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November 20, 2015

Il doppio centenario di Avezzano: terremoto e guerra

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venerdì 20 novembre 2015

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Convegno sul doppio centenario ad Avezzano

Monumento all’ex cimitero dei prigionieri austro-ungarici, romeni e degli imperi centrali

Un convegno sul doppio centenario del 1915, riguardante il terremoto di Avezzano del 13 gennaio e la grande guerra, si è svolto oggi presso la sala conferenze “Antonio Picchi” di villa Torlonia nel cuore della città. Il convegno, oltre ad aver richiamato nel capoluogo della Marsica le scolaresche di tutto il territorio, i rappresentanti istituzionali della città e i membri dell’istituzione del centenario del terremoto, ha visto la partecipazione dell’ambasciatrice della Romania in Italia, Dana Constantinescu e del presidente nazionale della Lega Navale Italiana, l’ammiraglio Romano Sauro, nipote diretto del patriota Nazario Sauro.

L’appuntamento ha messo in luce lo stretto legame che da sempre intercorre tra Italia e Romania. In particolare nel 1915 e per buona parte del 1916, quando circa 3.000 prigionieri romeni, su un totale di 18.000 appartenenti agli schieramenti militari degli imperi centrali, specificatamente degli austro-ungarici, furono imprigionati ad Avezzano nella località denominata “Concentramento” a cominciare dai mesi che seguirono il sisma, che il 15 gennaio del 1915 distrusse completamente la città e buona parte del suo circondario. Il campo di lavoro per i prigionieri fu istituito dal governo centrale per sopperire al vuoto generazionale che si venne a creare a causa della chiamata al fronte per i pochi giovani marsicani superstiti del sisma che furono così sottoposti ad un’ulteriore durissima prova. Lungo l’Isonzo e sul Carso perirono oltre 2.000 fanti originari di Avezzano e della Marsica.

I prigionieri del campo di concentramento di Avezzano si resero protagonisti della faticosa e volenterosa ricostruzione della città distrutta dal sisma con la realizzazione di numerose opere pubbliche: strade, edifici, pineta e rimboschimento del monte Salviano. In mattinata le autorità comunali e le associazioni di volontariato della città hanno inaugurato il restaurato monumento all’ex cimitero militare di via Piana. Nel 2007, a causa dell’espansione edilizia della città, si è proceduto alla riesumazione dei resti e con cerimonia ufficiale e solenne alla restituzione delle spoglie alle autorità estere.

Nel corso del 2015, oltre la memoria, hanno preso il via alcune iniziative culturali di riflessione ed incentrate sulla ricerca e sulla sicurezza. Oltre ad Avezzano sono state coinvolte, in particolar modo, le 37 municipalità della Marsica.

Il 13 gennaio del 1915 una scossa di magnitudo 7.0 della scala Richter e ancora dell’XI grado della scala Mercalli causò oltre 30.000 morti nella Marsica e nelle aree montane del centro Italia, in particolare in Abruzzo e nel Lazio. Epicentro del catastrofico sisma fu la città di Avezzano dove si contarono, su una popolazione di circa 13.000 abitanti, oltre 10.000 vittime per un totale dell’80% dei cittadini residenti. Dell’intera città rimasero in piedi poche abitazioni, l’unica che non fu abbattuta per il rischio crollo fu il villino del cementista bolognese Palazzi ancora esistente e regolarmente abitato.

100 anni dopo l’indicibile tragedia la città di Avezzano e la Marsica attuano nel corso del 2015 una serie d’iniziative volte al suffragio ed alla prevenzione e per celebrare la rinascita sociale e culturale dei propri luoghi. Il 15 gennaio, nella giornata in cui tradizionalmente vengono commemorate le vittime del sisma, in tutto il territorio della Marsica alle ore 07:52 hanno risuonato le campane per dare il via alle celebrazioni commemorative legate al centenario del sisma che si protraggono nel corso di tutto il 2015.

Tra le iniziative commemorative si segnala l’emissione del francobollo speciale del centenario da parte di Poste italiane, mentre l’istituto poligrafico e zecca dello Stato ha coniato la moneta con impressi i simboli della tragedia e della rinascita del territorio. L’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha realizzato un documentario, in tre parti, dal titolo “Le radici spezzate: Marsica 1915 – 2015”, in cui è raccontato attraverso immagini e testimonianze il fenomeno della delocalizzazione, ovvero della ricostruzione in altri posti dei borghi montani distrutti dal sisma e che è stato impossibile ricostruire nei luoghi originari come Albe Vecchia, Frattura, Morino Vecchio e Sperone. L’INGV e la protezione civile hanno promosso nel corso dell’anno numerosi convegni scientifici in vari centri del territorio marsicano.

Tra gli eventi più suggestivi “La spirale della Memoria”, un lento cammino, durato 15 giorni, che ha permesso di ripercorrere i luoghi della tragedia e di offrire in un prezioso taccuino lo scambio di memorie attraverso i racconti di nonni e genitori e attraverso le rare e preziose fonti locali giornalistiche e culturali. Numerose anche le iniziative volte a favorire l’importanza della prevenzione. Nel centro di Avezzano sono state effettuate, attraverso l’attività di carotaggio, indagini geologiche al fine di analizzare i mutamenti del terreno e, con l’ausilio del piezometro, di monitorare i movimenti della faglia. Grazie a questi studi è stata realizzata la mappa della microzonizzazione sismica della città, mentre nei principali comuni del territorio sono stati presentati i piani intercomunali di protezione civile.

