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October 3, 2013

Tragedia a Lampedusa: centinaia di vittime

Tragedia a Lampedusa: centinaia di vittime

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giovedì 3 ottobre 2013

Un barcone di migranti è naufragato oggi al largo della costa dell’isola dei Conigli, presso Lampedusa. Le prime stime erano di un centinaio di morti, al 18 ottobre risultano 366 morti accertati e si stimano ancora circa 20 dispersi.[1] I superstiti, 155 in totale, sono stati iscritti nel registro degli indagati per il reato di immigrazione clandestina.[2] Per questo motivo il Ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge e il Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini hanno subito detto che tutte le nostri attuali leggi sull’immigrazione devono essere cambiate, in primo piano, la legge Bossi-Fini, che crea il reato di immigrazione clandestina.

La dinamica

L’Isola dei Conigli, al largo della quale è avvenuto il naufragio

L’imbarcazione, un peschereccio salpato dal porto libico di Misurata l’1 ottobre 2013, con a bordo migranti provenienti dal Ghana, dall’Eritrea e dalla Somalia,[3] è arrivata a circa mezzo miglio dalle coste lampedusane, quando qualcuno tra i migranti ha acceso un fuoco per segnalare la presenza del barcone e ricevere soccorso. La presenza di benzina sul ponte dell’imbarcazione ha fatto divampare l’incendio e un eccessivo sbilanciamento della barca, dato dall’elevato numero di persone a bordo in panico per il fuoco, ha causato il ribaltamento della stessa. A segnalare per primi l’accaduto sono stati due pescherecci alle 7:20 locali.

Le reazioni

Papa Francesco ha chiesto, per mezzo di un tweet, di pregare per le vittime, successivamente durante un incontro ha dichiarato la propria indignazione per quanto avvenuto affermando come sia stata una vergogna.[4] Il 4 ottobre, festa di San Francesco, Papa Bergoglio si è recato ad Assisi, dove, oltre ad aver pregato sulla tomba del Patrono d’Italia ed aver incontrato il Premier Enrico Letta, ha nuovamente ricordato il lutto per le vittime.[5]

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha parlato di strage di innocenti, invocando l’interessamento dell’Unione Europea a questi fatti.[6] Messaggi di cordoglio sono giunti anche dalle più alte cariche dello Stato, ed è stata proclamata una giornata di lutto nazionale per il 4 ottobre 2013.[7]

Aggiornamenti


Fonti

Note

  1. Vedi #Aggiornamenti per seguire l’evoluzione della conta delle vittime.
  2. (5 ottobre 2013) La strage di Lampedusa, polemica sui soccorsi. Indagati i migranti nel giorno della commozione. Corriere della Sera.
  3. (3 ottobre 2013) Immigrati: naufragio Lampedusa, su barcone eritrei somali e ghanesi. Adnkronos.
  4. (3 ottobre 2013) Bergoglio: “Bisogna fermare le stragi in mare, una vergogna”. Vatican Insider.
  5. (4 ottobre 2013) Papa Francesco ad Assisi: “Prego sulla tomba di chi si spogliò di sé”. La Repubblica.
  6. (3 ottobre 2013) Lampedusa: Napolitano, servono azioni Ue. ANSA.
  7. (4 ottobre 2013) Lampedusa, ricerche sospese. Napolitano: politiche per asilo. Sky TG 24.
CC-BY-SA icon.svg Articolo pubblicato con licenza CC BY-SA,
in quanto importato da Wikipedia.

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August 28, 2012

Lampedusa. Langue in rovina la villa di Berlusconi

Lampedusa. Langue in rovina la villa di Berlusconi

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martedì 28 agosto 2012

Sono passati solo quattordici mesi da allora, da quella primavera del 2011, quando Lampedusa, con la sua posizione di crocevia delle rotte dei migranti africani, era in piena emergenza immigrazione, invasa da migliaia di disperati, in fuga dalla fame e dalla guerra dei loro paesi: accampati alla bene e meglio, trascorrevano le loro notti all’addiaccio in ripari di fortuna ricavati sulle rocce.

