Antonio Serra: il futuro del fumetto

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Intervista vincitrice del Premio W@H 2007/08.
vincitore Utente:Torsolo

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intervista a cura di Torsolo, Marcok

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domenica 28 ottobre 2007

L’autore di Nathan Never Antonio Serra, nell’ultima parte dell’intervista rilasciata in esclusiva per Wikinotizie il 5 ottobre, ha discusso con noi sul futuro del fumetto, sul destino del genere fantascientifico e ci ha fornito alcune anticipazioni sui nuovi progetti di casa Bonelli.

Vedi la prima parte dell’intervista

Il futuro del fumetto

Serra autografa un fumetto di cui è autore

W@H: Passando ad un’altra domanda, pensi che il fumetto abbia un futuro?

Serra: Alla domanda diretta: “il fumetto sopravviverà nel futuro?” la risposta è sì… ma in un museo! Dobbiamo immaginare il futuro del fumetto come il teatro…

W@H’ Temevamo come la lirica…

Serra: Anche… Il fumetto è qualcosa che non può essere cancellato, che non sparirà nel nulla e che esisterà sempre per gli appassionati. Per le persone che avranno ancora voglia di seguirlo, ma anche di creare nuove pubblicazioni, materiale originale.
Ma il successo, quello vasto, quello in cui tu puoi pensare di avere un pubblico di migliaia o milioni di persone, è una prospettiva totalmente irrealistica. Primaria ragione è che un fumetto bisogna leggerlo, ma leggere oggi costa sempre più fatica. Io stesso, che sono del mestiere, a volte mi devo imporre di farlo dicendo: “Devo leggerlo! Mamma mia, non posso accendere la televisione?”
Secondo me le prospettive di mercato diverranno ristrettissime, di nicchia.
Al contrario, le prospettive creative del fumetto, un medium che ha ormai ottenuto un riconoscimento culturale, sono ottime. Si potranno sviluppare un sacco di cose nuove, come è stato per il teatro: la sperimentazione, la ricerca! Sono sicuro che verranno prodotte storie splendide. Ma che non venderanno 800mila copie come vendeva Dylan Dog.
E tutto ciò indipendentemente dalla qualità: è proprio un fatto strutturale.

W@H: Ma è la tecnologia che uccide il fumetto?

Serra: In parte questo restringimento del mercato può essere causato dal cambiamento del nostro rapporto con la tecnologia, i videogiochi ad esempio. Il fatto è che ogni cosa ha il suo tempo. Il segnale, secondo me, viene dalla pubblicazione dei fumetti in abbinamento editoriale ai quotidiani. In compagnia dei classici della poesia e della letteratura, Dante, Virgilio, Manzoni, che ormai, purtroppo, nessuno più legge, chi trovi in edicola? Tex! Insieme ai cadaveri, non insieme ai vivi. A colori, ma insieme ai morti.
E così ho detto ciò che non dovevo dire.

W@H: Aspettiamo logia, dovevo dire.

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