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June 19, 2018

Ponente ligure: nuove polemiche sui bus turistici

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Ponente ligure: nuove polemiche sui bus turistici

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Panorama di Alassio

martedì 19 giugno 2018
Il sindaco di Alassio ha dichiarato alla stampa di aver intenzione di presentare una delibera per imporre una tariffa di 500 euro per gli autobus di turismo, con la dichiarata intenzione di scoraggiare il turismo povero dei bus low-cost. Il sindaco di Laigueglia propende, invece a ritenere che “sia opportuno regolamentare il fenomeno a livello comprensoriale”.
Per contro i trasportatori delle linee dei bus low cost hanno istituito nuove relazioni da Milano e da altre città della Lombardia a tariffe estremamente ridotte, ma operando con regolare licenza di linea.

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  • «Tigullio: limitazioni ai bus turistici» – Wikinotizie, 5 giugno 2018


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August 13, 2016

Polemiche in Liguria per i bus dei turisti della domenica

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Polemiche in Liguria per i bus dei turisti della domenica

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sabato 13 agosto 2016
In molte località liguri c’è polemica sui bus che ogni domenica scaricano migliaia di turisti mordi e fuggi. Sono soprattutto i sindaci di alcune località della Riviera di Ponente ad avversare le decine di pullman che partono dalla Lombardia e dal Piemonte (soprattutto Milano e Torino). Sono state annunciate misure per meglio disciplinare l’uso delle spiagge libere per evitare i più evidenti abusi, ma è stato obiettato che proibire i bus porterebbe solo a congestionare ulteriormente il traffico delle auto private.


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February 7, 2016

Vezzano Ligure: riaperta la Ripa

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Vezzano Ligure: riaperta la Ripa

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7 febbraio 2016

La Ripa di Vezzano Ligure (provincia di La Spezia), dopo cinque mesi dalla chiusura per i lavori di messa in sicurezza per prevenire ulteriori frane, il 30 gennaio ha riaperto a senso unico alternato. I lavori sono ancora in corso, ma sono state aggiunte nuove reti.

La Ripa è una collina del comune di Vezzano Ligure (sopra ad essa si trova Vezzano Alto) affacciata ad una strada di importanza vitale per il commercio in quanto collega la zona di Vezzano Follo Ceparana a Santo Stefano. Le altre vie di accesso a Santo Stefano (dove si trova il deposito container) sono da Spezia e da Albiano. La chiusura ha causato molti disagi al traffico causando lunghe code verso Albiano.

Il senso unico sarà alternato da un semaforo provvisorio dalla durata di quattro minuti da un verde a un altro. Per motivi di sicurezza la Ripa verrà chiusa per allerta meteo arancione o superiore, mentre per allerta gialla rimarrà aperta.

La Ripa era già stata chiusa in passato per delle frane (in cui nel 2012 è rimasta uccisa una poliziotta) che hanno visto il comune di Vezzano Ligure eseguire vari lavori di protezione.


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May 8, 2013

Tragedia al porto di Genova: nave abbatte torre di controllo, morti e dispersi

Filed under: Disastri e incidenti,Europa,Genova,Italia,Liguria,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Tragedia al porto di Genova: nave abbatte torre di controllo, morti e dispersi

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mercoledì 8 maggio 2013

La torre di controllo, crollata nell’impatto con la “Jolly Nero”, in una foto del 2006.

È di 7 morti, 2 dispersi e 4 feriti il bilancio, ancora provvisorio, di un tragico incidente verificatosi nella tarda serata di ieri nel porto di Genova: erano le 23:15 quando una nave porta-container, la “Jolly Nero” della compagnia “Ignazio Messina”, è entrata in collisione con la torre di controllo, facendola prima pendere e poi crollare in mare.

Secondo le prime ricostruzioni, il mercantile, diretto a Napoli, durante le operazioni di uscita dal porto si sarebbe avvitato su se stesso – forse a causa di un’avaria ai motori – andando poi ad impattare con la poppa contro la torre di controllo, una struttura in cemento armato dell’altezza di 50 metri.

Le vittime si trovavano tutte all’interno della torre: si tratta di militari della capitaneria di porto e di operatori civili. Tra l’altro, nel momento dell’incidente, all’interno dell’edificio si trovava un numero maggiore di persone rispetto al solito, in quanto si trattava dell’orario di cambio turno: molte di queste hanno trovato la morte all’interno di un ascensore.

I soccorritori hanno scavato sotto le macerie alla ricerca di vittime e superstiti per tutta la notte e per tutta la giornata di oggi: al momento, sono stati estratti 7 corpi, mentre due persone mancano ancora all’appello.

