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April 4, 2014

Il Ministro dell\’Interno Angelino Alfano scioglie il comune di Battipaglia per infiltrazioni mafiose

Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano scioglie il comune di Battipaglia per infiltrazioni mafiose

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4 aprile 2014
Nell’ultimo Consiglio dei Ministri, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha proposto lo scioglimento del comune di Battipaglia in provincia di Salerno a seguito di numerose indagini all’interno dell’ambiente politico locale dove è stato riscontrata una grave influenza della criminalità organizzata. Il provvedimento del ministro è stato approvato dall’ ultimo Consiglio dei Ministri riunitasi pochi giorni fa.

Il Palazzo del Municipio di Battipaglia


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March 9, 2014

Alfano: nei prossimi giorni riduzione fiscale senza precedenti

Alfano: nei prossimi giorni riduzione fiscale senza precedenti

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9 marzo 2014

Il Ministro dell’ Interno Angelino Alfano

Oggi, il ministro dell’Interno Angelino Alfano, in un’intervista a Sky TG 24, ha dichiarato: «nei prossimi giorni daremo un segnale di riduzione fiscale senza precedenti» che favorirà in modo consistente famiglie e imprese. Il ministro e leader del Nuovo Centrodestra ha voluto anche precisare che l’aumento dell’imposta Tasi non sarà una botta dolorosa, smentendo le voci di alcuni giorni fa.

Affrontando successivamente il tema caldo delle riforme, in particolare quella elettorale, il ministro spiega che si sta procedendo su due binari paralleli: il governo lavorerà sui piani da mettere in atto in economia mentre il Parlamento penserà alle riforme costituzionali e alla legge elettorale.


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November 16, 2013

Scissione nel centrodestra: Alfano fonda un nuovo partito

Scissione nel centrodestra: Alfano fonda un nuovo partito

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sabato 16 novembre 2013

Il Vicepremier e Ministro dell’Interno Angelino Alfano.

È terminato oggi alle 13:04 il Consiglio Nazionale del PdL che ha sancito all’unanimità dei 613 presenti la rinascita di Forza Italia. Però, il numero totale di coloro che dovevano presenziare era 870 ed infatti in 257 hanno disertato, perché ieri Angelino Alfano ha deciso di creare un nuovo partito politico di centrodestra, chiamato appunto “Nuovo Centrodestra”.

Allo stesso modo la separazione è avvenuta anche in Parlamento: nella Camera dei Deputati i filo-governativi – vicini ad Alfano e vicini all’esecutivo di Letta – sono circa 26 mentre al Senato, dove il capogruppo Renato Schifani si è dimesso non volendo entrare in Forza Italia, sono 30. Tra essi si ricordano Roberto Formigoni, Fabrizio Cicchitto, Carlo Giovanardi e tutti i ministri del PdL Lupi, Lorenzin, de Girolamo, Quagliariello ed ovviamente Alfano.

La possibilità di una scissione era già apparsa il 2 ottobre quando alcuni senatori del PdL si erano opposti alla sfiducia al Governo Letta proposta dallo stesso Berlusconi. Allora emersero i contrasti tra le due fazioni interne al partito. Infatti oggi Raffaele Fitto, uno dei capi dei cosiddetti lealisti contrapposti ai governativi, ha duramente criticato Alfano e la sua scelta definendolo un “traditore”.

Intanto Silvio Berlusconi nel suo discorso al Consiglio Nazionale ha attaccato la magistratura, il comunismo e l’Europa, dichiarando che Forza Italia non sosterrà il Governo Letta ed entrerà nell’opposizione ma non potrà far cadere l’esecutivo in quanto non ha le cifre per sfiduciare. Ha però anche difeso Alfano dicendo che nelle prossime elezione FI e “Nuovo Centrodestra” saranno coalizzati.


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October 2, 2013

Il governo Letta resiste alla crisi del PdL

Il governo Letta resiste alla crisi del PdL

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mercoledì 2 ottobre 2013

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta.

Oggi, il governo guidato da Enrico Letta è riuscito a superare la forse più difficile prova dalla sua nascita cinque mesi fa, il 27 aprile. Infatti oggi ha ricevuto la fiducia in Parlamento, dopo la crisi aperta sabato sera da Berlusconi e chiusa dallo stesso con un colpo di scena, decidendo all’ultimo di dare la fiducia.