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Terremoto della Marsica del 1915.


Fonti[]

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July 7, 2010

Roma: tensione alla manifestazione dei terremotati dell\’Aquila

Roma: tensione alla manifestazione dei terremotati dell’Aquila

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Le rovine di un’abitazione colpita dal terremoto

Roma, 7 luglio 2010

I manifestanti aquilani che si erano radunati a Roma per dimostrare il loro dissenso per la politica del governo nei confronti dei terremotati, non sono riusciti, in un primo momento, a giungere a Montecitorio, a causa del cordone delle forze dell’ordine che hanno reagito violentemente. Due feriti e vari contusi.

La manifestazione

Piazza Navona

La manifestazione, annunciata da giorni, prevedeva un raduno sotto Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati.

I manifestanti, tra cui il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, hanno iniziato a dirigersi verso la meta quando si sono trovati il passo bloccato dalle forze dell’ordine in tenuta antisommossa, all’altezza di piazza Venezia e sono stati costretti a dirigersi presso Palazzo Grazioli, residenza romana del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, dove si teneva il vertice del PdL[1].

Gli scontri

Al tentativo di sfondare le linee i militari hanno risposto a manganellate. Un ragazzo viene colpito alla testa da due manganellate[2][3]. Grazie a una trattativa con gli organizzatori e alcuni funzionari il corteo devia quindi in direzione di via del Corso ma ad aspettarli trovano un altro blocco. Vincenzo Benedetti, pizzaiolo e responsabile della sicurezza del corteo, ha quindi cercato di creare un cordone di persone tra i militari e i manifestanti per evitare il contatto, quando è stato raggiunto, di spalle, da quattro manganellate alla testa. «Sul muro di una banca ho lasciato delle manate di sangue per testimoniare che questo è il sangue degli aquilani» ha affermato il giovane, con la maglietta sporca di sangue e una fasciatura alla testa[3]. I manifestanti riescono quindi a raggiungere piazza Colonna, dove si trova palazzo Chigi, per proseguire poi per via del Plebiscito in direzione di palazzo Grazioli. Qui sono iniziati violenti slogan contro il premier e contro il deputato Pdl, Maurizio Scelli. I manifestanti accusano il governo di non aver saputo gestire la situazione e di aver speculato sul terremoto per fini politici, lasciandoli in condizioni inaccettabili[3][4]. «Ci sentiamo presi in giro» afferma un aquilano ai microfoni di Sky TG24 «Tutti gli italiani sono stati presi in giro, perché queste notizie non le passano sui TG nazionali»[5].

Renato Schifani

Lo stesso sindaco dell’Aquila, Cialente, rimane coinvolto. Calpestato nei tafferugli nel mentre che cercava di controllare la situazione, accuserà poi problemi alla caviglia[1]. «È stato allucinante vedere gente tranquilla e pacifica coinvolta negli scontri di oggi con le Forze dell’ordine» afferma il primo cittadino abruzzese. Denuncia la speculazione di immagine dei politici, venuti a fare foto con i terremotati ogni giorno, per poi abbandonarli. «E ora…» continua Cialente «…hanno risposto con le cariche delle Forze dell’ordine e con le manganellate. Hanno picchiato un terremotato. E questo è una vergogna»[4].

Lo scontento dei manifestanti nasce anche dal fatto che da dicembre il governo ha intenzione di far tornare a pagare le tasse agli abruzzesi colpiti dal terremoto, ma al 100% del loro valore. Anche dopo il terremoto in Umbria erano state congelate le tasse, ma per 12 anni[4].

L’incontro con Schifani

Il presidente del senato Renato Schifani ha infine ricevuto una delegazione di rappresentati delle autorità locali abruzzesi composta dal sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, dal senatore Giovanni Legnini, dal vice presidente del Consiglio Regionale dell’Abruzzo, Giorgio De Matteis, dal vice presidente della Provincia de L’Aquila, Stefania Pezzopane, dai Consiglieri provinciali de L’Aquila, Guido Quintino Liriz, Luca Ricciuti, Modesto Lolli, Eugenio Carlomagno, Giuseppe Di Pancrazio, Enzo Lombardi, dal rappresentante della Confapi, Massimiliano Marifiamma, dai rappresentanti dei Comitati vittime del terremoto, Luigi Fabiani e Ettore Di Cesare.


Fonti

Note

  1. 1,0 1,1 Sky Tg24, fonte cit.
  2. Dailymotion, fonte cit.
  3. 3,0 3,1 3,2 Leggo, fonte cit.
  4. 4,0 4,1 4,2 Adnkronos, fonte cit.
  5. Sky Tg24 (video), fonte cit.

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April 10, 2009

Sisma in Abruzzo: i funerali

Sisma in Abruzzo: i funerali – Wikinotizie

Sisma in Abruzzo: i funerali

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Speciale Terremoto Abruzzo.png

Speciale sul Sisma in Abruzzo

Speciale sul Sisma in Abruzzo

venerdì 10 aprile 2009

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi l’articolo Speciale Terremoto in Abruzzo.

Sono state celebrate oggi 10 aprile, venerdì santo, alle ore 11, le esequie delle vittime del terremoto che ha distrutto l’Aquila.