Le vittime accertate sono: Sergio Basso, 50 anni, Marco De Candusso, 35 anni, Daniele Fratantonio, 30 anni, Davide Morella, 33 anni, Michele Rabazza, 41 anni, Giuseppe Tusa, 30 anni, Maurizio Potenza, 56 anni. I dispersi sono Fracesco Cetrola, di 37 anni, e Gianni Jacoviello, di 35, entrambi militari della guardia costiera e della capitaneria di porto.

Le persone rimaste ferite sono invece Raffaele Chiarlone, 36 anni, Enea Pecchi, 40 anni, Giorgio Meo, 37 anni e Gabriele Russo, 34 anni di Messina. Sono tutti ricoverati (alcuni di loro in condizioni serie, ma fortunatamente non in pericolo di vita) nell’ospedale di Sampierdarena.

Nello strazio dei parenti delle vittime, un dramma nel dramma: quello dei familiari dell’operatore radio piloti Maurizio Potenza, 50 anni, che all’ultimo momento aveva sostituito un collega. Al figlio, infatti, nel corso della mattinata era stato comunicato che il congiunto era stato estratto in gravi condizioni, ma comunque vivo, dalle macerie; poi, nel pomeriggio, la tragica scoperta che l’uomo era tra le vittime del crollo.

Il procuratore di Genova ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio colposo plurimo nei confronti del comandante e del pilota della “Jolly Nero”.

Sul luogo della sciagura si è recato anche il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Lupi.


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September 5, 2012

Scuole digitali e biblioteche civiche – Intervista a Valentina Ghio

Scuole digitali e biblioteche civiche – Intervista a Valentina Ghio

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mercoledì 5 settembre 2012

Abbiamo intervistato Valentina Ghio assessore alla cultura del Comune di Sestri Levante che ha idee molto innovative sull’utilizzo delle biblioteche civiche, anche in riferimento alla nuova legge della Regione Liguria sulla scuola digitale e sulla diffusione del libro elettronico.

W@H waves left.svgDomandaW@H waves right.svg La nuova legge regionale della Liguria sulla scuola digitale e sulla diffusione del libro elettronico prevede la
«  emanazione di indirizzi a comuni e province perché adeguino le strutture edilizie, le infrastrutture e le attrezzature scolastiche alle esigenze dell’innovazione tecnologica in atto in vista dell’estensione territoriale della connettività a banda larga »

Da questo punto di vista sappiamo che il comune di Sestri Levante si pone in una posizione di assoluta avanguardia, da vera apripista avendo già collegato in rete tutti i plessi e le singole scuole. Lei come assessore alla cultura pensa che ci siano altre forme di interazione possibili da parte del comune?

Valentina Ghio: Nel pieno rispetto delle competenze dei diversi enti penso che la biblioteca civica può dare un contributo alla diffusione del libro elettronico. La Biblioteca Fascie Rossi è da non molto tornata nella sua storica sede, nel frattempo restaurata. Per l’occasione è stata dotata di postazioni pc a disposizione degli utenti e di collegamento wifi gratuito per chi preferisce portare il proprio portatile. Ma queste sono solo le premesse indispensabili. Per pensare però che la biblioteca si doti di un catalogo di e-book da distribuire agli utenti, in particolare a docenti e studenti, bisogna percorrere ancora una lunga strada.

Palazzo Fascie-Rossi sede della Biblioteca civica di Sestri Levante

W@H waves left.svgDW@H waves right.svg Quali difficoltà vede?

V.G. La prima è che si riscontrano pochi precedenti. E in questo periodo in cui i comuni non hanno fondi a disposizione, tutto è più difficile.

W@H waves left.svgDW@H waves right.svgIn internet si legge che la biblioteca di Lerici ha acquistato alcuni e-reader, caricandoli con testi classici e moderni e li dà in prestito per la consultazione.

V.G. Una formula del genere oltre ad essere non adatta a coprire le esigenze scolastiche è una soluzione onerosa.

W@H waves left.svgDW@H waves right.svg Lei pensa che il compito di curare la raccolta e la selezione degli e-book già disponibili gratuitamente in rete (solo per fare degli esempi: Wikisource, Liber Liber, Matematicamente) potrebbe essere affidata a qualche iniziativa di volontari su base allargata e possibilmente con metodologia Wiki mentre la biblioteca civica si assumerebbe l’incarico di metterlo a disposizione dei singoli plessi e delle singole scuole?

V.G. L’idea è interessante, ma la percorribilità è tutta da verificare Anche le soluzioni apparentemente a costo zero in realtà comportano impiego di risorse di personale che non può essere distolto dai suoi compiti istituzionali. Occorre bene approfondire la cosa.

W@H waves left.svgW@H waves right.svg La ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato e per l’impegno mostrato per realizzare il suo progetto.


