Gran Premio degli Stati Uniti 2005

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Indianapolis, 19 giugno 2005

Il Gran Premio degli Stati Uniti è stato forse il più strano della cinquantennale storia della F1: in seguito a un incidente occorso nelle prove del venerdì alla Toyota di Ralf Schumacher a causa del cedimento di un pneumatico, incidente che ha costretto il pilota tedesco a non prendere parte alla gara, sono nati dubbi sul fatto che le gomme Michelin potessero terminare la gara. Preoccupata che si trattasse di un difetto di costruzione, la Michelin ha chiesto ai suoi team di non partecipare alla gara e comunque di modificare le regolazioni delle vetture.

Ciò nonostante, al sabato Jarno Trulli sull’altra Toyota ha conquistato la prima pole-position della storia della squadra giapponese ma prima della partenza si è venuto a creare un vero e proprio scontro tra i team con le Michelin da una parte e la Federazione Internazionale dell’Automobile dall’altra.

Le squadre Michelin hanno quindi dichiarato che non avrebbero preso il via con le gomme usate durante le prove in quanto c’era la quasi certezza che non avrebbero retto alle sollecitazioni indotte dalla curva numero 13, ovvero una delle poche sopraelevate tratte dal circuito ovale dello speedway che ospita la 500 Miglia di Indianapolis: le soluzioni proposte erano di utilizzare un nuovo tipo di gomma fatto arrivare apposta dalla fabbrica in Francia, oppure di modificare il tracciato con una chicane in modo da ridurre la velocità di ingresso sulla curva 13.
La FIA non ha accettato nessuna delle due proposte per non togliere validità al Gran Premio e ha intimato alle scuderie di prendere il via della gara: le 14 vetture gommate Michelin si sono quindi schierate in griglia, ma dopo il giro di formazione sono rientrate ai box senza partire. La corsa è stata quindi disputata solo dalle due Ferrari, dalle Jordan e dalle Minardi.

La vittoria è così andata come prevedibile a Michael Schumacher davanti a Rubens Barrichello dopo un’aggressiva manovra all’uscita dei box che quasi portava al contatto le due vetture. Poi le Jordan con Tiago Monteiro terzo e le due Minardi: solo sei vetture classificate a punti.

Ordine d’arrivo[]

  1. Michael Schumacher (Ferrari)
  2. Rubens Barrichello (Ferrari)
  3. Tiago Monteiro (Jordan-Toyota)
  4. Narain Karthikeyan (Jordan-Toyota)
  5. Christijan Albers (Minardi-Cosworth)
  6. Patrick Friesacher (Minardi-Cosworth)

Fonti[]