Wiki Actu it

July 20, 2016

Processo Olgettine: il Senato vota contro l\’utilizzo delle intercettazioni

Processo Olgettine: il Senato vota contro l’utilizzo delle intercettazioni

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

mercoledì 20 luglio 2016

Wikinotizie di oggi
20 luglio
Collabora con noi
  • Scrivi un articolo
  • Cosa scrivere
  • Come scriverlo
  • Scrivania
  • Portale:Comunità

Un voto a scrutinio segreto nell’aula del Senato ha negato l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche tra Silvio Berlusconi e le cosiddette “olgettine”, almeno una decina, avvenute nel 2012. Immancabili le polemiche e scambi di accuse tra i gruppi parlamentari che avevano assicurato il loro voto favorevole, Partito Democratico e M5s.


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

April 26, 2014

Roma: Istituto Cervantes non presenterà più il libro sulla mafia che cita Berlusconi

Roma: Istituto Cervantes non presenterà più il libro sulla mafia che cita Berlusconi

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

Roma, sabato 26 aprile 2014

L’ex presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana Silvio Berlusconi

Il libro “Crónicas de la mafia” scritto dal giornalista spagnolo Íñigo Domínguez non sarà più presentato a Roma presso l’Istituto Cervantes, l’istituto culturale dipendente dal Ministero degli affari esteri spagnolo che ha come finalità la promozione e l’insegnamento della lingua spagnola e la diffusione della cultura spagnola e Hispanidad.

L’annullamento della presentazione[]

Il saggio storico in questione, di oltre 500 pagine, racconta la storia della mafia dall’ottocento fino ad oggi e tratta anche alcune pericolose relazioni di Silvio Berlusconi con l’ambiente malavitoso. Pubblicato a gennaio da “Editorial Libros” e oggi alla terza edizione, con 5 000 copie vendute in Spagna, fu presentato un mese fa a Sergio Rodriguez, il direttore del Istituto della sede romana, che decide di organizzare la presentazione per la piccola comunità di spagnoli presenti a Roma. Dopo qualche settimana, invece, la presentazione viene annullata per “motivi tecnici”.

Non ci fu alcun intralcio per quanto riguarda le presentazioni del libro presso gli Istituti di Madrid, Barcellona, Bilbao e Santander.

L’ambasciata spagnola in Italia

Le reazioni[]

Dell’autore[]

Íñigo Domínguez, che lavora in Italia come giornalista del quotidiano spagnolo El Correo dal 2001, con un misto di rabbia e stupore ha detto che non sa spiegare il rifiuto alla presentazione ma da giornalista lo considera un fatto gravissimo. Ammette che c’è un capitolo finale lungo e approfondito su Berlusconi, sulla sua carriera imprenditoriale, sui rapporti con Marcello Dell’Utri e Cosa Nostra ma, aggiunge, che non c’è nulla in più che non si sappia già e nulla che denigri l’Italia. Ricorda, anche, che Berlusconi è stato condannato dai tribunali italiani e che Dell’Utri è agli arresti a Beirut. La cancellazione della presentazione del volume gli è stata recapitata via mail e secondo le fonti del giornalista, che egli stesso dichiara essere affidabili, il caso era finito all’ambasciata spagnola di Roma e che il libro potrebbe essere scomodo a qualcuno. La censura sembrerebbe arrivare direttamente dall’ambasciatore spagnolo in Italia Javier Elorza, secondo il giornalista. Secondo lui, alla base della censura ci sarebbe solo ignoranza e timore poiché poco più di due settimane fa Teodoro Obiang, il presidente della Guinea Equatoriale che ha dei buoni rapporti con le autorità spagnole nel campo petrolifero e che è criticato dalle organizzazioni internazionali per corruzione, abuso di potere e la violazione dei diritti umani, ha tenuto una conferenza all’Istituto Cervantes di Bruxelles senza alcun problema.

