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December 8, 2013

Mostrano una maglietta per Mandela: Drogba ed Eboué saranno sanzionati

Filed under: Calcio,Europa,Istanbul,Nelson Mandela,Sport,Turchia — admin @ 5:00 am

Mostrano una maglietta per Mandela: Drogba ed Eboué saranno sanzionati

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Istanbul, domenica 8 dicembre 2013

Mostrano una maglietta per Mandela: Drogba ed Eboué sanzionati

Venerdì 6 dicembre il Galatasaray, prossimo avversario di Champions della Juventus, ha anticipato la giornata di campionato andando a vincere per 2-0 in casa contro l’Elazığspor. A fine partita gli ivoriani Drogba ed Eboué hanno mostrato delle magliette per esprimere la loro solidarietà verso , scomparso il giorno prima, che recitavano “Thank You Madiba” (quella di Drogba) e “Rest in Peace Nelson Mandela” (quella di Eboué).

Nonostante il gesto, a causa delle leggi presenti nella federcalcio turca, mostrare messaggi politici è considerato atto illecito e passibile di sanzione. Adesso i due calciatori ivoriani in forza al club giallorosso di Istanbul saranno costretti a presentarsi alla Disciplinare della federcalcio turca per conoscere le sanzioni che essa imputerà loro.


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December 7, 2013

È morto Nelson Mandela

È morto Nelson Mandela – Wikinotizie

È morto Nelson Mandela

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Johannesburg, sabato 7 dicembre 2013

Nelson Mandela, detto amichevolmente Madiba dai sostenitori.

Giovedì 5 dicembre è scomparso Nelson Mandela, primo presidente sudafricano ad essere eletto dopo la fine dell’apartheid nel suo Paese e premio Nobel per la pace nel 1993. Aveva 95 anni.

Nato nel 1918 a Mvezo da una famiglia di etnia Xhosa, dopo la scuola metodista si iscrisse all’Università di Fort Hare per poi trasferirsi a Johannesburg, dove studiò legge all’Università del Witwatersrand, frequentando militanti e dirigenti del primo partito fondato dai neri in Sudafrica (1912), l’African National Congress (ANC). La vittoria del partito razzista “Fronte nazionale” nelle elezioni del 1948 radicalizza le sue posizioni. Nel 1952 aprì il primo studio legale gestito da neri in Sudafrica insieme a Oliver Tambo nel centro di Johannesburg.

Nel dicembre del 1956 venne arrestato con l’accusa di tradimento in un processo che si concluderà cinque anni dopo, con l’assoluzione. Nello stesso anno fondò il braccio armato dell’ANC, la “Lancia della Nazione”. Nel 1962 venne arrestato e condannato a cinque anni di prigione per attività sovversive ed espatrio illegale al rientro da una lunga missione in Africa e Europa. Nel 1964 fu condannato ai lavori forzati a vita al processo di Rivonia e trasferito nel carcere di Robben Island, al largo di Città del Capo, dove passò diciotto dei suoi ventisette anni di prigione. Si laureò in legge per corrispondenza all’Università di Londra. In prigione la sua fama e la sua popolarità aumentarono tanto da portarlo a diventare il simbolo della lotta al regime razzista.

Nel 1982 venne trasferito nella prigione di Pollsmoor. Tre anni più tardi Mandela rifiutò la proposta del presidente Botha, che gli offrì la libertà in cambio alla rinuncia incondizionata alla violenza. Nel 1988 fu trasferito nella prigione di Victor Verster (Città del Capo), dove le condizioni di detenzione migliorarono. Nel 1989 Botha venne sostituito alla presidenza da Frederik Willem de Klerk, che il 2 febbraio 1990 annunciò la liberazione di Mandela. Eletto presidente dell’ANC, Madiba iniziò un difficile periodo di negoziato col governo di De Klerk, che proseguì per quattro anni. Nel 1993 ricevette il Nobel per la pace insieme allo stesso De Klerk e il 27 aprile 1994 L’ANC vinse col 62% le prime elezioni multirazziali nella storia del Sudafrica: Mandela divenne il primo presidente nero del suo Paese.

Dopo il 1999 l’anziano leader aveva continuato a spendere le sue energie e il suo nome per numerose cause umanitarie. Nel 2004 aveva annunciato l’intenzione di ritirarsi dalla vita pubblica per dedicarsi alla famiglia. Nel novembre 2009, l’ONU ha proclamato il 18 luglio “Mandela day”.

