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October 12, 2012

Un\’Europa da Nobel: il premio Nobel per la pace 2012 va alla Ue

Un’Europa da Nobel: il premio Nobel per la pace 2012 va alla Ue

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venerdì 12 ottobre 2012

Bandiera dell’Unione Europea

Oggi la rete televisiva norvegese NRK ha svelato al mondo intero il vincitore del Premio Nobel per la pace. Con grande stupore da parte dei presenti, il premio Nobel per la pace va all’Unione europea. È un premio che arriva a sorpresa, dato che ultimamente la situazione della Ue è in piena crisi economica. La vera motivazione della premiazione va ricercata in questa frase: «La Ue e i suoi precedessori hanno contribuito a 60 anni di pace e di riconciliazione, alla democrazia e ai diritti umani», come spiega il presidente del comitato norvegese Thorbjoern Jagland.

Sono parole che certamente hanno dato onore a tutti gli stati membri, in particolare al presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. I commenti, però, arrivano anche dall’Italia, dove il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha definito la pace per l’Europa come «Una grande, semplice e spesso trascurata verità storica».

Oltre a Napolitano hanno commentato anche altri importanti uomini politici: «La formula stessa dell’integrazione rivolta a impedire la guerra e a promuovere la pace, sperimentata per molti decenni, è oggetto di studio e ammirazione in altre parti del mondo» ha dichiarato il Presidente del Consiglio Mario Monti. L’ultima organizzazione a vincere il premio era stata nel 1999 Medici senza frontiere.

Un viaggio lungo più di cinquant’anni[]

L’origine dell’Unione europea si ha negli anni cinquanta, periodo nel quale viene fondata la CECA (comunità europea del carbone e nell’acciaio). Poi, nel 1957 con il Trattato di Roma, si ha la fondazione della CEE. Gli Stati membri erano solo sei: Italia, Francia, Repubblica Federale tedesca, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, ovvero gli Stati che quindici anni prima erano stati divisi dalla Seconda guerra mondiale. Con quest’accordo, il primo principio era ritrovare la pace e la serenità che avevano caratterizzato gli anni antecedenti alle due guerre.

Nel corso degli anni entrarono nella CEE sempre più Nazioni. Nel 1990, dopo la caduta del muro di Berlino, entra a far parte dell’organizzazione anche la Germania dell’Est, accorpata nella Germania unita. Il 1992 vede la firma del Trattato di Maastricht, che riconosce ad ogni cittadino proveniente da uno degli Stati membri, oltre alla cittadinanza nazionale anche quella europea. Il 1º ottobre 1993 a Maastricht nasce l’Unione europea (Ue). Nel 1995 si attuano gli Accordi di Schengen, con i quali vengono abbattute le barriere doganali. Nel 2002 entra in circolazione l’euro, la moneta unica. Tra il 2004 e il 2007 si assiste quindi all’ingresso nella Comunità di molti Paesi dell’Europa dell’Est: il numero degli Stati membri sale alla cifra attuale, 27.


Fonti[]


Notizia originale
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October 10, 2011

Assegnati i premi Nobel per l\’economia 2011

Assegnati i premi Nobel per l’economia 2011

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lunedì 10 ottobre 2011

Oggi a Stoccolma è stato assegnato il Premio della Sveriges Riksbank in Economia in memoria di Alfred Nobel, meglio noto come premio Nobel per l’economia, agli economisti statunitensi Thomas J. Sargent e Christopher A. Sims

« per le loro ricerche empiriche sulle cause e gli effetti in macroeconomia »

Sargent, specializzato in macroeconomia ed economia monetaria, è “uno dei leader della rivoluzione delle aspettative razionali[1], ipotesi secondo cui gli individui usano le informazioni in modo efficiente, senza compiere errori sistematici nella formazione delle aspettative riguardanti le variabili economiche.

Sims, invece, è specializzato in econometria e macroeconomia, e si è anche occupato di teoria fiscale.


