo già in parte capito appena entrati in Mauritania. Poco più in là una coppia di turisti francesi nel 2009 erano stati vittima di un grave attentato. La mattina successiva all’alba si riparte, strada costellata di buche che presto cede il posto ad una pista di oltre 100 km, la cosa strana è che di fianco alla pista corre la nuova strada in via di asfalto ma il traffico per circa 100 km è deviato sulla vecchia pista molto malconcia col risultato che a causa del transito di camion il fondo stradale è sconnesso e la polvere sollevata da questi automezzi ci ricopre di una sabbia rossiccia che arriva anche in bocca, si infila persino negli zaini ed inceppa alcune macchine fotografiche. Stiamo attraversando una delle zone più belle ma più pericolose del paese, verso le nove di sera la gendarmeria stupita della nostra presenza ci ferma affidandoci ad una scorta armata che ci conduce ad una cittadina di confine Ayoùn el Atroùs circa 210 km dopo Kiffa. La polizia ci avverte che da lì in poi la strada sarà molto pericolosa per noi occidentali e la responsabilità di quanto ci potrà accadere sarà solamente nostra!

Mali

Il mattino dopo siamo in Malì ed a Nioro la gendarmeria dice che anche qui non possiamo procedere oltre per gravi motivi di sicurezza e ci porta nella loro sede squallido campo senza bagno dove restiamo fermi per oltre 26 ore insieme ad altri 3 equipaggi di europei ignari della data di partenza. Non possiamo assolutamente uscire da soli se non scortati. Dobbiamo rinunciare a mangiare in città perché la scorta se n’è andata senza avvertirci! Alle nostre rimostranze i militari ci urlano di rimanere in ambulanza. Pazienza ceniamo e dormiamo in ambulanza preparata per l’occorrenza dal solerte ed ingegnoso Bruno. Dopo un giorno di forzato riposo finalmente ripartiamo per raggiungere la frontiera della Costa d’Avorio con sosta per la notte in un hotel della capitale Bamakò grande metropoli di stampo occidentale.

Periferia di Bamakò, Malì

Dobbiamo scaricare materiale sanitario per l’ospedale, come facciamo con quei gendarmi alle calcagna? Chiamo Yacouba l’amico maliano sindaco di Kassarò comune distante circa 100 km, lo aspetto per tutta la notte ma lo incontro solamente alle 7 di mattina fuori dell’albergo; chiediamo ai militari se ci lasciano scaricare il materiale per l’ospedale ma invano ci salutiamo poco dopo, non mi do per vinto rifaccio la stessa domanda con più vigore e questa volta il soldato accetta, tiro un respiro di sollievo e dopo aver scaricato il materiale medico ripartiamo.

Centro di Bamakò, capitale del Malì.

Il Malì contrariamente alla Mauriania è un paesaggio ricco di acqua e quindi di verde,piante dal fusto alto.Forse il tenore di vita sembra migliore a giudicare dal numero impressionante di moto e di venditori di ogni cosa! Breve sosta a Sikasso per pranzare in uno squallido ristorantino dove la nostra USL non oserebbe neppure entrare, riprendiamo il viaggio verso le ore 15; forse se non perdiamo altro tempo possiamo ancora farcela, gli amici sono stanchi, la strada è pessima, decidono senza consultarmi di fare il viaggio con la coppia di belgi che si fermano prima per la perdita di acqua dal radiatore e poi per una foratura con grave danneggiamento del cerchione. Li aiutiamo per la foratura ed aspettiamo pazientemente che il meccanico aggiusti la ruota di scorta. Per esperienza so che in questi casi le persone dopo un viaggio stancante cercano ogni scusa per fermarsi, è comprensibile! Il tempo passa si avvicina la sera, insisto per andare subito in dogana perché penso che chiudano alle 18, gli amici mi dicono invece che è aperta tutta la notte, so che non è vero!

