Wiki Actu it

August 10, 2016

Colorado: paracadutisti si salvano da un aereo in fiamme

Colorado: paracadutisti si salvano da un aereo in fiamme

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

mercoledì 10 agosto 2016

Un Beechcraft B90 simile a quello coinvolto nell’incidente

Tredici paracadutisti si sono lanciati da un aereo in fiamme a 609 m di altitudine. Il pilota del velivolo, un Beechcraft B90, ha lanciato l’allarme poco dopo il decollo dal Colorado Springs East Airport, in Colorado.

L’uomo ha notato subito che uno dei due motori aveva preso fuoco e ha compiuto un atterraggio di emergenza dopo che tutti i paracadutisti si erano lanciati dal portellone.

In un post su Facebook, la Out of the Blue Skydiving, compagnia per la quale operava il pilota, ha affermato che il motore ha preso fuoco dopo essere stato colpito da almeno un uccello. Kendra Boysen, proprietaria della compagnia di paracadutismo, ha fatto notare che il lancio è avvenuto da un’altitudine molto bassa (solitamente, i lanci vengono effettuati intorno ai 3 658 m) e che nel motore del velivolo sono state trovate delle piume.


Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

August 20, 2014

Incidente aereo tra due Tornado, proseguono le ricerche dei dispersi

Incidente aereo tra due Tornado, proseguono le ricerche dei dispersi

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

mercoledì 20 agosto 2014

Un Tornado dei Diavoli Rossi in missione in Afghanistan nel 2008

Il distintivo del 6º Stormo Diavolo Rossi di stanza a Ghedi

Continuano senza sosta le ricerche dei quattro piloti dispersi da ieri a seguito dell’incidente aereo che ha coinvolto due Tornado dell’Aeronautica Militare nei cieli marchigiani.

L’incidente[]

I due Panavia Tornado IDS del 6º Stormo Diavoli Rossi erano decollati dall’aeroporto militare di Brescia-Ghedi ed erano impegnati in una missione di addestramento pianificata in preparazione ad un’esercitazione NATO in programma per l’autunno.

Poco dopo le 16:30, sopra i cieli tra i comuni di Venarotta e Gimignano (a circa trenta chilometri da Ascoli Piceno) testimoni riferiscono di aver visto i due aerei scontrarsi: all’esplosione si è accompagnato un fortissimo boato, sentito anche a decine di chilometri di distanza. L’esplosione e la conseguente caduta delle parti infuocate dei velivoli ha causato diversi focolai d’incendio nella zona boschiva sottostante il luogo dell’impatto.

A bordo dei due Tornado si trovavano quattro ufficiali dell’Aeronautica Militare: il capitano pilota Alessandro Dotto e il suo navigatore, il capitano Giuseppe Palminteri su un velivolo, e il capitano pilota Mariangela Valentini e il capitano navigatore Paolo Piero Franzese sul secondo.

Le ricerche[]

I diversi incendi boschivi e il fumo annesso hanno reso inizialmente difficoltose le operazioni di ricerca e soccorso dei quattro militari, che oggi hanno potuto essere intensificate dopo la quasi totale messa in sicurezza dell’area da parte dei Vigili del Fuoco. Alle ricerche partecipano gli elicotteri del soccorso aereo del 15º Stormo dotati di visori notturni e, da questa mattina, anche un RQ-1 Predator a pilotaggio remoto del 32º Stormo di Amendola, oltre ai soccorritori civili coordinati dalla Prefettura di Ascoli.

Questa mattina intorno alle 11 si è diffusa la notizia del ritrovamento del corpo carbonizzato di uno dei quattro ufficiali, e con il passare delle ore ne sarebbe stato localizzato un altro.

In serata è giunto sul posto il generale Pasquale Preziosa, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare: «È il momento del cordoglio. Voglio esprimere un sentito ringraziamento a tutte quelle realtà che si stanno prodigando come le Istituzioni locali, l’Esercito Italiano, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia, il Soccorso Alpino, e la Protezione Civile insieme ai Vigili del Fuoco. Tutti insieme alla ricerca dei figli dell’Italia che sono ancora dispersi. Tutti uniti in un abbraccio ideale alle famiglie di chi è stato coinvolto in questo tragico incidente».

In contemporanea con le operazioni di ricerca dei dispersi, sono state avviate le indagini da parte della commissione d’inchiesta dell’Aeronautica sull’accaduto: già da ieri pomeriggio un team di specialisti di sicurezza del volo è al lavoro sul luogo dell’incidente per effettuare i primi rilievi e coordinare le forze intervenute.


