Wiki Actu it

March 13, 2013

Habemus Papam: Francesco

Habemus Papam: Francesco – Wikinotizie

Habemus Papam: Francesco

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

mercoledì 13 marzo 2013

Papa Francesco nel marzo del 2013 a Roma

Bergoglio con i paramenti episcopali

Lo stemma cardinalizio di Bergoglio con il suo motto, Miserando atque eligendo

BXVI CoA like gfx PioM.svg

Segui lo Speciale Benedetto XVI
su Wikinotizie.

Jorge Mario Bergoglio è stato eletto nuovo papa della Chiesa cattolica con il nome di Francesco.

Il conclave[]

Il conclave del 2013 era iniziato martedì 12 marzo, dopo la Missa pro eligendo romano Pontifice, con la formula rituale dell’extra omnes: alle 16:30, infatti, i 115 cardinali elettori erano entrati nella Cappella Sistina.

La prima votazione di martedì sera, come anche le tre della giornata di mercoledì, avevano dato esito negativo e provocato la “fumata nera”.

Grande la gioia dei fedeli riunitisi in piazza San Pietro, nella quale ha risuonato il coro “Viva il papa!”

L’annuncio[]

La fumata bianca è fuoriuscita dal camino della Cappella Sistina alle 19:06 del secondo giorno di conclave, dopo il quinto scrutinio, indicando l’avvenuta elezione del duecentosessantaseiesimo papa della Chiesa cattolica.

A precedere l’annuncio “Habemus Papam” di Jean-Louis Pierre Tauran, capo dicastero per il dialogo interreligioso nella sua veste di protodiacono, sono state la banda del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano seguita da una formazione di Guardie Svizzere in alta uniforme, e la banda dell’Arma dei Carabinieri seguita da una formazione interforze a rappresentare le forze armate italiane.

« Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam! Eminentissimum ac reverendissimum dominum, dominum Georgium Marium, Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Bergoglio, qui sibi nomen imposuit Franciscum. »

Primo pontefice ad assumere il nome di Francesco, Bergoglio è il primo sudamericano nonché il primo gesuita a diventare papa.

Il discorso[]

Alcuni minuti dopo l’annuncio del protodiacono, il nuovo papa si è affacciato in piazza San Pietro senza mozzetta né rocchetto e salutando la folla con un “buonasera”.

Il papa ha quindi chiesto ai fedeli di pregare per il papa emerito Benedetto XVI, recitando con la folla le preghiere del Padre Nostro, dell’Ave Maria e del Gloria, e ha proseguito chiedendo una preghiera per lui, raccogliendosi insieme alla folla in alcuni attimi di silenzio, chinando il capo. Dopo aver indossato la stola ha concesso l’indulgenza plenaria impartendo in latino la solenne benedizione Urbi et Orbi.

Nel suo discorso, durante il quale ha più volte sottolineato il suo ruolo di Vescovo di Roma, ha evidenziato la necessaria vicinanza con il popolo e annunciato “un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi: l’uno per l’altro”, oltre ad aver esortato la preghiera dei fedeli per una grande fratellanza.

Il nuovo papa[]

Jorge Mario Bergoglio, 76 anni, è stato dal 1998 al 2013 arcivescovo di Buenos Aires e primate di Argentina, città dove lavorava come vescovo già dal 1992.

Nato in una famiglia di origini piemontesi, laureato in chimica prima di entrare in seminario, nel 1958 comincia il suo cammino nella Compagnia di Gesù, trascorrendo un periodo in Cile prima di tornare in Argentina per laurearsi in filosofia a Buenos Aires. Viene ordinato sacerdote il 13 dicembre 1969.

Nominato cardinale da Giovanni Paolo II il 21 febbraio 2001, nel 2005 è stato eletto a capo della Conferenza Episcopale Argentina, carica che ha ricoperto fino al 2011.

Già durante il conclave del 2005 Bergoglio aveva avuto buone possibilità di essere eletto pontefice, risultando il secondo cardinale più votato in tutti e quattro gli scrutini, in cui aveva però sempre primeggiato il futuro Benedetto XVI.


Fonti[]

Altri progetti[]

  • Collabora a Wikipedia Wikipedia contiene una voce su Papa Francesco
  • Collabora a Wikiquote Wikiquote contiene citazioni di o su Papa Francesco
  • Collabora a Commons Commons contiene immagini o altri file su Papa Francesco

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

February 11, 2013

Dimesso Benedetto XVI: Rassegna Stampa

Dimesso Benedetto XVI: Rassegna Stampa – Wikinotizie

Dimesso Benedetto XVI: Rassegna Stampa

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

lunedì 11 febbraio 2013

BXVI CoA like gfx PioM.svg

Segui lo Speciale Benedetto XVI
su Wikinotizie.

La rassegna stampa dei siti web dei principali siti d’informazione del mondo sulle dimissioni di papa Benedetto XVI.

