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February 13, 2014

Governo, il giorno del giudizio

Governo, il giorno del giudizio – Wikinotizie

Governo, il giorno del giudizio

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13 febbraio 2014

Oggi, alla Direzione nazionale del PD il Segretario Matteo Renzi spiegherà quali sono i motivi per cui sarebbe giusto un cambio di guida, Il Presidente del Consiglio Enrico Letta non ha partecipato dichiarando: «Si decida con serenità».

L’arrivo e la contestazione[]

Il Segretario del PD Matteo Renzi

L’arrivo di Renzi al Nazareno non è stato di certo caloroso nonostante la grande popolarità che ha secondo gli ultimi sondaggi, il Segretario è stato accolto da urla e insulti. Il segretario non ha risposto alle domande dei giornalisti. L’ingresso era anche stato bloccato per un brevissimo lasso di tempo da lavoratori dell’ex-Lsu che stavano protestando questa mattina.

Da Palazzo Chigi[]

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta

Il Presidente Letta dichiara così in un tweet la sua decisione: «Preferisco aspettare a palazzo Chigi le determinazioni che verranno prese in modo che tutti si sentano liberi di esprimere valutazioni e di esplicitare le decisioni che ritengono opportune» Scelta che è stata subito criticata da Roberto Giacchetti che sempre con un tweet ironizza citando l’Ecce Bombo di Nanni Moretti: «Mi si nota di più se vengo e sto in disparte o se non vengo?».

Le ultime Trattative[]

Nella mattinata si era a lungo discusso tra gli staff dei due contendenti nel cercare un accordo e si era ipotizzata un’uscita onorevole del premier e di affidargli il Ministero dell’Economia così da potergli garantire la continuità del piano economico da lui iniziato Impegno Italia ma la la proposta è stata respinta dallo stesso Letta definendo che non siamo al mercato.


Fonti[]

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February 11, 2014

Avanza l\’ipotesi di staffetta Letta-Renzi

Avanza l’ipotesi di staffetta Letta-Renzi

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11 febbraio 2014

Il presidente del Consiglio Enrico Letta

L’ipotesi di una possibile staffetta tra il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi e il presidente del Consiglio Enrico Letta, ovvero il cambio di leader senza il voto, si fa sempre più plausibile.

Tutto si dovrebbe decidere questo giovedì. Attualmente è il tema più discusso negli ambienti politici, economici e imprenditoriali, ma sono tuttavia solo voci e per ora non c’è nulla di ufficiale. La situazione non può essere definita con certezza anche perché mancherebbero ancora importanti elementi del possibile scenario politico futuro come, per esempio, la previsione di un’adeguata collocazione per Letta.

Letta reagisce annunciando la presentazione di un patto di coalizione.


Fonti[]

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October 2, 2013

Il governo Letta resiste alla crisi del PdL

Il governo Letta resiste alla crisi del PdL

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mercoledì 2 ottobre 2013

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta.

Oggi, il governo guidato da Enrico Letta è riuscito a superare la forse più difficile prova dalla sua nascita cinque mesi fa, il 27 aprile. Infatti oggi ha ricevuto la fiducia in Parlamento, dopo la crisi aperta sabato sera da Berlusconi e chiusa dallo stesso con un colpo di scena, decidendo all’ultimo di dare la fiducia.

Le dimissioni dei ministri[]

La vicenda è cominciata sabato 28 settembre, quando, a seguito dell’aumento dell’IVA, Silvio Berlusconi ha deciso di ritirare il suo appoggio all’esecutivo, incitando i ministri del PdL a dimettersi dal loro ruolo.[1] I ministri si sono di conseguenza dimessi, ma non senza polemiche: l’ex capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto ha subito detto che avrebbe voluto una discussione interna al partito prima di una scelta così forte.[2] Alla sua si sono subito accodate le dichiarazioni dei ministri dimissionari Gaetano Quagliariello e Beatrice Lorenzin, i quali erano contrari a tale decisione, ed anzi hanno detto che non vogliono aderire al gruppo parlamentare Forza Italia.[3][4]

Nel frattempo il segretario del PdL e capo delle colombe – la parte del partito contraria alla crisi del governo e contrapposta ai falchi – Angelino Alfano ha scritto che non vuole estremismi. A ciò ha subito ribattuto Il Giornale di Sallusti attaccando i ministri dimissionari come scissionisti.[5] Infatti, alcuni parlamentari azzurri, tra cui i siciliani ed i calabresi, avevano deciso di votare la fiducia che Letta aveva fissato per oggi e che il Cavaliere era intenzionato a non dare.