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July 13, 2012

Si è spento il giornalista Alfredo Provenzali, \”Tutto il calcio minuto per minuto\” perde una delle sue voci storiche

Si è spento il giornalista Alfredo Provenzali, “Tutto il calcio minuto per minuto” perde una delle sue voci storiche

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Genova, venerdì 13 luglio 2012
Si è spento nella notte dopo una lunga malattia il popolare radiocronista sportivo Alfredo Provenzali, storica “voce” della trasmissione Tutto il calcio minuto per minuto. Provenzali è morto proprio nel giorno del suo 78º compleanno: era infatti nato a Genova venerdì 13 luglio 1934.

Provenzali, che era entrato in Rai nel 1966, era una voce familiare di molti appassionati di calcio, prima come radiocronista dai campi di gioco e poi – dal 1992 – come coordinatore dei collegamenti con gli stadi della trasmissione “Tutto il calcio minuto per minuto” ed era una voce familiare per molti appassionati di calcio.

Tra le sue radiocronache più celebri, vi è quella che raccontò in diretta il record mondiale stabilito nel 1973 dalla nuotatrice italiana Novella Calligaris.

Solo qualche settimane fa, Provenzali era stato insignito del prestigioso Premio Agnes, premio che però per motivi di salute non aveva potuto ritirare.

Il direttore di Radio Uno Rai, Preziosi, ha così commentato la scomparsa del popolare giornalista: «Senza la sua voce ci sentiremo un po’ più soli».


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April 22, 2012

Tablet a scuola: Lombardia e Liguria, due ricette differenti

Tablet a scuola: Lombardia e Liguria, due ricette differenti

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domenica 22 aprile 2012

Un tablet

Il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha annunciato che 25mila studenti, della prima e della terza superiore avranno a disposizione un tablet (stanziati 250 euro per alunno) mentre ciascuna classe digitale avrà un dispositivo d’aula del valore di 1750 euro. L’iniziativa è finanziata da un accordo di collaborazione tra il ministero dell’Istruzione e la Regione.

Saranno i singoli istituti scolastici, non solo quelli pubblici ma anche quelli paritari, ad acquistare i dispositivi elettronici e a concederli in comodato d’uso agli studenti. L’attenzione della Regione Lombardia è rivolta a fornire gli apparecchi, mentre, per quanto riguarda i contenuti, si pensa ad un uso di testi digitali realizzati dalle case editrici tradizionali, che nel frattempo si stanno impegnando a realizzare nuovi prodotti. Formigoni però formula ugualmente la previsione di un risparmio intorno al 30% della spesa a carico delle famiglie per il minor costo dei libri digitali rispetto a quelli cartacei.

Una impostazione più articolata è quella pensata dalla regione Liguria. Anch’essa sulla base dell’accordo tra ministero e regione fornirà i tablet in comodato d’uso agli studenti, ma si pensa anche a diminuire i costi dei contenuti didattici. La proposta di legge regionale Istituzione di una piattaforma informatica per la realizzazione e l’adozione di libri di testo elettronici è già stata approvata in commissione e la prossima settimana è previsto il voto definitivo del Consiglio.

La piattaforma è stata pensata per agevolare le singole scuole a scegliere liberamente se utilizzare per le diverse materie i testi redatti dalle case editrici tradizionali oppure quelli alternativi realizzati dal mondo della scuola. Potrà anche essere usato il materiale didattico creative commons reperibile sul web, ad esempio la Divina Commedia oppure i Promessi Sposi.


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March 17, 2012

Ciclismo: Simon Gerrans vince la Milano-Sanremo 2012

Ciclismo: Simon Gerrans vince la Milano-Sanremo 2012

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Sanremo, sabato 17 marzo 2012

Simon Gerrans è nato a Melbourne il 16 maggio 1980. Oggi ha vinto la Milano-Sanremo, una delle cinque classiche “monumento”

È ancora una volta australiano il vincitore della Milano-Sanremo: la 103ª edizione della “Classicissima” di primavera va a Simon Gerrans, trentunenne di Melbourne in forza al GreenEDGE Cycling Team. Beffati in uno sprint a tre lo svizzero Fabian Cancellara e l’italiano Vincenzo Nibali, scattati con Gerrans sulla salita finale del Poggio. A poche decine di metri è giunto il gruppetto degli altri favoriti, con, nell’ordine, Peter Sagan, John Degenkolb, Filippo Pozzato e Óscar Freire. Molto più indietro Philippe Gilbert, rimasto staccato sulla Cipressa.

Professionista dal 2005, Simon Gerrans è campione nazionale australiano in carica. Quest’anno si era già aggiudicato il Tour Down Under, prima prova del calendario UCI World Tour 2012; in carriera ha anche vinto una tappa al Tour de France, una al Giro d’Italia e una alla Vuelta a España. Quello di oggi, secondo trionfo per un australiano alla Sanremo dopo quello 2011 targato Matthew Goss, è però sicuramente il suo successo più prestigioso.

