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March 17, 2012

Ciclismo: Simon Gerrans vince la Milano-Sanremo 2012

Ciclismo: Simon Gerrans vince la Milano-Sanremo 2012

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Sanremo, sabato 17 marzo 2012

Simon Gerrans è nato a Melbourne il 16 maggio 1980. Oggi ha vinto la Milano-Sanremo, una delle cinque classiche “monumento”

È ancora una volta australiano il vincitore della Milano-Sanremo: la 103ª edizione della “Classicissima” di primavera va a Simon Gerrans, trentunenne di Melbourne in forza al GreenEDGE Cycling Team. Beffati in uno sprint a tre lo svizzero Fabian Cancellara e l’italiano Vincenzo Nibali, scattati con Gerrans sulla salita finale del Poggio. A poche decine di metri è giunto il gruppetto degli altri favoriti, con, nell’ordine, Peter Sagan, John Degenkolb, Filippo Pozzato e Óscar Freire. Molto più indietro Philippe Gilbert, rimasto staccato sulla Cipressa.

Professionista dal 2005, Simon Gerrans è campione nazionale australiano in carica. Quest’anno si era già aggiudicato il Tour Down Under, prima prova del calendario UCI World Tour 2012; in carriera ha anche vinto una tappa al Tour de France, una al Giro d’Italia e una alla Vuelta a España. Quello di oggi, secondo trionfo per un australiano alla Sanremo dopo quello 2011 targato Matthew Goss, è però sicuramente il suo successo più prestigioso.

Il percorso e le squadre

Percorso tradizionale, invariato rispetto all’anno precedente, per questa centotreesima edizione della “Classicissima” di primavera. Gli atleti devono percorere complessivamente 298 chilometri, con partenza da Milano e arrivo ovviamente a Sanremo sulla riviera ligure di Ponente. Usciti dal capoluogo meneghino, si attraversano tra gli altri i comuni di Pavia (Piazza Alighieri e Viale Libertà), Voghera, Tortona, Novi Ligure e, dopo Ovada, il gruppo si immette sulla Via Aurelia (strada Statale 1). Si passa quindi per gli abitati di Genova-Voltri, Varazze, Finale Ligure, Albenga e Imperia, prima dell’arrivo a Sanremo.

Il percorso dell’edizione 2012 è invariato rispetto a quello del 2011

Spiccano sul tracciato, al solito, e in quest’ordine, la salita del Passo del Turchino (532 m s.l.m.) dopo 140 chilometri, la salita delle Manie (4,7 km, 318 m s.l.m. e pendenze medie del 6,7%) dopo 200 chilometri, e quindi la serie dei tre Capi, Capo Mele, Capo Cervo e Capo Berta, con il terzo, 130 m s.l.m., situato a 40 chilometri dall’arrivo. L’ascesa della Cipressa (5,6 km, 239 m s.l.m. e pendenze medie del 4,1% e massime del 9%) ai meno 25, e lo strappo finale del Poggio (3,7 km, 160 m s.l.m. e pendenze medie del 3,7% e massime dell’8%) ai meno 10, con sommità ai meno 6, sono le ultime asperità prima della discesa e del rientro sulla Via Aurelia in vista degli ultimi chilometri, pianeggianti, e del traguardo del Lungomare Italo Calvino.

Partecipano alla corsa, quarto evento del calendario UCI World Tour 2012, 200 corridori professionisti in rappresentanza di venticinque squadre. Gareggiano, d’obbligo, tutti e diciotto i team delll’UCI World Tour, oltre a sette formazioni UCI Professional Continental, invitate dagli organizzatori di RCS Sport: Acqua & Sapone, Colnago-CSF Inox, Colombia-Coldeportes, Farnese Vini-Selle Italia, Project 1T4I, Team Type 1-Sanofi e Utensilnord-Named. Grande assente il campione del mondo 2010 Thor Hushovd, colpito da un attacco febbrile solo due giorni fa, mentre quasi tutti gli altri big, i velocisti e gli specialisti delle corse di un giorno, sono presenti: l’iridato Mark Cavendish, Tyler Farrar, André Greipel, Heinrich Haussler, Alessandro Petacchi, Tom Boonen, il tre volte vincitore Óscar Freire, John Degenkolb e il campione in carica Matthew Goss, ma anche Fabian Cancellara, Philippe Gilbert, Vincenzo Nibali, Filippo Pozzato e Peter Sagan.

