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May 26, 2014

Il Partito Democratico sfonda alle Europee e alle Amministrative

Il Partito Democratico sfonda alle Europee e alle Amministrative

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26 maggio 2014
Risultati sorprendenti quelli ottenuti dal Partito Democratico alle elezioni europee di ieri di cui già nella tarda serata si era incominciato lo spoglio, ottenendo ben il 40,8% dei consensi, immediato il commento del Presidente del Consiglio Matteo Renzi che, nella mattinata ha pubblicato un tweet dicendo di essere commosso per l’incredibile risultato.

Durissima la stangata al Movimento 5 Stelle, prendendo “solo” il 22% dei consensi distando dal PD di ben 20 punti percentuali; nei giorni scorsi il leader dell’M5S Beppe Grillo in numerosi interventi mediatici aveva più volte rincarato la sicura vittoria del Movimento.

Anche nel centro-destra italiano la situazione non è affatto buona, anzi è notevolmente peggiorata con Forza Italia al 16% diventando terzo partito. La Lega Nord tutto sommato ne esce abbastanza bene con quasi il 6% mentre il Nuovo Centrodestra e l’Unione di Centro di Alfano e l’altra Europa con Tsipras raggiungono appena il quorum con il 4,2%.

Le vittorie del PD non si fermano alle europee, il centro-sinistra alle comunali e alle regionali sbaraglia concorrenza facendo perdere al centro-destra numerosi comuni come Prato, Padova e Bergamo e regioni come il Piemonte con Sergio Chiamparino e l’Abruzzo con Luciano d’Alfonso.


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February 13, 2014

Governo, il giorno del giudizio

Governo, il giorno del giudizio – Wikinotizie

Governo, il giorno del giudizio

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13 febbraio 2014

Oggi, alla Direzione nazionale del PD il Segretario Matteo Renzi spiegherà quali sono i motivi per cui sarebbe giusto un cambio di guida, Il Presidente del Consiglio Enrico Letta non ha partecipato dichiarando: «Si decida con serenità».

L’arrivo e la contestazione[]

Il Segretario del PD Matteo Renzi

L’arrivo di Renzi al Nazareno non è stato di certo caloroso nonostante la grande popolarità che ha secondo gli ultimi sondaggi, il Segretario è stato accolto da urla e insulti. Il segretario non ha risposto alle domande dei giornalisti. L’ingresso era anche stato bloccato per un brevissimo lasso di tempo da lavoratori dell’ex-Lsu che stavano protestando questa mattina.

Da Palazzo Chigi[]

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta

Il Presidente Letta dichiara così in un tweet la sua decisione: «Preferisco aspettare a palazzo Chigi le determinazioni che verranno prese in modo che tutti si sentano liberi di esprimere valutazioni e di esplicitare le decisioni che ritengono opportune» Scelta che è stata subito criticata da Roberto Giacchetti che sempre con un tweet ironizza citando l’Ecce Bombo di Nanni Moretti: «Mi si nota di più se vengo e sto in disparte o se non vengo?».

Le ultime Trattative[]

Nella mattinata si era a lungo discusso tra gli staff dei due contendenti nel cercare un accordo e si era ipotizzata un’uscita onorevole del premier e di affidargli il Ministero dell’Economia così da potergli garantire la continuità del piano economico da lui iniziato Impegno Italia ma la la proposta è stata respinta dallo stesso Letta definendo che non siamo al mercato.


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January 21, 2014

PD: Cuperlo si dimette da presidente

PD: Cuperlo si dimette da presidente – Wikinotizie

PD: Cuperlo si dimette da presidente

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martedì 21 gennaio 2014

Gianni Cuperlo
(agosto 2013)

Gianni Cuperlo si è dimesso dalla carica di presidente del Partito Democratico. L’annuncio è arrivato durante la riunione della minoranza alla Camera, con una lettera inviata dallo stesso Cuperlo al segretario del PD Matteo Renzi.