Il Vicepremier e Ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Ieri erano già una ventina i parlamentari di Centrodestra, sia alla Camera che al Senato, pronti a disubbidire a Berlusconi e rinnovare la fiducia al Premier. A queste fibrillazioni intestine sono dovute le molte riunioni parlamentari di ieri ed oggi.

La fiducia[]

Stamattina, il Presidente del Consiglio ha letto un discorso al Senato per ottenere la fiducia[6]: teoricamente erano favorevoli ad una riconferma Sinistra Ecologia e Libertà, il Partito Democratico, gli ex-grillini, il PSI e le colombe scissioniste, i cosiddetti alfaniani, mentre si sono dichiarati contrari il MoVimento 5 Stelle e la Lega Nord. Il totale supera il quorum raggiungendo numericamente la fiducia e proprio prima del voto anche Silvio Berlusconi dichiara che avrebbe votato a sostegno. Subito dopo, però, il capogruppo del PD Luigi Zanda dice che ormai è nata un’altra maggioranza e alcuni senatori azzurri, come Nitto Palma, indignati dalle parole di Zanda, non votano.

Alla fine il governo Letta ottiene la fiducia al Senato con 235 voti a favore e 70 contrari. Alla Camera dei Deputati il voto sarà stasera, ma lì non sussiste il problema, in quanto il PD ha una grande maggioranza ed il PdL ha già assicurato di dare confermare la fiducia.


Articoli correlati[]

  • «Governo Letta sull’orlo della crisi» – Wikinotizie, 28 settembre 2013

Fonti[]

Note[]

  1. (28 settembre 2013) Berlusconi fa dimettere ministri: è crisi. Letta: gesto folle per motivi personali. La Repubblica.
  2. (28 settembre 2013) Cicchitto contro l’ordine del capo. L’Unità.
  3. Dopo la decisione di Berlusconi di rifondare Forza Italia, anche il gruppo parlamentare Il Popolo della Libertà dovrà cambiare nome.
  4. (29 settembre 2013) Caos Pdl, ministri contro B. Quagliariello e Lorenzin: “Non aderiremo a Forza Italia”. Il Fatto Quotidiano.
  5. (30 settembre 2013) Scontro tra ministri Pdl e Sallusti: «Con noi il metodo Boffo non funziona». Letta riceve le dimissioni irrevocabili. Il Sole 24 ORE.
  6. (2 ottobre 2013) Letta, il discorso della fiducia: testo integrale. La Repubblica.

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September 28, 2013

Governo Letta sull\’orlo della crisi

Governo Letta sull’orlo della crisi – Wikinotizie

Governo Letta sull’orlo della crisi

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sabato 28 settembre 2013

Palazzo Chigi, sede del Governo.

Ieri, il premier Enrico Letta, tornando dall’incontro con l’ONU a New York, ha riunito un Consiglio dei Ministri in cui sono emerse tutte le tensioni di questi giorni. Infatti, a causa degli scontri interni alla maggioranza, il 1º ottobre avverrà l’aumento dell’IVA.[1][2] Ma questo non è l’unico problema dell’esecutivo guidato dall’esponente del Partito Democratico (i cui componenti hanno votato ieri sulle regole del Congresso[3][4]), in quanto i parlamentari del PDL, che secondo il suo fondatore riprenderà il nome di Forza Italia, hanno minacciato che, se Silvio Berlusconi decadesse da senatore a causa della votazione del 4 ottobre, si dimetterebbero in massa[5].

Eppure, all’interno stesso del partito del Cavaliere, ci sono delle spaccature tra i Falchi – che vogliono la caduta del governo e tra cui spiccano Daniela Santanché e Renato Brunetta – e le Colombe, più favorevoli alle Larghe Intese e rappresentate dai Ministri Gaetano Quagliariello e Maurizio Lupi: alcuni esponenti di quest’ultima frangia si sono detti appunto contrari alle “dimissioni di massa”.

Per salvaguardare il proprio governo, Letta è salito al Quirinale da Giorgio Napolitano per decidere quali mosse compiere, e ha poi dichiarato che se i parlamentari azzurri non ritireranno le loro “dimissioni di massa”, allora sarà lui a dimettersi. Nel frattempo, però, il Presidente del Consiglio ha detto che mercoledì chiederà la fiducia al Parlamento.[1]

Ma intanto arrivano i richiami di molte forze politiche e sociali – tra cui lo stesso Presidente della Repubblica, l’Unione Europea, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, diverse imprese e società, la CEI – che chiedono al Governo di scongiurare la crisi politica, dalla quale deriverebbe una profonda degradazione dell’economia che ricominciava, seppur molto lentamente, a crescere.


Articoli correlati[]

  • «Il governo Letta resiste alla crisi del PdL» – Wikinotizie, 2 ottobre 2013

Fonti[]

Note[]

Il Premier Enrico Letta.