Il percorso e le squadre

Percorso tradizionale, invariato rispetto all’anno precedente, per questa centotreesima edizione della “Classicissima” di primavera. Gli atleti devono percorere complessivamente 298 chilometri, con partenza da Milano e arrivo ovviamente a Sanremo sulla riviera ligure di Ponente. Usciti dal capoluogo meneghino, si attraversano tra gli altri i comuni di Pavia (Piazza Alighieri e Viale Libertà), Voghera, Tortona, Novi Ligure e, dopo Ovada, il gruppo si immette sulla Via Aurelia (strada Statale 1). Si passa quindi per gli abitati di Genova-Voltri, Varazze, Finale Ligure, Albenga e Imperia, prima dell’arrivo a Sanremo.

Il percorso dell’edizione 2012 è invariato rispetto a quello del 2011

Spiccano sul tracciato, al solito, e in quest’ordine, la salita del Passo del Turchino (532 m s.l.m.) dopo 140 chilometri, la salita delle Manie (4,7 km, 318 m s.l.m. e pendenze medie del 6,7%) dopo 200 chilometri, e quindi la serie dei tre Capi, Capo Mele, Capo Cervo e Capo Berta, con il terzo, 130 m s.l.m., situato a 40 chilometri dall’arrivo. L’ascesa della Cipressa (5,6 km, 239 m s.l.m. e pendenze medie del 4,1% e massime del 9%) ai meno 25, e lo strappo finale del Poggio (3,7 km, 160 m s.l.m. e pendenze medie del 3,7% e massime dell’8%) ai meno 10, con sommità ai meno 6, sono le ultime asperità prima della discesa e del rientro sulla Via Aurelia in vista degli ultimi chilometri, pianeggianti, e del traguardo del Lungomare Italo Calvino.

Partecipano alla corsa, quarto evento del calendario UCI World Tour 2012, 200 corridori professionisti in rappresentanza di venticinque squadre. Gareggiano, d’obbligo, tutti e diciotto i team delll’UCI World Tour, oltre a sette formazioni UCI Professional Continental, invitate dagli organizzatori di RCS Sport: Acqua & Sapone, Colnago-CSF Inox, Colombia-Coldeportes, Farnese Vini-Selle Italia, Project 1T4I, Team Type 1-Sanofi e Utensilnord-Named. Grande assente il campione del mondo 2010 Thor Hushovd, colpito da un attacco febbrile solo due giorni fa, mentre quasi tutti gli altri big, i velocisti e gli specialisti delle corse di un giorno, sono presenti: l’iridato Mark Cavendish, Tyler Farrar, André Greipel, Heinrich Haussler, Alessandro Petacchi, Tom Boonen, il tre volte vincitore Óscar Freire, John Degenkolb e il campione in carica Matthew Goss, ma anche Fabian Cancellara, Philippe Gilbert, Vincenzo Nibali, Filippo Pozzato e Peter Sagan.

La corsa

È ancora il piazzale di fronte al Castello Sforzesco, in quel di Milano, ad ospitare il ritrovo di partenza e il foglio firma, aperto dalle 8:25 alle 9:40, di questa centotreesima “Classicissima”. Prima della parata in città verso il chilometro zero, situato in via della Chiesa Rossa, sud di Milano, il gruppo si ferma e, con in testa i corridori belgi, osserva insieme al pubblico un minuto di silenzio per ricordare le 28 vittime belghe (e tra esse 22 bambini) perite tre giorni fa nell’incidente del pullman a Sierre, in Svizzera. Poi può cominciare la competizione.

La corsa prende il via ufficialmente alle ore 10:00, e già al primo chilometro si forma la fuga che caratterizzerà quasi tutta la giornata di gara. Sono in nove a portarsi in avanscoperta: il colombiano Juan Pablo Suárez (Colombia-Coldeportes), il kazako Dmitrij Gruzdev (Pro Team Astana), lo spagnolo Juan José Oroz (Euskaltel-Euskadi), gli italiani Pierpaolo De Negri (Farnese Vini-Selle Italia) e Angelo Pagani (Colnago-CSF Inox), il danese Michael Mørkøv (Team Saxo Bank), il norvegese Vegard Stake Laengen (Team Type 1-Sanofi), il moldavo Oleg Berdos (Utensilnord-Named); a chiudere il drappello il primo cinese nella storia a correre la Milano-Sanremo, Ji Cheng (Project 1T4I). Gli attaccanti arrivano ad avere un vantaggio di quattordici minuti sul gruppo dopo circa tre ore e mezza di corsa, sul Turchino.