Il dissenso tra le due linee era già maturato nella direzioni di lunedì; la sinistra del Pd aveva aspramente criticato l’accordo sulla legge elettorale tra il segretario dem e il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, ribadendo la necessità di inserire nell’Italicum anche il sistema delle preferenze. Renzi aveva ribattuto dicendo di non accettare critiche “da chi è stato eletto col listino e senza le primarie dei parlamentari”.

Nella lettera inviata dall’ormai ex presidente del Pd a Renzi, Cuperlo evidenzia il proprio allarme per la concezione del partito da parte del segretario e dice anche di non essersi dimesso per rancore, “ma per essere libero di esprimere le proprie opinioni”. Secca la replica del segretario dem e sindaco di Firenze: “In un Partito democratico le critiche si fanno, come hai fatto tu – scrive il segretario – ma si possono anche ricevere”. Ancora, auspica un’ulteriore collaborazione nonostante le dimissioni e, interpellato sulla sostituzione di Cuperlo, afferma di non volere uno dei suoi alla presidenza.


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December 9, 2013

Primarie PD: vince Matteo Renzi

Primarie PD: vince Matteo Renzi – Wikinotizie

Primarie PD: vince Matteo Renzi

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lunedì 9 dicembre 2013

Il nuovo Segretario Matteo Renzi.

Ieri sera alle 20 si sono chiuse le porte dei circa 8000 circoli del Partito Democratico in tutta Italia, ed è cominciato lo spoglio dei voti. A scegliere il nuovo segretario sono andati quasi 3 milioni di persone, tra iscritti e sostenitori del PD. Alle 13 il responsabile dell’organizzazione del PD Davide Zoggia dava notizia che avevano già votato in 980 000. Subito dopo le 20 il Segretario uscente Guglielmo Epifani ha dichiarato di essere molto contento del numero di votanti.

Solo intorno alle 20:30 è arrivato il primo risultato dal comitato di Renzi: che posizionava il Sindaco di Firenze al 70% dei suffragi. Verso le 21, una nota ufficiosa del Partito, a metà schede scrutinate, confermava il dato di Renzi.

Alla fine, a mezzanotte, è stata certificata la vittoria di Matteo Renzi con un ampio vantaggio: il 68%. Ovviamente questo dato cambia da regione a regione; ad esempio, il Sindaco fiorentino ha il suo apice in Toscana sfiorando l’80%, il monzese Civati è forte nel Nord Italia, mentre Cuperlo, nonostante sia di Trieste, ha il maggior sostegno nel Mezzogiorno e nelle Isole; in ogni caso Renzi non scende mai sotto il 50%. Il dato sarà ufficialmente confermato durante il Congresso che avverrà domenica 15 dicembre.

Subito dopo la vittoria Renzi ha tenuto un comizio a Firenze ringraziando e dicendo che «il PD è cambiato». Oggi pomeriggio farà la prima conferenza stampa da Segretario con cui dichiarerà i nomi della sua “squadra di governo” nella segreteria, che si annuncia composta per metà da donne. Inoltre sempre oggi potrebbe incontrare il premier Enrico Letta che stasera partirà per il Sudafrica in vista dei funerali di Nelson Mandela.

Intanto il neo-segretario ha già ricevuto le congratulazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dallo stesso Silvio Berlusconi.

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Elezioni primarie del Partito Democratico del 2013.


I candidati[]

Risultati[]

Candidati Voti Percentuale
Matteo Renzi 1 895 332 67,55
Gianni Cuperlo 510 970 18,21
Giuseppe Civati 399 473 14,24
Totale 2 805 775 100,00
Schede bianche e nulle 9 106
Totale votanti 2 814 881

Articoli correlati[]

  • «Renzi candidato Segretario del PD» – Wikinotizie, 2 settembre 2013

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November 28, 2013

Berlusconi decaduto dalla carica di senatore

Berlusconi decaduto dalla carica di senatore

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giovedì 28 novembre 2013

Silvio Berlusconi in una foto del 2008.