Fonti[]

Note[]

  1. Thomas J. Sargent, Rational expectations. The New Palgrave: A Dictionary of Economics, v. 4, 1987, pp. 76-79.

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October 7, 2011

Assegnati i premi Nobel per la pace 2011

Assegnati i premi Nobel per la pace 2011

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venerdì 7 ottobre 2011
Oggi a Oslo è stato assegnato il Premio Nobel per la pace, andato quest’anno a tre donne, Ellen Johnson Sirleaf, Leymah Gbowee e Tawakkul Karman

« per la loro lotta non violenta per la sicurezza delle donne e per il diritto delle donne a una piena partecipazione al processo di costruzione della pace »

Ellen Johnson Sirleaf è attualmente presidente della Liberia, prima donna eletta capo di stato in Africa[1], mentre Leymah Gbowee ha organizzato il Women of Liberia Mass Action for Peace, il movimento pacifista non-violento delle donne liberiane che ha portato alla conclusione della seconda guerra civile liberiana nel 2003.

Tawakkul Karman, invece, è una politica dello Yemen, membro del partito di Al-Islah e attivista per i diritti umani e a capo dello Women Journalists Without Chains che ha creato nel 2005.


Fonti[]

Note[]

  1. “African women look within for change”. CNN. October 31, 2009

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July 24, 2011

92 morti nel doppio attentato in Norvegia

92 morti nel doppio attentato in Norvegia

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domenica 24 luglio 2011

Facciata del ministero dell’industria norvegese distrutta dal primo attacco terroristico.

2083 Dichiarazione d’indipendenza europea. Questo è il titolo del memoriale di 1500 pagine scritto da Anders Behring Breivik, il biondo attentatore che tra Oslo e Utøya, in Norvegia, ha ucciso oltre 90 persone [vedi nota correttiva[1]]. In questo testo, che l’autore ha cominciato a scrivere dall’autunno del 2009, viene affermato che l’uso del terrorismo doveva servire come “mezzo per risvegliare le masse”. Innumerevoli i richiami ai Templari e i simboli celtici: infatti, Anders Behring Breivik era legato agli ambienti di estrema destra. Non solo. Il 32enne su Facebook si definisce “single, cristiano, conservatore e anti-islamico”. Secondo la polizia, Breivik è stato definito come un fondamentalista cristiano. «Una persona con un credo ha altrettanta forza di 100 000 persone che hanno solo interessi» è stato l’ultimo tweet fatto da Breivik, citando il filosofo positivista John Stuart Mill.

«È stato un atto atroce ma necessario» avrebbe dichiarato Breivik; l’affermazione, riferita dal suo legale, conferma che l’attentato è stato accuratamente pianificato da tempo. In più, la polizia fa trapelare alcune informazioni sulla preparazione degli attacchi: l’attentatore, che possiede una fattoria, ordinò sei tonnellate di un fertilizzante a base di nitrato di ammonio, sostanza che può essere usata per fabbricare esplosivi.

Sembra quindi svanire la pista del terrorismo islamico. Infatti, secondo le prime indiscrezioni, sembrava che gli attentati fossero stati causati da una cellula terroristica jihadista a causa della partecipazione della Norvegia alla guerra in Libia e alla missione in Afghanistan e a causa della pubblicazione delle vignette satiriche su Maometto su alcuni giornali, anche se c’è stata una rivendicazione a cui gli investigatori non danno peso.

Il primo attentato iniziò alle 15:26 con una forte esplosione in una zona dove sono presenti raggruppamenti di edifici governativi e di testate giornalistiche. Dai due morti iniziali il bilancio sale fino a sette con diversi feriti, alcuni in gravi condizioni. Nel frattempo la prima rivendicazione in un forum jihadista da parte di Ansar al-Jihad al-Alami. Il secondo attentato, invece, dopo un paio d’ore: un uomo vestito da poliziotto, che si rivela poi essere Breivik, irruppe nel campo dove si stava svolgendo l’incontro annuale dei giovani laburisti e aprì il fuoco. Anche in questo caso le prime stime parlano di quattro o cinque tra morti e feriti. In più gli artificieri hanno fatto sapere di aver ritrovato diversi ordigni inesplosi in vari punti di Utøya.

«Non ci faremo zittire, in onore di chi ha perso la vita», «continueremo a tenere alti i nostri ideali di tolleranza e antirazzismo». Queste sono le frasi di Ekil Pederson, leader della sezione giovanile del partito laburista, dopo l’attacco al campo.