Italia[]

  • Corriere della Sera: Il Papa si dimette dal Pontificato. «Lascio per il bene della Chiesa»
  • la Repubblica: Benedetto XVI lascia il pontificato il 28 febbraio. “Non ho più le forze”
  • La Stampa: Il Papa annuncia: lascio il 28 febbraio. “L’età è un peso, lo faccio per la Chiesa”
  • Il Sole 24 Ore: Il Papa si dimetterà il 28 febbraio: «Lascio per il bene della Chiesa». Il fratello Georg: «Lo sapevo da mesi»
  • Il Messaggero: Il Papa si dimette: lascerà il 28 febbraio. «Non ho forze, lo faccio per il bene della Chiesa» Il successore a marzo
  • Il Giornale: Il Papa si dimette
  • l’Unità: Il Papa si dimette, conclave a marzo
  • Avvenire: Storico, atteso e umile annuncio
  • Libero: Papa Ratzinger si dimette. Il discorso: “Non ho più le forze”
  • Il Manifesto: Il papa si dimette subito dopo il voto
  • Il Foglio: Le dimissioni del Papa. L’annuncio fatto dallo stesso Benedetto XVI. Lascia il 28 febbraio
  • Il Post: Il Papa si è dimesso
  • Linkiesta: Il Papa lascia il pontificato, il testo della lettera

Mondo[]

  • CNN: Pope Benedict XVI to resign
  • BBC: Pope Benedict in shock resignation
  • El Mundo: El Papa renuncia ‘por falta de fuerzas’
  • Le Monde: Le pape Benoît XVI renonce à son pontificat
  • Frankfurter Allgemeine: Papst Benedikt XVI. tritt am 28. Februar zurück
  • Financial Times: Pope Benedict XVI to step down. First pontiff to abdicate since Middle Ages
  • Le Figaro: Le pape Benoît XVI va démissionner
  • El País: El Papa renuncia
  • The Telegraph: Pope Benedict XVI resigns, blaming ill health
  • The Times: Pope quits – I am too frail to go on
  • Libération: Un pape pessimiste et intransigeant
  • Süddeutsche: Benedikt XVI. gibt Amt auf – neuer Papst bis Ostern
  • Washington Post: Pope Benedict XVI to resign
  • The New York Times: Pope Benedict XVI will step down
  • The Australian: Pope Benedict XVI resigns
  • The Sun: Pope Resigns
  • O Globo: Papa Bento XVI renuncia
  • Folha de S.Paulo: Papa Bento 16 vai renunciar ao cargo no final de fevereiro
  • Los Angeles Times: Pope Benedict XVI to step down
  • Al Jazeera: Pope Benedict XVI to resign

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

Benedetto XVI annuncia il suo ritiro dal pontificato/temp unione

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

lunedì 11 febbraio 2013

Wikinotizie di oggi
11 febbraio
Collabora con noi
  • Scrivi un articolo
  • Cosa scrivere
  • Come scriverlo
  • Scrivania
  • Portale:Comunità
BXVI CoA like gfx PioM.svg

Segui lo Speciale Benedetto XVI
su Wikinotizie.

Papa Benedetto XVI nel palazzo apostolico

Benedetto XVI a Zagabria, nel 2011

Questa mattina il papa Benedetto XVI ha annunciato le sue prossime dimissioni dal pontificato.

La notizia è stata diffusa dall’agenzia ANSA alle 11:46 italiane grazie alla giornalista Giovanna Chirri, che stava seguendo il concistoro di canonizzazione dalla sala stampa vaticana, ed è stata immediatamente ripresa dalle principali testate giornalistiche mondiali[1], oltre che commentata da milioni di persone tramite i social network.

Indice

Il concistoro

Questa mattina il pontefice aveva preso parte ad un concistoro per tre canonizzazioni, tra cui quelle di Laura di Santa Caterina da Siena e María Guadalupe García Zavala, al secolo Maria Laura Montoya y Upeguí e Anastasia García Zavala, due religiose sudamericane già proclamate beate da Giovanni Paolo II nel 2004.

La terza canonizzazione in programma è stata quella di Antonio Primaldo e degli altri martiri di Otranto, gli ottocento salentini uccisi per aver rifiutato la conversione all’Islam dopo la caduta della loro città in mano ai Turchi nel 1480 e già beatificati nel 1771 da papa Clemente XIV.

Con la formula latina prevista, il papa ha annunciato durante il concistoro che i beati saranno canonizzati il 12 maggio del 2013[2].

La rinuncia

Il papa, durante il concistoro, ha annunciato la sua decisione, di grande importanza per la vita della Chiesa. Nella sua dichiarazione, in latino, ha attribuito all’età e alle sue condizioni fisiche le motivazioni di tale gesto.

« Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando.

Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato.

Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro. »

Benedetto XVI ha annunciato il suo ritiro per il 28 febbraio 2013 alle ore 20:00, quando la sede di San Pietro sarà nuovamente vacante e potrà essere regolarmente convocato il conclave per l’elezione del nuovo papa.

Il papa ha ringraziato per l’affetto che gli è stato dedicato e ha chiesto perdono per i propri difetti, prima concludere invocando la cura di Gesù Cristo sulla Chiesa e quella di Maria sui Cardinali.