Si è trattato di un funerale solenne alla presenza del presidente della repubblica Giorgio Napolitano, del presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, e di numerosi politici italiani; il rito funebre è stato officiato all’aperto presso la caserma della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza nei pressi dell’Aquila, dove attualmente si è insediato il Centro Coordinamento Soccorsi. Ed è stato un funerale collettivo, anche se diverse salme erano già state riconsegnate alle famiglie e quindi non riguardava la totalità delle vittime: già l’8 aprile, secondo Repubblica, si sono infatti tenuti a Roiano i funerali di una ragazza, Carmelina Iovine, morta a 22 anni nel crollo della sua abitazione.

Sulla piazza d’armi della caserma erano allineate 205 bare, molte delle quali bianche, quelle dei bambini. Particolare commozione ha suscitato fra i presenti, come già ieri al presidente Napolitano che l’aveva vista nell’improvvisato obitorio, la piccolissima bara bianca di Antonio Loavan Ghiroceanu, morto a meno di 3 mesi, deposta pietosamente sopra la bara di sua madre Darinca. Ricorda la CNN che “il più giovane non aveva vissuto mezzo anno, il più vecchio quasi cento”, riferendosi a Evandro Testa, classe 1916.

La data era stata fissata accogliendo la proposta dell’Arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari, che di proposito aveva suggerito di far coincidere la cerimonia con la significativa ricorrenza religiosa. Per celebrare le esequie si è resa necessaria una speciale dispensa papale, poiché per questa ricorrenza, che ricorda la morte di Cristo sulla croce, la Chiesa Cattolica non celebra riti. La presidente della provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, peraltro direttamente colpita dalla tragedia avendo perso suoi familiari nel sisma, ha definito questa giornata una via crucis per ciascuno degli aquilani, una definizione ripresa da quasi tutte le agenzie di stampa che hanno riferito di questi funerali. Meno frequentemente riportati dai media, invece, i commenti di ieri della stessa presidente circa un supposto presenzialismo interessato dei politici sul luogo della tragedia in vista delle prossime elezioni europee.

I messaggi della cerimonia

La ricorrenza religiosa del Venerdì Santo commemora la morte di Gesù Cristo. In questa immagine il dipinto “Il trasporto di Cristo al sepolcro”, di Antonio Ciseri, conservato presso il Santuario della Madonna del Sasso, a Orselina

Lo stesso Arcivescovo ha officiato il rito, insieme al segretario di Stato vaticano cardinale Tarcisio Bertone; non era dunque presente papa Benedetto XVI, impegnato a Roma nelle celebrazioni del triduo pasquale, e che visiterà le popolazioni colpite successivamente. Un suo messaggio è stato comunque letto dal suo segretario particolare, monsignor Georg Gaenswein, in apertura del rito; nel messaggio il papa si è detto “spiritualmente vicino […] in queste ore drammatiche” alla popolazione colpita dalla catastrofe” ed esortando al “coraggio di continuare a sperare senza cedere allo sconforto“, ha assicurato che “la Santa Sede intende fare la sua parte, unitamente alle parrocchie, agli istituti religiosi e alle aggregazioni laicali. Questo è il momento dell’impegno, in sintonia con gli organismi dello Stato, che già stanno lodevolmente operando“.

Nell’omelia il cardinal Bertone, che ha portato con sé da Roma l’olio santo ed il calice per le ostie, ha rilevato che “sotto le macerie dell’Abruzzo la c’è la voglia di ripartire, di tornare a sognare” e che “oggi idealmente l’Italia intera, [..] ha dimostrato, anche in questa difficile prova, quanto siano saldi i valori della solidarietà e della fraternità che la segnano in profondità“.

In chiusura del rito il rappresentante delle Comunità Islamiche, l’imam Bashan Mohammed Nour, ha letto un messaggio che, dato quanto imprecisamente annunciato dallo speaker, ha precisato essere “per tutti” e con il quale ha portato la vicinanza dei fedeli musulmani (6 fra le vittime del sisma professavano questa fede). L’imam, a nome di tutti i suoi correligionari, ha detto che “nel nome del Dio unico e misericordioso che ha creato cieli e terra, uomini e donne, unendoli in un’unica grande famiglia che vive insieme l’esperienza della vita e che in questi giorni ha vissuto insieme l’esperienza della morte, poiché tutto fa parte del grande disegno divino, ci troviamo qui oggi a condividere il dolore per tutti i fratelli, le sorelle, i giovani e i bambini vittime del sisma che ha ferito al cuore l’Abruzzo e l’Italia intera“.

I media

L’evento è stato seguito in diretta dai principali media nazionali ed internazionali, che unanimente la definiscono di forte commozione.

Anche la BBC, sul suo canale in DTT, ha seguito i funerali con una lunga diretta durante la quale i numerosi commentatori hanno più volte unanimemente sottolineato l’imponente e commovente dimostrazione di solidarietà espressa dal popolo italiano, paese che al di fuori di situazioni di tragedia è invece noto piuttosto per le sue divisioni. Comune ai commentatori anche una grave preoccupazione per la futura gestione dei fondi per la ricostruzione, ricordando che la storia delle precedenti tragedie ha evidenziato l’intervento della mafia e di altri soggetti a deviare denaro verso indebite destinazioni; si è auspicato che l’attenzione dei media italiani non cali, né sulla tragedia umana, né sulla ripartizione dei fondi. E fra le altre riflessioni, è più volte stato ripetuto che la tragedia non poteva accadere in un momento peggiore, date le condizioni economiche nazionali.