Ieri, alle ore 17:43 l’aula del Senato ha votato sì alla decadenza di Silvio Berlusconi dal ruolo di parlamentare, secondo quanto stabilito dalla legge Severino. Infatti la legge indica la perdita da qualsiasi carica elettiva a seguito di condanne particolarmente gravi, in questo caso quella del “processo Mediaset” avvenuta 4 mesi fa.

Il tutto era cominciato ad agosto con la suddetta condanna; era stata poi bocciata nella Giunta delle Elezioni la relazione del senatore del PdL Andrea Augello, che basava il suo intervento a difesa di Berlusconi sulla presunta retroattività della legge Severino – opinione che PD e M5S non condividono – che secondo il centrodestra si potrebbe applicare solo in casi avvenuti posteriormente all’emanazione della legge (il 2012) e quindi non a Berlusconi, il cui processo cominciò nel 2006. Inoltre ieri in Senato, prima della decadenza, sono stati respinti nove ordini del giorno che intendevano posticipare la delibera.

Sono stati favorevoli alla decadenza PD, M5S e SC con almeno 191 voti, mentre Nuovo Centrodestra, Lega Nord e soprattutto Forza Italia si sono fermamente opposti raccogliendo 112 voti. Inoltre il centrodestra ha duramente criticato il Presidente del Senato Piero Grasso che ha permesso di utilizzare il “voto palese” (ogni senatore dichiarava esplicitamente se era a favore o contro la decadenza, invece che farlo in segreto nelle urne) che secondo il regolamento del Senato non si dovrebbe usare per le votazioni concernenti persone.

Silvio Berlusconi, prima del voto, ha svolto a Roma una manifestazione a suo sostegno, in cui ha attaccato il Comunismo, Magistratura democratica e la politica d’austerità europea. Ha detto poi che sarà presente in politica pur senza stare in Parlamento ed ha indicato la sua decadenza come un Colpo di Stato.

Intanto in Senato, dopo il voto, le donne di FI, vestite tutte di nero, hanno detto, così come Angelino Alfano, che è stato «un brutto giorno per la democrazia» italiana. Al contrario il segretario del PD Guglielmo Epifani ha detto che il Senato «ha fatto solo il suo dovere». Per il fondatore del M5S Beppe Grillo è solo l’inizio: «Fuori uno. Ora dobbiamo mandare tutti gli altri a casa».


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September 28, 2013

Governo Letta sull\’orlo della crisi

Governo Letta sull’orlo della crisi – Wikinotizie

Governo Letta sull’orlo della crisi

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sabato 28 settembre 2013

Palazzo Chigi, sede del Governo.

Ieri, il premier Enrico Letta, tornando dall’incontro con l’ONU a New York, ha riunito un Consiglio dei Ministri in cui sono emerse tutte le tensioni di questi giorni. Infatti, a causa degli scontri interni alla maggioranza, il 1º ottobre avverrà l’aumento dell’IVA.[1][2] Ma questo non è l’unico problema dell’esecutivo guidato dall’esponente del Partito Democratico (i cui componenti hanno votato ieri sulle regole del Congresso[3][4]), in quanto i parlamentari del PDL, che secondo il suo fondatore riprenderà il nome di Forza Italia, hanno minacciato che, se Silvio Berlusconi decadesse da senatore a causa della votazione del 4 ottobre, si dimetterebbero in massa[5].

Eppure, all’interno stesso del partito del Cavaliere, ci sono delle spaccature tra i Falchi – che vogliono la caduta del governo e tra cui spiccano Daniela Santanché e Renato Brunetta – e le Colombe, più favorevoli alle Larghe Intese e rappresentate dai Ministri Gaetano Quagliariello e Maurizio Lupi: alcuni esponenti di quest’ultima frangia si sono detti appunto contrari alle “dimissioni di massa”.