L’immagine, non solo turistica, dell’isola sembrava compromessa, e anche quella del governo Berlusconi se la passava assai male, mentre la fiducia degli isolani nella classe politica nazionale era ai minimi.

Toccava a Silvio Berlusconi risollevarne le sorti con uno dei suoi proverbiali colpi di teatro.

Il «coup de théâtre» di Berlusconi[]

Silvio Berlusconi

Anche in quell’occasione, il “grande comunicatore” non si tirò indietro e si mostrò all’altezza delle aspettative: in un giorno terso di primavera si catapultò sull’isola e, alla sua maniera, prese ad arringare la folla da un piccolo palco, sotto scrosci di applausi, sfoderando il meglio della sua abilità comunicativa. L’entusiasmo dei lampedusani toccò il culmine quando il Cavaliere, dopo averli blanditi con l’idea della candidatura dell’isola al Premio Nobel per la pace, sfoderò una di quelle sue mosse da mattatore con cui è solito deliziare l’uditorio. Tirando fuori dalla manica l’asso di cuori, mandò letteralmente in deliquio la folla dei lampedusani assiepati sotto il palco: «Sono diventato lampedusano anch’io, mi sono collegato a Internet, ho cercato una villa e l’ho comprata». Un boato! E poi, tra applausi scroscianti e urla della folla in visibilio, aggiunse: «Se i lampedusani saranno insoddisfatti potranno riversare su questa casa il loro scontento. La potranno imbrattare, sono autorizzati».

Quale fosse quella villa comprata in una notte era un mistero che sarebbe stato ben presto svelato: era Villa due Palme, nei pressi di Cala francese, un complesso da tempo messo in vendita senza troppo successo, il cui acquisto, pare, fosse stato consigliato a Berlusconi proprio dal suo sodale agrigentino, Angelino Alfano.

I sogni dei lampedusani[]

Tutto sembrava andare per il meglio. L’immagine turistica di Lampedusa, già sbiadita da tempo, definitivamente malandata per via dei migranti, si sarebbe presto risollevata. La sola presenza di Berlusconi avrebbe garantito una visibilità mediatica internazionale attraendo, così, lussuosi panfili, con i loro facoltosi proprietari, i cui appetiti, chissà, avrebbero risvegliato lo stagnante mercato immobiliare e dato l’abbrivio a una felice stagione di espansione edilizia. Su quelle coste assolate e poco note, quasi perdute nel Mediterraneo, si sarebbero presto riversate le rotte di tutto il bel mondo che è solito affollare le estati di Berlusconi: un tourbillon di politici famosi, capi di stato internazionali, star dello spettacolo, e, al loro seguito, tutto folto il codazzo di avvenenti soubrette, starlette e ballerine, a far degna corona alle luccicanti feste organizzate nelle dimore estive del Cavaliere. Una fauna di bella gente e vip patinati, si immaginava, avrebbe ripopolato quelle spiagge, mentre le carrette del mare, con i loro sporchi e maleodoranti equipaggi, sarebbero presto divenute solo un lontano ricordo.

Anche l’immagine generale avrebbe beneficiato della prestigiosa candidatura al premio Nobel per la pace

Le speranze infrante degli isolani e la villa in rovina[]

Distesa di ombrelloni in spiaggia a Lampedusa

Sono passati solo quattordici mesi, ma sembra già un’eternità. L’idea balzana ed estemporanea della candidatura al Nobel non si è mai realizzata, mentre quel bel mondo prefigurato dalla presenza di Berlusconi non si è mai nemmeno lontanamente materializzato: il Cavaliere, estromesso dal Palazzo, di lì a pochi mesi non sarebbe stato più premier, e la crisi economica, che, a suo dire, aveva risparmiato l’Italia sotto la sua guida, stava già cominciando, invece, a far sentire i suoi duri colpi, mandando presto a picco, insieme ai consumi, anche il turismo nazionale e lampedusano.