Articoli correlati[]

  • «Suscita polemiche, in Francia, l'”Elogio letterario di Anders Breivik” di Richard Millet» – Wikinotizie, 31 agosto 2012

Fonti[]

Note[]

  1. [Nota correttiva del 10 dicembre 2011]
    In seguito il numero delle vittime è stato stabilito in 77: 69 a Utøya e 8 a Oslo.

Altri progetti[]

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October 3, 2010

Ciclismo: Thor Hushovd è campione del mondo su strada

Ciclismo: Thor Hushovd è campione del mondo su strada

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Geelong, domenica 3 ottobre 2010

Thor Hushovd bissa l’oro a cronometro ottenuto tra gli Under 23 nel 1998

È il norvegese Thor Hushovd ad aggiudicarsi la prova in linea Elite dei campionati del mondo di ciclismo su strada 2010 che si sono svolti questa settimana tra Melbourne e Geelong, in Australia. Il velocista scandinavo, in forza al Cervélo TestTeam, ha preceduto allo sprint il danese Matti Breschel, già terzo due anni fa a Varese, e Allan Davis, rappresentante dei padroni di casa. Hushovd succede così a Cadel Evans nell’albo d’oro: è il primo norvegese a vincere la corsa iridata.

Il resoconto della gara

La gara, 259,9 chilometri tra Melbourne e Geelong, ha preso il via alle ore 10:00 locali, ed è stata presto caratterizzata dalla fuga di cinque uomini, cinque outsider, il colombiano Diego Alejandro Tamayo, il marocchino Mohammed Said Elammoury, l’ucraino Oleksandr Kvačuk, l’irlandese Matthew Brammeier e il venezuelano Jackson Rodriguez: il loro vantaggio sul resto del gruppo è salito fino ad un massimo di 23 minuti e 41 secondi, dopo circa un’ora e tre quarti di gara. A quel punto dietro (forse temendo addirittura il doppiaggio, con conseguenze inimmaginabili) qualcosa ha iniziato a muoversi, e le nazionali di Belgio e Stati Uniti si sono messe a tirare. I cinque hanno così cominciato a perdere minuti su minuti, e dopo circa quattro ore e un quarto dal via, quando erano già stati percorsi 162 chilometri, il gap era sceso a soli 10 minuti e 50 secondi. Il gruppone, sotto il forcing degli italiani Tosatto e Nibali (vincitore della Vuelta 2010), pian piano ha quindi iniziato a perdere i pezzi, rimanendo composto solamente da una trentina di unità: attardati anche Fabian Cancellara e il tre volte iridato Óscar Freire.

Dopo circa 180 chilometri di gara davanti hanno ceduto uno dopo l’altro Tamayo, Elammoury, Brammeier e Rodriguez (si sono ritirati tutti e quattro): in avanscoperta ha resistito solo Kvačuk, con circa 7 minuti di margine sugli inseguitori ma in evidentissima difficoltà. Al chilometro 209 (ne mancano 50 al traguardo) l’ucraino aveva solo 2 minuti e 23″ sui primi poursuivants, 3′ e 30″ su quello di Cancellara. Ecco così cominciare i classici tentativi di attacco da lontano: prima Nibali, poi Visconti, Pozzato, Gilbert, Moerenhout, Evans. In cinque si avvantaggiano all’inizio della penultima tornata (ci sono Nibali, Visconti, Moerenhout, José Serpa e Chris Sørensen), poi ci prova un altro drappello di sei (Gilbert, Pozzato, Björn Leukemans, Evans, Kolobnev e Terpstra) ma nulla di concreto avviene e all’ultimo giro i quaranta sono ancora tutti assieme.