Il pontificato

Il cardinale Ratzinger, nel 2003

Joseph Aloisius Ratzinger, nato a Marktl nel 1927, venne creato cardinale il 27 giugno 1977 da papa Paolo VI, che lo definì un «insigne maestro di teologia».

Durante il papato di Giovanni Paolo II, Ratzinger era stato nominato Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede ed eletto Decano del Collegio Cardinalizio.

A seguito della morte proprio di Giovanni Paolo II si era tenuto il conclave del 2005: nel pomeriggio del secondo giorno, il 19 aprile 2005, al quarto scrutinio, Ratzinger venne eletto pontefice. Alle 17:56 venne dato l’annuncio con la tradizionale fumata bianca del comignolo della Cappella Sistina. Dopo la sua elezione, Ratzinger scelse il nome di papa “Benedetto XVI”.

Prima di Benedetto XVI non sono stati numerosi i Pontefici che hanno rinunciato all’Ufficio di Romano Pontefice: furono infatti 6 i Papi che abdicarono in favore di altri, anche per obbligo. Primo fra tutti fu Papa Clemente I, regnante dal 88 al 97 Dc, che rinunciò alla carica a favore di Evaristo, poiché, dopo essere stato arrestato ed esiliato, non voleva che i fedeli rimanessero senza una guida spirituale. Analogamente, Papa Ponziano, in carica dal 230 al 235 Dc, abdicò a favore di Papa Antero. Papa Silverio, sul soglio pontificio dal 536 al 537 Dc, fu costretto ad abdicare in favore di Papa Vigilio. Più movimentata la vicenda di Benedetto IX, Papa dal 10 marzo 1045 al 1° maggio del medesimo anno, che dapprima rinunciò a favore di Silvestro III, riprese poi la carica per venderla a Gregorio VI, che venne accusato di averla acquisita illegalmente rinunciando a sua volta. Il caso più conosciuto resta tuttavia quello di Papa Celestino V, il Papa del gran rifiuto, che rimase in carica dal 29 agosto al 13 dicembre 1294 e, a seguito della sua rinuncia, vi succedette Papa Bonifacio VIII mentre Celestino V si ritirava a vita eremitica sino alla morte. Celestino V, di fazione politica opposta a Dante Alighieri, fu inviso al poeta che lo mise nel girone degli ignavi: “Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto, vidi e conobbi l’ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto” (Inferno III, 58-60) L’ultimo Papa ad abdicare risale al XV° secolo: si tratta Gregorio XII, in carica dal 1406 al 1415, che visse nello scisma d’occidente, tra lotte e contese, in cui regnarono contemporaneamente ben tre Papi (Gregorio XII – Papa di Roma, Benedetto XIII – Papa di Avignone e l’antipapa Giovanni XXIII); col Concilio di Costanza l’Imperatore Sigismondo, presidente dello stesso, intimò ai tre pontefici di abdicare, ma solo Papa Gregorio XII ubbidì mentre Benedetto XIII si rifiutò e fu deposto così come Giovanni XXIII che si diede alla fuga. Si attese poi la morte di Gregorio XII per eleggere Martino V suo successore.

Le reazioni

“Il Papa ci ha preso un po’ di sopresa. Dice che il vigore fisico negli ultimi mesi è diminuito” e “questo forse anche noi lo avevamo notato. Un po’ di stanchezza e affaticamento maggiore rispetto al passato”, ha commentato padre Federico Lombardi, aprendo la conferenza stampa. Angelo Sodano, decano del collegio cardinalizio, ha definito la decisione come “Un fulmine a ciel sereno”.

Giorgio Napolitano ha commentato con queste parole: “Un grande coraggio e da parte mia grandissimo rispetto”; il presidente del consiglio italiano Mario Monti si dice invece “molto scosso da questa notizia inattesa”, mentre il governo tedesco “reagisce con emozione e turbamento”.


Fonti

Note

  1. «Papa:flash Ansa,in pochi secondi TopNews». ANSA, 11 febbraio 2013.
  2. «Papa, martiri Otranto santi il 12 maggio». ANSA, 11 febbraio 2013.

Altri progetti

  • Collabora a Wikipedia Wikipedia contiene una voce riguardante Benedetto XVI annuncia il suo ritiro dal pontificato/temp unione
  • Collabora a Wikisource Wikisource contiene opere originali di o su Benedetto XVI annuncia il suo ritiro dal pontificato/temp unione
  • Collabora a Wikiquote Wikiquote contiene citazioni di o su Benedetto XVI annuncia il suo ritiro dal pontificato/temp unione
  • Collabora a Commons Commons contiene immagini o altri file su Benedetto XVI annuncia il suo ritiro dal pontificato/temp unione

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

Benedetto XVI annuncia il suo ritiro dal pontificato

Benedetto XVI annuncia il suo ritiro dal pontificato

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

lunedì 11 febbraio 2013

BXVI CoA like gfx PioM.svg

Segui lo Speciale Benedetto XVI
su Wikinotizie.

Papa Benedetto XVI nel palazzo apostolico

Benedetto XVI a Zagabria, nel 2011

Questa mattina il papa Benedetto XVI ha annunciato le sue prossime dimissioni dal pontificato.