Per il quotidiano francese Le Monde, l’Italia immersa nel lutto ha ritrovato la sua unità nazionale. Per l’altro quotidiano parigino, Le Figaro, l’Aquila è “la capitale del dolore“.

The Times, il quotidiano britannico che nei giorni scorsi ha sollevato una polemica con Berlusconi, ricorda le storie di alcuni giovani periti nel disastro, fra le quali quella di Lorenzo Cini e Arianna Pacini, entrambi di 23 anni, che progettavano di sposarsi e che invece sono stati trovati abbracciati fra le macerie, morti l’uno fra le braccia dell’altro.

Il quotidiano spagnolo El Mundo, nel segnalare che fra i dispersi ci sarebbe una donna cittadina spagnola, nota che molti giovani presenti alle esequie indossavano magliette con lo stemma dell’Abruzzo.

Lutto nazionale

Come preannunciato con il decreto della presidenza del consiglio dei ministri, Palazzo Chigi conferma il 10 aprile è in Italia giornata di lutto nazionale. Gli uffici pubblici di tutta Italia espongono le bandiere a mezz’asta. Molti negozi hanno spontaneamente abbassato le saracinesche, almeno per la durata dei funerali. Negli aeroporti italiani tutte le operazioni sono state fermate per un minuto.

Stasera a Roma, al Colosseo, si terranno i riti cattolici del venerdì santo.


Fonti

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April 9, 2009

Sisma in Abruzzo: sospese le tasse

Sisma in Abruzzo: sospese le tasse – Wikinotizie

Sisma in Abruzzo: sospese le tasse

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Speciale sul Sisma in Abruzzo

Speciale sul Sisma in Abruzzo

giovedì 9 aprile 2009

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi l’articolo Speciale Terremoto in Abruzzo.

I pagamenti di tasse locali e nazionali saranno sospesi per tutte le località toccate dalla catastrofe. Lo ha dichiarato ai microfoni di Radio 1 il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera, secondo una nota d’agenzia.

Al di là di valutazioni non strettamente tecniche, vi è il dato di fatto che tutti gli uffici pubblici interessati sono chiusi o inagibili, e così è anche per gli sportelli del fisco e dell’esattore Equitalia-Gerit, non è dunque materialmente possibile effettuare pagamenti nemmeno volendolo.

Si attende un apposito decreto della presidenza del consiglio dei ministri, anticipato dal primo ministro Berlusconi, che ufficializzi la sospensiva. Al momento l’argomento non risulta all’ordine del giorno del prossimo consiglio, convocato per il 9 aprile alle 9:30 a Palazzo Chigi.


Fonti[]

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Polemiche sul sisma in Abruzzo

Polemiche sul sisma in Abruzzo – Wikinotizie

Polemiche sul sisma in Abruzzo

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Speciale sul Sisma in Abruzzo

Speciale sul Sisma in Abruzzo

giovedì 9 aprile 2009

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi l’articolo Speciale Terremoto in Abruzzo.

Un test kit del radon.

Ben presto sono sorte le prime polemiche riguardo la possibile prevedibilità di questo terremoto.

Il caso Giuliani[]

Secondo Repubblica, il 1 aprile sarebbe stato denunciato per procurato allarme Giampaolo Giuliani, un ricercatore del laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso che, seguendo i numerosi episodi che hanno composto lo sciame sismico nella zona dell’Aquila da ottobre in avanti, aveva ammonito circa la possibilità che potessero preludere ad un evento più serio. Da fonti governative, il portavoce della Protezione Civile, ribatte che non sarebbe possibile prevedere i terremoti. Analoga la posizione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, secondo una nota ripresa da Repubblica intorno alle 11:30. L’interessato chiede invece pubbliche scuse per le offese ricevute spiegando che le sue osservazioni si basano sulla rilevazione scientifica degli incrementi dei livelli di radon rilasciati dal terreno.

Il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, ha aggiunto – riferisce l’ASCA – che “la previsione era stata fatta per Sulmona e immaginate se avessimo fatto spostare tutte le persone a L’Aquila“; il riferimento è ad una previsione di Giuliani, che aveva previsto un sisma a Sulmona per il 29 marzo, sisma che secondo il Corriere della Sera si è effettivamente verificato proprio alla data indicata, ma con una potenza del IV grado della scala Richter. Giuliani avrebbe poi previsto ed “anticipato” al sindaco della cittadina un sisma più potente, che però non vi è stato.

Le polemiche sullo stato dei fabbricati[]

Boschi avrebbe inoltre affermato, riferisce Repubblica, che “non fa parte della nostra cultura costruire in maniera adeguata in una zona sismica, costruire cioè edifici che reggano e intervenire su quelli vecchi“. Anche Giuseppe Zamberletti, già capo e ministro della protezione civile ed oggi presidente dell’Istituto per le ricerche e gli studi sulla protezione e la difesa civile, attribuisce gravi responsabilità ai cittadini “fatalisti ed insensibili” in un’intervista rilasciata all’agenzia Ansa, stigmatizzando che “più che lo stato con le risorse e gli investimenti, sono i singoli cittadini che mostrano superficialità per la sicurezza delle proprie case“.

La presidente della provincia Stefania Pezzopane, parla di tragedia annunciata e di “troppi allarmi non ascoltati“. Lo scorso 31 marzo, il sindaco dell’Aquila aveva emesso un’ordinanza di chiusura delle scuole per le verifiche tecniche a seguito degli eventi sismici della settimana scorsa. Due scuole (la materna “Campanella” e la De Amicis) erano poi state effettivamente chiuse per riguadagnarne la conformità alle norme di sicurezza.

