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September 22, 2008

Cina: circa 13 000 bambini ricoverati in ospedale, causa latte contaminato

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Cina: circa 13 000 bambini ricoverati in ospedale, causa latte contaminato

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lunedì 22 settembre 2008

È di circa 13.000 il numero dei bambini cinesi ancora ricoverati per aver ingerito latte concentrato, contaminato da una sostanza tossica, la melammina, utilizzata per la fabbricazione di colle e materie plastiche.

Sempre in Cina, 4 bambini in età neonatale, sono morti a causa di questa contaminazione. Anche ad Hong Kong sono state fatte analisi su alcuni campioni di latte ed è stata riscontrata la presenza della sostanza incriminata.

Fino ad ora, da quanto ci è dato sapere, i controlli sul latte effettuati in Europa hanno dato esito negativo. Le multinazionali del latte cominciano ad emettere comunicati per dissipare eventuali dubbi sulle loro responsabilità.

In totale i bambini curati per questa intossicazione sono stati, fino ad ora, 53 000. Ne restano in ospedale ancora circa 13 000 dei quali un centinaio in condizioni gravi.


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August 27, 2007

Scandalo giocattoli difettosi: la Cina accusa gli USA

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Scandalo giocattoli difettosi: la Cina accusa gli USA

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lunedì 27 agosto 2007

Lo scandalo dei giocattoli difettosi e pericolosi, che ha colpito la multinazionale Mattel, sta diventando un caso diplomatico: la Cina infatti, per difendersi dalle accuse di utilizzo di materiali tossici, come vernici al piombo e calamite all’interno di giocattoli messi in vendita in tutto il mondo, ha accusato i designer degli Stati Uniti d’America di progettare dei modelli con caratteristiche non idonee per la messa in vendita.

Per Li Changjiang, responsabile del settore di controllo della qualità dei prodotti nel paese asiatico, «circa l’85% dei giochi sono stati disegnati dal produttore statunitense ed è stato fabbricato sulla base dei requisiti richiesti dall’importatore», per poi aggiungere che se il 15% rimanente dei prodotti difettosi in commercio è da reputarsi come errore della produzione, «quale tipo di responsabilità dovrebbe essere invece addossata ai disegnatori e agli importatori statunitensi a riguardo?».

Il caso Mattel ha portato al ritiro di decine di milioni di pezzi, tra i quali la ormai celebre Barbie, con profonde ripercussioni economiche per la società, leader nella produzione di prodotti per bambini, ma anche con il suicidio di uno dei responsabili del settore produzione, caso questo avvenuto diverse settimane addietro.

Anche in Italia, come negli altri paesi nella quale la multinazionale opera, sono stati ritirati molti dei prodotti di produzione cinese.

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December 23, 2005

Interrogatori traffico uova adulterate 2005

Interrogatori traffico uova adulterate 2005

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23 dicembre 2005

Una vera e propria organizzazione si occupava dello smercio uova adulterate[]

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Dai primi interrogatori riguardo il traffico di uova adulterate, uno degli imprenditori tra le 20 persone finite in manette afferma: «è vero, utilizzavamo uova non destinate al consumo umano, ma solo fino al 2003. Costavano poco e in questa maniera riuscivamo a abbattere i costi. Purtroppo era una pratica utilizzata in tutta Italia e anche noi ci siamo dovuti adeguare».

I reati contestati ai 61 indagati sono di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di reati, adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari adulterate e nocive, frode nell’esercizio del commercio, commercio di sostanze non genuine, esercizio abusivo della professione, furto aggravato e ricettazione.

Dai risultati dell’operazione denominata Fedro, inizia a delinearsi la struttura dell’organizzazione, che contava sulla compiacenza di aziende specializzate nello smaltimento di rifiuti pericolosi. La sede della banda era a Bologna e sempre in Emilia aveva un deposito per le uova marce.
Fiorenzo Bassetto, dipendente della Agricola Berica di Padova che controllava la salubrità nell’incubatoio di Montegalda, ed Ettore Dall’Armellina, impiegato Bionature Agroalimentare a Cuneo, sono entrambi agli arresti domiciliari, accusati di procurare le uova marce o decomposte dagli incubatoi fingendo di smaltirle come rifiuti pericolosi e di trasformarle in ovoprodotti.
Pasquale Marchesini, proprietario della Euroavi di Perugia, e Ivano Baccelli, un dipendente, sono stati accusati di rivendere le uova di scarto delle incubatrici alla Volcar di Verona. I NAS indicano come intermediario il «signor Mancini» che si occupava di ritirare e pagare la merce.
Le uova marce subivano poi un processo di centrifugazione che le mischiava con quelle buone, guscio compreso, per poi rivenderle come prodotto fresco alle grandi imprese dolciarie. I proprietari della Volcar, Massimo e Stefano Volpato, sono finiti in carcere.