La notizia è stata diffusa dall’agenzia ANSA alle 11:46 italiane grazie alla giornalista Giovanna Chirri, che stava seguendo il concistoro di canonizzazione dalla sala stampa vaticana, ed è stata immediatamente ripresa dalle principali testate giornalistiche mondiali[1], oltre che commentata da milioni di persone tramite i social network.

Il concistoro[]

Questa mattina il pontefice aveva preso parte ad un concistoro per tre canonizzazioni, tra cui quelle di Laura di Santa Caterina da Siena e María Guadalupe García Zavala, al secolo Maria Laura Montoya y Upeguí e Anastasia García Zavala, due religiose sudamericane già proclamate beate da Giovanni Paolo II nel 2004.

La terza canonizzazione in programma è stata quella di Antonio Primaldo e degli altri martiri di Otranto, gli ottocento salentini uccisi per aver rifiutato la conversione all’Islam dopo la caduta della loro città in mano ai Turchi nel 1480 e già beatificati nel 1771 da papa Clemente XIV.

Con la formula latina prevista, il papa ha annunciato durante il concistoro che i beati saranno canonizzati il 12 maggio del 2013[2].

La rinuncia[]

Il papa, durante il concistoro, ha annunciato la sua decisione, di grande importanza per la vita della Chiesa. Nella sua dichiarazione, in latino, ha attribuito all’età e alle sue condizioni fisiche le motivazioni di tale gesto.

« Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando.

Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato.

Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro. »

Benedetto XVI ha annunciato il suo ritiro per il 28 febbraio 2013 alle ore 20:00, quando la sede di San Pietro sarà nuovamente vacante e potrà essere regolarmente convocato il conclave per l’elezione del nuovo papa.

Il papa ha ringraziato per l’affetto che gli è stato dedicato e ha chiesto perdono per i propri difetti, prima concludere invocando la cura di Gesù Cristo sulla Chiesa e quella di Maria sui Cardinali.

Il pontificato[]

Il cardinale Ratzinger, nel 2003

Joseph Aloisius Ratzinger, nato a Marktl nel 1927, venne creato cardinale il 27 giugno 1977 da papa Paolo VI, che lo definì un «insigne maestro di teologia».

Durante il papato di Giovanni Paolo II, Ratzinger era stato nominato Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede ed eletto Decano del Collegio Cardinalizio.

A seguito della morte proprio di Giovanni Paolo II si era tenuto il conclave del 2005: nel pomeriggio del secondo giorno, il 19 aprile 2005, al quarto scrutinio, Ratzinger venne eletto pontefice. Alle 17:56 venne dato l’annuncio con la tradizionale fumata bianca del comignolo della Cappella Sistina. Dopo la sua elezione, Ratzinger scelse il nome di papa “Benedetto XVI”.

Prima di Benedetto XVI, altri papi hanno rinunciato all’ufficio di Romano Pontefice[3]: il più noto è stato papa Celestino V, che aveva rinunciato al suo ministero dopo soli 5 mesi, nel 1294, e l’ultimo Gregorio XII nel 1415.

Le reazioni[]

“Il Papa ci ha preso un po’ di sopresa. Dice che il vigore fisico negli ultimi mesi è diminuito” e “questo forse anche noi lo avevamo notato. Un po’ di stanchezza e affaticamento maggiore rispetto al passato”, ha commentato padre Federico Lombardi, aprendo la conferenza stampa. Angelo Sodano, decano del collegio cardinalizio, ha definito la decisione come “Un fulmine a ciel sereno”.

Giorgio Napolitano ha commentato con queste parole: “Un grande coraggio e da parte mia grandissimo rispetto”; il presidente del consiglio italiano Mario Monti si dice invece “molto scosso da questa notizia inattesa”, mentre il governo tedesco “reagisce con emozione e turbamento”.


Fonti[]

Note[]

  1. «Papa:flash Ansa,in pochi secondi TopNews». ANSA, 11 febbraio 2013.
  2. «Papa, martiri Otranto santi il 12 maggio». ANSA, 11 febbraio 2013.
  3. Per la presenza di casi al limite tra rinuncia e rimozione forzata e di altri con fonti storiche discordi, il risultato di un eventuale conteggio dipende dal criterio di inclusione adottato.

Altri progetti[]

  • Collabora a Wikipedia Wikipedia contiene una voce riguardante Benedetto XVI
  • Collabora a Wikisource Wikisource contiene opere originali di o su Benedetto XVI
  • Collabora a Wikiquote Wikiquote contiene citazioni di o su Benedetto XVI
  • Collabora a Commons Commons contiene immagini o altri file su Benedetto XVI

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

February 18, 2012

Ventidue nuovi cardinali creati da Benedetto XVI

Ventidue nuovi cardinali creati da Benedetto XVI

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

La Basilica di San Pietro

sabato 18 febbraio 2012

Questa mattina, nell’ambito di un concistoro ordinario pubblico che si è tenuto nella basilica di San Pietro in Vaticano, sono stati nominati da papa Benedetto XVI ventidue nuovi cardinali, dei quali 18 elettori e 4 ultraottantenni.