Per salvaguardare il proprio governo, Letta è salito al Quirinale da Giorgio Napolitano per decidere quali mosse compiere, e ha poi dichiarato che se i parlamentari azzurri non ritireranno le loro “dimissioni di massa”, allora sarà lui a dimettersi. Nel frattempo, però, il Presidente del Consiglio ha detto che mercoledì chiederà la fiducia al Parlamento.[1]

Ma intanto arrivano i richiami di molte forze politiche e sociali – tra cui lo stesso Presidente della Repubblica, l’Unione Europea, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, diverse imprese e società, la CEI – che chiedono al Governo di scongiurare la crisi politica, dalla quale deriverebbe una profonda degradazione dell’economia che ricominciava, seppur molto lentamente, a crescere.


Articoli correlati[]

  • «Il governo Letta resiste alla crisi del PdL» – Wikinotizie, 2 ottobre 2013

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Note[]

Il Premier Enrico Letta.

  1. 1,0 1,1 «Salta lo stop all’aumento dell’Iva, Letta chiederà una nuova fiducia». Il Sole 24 ORE, 28-09-2013.
  2. «Cdm, salta il decreto sull’Iva. Ci sarà aumento dal primo ottobre». La Repubblica, 28-09-2013.
  3. «Pd, la direzione approva le regole. Primarie confermate l’8 dicembre». La Repubblica, 28-09-2013.
  4. Il Regolamento del Congresso sul Sito del PD
  5. «Parlamentari Pdl pronti a dimettersi in massa. “Se Berlusconi decade lasciamo le Camere”». La Repubblica, 25-09-2013.

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September 3, 2013

Renzi candidato Segretario del PD

Renzi candidato Segretario del PD – Wikinotizie

Renzi candidato Segretario del PD

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martedì 3 settembre 2013

Matteo Renzi

Ieri il sindaco di Firenze, Matteo Renzi ha ufficialmente accettato di candidarsi alla guida del Partito Democratico. La sua candidatura è sostenuta, oltre che dalla sua corrente, anche dagli ex-Popolari e a sorpresa dalla corrente del Ministro per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini.

Il principale concorrente è Gianni Cuperlo, sostenuto dalle correnti Dalemiane, Bersaniane e dei Giovani Turchi. Beppe Fioroni però afferma che secondo lui Renzi ha l’80% dei consensi del partito e la sua vittoria è probabilmente scontata, a meno che non ci siano dei forti cambiamenti prima dell’inizio del Congresso del Partito, che avverrà a novembre.


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February 17, 2009

Walter Veltroni si dimette da segretario del PD

Walter Veltroni si dimette da segretario del PD

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martedì 17 febbraio 2009

Walter Veltroni, ex segretario del Partito Democratico

In seguito alla sconfitta del suo gruppo alle elezioni amministrative della Regione Sardegna, Walter Veltroni ha deciso di abbandonare il ruolo di segretario del Partito Democratico. La decisione è stata comunicata nella prima mattinata al Coordinamento del partito, da lui stesso convocato a Sant’Andrea delle Fratte, per fare chiarezza sull’esito del voto in Sardegna.

La prima richiesta di dimissioni è stata subito respinta dal Coordinamento del partito; Veltroni però ha ritenuto necessario concedersi un ulteriore periodo di tempo per analizzare la situazione ed i suoi possibili sviluppi. Dopo una lunga discussione con i vertici del partito, Veltroni ha deciso di «mantenere l’orientamento espresso questa mattina e di rassegnare le dimissioni da segretario nazionale del PD»: così fa sapere Andrea Orlando, portavoce del Partito Democratico.

Domattina vi sarà una conferenza stampa tenuta dallo stesso Walter Veltroni nonché la relazione straordinaria del vicesegretario Franceschini sui termini per l’elezione del futuro segretario del partito.


