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July 15, 2016

Francia: camion contro la folla

Francia: camion contro la folla – Wikinotizie

Francia: camion contro la folla

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venerdì 15 luglio 2016

Ieri notte, al termine della tradizionale festa per l’anniversario della presa della Bastiglia, un tunisino trentenne residente a Nizza si è lanciato con un camion contro la folla che stava guardando uno spettacolo pirotecnico a Nizza riuscendo a seminare vittime per ben 2 km. La strage è avvenuta sulla Promenade des Anglais e ci sarebbero almeno 84 morti e un centinaio di feriti.

L’autore della strage, ancora sul camion, è stato ucciso dagli agenti della Gendarmerie nationale.

Lo stato di emergenza ancora attivo in Francia in seguito agli ultimi attentanti (del 13 giugno 2016 e del 13 novembre 2015), che doveva concludersi il 26 luglio, è stato prolungato di altri tre mesi dal presidente Hollande, e i riservisti sono stati richiamati.


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July 5, 2016

Arabia Saudita: attacco suicida a Medina

Arabia Saudita: attacco suicida a Medina

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martedì 5 luglio 2016

Stamattina è avvenuto un attentato terroristico suicida a Medina, città dell’Arabia Saudita nota per essere la seconda città sacra della religione islamica e il luogo di sepoltura di Maometto.

Stando alle prime indicazioni, l’uomo si sarebbe fatto saltare dopo essere stato fermato all’esterno della w:moschea del Profeta. L’esplosione avrebbe ucciso quattro guardie di sicurezza e ferito almeno altre cinque persone.

L’attentato, non rivendicato, anche se i sospetti cadono sull’ISIS, arriva a poche ore dalla conclusione del Ramadan, il mese di digiuno sacro per i musulmani.

Wikipedia

Wikipedia in lingua inglese ha una voce su 2016 Saudi Arabia bombings.


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November 15, 2015

Attentati terroristici a Parigi

Attentati terroristici a Parigi – Wikinotizie

Attentati terroristici a Parigi

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domenica 15 novembre 2015

Wikinotizie di oggi
15 novembre
  • Pallanuoto, Serie A1 maschile 2015-2016: 8ª giornata
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I luoghi dell’attacco terroristico:
1. Saint-Denis (Stade de France)
2. Incrocio tra Rue Bichat (Le Petit Cambodge) e Rue Alibert (Le Carillon)
3. Rue de la Fontaine au Roi (Casa Nostra)
4. Boulevard Voltaire (Teatro Bataclan)
5. Rue de Charonne (La Belle Equipe)

Venerdì 13 novembre verso le 21.20 Parigi è stata colpita da una serie di attentati terroristici coordinati con uso di armi da fuoco ed ordigni esplosivi. I morti ad un primo bilancio sono almeno 129, conta probabilmente destinata a salire per la presenza tra i 352 feriti di molti casi gravi. Gli attentatori, almeno 8 persone, secondo alcune rivendicazioni farebbero capo a correnti islamiste riferibili all’Isis.

Gli attentatori, 8 persone divise in tre squadre, hanno agito in punti diversi della città nel X, XI e XII arrondissement usando armi automatiche, granate e facendosi esplodere tra la folla. L’attacco più grave è avvenuto all’interno del teatro Bataclan dove si stava svolgendo un concerto rock con circa un migliaio di spettatori, tra cui si contano un centinaio di vittime. Tre attentatori si sono fatti esplodere nei dintorni dello Stade de France in cui era in corso un incontro di calcio tra le nazionali di Francia e Germania a cui stava assistendo anche il premier François Hollande, fatto allontanare dopo le prime esplosioni. Il presidente ha dichiarato lo stato di emergenza e chiuso le frontiere del paese, chiusura anche per uffici pubblici, scuole ed università, e divieto di manifestazioni pubbliche ed eventi sportivi. Previsti tre giorni di lutto nazionale.

Gli attentati sono stati rivendicati tramite alcuni video e dichiarazioni comparse sul web in siti ufficiali facenti riferimento allo Stato islamico, come vendetta per la partecipazione francese ai raid aerei nel conflitto siriano, estendendo le minacce ad altri paesi. Alcuni attentatori sarebbero di origine belga, mentre almeno uno sembra essere di nazionalità francese. Ulteriori indagini sono in corso per individuare appoggi e complicità.

