Foglianise: Ienga, grido d’allarme della Forestale

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6 luglio 2007

Recentemente, il Corpo Forestale dello Stato, in sinergia con Legambiente, ha promosso la campagna “Fiumi Informa”, dedicata alla cura e al rispetto della legalità lungo i corsi d’acqua. Dal rapporto presentato, risulta che in Italia ogni giorno vengono commessi 4 reati a danno dei fiumi; solo tra il 2003 e il 2006 sono stati rilevati ben 6.333 illeciti. Anche nella Provincia di Benevento, lo stato degli ecosistemi fluviali è estremamente preoccupante. In questi giorni, su “Il Figlianesaro”, l’urban blog di Foglianise, è stata sollevata la questione del torrente Ienga, definito la cloaca della Valle Vitulanese. Su tali argomenti, abbiamo intervistato il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, dott. Evaristo FERRANTINO.

Dott. Ferrantino, una delle attività del Corpo Forestale dello Stato è il monitoraggio dello stato di salute dei corsi d’acqua. Nonostante l’impegno di tale Corpo e di associazioni ambientaliste, perché si riscontra ancora un così elevato numero di illeciti amministrativi e penali?

Sui corsi d’acqua ci sarebbe da fare un discorso molto ampio, che cercherò di semplificare. Oggi, l’acqua viene utilizzata in modo improprio. I fiumi, che rappresentano un aspetto di questo problema, sono la parte finale di scarichi di ogni tipo: industriali, agricoli, artigianali, urbani; inoltre, si hanno, spesso, prelievi illegali di inerti fluviali per uso edile. Ciò significa che i corsi d’acqua sono sottoposti ad assalti da tutte le parti e, quindi, dovrebbero essere maggiormente tutelati. Noi di Benevento siamo stati dei precursori della campagna di controllo sulle attività illecite, promossa dall’Amministrazione Centrale, la quale, recentemente, ci ha inviato indirizzi ben precisi, in ordine agli accertamenti da adempiere. Infatti, già all’inizio dell’anno abbiamo effettuato dei controlli ed i risultati, che siamo riusciti ad ottenere, sono stati lusinghieri. Abbiamo trovato di tutto, provvedendo a documentare, con un dossier fotografico sull’abusivismo e sulle discariche, e a sanzionare, elevando verbali penali ed amministrativi. Le industrie ed i Comuni, che non hanno depuratori, non capiscono che nel fiume non si può scaricare di tutto. Nell’Isclero, ad esempio, sono state trovate situazioni preoccupanti; in questa area l’acqua viene anche prelevata abusivamente dagli agricoltori per l’irrigazione, comportando che i prodotti venduti sui mercati risultano essere inquinati. C’è un problema igienico-sanitario che non investe solo il Corpo Forestale, ma anche l’ASL e l’ARPA.

Dal 2003 al 2006, nella sola Campania sono stati commessi 415 reati a danno dei fiumi. L’inquinamento delle acque è tutelato dal Dlgs. 152/99, che sostituisce la Legge Merli. Dall’introduzione delle nuove norme, risalenti al 1999, in che misura le direttive sono state applicate dai Comuni della Provincia di Benevento?

Buona parte dei Comuni della provincia di Benevento non hanno fatto nulla. Sono latitanti ed insensibili. Bisognerebbe avviare un’azione veramente forte, affinché le Amministrazioni locali prendano coscienza di questo serio problema, la cui risoluzione non si può dilazionare nel tempo. Ormai, lo scarico di reflui di ogni tipo ha reso spropositate le quantità di inquinanti nelle acque. E’necessario correre velocemente ai ripari.

Sull’urban blog di Foglianise, “Il Figlianesaro”, è stata riproposta la questione ambientale dello Ienga, divenuto ormai una fogna a cielo aperto. Le immagini sono eloquenti sullo stato di degrado del torrente, determinato dallo scarico in acqua e lungo le sponde di sostanze inquinanti di vario genere. Quali interventi bisogna mettere in essere per evitare che l’ecosistema possa essere ulteriormente compromesso?

Sullo Ienga già abbiamo attivato un attento monitoraggio e c’è una cospicua documentazione. Come detto in precedenza, siamo stati dei precursori nei controlli, attuando in anticipo le direttive definite dalla circolare inviata dall’Amministrazione Centrale. Per lo Ienga siamo stati particolarmente lungimiranti. Effettivamente preoccupano le condizioni di degrado, da ogni punto di vista. Dal 1 gennaio al 30 giugno, abbiamo effettuato dei controlli mirati, che hanno portato all’individuazione di reati piuttosto rilevanti in tutti i fiumi della Provincia, compreso lo Ienga. Abbiamo fatto 38 controlli e riscontrato 23 reati di tipo amministrativo e 27 di tipo penale. La modalità con cui ora è stata affrontata la problematica è risultata molto più efficace rispetto a quella attuata negli ultimi anni. La sensibilità dell’Amministrazione Centrale e del nostro Ufficio ha favorito un accurato controllo sul territorio, in modo da migliorare la salvaguardia degli ecosistemi.

In merito alla “questione Ienga”, Lei è favorevole ad istituire un Tavolo di Concertazione con i Sindaci della Valle Vitulanese, per trovare una soluzione condivisa, al fine di bloccare il declino ecologico del torrente e delle terre circostanti?

Certo, sono d’accordo. E’ un’iniziativa che prenderò personalmente se non ci saranno altri soggetti che la proporranno. Coinvolgerei in quest’incontro non solo gli Amministratori locali di tutta l’area, ma anche rappresentanti del Parco Regionale e della Comunità Montana, per competenza territoriale, al fine di redigere un protocollo d’intesa. Dobbiamo fare, in un breve arco temporale, mirati e repentini interventi, perché l’acqua è fonte di vita; se la si spreca, utilizzandola in maniera irrazionale, sarà presto oggetto di contesa, per la sua scarsità. L’iniziativa di riunire gli amministratori intorno ad un tavolo è davvero un’ottima idea, perché la politica è distante dall’ambiente e la tematica diventa solo propaganda che non si traduce nei fatti.

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