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August 21, 2012

Spending review alla romana. La regione Lazio allarga i cordoni della borsa

Spending review alla romana. La regione Lazio allarga i cordoni della borsa

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martedì 21 agosto 2012

Renata Polverini, presidente della Regione Lazio dal 2010

Mentre la crisi morde l’Europa, e l’Italia arranca in un faticoso quanto incerto sentiero di austerità economica, fatto di dolorosi tagli e dure riforme, l’onda della spending review sembra non essere abbastanza lunga da lambire le sponde del Tevere.

E così, si scopre che quel prefigurato futuro di ristrettezze, non è un destino ineluttabile per tutti. Mentre per la maggioranza dei cittadini si profilano tempi di magra, una minoranza creativa riesce a sottrarsene, chiamandosi fuori della mischia, nel tentativo di garantirsi un presente e un futuro di vacche grasse. È sufficiente richiamarsi alle tradizioni di creatività, fantasia e genialità del genus italiano, condensato nel sempiterno motto dell’armiamoci e partite!: e così, mentre l’Italia si barcamena tra aumenti di imposte, tasse e tariffe, tra tagli a stipendi, pensioni e sanità, c’è chi, come la Regione Lazio, presieduta da Renata Polverini, ha risolto il problema mostrando doti di generosa munificenza, anche se, inutile dirlo, a spese del pubblico erario. Così, come se non bastassero i già profumati stipendi individuali dei consiglieri, si è avuta l’idea di aggiungervi ulteriori e generose remunerazioni e privilegi.

Opacità delle procedure[]

La faccenda andava avanti già da tempo, tenuta in un rigoroso quanto comprensibile riserbo, una segretezza che ha spinto qualcuno, come il senatore Stefano Pedica, a parlare di vera e propria omertà, comparabile a quella che avrebbe ostentato la Regione Sicilia sulle proprie spese. Lo strano è infatti proprio questo, che tali movimenti di denaro pubblico sono privi della necessaria trasparenza, per una serie di ragioni: innanzitutto, come fa notare Sergio Rizzo sul Corriere della sera, alcuni consigli regionali non pubblicano nemmeno il loro bilancio; in secondo luogo, si legge sempre sull’articolo di Rizzo, queste deliberazioni di spesa, pur essendo chiamate in gergo “manovre d’aula”, per l’aula consiliare non passano affatto, e non corrono quindi il rischio di incappare nella scomoda pubblicità della verbalizzazione delle sedute. È qui diventa cruciale il ruolo dell’ufficio della Polverini, dal momento che queste onerose elargizioni sono affidate a semplici delibere della presidenza, adottate nel segreto degli uffici. A fare il resto è la consegna del silenzio per i beneficiari.

C’è voluta, infatti, l’autodenuncia di Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, due consiglieri regionali radicali, perché fossero svelati alcuni arcana imperii tenuti rigorosamente riservati: è stata la pubblicazione in chiaro del bilancio del gruppo radicale relativo al 2011 a rompere quel velo di omertà, rivelando come, in aggiunta alle generose prebende corrisposte individualmente ai consiglieri, la munifica Regione Lazio elargisca ai gruppi consiliari un forfait annuo di ben 211.064,12 euro per ciascun componente.

Un esborso da 15 milioni di euro[]

Questo importo, è stato fatto notare, va ad aggiungersi ai compensi e alle diarie individuali, tanto da far impallidire perfino i tanto vituperati emolumenti di deputati e senatori. A titolo di esempio, stando ai calcoli di Sergio Rizzo sul Corriere della sera, le elargizioni ai gruppi consiliari laziali supererebbero di ben 4 volte quelle destinate ai gruppi parlamentari della Camera dei deputati

Se poi si prova a calcolare il totale, si ottiene un esborso notevole: la somma pro capite va infatti moltiplicata per ben 71 beneficiari, tanti sono, infatti, i membri dell’affollato consiglio regionale di via della Pisana, la cui consistenza numerica arriva quasi a insidiare quella dell’intero Senato americano, in grado di espletare le sue funzioni statali con appena 100 eletti.