Condanne dell’episodio e messaggi di solidarità alla Francia sono giunti dalle autorità politiche di tutto il mondo. Anche il papa ha voluto ribadire la sua opposizione ad ogni forma di violenza, e di sentirsi vicino alle vittime e pregare per loro.


Fonti[]

Interprogetto[]

  • Collabora a Wikipedia [EN] Wikipedia contiene una voce riguardante November 2015 Paris attacks
  • Collabora a Wikipedia Wikipedia contiene inoltre una voce sugli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi

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May 1, 2013

Spari vicino a Palazzo Chigi, mentre il governo presta giuramento

Spari vicino a Palazzo Chigi, mentre il governo presta giuramento

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mercoledì 1 maggio 2013

Palazzo del Quirinale. È la residenza ufficiale del presidente della Repubblica Italiana.

Domenica 28 aprile sono stati sparati dei colpi di arma da fuoco di fronte alla sede del governo Italiano. Secondo l’agenzia Reuters, un testimone ha indicato di aver udito circa 8 spari. Questo è successo nello stesso giorno in cui il nuovo governo prestava giuramento.

L’agenzia Reuters riporta che almeno due carabinieri sono stati colpiti e l’attentatore è stato arrestato.

Il processo di scelta del nuovo governo è durato due mesi, ed è terminato con la nomina di Enrico Letta (PD) come primo ministro avvenuta domenica. Il Partito Democratico ha formato un governo di coalizione con il Popolo della Libertà dell’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Letta era al palazzo del Quirinale, a meno di un chilometro di distanza quando è avvenuta la sparatoria, per il varo del nuovo governo.

Fonti[]

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di As Italy prepares for new government, shots fired near prime minister’s office, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

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April 19, 2013

Ancora paura a Boston, sparatoria al MIT

Ancora paura a Boston, sparatoria al MIT

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19 aprile 2013

Non si ferma l’ondata di terrore che ha avvolto la città di Boston dopo le due bombe scoppiate nel corso della maratona cittadina di pochi giorni fa. Ieri sera alle 23 ora locale (le 5 in Italia) nel campus del Massachusetts Institute of Technology (MIT) e più precisamente accanto all’edificio 32, meglio noto come Stata Center, è occorsa una violenta sparatoria che ha causato la morte di un agente di polizia.

Il Massachusetts Institute of Technology, una delle università più prestigiose al mondo se non la più prestigiosa, è situato nella città di Cambridge e si trova proprio di fronte al centro di Boston, dall’altro lato del Charles River, il fiume che separa le due cittadine.

Secondo le prime ricostruzioni due persone armate hanno aperto il fuoco contro un agente di polizia del campus, che stava rispondendo ad una segnalazione per una rapina in un negozio e che è poi deceduto all’ospedale per le ferite riportate durante lo scontro. I responsabili si sono poi allontanati su un’auto e sono stati braccati dalle forze di polizia a Watertown, a pochi chilometri di distanza. Le varie fonti riportano che nel corso di un’ulteriore sparatoria è rimasto seriamente ferito un altro agente di polizia e uno dei malviventi sia stato anch’egli colpito e quindi catturato, ma sia successivamente deceduto, mentre l’altro sospettato sarebbe ancora in libertà e la polizia starebbe ispezionando le zone limitrofe, abitazione per abitazione.

Il commissario di polizia di Boston Edward Davis, ha confermato, in una improvvisata conferenza stampa, l’esistenza di una correlazione con l’attentato terroristico di lunedì. Sembrerebbe infatti che il criminale ucciso nella sparatoria sia uno dei due sospetti individuati dall’FBI per le bombe posizionate durante la maratona, mentre l’altro indiziato sarebbe l’uomo ancora attualmente in fuga.