L’ospedale[]

Cresce nel frattempo di temperatura la questione dell’inagibilità dell’Ospedale Nuovo San Salvatore, la cui costruzione iniziò nel 1972 in sostituzione di una precedente struttura cinquecentesca (poi demolita) e la cui attivazione si completò 10 anni fa, nell’agosto del 1999. Nella generale inservibilità delle principali strutture pubbliche, quella dell’ospedale, in un frangente così tragico, suscita commenti sempre più tesi. Nuovi particolari emergono di ora in ora circa la storia e le vicende del nosocomio mezzo crollato e mezzo inutilizzabile; si apprende, ad esempio, che nel giugno 2000 se ne occupò, includendolo fra le “opere incompiute”, la Commissione d’inchiesta del Senato sul sistema sanitario. La relazione finale della commissione fu redatta dal vicepresidente Ferdinando di Orio, allora senatore dei DS ed oggi rettore dell’università dell’Aquila. Va detto che la relazione è stata da pochissimo rimossa dal sito del Senato (era online almeno sino al 9 marzo), ma resta ugualmente visionabile in una copia cache su archive.org.

La Guardia di Finanza, dice il Corriere della Sera, avrebbe accertato che sarebbe costato 9 volte più del previsto, dichiarazione che anche Radio Città Aperta attribuisce allo stesso Di Orio. Il rettore riporta che l’ospedale aveva nel 1972 un costo previsto di 11.395 milioni di lire ed una capacità di 1.100 posti letto; rimasto per venti anni allo stato di “rustico” (senza cioè le finiture edilizie), dal 1992 si cominciò a completarlo, assommando finanziamenti per circa 200 miliardi di lire e riducendo i posti letto a 350, un terzo rispetto a quelli previsti.

Andrea Cuomo, de Il Giornale, in un articolo in cui racconta la sua visita clandestina alla struttura insieme a Di Orio, sintetizza così la situazione: “Mettiamola così: pagate una Fiat Cinquecento come una Maserati e poi vi accorgete che, quando ne avete bisogno siete a piedi.” E riporta brani dei lavori della commissione, che stigmatizzarono della struttura “l’irrazionalità e l’obsolescenza dell’impianto costruttivo, la scarsa qualità dei materiali impiegati oltre all’enorme dispersione dei percorsi orizzontali“.

Il progetto dell’ospedale fu presentato nel 1967 dall’ingegner Marcello Vittorini, nativo del luogo e nel corso del tempo destinatario di diversi incarichi istituzionali di responsabilità a livello nazionale (comprese diverse cattedre universitarie), il quale oggi dichiara di non saper comprendere le ragioni del cedimento, aggiungendo: “Non so se l’incuria possa aver compromesso i pilastri. Quando con l’ingegner Gaspare Squadrilli presentammo il progetto, L’Aquila era classificata dal ministero dei Lavori pubblici come zona sismica di seconda categoria. E noi superammo tutti i collaudi“.

Vittorini, notissimo nel suo ambito professionale (in cui tra l’altro si è occupato della redazione di piani regolatori e di altri strumenti urbanistici di numerose città tra le quali Firenze), si era reso noto anche al grande pubblico partecipando al gruppo di intellettuali che il 12 giugno 1987 lanciarono dalle pagine del Corriere della Sera l’appello a votare per il Partito Socialista Italiano.

Anche l’ingegner Squadrilli era già apparso sulle cronache per via di una nota inchiesta del 1993, nel corso di Tangentopoli, su ipotesi di abuso d’ufficio in appalti della società Cogefar, per la quale secondo il quotidiano Il Messaggero era direttore lavori; gli appalti riguardavano proprio questo ospedale, e la polemica politica che si scatenò al tempo nei riguardi del pubblico ministero Fabrizio Tragnone, attaccato in insolita concordia da Marco Pannella e da Remo Gaspari, ebbe un certo risalto. Impregilo, l’azienda che ha inglobato la Cogefar, ha smentito che i suoi interventi abbiano riguardato la parte strutturale; la smentita contrasta però con il sito ufficiale del gruppo, che si descrive come “un punto di riferimento nell’ambito dell’edilizia sanitaria. In questo settore la società ha realizzato sia in Italia che all’estero importanti e moderni complessi ospedalieri che vengono di seguito dettagliati.“, e cita anche l’ospedale dell’Aquila.

Polemica Berlusconi-Times[]

Una polemica per alcuni versi sconcertante ha coinvolto il primo ministro Berlusconi ed il quotidiano britannico “The Times”.

Il giornale, riferendo dell’incontro del premier con gli sfollati avvenuto martedì nelle tendopoli di Bazzano e San Demetrio, ha ripreso quanto riportato dai giornalisti dell’emittente televisiva tedesca N-TV channel, evidenziando con enfasi alcune uscite del politico italiano. Berlusconi, parlando ai senza-tetto, li aveva esortati a raggiungere gli alberghi che erano stati resi disponibili per loro sulla costa adriatica, e nel corso della conversazione avrebbe detto che sì, gli attendamenti non sono il massimo della comodità, ma si dovrebbe guardare a questa situazione come ad un week-end in campeggio. Avrebbe poi suggerito ad una donna sfollata di usare della crema solare. Il quotidiano prosegue l’articolo elencando le proprietà immobiliari di Berlusconi e riportando la proposta sarcastica di uno degli sfollati di scambiare i ruoli fra sè ed il premier, andando Berlusconi a dormire in una tenda senza acqua calda al gelo della notte, e lui a fare il primo ministro.