Divengono cardinali elettori[1]:

  • Arcivescovo Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli;
  • Arcivescovo Manuel Monteiro de Castro, Penitenziere Maggiore;
  • Arcivescovo Santos Abril y Castelló, Arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore;
  • Arcivescovo Antonio Maria Veglió, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti;
  • Arcivescovo Giuseppe Bertello, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato del medesimo Stato;
  • Arcivescovo Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi;
  • Arcivescovo João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica;
  • Arcivescovo Edwin Frederik O’Brien, Pro-Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme;
  • Arcivescovo-Vescovo Domenico Calcagno, Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica;
  • Arcivescovo-Vescovo Giuseppe Versaldi, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede;
  • Arcivescovo Maggiore George Alencherry, di Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi (India);
  • Arcivescovo Thomas Christopher Collins, Arcivescovo di Toronto (Canada);
  • Arcivescovo Dominik Duka, Arcivescovo di Praha (Repubblica Ceca);
  • Arcivescovo Willem Jacobus Eijk, Arcivescovo di Utrecht (Paesi Bassi);
  • Arcivescovo Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze (Italia);
  • Arcivescovo Timothy Michael Dolan, Arcivescovo di New York (Stati Uniti d’America);
  • Arcivescovo Rainer Maria Woelki, Arcivescovo di Berlino (Repubblica Federale di Germania);
  • Vescovo John Tong Hon, Vescovo di Hong Kong (Repubblica Popolare Cinese).

I quattro ultraottantenni sono[1]:

  • Sua Beatitudine Lucian Mureşan, Arcivescovo Maggiore di Făgăraş e Alba Iulia dei Romeni (Romania);
  • Mons. Julien Ries, Sacerdote della Diocesi di Namur e Professore emerito di storia delle religioni presso l’Università Cattolica di Louvain;
  • Padre Prosper Grech, O.S.A., Docente emerito di varie Università romane e Consultore presso la Congregazione per la Dottrina della Fede;
  • Padre Karl Becker, S.I, Docente emerito della Pontificia Università Gregoriana, per lunghi anni Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Tutti i diciotto nuovi cardinali elettori sono stati nominati nel proprio ufficio sotto il pontificato di Benedetto XVI.

Con queste nuove nomine, il collegio cardinalizio ha raggiunto il numero di 213 cardinali, provenienti da 70 nazioni differenti.

Domani, nell’ambito di una celebrazione eucaristica solenne, il papa consegnerà ai nuovi cardinali gli anelli cardinalizi.


Fonti[]

Note[]

  1. 1,0 1,1 Vatican Information Service, fonte cit.

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

August 18, 2011

Papa alla GMG a Madrid, dopo scontri e arresti

Papa alla GMG a Madrid, dopo scontri e arresti

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

giovedì 18 agosto 2011

Logo della Jornada Mundiale de la Juventud (Giornata mondiale della Gioventù)

Papa Benedetto XVI è arrivato a Madrid per la ventiseiesima Giornata Mondiale della Gioventù, evento che raccoglie papa boys da tutto il mondo. Ad accoglierlo José Rodriguez Zapatero, sebbene non fosse stato ufficialmente invitato, e re Juan Carlos, con un piede ingessato, con la regina Sofia. Il clima gioioso viene disturbato dalle tensioni per le manifestazioni in corso e per l’arresto di un volontario della GMG, accusato di aver progettato un attentato contro la manifestazione laica.

José Perez Bautista, estremista cattolico e studente messicano di chimica, è stato arrestato dalla polizia spagnola per reati collegati al terrorismo. Sul suo computer infatti sono stati trovati appunti su come preparare un attacco usando gas asfissianti e altre sostanze chimiche contro i manifestanti. Su alcuni forum ultracattolici e ultraconservatori, il ventiquattrenne ha affermmato che non avrebbe tollerato nessuna critica nei confronti del Papa e che gli oppositori della visita del Papa dovrebbero essere pertanto colpiti usando il sarin, gas che può causare centinaia di vittime. Lo stesso gas è stato usato per l’attentato alla metropolitana di Tokyo del 1995: allora vi furono 12 morti e oltre 6000 intossicati.

Oltre 140 organizzazioni, tra cui il movimento degli Indignados, e cinque mila persone sono scese in piazza a dimostrare contro l’evento, per diversi motivi: chi critica la Chiesa Cattolica per le posizioni contro l’omosessualità, chi manifesta per la netta separazione tra Stato e Chiesa. Assieme, invece, criticano l’organizzazione della GMG per i costi dell’evento, in uno Stato che soffre per la crisi economica globale.

“Zero delle mie tasse al Papa” è lo slogan manifestazione che inizialmente era stata vietata dalla giunta comunale guidata dal Partito Popolare. La manifestazione è passata anche per Puerta del Sol, luogo simbolo degli indignati e punto di incontro per i pellegrini. Il corteo accusa le istituzioni di non rappresentare tutti perché partecipano ad “eventi che coinvolgono solo una parte” dei cittadini. In più viene definito “scandaloso” il fatto che il governo contribuisca con 25 milioni di euro alla visita del Papa e alla celebrazione di un atto confessionale, concedendo esenzioni fiscali alle grandi imprese che si sono impegnate con altri 25 milioni. Un esempio concreto di contributi è visibile nel costo degli abbonamenti a Madrid: la giunta comunale ha deciso di diminuire dell’80% il costo degli abbonamenti per i pellegrini e di aumentare il costo del biglietto del 50% (da 1 € a 1,50 €) per i cittadini normali. Il costo totale della kermesse previsto è di 50 milioni di euro, spese riguardanti polizia e sicurezza escluse.