Nel corso della mattinata statunitense gli organi di polizia hanno individuato e reso note le generalità dei due malviventi: si tratta di due giovani fratelli di origine cecena, il ventiseienne Tamerlan Tsarnaev, rimasto ucciso nel corso della fuga, e Dzhokhar Tsarnaev, di anni diciannove ed ancora latitante. Da tempo i due fratelli risiedevano sul suolo americano, la famiglia era infatti fuggita dalla Cecenia durante la guerra per rifugiarsi in Kirghizistan; nel 2005 i due fratelli erano giunti negli Stati Uniti stabilendosi a Cambridge dove tutt’ora frequentavano la scuola e parevano, a detta dei conoscenti intervistati, ormai integrati nel tessuto sociale.


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April 16, 2013

Attentato terroristico alla maratona di Boston

Attentato terroristico alla maratona di Boston

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16 aprile 2013

i concitati attimi dopo la prima esplosione

Ieri, approssimativamente verso le 14:50 ora locale (le 20:50 in Italia), mentre era in corso di svolgimento la maratona di Boston, sono esplose due bombe artigianali nella zona antistante il traguardo uccidendo tre spettatori e causando oltre centosettanta feriti.

La corsa podistica, che si corre nel giorno del Patriots’ Day ed è giunta alla 117ª edizione, è una delle maratone più antiche e prestigiose, il cui fascino richiama non solo l’élite mondiale della disciplina, ma anche migliaia di semplici appassionati, difatti al via della corsa si contavano oltre 23.000 partecipanti. Proprio quest’ultima circostanza deve essere stato presa in considerazione dagli attentatori poiché gli ordigni sono esplosi quando la gara era ormai in corso da oltre 4 ore ed i migliori atleti erano quindi già tutti giunti al traguardo da tempo, ma si attendeva l’arrivo di una buona percentuale dei cosiddetti amatori, con quindi una teorica possibilità di causare più vittime e feriti, contando anche il gran numero di spettatori presenti al traguardo ad aspettare ed applaudire i propri cari.

mappa della zona con indicati i due luoghi dell’esplosione

Le bombe esplose, confezionate utilizzando delle pentole a pressione al cui interno erano stati inseriti chiodi, cuscinetti a sfera e schegge metalliche e collegate a dei detonatori, erano state piazzate entrambe sul rettilineo finale della corsa posto in Boylston Street, la prima proprio all’altezza della linea del traguardo e la seconda circa 170 metri prima, e sono detonate a poco più di 10 secondi di distanza l’una dall’altra. Nonostante in un primo momento fossero trapelate notizie relative al ritrovamento di ulteriori ordigni inesplosi, il governatore del Massachusetts Deval Patrick in conferenza stampa ha escluso il ritrovamento di altri congegni esplosivi.

L’attentato terroristico non ha per adesso una chiara connotazione, non si conosce ancora se sia di natura interna od esterna ed al momento non sembra vi sia stata alcuna rivendicazione da parte di gruppi organizzati. L’FBI, dopo aver chiesto anche l’aiuto delle persone che erano presenti sul luogo che avevano registrato dei video o fatto delle foto con la speranza che avessero immortalato elementi preziosi per le indagini, hanno individuato e pubblicato le foto di due possibili sospetti, col duplice intento di avvertire la popolazione e nel contempo invitarla a collaborare per identificare i due ricercati.


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October 20, 2012

Al Qaeda attacca il sud dello Yemen

Filed under: Asia,Attentati,Medio Oriente,Pubblicati,Terrorismo,Yemen — admin @ 5:00 am

Al Qaeda attacca il sud dello Yemen – Wikinotizie

Al Qaeda attacca il sud dello Yemen

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sabato 20 ottobre 2012

Osama bin Laden, il più grande esponente dell’organizzazione Al Qaeda

Ieri, il terrorismo è stato il protagonista della giornata, per il Medio Oriente. Le notizie di avvenimenti terroristici, non provengono solo dal Libano, ma anche dal sud dello Yemen. La terribile organizzazione terroristica di Al Qaeda, ha attaccato l’avamposto costiero di Shuqra, dove sono morti 10 soldati e 11 miliziani Al Quaediani. I testimoni all’accaduto, hanno detto che i soldati, hanno prima attaccato la base di Shuqra, attraverso un’autobomba, e che dopo altri miliziani sono giunti dal mare per assalire la città una seconda volta. L’associazione guidata per anni dal temibile bin-Laden, non si arresta, ma, continua la sua missione.