L’iridato Cavendish era uno dei favoriti di oggi, ma si è staccato sulle Mànie e non è più riuscito a rientrare

Sulla salita delle Mànie, ai meno 90 dall’arrivo, la Liquigas-Cannondale di Nibali e Sagan si porta in testa a fare l’andatura. Ed ecco il primo colpo di scena: il campione del mondo in carica Mark Cavendish, uno dei favoriti e già vincitore nel 2009, si stacca dal gruppo e rimane attardato, scollinando con un distacco di più di un minuto. Dopo la discesa, in direzione Capi, si porta in testa al gruppo la BMC di Philippe Gilbert. Si conclude intanto, ai meno 60, l’avventura degli otto attaccanti del mattino (Ji era già stato ripreso): l’ultimo ad arrendersi è il moldavo Berdos. Da segnalare, al termine della discesa delle Mànie, la caduta del colombiano Carlos Julián Quintero, subito soccorso e trasportato in ospedale per accertamenti (sospetta frattura dell’omero per lui).

Sul Capo Cervo Cavendish, nonostante l’aiuto dei compagni e dopo un vano inseguimento che lo aveva portato a soli 25″ dal gruppo, è costretto a rialzarsi e a rinunciare: si ritirerà. Anche Alessandro Petacchi, primo alla Sanremo nel 2005, e Tyler Farrar restano attardati, dovendo fare a meno entrambi delle velleità di successo. Quando il gruppo approccia la salita della Cipressa è ancora la Liquigas-Cannondale, capeggiata dal laziale Valerio Agnoli, a fare l’andatura. Ma il ritmo non è forsennato, e a metà dell’ascesa attaccano l’olandese Johnny Hoogerland (Vacansoleil-DCM) e lo spagnolo Francisco Vila (Utensilnord-Named): i due riescono a scollinare e si lanciano verso il tratto di Via Aurelia che porta al Poggio. Intanto Philippe Gilbert – con Pierre Rolland, Danilo Di Luca, Jelle Vanendert, Christophe Riblon – è coinvolto in una caduta, restando attardato e tagliato fuori dalle posizioni di vertice (chiuderà staccato di sette minuti).

Si organizzano le squadre in vista del Poggio, e i due fuggitivi vengono ripresi. Davanti restano ora i vari Boonen, Goss, Cancellara, Freire, Nibali, Sagan, Boasson Hagen, Renshaw, Visconti. Sulle prime rampe escono in avanscoperta, senza successo, il brillante Agnoli insieme allo spagnolo Ángel Madrazo (Movistar Team), mentre all’ultimo chilometro di ascesa, nel tratto più duro, parte Nibali, fresco vincitore della Tirreno-Adriatico, tallonato dall’australiano Gerrans (GreenEDGE) e dallo svizzero Cancellara. I tre scollinano con pochi secondi su un gruppo allungato e ridotto a una trentina di unità.

Sulla discesa e nel successivo tratto pianeggiante è un generosissimo Cancellara a trainare Nibali e Gerrans (che non gli danno cambi) verso il traguardo, mentre il gruppo si avvicina. I tre però resistono al rientro degli avversari e nello sprint a ranghi ristretti prevale Gerrans su Cancellara, ancora una volta secondo, e su Nibali. Il plotoncino dei migliori, guidato dagli uomini della Katusha (la squadra di Freire), chiude vicinissimo, a poche decine di metri. Quarto è Sagan, quinto Degenkolb, sesto Pozzato, settimo proprio Freire. Poco indietro una caduta coinvolge Greg Van Avermaet e Matteo Trentin.

L’inaspettato trionfo di Simon Gerrans va così a fare il paio con quello ottenuto l’anno scorso dall’altro australiano Matthew Goss (in questa stagione anche lui in forza alla GreenEDGE). Restano 50 i successi ottenuti da ciclisti italiani nel “Mondiale di primavera”; diventano invece 53, di cui sei consecutivi nelle ultime sei edizioni (italiani all’asciutto dal 2006), quelli ottenuti da atleti stranieri. Fabian Cancellara conclude secondo, come l’anno passato, dopo aver già vinto la corsa nel 2008. A Óscar Freire non riesce infine il poker di successi, ottenuto per ultimo da Erik Zabel (1997, 1998, 200 e 2001).

Ordine d’arrivo (Top 15)

Sabato 17 marzo 2012, da Milano a Sanremo, 298 chilometri.