La corsa

È ancora il piazzale di fronte al Castello Sforzesco, in quel di Milano, ad ospitare il ritrovo di partenza e il foglio firma, aperto dalle 8:25 alle 9:40, di questa centotreesima “Classicissima”. Prima della parata in città verso il chilometro zero, situato in via della Chiesa Rossa, sud di Milano, il gruppo si ferma e, con in testa i corridori belgi, osserva insieme al pubblico un minuto di silenzio per ricordare le 28 vittime belghe (e tra esse 22 bambini) perite tre giorni fa nell’incidente del pullman a Sierre, in Svizzera. Poi può cominciare la competizione.

La corsa prende il via ufficialmente alle ore 10:00, e già al primo chilometro si forma la fuga che caratterizzerà quasi tutta la giornata di gara. Sono in nove a portarsi in avanscoperta: il colombiano Juan Pablo Suárez (Colombia-Coldeportes), il kazako Dmitrij Gruzdev (Pro Team Astana), lo spagnolo Juan José Oroz (Euskaltel-Euskadi), gli italiani Pierpaolo De Negri (Farnese Vini-Selle Italia) e Angelo Pagani (Colnago-CSF Inox), il danese Michael Mørkøv (Team Saxo Bank), il norvegese Vegard Stake Laengen (Team Type 1-Sanofi), il moldavo Oleg Berdos (Utensilnord-Named); a chiudere il drappello il primo cinese nella storia a correre la Milano-Sanremo, Ji Cheng (Project 1T4I). Gli attaccanti arrivano ad avere un vantaggio di quattordici minuti sul gruppo dopo circa tre ore e mezza di corsa, sul Turchino.

L’iridato Cavendish era uno dei favoriti di oggi, ma si è staccato sulle Mànie e non è più riuscito a rientrare

Sulla salita delle Mànie, ai meno 90 dall’arrivo, la Liquigas-Cannondale di Nibali e Sagan si porta in testa a fare l’andatura. Ed ecco il primo colpo di scena: il campione del mondo in carica Mark Cavendish, uno dei favoriti e già vincitore nel 2009, si stacca dal gruppo e rimane attardato, scollinando con un distacco di più di un minuto. Dopo la discesa, in direzione Capi, si porta in testa al gruppo la BMC di Philippe Gilbert. Si conclude intanto, ai meno 60, l’avventura degli otto attaccanti del mattino (Ji era già stato ripreso): l’ultimo ad arrendersi è il moldavo Berdos. Da segnalare, al termine della discesa delle Mànie, la caduta del colombiano Carlos Julián Quintero, subito soccorso e trasportato in ospedale per accertamenti (sospetta frattura dell’omero per lui).

Sul Capo Cervo Cavendish, nonostante l’aiuto dei compagni e dopo un vano inseguimento che lo aveva portato a soli 25″ dal gruppo, è costretto a rialzarsi e a rinunciare: si ritirerà. Anche Alessandro Petacchi, primo alla Sanremo nel 2005, e Tyler Farrar restano attardati, dovendo fare a meno entrambi delle velleità di successo. Quando il gruppo approccia la salita della Cipressa è ancora la Liquigas-Cannondale, capeggiata dal laziale Valerio Agnoli, a fare l’andatura. Ma il ritmo non è forsennato, e a metà dell’ascesa attaccano l’olandese Johnny Hoogerland (Vacansoleil-DCM) e lo spagnolo Francisco Vila (Utensilnord-Named): i due riescono a scollinare e si lanciano verso il tratto di Via Aurelia che porta al Poggio. Intanto Philippe Gilbert – con Pierre Rolland, Danilo Di Luca, Jelle Vanendert, Christophe Riblon – è coinvolto in una caduta, restando attardato e tagliato fuori dalle posizioni di vertice (chiuderà staccato di sette minuti).