Dell’Istituto e dell’ambasciata spagnola di Roma[]

L’Istituto Cervantes di Roma dichiara che la presentazione è solo una questione d’agenda. Mentre Agustín Galán, il portavoce dell’ambasciata spagnola, ha dato la seguente dichiarazione alla stampa iberica:

« L’Istituto Cervantes deve fare promozione culturale. Un libro sulla mafia è controverso, scomodo e il Cervantes non deve entrare in certi argomenti. È come se l’Alliance Française presentasse a Madrid un libro sull’ETA scritto in francese da un giornalista francese »

Già nel maggio del 2012 l’ambasciatore spagnolo a Roma Javier Elorza ha cercato di impedire al Cervantes una presentazione d’un libro che tratta dell’ultimo decennio della dittatura franchista, intitolato “In memoria dell’alba”.


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

November 28, 2013

Berlusconi decaduto dalla carica di senatore

Berlusconi decaduto dalla carica di senatore

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

giovedì 28 novembre 2013

Silvio Berlusconi in una foto del 2008.

Ieri, alle ore 17:43 l’aula del Senato ha votato sì alla decadenza di Silvio Berlusconi dal ruolo di parlamentare, secondo quanto stabilito dalla legge Severino. Infatti la legge indica la perdita da qualsiasi carica elettiva a seguito di condanne particolarmente gravi, in questo caso quella del “processo Mediaset” avvenuta 4 mesi fa.

Il tutto era cominciato ad agosto con la suddetta condanna; era stata poi bocciata nella Giunta delle Elezioni la relazione del senatore del PdL Andrea Augello, che basava il suo intervento a difesa di Berlusconi sulla presunta retroattività della legge Severino – opinione che PD e M5S non condividono – che secondo il centrodestra si potrebbe applicare solo in casi avvenuti posteriormente all’emanazione della legge (il 2012) e quindi non a Berlusconi, il cui processo cominciò nel 2006. Inoltre ieri in Senato, prima della decadenza, sono stati respinti nove ordini del giorno che intendevano posticipare la delibera.

Sono stati favorevoli alla decadenza PD, M5S e SC con almeno 191 voti, mentre Nuovo Centrodestra, Lega Nord e soprattutto Forza Italia si sono fermamente opposti raccogliendo 112 voti. Inoltre il centrodestra ha duramente criticato il Presidente del Senato Piero Grasso che ha permesso di utilizzare il “voto palese” (ogni senatore dichiarava esplicitamente se era a favore o contro la decadenza, invece che farlo in segreto nelle urne) che secondo il regolamento del Senato non si dovrebbe usare per le votazioni concernenti persone.

Silvio Berlusconi, prima del voto, ha svolto a Roma una manifestazione a suo sostegno, in cui ha attaccato il Comunismo, Magistratura democratica e la politica d’austerità europea. Ha detto poi che sarà presente in politica pur senza stare in Parlamento ed ha indicato la sua decadenza come un Colpo di Stato.

Intanto in Senato, dopo il voto, le donne di FI, vestite tutte di nero, hanno detto, così come Angelino Alfano, che è stato «un brutto giorno per la democrazia» italiana. Al contrario il segretario del PD Guglielmo Epifani ha detto che il Senato «ha fatto solo il suo dovere». Per il fondatore del M5S Beppe Grillo è solo l’inizio: «Fuori uno. Ora dobbiamo mandare tutti gli altri a casa».


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

November 16, 2013

Scissione nel centrodestra: Alfano fonda un nuovo partito

Scissione nel centrodestra: Alfano fonda un nuovo partito

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

sabato 16 novembre 2013

Il Vicepremier e Ministro dell’Interno Angelino Alfano.

È terminato oggi alle 13:04 il Consiglio Nazionale del PdL che ha sancito all’unanimità dei 613 presenti la rinascita di Forza Italia. Però, il numero totale di coloro che dovevano presenziare era 870 ed infatti in 257 hanno disertato, perché ieri Angelino Alfano ha deciso di creare un nuovo partito politico di centrodestra, chiamato appunto “Nuovo Centrodestra”.

Allo stesso modo la separazione è avvenuta anche in Parlamento: nella Camera dei Deputati i filo-governativi – vicini ad Alfano e vicini all’esecutivo di Letta – sono circa 26 mentre al Senato, dove il capogruppo Renato Schifani si è dimesso non volendo entrare in Forza Italia, sono 30. Tra essi si ricordano Roberto Formigoni, Fabrizio Cicchitto, Carlo Giovanardi e tutti i ministri del PdL Lupi, Lorenzin, de Girolamo, Quagliariello ed ovviamente Alfano.