Nel suo primo discorso ufficiale papa Ratzinger parla di rispetto della natura che Dio ci ha creato e di scontri e tensioni nel mondo. Viene dedicato spazio anche alla precarietà, che colpisce sempre più giovani, al problema della droga e alle persecuzioni dei cristiani.


Fonti

Wikivoyage

Wikivoyage ha un articolo su Madrid.

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

October 9, 2010

Sequestrati dalle forze dell\’ordine insegne e striscioni contro il Papa a Palermo

Sequestrati dalle forze dell’ordine insegne e striscioni contro il Papa a Palermo

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

9 ottobre 2010

Papa Benedetto XVI

Domenica 3 ottobre, alle ore 11:30, diversi agenti di polizia in divisa e della DIGOS sono entrati nella libreria AltroQuando, situata a Palermo in via Vittorio Emanuele 143, e hanno costretto il proprietario a rimuovere uno striscione affisso all’interno della vetrina. Lo striscione recitava ” I LOVE MILINGO “, con riferimento all’ex monsignor Milingo. La polizia ha sequestrato anche la locandina della mostra “La Papamobile del futuro”, allestita da tre giorni all’interno della libreria, un’esposizione di disegni satirici o ironici sul tema. L’operato delle forze dell’ordine è stato giustificato affermando che esporre una simile frase proprio nel momento in cui il Papa e il suo corteo sarebbero transitati per via Vittorio Emanuele sarebbe stato un atto offensivo.

Un episodio analogo è accaduto in un’abitazione privata, in un’altra parte della città, sempre in occasione della visita del Papa. Nella notte fra il 2 e il 3 ottobre, era stato affisso uno striscione sul terrazzo di un palazzo situato di fronte al palco allestito per Benedetto XVI nel foro italico, il drappo riportava una frase tratta dal vangelo di Matteo: « La mia casa è casa di preghiera, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri ». Le forze dell’ordine sono subito intervenute, inizialmente cercando entrare in casa, ma essendo sprovvisti di mandato della magistratura gli inquilini hanno impedito agli agenti l’ingresso. Successivamente, sempre su richiesta delle forze dell’ordine, sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno strappato metà dello striscione con l’ausilio delle scale mobili; l’altra metà, ormai inutilizzabile, è stata ritirata dalle persone del palazzo.

Gli striscioni a favore del Papa, apparsi dalle prime ore del giorno precedente e recanti slogan come « Con Ratzinger contro matrimoni gay e relativismo », issati dal movimento giovanile del Popolo della Libertà, Giovane Italia, non sono stati oggetto di attenzione da parte delle forze dell’ordine.


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

September 15, 2010

La visita del Papa nel Regno Unito e le proteste

La visita del Papa nel Regno Unito e le proteste

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

mercoledì 15 settembre 2010

Benedetto XVI in viaggio (USA, 2008)

La visita del Pontefice Cattolico nel Regno Unito si attendeva dal 1982, anno dell’ultimo viaggio di un Papa, Giovanni Paolo II, in territorio britannico.[1] Tuttavia è già da tempo che si prepara per giovedì 16 settembre 2010 la visita – per la prima volta visita di Stato – dell’attuale Pontefice, Benedetto XVI, annunciata già nel settembre 2009 e confermata ufficialmente il 16 marzo 2010 dal Vaticano.[2] La visita si prolungherà fino al 19 settembre, periodo durante il quale il Papa farà tappa a Edimburgo, Glasgow, Londra e Birmingham (dove verrà celebrata la beatificazione del Cardinale Newman).[3]

Le tappe principali dell’itinerario previsto per la visita[]

Ritratto del Card. Newman

Una volta partito dall’aeroporto di Ciampino alle ore 8:10, Benedetto XVI sarà atteso dalla sovrana britannica Elisabetta II nella residenza reale di Holyrood Palace. A fine giornata, dopo aver presieduto a diverse celebrazioni, tra cui una Messa nel Bellahouston Park di Glasgow, di cui terrà l’Omelia, Jospeh Ratzinger si trasferirà, via aereo, a Londra.[3]

Venerdì 17 e sabato 18 il Papa e la delegazione pontificia si tratterranno nella capitale inglese per incontrare diverse autorità religiose, tra cui l’Arcivescovo di Canterbury, Rowan D. Williams, capo della Chiesa Anglicana, tra le chiese cristiane quella con il maggior numero di fedeli nel Regno Unito. Inoltre il Pontefice Romano effettuerà le visite di cortesia al Primo Ministro David Cameron, al leader dell’opposizione Harriet Harman e ad altre personalità politiche e istituzionali[3].