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October 19, 2012

Beirut: scoppia autobomba, 8 morti e altri feriti

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venerdì 19 ottobre 2012

Il Libano

Poche ore fa, l’agenzia libanese Nna, ha informato che nel centro di Beirut, nel quartiere cristiano di Al-Ashafryeh, è esplosa un’autobomba che ha causato la morte di 8 persone, e di altrettanti feriti, circa un’ottantina. I testimoni hanno riferito che le vittime sono tutte civili. Questa è una storia di un quartiere andato in fumo, molti gli incendi, due gli edifici residenziali sulla via della distruzione. Lo scenario drammatico dell’esplosione, è stato assistito dalla vista da molti cittadini. L’attentato, è avvenuto nei pressi di piazza Sassin, dove ha sede il partito ultra-nazionalista della Falange. Secondo, il portavoce governativo e ministro dell’informazione Umran al Zobi, si tratta di un ingiustificabile attacco terroristico. Il deputato libanese dell’opposizione, Nihad Mashnuq, pensa che l’attacco sia stato compiuto dai siriani, per terrorizzare i libanesi. Questo avvenimento non ha dato pochi problemi all’intera città, poichè, nella zona orientale della capitale il traffico è letteralmente bloccato.


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October 16, 2012

La Siria si sparge di sangue

La Siria si sparge di sangue – Wikinotizie

La Siria si sparge di sangue

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martedì 16 ottobre 2012

La suddivisione politica della Siria

Jeffrey Feltman

Ieri Jeffrey Feltman, sottosegretario agli affari politici dell’Onu, ha annunciato che la cifra delle vittime della guerra in Siria, dalle Nazioni Unite non era verificabile. I Comitati di coordinamento locale, hanno lo stesso comunicato alla popolazione mondiale, che i morti erano 52, sommandosi dunque a quelli degli altri giorni e arrivando a toccare la quota di 30.000 vittime. La giornata di oggi, però,non ha concesso una ripresa. Secondo i Comitati di coordinamento locali anti-regime, i defunti salgono a circa 70. Inoltre, l’agenzia ufficiale Sana, ha comunicato dell’uccisione di molti terroristi di Aleppo e di altri rimasti feriti. Gli attivisti, nei giorni precedenti, non hanno aspettato un momento a darsi da fare con manifestazioni.


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Notizia originale
Questo articolo contiene notizie di prima mano comunicate da parte di uno o più contribuenti della comunità di Wikinotizie.

Vedi la pagina di discussione per maggiori informazioni.

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October 9, 2012

Corea del Nord: «Con i nostri missili attaccheremo l\’USA»

Corea del Nord: «Con i nostri missili attaccheremo l’USA»

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martedì 9 ottobre 2012

Il governo di Pyongyang ha annunciato che ha intenzione di attaccare quanto prima il suolo americano. La nazione comunista ha così risposto negativamente all’accordo siglato domenica tra la Corea del Sud e gli Stati Uniti, che prevede l’ampliamento della gittata dei missili di Seul da 300 a 800 chilometri, permettendogli un’area di attacco che potrebbe raggiungere anche la Cina.

Nel 2001 la Corea del Sud avrebbe accettato di limitare la potenza dei propri missili, accettando in cambio lo stanziamento di 28mila soldati statunitense sul proprio territorio. L’accordo più recente è stato ritenuto necessario a causa delle continue ambizioni belliche da parte del regime comunista nordcoreano. La Corea del Nord paragona questo nuovo accordo ad un complotto per far scoppiare nella penisola coreana una guerra. Secondo quanto riportato dal quotidiano francese Le Monte, la Corea del Nord sarebbe in grado di colpire il territorio statunitense. La Casa Bianca non ha ancora commentato la notizia ma secondo diversi analisti la minaccia sarebbe priva di fondamento. Nonostante ciò gli ultimi test missilistici svolti nell’aprile 2012 nella Corea del Nord non hanno portato i risultati che tutti avrebbero sperato.


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