  1. 1,0 1,1 «Salta lo stop all’aumento dell’Iva, Letta chiederà una nuova fiducia». Il Sole 24 ORE, 28-09-2013.
  2. «Cdm, salta il decreto sull’Iva. Ci sarà aumento dal primo ottobre». La Repubblica, 28-09-2013.
  3. «Pd, la direzione approva le regole. Primarie confermate l’8 dicembre». La Repubblica, 28-09-2013.
  4. Il Regolamento del Congresso sul Sito del PD
  5. «Parlamentari Pdl pronti a dimettersi in massa. “Se Berlusconi decade lasciamo le Camere”». La Repubblica, 25-09-2013.

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April 30, 2013

Il governo Letta ha ricevuto la fiducia delle Camere

Il governo Letta ha ricevuto la fiducia delle Camere

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martedì 30 aprile 2013

segui lo Speciale Elezioni 2013

Oggi il neo governo Letta è entrato ufficialmente in carica, avendo ottenuto la fiducia del Senato, con 233 voti a favore da parte di PD, PDL e SC e 59 voti contrari da M5S e SEL. I senatori astenuti, quindi di fatto contrari, sono stati 18 della LN e sono stati 9 quelli assenti.

Ieri è stata la volta della Camera, nella quale il governo ha ricevuto 453 voti a favore da parte di PD, PDL e SC, 153 contrari da M5S, SEL e FDI, 17 astenuti della LN e 24 gli assenti.

Il nuovo governo, nominato da Giorgio Napolinato a pochi giorni dalla sua rielezione, è formato da 4 ministri del PD, 4 del PDL, 1 di SC e 4 tecnici. I ministri senza portafoglio sono 5 del PD, 1 del PDL e 2 di SC. Il nuovo Presidente del consiglio Enrico Letta (PD) avrà come vicepresidente Angelino Alfano (PDL).


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April 27, 2013

È nato il governo Letta

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È nato il governo Letta

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sabato 27 aprile 2013

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta

L’On. Enrico Letta, dopo l’incarico affidatogli dal Capo dello Stato Napolitano il 24 aprile, ha sciolto la riserva e formato il 62º Governo della Repubblica Italiana, il primo della XVII Legislatura della Repubblica Italiana.

Il Governo Letta sarà sostenuto in Parlamento dal Partito Democratico, dal Popolo della Libertà, da Scelta Civica e da Centro Democratico; sarà composto da 21 Ministri.

Il nuovo Governo giurerà domani dinanzi al Presidente della Repubblica.

La lista dei ministri[]

   ministero incaricato partito
1 interno

vicepremier e M. dell’interno

Alfano

Angelino Alfano

PDL
2 giustizia

M. della giustizia

Cancellieri

Anna Maria Cancellieri

indipendente
3 esteri

M. degli esteri

Bonino

Emma Bonino

Radicali
4 economia

M. dell’economia

Saccomanni

Fabrizio Saccomanni

indipendente
5 trasporti

M. dei trasporti

Lupi

Maurizio Lupi

PDL
6 lavoro

M. del lavoro e delle politiche sociali

Giovannini

Enrico Giovannini

indipendente
7 difesa

M. della difesa

Mauro

Mario Mauro

Scelta civica
8 sviluppo

M. dello sviluppo economico

Zanonato

Flavio Zanonato

PD
9 istruzione

M. dell’istruzione

Carrozza

Maria Chiara Carrozza

PD
10 salute

M. della salute

Lorenzin

Beatrice Lorenzin

PDL
11 ambiente

M. dell’ambiente

Orlando

Andrea Orlando

PD
12 politiche

M. delle politiche agricole

Girolamo

Nunzia de Girolamo

PDL
13 beni

M. dei beni culturali e turismo

Bray

Massimo Bray

PD
14 coesione

M. della coesione territoriale

Trigilia

Carlo Trigilia

PD
15 affari europei

M. degli affari europei

Moavero

Carlo Moavero Milanesi

indipendente
16 affari regionali

M. degli affari regionali e autonomie locali

Delrio

Graziano Delrio

PD
17 pubblica

M. della pubblica amministrazione

D’Alia

Giampiero D’Alia

UDC
18 rapporti

M. dei rapporti con il parlamento

Franceschini

Dario Franceschini

PD
19 pari

M. delle pari opportunità, politiche giovanili e sport

Idem

Josefa Idem

PD
20 riforme

M. delle riforme costituzionali

Quagliariello

Gaetano Quagliariello

PDL
21 integrazione

M. dell’integrazione

Kyenge

Cècile Kashetu Kyenge

PD


Fonti[]

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