Costa d’Avorio

Arriviamo in dogana alle 20, come prevedevo è chiusa e dobbiamo pernottare lì. Il programma va cambiato, non possiamo più portare il mezzo all’ospedale prescelto ma tirare diritto per la capitale per chiedere il visto all’ambasciata della Guinea. Il capo dogana assente perché ammalato di malaria viene ugualmente a salutarci per ringraziarci per il dono dell’ambulanza attrezzata! In meno di tre ore le pratiche doganali sono concluse; un pignolo impiegato sanitario pretenderebbe anche il certificato contro la meningite che non abbiamo fatto perché non obbligatorio. Alle 11 ripartiamo per Nielle, gli “amici belgi” non ci hanno aspettato, ma Bruno, Ciano e Piero sperano invano di essere da loro contattati per una visita della città come promesso! Avverto suor Rosanna di venirci incontro. Nella nuova capitale Yamoussoukro, di fronte ad una mastodontica chiesa copia di San Pietro a Roma con il colonnato perfettamente identico all’originale del Bernini avviene il tanto desiderato incontro con suor Rosanna della missione delle suore salesiane di Duekouè. Doniamo anche alla suora il gagliardetto della sezione alpini di Asti che ci ha sempre aiutato nei nostri viaggi. Sono emozionato, abbiamo terminato il viaggio umanitario e consegnato l’ambulanza, mi viene un nodo alla gola. Ci siamo persi purtroppo la cerimonia di consegna del mezzo con tanto di festa in mezzo ai bambini e la diretta radiofonica. Pazienza non si può sempre avere tutto! In serata suor Rosanna ci accompagna dai salesiani ad Abidjan, mangiamo in tarda serata stanchi ma contenti. Utilizziamo le ottime razioni di cibo che Bruno ha pazientemente ed intelligentemente portato dall’Italia e che ci sono servite per colazione e pranzo a volte anche per cena durante tutto il viaggio, brindiamo con l’ottima barbera dell’amico Domenico recentemente scomparso. Qui almeno possiamo bere il vino in tranquillità perché non ci vede nessuno! Mattino dopo giovedì in ambasciata per il visto rilasciatoci in 24 ore dopo una mia telefonata in Guinea per contattare un dirigente del Ministero senza il cui aiuto non avremmo di certo ottenuto il visto in così poco tempo perché, tanto per cambiare l’impiegato ci aveva escluso di darci il visto prima dei soliti tre giorni. Alla missione salesiana di Abidjan in Costa d’Avorio efficiente struttura di allegri giovani sacerdoti ho visitato un prete con grave restringimento delle arterie coronariche, diabete, obesità,colesterolo, pressione ed acidi urici alle stelle e che non mostrava alcun sintomo. Ho insistito con i suoi superiori per ulteriori esami, gli ho fatto io stesso un ECG risultato molto alterato! Al rientro mi hanno poi detto che attualmente il sacerdote si trova in Spagna per esami. Sono in contatto via e-mail con questo caso che seguirò personalmente. Abidjan è come ogni città africana caotica e colorita, ha una bella laguna con un lungomare ricco di costruzioni francesi dei primi del secolo e con palmeti a ridosso della spiaggia. Anche qui persone gentili e non invadenti. Ottima cena (con pastasciutta) e serata dalle intraprendenti e simpatiche suore salesiane che danno l’opportunità a Bruno ed a Luciano di parlare finalmente delle proprie impressioni di viaggio.

Yamoussoukro, Costa d’Avorio. Incontro dei partecipanti con suor Rosanna

A parte le visite mediche di rito la cosa che mi ha più colpito è stata la visita al campo salesiano di recupero dei bambini di strada; bambini dai 6-7 ai 12 anni che letteralmente vivono di espedienti sulla strada immaginatevi le bambine !Qui dopo 3 mesi di accoglienza vengono dati in carico ad un altro centro gestito dalle suore che insegnano loro a leggere e scrivere cercando di rintracciare qualche familiare che li possa poi seguire. Il giorno successivo siamo all’aeroporto per andare da Riccardo in Guinea, ma le sorprese non sono finite; il volo è stato cancellato, dobbiamo ripartire il giorno successivo. Al momento della partenza in dogana a Piero e Luciano vengono sequestrate le 2 bottiglie di vino che dovevamo portare a Riccardo. Insisto con un’impiegata, le bottiglie ci vengono restituite! Luciano contento le rispedisce impacchettate in stiva.Viaggio tranquillo con l’ottima compagnia Air Cote d’Ivoire .

Guinea

A Sobanè (Bofanet)vicino Boffa Riccardo e Daniela ci accolgono con la solita simpatia nella loro Maison des enfants eccezionale villaggio da loro creato in mezzo alla foresta ed in riva all’oceano atlantico! Siamo rimasti colpiti da quanto riesce a fare per i 450 bambini orfani questa coppia di bresciani che di certo non è più nel fiore degli anni e comincia ad avere qualche problema di salute. La cosa per loro più importante è dare amore ai piccoli, forse quell’amore che a Lui Riccardo bambino orfano è mancato. La bellissima spiaggia bianca tropicale, le rocce eruttive vulcaniche, il sole caldo ma mitigato dal vento, la moltitudine di festosi bambini mi ripagano da tante fatiche e tensioni, mi mescolo volentieri fra loro, mi vogliono tutti toccare, abbracciare, salutare. Qui visito anche un bambino di 7 anni con grave malformazione cardiaca. Per un eventuale intervento ho chiesto esami di approfondimento. Sarà il prossimo caso dopo la piccola Aminata del Senegal che verrà operata al Gaslini a metà Marzo; sarò presente in sala operatoria;il CIS si è fatto carico di metà della spesa per l’intervento. Purtroppo la diretta prevista con radio Veronica di Torino(che ci segue ormai da anni!) per cui mio fratello Gian Carlo si era attivato non può essere fatta per problemi di connessione, nella foresta non ci sono ripetitori e rimane quella fatta ad Abidjan.