Intorno alle 20:50 del 5 dicembre 2013, Nelson Mandela si è spento nella sua casa a Johannesburg.


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January 28, 2011

Ricoverato e dimesso, condizioni stabili per Mandela

Ricoverato e dimesso, condizioni stabili per Mandela

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venerdì 28 gennaio 2011

Nelson Mandela nel 2008

Il novantaduenne Nelson Mandela, ex presidente del Sudafrica, ha trascorso le ultime quarantotto ore nell’ospedale Milpark di Johannesburg. Colto da un’infezione acuta alle vie respiratorie, Mandela è stato trasportato con un volo militare nella struttura sanitaria, dove è stato sottoposto ad alcuni test di routine e poi dimesso. Sarà seguito dai medici nella sua residenza di Houghton.

In passato il premio Nobel per la pace aveva già sofferto di queste patologie, dopo aver contratto la tubercolosi durante gli anni di reclusione a Robben Island, la prigione in cui è stato rinchiuso per le sue idee anti-apartheid. Il medico dell’esercito Ramlaken Vejaynand ha mostrato ottimismo, dichiarando che le sue condizioni sono stabili e che sono malattie tipiche per persone della sue età.

Mandela si è ritirato dalla vita politica nel 2001, e la sua ultima apparizione risale all’11 luglio scorso, durante la finale dei mondiali di calcio. Alla notizia del suo ricovero la popolazione si è radunata attorno all’ospedale, addobbando i cortili con auguri di pronta guarigione.


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November 10, 2008

Miriam Makeba, il cordoglio di Mandela e Saviano

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lunedì 10 novembre 2008

La piazza centrale di Castel Volturno

Stava cantando a Castel Volturno, al concerto conclusivo degli Stati Generali della Scuola. Era il concerto di per sé era dedicato a, e anche alla memoria dei sei africani uccisi poche settimane fa dalla camorra.

Miriam Makeba era febbricitante, ma voleva esserci comunque per fare la sua parte contro la camorra e il razzismo, cantando a piedi scalzi sul palco. L’esibizione nella cittadina del casertano non entrava nel suo tour europeo. Prima di cantare aveva tenuto un discorso nella sala dedicata a Giovanni Paolo II, sede della locale Caritas.

Ha parlato in questi giorni anche dello scrittore e giornalista Roberto Saviano: «un giovane scrittore coraggioso ma, come succede in ogni grande causa in ogni parte del mondo, chi parla rischia di essere zittito con la forza». Appena finita la sua esibizione è caduta a terra, esanime. Portata in autoambulanza alla clinica di Pinetamare, non è stato possibile salvarla.

“Mama Africa” era uno dei simboli della lotta contro l’apartheid, fuggita dal Sudafrica, sposatasi con un leader delle Black Panthers. Ma erano anni che la sua salute era minata da problemi che l’hanno costretta anche a usare la sedia a rotelle. ha commentato la notizia della morte della Makeba: «Le sue melodie hanno dato voce al dolore dell’esilio che provò per 31 lunghi anni». Infatti, la cantante venne privata della sua nazionalità nel 1960, fino al 1991. Mandela ha trovato giusto che i suoi ultimi momenti siano stati sul palcoscenico, parlando delle cose per le quali si è sempre battuta.

Il governo Sudafricano ha commentato: «è morta facendo ciò che sapeva fare meglio, con la capacità di far passare un messaggio positivo attraverso la canzone». Roberto Saviano la ricorda così: «La voce di Miriam Makeba era quello che i sudafricani dell’apartheid avevano al posto della libertà».

Nel frattempo si è saputo che la camorra ha tentato di estorcere il pizzo anche in quest’occasione. La notizia è che stavolta si è parlato di questo tentativo, invece di tenerlo come fatto “riservato”.


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June 27, 2008

Concerto a Londra per i 90 anni di Mandela

Concerto a Londra per i 90 anni di Mandela

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venerdì 27 giugno 2008

Nelson Mandela

Stasera, a Londra, un mega-concerto è stato organizzato in onore di Nelson Mandela. La motivazione di questo evento mediatico di portata mondiale è stato semplicemente quello del suo compleanno: il 90imo. Ma al tempo stesso si trattava di un’iniziativa di beneficenza per raccogliere fondi onde combattere l’AIDS. Nelson Mandela è stato festeggiato da artisti di tutto il mondo. Presentava Will Smith, che ha aperto la festa presentandosi sulla passerella in giacca bianca e definendo l’anziano leader della lotta antirazzista come il ‘padre di tutti noi’. In Italia è stata mantenuta la diretta da Mtv, dopo un pre-concerto condotto da Elena Santarelli.