Si organizzano le squadre in vista del Poggio, e i due fuggitivi vengono ripresi. Davanti restano ora i vari Boonen, Goss, Cancellara, Freire, Nibali, Sagan, Boasson Hagen, Renshaw, Visconti. Sulle prime rampe escono in avanscoperta, senza successo, il brillante Agnoli insieme allo spagnolo Ángel Madrazo (Movistar Team), mentre all’ultimo chilometro di ascesa, nel tratto più duro, parte Nibali, fresco vincitore della Tirreno-Adriatico, tallonato dall’australiano Gerrans (GreenEDGE) e dallo svizzero Cancellara. I tre scollinano con pochi secondi su un gruppo allungato e ridotto a una trentina di unità.

Sulla discesa e nel successivo tratto pianeggiante è un generosissimo Cancellara a trainare Nibali e Gerrans (che non gli danno cambi) verso il traguardo, mentre il gruppo si avvicina. I tre però resistono al rientro degli avversari e nello sprint a ranghi ristretti prevale Gerrans su Cancellara, ancora una volta secondo, e su Nibali. Il plotoncino dei migliori, guidato dagli uomini della Katusha (la squadra di Freire), chiude vicinissimo, a poche decine di metri. Quarto è Sagan, quinto Degenkolb, sesto Pozzato, settimo proprio Freire. Poco indietro una caduta coinvolge Greg Van Avermaet e Matteo Trentin.

L’inaspettato trionfo di Simon Gerrans va così a fare il paio con quello ottenuto l’anno scorso dall’altro australiano Matthew Goss (in questa stagione anche lui in forza alla GreenEDGE). Restano 50 i successi ottenuti da ciclisti italiani nel “Mondiale di primavera”; diventano invece 53, di cui sei consecutivi nelle ultime sei edizioni (italiani all’asciutto dal 2006), quelli ottenuti da atleti stranieri. Fabian Cancellara conclude secondo, come l’anno passato, dopo aver già vinto la corsa nel 2008. A Óscar Freire non riesce infine il poker di successi, ottenuto per ultimo da Erik Zabel (1997, 1998, 200 e 2001).

Ordine d’arrivo (Top 15)

Sabato 17 marzo 2012, da Milano a Sanremo, 298 chilometri.

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Australia.svg Simon Gerrans Flag of Australia.svg GreenEDGE 6.59’24”
2 Flag of Switzerland.svg Fabian Cancellara Flag of Luxembourg.svg RadioShack s.t.
3 Flag of Italy.svg Vincenzo Nibali Flag of Italy.svg Liquigas s.t.
4 Flag of Slovakia.svg Peter Sagan Flag of Italy.svg Liquigas a 2″
5 Flag of Germany.svg John Degelkolb Flag of the Netherlands.svg Project 1T4I s.t.
6 Flag of Italy.svg Filippo Pozzato Flag of Italy.svg Farnese Vini s.t.
7 Flag of Spain.svg Óscar Freire Flag of Russia.svg Katusha s.t.
8 Flag of Italy.svg Alessandro Ballan Flag of the United States.svg BMC s.t.
9 Flag of Italy.svg Daniel Oss Flag of Italy.svg Liquigas s.t.
10 Flag of Italy.svg Daniele Bennati Flag of Luxembourg.svg RadioShack s.t.
11 Flag of Spain.svg Xavier Florencio Flag of Russia.svg Katusha s.t.
12 Flag of Italy.svg Luca Paolini Flag of Russia.svg Katusha a 12″
13 Flag of Germany.svg Simon Geschke Flag of the Netherlands.svg Project 1T4I s.t.
14 Flag of Italy.svg Oscar Gatto Flag of Italy.svg Farnese Vini s.t.
15 Flag of Australia.svg Matthew Goss Flag of Australia.svg GreenEDGE a 20″