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February 6, 2008

Veltroni: «Il PD correrà da solo alle elezioni»

Veltroni: «Il PD correrà da solo alle elezioni»

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mercoledì 6 febbraio 2008

Il segretario del Partito Democratico Walter Veltroni, tramite una conferenza stampa, ha oggi confermato che il partito si presenterà da solo, sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica, alle prossime elezioni politiche del 13-14 aprile: «È venuto il tempo di rischiare un po’ attraverso l’innovazione. Noi abbiamo fatto una scelta coraggiosa: non credo abbia ragion d’essere un qualcosa di pasticciato». Veltroni ha annunciato anche che si cercheranno accordi con la sinistra riformista e non con quella radicale.

Smentite quindi le voci, che nei giorni scorsi parlavano di un’imminente accordo politico con Berlusconi.


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October 15, 2007

Walter Veltroni è il segretario del Partito Democratico italiano

Walter Veltroni è il segretario del Partito Democratico italiano

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lunedì 15 ottobre 2007

Il segretario del Partito Democratico italiano, Walter Veltroni

Walter Veltroni, come da pronostici, è il segretario del nascente Partito Democratico italiano. Il sindaco di Roma è stato eletto con il 75,7% dei voti. Un successo, secondo esponenti della maggioranza, poiché sono andati alle urne circa 3 038 000 milioni di persone, meno delle primarie del 2005, che portarono alle urne oltre quattro milioni di elettori, ma è da considerare che queste consultazioni erano teoricamente aperte a solo una parte del centrosinistra. I partiti di sinistra e quelli di centro, infatti, non avevano candidati, che in questo caso, non considerando i due outsider, provenivano dagli ormai disciolti partiti dei Democratici di Sinistra e de La Margherita. Le operazioni di voto, tuttavia, non sono ancora chiuse, poiché all’estero, in America, si sta ancora votando, causa il fuso orario.

A buona distanza da Walter Veltroni si sono piazzati Rosy Bindi, con il 14,1% dei voti, e quindi Enrico Letta, con il 10,1%. Molto distanziati gli outsider, il blogger Mario Adinolfi, con lo 0,1%, e l’economista Pier Giorgio Gawronski (apparentato con il candidato Jacopo G. Schettini), con la stessa percentuale di voti. Gli ultimi due candidati, tuttavia, sono stati penalizzati dal fatto di non avere avuto la possibilità di organizzare liste in tutti i 475 seggi.

Una giornata lunga e piena di notizie, quella trascorsa da centrosinistra. Nel corso della giornata i candidati si erano mantenuti cauti sul numero dei votanti, mantenendosi sui due milioni. Ma già dalla mattina si erano formate lunghe code ai seggi, e nel pomeriggio in alcuni seggi le schede sono andate esaurite e si è dovuto ricorrere a delle fotocopie. Alla fine le urne sono rimaste aperte fino a oltre le venti, data preventivata per la chiusura, al fine di smaltire le code degli elettori che desideravano votare. Alla fine il coordinamento ha affermato che gli elettori sono stati tre milioni e trecentomila.

Il neo segretario, che ha atteso i risultati non nella sede storica dell’Ulivo, in piazza Santi Apostoli, segnando una rottura simbolica con il passato, ha parlato dalla Camera di Commercio di Roma, affermando che «Non sarà un partito di correnti e il 50% degli organismi dirigenti sarà composto da donne. Non sarà un partito che nasce dal leader o per un leader ma per le persone reali per questo paese reale». Veltroni ha anche parlato degli avversari del centrodestra: «Lo schema della Cdl – ha detto Veltroni – è vecchio e corrisponde ad una vecchia stagione politica italiana» e che «anche la Cdl  verificherà il suo schema».

Secondo Veltroni, inoltre, che ha incontrato Romano Prodi e gli altri candidati a Piazza Santi Apostoli, il Partito Democratico si candida, grazie a queste elezioni, ad essere il primo partito italiano.

Risultati in dettaglio

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