La possibilità di una scissione era già apparsa il 2 ottobre quando alcuni senatori del PdL si erano opposti alla sfiducia al Governo Letta proposta dallo stesso Berlusconi. Allora emersero i contrasti tra le due fazioni interne al partito. Infatti oggi Raffaele Fitto, uno dei capi dei cosiddetti lealisti contrapposti ai governativi, ha duramente criticato Alfano e la sua scelta definendolo un “traditore”.

Intanto Silvio Berlusconi nel suo discorso al Consiglio Nazionale ha attaccato la magistratura, il comunismo e l’Europa, dichiarando che Forza Italia non sosterrà il Governo Letta ed entrerà nell’opposizione ma non potrà far cadere l’esecutivo in quanto non ha le cifre per sfiduciare. Ha però anche difeso Alfano dicendo che nelle prossime elezione FI e “Nuovo Centrodestra” saranno coalizzati.


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

October 2, 2013

Il governo Letta resiste alla crisi del PdL

Il governo Letta resiste alla crisi del PdL

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

mercoledì 2 ottobre 2013

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta.

Oggi, il governo guidato da Enrico Letta è riuscito a superare la forse più difficile prova dalla sua nascita cinque mesi fa, il 27 aprile. Infatti oggi ha ricevuto la fiducia in Parlamento, dopo la crisi aperta sabato sera da Berlusconi e chiusa dallo stesso con un colpo di scena, decidendo all’ultimo di dare la fiducia.

Le dimissioni dei ministri[]

La vicenda è cominciata sabato 28 settembre, quando, a seguito dell’aumento dell’IVA, Silvio Berlusconi ha deciso di ritirare il suo appoggio all’esecutivo, incitando i ministri del PdL a dimettersi dal loro ruolo.[1] I ministri si sono di conseguenza dimessi, ma non senza polemiche: l’ex capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto ha subito detto che avrebbe voluto una discussione interna al partito prima di una scelta così forte.[2] Alla sua si sono subito accodate le dichiarazioni dei ministri dimissionari Gaetano Quagliariello e Beatrice Lorenzin, i quali erano contrari a tale decisione, ed anzi hanno detto che non vogliono aderire al gruppo parlamentare Forza Italia.[3][4]

Nel frattempo il segretario del PdL e capo delle colombe – la parte del partito contraria alla crisi del governo e contrapposta ai falchi – Angelino Alfano ha scritto che non vuole estremismi. A ciò ha subito ribattuto Il Giornale di Sallusti attaccando i ministri dimissionari come scissionisti.[5] Infatti, alcuni parlamentari azzurri, tra cui i siciliani ed i calabresi, avevano deciso di votare la fiducia che Letta aveva fissato per oggi e che il Cavaliere era intenzionato a non dare.

Il Vicepremier e Ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Ieri erano già una ventina i parlamentari di Centrodestra, sia alla Camera che al Senato, pronti a disubbidire a Berlusconi e rinnovare la fiducia al Premier. A queste fibrillazioni intestine sono dovute le molte riunioni parlamentari di ieri ed oggi.

La fiducia[]

Stamattina, il Presidente del Consiglio ha letto un discorso al Senato per ottenere la fiducia[6]: teoricamente erano favorevoli ad una riconferma Sinistra Ecologia e Libertà, il Partito Democratico, gli ex-grillini, il PSI e le colombe scissioniste, i cosiddetti alfaniani, mentre si sono dichiarati contrari il MoVimento 5 Stelle e la Lega Nord. Il totale supera il quorum raggiungendo numericamente la fiducia e proprio prima del voto anche Silvio Berlusconi dichiara che avrebbe votato a sostegno. Subito dopo, però, il capogruppo del PD Luigi Zanda dice che ormai è nata un’altra maggioranza e alcuni senatori azzurri, come Nitto Palma, indignati dalle parole di Zanda, non votano.

Alla fine il governo Letta ottiene la fiducia al Senato con 235 voti a favore e 70 contrari. Alla Camera dei Deputati il voto sarà stasera, ma lì non sussiste il problema, in quanto il PD ha una grande maggioranza ed il PdL ha già assicurato di dare confermare la fiducia.