L’ultimo giorno, domenica 19, il Papa si trasferirà in elicottero a Birmingham, per la beatificazione, a Cofton Park[3], del Cardinale J. H. Newman (1801-1890), sacerdote anglicano convertitosi al Cattolicesimo e già definito da Ratzinger uomo della coscienza nel discorso pronunciato in occasione del centenario della sua morte, nel 1990.[4]

Le proteste[]

Un primo motivo di attrito tra la politica inglese e la posizione vaticana nasce a febbraio 2010 dall’Equality Bill, una legge di origine laburista contro le discriminazioni, in particolare per quanto riguarda la parità di diritti tra eterosessuali, omosessuali e transessuali.[5][6]

Richard Dawkins

Nello stesso periodo la National Secular Society (un’associazione secolarista britannica) lancia la petizione on-line Make the Pope Pay (Fai pagare il Papa) che al suo termine, 6 giugno 2010, conta 12 340 firme.[7][8][9]

L’11 aprile 2010 Richard Dawkins, con l’appoggio di Christopher Hitchens, rende nota la loro intenzione di studiare, in occasione della visita nel Regno Unito, un piano di accusa legale contro il Pontefice per aver coperto di abusi sessuali nella Chiesa Cattolica.[10][11][12]

David Milliband, leader del Foreign Office fino all’11 maggio 2010

Un ulteriore episodio di tensione si verifica a fine aprile 2010 quando dagli uffici del Foreign Office (Ministero degli Esteri britannico) emerge un memo (un allegato di un documento ufficiale, una raccolta di idee per pianificare la visita di Stato del Papa), contenente, tra le altre, anche proposte di stampo sarcastico: come quelle di lanciare una linea di preservativi marchiati Benedict, sfruttare la visita nel Regno Unito per inaugurare una clinica per aborti, celebrare un matrimonio omosessuale, ordinare prete una donna.[13][14] Il Ministero si è prontamente scusato, spiegando che il documento era una raccolta di idee non rappresentante la posizione del Foreign Office[15]. La reazione del Vaticano è stata espressa dal direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, che ha spiegato che il caso era ormai chiuso e che non ha mai messo in dubbio il viaggio papale nel Regno Unito.[16]

Nel Regno Unito a luglio molti dei contrari alla visita di Stato del Pontefice Romano si sono riuniti nel sito web Protest The Pope, che si propone di organizzare le proteste alla visita di Stato pontificia organizzando marce di protesta ed eventi già da luglio.[17]

Protest The Pope ha infatti organizzato la maggiore marcia di protesta a Londra proprio per sabato 18 settembre, giorno in cui il Papa stesso si troverà nella capitale per il suo itinerario di visita. La marcia partirà alle 13:30 da Hyde Park (lato Piccadilly) per proseguire per Piccadilly Circus, poi Trafalgar Square, Whitehall e Downing Street[18]

Le principali motivazioni delle proteste[]

Uno dei motivi principali di opposizione alla visita di Stato del Pontefice Cattolico risiede nell’essenza stessa della visita di Stato e delle spese pubbliche che essa comporta, le quali ricadono sui contribuenti. Inoltre la visita del Capo di Stato del Vaticano si configura anche come visita di Stato di un’autorità religiosa.[19]

In secondo luogo le dichiarazioni del Papa hanno spesso prodotto reazioni di scontro, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo di anticoncezionali, la parità uomo/donna e eterosessuale/omosessuale e a ciò hanno contribuito diverse altre questioni, tra cui quella riguardante la discussione sulle scuole religiose (faith schools) nel Regno Unito.[20]

Sicurezza e ordine pubblico[]

Anche a causa delle annunciate proteste, si prevedono spese per la sicurezza ed il mantenimento dell’ordine che si aggirano attorno ai 14 milioni di euro, di cui 2,2 milioni sono stati stanziati dal governo per la veglia ad Hyde Park, prevista per sabato 18.[21]


Fonti[]

Note[]

  1. La visita del Papa nel Regno Unito, “opportunità senza precedenti”, fonte cit.
  2. Pope Benedict to visit Scotland, fonte cit.
  3. 3,0 3,1 3,2 3,3 Tabella degli eventi da thepapalvisit.org.uk
  4. discorso pronunciato in occasione del centenario della morte di J.H. Newman dal sito ufficiale del vaticano
  5. Your equality laws are unjust, pope tells UK before visit, fonte cit.
  6. Freedom comes before equality lettera del papa agli arcivescovi britannici
  7. Make the Pope Pay da secularism.org.uk della NSS
  8. La petizione da petitions.number10.gov.uk
  9. GB già polemica per la visita del Papa da UAAR Ultimissime
  10. Richard Dawkins calls for arrest of Pope Benedict XVI, fonte cit.
  11. Richard Dawkins calls for arrest of Pope Benedict XVI correzione dell’articolo del Times da richarddawkins.net
  12. Richard Dawkins: “cercherò di far arrestare Benedetto XVI” da UAAR Ultimissime
  13. Pope Benedict XVI and a weird ‘wish list, fonte cit.
  14. Per approfondire, su en.wiki: Foreign Office papal visit memo
  15. Foreign Office apologises for Pope ‘condom’ memo, fonte cit.
  16. Pope’s UK visit on despite ‘foolish’ condom memo, fonte cit.
  17. Protest The Pope web site
  18. La marcia di Protest The Pope da protest-the-pope.org.uk.
  19. “Protest the Pope”, confronto pubblico con cattolici da UAAR Ultimissime
  20. Faith schools dal sito della BHA.
  21. Gran Bretagna, arriva Benedetto XVI Ad attenderlo indifferenza e contestazioni, fonte cit.