Le dimissioni dei ministri[]

La vicenda è cominciata sabato 28 settembre, quando, a seguito dell’aumento dell’IVA, Silvio Berlusconi ha deciso di ritirare il suo appoggio all’esecutivo, incitando i ministri del PdL a dimettersi dal loro ruolo.[1] I ministri si sono di conseguenza dimessi, ma non senza polemiche: l’ex capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto ha subito detto che avrebbe voluto una discussione interna al partito prima di una scelta così forte.[2] Alla sua si sono subito accodate le dichiarazioni dei ministri dimissionari Gaetano Quagliariello e Beatrice Lorenzin, i quali erano contrari a tale decisione, ed anzi hanno detto che non vogliono aderire al gruppo parlamentare Forza Italia.[3][4]

Nel frattempo il segretario del PdL e capo delle colombe – la parte del partito contraria alla crisi del governo e contrapposta ai falchi – Angelino Alfano ha scritto che non vuole estremismi. A ciò ha subito ribattuto Il Giornale di Sallusti attaccando i ministri dimissionari come scissionisti.[5] Infatti, alcuni parlamentari azzurri, tra cui i siciliani ed i calabresi, avevano deciso di votare la fiducia che Letta aveva fissato per oggi e che il Cavaliere era intenzionato a non dare.

Il Vicepremier e Ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Ieri erano già una ventina i parlamentari di Centrodestra, sia alla Camera che al Senato, pronti a disubbidire a Berlusconi e rinnovare la fiducia al Premier. A queste fibrillazioni intestine sono dovute le molte riunioni parlamentari di ieri ed oggi.

La fiducia[]

Stamattina, il Presidente del Consiglio ha letto un discorso al Senato per ottenere la fiducia[6]: teoricamente erano favorevoli ad una riconferma Sinistra Ecologia e Libertà, il Partito Democratico, gli ex-grillini, il PSI e le colombe scissioniste, i cosiddetti alfaniani, mentre si sono dichiarati contrari il MoVimento 5 Stelle e la Lega Nord. Il totale supera il quorum raggiungendo numericamente la fiducia e proprio prima del voto anche Silvio Berlusconi dichiara che avrebbe votato a sostegno. Subito dopo, però, il capogruppo del PD Luigi Zanda dice che ormai è nata un’altra maggioranza e alcuni senatori azzurri, come Nitto Palma, indignati dalle parole di Zanda, non votano.

Alla fine il governo Letta ottiene la fiducia al Senato con 235 voti a favore e 70 contrari. Alla Camera dei Deputati il voto sarà stasera, ma lì non sussiste il problema, in quanto il PD ha una grande maggioranza ed il PdL ha già assicurato di dare confermare la fiducia.


Articoli correlati[]

  • «Governo Letta sull’orlo della crisi» – Wikinotizie, 28 settembre 2013

Fonti[]

Note[]

  1. (28 settembre 2013) Berlusconi fa dimettere ministri: è crisi. Letta: gesto folle per motivi personali. La Repubblica.
  2. (28 settembre 2013) Cicchitto contro l’ordine del capo. L’Unità.
  3. Dopo la decisione di Berlusconi di rifondare Forza Italia, anche il gruppo parlamentare Il Popolo della Libertà dovrà cambiare nome.
  4. (29 settembre 2013) Caos Pdl, ministri contro B. Quagliariello e Lorenzin: “Non aderiremo a Forza Italia”. Il Fatto Quotidiano.
  5. (30 settembre 2013) Scontro tra ministri Pdl e Sallusti: «Con noi il metodo Boffo non funziona». Letta riceve le dimissioni irrevocabili. Il Sole 24 ORE.
  6. (2 ottobre 2013) Letta, il discorso della fiducia: testo integrale. La Repubblica.

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September 9, 2012

Angelino Alfano: il nome di Berlusconi sarà sulla scheda. No a Monti-bis se non si candida

Angelino Alfano: il nome di Berlusconi sarà sulla scheda. No a Monti-bis se non si candida

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domenica 9 settembre 2012

Silvio Berlusconi

Da giorni si fa sempre più insistente il tam tam su un imminente rientro in grande stile di Silvio Berlusconi sulle scene politiche e mediatiche italiane, dopo l’eclissamento dovuto seguito all’estromissione politica che lo ha costretto a lasciare le responsabilità di governo nelle mani di Mario Monti e dei ministri del suo governo tecnico.