Albo d’oro recente

Anno Vincitore Secondo Terzo
2003 Flag of Italy.svg Paolo Bettini Flag of Italy.svg Mirko Celestino Flag of Italy.svg Luca Paolini
2004 Flag of Spain.svg Óscar Freire Flag of Germany.svg Erik Zabel Flag of Australia.svg Stuart O’Grady
2005 Flag of Italy.svg Alessandro Petacchi Flag of Germany.svg Danilo Hondo Flag of Norway.svg Thor Hushovd
2006 Flag of Italy.svg Filippo Pozzato Flag of Italy.svg Alessandro Petacchi Flag of Italy.svg Luca Paolini
2007 Flag of Spain.svg Óscar Freire Flag of Australia.svg Allan Davis Flag of Belgium (civil).svg Tom Boonen
2008 Flag of Switzerland.svg Fabian Cancellara Flag of Italy.svg Filippo Pozzato Flag of Belgium (civil).svg Philippe Gilbert
2009 Flag of the United Kingdom.svg Mark Cavendish Flag of Germany.svg Heinrich Haussler Flag of Norway.svg Thor Hushovd
2010 Flag of Spain.svg Óscar Freire Flag of Belgium (civil).svg Tom Boonen Flag of Italy.svg Alessandro Petacchi
2011 Flag of Australia.svg Matthew Goss Flag of Switzerland.svg Fabian Cancellara Flag of Belgium (civil).svg Philippe Gilbert
2012 Flag of Australia.svg Simon Gerrans Flag of Switzerland.svg Fabian Cancellara Flag of Italy.svg Vincenzo Nibali


Fonti

Wikipedia

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February 19, 2012

Sanremo, 62º Festival della Canzone Italiana: la vittoria va ad Emma

Sanremo, 62º Festival della Canzone Italiana: la vittoria va ad Emma

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Sanremo, domenica 19 febbraio 2012

Il Teatro Ariston di Sanremo

Emma Marrone, vincitrice della 62a edizione del Festival di Sanremo

Con la canzone Non è l’inferno, un brano che tratta tematiche di stretta attualità, la cantante salentina Emma, già seconda l’anno scorso quando cantò insieme ai Modà, ha vinto la 62ª edizione del Festival di Sanremo. Quella di Emma è stata la terza affermazione in quattro anni di un cantante rivelatosi nel talent show di Canale 5, condotto da Maria De Filippi, Amici.

Al secondo e al terzo posto si sono piazzate rispettivamente Arisa (con La notte) e Noemi (con Sono solo parole), che hanno completato un podio tutto al femminile (non succedeva da diversi anni). Sul podio, ci sarebbe stata anche la coppia formata da Loredana Berté e da Gigi D’Alessio, premiata inizialmente dal televoto, ma “retrocessa” a favore di Noemi dalla cosiddetta “golden share” decretata dal voto dei giornalisti.

Il premio della critica intitolato a Mia Martini è invece stato assegnato a Samuele Bersani. Nella sezione “Giovani” si era invece imposto, nella puntata di venerdì con il brano È vero (che ci sei), il quindicenne milanese Alessandro Casillo, altro “prodotto” di un talent show televisivo, ovvero la trasmissione condotta da Gerry Scotti Io canto.

L’ultima serata del Festival è durata oltre 4 ore e mezza. Ad affiancare il conduttore Gianni Morandi è stata per lo più Geppi Cucciari; meno frequenti, rispetto le altre sere, sono state le apparizioni sul palco dei partner fissi di Morandi, ovvero l’attore Rocco Papaleo e la modella ceca Ivana “Ivanka” Mrázová.

Dopo le polemiche dei giorni scorsi, ha fatto ritorno sul palco dell’Ariston anche Adriano Celentano, che ha proposto un monologo più breve del precedente, subendo però le contestazioni del pubblico in platea. Sono tornati sul palco, per una breve apparizione, anche i comici Luca Bizzarri e Paolo Kessisoğlu. Ospiti musicali internazionali sono stati invece i Cranberries.

L’ultima serata del Festival è stata seguita in TV mediamente da quasi 14 milioni e mezzo di telespettatori, con uno share del 50,93% (il dato più alto dal 2002). L’ultimo giorno della kermesse canora si è anche caratterizzato dall’annuncio delle dimissioni di Gianmarco Mazzi da direttore artistico del Festival. Per lui si prospetta un ingaggio da parte di Maria De Filippi per le serate finali di Amici.

Va così in archivio un’edizione del Festival che sarà probabilmente ricordata soprattutto per i monologhi di Celentano e per la “farfallina” (il tatuaggio osé) di Belén Rodríguez esibita nel corso della seconda serata.