Proprio 20 anni fa, in una calda giornata d’estate, un altro grande concerto londinese chiese la liberazione di Mandela. Fu un evento segno dei tempi, di un mondo in veloce cambiamento dopo la cappa di gelo della Guerra fredda. Molte cose sono cambiate da allora, ma per l’Africa certamente non in meglio. Se il razzismo è stato sconfitto e l’Apartheid cancellato, l’AIDS sta letteralmente spopolando l’Africa e il Sudafrica ne è uno dei Paesi più colpiti. Lo Stesso Mandela ha perso per questa causa il suo unico figlio maschio. A questo si aggiungono i livelli altissimi di violenza, esasperati dalle massicce migrazioni dallo Zimbabwe: anche nell’Africa australe, dunque, i problemi dell’immigrazione massiccia da nazioni impoverite sono non tanto dissimili da quelle che vive l’Europa. Anche nel resto dell’Africa la violenza e le guerre non sono mancate: i milioni di vittime della guerra civile in Somalia e di quelle del Ruanda e del Congo ne sono gli esempi più lugubri, ma non i soli. Tra i pochi progressi da segnalare la diffusione dei telefoni cellulari. Il motivo è semplice: la rete senza fili è l’unica alternativa rispetto alla costruzione di interminabili e vulnerabili linee telefoniche.

Proprio stasera, forse non per caso, nell’ultima puntata di Otto e mezzo (La7) si parlava anche di immigrazione, e Massimo Cacciari ricordava a Roberto Maroni che il problema non scemerà: l’Africa, continente così vulnerabile e politicamente debole, raggiungerà i 2 miliardi di abitanti entro il 2025, praticamente raddoppiandoli rispetto ad oggi. Subito dopo il documentario di “Missione Natura” parlava di come gli oceani siano stati spopolati dall’inquinamento e sopratutto dai pescherecci a strascico, per un totale pari all’80-90% della fauna pescabile. I pescherecci dei Paesi ricchi sono andati vicino alle coste del Senegal e con la loro attività hanno sterminato la fauna, lasciando alla fame i pescatori locali e la gente delle coste. A questo si aggiunga la crisi dell’agricoltura africana, piegata da carestie, monocolture e concorrenza con i prodotti sovvenzionati dei Paesi del ‘Primo mondo’.

20 anni dopo ancora un concerto epocale, dunque, con al centro Mandela, l’Africa e i suoi tanti problemi irrisolti. L’unico italiano presente era Zucchero Fornaciari. Come 20 anni fa, c’era anche Annie Lennox. Non fa più parte degli Eurythmics, ma non è cambiata molto da allora. Si è presentata vestita di bianco e attorniata da un folto coro di ragazze africane vestite rigorosamente di nero. Non potevano mancare i Simple Minds, anche loro testimoni di quell’estate del 1988, Peter Gabriel e lo stesso Will Smith con una sua esibizione rap. I Queen hanno cantato verso la fine pezzi come ‘The Show must go on’. Essendo il concerto per beneficenza contro l’AIDS che è stata la causa della morte del leader storico Freddie Mercury, questa sua canzone-testamento difficilmente avrebbe potuto essere più adatta alla situazione. Ma l’ultimo pezzo cantato dai 600.000 spettatori e dagli artisti sul palco è stato un altro, ancora più ‘attagliato’: dopo il video messaggio con ‘Happy Birthday’ cantato dagli U-2, è arrivata sul palco Amy Winehouse che nonostante i suoi recenti problemi di salute ha concluso il concerto intonando alla fine , assieme ai tanti artisti afro-americani, anche la canzone Free Nelson Mandela, scritta circa 20 anni fa, quando il leader dell’ANC e simbolo della lotta anti-razzista era ancora recluso nelle galere sudafricane. Mandela è apparso durante il concerto alla platea, si reggeva a malapena in piedi, ma ha ringraziato emozionato la folla che riempiva Hype Park.


Fonti[]

Diretta TV su Mtv del 27 giugno 2008, e i programmi di La7 della stessa serata.

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