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Australia.svg Simon Gerrans Flag of Australia.svg GreenEDGE 6.59’24”
2 Flag of Switzerland.svg Fabian Cancellara Flag of Luxembourg.svg RadioShack s.t.
3 Flag of Italy.svg Vincenzo Nibali Flag of Italy.svg Liquigas s.t.
4 Flag of Slovakia.svg Peter Sagan Flag of Italy.svg Liquigas a 2″
5 Flag of Germany.svg John Degelkolb Flag of the Netherlands.svg Project 1T4I s.t.
6 Flag of Italy.svg Filippo Pozzato Flag of Italy.svg Farnese Vini s.t.
7 Flag of Spain.svg Óscar Freire Flag of Russia.svg Katusha s.t.
8 Flag of Italy.svg Alessandro Ballan Flag of the United States.svg BMC s.t.
9 Flag of Italy.svg Daniel Oss Flag of Italy.svg Liquigas s.t.
10 Flag of Italy.svg Daniele Bennati Flag of Luxembourg.svg RadioShack s.t.
11 Flag of Spain.svg Xavier Florencio Flag of Russia.svg Katusha s.t.
12 Flag of Italy.svg Luca Paolini Flag of Russia.svg Katusha a 12″
13 Flag of Germany.svg Simon Geschke Flag of the Netherlands.svg Project 1T4I s.t.
14 Flag of Italy.svg Oscar Gatto Flag of Italy.svg Farnese Vini s.t.
15 Flag of Australia.svg Matthew Goss Flag of Australia.svg GreenEDGE a 20″

Albo d’oro recente

Anno Vincitore Secondo Terzo
2003 Flag of Italy.svg Paolo Bettini Flag of Italy.svg Mirko Celestino Flag of Italy.svg Luca Paolini
2004 Flag of Spain.svg Óscar Freire Flag of Germany.svg Erik Zabel Flag of Australia.svg Stuart O’Grady
2005 Flag of Italy.svg Alessandro Petacchi Flag of Germany.svg Danilo Hondo Flag of Norway.svg Thor Hushovd
2006 Flag of Italy.svg Filippo Pozzato Flag of Italy.svg Alessandro Petacchi Flag of Italy.svg Luca Paolini
2007 Flag of Spain.svg Óscar Freire Flag of Australia.svg Allan Davis Flag of Belgium (civil).svg Tom Boonen
2008 Flag of Switzerland.svg Fabian Cancellara Flag of Italy.svg Filippo Pozzato Flag of Belgium (civil).svg Philippe Gilbert
2009 Flag of the United Kingdom.svg Mark Cavendish Flag of Germany.svg Heinrich Haussler Flag of Norway.svg Thor Hushovd
2010 Flag of Spain.svg Óscar Freire Flag of Belgium (civil).svg Tom Boonen Flag of Italy.svg Alessandro Petacchi
2011 Flag of Australia.svg Matthew Goss Flag of Switzerland.svg Fabian Cancellara Flag of Belgium (civil).svg Philippe Gilbert
2012 Flag of Australia.svg Simon Gerrans Flag of Switzerland.svg Fabian Cancellara Flag of Italy.svg Vincenzo Nibali


Fonti

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Milano-Sanremo 2012.

Commons

Commons contiene immagini e file multimediali su Milano-Sanremo 2012.


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February 19, 2012

Sanremo, 62º Festival della Canzone Italiana: la vittoria va ad Emma

Sanremo, 62º Festival della Canzone Italiana: la vittoria va ad Emma

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Sanremo, domenica 19 febbraio 2012

Il Teatro Ariston di Sanremo

Emma Marrone, vincitrice della 62a edizione del Festival di Sanremo

Con la canzone Non è l’inferno, un brano che tratta tematiche di stretta attualità, la cantante salentina Emma, già seconda l’anno scorso quando cantò insieme ai Modà, ha vinto la 62ª edizione del Festival di Sanremo. Quella di Emma è stata la terza affermazione in quattro anni di un cantante rivelatosi nel talent show di Canale 5, condotto da Maria De Filippi, Amici.

Al secondo e al terzo posto si sono piazzate rispettivamente Arisa (con La notte) e Noemi (con Sono solo parole), che hanno completato un podio tutto al femminile (non succedeva da diversi anni). Sul podio, ci sarebbe stata anche la coppia formata da Loredana Berté e da Gigi D’Alessio, premiata inizialmente dal televoto, ma “retrocessa” a favore di Noemi dalla cosiddetta “golden share” decretata dal voto dei giornalisti.

Il premio della critica intitolato a Mia Martini è invece stato assegnato a Samuele Bersani. Nella sezione “Giovani” si era invece imposto, nella puntata di venerdì con il brano È vero (che ci sei), il quindicenne milanese Alessandro Casillo, altro “prodotto” di un talent show televisivo, ovvero la trasmissione condotta da Gerry Scotti Io canto.