Articoli correlati[]

  • «Governo Letta sull’orlo della crisi» – Wikinotizie, 28 settembre 2013

Fonti[]

Note[]

  1. (28 settembre 2013) Berlusconi fa dimettere ministri: è crisi. Letta: gesto folle per motivi personali. La Repubblica.
  2. (28 settembre 2013) Cicchitto contro l’ordine del capo. L’Unità.
  3. Dopo la decisione di Berlusconi di rifondare Forza Italia, anche il gruppo parlamentare Il Popolo della Libertà dovrà cambiare nome.
  4. (29 settembre 2013) Caos Pdl, ministri contro B. Quagliariello e Lorenzin: “Non aderiremo a Forza Italia”. Il Fatto Quotidiano.
  5. (30 settembre 2013) Scontro tra ministri Pdl e Sallusti: «Con noi il metodo Boffo non funziona». Letta riceve le dimissioni irrevocabili. Il Sole 24 ORE.
  6. (2 ottobre 2013) Letta, il discorso della fiducia: testo integrale. La Repubblica.

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

August 1, 2013

Confermata in via definitiva la condanna a 4 anni di reclusione per Silvio Berlusconi

Confermata in via definitiva la condanna a 4 anni di reclusione per Silvio Berlusconi

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

giovedì 1 agosto 2013

Alle 19:40 odierne, la Corte suprema di cassazione ha confermato la condanna a 4 anni di reclusione all’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nell’ambito del processo sulla compravendita dei diritti televisivi Mediaset.

Dopo circa 7 ore di camera di consiglio, il fondatore di Mediaset è stato riconosciuto dalla Corte suprema colpevole di frode fiscale, per aver sottratto indebitamente all’erario italiano 7,3 milioni di euro negli anni 2002 e 2003. È stato invece accolto il ricorso dell’imputato per quanto riguarda i 5 anni d’interdizione dai pubblici uffici, pena accessoria sulla quale deciderà nuovamente la Corte d’appello.

Dei 4 anni di reclusione, 3 sono estinti per effetto dell’indulto del 2006 e l’unico anno rimanente sarà scontato ai domiciliari oppure in affidamento ai servizi sociali, per effetto della legge ex Cirielli del 2005.

L’inchiesta, nata nel giugno 2001 da un filone del processo All Iberian, il 22 aprile 2005 era sfociata nella richiesta di rinvio a giudizio di Berlusconi per falso in bilancio, frode fiscale e appropriazione indebita, dato che, secondo l’accusa, l’allora premier aveva accumulato 280 milioni di dollari in fondi neri detenuti in conti bancari esteri, sui quali non aveva pagato le tasse per oltre 21 milioni di euro e truffando gli altri azionisti di Mediaset, ai quali non vennero corrisposti gli utili dovuti. Infatti, sempre secondo i pubblici ministeri, fin dal 1995 era attiva una catena di società off-shore riconducibili a Berlusconi, che avevano acquistato dalle major USA i diritti di trasmissione televisiva per migliaia di film, per poi rivenderli a Mediaset a prezzo maggiorato, truffando così sia il fisco italiano che gli azionisti.

Durante l’iter giudiziario il falso in bilancio è stato depenalizzato nel 2005, mentre il reato di appropriazione indebita è caduto in prescrizione come il reato di frode fiscale fino al 2001, che riguarda oltre 14 milioni di euro, lasciando giudicabili solo gli ultimi due anni della frode.

Il 26 ottobre 2012 il Tribunale di Milano aveva condannato Berlusconi a 4 anni di reclusione, 5 anni d’interdizione dai pubblici uffici e 3 anni di interdizione dagli uffici direttivi delle imprese, specificando nella motivazione che «per la rilevante gravità della vicenda criminosa, caratterizzata dalla rilevantissima entità degli importi sottratti al fisco e dal perseguimento dei fini in modo pervicace per un periodo di 20 anni, a Berlusconi viene attribuita una naturale capacità a delinquere mostrata nella persecuzione del disegno criminoso. Nemmeno si può ignorare la produzione di un’immensa disponibilità economica all’estero ai danni dello Stato, che ha consentito la concorrenza sleale ai danni di altre società del settore.»