L’operazione sul rientro del Cavaliere dovrebbe preludere a un secondo e più clamoroso passo, la nuova “discesa in campo” nelle elezioni che si prevedono alla scadenza naturale della XVI legislatura, nella primavera 2013, o, se la situazione politica dovesse subire una brusca accelerazione, nelle eventuali elezioni anticipate dell’autunno 2012. Per questo aveva seminato non poco di scompiglio la recente e imprevista notizia, poi ridimensionatasi, di un infortunio occorso dell’ex premier durante la sessione giornaliera di jogging, nel parco di Villa Certosa.

La conferma sulla nuova «discesa in campo» di Berlusconi e l’ipotesi di un Monti-bis[]

Angelino Alfano, segretario del PdL

Oggi, una conferma dei rumour che circolavano, arriva indirettamente dallo stesso segretario del Partito delle Libertà, Angelino Alfano, ospite del Workshop Ambrosetti, il prestigioso forum economico internazionale che a Cernobbio, sul Lago di Como, nello scenario di Villa d’Este, vede riunirsi annualmente la classe dirigente mondiale, economica e politica.

Rispondendo a una precisa domanda di un giornalista, postagli a margine dei lavori del forum internazionale, Alfano ha affermato di “credere” che il nome di Silvio Berlusconi apparirà sulla scheda elettorale, accanto al simbolo, nelle prossime elezioni politiche. Dunque, per l’ex premier, una visibilità politica piena, quale potrebbe profilarsi solo con una candidatura in prima persona di Silvio Berlusconi al governo del Paese.

Il duello a distanza Casini-Alfano sull’ipotesi di un nuovo governo guidato da Monti[]

Pier Ferdinando Casini, leader dell’UdC

La questione della nuova ambizione di Berlusconi alla premiership italiana, si intreccia con la questione, in discussione già da giorni, sull’eventualità di un governo Monti-bis, un’ipotesi sostenuta con particolare vigore dal leader dell’UDC, Pier Ferdinando Casini, che l’ha ribadita solennemente, oggi stesso, alla festa nazionale del suo partito, in una sorta di duello a distanza con Alfano. La prospettiva politica perorata da Casini è condivisa anche, ma con più discrezione, da vari politici ed esperti economici stranieri, iscritti al novero di chi la ritiene una scelta auspicabile, per non dire inevitabile, di fronte alla rischiosa prospettiva di una situazione politica confusa che dovesse eventualmente emergere dal prossimo passaggio elettorale.

Su questa ipotesi, si è espresso in modo tranchant il segretario Alfano, rispondendo ancora una volta a una domanda esplicita della stampa: perché il nome di Monti sia proponibile per una nuova ipotesi di governo, dovrà essere possibile «trovarlo sulla scheda elettorale». Dunque, il PdL non sarà più disponibile ad appoggiare soluzioni di governo, né tecniche né politiche, come l’ipotesi di un nuovo incarico a Mario Monti, senza il passaggio di quest’ultimo per il bagno elettorale. Questa presa di posizione inequivocabile rafforzerebbe l’ipotesi ventilata di una nuova candidatura Berlusconi alle prossime elezioni.

Il pressing di Alfano su intercettazioni e responsabilità dei giudici[]

Alfano si è poi pronunciato su altri due argomenti di stretta attualità politica, l’iter parlamentare dei provvedimenti su intercettazioni e responsabilità dei magistrati. Alfano ha richiamato il governo Monti al rispetto del patto stipulato il 15 marzo: un emendamento al ddl anti-corruzione di cui è primo firmatario (il c.d. ddl Alfano), in cambio di una contestuale iniziativa su intercettazioni e responsabilità dei magistrati. Poiché sul tema dell’anti-corruzione il governo attuale sembra particolarmente impegnato (un attivismo ribadito oggi stesso dal ministro della giustizia, Paola Severino, al forum di Cernobbio), Alfano reclama il rispetto anche della seconda parte dell’accordo di marzo, l’approvazione di misure per la regolamentazione delle intercettazioni e della responsabilità dei magistrati, due argomenti che stanno particolarmente a cuore al suo partito, della cui agenda politica costituiscono da tempo dei cardini irrinunciabili.


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Fonti[]

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