La serata finale[]

La serata finale del Festival, che ha avuto inizio intorno alle 20:45, si è aperta con una coreografia di Daniel Ezralow, ballata al ritmo di All You Need Is Love. Poi è entrato in scena il conduttore Gianni Morandi insieme ai suoi due “compagni d’avventura” Rocco Papaleo ed Ivana Mrázová, che si è presentata sul palco con un abito nude look. Nell’introduzione, Morandi ha ricordato il motto-tormentone “Stiamo tecnici!” (l’anno scorso era “Stiamo uniti!”), modificandolo in “Stiamo italiani!”, al che la Mrázová ha ribattuto “Ma io vengo dalla Repubblica Ceca!”, cosicché Morandi ha pensato di cambiarlo in “Stiamo europei!”

Geppi Cucciari, “spalla” di Morandi nella serata finale, si è invece presentata sul palco togliendosi le scarpe, perché – ha detto – “per scendere le scale di Sanremo bisogna togliersi qualcosa…” (con evidentemente riferimento alla “farfallina” di Belén Rodríguez).

È quindi iniziata la gara dei cantanti: la prima artista ad esibirsi è stata Nina Zilli; l’ultimo artista in gara a salire sul parco dell’Ariston (intorno alle 22:15) è stato invece Francesco Renga. Alle 22:35 c’è stato il ritorno sul palco di Adriano Celentano, che ha esordito con la frase “Quando sono qui, mi si secca sempre la voce. Come mai?”. Nel corso del suo monologo, il “Molleggiato” è tornato a polemizzare nuovamente con i giornali Famiglia Cristiana e l’Avvenire, dicendo “Loro parlano di politica, anziché parlare della politica di Dio… perché anche Gesù era un politico…”.

Ad un certo punto è anche intervenuto qualcuno dei presenti in sala, che ha pronunciato ripetutamente la parola “Basta!” e “Basta, predicatore!”, frasi a cui hanno fatto seguito anche dei fischi, subito coperti dagli applausi di un’altra parte del pubblico. Celentano ha così replicato ai contestatori: “Perché dite ‘basta’?”. Alla fine dell’esibizione di Celentano, è tornato sul palco Morandi, che ha detto “È stato bello!”, ricevendo dal “Molleggiato” la risposta “Anche per me”. Terminata l’esibizione di Celentano, è salito sul palco il vincitore nella Categoria “Giovani” Alessandro Casillo, che il giorno prima non aveva potuto ricevere il premio, in quanto l’ora tarda non consentiva la presenza di minorenni in TV.

C’è stato quindi lo sketch di Geppi Cucciari, che ha affermato, tra l’altro: “Visto che siamo in Eurovisione, salutiamo tutti gli Stati, anche quelli che non ci sono più, come la DDR e la Cecoslovacchia, e quelli che non sono mai esistiti come la Padania…”. La Cucciari, nel corso della serata, ha anche ricordato Rossella Urru, la volontaria italiana rapita in Algeria lo scorso 23 ottobre e tuttora in mano ai sequestratori.

È toccato poi ai Cranberries, da poco ricostituitisi dopo la parentesi da solista della loro “voce” Dolores O’Riordan, a salire sul palco dell’Ariston: il gruppo irlandese ha eseguito uno dei suoi brani più famosi, Zombie, e l’ultimo singolo, Tomorrow.

Intorno alle 23:55, Morandi ha annunciato la classifica parziale dei “Big”, per quanto riguardava le prime sei posizioni decretate dal televoto. Al primo posto, figurava Arisa, seguita, nell’ordine, da Emma, Loredana Berté e Gigi D’Alessio, Noemi, Pierdavide Carone con Lucio Dalla e Dolcenera. A quel punto è toccato ai giornalisti scegliere a quale interprete far fare un balzo in avanti di due posizioni tramite il meccanismo denominato “golden share”: il voto della sala stampa è andato a Noemi, che è così balzata provvisoriamente al comando, entrando nella finale a tre assieme ad Arisa e ad Emma e a discapito della coppia D’Alessio e Berté. Spettava quindi al televoto da casa decidere tra le tre “big” rimaste in gara quali dovessere essere le posizioni definitive nel podio.