L’8 maggio 2013 era stata la volta della Corte d’appello di Milano che aveva confermato in pieno la condanna e oggi la Cassazione ha decretato definitivamente la pena, a meno di un anno dalla prescrizione totale dei reati commessi.


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

January 7, 2013

Accordo Lega-Pdl sulle elezioni 2013

Accordo Lega-Pdl sulle elezioni 2013 – Wikinotizie

Accordo Lega-Pdl sulle elezioni 2013

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

7 gennaio 2013

Conferenza stampa tenuta da Roberto Maroni sull’accordo

La scorsa notte ad Arcore Silvio Berlusconi e il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, hanno stretto un patto per le future elezioni regionali e politiche.

In Lombardia il Carroccio avrà il sostegno del Pdl, in quanto «da soli non ce l’avremmo fatta a vincere in regione», spiega Maroni.

«Alfano può essere il nostro candidato premier ed io posso fare il ministro [dell’]economia», è stata la risposta di Berlusconi ai microfoni di Rtl 102.5 a commento della richiesta di Calderoli di un candidato giovane alla Presidenza del consiglio.

Sull’accordo in campo nazionale, Berlusconi ha dichiarato: «Io sono il leader della coalizione e deciderò con gli altri partiti che ne fanno parte, in caso di vittoria, chi è il candidato premier da proporre al capo dello Stato».

Contrastanti le reazioni della “base” leghista: molti militanti hanno manifestato il loro forte dissenso per un accordo che rischia di compromettere definitivamente il partito, mentre altri hanno invece espresso soddisfazione per l’accordo per i risultati che potrà portare.


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

September 11, 2012

Berlusconi, ospite di Briatore in Kenya, prepara la strategia politica futura

Filed under: Pubblicati,Silvio Berlusconi — admin @ 5:00 am

Berlusconi, ospite di Briatore in Kenya, prepara la strategia politica futura

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

martedì 11 settembre 2012

Silvio Berlusconi

Non è ancora terminata la vacanza estiva di Silvio Berlusconi. Gli ultimi scampoli di relax, consumati a fine agosto in Sardegna, si erano conclusi con un fastidioso infortunio, occorsogli durante il jogging giornaliero nel grande parco della sua Villa Certosa. Dopo l’incidente, una lieve contusione a spalla e polso, non in grado di impensierire i medici, il Cavaliere era atteso nella sua Arcore prima di far rotta su Roma, col suo rientro sulla scena politica autunnale.

Invece, mentre i suoi colonnelli si sono lanciati nel vivo della politica, del loro capo si sono letteralmente perse le tracce da venerdì scorso.

Il mistero è stato svelato da alcuni dei suoi fedeli rimasti in contatto con lui: sabato, all’insaputa dei più, l’ex premier si è imbarcato su un volo diretto a Malindi e ha raggiunto The Lion in the Sun, il resort extra-lusso gestito dal suo caro amico di vecchia data Flavio Briatore, già animatore delle notti vip di Porto Cervo con il modaiolo Billionaire, condotto in società con la pasionaria del PdL Daniela Santanchè e altri esponenti del “bel mondo” del Cavaliere, Lele Mora, Paolo Brosio e Marcello Lippi.

A Malindi — si è appreso anche — Berlusconi intende concedersi alcuni giorni supplementari di relax, prima della maratona che lo condurrà alle elezioni di primavera. Dovrà, inoltre, rimettersi in sesto dall’infortunio di villa Certosa e riguadagnare la sua silhouette, minacciata da alcuni chili di troppo accumulati durante l’estate. Allo scopo, si sarebbe imposto un regime rigoroso: lunghe passeggiate di buonora, bagni di mare e di sole, dieta ferrea, trattamenti estetici offerti dalla esclusiva Spa di Briatore.

Ma il dorato soggiorno africano — riportano le fonti — lontano dalla bagarre delle dispute settembrine, gli sarà anche utile per fare il punto della situazione e per prefigurare le mosse della prossima stagione politica.

Infatti, dopo lunghi mesi di eclissi, si vocifera di un suo clamoroso rientro in grande stile al centro della scena politica, una mossa che preluderebbe a una nuova corsa per la premiership italiana. Lo ha fatto trapelare appena, indirettamente, anche il fedele Angelino Alfano, ai giornalisti assiepati, intervistato a margine di quel prestigioso Workshop Ambrosetti. Con il suo no a ipotesi di un Monti-bis si è lasciato anche andare a una mezza ammissione, quando ha affermato di “credere” che nome di Berlusconi campeggerà accanto al simbolo sulla scheda elettorale del prossime elezioni.