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

June 27, 2010

Benedetto XVI contro le perquisizioni in Belgio: «Deplorevoli e sorprendenti»

domenica 27 giugno 2010

BXVI CoA like gfx PioM.svg

Papa Benedetto XVI ha duramente criticato le scelte della magistratura del Belgio in merito alle indagini sui casi di pedofilia ed in particolare la decisione di aprire i monumenti funerari dei cardinali Jozef-Ernest Van Roey e Léon-Joseph Suenens, che furono arcivescovi della Cattedrale di Malines.

Le parole del Santo Padre sono state raccolte dalla lettera che ha indirizzato all’attuale arcivescovo della diocesi fiamminga, André-Joseph Léonard, nella quale, pur dicendosi a favore del normale corso della giustizia, auspica il «rispetto della reciproca specificità e autonomia» tra lo Stato e la Chiesa di Roma.

Joseph Ratzinger ha invitato «a un riconoscimento senza pregiudiziali di quanti si impegnano a collaborare nel rifiuto di tutto quanto oscura i nobili compiti ad essa assegnati», ma al contempo ha definito come «sorprendenti e deplorevoli le modalità con cui sono state condotte le perquisizioni nella Cattedrale di Malines e nella Sede dove era riunito l’Episcopato belga in una sessione plenaria che, tra l’altro, avrebbe dovuto trattare anche aspetti legati all’abuso di minori da parte di membri del clero».

Prima delle formule rituali di saluto, il papa ha aggiunto nella sua epistola: «Più volte io stesso ho ribadito che tali gravi fatti vanno trattati dall’ordinamento civile e da quello canonico, nel rispetto della reciproca specificità e autonomia».


Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

July 10, 2009

Il papa riceve il presidente degli Stati Uniti Obama: «Sulle divergenze si possono cercare cammini comuni»

Il papa riceve il presidente degli Stati Uniti Obama: «Sulle divergenze si possono cercare cammini comuni»

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

venerdì 10 luglio 2009

Benedetto XVI con Barack Obama

Papa Benedetto XVI ha ricevuto oggi in udienza il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e la sua consorte Michelle, in Italia per il Vertice del G8 a L’Aquila.

Durante il colloquio, spiega un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, il pontefice e Obama si sono soffermati in particolare su questioni «che sono nell’interesse di tutti e costituiscono la grande sfida per il futuro di ogni nazione», come «la difesa e la promozione della vita» e «il diritto all’obiezione di coscienza»; il discorso si è spostato poi su temi come l’immigrazione e la politica internazionale, «alla luce anche dei risultati del Vertice dei G8»; infine sono state inoltre riscontrate convergenze sulle possibili prospettive per la pace in Medio Oriente.

Barack Obama e sua moglie Michelle in udienza dal papa. La first lady, secondo il protocollo, è vestita di nero con un velo che le copre il capo.

All’uscita dal colloquio privato, Obama ha espresso «l’aspettativa di relazioni molto forti» con la Chiesa Cattolica; il papa ha replicato: «Presidente prego per lei, per il suo lavoro». È seguito il tradizionale scambio di doni: il presidente americano ha portato la stola di San Giovanni Neumann, primo vescovo statunitense canonizzato, mentre Benedetto XVI ha regalato una copia autografata della sua nuova enciclica, «Caritas in veritate», e una copia dell’istruzione «Dignitas Personae», dedicata ai temi della bioetica e alla difesa della vita. Il segretario del papa, don Georg Gänswein, ha spiegato poi che questo dono ha lo scopo di «aiutare il presidente a comprendere meglio la posizione della Chiesa cattolica».

Benedetto XVI affacciato alla finestra del Palazzo Apostolico

L’incontro arriva dopo un periodo di tensioni tra il presidente Obama e la Chiesa Cattolica e l’episcopato statunitense, in particolari per posizioni di Obama sull’aborto e per le sue recenti aperture alla ricerca sulle cellule staminali o alla comunità gay.

In un’intervista al quotidiano cattolico Avvenire, tuttavia, egli aveva già ribadito il suo «massimo rispetto personale» per il pontefice, come «figura che unisce una grande cultura a una grande sensibilità», così come aveva riconosciuto la «profonda influenza» da parte dei vescovi americani «sulla Chiesa e anche sulla comunità nazionale», spiegando di «difendere con forza» il diritto dei vescovi a criticarlo, nonostante le divergenze. Obama aveva inoltre parlato di essere «ispirato» continuamente da quella parte della tradizione cattolica che parla «giustizia sociale», lotta alla povertà, benessere dell’infanzia, pena di morte.


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.
Older Posts »

Powered by WordPress