In seguito, è salita sul palco la coppia di cantanti azeri Ell & Niki, vincitori dell’ultima edizione dell’Eurovision Song Contest, i quali hanno annunciato che l’interprete che rappresenterà l’Italia a Baku nell’edizione di quest’anno sarà Nina Zilli. Quindi, nell’attesa dei risultati finali sulla gara, si sono ripresentati sul palco Luca e Paolo, truccati da clown, e qualche minuto dopo Ivana Mrázová si è esibita in un balletto coreografato da Franco Miseria.

Intorno all’1:15 è stato dato da Morandi l’annuncio del nome della vincitrice, Emma. La Marrone, che – incalzata da Morandi – ha stentato a ricordare il nome dell’autore del brano vincitore, Francesco “Kekko” Silvestre, il cantante dei Modà (“Non c’è il gobbo per me?”, ha scherzato), ha quindi chiuso la serata ricantando Non è l’inferno, un titolo che curiosamente sembra riassumere il principale tormentone di quest’edizione della kermesse canora, in un Festival in cui Celentano ha parlato di Paradiso…

Classifica finale della Categoria Big[]

1. Non è l’inferno – Emma
2. La notte – Arisa
3. Sono solo parole – Noemi

4. Respirare – Loredana Berté & Gigi D’Alessio
5. Nanì – Pierdavide Carone feat. Lucio Dalla
6. Ci vediamo a casa – Dolcenera

(7) Un pallone – Samuele Bersani
(7) E tu lo chiami Dio – Eugenio Finardi
(7) La tua bellezza – Francesco Renga
(7) Per sempre – Nina Zilli

Non finalisti: Chiara Civello, Matia Bazar, Irene Fornaciari, Marlene Kuntz

Reazioni e commenti[]

La cantante Emma ha commentato la sua vittoria con le seguenti parole “Se uno è forte, arriva alla gente”, contestando l’ipotesi che a favorirla sia stata la partecipazione al talent show Amici.

Per Noemi, il suo momento di maggiore difficoltà nel corso del Festival sarebbe stato “quello in cui doveva fare le scale per salire sul palco”.

Samuele Bersani, a cui come detto, è stato consegnato il premio della critica, in sala stampa ha definito le tre ragazze arrivate sul podio come “intonate dentro”.

Per quanto riguarda invece l’intervento di Celentano, la moglie Claudia Mori ha così commentato: “I fischi? Una buffonata”, attaccando i vertici Rai, che – secondo lei – avrebbero organizzato una messinsena.


Fonti[]

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March 19, 2011

Ciclismo: Matthew Goss vince la Milano-Sanremo 2011

Ciclismo: Matthew Goss vince la Milano-Sanremo 2011

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Sanremo, sabato 19 marzo 2011

Matthew Goss, qui impegnato alla Gand-Wevelgem 2010, è nato nel 1986 a Launceston, in Tasmania: oggi ha vinto la 102ª Milano-Sanremo

È l’australiano Matthew Goss il vincitore della Milano-Sanremo 2011, la “Classicissima” ciclistica tenutasi oggi e giunta quest’anno alla 102ª edizione. Goss, velocista in forza al team HTC-Highroad, ha a sorpresa preceduto, in uno sprint a otto, lo svizzero Fabian Cancellara e il belga Philippe Gilbert, due dei favoriti; battuti e giù dal podio gli italiani Alessandro Ballan, Filippo Pozzato e Michele Scarponi. A seguire il francese Yoann Offredo, poi Vincenzo Nibali.

Alle 8:15 locali aperto il foglio firma – operazioni in verità dalle 9 in poi – nella suggestiva cornice di Piazza castello a Milano: i corridori (198 iscritti, in rappresentanza di 25 squadre) pongono la propria firma anche su una bandiera giapponese che verrà messa all’asta a scopi benefici; precede il via un minuto di silenzio in ricordo della tragedia che ha colpito il paese del Sol Levante. Dopo la consueta passerella di trasferimento al chilometro zero, il via ufficiale viene dato alle 9:55 in via della Chiesa Rossa, zona sud della capitale meneghina, dal sindaco Letizia Moratti. Cielo appena nuvoloso, il percorso che porterà i ciclisti a Sanremo, sulla riviera di Ponente, è quello classico, con l’arrivo sito, come ormai da quattro anni a questa parte, sul Lungomare Italo Calvino.