Yamoussoukro,Basilica Nostra Signora della Pace Costa d’Avorio

Il giorno successivo ritorniamo a Conakry, in attesa del volo notturno chiamo il dott. Abbass del Ministero della Salute che ci aveva aiutato lo scorso anno ed anche in questo viaggio. Un’ultima serata in ristorante in terra d’Africa in sua compagnia ci fa chiudere questo viaggio ricco di avventure, imprevisti, sensazioni ed emozioni così diverse ma che credo ci hanno lasciato dentro qualche cosa che ci rimarrà per sempre. Ringrazio tutti gli amici che hanno partecipato al viaggio da Bruno a Piero ed a Luciano che ha portato a termine il suo compito in modo impareggiabile, non potevo scegliere persona migliore, ha deciso con la moglie di adottare a distanza un bambino del villaggio. Mi hanno sopportato per tutti questi 20 giorni, ed io ho sopportato loro! Grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato con materiale e con denaro, a mia moglie Ivana che ho stressato per mesi per la preparazione, a suor Rosanna che ci ha accompagnati per 2 giorni ad Abidjan, ai salesiani che ci hanno accolto, a padre Jerome, a Riccardo e Daniela, a mio fratello Gian Carlo, a Silvana di Castino, ai giornalisti che ci hanno seguito con i loro articoli.

I bambini di strada dai salesiani ad Abidjan.Costa d’Avorio


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October 20, 2013

Mostra \”Dylan Dog e motori: gioie e orrori\”

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Mostra “Dylan Dog e motori: gioie e orrori”

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domenica 20 ottobre 2013

miniatura

È stata inaugurata ieri, 19 ottobre 2013, a Roma la mostra “Dylan Dog e motori: gioie e orrori”, dedicata all’omonimo personaggio del mondo dei fumetti ed al suo maggiolone.

L’evento, organizzato dall'”Associazione Dylandogofili – Collezionisti Dylan Dog dal 2003″, si è tenuto presso la Cart Gallery di Via del Gesù, ed è stato presenziato anche da alcuni autori del personnaggio, che hanno messo in esposizione alcuni loro disegni.

La mostra si concluderà martedi 12 novembre.

Commons

Commons contiene immagini e file multimediali su Mostra “Dylan Dog e motori: gioie e orrori”.

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Dylan Dog.


Fonti[]

Collegamenti esterni[]

Sito web “DYLAN DOG E MOTORI: GIOIE ED ORRORI !!!”. URL consultato il 20 ottobre 2013.

Sito web “Mostra “Dylan Dog e motori: gioie e orrori” @ CArt Gallery (Roma)”. URL consultato il 20 ottobre 2013.

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October 18, 2013

Enada Roma 2013

Enada Roma 2013 – Wikinotizie

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Enada Roma 2013

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venerdi 18 ottobre 2013

Enada 2013 76.JPG

Si è conclusa oggi, venerdi 18 ottobre 2013, la quarantunesima edizione di Enada, la Mostra Internazionale degli Apparecchi da Intrattenimento e Gioco, che da mercoledi 16 era ospite dei padiglioni della Nuova Fiera di Roma.

In questa edizione erano presenti più di 200 espositori distribuiti su circa 30.000 metri quadri di spazio, in cui mettevano in mostra gli ultimi sviluppi tecnologici di slot machines, VLT, videogames e complementi d’arredo per sele giochi.

Una sezione della mostra era riservata ai giochi vintage, tra cui biliardi, calciobalilla e flippers.

Commons

Commons contiene immagini e file multimediali su Enada Roma 2013.


Fonti[]

Collegamenti esterni[]

Sito web “41a edizione di ENADA”. URL consultato il 18 ottobre 2013.

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Degrado nel parco della stazione \”La Rustica Città\”

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Degrado nel parco della stazione “La Rustica Città”

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Vandalism in the park of La Rustica Città train station 24.JPG

venerdi 18 ottobre 2013
Roma, quartiere La Rustica. All’interno del complesso della stazione ferroviaria del quartiere, denominata “La Rustica Città”, vi è un piccolo parco giochi che, sin dal momento dell’apertura della stazione (2007), è sempre rimasto chiuso e abbandonato a se stesso.

Il parco rimane isolato dal resto della stazione a causa di un grosso cancello chiuso da lucchetto e una recinzione mettallica (che dei vandali hanno distrutto in più punti).

Una volta dentro il parco si possono notare giochi per bambini distrutti, tombini divelti, cassonetti straripanti di immondizia e cavi elettrici scoperti.

Dentro la stazione stessa si può incorrere ad altri disagi: scala mobile e macchine obliteratrici sono spesso e volentieri fuori servizio.

Commons

Commons contiene immagini e file multimediali su Degrado nel parco della stazione “La Rustica Città”.

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su La Rustica Città.

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