In un comunicato di replica della presidenza del consiglio dei ministri, che nel titolo parla di “rammarico per critica scorretta“, le uscite del premier non sono state smentite, ma “contestualizzate” nell’intenzione del capo del governo di sdrammatizzare a fini di “rassicurazione e incoraggiamento“. Le frasi oggetto di sottolineatura da parte del quotidiano sarebbero state – secondo il comunicato – “rivolte in tono scherzoso […] soprattutto ai bambini, per convincere le loro famiglie a lasciare le tende e spostarsi nei più comodi alberghi della costa“. Nell’evidenziare a sua volta che l’inviato del Times non era sul posto, Palazzo Chigi soggiunge che Berlusconi sarebbe stato applaudito e ringraziato.


Fonti[]

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April 8, 2009

Sisma in Abruzzo: le iniziative di solidarietà

Sisma in Abruzzo: le iniziative di solidarietà

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Speciale Terremoto Abruzzo.png

Speciale sul Sisma in Abruzzo

Speciale sul Sisma in Abruzzo

mercoledì 8 aprile 2009

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi l’articolo Speciale Terremoto in Abruzzo.

Le iniziative di solidarietà verso le popolazioni colpite dalla tragedia del 6 aprile cominciano ad essere numerose.

Mentre cresce l’allarme per i casi di sciacallaggio e truffa (phishing compreso), si moltiplicano le iniziative oneste, ma si richiede estrema attenzione nel donare onde non favorire criminali senza scrupoli invece che aiutare chi soffre. È indispensabile accertarsi, nell’effettuare donazioni, di specificare nella causale quanto indicato, oppure “Terremoto Abruzzo” o simili diciture, in modo che non sia possibile equivocare la destinazione dei fondi inviati.

Per effettuare donazioni[]

NB: Sono qui elencate solo le iniziative confermate sui siti ufficiali degli enti e delle aziende indicate, non sono state prese in considerazione segnalazioni, anche della stampa, non suffragate da riscontro formale; l’elenco può essere incompleto, vi invitiamo a completarlo con le iniziative che non abbiamo ancora trovato, dopo aver verificato i rispettivi siti ufficiali. L’ordine di elencazione è causale.

SMS e chiamate solidali[]

Per i clienti di molte compagnie telefoniche, fino al 30 aprile è possibile donare in un attimo, inviando un sms dal proprio cellulare (1€) o chiamando dal proprio telefono di rete fissa (2€) al numero 48580.
La chiamata è in genere gratuita e l’importo donato viene addebitato in fattura.

  • Clienti Fastweb (da rete fissa) – (dettagli)
  • TIM/Telecom Italia (per gli sms da rete fissa, ove abilitati, esclusi i clienti Corporate e le Utenze Aziendali) (dettagli)
  • Vodafone (solo sms) (dettagli)

Enti che ricevono sottoscrizioni[]

  • La Regione Abruzzo ha attivato un conto corrente postale ed uno bancario. La causale è “Regione Abruzzo – donazione per il sisma” (dettagli)
    • conto corrente postale numero 10400000 (IBAN IT 03 U 07601 03200 000010400000) intestato a “Regione Abruzzo” (NB: le poste indicano sul proprio sito come intestazione “Poste Italiane per l’Abruzzo”)
    • conto corrente bancario IBAN IT69L0300215300000410000000, presso Unicredit Banca di Roma, con codice swift B R O M I T R 1 7 7 5, quest’ultimo per consentire aiuti economici anche dall’estero.
  • La Caritas Italiana ha aperto un conto corrente postale e diversi conti bancari presso la Diocesi di Roma. Causale “TERREMOTO ABRUZZO” (dettagli)
    • conto corrente postale numero 347013 BIC: BPPIITRRXXX
    • conto corrente bancario Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113 BIC: CCRTIT2T84A
    • conto corrente bancario UNICREDIT BANCA DI ROMA S.P.A. IBAN IT38 K03002 05206 000401120727 BIC: BROMITR1707
    • conto corrente bancario Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma – Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012 BIC: BCITITMM
    • conto corrente bancario Allianz Bank, via San Claudio 82, Roma – Iban: IT26 F035 8903 2003 0157 0306 097 BIC: BKRAITMM
    • i possessori di carte di credito CartaSi e Diners possono telefonare a Caritas Italiana al n. 06 66177001 (orario di ufficio)
  • La Croce Rossa Italiana consente versamenti in C/C postale o bancario, ed online. Causale: “Sisma Abruzzo – Aprile 2009” (dettagli)
    • conto corrente postale numero 300004 intestato a: “Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 – 00187 Roma”
    • conto corrente bancario 218020 presso Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati – Tesoreria – Via San Nicola da Tolentino 67 – Roma – intestato a: Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 – 00187 Roma – IBAN: IT66 – C010 0503 3820 0000 0218020
    • i possessori di carte di credito Visa e Mastercard possono donare online.