L’ultima serata del Festival è durata oltre 4 ore e mezza. Ad affiancare il conduttore Gianni Morandi è stata per lo più Geppi Cucciari; meno frequenti, rispetto le altre sere, sono state le apparizioni sul palco dei partner fissi di Morandi, ovvero l’attore Rocco Papaleo e la modella ceca Ivana “Ivanka” Mrázová.

Dopo le polemiche dei giorni scorsi, ha fatto ritorno sul palco dell’Ariston anche Adriano Celentano, che ha proposto un monologo più breve del precedente, subendo però le contestazioni del pubblico in platea. Sono tornati sul palco, per una breve apparizione, anche i comici Luca Bizzarri e Paolo Kessisoğlu. Ospiti musicali internazionali sono stati invece i Cranberries.

L’ultima serata del Festival è stata seguita in TV mediamente da quasi 14 milioni e mezzo di telespettatori, con uno share del 50,93% (il dato più alto dal 2002). L’ultimo giorno della kermesse canora si è anche caratterizzato dall’annuncio delle dimissioni di Gianmarco Mazzi da direttore artistico del Festival. Per lui si prospetta un ingaggio da parte di Maria De Filippi per le serate finali di Amici.

Va così in archivio un’edizione del Festival che sarà probabilmente ricordata soprattutto per i monologhi di Celentano e per la “farfallina” (il tatuaggio osé) di Belén Rodríguez esibita nel corso della seconda serata.

La serata finale[]

La serata finale del Festival, che ha avuto inizio intorno alle 20:45, si è aperta con una coreografia di Daniel Ezralow, ballata al ritmo di All You Need Is Love. Poi è entrato in scena il conduttore Gianni Morandi insieme ai suoi due “compagni d’avventura” Rocco Papaleo ed Ivana Mrázová, che si è presentata sul palco con un abito nude look. Nell’introduzione, Morandi ha ricordato il motto-tormentone “Stiamo tecnici!” (l’anno scorso era “Stiamo uniti!”), modificandolo in “Stiamo italiani!”, al che la Mrázová ha ribattuto “Ma io vengo dalla Repubblica Ceca!”, cosicché Morandi ha pensato di cambiarlo in “Stiamo europei!”

Geppi Cucciari, “spalla” di Morandi nella serata finale, si è invece presentata sul palco togliendosi le scarpe, perché – ha detto – “per scendere le scale di Sanremo bisogna togliersi qualcosa…” (con evidentemente riferimento alla “farfallina” di Belén Rodríguez).

È quindi iniziata la gara dei cantanti: la prima artista ad esibirsi è stata Nina Zilli; l’ultimo artista in gara a salire sul parco dell’Ariston (intorno alle 22:15) è stato invece Francesco Renga. Alle 22:35 c’è stato il ritorno sul palco di Adriano Celentano, che ha esordito con la frase “Quando sono qui, mi si secca sempre la voce. Come mai?”. Nel corso del suo monologo, il “Molleggiato” è tornato a polemizzare nuovamente con i giornali Famiglia Cristiana e l’Avvenire, dicendo “Loro parlano di politica, anziché parlare della politica di Dio… perché anche Gesù era un politico…”.

Ad un certo punto è anche intervenuto qualcuno dei presenti in sala, che ha pronunciato ripetutamente la parola “Basta!” e “Basta, predicatore!”, frasi a cui hanno fatto seguito anche dei fischi, subito coperti dagli applausi di un’altra parte del pubblico. Celentano ha così replicato ai contestatori: “Perché dite ‘basta’?”. Alla fine dell’esibizione di Celentano, è tornato sul palco Morandi, che ha detto “È stato bello!”, ricevendo dal “Molleggiato” la risposta “Anche per me”. Terminata l’esibizione di Celentano, è salito sul palco il vincitore nella Categoria “Giovani” Alessandro Casillo, che il giorno prima non aveva potuto ricevere il premio, in quanto l’ora tarda non consentiva la presenza di minorenni in TV.

C’è stato quindi lo sketch di Geppi Cucciari, che ha affermato, tra l’altro: “Visto che siamo in Eurovisione, salutiamo tutti gli Stati, anche quelli che non ci sono più, come la DDR e la Cecoslovacchia, e quelli che non sono mai esistiti come la Padania…”. La Cucciari, nel corso della serata, ha anche ricordato Rossella Urru, la volontaria italiana rapita in Algeria lo scorso 23 ottobre e tuttora in mano ai sequestratori.

È toccato poi ai Cranberries, da poco ricostituitisi dopo la parentesi da solista della loro “voce” Dolores O’Riordan, a salire sul palco dell’Ariston: il gruppo irlandese ha eseguito uno dei suoi brani più famosi, Zombie, e l’ultimo singolo, Tomorrow.