Al vaglio degli inquirenti ci sono anche le intercettazioni di 4 o 5 telefonatre tra Graziano Muzzolon, direttore della Agricola Tre Valli di Verona ora agli arresti domiciliari, e la Volcar a proposito di alcune partite di ovoprodotti, fornite da quest’ultima, che non erano in buone condizioni. L’accusa sostiene che vennero cercate delle soluzioni nonostante sapessero che sarebbe stato impossibile riportare i valori del PH e del residuo secco nei limiti imposti dalla legge.
Tra le altre aziende poste sotto sequestro spicca la Uovador di Verona, ditta leader in Europa nel mercato delle uova fresche che produce circa 4 milioni di uova al giorno, e il suo amministratore delegato, Luigi Pasquali, che è finito in carcere.
Stesso copione per la Biovo di Treviso che, oltre ad aver avuto problemi con l’ARPAV in passato, ha visto finire in manette il suo amministratore delegato Stefano Balzan.
Un altro imprenditore arrestato è Alessandro Caiconti, della Fattorie Caiconti di Forlì-Cesena, una delle ditte che riforniva la Cooperativa Italiana di Ristorazione per le mense scolastiche nel comune di Spinea.

A parte per la CIR a Spinea, non sono ancora state rese note quali fossero le altre aziende clienti dell’organizzazione. Stefano Morselli, senatore di Alleanza Nazionale, ha posto un’interrogazione per individuarle.
Mauro Bulgarelli, deputato dei Verdi, ha posto un’interrogazione per favorire una miglior informazione per chiarire l’estraneità dei produttori biologici allo scandalo delle uova adulterate.

Gustavo Baronio, imprenditore e consigliere comunale di Cesena appartenente all’UDC, commenta: «io produco uova da destinare a questo tipo di industrie. Allevandole con i polli ‘a terra’ ed in massima economia, spunto per un buon prodotto non più di 60 centesimi di euro al chilo: un costo che è pressoché il pareggio di bilancio. A quanto pare queste aziende, per produrre il prodotto con uova marce, acquistano a 20 centesimi al chilo». «Non mi si dica che questi signori non potevano sapere cosa acquistavano. Sanno benissimo quanto costa produrre uova. E comprare “misto d’uovo” o “uova pastorizzate” ad un prezzo basso significa azzardare qualcosa».

Il Professor Settimio Grimaldi, biofisico dell’Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare del CNR di Roma, spiega i possibili effetti dell’utilizzo delle uova adulterate, ricordando che «la putrescina e la cadaverina sono molto pericolose per l’organismo umano. Possono essere anche mortali. Ovviamente il grande rischio si ha se vengono ingerite in certe quantità. Non succede nulla di irreparabile se una persona ha mangiato un paio di grissini o un piatto di pasta contaminata in scarsa parte dalle uova marce. È talmente irrisoria la quantità di putrescina e cadaverina che è assai difficile avere una reazione dell’organsmo. In effetti un problema però c’è: durante la lavorazione del prodotto da commercializzare (biscotti, panettoni, pasta o dolci) si arriva ad altissime temperature e ciò elimina sicuramente i vermi ma non le muffe e nemmeno certi batteri tossici. Anche a 200 gradi queste due terribili sostanze non smettono di essere attive. Quindi rimangono presenti anche nel prodotto alimentare che viene poi acquistato dagli ignari consumatori.
Considerando che ogni alimento viene assunto in moderate quantità, diciamo che il rischio non è elevato. Ma se parliamo di bambini e di persone anziane e dei malati, allora il discoso cambia. Un bimbo mangia quasi tutti i giorni merendine, biscottini, dolci, la pasta e magari il gelato. Se tutti questi cibi sono stati prodotti usando le uova marce è evidente che il livello di tossicità è maggiore. Il bambino diventa un bioaccumulatore di sostanze tossiche. E il danno, per la salute, è quindi molto probabile. Inoltre le persone anziane, che sono facilmente più deboli, rischiano di confondere i disturbi procurati da patologie già esistenti con fastidi al fegato e all’apparato digerente che si manifestano improvvisamente.
Insomma, anche il medico potrebbe fare diagnosi errate perché se nota un peggioramento delle condizioni generali del paziente non può certo imputare nulla ai cibi che abitualmente l’anziano mangia. Quindi proseguirà con la solita terapia per le malattie già conosciute. Queste situazioni possono dunque generare grossi e pericolosi equivoci»

Notizie precedenti[]

  • Scoperto traffico di uova adulterate utilizzate nell’industria alimentare, 6 dicembre 2005

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December 6, 2005

Italia: scoperto un traffico di uova adulterate

Italia: scoperto un traffico di uova adulterate

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6 dicembre 2005

I NAS hanno scoperto un traffico di uova adulterate, destinate ad essere smaltite come rifiuti pericolosi ed invece trattate e riutilizzate dall’industria alimentare per pasta, biscotti, merendine, torte e gelati.