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

July 18, 2014

Ucraina: precipita aereo di linea malese con 298 persone a bordo, forse abbattuto da un missile

Ucraina: precipita aereo di linea malese con 298 persone a bordo, forse abbattuto da un missile

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

venerdì 18 luglio 2014

La tragica rotta del volo MH17

Il 9M-MRD a Roma-Fiumicino nel 2011.

Un Boeing 777 della compagnia aerea di bandiera malese Malaysia Airlines partito da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur è precipitato ieri pomeriggio nei pressi del villaggio ucraino di Hrabove (Grabovo in russo), nell’oblast di Donec’k (Ucraina orientale). A bordo vi erano 298 persone, tra cui 283 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio: nessuno di loro ha avuto scampo nel terribile impatto.

Prima di schiantarsi al suolo in un campo vicino alle abitazioni del villaggio, l’aereo è esploso in volo ad un’altezza di circa 10.000 metri. Trattandosi di una zona falcidiata dalla guerra civile, è stata subito avanzata l’ipotesi che il velivolo possa essere stato colpito da un missile terra-aria. L’ipotesi, che rimane quella più accreditata, ha scatenato un rimpallo di responsabilità tra ucraini e russi.

Delle 298 vittime, 189 erano di nazionalità olandese. Vi erano poi 44 malesi (in gran parte membri dell’equipaggio), 27 australiani e poi britannici, belgi, tedeschi e persone di altre nazionalità.

Tra le vittime, 80 erano bambini, di cui 3 erano neonati. Molte erano infatti le famiglie in partenza per una vacanza nel Sud Est asiatico, o al ritorno da una vacanza nei Paesi Bassi. Un gruppo di passeggeri era poi costituito da ricercatori e membri di associazioni diretti a Melbourne, in Australia, per un convegno sull’AIDS: tra questi, anche l’olandese Joep Lange, pioniere della profilassi preventiva dell’HIV, che viaggiava insieme alla coniuge Jacqueline van Tongeren.

Come detto, il più alto tributo in termini di vittime è stato pagato dai Paesi Bassi: stamane del Paese del Nord Europa, tutte le bandiere erano state issate a mezz’asta e anche i corridori delle due squadre olandesi partecipanti al Tour de France hanno corso con il lutto al braccio. Dalle parole di Barack Obama è arrivato anche il pieno sostegno degli Stati Uniti al popolo olandese.

Per permettere il recupero delle salme e dei rottami dell’aero, sparsi in un raggio di 10 km, sono stati dichiarati quattro giorni di tregua da parte di filorussi e ucraini.

Quello di ieri è il secondo incidente che ha coinvolto quest’anno un Boeing della Malaysia Airlines: da marzo non sa più nulla delle sorti di un altro aereo della compagnia malese, scomparso misteriosamente dai radar mentre viaggiava nel Sud Est asiatico. Una tragica coincidenza è poi la data del 17 luglio, che si rivela quindi come data infausta per il trasporto aereo: esattamente 18 anni fa, avvenne infatti la tragedia del volo Volo TWA 800, in cui un Boeing partito da New York e diretto a Roma via Parigi esplose poco dopo il decollo, causando 230 vittime.


Fonti[]

Altri progetti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

October 3, 2013

Nigeria: 16 morti in incidente aereo

Nigeria: 16 morti in incidente aereo – Wikinotizie

Nigeria: 16 morti in incidente aereo

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

giovedì 3 ottobre 2013

Il velivolo rimasto distrutto nell’incidente, fotografato nel 2008.

Lagos, Nigeria: alle 09:32 (CEST) ora locale, il Volo Associated Aviation SCD-361 precipita in fase di decollo con 21 persone a bordo tra passeggeri e membri dell’equipaggio[1], le cause sono ancora in corso di accertamento.

Il volo, operato dalla compagnia aerea Associated Aviation con l’Embraer 120RT Brasilia immatricolato 5N-BJY, era in partenza dall’Aeroporto Internazionale Murtala Muhammed con destinazione l’Aeroporto di Akure. Doveva riportare la salma di Olusegun Agagu, ex ministro dell’aviazione nigeriana e 15º governatore dello stato federato di Ondo, deceduto il precedente 13 settembre.[2]

Nell’impatto a terra, dei ventuno occupanti, tra cui i sette membri dell’equipaggio, solo cinque risultano sopravvissuti allo schianto.[1]


Fonti[]

Note[]

  1. 1,0 1,1 [EN] PHOTONEWS: More Crash Photos And List Of Survivors And Dead in Sahara Reporters. http://saharareporters.com/, 4 ottobre 2013. URL consultato il 4 ottobre 2013.
  2. [EN] Associated Aviation Embraer 120 plane crash at Lagos in Aviation Safety Network. http://aviation-safety.net/index.php. URL consultato il 4 ottobre 2013.