Intorno alle 23:55, Morandi ha annunciato la classifica parziale dei “Big”, per quanto riguardava le prime sei posizioni decretate dal televoto. Al primo posto, figurava Arisa, seguita, nell’ordine, da Emma, Loredana Berté e Gigi D’Alessio, Noemi, Pierdavide Carone con Lucio Dalla e Dolcenera. A quel punto è toccato ai giornalisti scegliere a quale interprete far fare un balzo in avanti di due posizioni tramite il meccanismo denominato “golden share”: il voto della sala stampa è andato a Noemi, che è così balzata provvisoriamente al comando, entrando nella finale a tre assieme ad Arisa e ad Emma e a discapito della coppia D’Alessio e Berté. Spettava quindi al televoto da casa decidere tra le tre “big” rimaste in gara quali dovessere essere le posizioni definitive nel podio.

In seguito, è salita sul palco la coppia di cantanti azeri Ell & Niki, vincitori dell’ultima edizione dell’Eurovision Song Contest, i quali hanno annunciato che l’interprete che rappresenterà l’Italia a Baku nell’edizione di quest’anno sarà Nina Zilli. Quindi, nell’attesa dei risultati finali sulla gara, si sono ripresentati sul palco Luca e Paolo, truccati da clown, e qualche minuto dopo Ivana Mrázová si è esibita in un balletto coreografato da Franco Miseria.

Intorno all’1:15 è stato dato da Morandi l’annuncio del nome della vincitrice, Emma. La Marrone, che – incalzata da Morandi – ha stentato a ricordare il nome dell’autore del brano vincitore, Francesco “Kekko” Silvestre, il cantante dei Modà (“Non c’è il gobbo per me?”, ha scherzato), ha quindi chiuso la serata ricantando Non è l’inferno, un titolo che curiosamente sembra riassumere il principale tormentone di quest’edizione della kermesse canora, in un Festival in cui Celentano ha parlato di Paradiso…

Classifica finale della Categoria Big[]

1. Non è l’inferno – Emma
2. La notte – Arisa
3. Sono solo parole – Noemi

4. Respirare – Loredana Berté & Gigi D’Alessio
5. Nanì – Pierdavide Carone feat. Lucio Dalla
6. Ci vediamo a casa – Dolcenera

(7) Un pallone – Samuele Bersani
(7) E tu lo chiami Dio – Eugenio Finardi
(7) La tua bellezza – Francesco Renga
(7) Per sempre – Nina Zilli

Non finalisti: Chiara Civello, Matia Bazar, Irene Fornaciari, Marlene Kuntz

Reazioni e commenti[]

La cantante Emma ha commentato la sua vittoria con le seguenti parole “Se uno è forte, arriva alla gente”, contestando l’ipotesi che a favorirla sia stata la partecipazione al talent show Amici.

Per Noemi, il suo momento di maggiore difficoltà nel corso del Festival sarebbe stato “quello in cui doveva fare le scale per salire sul palco”.

Samuele Bersani, a cui come detto, è stato consegnato il premio della critica, in sala stampa ha definito le tre ragazze arrivate sul podio come “intonate dentro”.

Per quanto riguarda invece l’intervento di Celentano, la moglie Claudia Mori ha così commentato: “I fischi? Una buffonata”, attaccando i vertici Rai, che – secondo lei – avrebbero organizzato una messinsena.


Fonti[]

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July 14, 2011

Regione Liguria: In commissione la legge sui libri di testo elettronici

Regione Liguria: In commissione la legge sui libri di testo elettronici

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giovedì 14 luglio 2011

stemma della regione Liguria

Il 7 di luglio la Commissione V del Consiglio regionale della Liguria ha cominciato ad esaminare la proposta di legge n.128 (prima firmataria Roberta Gasco) per introdurre concretamente in Liguria i libri di testo elettronici.

La strada proposta è quella della istituzione, a carico della regione, di una piattaforma dove editori, istituzioni, professori, privati cittadini possono riversare materiale didattico, sia sotto copyright che con licenza Creative Commons ed anche in Pubblico dominio. Per il materiale sotto copyright è garantito ai detentori del diritto d’autore la remunerazione di quanto di spettanza. Saranno poi le singole scuole a decidere quali testi con copyright o Creative Commons adottare.

Il provvedimento ha trovato un appoggio esteso da un ampio arco di consiglieri sia di opposizione che di maggioranza. Se approvato definitivamente porrebbe la Liguria in posizione di avanguardia a livello nazionale.

Nella fase di studio della fattibilità del progetto nello scorso marzo la regione Liguria ha proceduto ad un confronto di idee che ha interessato un europarlamentare, un funzionario del Ministero della pubblica istruzione, esperti di didattica ed anche un collaboratore di Wikipedia, per l’apporto di contributi con licenza Creative Commons.


Fonti[]


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