Fatti due conti, si tratta della bellezza di quasi 15 milioni di euro all’anno, un esborso non proprio trascurabile in tempi di sforbiciate che hanno colpito la sanità, in forte deficit nel Lazio, la sicurezza, e una vasta messe di servizi pubblici.


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July 24, 2012

I sindaci manifestano contro la spending review

I sindaci manifestano contro la spending review

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martedì 24 luglio 2012

Meritocrazia potrebbe essere la parola d’ordine della manifestazione odierna dei sindaci. Uniti sotto la sigla dell’associazione di categoria ANCI, i sindaci d’Italia si sono ritrovati a Roma sotto il palazzo del Senato. Guidati dal sindaco di Reggio Emilia, Graziano Del Rio, e da quello di Pavia, Alessandro Cattaneo, i sindaci hanno chiesto al governo di rivedere la spending review e di porre fine alla politica dei tagli lineari.

«È ora di premiare i comuni virtuosi», ha dichiarato di prima mattina Cattaneo ad Omnibus (su La7), lanciando la manifestazione e lamentando la mancanza di merito nelle valutazioni del governo, la cui conseguenza sarebbe quella di penalizzare indistintamente tutti, sia i comuni virtuosi che quelli “spreconi”; e perciò Cattaneo ha unitamente paventato il rischio di dover tagliare servizi essenziali come gli asili nido o il trasporto pubblico locale.

Durante il suo intervento il presidente dell’ANCI Del Rio ha dal canto suo ricordato come i comuni si siano già fatti carico di tagli per oltre 20 miliardi di euro in questi anni, dichiarando: «Non siamo sottomessi a questi provvedimenti». La manifestazione si concluderà con un incontro col presidente del Senato Renato Schifani.


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April 22, 2012

Italia, ministro Passera: il Paese può tornare a crescere già da quest\’anno

Italia, ministro Passera: il Paese può tornare a crescere già da quest’anno

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domenica 22 aprile 2012
L’Italia può tornare a crescere già da quest’anno. È quanto ha affermato il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, oggi, a Rho, dove è in corso l’omonima Fiera.

Il ministro Passera con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Secondo il ministro, “si stanno creando tutte le condizioni di base per cui il nostro Paese possa rimettersi a crescere facendo e accelerando sia le riforme sia l’afflusso di risorse”. Questo perché esiste la concreta possibilità di ridurre il margine di spesa pubblica, ha detto Passera, che ha portato l’esempio di un possibile riallineamento, nell’ambito delle spese del settore sanitario, a standard di maggiore efficienza da parte delle regioni meno avanzate in tale campo. Il ministro, a cui peraltro non sfugge l’esistenza di resistenze al Piano del Governo, ha anche accennato alla possibilità di recuperare gli investimenti in ambito informatico.

“Vedo che queste idee stanno venendo fuori”, ha affermato il ministro, che ha aggiunto: “Ho l’impressione che ci sia grande disponibilità, grande voglia, i cittadini chiedono cose concrete molto forti, che compensino i sacrifici che bisogna tutti insieme fare per portare il Paese al di là del guado”.

Non solo: “Tra infrastrutture, lavori, investimenti a favore delle aziende che investono, recupero dello scaduto, stiamo parlando di oltre 100 miliardi di interventi anche nel breve-medio periodo”.

Passera ha spiegato che parlare di spending review non significa alludere esclusivamente a tagli, ma anche prendere in considerazione l’idea di investire in determinati ambiti utili alla crescita del Paese. Il titolare dello Sviluppo economico si dice ottimista sul futuro italiano, affermando di nutrire speranze sul fatto che l’Italia “possa cambiare segno” a partire da quest’anno.


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