Aziende che raccolgono e ritrasmettono sottoscrizioni[]

  • UniCredit (banca) (dettagli)
    • conto corrente bancario IBAN: IT 96 S 03002 05132 000414414414, presso Agenzia Roma Tupini (cod 36096) di UniCredit Banca di Roma, specificando nella causale “Solidarietà terremoto Abruzzo” e beneficiario “Dipartimento Protezione civile”.
  • Monte dei Paschi di Siena (banca) (dettagli)
    • conto corrente bancario IBAN IT 33 E 01030 14200 000008620017, causale “pro-terremotati Abruzzo” (donazioni esenti da qualsiasi spesa o commissione)
    • è possibile effettuare un bonifico telefonico o l’addebito su carta di credito chiamando il call center di Banca Mps al numero verde 800.41.41.41.
  • Banca Mediolanum (banca) (dettagli)
    • conto corrente bancario IBAN IT 72 D 03062 34210 00000 1800000 beneficiario: “Banca Mediolanum per l’Abruzzo”
  • Mediaset (tramite Mediafriends onlus) (dettagli)
    • conto corrente bancario IBAN: IT41 D030 6909 4006 1521 5320 387 (BIC: BCITITMM) Intestato a: Mediafriends, causale: “EMERGENZA TERREMOTO ABRUZZO”
  • Sky (multimedia) (dettagli)
    • conto corrente bancario IBAN: IT 22 O 03226 01606 000500074972 (c/c n. 000500074972, CIN: O ABI: 03226 CAB: 01606) Sky per l’Abruzzo
  • Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, City (editoria) (dettagli)
    • conto corrente bancario Intesa-San Paolo, IBAN: IT 03 B 03069 05061 100000000144 (ABI 3069, CAB 05061, conto corrente n. 1000/144), intestato a: “Un aiuto subito – Terremoto dell’Abruzzo”.

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Sisma in Abruzzo: sciacallaggi e truffe

Sisma in Abruzzo: sciacallaggi e truffe – Wikinotizie

Sisma in Abruzzo: sciacallaggi e truffe

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Speciale Terremoto Abruzzo.png

Speciale sul Sisma in Abruzzo

Speciale sul Sisma in Abruzzo

mercoledì 8 aprile 2009

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi l’articolo Speciale Terremoto in Abruzzo.

Lo sciacallaggio “tradizionale”, consistente nell’azione di ladri che approfittano delle case e delle proprietà abbandonate incustodite nella fuga da disastro, ha già cominciato a manifestarsi e già nella prima notte, fra il 6 ed il 7 aprile, sono stati effettuati i primi arresti. Quasi tutte le forze dell’ordine impegnate nei soccorsi hanno disposto specifici servizi di prevenzione e repressione antisciacalli.

Ma oltre a questa forma, tristemente consueta in simili circostanze, se ne sta manifestando un’altra che prende spunto dalle roventi polemiche di queste ore: individui che falsamente si spacciano per lo più per funzionari della protezione civile o della prefettura, telefonano o inviano sms a privati, esercizi commerciali, enti, preannunciando l’arrivo di scosse di terremoto ed invitando chi risponde a mettersi in salvo.

Ad Avezzano, città che ha patito qualche danno dal sisma, l’allarme ha gettato nel panico numerosi abitanti, che si sono precipitosamente allontanati dalle abitazioni. Il sindaco Antonio Floris ha dovuto diramare un comunicato nel quale smentisce nel modo più categorico che alcuno sia autorizzato ad effettuare chiamate di questo genere, ricevute anche nelle vicinanze di Avezzano, in particolare a Pescina e Luco dei Marsi. La protezione civile, da parte sua, aggiunge che oltre a non aver autorizzato alcuno a dare di queste “informazioni”, le stesse sono destituite di qualsiasi fondamento come già ampiamente discusso nelle ultime ore.

Anche a Teramo si sono verificati numerosi episodi analoghi, ma stavolta secondo il quotidiano Il Mattino, destinatari delle chiamate di un sedicente carabiniere sarebbero stati l’ospedale, il comune, l’Istituto Zooprofilattico ed altri uffici pubblici, alcuni dei quali sono stati per prudenza comunque evacuati. Anche in ospedale si andava approntando l’allontanamento dei malati, operazioni però interrotte da una diligente verifica. Sul caso sono state aperte delle indagini.

Rovine di San Pio delle Camere

Lo sciacallaggio nell’era digitale assume anche le forme nuove della truffa online: su Facebook un sedicente Marco Pellegatti, dichiarandosi nipote del giornalista sportivo Carlo Pellegatti, ha aperto un gruppo nel quale sta organizzando una sottoscrizione apparentemente per conto di Mediaset e della squadra di calcio del Milan, le quali però secondo il giornalista – riferisce Il Mattino – non avrebbero alcunché a che fare con l’iniziativa.

Casi di vero e proprio phishing cominciano a registrarsi ai danni delle iniziative autentiche di solidarietà. In particolare risultano strumento dei tentativi di truffa false comunicazioni che segnalano numeri telefonici per l’invio di sms di donazione simili ma non corrispondenti a quelli autentici; è il caso ad esempio dei numeri per gli sms di solidarietà predisposti dalle compagnie telefoniche Tim, Vodafone e 3. Secondo l’associazione di consumatori Aduc, “Si tratta dei 48xxx, numeri per cui basta sbagliare una cifra e anziché aiutare i soccorsi in Abruzzo, magari ci si trova abbonati ad un servizio di chat erotica o si acquistano loghi e suonerie per cellulari. Nonostante le denunce, l’Agcom continua a tollerare quest’obbrobrio“.