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

September 7, 2011

Russia: precipita un volo di linea, morti i componenti di una squadra di hockey su ghiaccio

Russia: precipita un volo di linea, morti i componenti di una squadra di hockey su ghiaccio

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

mercoledì 7 settembre 2011

Uno Jak-42

Andrej Kirjuchin, uno dei giocatori del Lokomotiv Jaroslavl’ periti nello schianto

Un aereo di linea russo Jak-42 con 45 persone a bordo (37 passeggeri e 8 membri dell’equipaggio) è caduto quest’oggi in fase di decollo a Jaroslavl’, a 250 km dalla capitale Mosca: soltanto due persone sono sopravvissute allo schianto.

A bordo del velivolo, partito dall’Aeroporto Tunošna, viaggiava la popolare squadra locale di hockey su ghiaccio del Lokomotiv Jaroslavl’, diretta a Minsk, in Bielorussia, per una gara di Kontinental League; uno solo dei giocatori, Aleksandr Galimov, risulterebbe tra i sopravvissuti. L’altra persona sopravvissuta sarebbe un membro dell’equipaggio. Entrambi verserebbero tuttavia in condizioni disperate.

Il presidente russo Medvedev ha annunciato che nella giornata di domani si recherà sul luogo della sciagura. Sul sito della squadra campeggia un mesto messaggio in inglese: «The team is gone».


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

September 24, 2010

Palermo, un aereo finisce fuori pista

Palermo, un aereo finisce fuori pista – Wikinotizie

Palermo, un aereo finisce fuori pista

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

Un A320 della Windjet

venerdì 24 settembre 2010
Un incidente aereo è avvenuto allo scalo “Falcone-Borsellino” di Palermo.

Un Airbus 319 della compagnia low-cost Wind Jet con 123 passeggeri a bordo proveniente da Roma è uscito fuori pista mentre atterrava, causando la lieve contusione di una decina di persone. L’esperienza per i passeggeri a bordo è stata interminabile. Prima un forte boato, poi grida e panico con l’aereo che sbanda in velocità ed esce fuori pista.

I soccorsi si sono istantaneamente precipitati sulla pista, facendo scendere i passeggeri dagli scivoli e portandoli all’interno dell’aeroporto. Le cause dell’incidente non sono ancora chiare. Qualche escoriazione, colpi di frusta ed una spalla lussata, questo il bilancio dei feriti che sono stati subito portati negli ospedali palermitani “Villa Sofia” e “Cervello” per ulteriori accertamenti.

Il pilota dell’Airbus sentenzia: «Ho avuto la sensazione che l’aeromobile sprofondasse». Il pilota ha alle spalle oltre quindicimila ore di volo, così come il copilota.

La procura di Palermo ha aperto un’inchiesta sull’incidente. L’indagine è coordinata da Carlo Lenzi. I sopralluoghi del mezzo sono cominciati la sera.

L’incidente, secondo la Wind Jet, è stato causato da una variazione improvvisa del tempo dovuta alle cattive condizioni meteo che imperversano su Palermo (forte pioggia e vento). L’aereo è stato spinto verso il basso in fase di atterraggio, si escludono errori del pilota. Ha toccato terra circa 500 metri prima della pista, si è piegato su un lato ed il maggiore peso su uno dei due carrelli posteriori, ne ha causato la rottura e la deviazione verso l’esterno della pista.


Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

April 10, 2010

Incidente aereo in Russia: muore il presidente polacco Kaczyński

Incidente aereo in Russia: muore il presidente polacco Kaczyński

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

sabato 10 aprile 2010

Il presidente polacco Lech Kaczyński deceduto nell’incidente

Il presidente della Polonia Lech Kaczyński è morto nell’incidente che ha visto coinvolto il velivolo presidenziale, un Tupolev Tu-154, nella fase di atterraggio all’aeroporto di Smolensk, nella Russia occidentale. Lo ha detto un portavoce dell’oblast di Smolensk.

Il presidente polacco era diretto a Katyn, dove avrebbe partecipato alla cerimonia di commemorazione nel 70° anniversario dell’eccidio di 22.000 ufficiali ordinato da Stalin.