D’un tratto, a 10 chilometri dall’arrivo, in salita attacca Philippe Gilbert, tutto solo. Ha vinto il Giro di Lombardia 2009 ed è uno specialista delle corse di un giorno. L’iridato Evans prova a ricucire, ma non vi riesce: sembra veramente lo scatto decisivo, Gilbert raggiunge i 21 secondi di vantaggio. Termina l’ascesa e il margine è ancora di 15 secondi, ma in pianura ecco il vento contrario – una delle incognite previste su questo tracciato – a frenare il belga; da dietro gli inseguitori hanno vita facile a riagganciarlo e passarlo quando sono solo 2500 i metri al traguardo. È volata ristretta tra 18 uomini, in lieve salita su Moorabool Street. Il danese Matti Breschel parte abbastanza lungo, sembra farcela ma sulla sua sinistra risale in maniera decisiva Thor Hushovd: è lui il campione del mondo 2010. Terzo Allan Davis, quarto l’italiano Filippo Pozzato, sesto Óscar Freire.

I commenti

Matti Breschel è stato sorpassato da Hushovd negli ultimi 50 metri.

Al traguardo Thor Hushovd ha dichiarato: «Il finale era adatto alle mie caratteristiche, e l’ho sfruttato alla grande. La gara è stata durissima ed essere uscito bene dalla Vuelta è stato fondamentale. Quando Gilbert è scattato, non pensavo di farcela» dispensando poi parole di grande rispetto proprio verso il belga: «Se non ci fosse stato il vento, sarebbe arrivato al traguardo». Lo stesso Gilbert, delusissimo ma grande protagonista nella fase finale, ha affermato: «Non ho nulla da rimproverarmi, ho lavorato due mesi per vincere questa corsa ed ero fisicamente e mentalmente in forma. Ho dato il mio meglio ma sfortunatamente nel finale il vento soffiava contro i miei interessi. È un peccato».

Il ventiseienne Matti Breschel, medaglia d’argento e già terzo nel 2008 a Varese, ha manifestato anche lui il proprio rammarico per l’occasione persa: «So solo che andavo a tutta e Thor mi ha passato ai meno 50 o meno 30. Certo, al momento sono deluso perché oggi correvo per vincere, ma il secondo posto è comunque un buon risultato». Il Filippo Pozzato, quarto, commenta: «La squadra ha corso veramente bene, come voleva [il c.t.] Bettini. […] L’arrivo era perfetto per me, ma avevo crampi anche sulle orecchie». Anche lo spagnolo Óscar Freire, uno dei favoriti considerando il tracciato, ammette: «Avevo sicuramente la possibilità di vincere questa corsa ancora una volta. […] Stavo tenendo una buona posizione allo sprint ma semplicemente non avevo più la gamba. Avrei potuto fare meglio».

Tra le donne si era imposta ieri l’italiana Giorgia Bronzini, mentre tra gli Under 23 aveva trionfato l’australiano Michael Matthews; a cronometro i titoli erano andati a Fabian Cancellara per gli Elite, a Emma Pooley per le donne e al promettentissimo Taylor Phinney per gli Under 23. Appuntamento al prossimo anno: i mondiali su strada del 2011 saranno a Copenaghen, in Danimarca, su un circuito pianeggiante ancora adatto ai velocisti.

Ordine d’arrivo (Top 15)

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Norway.svg Thor Hushovd
Gold medal world centered-2.svg
Norvegia 6.21’49”
40,417 km/h
2 Flag of Denmark.svg Matti Breschel
Silver medal world centered-2.svg
Danimarca s.t.
3 Flag of Australia.svg Allan Davis
Bronze medal world centered-2.svg
Australia s.t.
4 Flag of Italy.svg Filippo Pozzato Italia s.t.
5 Flag of Belgium (civil).svg Greg Van Avermaet Belgio s.t.
6 Flag of Spain.svg Óscar Freire Spagna s.t.
7 Flag of Russia.svg Aleksandr Kolobnev Russia s.t.
8 Flag of Kazakhstan.svg Asan Bazaev Kazakistan s.t.
9 Flag of Japan.svg Yukiya Arashiro Giappone s.t.
10 Flag of France.svg Romain Feillu Francia s.t.
11 Flag of Slovenia.svg Grega Bole Slovenia s.t.
12 Flag of Kazakhstan.svg Dmitrij Fofonov Kazakistan s.t.
13 Flag of the Netherlands.svg Koos Moerenhout Paesi Bassi s.t.
14 Flag of Germany.svg Fabian Wegmann Germania s.t.
15 Flag of Portugal.svg André Cardoso Portogallo s.t.