In gioco ci sono le strategie da adottare in vista delle prossime elezioni politiche, in una legislatura, questa, la cui scadenza naturale, salvo imprevedibili anticipi, dovrebbe compiersi nella primavera prossima.

Si profila, quindi, già dal prossimo autunno, una lunga tirata elettorale, una maratona in cui saranno in ballo temi scottanti, che toccano le corde più della sensibilità politica del Popolo delle Libertà. I primi due nodi sono costituiti degli iter parlamentari accidentati del disegno di legge anti-intercettazioni e di quello sulla responsabilità dei giudici, due cardini essenziali dell’agenda politica portata avanti da Berlusconi e dal suo partito. Su di essi si innesta la partita politica che si gioca sull’approvazione del disegno di legge anticorruzione. Su questi tre temi, come ha ricordato l’altro ieri Angelino Alfano a Cernobbio (si veda l’articolo «Angelino Alfano: il nome di Berlusconi sarà sulla scheda. No a Monti-bis se non si candida», si era già realizzato uno scambio, formalizzato in un accordo il 15 marzo scorso: il PdL accondiscendeva a un emendamento sul Ddl anticorruzione, in cambio, però, di un iter sicuro per disegni di legge sui temi cari al Cavaliere, le norme anti-intercettazioni e quelle sulla responsabilità dei magistrati. Come ricordava Alfano a Cernobbio, mentre sull’anticorruzione il governo sta facendo un insistente pressing, non altrettanto zelo, a suo giudizio si vede all’opera sul fronte delle contropartite richieste dal PdL sul fronte intercettazioni e giustizia.

Ma c’è un terzo tema, molto importante e forse il più spinoso di tutti, la riforma del Porcellum, la legge elettorale che porta la firma del leghista Roberto Calderoli, sulla cui necessità sembra esserci consenso unanime ma sulla cui sostanza non esiste ancora nemmeno accordo tra i partiti in parlamento.

Varie sono le ipotesi sul tappeto, dal maggioritario con doppio turno alla francese, al proporzionale puro, al proporzionale con sbarramento alla tedesca di entità da concordare, sistemi ai quali potranno aggiungersi eventuali premi di maggioranza, più o meno consistenti.

Fabrizio Cicchitto, si è dichiarato contrario a premi di maggioranza troppo alti, come il 15% di cui si è parlato ultimamente, mentre corre voce che Berlusconi sarebbe favorevole a un sistema proporzionale alla tedesca, con soglia di sbarramento da definire, un’ipotesi, quest’ultima, che non riuscirebbe sgradita a Pier Ferdinando Casini, col quale il Cavaliere progetta un difficile riavvicinamento. Questa la situazione attuale, in attesa di conoscere se Berlusconi, di ritorno dall’Africa, avrà con sé nuove idee e proposte.


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

September 9, 2012

Berlusconi contro il pm Ingroia: «Vi pentirete di averci tolto Cassano»

Berlusconi contro il pm Ingroia: «Vi pentirete di averci tolto Cassano»

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

domenica 9 settembre 2012

Antonio Cassano, con la divisa della Nazionale italiana

Silvio Berlusconi

I rapporti tra Silvio Berlusconi e la magistratura inquirente italiana non possono certo definirsi idilliaci, soprattutto quando si tratta di commentare le vicende giudiziarie che lo riguardano, da lui definite sempre una vera e propria persecuzione giudiziaria a fini politici.

Nessuno, certo, poteva sperare che facessero eccezione i rapporti con il procuratore aggiunto palermitano Antonio Ingroia, anche se, in quest’ultimo caso, almeno per adesso, sembrano emergere divergenze di ben altro tipo, che hanno per oggetto la fede calcistica dei due: lui, l’ex premier, primo tifoso del Milan, l’altro, il magistrato, animato da inguaribile passione interista, gli ingredienti, insomma, di una discrasia assolutamente insanabile.