Forse non si è trattato di uno sciacallaggio in senso stretto, ma certamente conteneva l’intenzione di trarre vantaggio economico dalla situazione di difficoltà l’iniziativa di due individui che con un furgoncino hanno raggiunto Pizzoli, una delle località più colpite, per mettersi a vendere carne allo strepitoso prezzo di ben 80 euro al chilo. Secondo l’agenzia Ansa sarebbero in corso indagini dei carabinieri.

Ad Onna, altro centro devastato, sono stati invece fermati dalla polizia due italiani trovati in possesso di contanti – riferisce Il Sole 24 Ore – per circa 80.000 euro. La Polizia di Stato, segnala il medesimo quotidiano, ha in seguito chiarito che da successive verifiche si è appurato che si trattava dei legittimi proprietari.

Il primo ministro italiano, Berlusconi, ha comunicato l’intenzione di “introdurre un nuovo reato per punire gravemente lo sciacallaggio“. L’Ansa riporta la disponibilità del ministro della difesa Ignazio La Russa a schierare l’esercito per la repressione di questo fenomeno, che evidenzierebbe nei suoi autori “un disvalore morale assoluto“.


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April 7, 2009

Sisma in Abruzzo, aggiornato il bilancio: 179 morti, 34 dispersi

Filed under: Pubblicati,Terremoto in Abruzzo — admin @ 5:00 am

Sisma in Abruzzo, aggiornato il bilancio: 179 morti, 34 dispersi

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Speciale Terremoto Abruzzo.png

Speciale sul Sisma in Abruzzo

Speciale sul Sisma in Abruzzo

martedì 7 aprile 2009

Si aggiorna di ora in ora il drammatico bilancio del sisma che nella giornata di ieri (lunedì 6, n.d.r.) ha colpito l’Abruzzo, devastando gran parte della città de L’Aquila e i dintorni.

L’ultimo computo fornito dalle squadre di soccorso parla di 179 morti, di cui 40 ancora in attesa di essere identificati. La città più colpita è Onna, dove con 39 morti su una popolazione complessiva intorno ai 400 abitanti, la città ha perso poco meno del 10% dell’intera popolazione.

I dispersi sono 34: tra questi, stando alle parole del sindaco de L’Aquila Massimo Cialente, cinque sarebbero all’interno della Casa dello Studente, la cui struttura è totalmente collassata a causa del violento terremoto delle 3:32.

Grave la situazione per gli sfollati: in totale sono 17.120, divisi tra i diecimila della città capoluogo e i 7.120 dell’hinterland. Per coloro che sono rimasti senza dimora, l’amministrazione ha già messo a disposizione tendopoli e posti negli alberghi sulla costa adriatica, garantendo inoltre che per la giornata di oggi verranno aggiunti ai posti già disponibili altre 3.000 tende. Disponibili, naturalmente, anche gli alberghi per un totale di 5.000 posti letto.

Il numero dei volontari della Protezione Civile mobilitati è di 5.100 unità, ai quali si affiancano 1.300 militari, di cui 300 sono impegnati in attività secondarie non direttamente riconducibili all’assistenza dei terremotati.


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Nuova fortissima scossa di terremoto in Abruzzo

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Nuova fortissima scossa di terremoto in Abruzzo

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Speciale sul Sisma in Abruzzo

Speciale sul Sisma in Abruzzo

martedì 7 aprile 2009

Una nuova forte scossa di terremoto, alle 19.47 di martedì, ha colpito le zone terremotate in Abruzzo. L’intensità è stata valutata intorno a 5.5 gradi della scala Richter, leggermente minore rispetto alla scossa principale del giorno precedente (5,8-6,3). La durata è stata all’incirca di 30 secondi, secondo testimonianze dirette. Sono stati registrati nuovi crolli (la basilica de L’Aquila è crollata, come i resti rimasti in piedi della cupola della Chiesa delle Anime Sante), nonché la morte di una persona a Santa Rufina di Roio, a causa di un malore. L’epicentro di questo nuovo sisma è stato registrato più a sud rispetto al primo, e cioè nella zona di Fossa.


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April 6, 2009

Sisma dell\’Abruzzo: il ministro Gelmini ordina la chiusura a tempo indeterminato delle scuole

Sisma dell’Abruzzo: il ministro Gelmini ordina la chiusura a tempo indeterminato delle scuole

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Speciale sul Sisma in Abruzzo

Speciale sul Sisma in Abruzzo

lunedì 6 aprile 2009

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Mariastella Gelmini in un incontro con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

In mattinata la Regione Abruzzo ha annunciato la chiusura di tutte le strutture scolastiche regionali: la decisione è stata confermata in seguito dal Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, che prevede la struttura degli istituti fino al completamento dei controlli.

Anche nella vicina provincia di Isernia si stanno svolgendo diversi controlli nelle scuole locali. A Roma un istituto nel quartiere Centocelle è stato chiuso in seguito al presentarsi di alcune crepe lungo i muri. In serata durante la trasmissione televisiva Matrix è stato detto che gli studenti abruzzesi potranno conseguire l’esame di maturità pur non avendo duecento presenze nell’anno scolastico.

Il ministro ha comunque assicurato di avere in progetto provvedimenti per evitare che gli studenti appartenenti alle popolazioni colpite dal terremoto possano perdere l’anno nel caso che non possano raggiungere i richiesti 200 giorni di presenza annua.

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