Albo d’oro recente

Anno Gold medal world centered-2.svg Vincitore Silver medal world centered-2.svg Secondo Bronze medal world centered-2.svg Terzo
Lisbona 2001 Flag of Spain.svg Óscar Freire Flag of Italy.svg Paolo Bettini Flag of Slovenia.svg Andrej Hauptman
Zolder 2002 Flag of Italy.svg Mario Cipollini Flag of Australia.svg Robbie McEwen Flag of Germany.svg Erik Zabel
Hamilton 2003 Flag of Spain.svg Igor Astarloa Flag of Spain.svg Alejandro Valverde Flag of Belgium (civil).svg Peter Van Petegem
Verona 2004 Flag of Spain.svg Óscar Freire Flag of Germany.svg Erik Zabel Flag of Italy.svg Luca Paolini
Madrid 2005 Flag of Belgium (civil).svg Tom Boonen Flag of Spain.svg Alejandro Valverde Flag of France.svg Anthony Geslin
Salisburgo 2006 Flag of Italy.svg Paolo Bettini Flag of Germany.svg Erik Zabel Flag of Spain.svg Alejandro Valverde
Stoccarda 2007 Flag of Italy.svg Paolo Bettini Flag of Russia.svg Aleksandr Kolobnev Flag of Germany.svg Stefan Schumacher
Varese 2008 Flag of Italy.svg Alessandro Ballan Flag of Italy.svg Damiano Cunego Flag of Denmark.svg Matti Breschel
Mendrisio 2009 Flag of Australia.svg Cadel Evans Flag of Russia.svg Aleksandr Kolobnev Flag of Spain.svg Joaquim Rodríguez
Melbourne 2010 Flag of Norway.svg Thor Hushovd Flag of Denmark.svg Matti Breschel Flag of Australia.svg Allan Davis


Fonti

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February 27, 2009

L\’acqua dei fiumi come nuova frontiera dell\’energia sostenibile

Filed under: Energia,Europa,Norvegia,Pubblicati,Scienza e tecnologia — admin @ 5:00 am

L’acqua dei fiumi come nuova frontiera dell’energia sostenibile

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venerdì 27 febbraio 2009

Energia a gradiente salino
W1 : acqua dolce
W2 : acqua salata
M : membrana
O : processo osmotico
P : pressione risultante

In un periodo in cui si parla molto di nuove fonti di energia rinnovabile ed ecosostenibile ecco che arriva dalla Norvegia una nuova frontiera, finora inutilizzata, di sviluppo dell’ambiente in chiave energetica.

Si tratta di uno sfruttamento della diversa salinità tra le acque dei fiumi e quella dei mari nel momento in cui i primi si gettano nei secondi.

Un’azienda norvegese sta lavorando alla costruzione di una grande centrale elettrica in grado di trasformare l’energia a gradiente salino, sfruttando l’energia osmotica del flusso spontaneo dell’acqua da una soluzione a concentrazione minore (acqua dolce) verso una a concentrazione maggiore (acqua salata).

Gli studiosi di questo tipo di progetto ritengono che applicando tale tecnologia (denominata “Blue Energy”), ad esempio alla foce di un grande fiume come il Reno, si potrebbe ricavare 1 gigawatt di elettricità, una potenza in grado di alimentare 650mila abitazioni.

Potenzialmente si potrebbe estendere questo sistema anche a bacini più estesi, come quelli del Mississippi e del Gange, arrivando a fornire fino al 7 per cento dell’intero fabbisogno energetico del pianeta.

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Tra scienza e mito sulle tracce di Amundsen

Filed under: Europa,Norvegia,Pubblicati,Scienza e tecnologia — admin @ 5:00 am

Tra scienza e mito sulle tracce di Amundsen

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venerdì 27 febbraio 2009

La misteriosa fine dell’esploratore norvegese Roald Amundsen potrebbe presto essere svelata grazie al progetto di ricerca che la Marina norvegese ha intenzione di effettuare entro agosto 2009 nelle acque del mare di Barents.