Passano solo dodici chilometri e la corsa è subito viva, quattro ciclisti vanno in fuga, sono il campione nazionale nipponico Takashi Miyazawa (Farnese Vini), l’italiano Alessandro De Marchi (Androni Giocattoli), il belga Nico Sijmens (Cofidis) e il russo Michail Ignat’ev (Katusha Team). Il gruppo lascia spazio, i fuggitivi arrivano a raggiungere il massimo vantaggio, 13 minuti e mezzo, intorno al quarantesimo chilometro di corsa, al confine tra Lombardia e Piemonte. Ma da quel momento in poi dietro le squadre dei big cominciano a organizzarsi, in testa a tirare va la Garmin-Cervélo del campione del mondo Thor Hushovd. La gara procede senza particolari colpi di scena, dopo due ore la media è di 44,800 km/h.

Il distacco tra i fuggitivi e gli inseguitori continua a calare, al termine della discesa del Turchino è di 6’25”; ai 100 dall’arrivo è di circa 4 minuti e mezzo. Poco dopo ecco il primo colpo di scena, cadono in una ventina appena prima della salite delle Manie: coinvolto anche Hushovd, uno dei favoriti, che riparte ma rimane staccato dal gruppone di circa un minuto. Sulla salita nel gruppo va a tirare Valerio Agnoli, gregario di Nibali, poi ci provano in sei sul forcing dello spagnolo Amets Txurruka (vengono subito ripresi). Miyazawa e Sijmens cedono, intanto dietro sulla discese della Manie cade un altro favorito, il tre volte vincitore Óscar Freire; poi pure De Marchi e Ignat’ev si rialzano: il gruppo principale, benché ridotto a circa 45 unità (presenti molti favoriti, Cancellara, Gilbert, Nibali, Petacchi), è compatto quando sono 76 i chilometri al traguardo. Lo insegue, a circa due minuti, un altro gruppo numeroso, composto anche da Freire, Hushovd, dal vincitore del 2009 Mark Cavendish e anche da Michele Scarponi.

Fabian Cancellara aveva vinto la Milano-Sanremo nel 2008: per lui oggi solo un secondo posto

Il distacco tra i due gruppi scende ad un solo minuto a 30 chilometri dall’arrivo del Lungomare Italo Calvino. Sull’ascesa della Cipressa Agnoli prova ancora il forcing, imitato presto da Alessandro Ballan; dietro Scarponi esce dal secondo gruppo provando a ricucire il distacco con un’azione individuale. Numerosi gli scatti, ci provano anche Yoann Offredo, già protagonista l’anno passato, e Jaroslav Popovyč: l’ucraino è il primo a scollinare sulla Cipressa, in un gruppetto ridotto ormai a soli 25 atleti. Scarponi è a 29 secondi, Hushovd e Freire a 52. In discesa allora attacca il francese Steve Chainel, presto imitato dal compagno di squadra Offredo; li raggiungono altri due corridori, il belga Greg Van Avermaet (BMC) e l’australiano Stuart O’Grady (Leopard-Trek), e i quattro provano a involarsi verso il traguardo lavorando di comune accordo. Intanto Scarponi rientra sul gruppo di Gilbert e Cancellara: sono 15 i chilometri ancora da percorrere.

All’inizio del Poggio, poco dopo lo striscione dei meno 10, il vantaggio dei quattro fuggitivi è di mezzo minuto. In salita però Chainel cede quasi subito, allora prova l’azione solitaria Van Avermaet; più indietro lo imita Nibali che va presto a riprendere Offredo e O’Grady seguito da Gilbert e da Ballan. In cima al Poggio il belga ha soli 9″ sul gruppetto Nibali, ora composto in tutto da 9 corridori (vi sono anche Pozzato, Cancellara, Goss, Scarponi, Gilbert, Ballan e tre dei quattro che avevano tentato lo scatto, Chainel ormai è lontano). Il ricongiungimento è questione di secondi, e avviene ai 2500 metri dalla linea d’arrivo. Cominciano le schermaglie, l’unico vero sprinter è Goss, che in genere tira le volate al compagno della HTC-Highroad Cavendish. Restano in otto, prova l’attacco da lontano ancora Offredo, poi Cancellara, poi Gilbert, poi all’ultimo chilometro Nibali, poi Scarponi. La volata ristretta è appannaggio di Matthew Harley Goss, ventiquattrenne della Tasmania con trascorsi da pistard e al primo grande successo in una classica monumento. Per gli altri solo le piazze minori, sul podio salgono Cancellara e Gilbert.