L’anatema di Berlusconi[]

Questo contrasto sarebbe emerso pochi giorni fa, quando Silvio Berlusconi, reduce da un recente fastidioso infortunio sportivo agostano, è stato interrogato, in qualità di teste e parte lesa, sulla presunta estorsione che sarebbe stata ordita ai suoi danni dall’amico di lunga data, Marcello Dell’Utri.

E il pomo della discordia tra i due sarebbe stato proprio lui, Antonio Cassano, el Pibe de Bari, già attaccante milanista che ora indossa la casacca dell’Inter. Su di lui, Berlusconi ha lanciato un pungente anatema che mette in dubbio la la serenità dello spirito di squadra interista, motivato dalle ben note intemperanze caratteriali di cui, in passato, si è reso spesso protagonista il talentuoso calciatore pugliese, in grado, secondo l’ex premier, di far vacillare la stabilità del clima di spogliatoio.

A margine di quell’incontro, a cui hanno partecipato anche il procuratore capo Francesco Messineo e il pubblico ministero Lia Salva, alla presenza di entrambi i suoi due avvocati, Niccolò Ghedini e Piero Longo, l’ex premier si sarebbe rivolto al suo interlocutore sbilanciandosi in una previsione che farà tremare le vene ai polsi di ogni tifoso interista: “Lei mi è parso un magistrato affabile ed equilibrato. Peccato che abbia un solo difetto: lei tifa Inter e non Milan. Ma voi interisti vi pentirete di averci portato via Cassano. Quello ci mette poco a mettervi in subbuglio lo spogliatoio“.

L’attesa del derby milanese[]

Non si conosce quale sia stata, se vi è stata, la replica dell’orgoglio interista ferito di Antonio Ingroia alla stilettata dell’interrogato. Resta comunque da vedere quanto profetiche sapranno essere le parole del Cavaliere, e se l’Inter, e Antonio Cassano, vorranno e sapranno smentirle, sottraendosi all’infausto vaticinio.

Il dubbio è destinato a sciogliersi alla prova dei fatti, il che dovrebbe avvenire già a breve scadenza: la rivalità tra milanisti e interisti, infatti, conoscerà un primo sfogo già a breve, tra meno di un mese, il prossimo 7 ottobre, quando si terrà il primo Derby della Madonnina della stagione 2012-2013 del Campionato italiano di calcio, episodio sportivo destinato a riaccendere l’eterna e mai sopita diatriba tra le due avverse tifoserie.


Articoli correlati[]

  • «Berlusconi interrogato per tre ore dal pm Messineo su Dell’Utri» – Wikinotizie, 5 settembre 2012

Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

Berlusconi: voci di vendita per Villa Certosa

Berlusconi: voci di vendita per Villa Certosa

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

domenica 9 settembre 2012

Berlusconi e Putin a Villa Certosa

Poco più di un anno fa, nello spazio di una notte, Silvio Berlusconi aveva acquistato, con un vero e proprio coup de théâtre, una villa sulla spiaggia di Lampedusa. Ora è invece un’altra delle numerose residenze del Cavaliere a conquistare l’attenzione della stampa: si tratta di Villa Certosa, dimora sarda più volte al centro delle cronache mondane che circondano l’ex Presidente del Consiglio.

Secondo quanto riporta una fonte giornalistica a lui molto vicina, Berlusconi avrebbe maturato nel tempo una profonda insofferenza per le continue violazioni della privacy che sarebbe a suo dire costretto a patire a Villa Certosa, tanto da essersi risolto, sembra, nell’inattesa decisione di vendere la villa. L’accordo sarebbe già cosa fatta, e si sarebbe concluso pochi giorni fa in Costa Smeralda per una cifra, ancora non confermata, di 470 milioni euro.

Il facoltoso acquirente, giunto in Sardegna a bordo di uno yacht da 147 metri, sarebbe uno degli uomini più ricchi della Terra, Khalifa bin Zayed Al Nahayan, in possesso di un patrimonio personale stimato da Forbes in 25 miliardi di dollari. Anch’egli, come Berlusconi, concilia l’attività di magnate con quella di politico, essendo emiro di Abu Dhabi e presidente in carica degli Emirati Arabi Uniti.


Articoli correlati[]

Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.
Older Posts »

Powered by WordPress