Servendosi infatti della nave “Tyr”, di quella della guardia costiera “Harstad” e del robot sottomarino “Hugin”, l’intento è quello di ritrovare il relitto del Latham 47, l’idrovolante francese con il quale l’esploratore nordico sì inabissò il 18 giugno 1928 nelle acque gelide del mare di Barents, insieme al connazionale Leif Dietrichson e a quattro compagni di spedizione francesi.

La missione dovrebbe scandagliare quasi 70 km² di una zona posta a nord-ovest dell’isola degli Orsi e per la riuscita dell’operazione si fa molto affidamento sul supertecnologico robot “Hugin”, un apparecchio completamente automatico in grado di funzionare per più di diciotto ore consecutive e dotato di un dispositivo sonoro con una risoluzione di cinque centimetri.

Il suo progettista, Bjørn Jalving, assicura che se il relitto del velivolo si trovasse nelle acque perlustrate da Hugin, questo lo troverebbe di sicuro.

Una volta recuperato spetterà poi alle autorità norvegesi e a quelle francesi mettersi d’accordo sulla proprietà del relitto e sul suo utilizzo.

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October 17, 2007

Al Gore non si candiderà alle presidenziali USA del 2008

Al Gore non si candiderà alle presidenziali USA del 2008

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mercoledì 17 ottobre 2007

Il premio Nobel per la pace ed ex vice-presidente degli Stati Uniti d’America, Al Gore, ha deciso che non parteciperà alla corsa alla Casa Bianca. Lo ha annunciato alla televisione norvegese NRK.

Al Gore si è detto non interessato a partecipare tardivamente alle elezioni primarie (che inizieranno il prossimo gennaio), e i sondaggi sembrano dargli ragione. Secondo un’indagine di Gallup, infatti, gli elettori che vedrebbero volentieri Al Gore alla Casa Bianca sono rimasti sostanzialmente una minoranza da marzo ad oggi: solo il 41% si è detto favorevole, mentre il 54% si è detto non interessato.

Il sondaggio quindi dimostrerebbe che né il premio Oscar né il premio Nobel sono riusciti a spostare l’ago della bilancia verso Al Gore. In ogni caso, in molti avevano scommesso e anche caldeggiato affinché l’ex vicepresidente corresse sfruttando l’onda dei premi conferitigli. Ma con l’annuncio di oggi, queste speranze vengono meno.

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October 12, 2007

Nobel per la pace 2007 assegnato ad Al Gore e al comitato sui cambiamenti climatici

Nobel per la pace 2007 assegnato ad Al Gore e al comitato sui cambiamenti climatici

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venerdì 12 ottobre 2007

Al Gore durante una conferenza sui problemi ambientali

Il premio Nobel per la pace 2007 è stato assegnato ad Al Gore e al comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici dell’ONU. Il premio di dieci milioni di corone svedesi (1,54 milioni di dollari) è stato assegnato dallo Storting, il parlamento norvegese, attraverso un apposito comitato autonomo.

La motivazione ha premiato «i loro sforzi per costruire e diffondere una conoscenza maggiore sui cambiamenti climatici provocati dall’uomo e per porre le basi per le misure necessarie a contrastare tali cambiamenti». Al Gore, nel 2006, ha girato un documentario shock, intitolato Una scomoda verità, in cui riassume la sua campagna di informazione sui cambiamenti climatici. Il documentario ha anche vinto due premi Oscar nel 2007 (miglior documentario e miglior colonna sonora). Inoltre il 7 luglio del 2007 ha organizzato il Live Earth per sensibilizzare ai problemi dell’ambiente.

Il comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) nasce nel 1988, e i suoi studi sul riscaldamento globale sono alla base del Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e del Protocollo di Kyoto. Il 2007 è stato un anno chiave, poiché è stato presentato un nuovo rapporto chiave sullo stato del pianeta.

Nato nel 1948, Gore è figlio del senatore Albert Gore, Sr. e di Pauline LaFon Gore. Laureatosi ad Harvard nel 1969, aveva svolto il servizio militare durante la guerra in Vietnam, nel quale svolse il ruolo di reporter. Iniziò la carriera politica nel 1976, fino al suo culmine nel 2000, quando fu scelto dal Partito Democratico come candidato alla presidenza degli Stati Uniti d’America, per poi essere sconfitto con una ristretta maggioranza da George W. Bush.