Erano 96 le persone a bordo del velivolo che secondo la torre di controllo ha tentato ripetute manovre di avvicinamento alla pista di atterraggio a causa della nebbia. Non ci sono sopravvissuti. È stato confermato che a bordo del volo non era presente il fratello gemello del presidente polacco, l’ex primo ministro Jarosław Kaczyński, mentre tra le numerose vittime del disastro figurano:

  • Maria Kaczyńska, moglie del presidente e first-lady di Polonia
  • Ryszard Kaczorowski, ultimo presidente del governo polacco in esilio
  • Jerzy Szmajdziński, speaker della Camera bassa
  • Władysław Stasiak, capo dell’ufficio di Presidenza
  • Aleksander Szczygło, capo dell’Ufficio di Sicurezza Nazionale
  • Paweł Wypych, segretario di Stato
  • Mariusz Handzlik, sottosegretario di Stato
  • Andrzej Kremer, vice-ministro degli Affari Esteri
  • General Franciszek Gągor, capo dell’Esercito
  • Andrzej Przewoźnik, segretario generale dell’Ufficio per la preservazione dei beni culturali della nazione

L’oblast di Smolensk, dove è avvenuto l’incidente aereo, è colorato in rosso. La città di Smolensk si trova vicino al confine con la Bielorussia, dove la torre di controllo aveva invitato il pilota dell’aereo precipitato ad atterrare.

Le cause della tragedia sarebbero da attribuire ad un errore del pilota. Le condizioni atmosferiche nella zona erano pessime. Al quarto tentativo il velivolo ha toccato alcuni alberi e si è schiantato al suolo, spezzandosi in numerosi tronconi.

Il portavoce del Governo polacco ha annunciato che, come previsto dalla Costituzione, il presidente del Sejm (la Camera bassa del Parlamento) Bronisław Komorowski è divenuto automaticamente il nuovo presidente del paese. A Komorowski, maresciallo del Sejm, l’incarico di traghettare il paese fino alle elezioni presidenziali, che dovranno tenersi entro due mesi dall’indizione della consultazione elettorale, atto previsto nell’arco delle prossime due settimane.

Il Tupolev Th-154M della presidenza della Repubblica di Polonia durante la visita di Kaczyński in Croazia del febbraio 2010

Il presidente russo, Dmitrij Anatol’evič Medvedev, ha dato mandato al primo ministro Vladimir Vladimirovič Putin di aprire un’inchiesta per accertare le cause esatte del disastro. E i primi risultati comunicati alla stampa lunedì 12 confermano l’errore umano: il velivolo volavo troppo bassa e ad una velocità troppo ridotta. Il Tupolev non aveva problemi tecnici. Era stato revisionato a Samara sul Volga tre mesi prima.

Il presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Silvio Berlusconi, ha dichiarato: «È un grave lutto e a questo lutto partecipiamo con il cuore» «La Polonia è un Paese amico. Ho tardato un attimo a venire qui perché ho cercato il fratello del Presidente e il primo ministro ma non li ho trovati».


Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

March 25, 2009

Tragedia ATR: dieci anni al pilota e al copilota che pregarono durante l\’avaria

Tragedia ATR: dieci anni al pilota e al copilota che pregarono durante l’avaria

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

mercoledì 25 marzo 2009

Un ATR 72 della Tuninter simile a quello dell’incidente. (Fonte: Roberto Benetti)

Il pilota e il copilota del volo Tuninter 1153 sono stati condannati ognuno a dieci anni di carcere per l’ammaraggio di fortuna dell’aereo che causò la morte di sedici persone. I due non avrebbero adottato le manovre di sicurezza appropriate quando i motori andarono in avaria, mettendosi invece a pregare. Il velivolo partito da Bari (Italia) e diretto a Gerba, si schiantò nelle acque italiane il 6 agosto 2005.

L’incidente era avvenuto poiché sull’aereo, un ATR 72, era stato montato un indicatore del livello di carburante tarato su un altro tipo di velivolo, l’ATR 42. L’erronea lettura dell’indicatore, che segnalava la presenza di carburante quando questo era terminato, aveva causato lo spegnimento dei motori.

Il capitano Shafik Al Gharbi e il copilota Ali Kebaier Lassoued si sarebbero fatti prendere dal panico e si sarebbero messi a pregare ad alta voce invece di seguire le procedure di emergenza per portare l’aereo su una pista di atterraggio. Dopo aver planato per sedici minuti, l’aereo si è schiantato in mare a 23 miglia nautiche a nordovest di Palermo, dopo che i piloti avevano tentato un ammaraggio.

Il tribunale di Palermo ha anche condannato cinque fra dirigenti e impiegati della Tuninter a pene fra otto e nove anni di carcere. Nessuno dei sette imputati era presente in aula alla lettura della sentenza.