Ordine d’arrivo (Top 15)[]

Sabato 19 marzo, da Milano a Sanremo, 298 chilometri.

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Australia.svg Matthew Goss Flag of the United States.svg HTC-Highroad 6.51’10”
2 Flag of Switzerland.svg Fabian Cancellara Flag of Luxembourg.svg Leopard-Trek s.t.
3 Flag of Belgium (civil).svg Philippe Gilbert Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma s.t.
4 Flag of Italy.svg Alessandro Ballan Flag of the United States.svg BMC s.t.
5 Flag of Italy.svg Filippo Pozzato Flag of Russia.svg Katusha s.t.
6 Flag of Italy.svg Michele Scarponi Flag of Italy.svg Lampre-ISD s.t.
7 Flag of France.svg Yoann Offredo Flag of France.svg FDJ s.t.
8 Flag of Italy.svg Vincenzo Nibali Flag of Italy.svg Liquigas a 3″
9 Flag of Belgium (civil).svg Greg Van Avermaet Flag of the United States.svg BMC a 10″
10 Flag of Australia.svg Stuart O’Grady Flag of Luxembourg.svg Leopard-Trek a 12″
11 Flag of Spain.svg Francisco Ventoso Flag of Spain.svg Movistar a 27″
12 Flag of Italy.svg Alessandro Petacchi Flag of Italy.svg Lampre-ISD s.t.
13 Flag of Italy.svg Daniele Bennati Flag of Luxembourg.svg Leopard-Trek s.t.
14 Flag of Spain.svg José Joaquín Rojas Flag of Spain.svg Movistar s.t.
15 Flag of Italy.svg Marco Marcato Flag of the Netherlands.svg Vacansoleil s.t.


Fonti[]

Wikipedia

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February 20, 2011

Il professor Vecchioni vince il festival di Sanremo

Il professor Vecchioni vince il festival di Sanremo

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domenica 20 febbraio 2011

Roberto Vecchioni

Roberto Vecchioni con la canzone Chiamami ancora amore ha vinto l’edizione 2011 del Festival di Sanremo.

Come ha spiegato lo stesso Vecchioni, c’è nel brano il dichiarato intento di fondere la canzone d’autore (di cui è da anni uno dei protagonisti) con la musica popolare. Fin dalla prima esibizione era entrato nella ristretta cerchia dei favoriti, ma un tale successo, raggiunto a 67 anni segna il ritorno, almeno del mondo dei festival e del pubblico televisivo, alla stagione dei cantautori.

La biografia di Roberto Vecchioni è veramente singolare per un cantante: laureato in lettere classiche, è stato realmente, e per tanti anni, professore nei licei classici di Milano e dell’hinterland.

Professore è stato anche nel video, quando, ormai già famoso per il successo della canzone Samarcanda, ha condotto sulla televisione locale Antenna 3, diretta da Renzo Villa, la trasmissione Telebigino che aiutava gli studenti a fare i compiti a casa. Ha partecipato per ore a cento trasmissioni, senza chiedere compenso, episodio forse minore nella sua vita di artista, ma che mostra il suo obiettivo centrale: insegnare qualcosa ai giovani.


Fonti[]

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March 22, 2009

Ciclismo: Mark Cavendish è il vincitore della Classicissima 2009

Ciclismo: Mark Cavendish è il vincitore della Classicissima 2009

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domenica 22 marzo 2009
Il britannico Mark Cavendish ha vinto la 100ª edizione della Milano-Sanremo.

Il corridore dell’Isola di Man, del Team Columbia, è riuscito a vincere la volata per soli 11 centimetri che lo separavano dal tedesco Haussler, secondo classificato. Gli italiani solo al quinto posto con Alessandro Petacchi.


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