L’inchiesta, guidata dalla Procura di Bologna, è durata due anni ed ha portato a 20 arresti, 7 provvedimenti d’interdizione, sigilli per 9 aziende e al sequestro di 32 milioni di uova, 60 tonnellate e mezzo di ovoprodotto, 2500 tonnellate di sottoprodotti di origine animale, pari a 50 milioni di euro.

Le aziende finora poste sotto sequestro sono: Fattorie Caiconti (Forlì-Cesena), Biovo (Treviso), Uovador (Verona), Volcar (Verona, sede legale a Bologna), Angonova (Cuneo), Agricola Tre Valli (Verona), Fattorie Guglielmi (stabilimento a Mantova, sede legale a Forlì), Bionature Agroalimentari (stabilimenti a Torino e Cuneo, sede legale a Ravenna).

L’inchiesta parte dal furto di alcune cisterne destinate al trasporto di ovoprodotti. Nascono i primi sospetti e l’inchiesta si allarga a tutto il nord Italia, con ramificazioni anche all’estero. La banda reperiva uova marce, con embrioni non sviluppati o gusci lesionati, invase da muffe o vermi, che invece di essere distrutte o al massimo utilizzate come concime, venivano trattate e mescolate ad altro prodotto, anche genuino, e rivenduto come ottimale alle aziende alimentari.

Il prodotto veniva trattato con prodotti chimici, come il cloro, e veniva pastorizzato, per ridurre la carica batterica. Queste operazioni davano origine a sostanze nocive per la salute (istamina, cadaverina, putrescina), in grado di causare patologie, anche allergiche.

Difficile stabilire le conseguenze che queste sostanze potranno avere sulla salute pubblica da qui a 10-20 anni.

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November 24, 2005

Contaminazione di ITX nel latte per bambini Nestlé e Milupa 2005

Contaminazione di ITX nel latte per bambini Nestlé e Milupa 2005

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24 novembre 2005

Contaminato il latte per bambini Nestlé e Milupa con l’agente chimico ITX[]

Maxi-sequestro di latte contaminato su tutto il territorio nazionale, grazie ad un’ordinanza di sequestro firmata dal procuratore capo di Ascoli Piceno. Il latte è stato contaminato dall’ITX, un fissante della vernice utilizzata sulle confezioni, nei prodotti Nestlé Mio, Mio Cereali, Nidina 2, Nidina 1 e nei prodotti Milupa Aptamil2.

I primi sequestri sono iniziati nelle Marche dove il presidente della regione, Gian Mario Spacca, spiega che «la presenza di ITX (150 mcg per litro) è stata rilevata nelle confezioni» «dall’ARPAM di Ascoli Piceno, in un prelievo del 27 settembre». Nella regione i primi sequestri sono scattati il 26 ottobre, ma soltanto il 9 novembre sono avvenuti a livello nazionale.

Due giorni fa è scattato il maxi-sequestro di 30 milioni di litri di latte Nestlé e oggi sui prodotti Milupa che, nonostante fosse stata avvertita dall’11 ottobre, si era rifiutata di ritirare il prodotto dal mercato, mentre in Francia, Spagna e Portogallo le confezioni sono state ritirate direttamente dai produttori.

La Nestlé si scusa e fa sapere che «in base alle dichiarazioni del fornitore delle confezioni e a un’analisi rigorosa effettuata sui dati disponibili da enti indipendenti, non si ritiene che la presenza di ITX rilevata nei prodotti analizzati costituisca un rischio per la salute», fatto sta che il prodotto è stato ritirato e sostituito. Il ministro dell’agricoltura, Giovanni Alemanno, ribatte trovando «incredibile che soggetti particolarmente indifesi, come i bambini, siano sottoposti a rischi tanto grandi su un prodotto così diffuso come il latte. Oltre a proseguire i controlli, bisognerà accertare subito quali danni possa causare, se usato per un tempo prolungato, il composto chimico che ha contaminato il latte e intervenire con le cure appropriate». D’accordo col ministro la Coldiretti che denuncia che «con un aumento di prezzo fino a 16 volte nel passaggio dalla stalla al biberon è particolarmente grave che vi siano dubbi sulla qualità finale del latte messo in vendita; un litro di latte che alla stalla viene pagato 0,33 euro viene a costare fino a 5,5 euro nel biberon». Pure Greenpeace trova «scandaloso che si sia dovuti arrivare a un intervento di un corpo di polizia per bloccare un prodotto che potrebbe far male ai bambini».

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