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Pilots in 16-death crash jailed for praying instead of flying, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

Tragedia ATR: dieci anni al pilota e al copilota che pregarono durante l’avaria

Filed under: Disastri e incidenti,Europa,Incidenti aerei,Italia,Pubblicati — admin @ 5:00 am

mercoledì 25 marzo 2009

Wikinotizie di oggi
25 marzo

Collabora con noi!
  • Scrivania
  • Portale:Comunità
  • Guida allo stile – come scrivere
  • Guida al contenuto – cosa scrivere

Il pilota e il copilota del Tuninter Flight 1153 sono stati condannati ognuno a dieci anni di carcere per l’ammaraggio di fortuna dell’aereo che causò la morte di sedici persone. I due non avrebbero adottato le manovre di sicurezza appropriate quando i motori andarono in avaria, mettendosi invece a pregare. Il velivolo partito da Bari, Italia e diretto a Djerba, Tunisia, si schiantò nelle acque italiane il 6 agosto 2005.

Un Tuninter ATR 72 simile a quello dell’incidente (Fonte: Roberto Benetti)

L’incidente era avvenuto poiché sull’aereo era stato montato un indicatore del livello di carburante tarato su un altro tipo di velivolo. L’erronea lettura dell’indicatore, che segnalava la presenza di carburante quando questo era terminato, aveva causato lo spegnimento dei motori.

Il capitano Shafik Al Gharbi e il copilota Ali Kebaier Lassoued si sarebbero fatti prendere dal panico e si sarebbero messi a pregare ad alta voce invece di seguire le procedure di emergenza per portare l’aereo su una pista di atterraggio. Dopo aver planato per sedici minuti, l’aereo si è schiantato in mare a 23 miglia nautiche a nordovest di Palermo, dopo che i piloti avevano tentato un ammaraggio.

Il tribunale di Palermo ha anche condannato cinque fra dirigenti e impiegati della Tuninter a pene fra otto e nove anni di carcere. Nessuno dei sette imputati era presente in aula alla lettura della sentenza.

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Pilots in 16-death crash jailed for praying instead of flying, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the GNU Free Documentation License, Version 1.2 or any later version published by the Free Software Foundation; with no Invariant Sections, no Front-Cover Texts, and no Back-Cover Texts. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

Tragedia ATR: dieci anni al pilota e al copilota che pregarono durante l’avaria

Filed under: Disastri e incidenti,Europa,Incidenti aerei,Italia,Pubblicati — admin @ 5:00 am

mercoledì 25 marzo 2009

Wikinotizie di oggi
25 marzo

Collabora con noi!
  • Scrivania
  • Portale:Comunità
  • Guida allo stile – come scrivere
  • Guida al contenuto – cosa scrivere

Il pilota e il copilota del Tuninter Flight 1153 sono stati condannati ognuno a dieci anni di carcere per l’ammaraggio di fortuna dell’aereo che causò la morte di sedici persone. I due non avrebbero adottato le manovre di sicurezza appropriate quando i motori andarono in avaria, mettendosi invece a pregare. Il velivolo partito da Bari, Italia e diretto a Djerba, Tunisia, si schiantò nelle acque italiane il 6 agosto 2005.

Un Tuninter ATR 72 simile a quello dell’incidente (Fonte: Roberto Benetti)

L’incidente era avvenuto poiché sull’aereo era stato montato un indicatore del livello di carburante tarato su un altro tipo di velivolo. L’erronea lettura dell’indicatore, che segnalava la presenza di carburante quando questo era terminato, aveva causato lo spegnimento dei motori.

Il capitano Shafik Al Gharbi e il copilota Ali Kebaier Lassoued si sarebbero fatti prendere dal panico e si sarebbero messi a pregare ad alta voce invece di seguire le procedure di emergenza per portare l’aereo su una pista di atterraggio. Dopo aver planato per sedici minuti, l’aereo si è schiantato in mare a 23 miglia nautiche a nordovest di Palermo, dopo che i piloti avevano tentato un ammaraggio.

Il tribunale di Palermo ha anche condannato cinque fra dirigenti e impiegati della Tuninter a pene fra otto e nove anni di carcere. Nessuno dei sette imputati era presente in aula alla lettura della sentenza.

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Pilots in 16-death crash jailed for praying instead of flying, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the GNU Free Documentation License, Version 1.2 or any later version published by the Free Software Foundation; with no Invariant Sections, no Front-Cover Texts, and no Back-Cover Texts. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.
Older Posts »

Powered by WordPress