L’impegno per l’ambiente è iniziato nel 1992, quando scrisse un libro sull’ambiente durante un periodo di ritiro dalla politica a causa di un gravissimo incidente nel quale era rimasto coinvolto suo figlio. Fortemente critico per la gestione dell’emergenza dell’uragano Katrina, che nel 2005 distrusse la città di New Orleans. Secondo alcuni, potrebbe subentrare a Hillary Clinton nella corsa alla presidenza degli USA, qualora la Clinton non dovesse essere scelta.

Fonti

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February 18, 2007

Rally di Norvegia 2007

Filed under: Campionato mondiale Rally 2007,Norvegia,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Rally di Norvegia 2007 – Wikinotizie

Rally di Norvegia 2007

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18 febbraio 2007

Rally
Campionato mondiale
  • Monte-Carlo (19-21 gen.)
  • Svezia (9-11 feb.)
  • Norvegia (16-18 feb.)
  • Messico (9-11 mar.)
  • Portogallo (30 mar.-1 apr.)
  • Argentina (4-6 mag.)
  • Italia (18-20 mag.)
  • Grecia (1-3 giu.)
  • Finlandia (3-5 ago.)
  • Germania (17-19 ago.)
  • Nuova Zelanda (31 ago.-2 set.)
  • Francia (5-7 ott.)
  • Spagna (12-14 ott.)
  • Giappone (26-28 ott.)
  • Irlanda (16-18 nov.)
  • Regno Unito (30 nov.-2 dic.)

La terza prova del campionato mondiale rally, il Rally di Norvegia è stata vinta dal finlandese Mikko Hirvonen. Nonostante le 8 prove speciali vinte Sébastein Loeb giunge solo 14°.
Gigi Galli giunge 6° superando Manfred Stohl nell’ultima prova disponibile.
Nella classifica costruttori la Ford è passata al comando.

Classifica[]

  • 1° Mikko Hirvonen-Jarmo Lehtinen (Flag of Finland.svg Finlandia) Ford Focus RS in 3h28’17″0
  • 2° Marcus Grönholm-Timo Rautiainen (Flag of Finland.svg Finlandia) Ford Focus RS a 9″5
  • 3° Henning Solberg-Cato Menkerud (Flag of Norway.svg Norvegia) Ford Focus RS a 3’44″6
  • 4° Petter Solberg-Philip Mills (Flag of Norway.svg Norvegia-Flag of the United Kingdom.svg Regno Unito) Subaru Impreza a 3’54″2
  • 5° Jari-Matti Latvala-Miikka Antilla (Flag of Finland.svg Finlandia) Ford Focus RS a 5’30″7
  • 6° Gigi Galli-Giovanni Bernacchini (Flag of Italy.svg Italia) Citroën Xsara a 4’01″1
  • 7° Daniel Carlsson-Denis Giraudet (Flag of Sweden.svg Svezia-Flag of France.svg Francia) Citroën Xsara a 9’23″7
  • 8° Jan Kopecky-Filip Schovanek (Flag of the Czech Republic.svg Repubblica Ceca) Skoda Fabia a 11’49″9
  • 9° Rune Dalsio-Jens Olav Lovhoiden (Flag of Norway.svg Norvegia) Subaru Impreza a 13’31″8
  • 10° Andreas Mikkelsen-Ola Floene (Flag of Norway.svg Norvegia) Ford Focus a 14’28″7
  • 14° Sébastein Loeb-Daniel Elena (Flag of France.svg Francia-Flag of Monaco.svg Principato di Monaco) Citroën C4 a 18’13″4

Mondiale piloti[]

  • 1° Marcus Grönholm 24p.
  • 2° Mikko Hirvonen 20p.
  • 3° Sébastein Loeb 18p.
  • 4° Henning Solberg 11p.
  • 5° Daniel Sordo 8p.
  • 6° Petter Solberg 8p.
  • 11° Gigi Galli 3

Mondiale costruttori[]

  • 1° Ford 44p.
  • 2° Citroën 28p.
  • 3° Stobart-Ford 16p.
  • 4° Subaru 15p.
  • 5° OMV-Kronos-Citroën 14p.

Fonti[]

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