Sono passati ormai quattordici mesi. La villa che aveva fatto brillare gli occhi agli illusi isolani, e ne aveva ispirato i sogni di gloria mediatica, langue ancora nell’incuria e appare sempre più in rovina, mentre si vocifera che lavori di restauro potrebbero iniziare a ottobre.

Dal lontano giorno del comizio, in quella primavera 2011, il “lampedusano” Berlusconi non si è fatto più vedere sull’isola, mentre l’unico frequentatore della villa sembra essere il vecchio giardiniere, ereditato della vecchia proprietà, lo stesso che da anni si prende cura del giardino. Sulla spiaggia antistante, al posto di esclusive postazioni per la tintarella dei vip, sorge invece, popolata da folle anonime, una fitta schiera di ombrelloni messi a nolo, un tanto al giorno, da un chiosco dall’aria mesta e dimessa che si erge solitario ad appena venti metri dalla villa dei sogni infranti.


Fonti[]

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September 13, 2010

Libia: mitragliato motopeschereccio italiano

Libia: mitragliato motopeschereccio italiano

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lunedì 13 settembre 2010

Coste della Libia viste dal satellite ISS

Un motopeschereccio italiano è stato mitragliato da una motovedetta libica. La sparatoria non ha avuto conseguenze sui dieci uomini, anch’essi di nazionalità italiana, presenti sull’imbarcazione colpita. Il capitano è riuscito ad evitare l’abbordaggio ed a raggiungere le coste di Lampedusa. I colpi di mitragliatrice hanno danneggiato solo la fiancata ed un gommone di salvataggio.

L’assalto è avvenuto sulle coste libiche, al confine con la Tunisia. Nonostante le norme di diritto marittimo internazionale, le autorità libiche continuano ad esercitare indebitamente il loro potere in queste acque.


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July 25, 2007

Immigrati, nuova tragedia: nove morti in tre naufragi

Immigrati, nuova tragedia: nove morti in tre naufragi

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mercoledì 25 luglio 2007

L’emergenza degli sbarchi di immigrati sulle coste siciliane è sempre più connotata da toni drammatici: tre barconi diretti verso Lampedusa e Siracusa sono naufragati. L’allarme è stato lanciato da alcuni membri della traversata attraverso un cellulare satellitare, che hanno anche riferito di otto morti tra le decine di passeggeri del mezzo di fortuna.

La prima imbarcazioni si troverebbe a 70 miglia da Lampedusa, in acque maltesi, ma le autorità di Malta hanno chiesto alla marina italiana di intervenire; l’altra imbarcazione, che è stata avvistata senza l’aiuto di alcun passeggero poiché parlavano solo arabo, è partita 30 ore fa dalle coste della Libia, con a bordo 46 persone (anche in questo caso almeno 7 donne e 11 bambini) e 3 cadaveri.

Un’ultima imbarcazione, un piccolo gozzo lungo 7 metri, ha fatto naufragio nei pressi di Capo Passero, nel siracusano, a 18 miglia dalla costa, con a bordo il corpo di un uomo, apparentemente nordafricano, ed alcuni oggetti che fanno presumere la presenza di altre persone a bordo del natante.


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August 20, 2006

Italia, nuova strage di clandestini al largo di Lampedusa

Italia, nuova strage di clandestini al largo di Lampedusa

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domenica  20 agosto 2006

Ennesima strage di clandestini sulle coste meridionali dell’Italia. Al largo di Lampedusa un peschereccio è riuscito a salvare la vita ad alcune persone che tentavano il viaggio della speranza verso il territorio italiano.

Alcuni testimoni hanno parlato di 39 tra uomini, donne e bambini. 10 corpi di clandestini sono stati rinvenuti in mare, affogati nelle profonde acque della zona ma 40 persone mancano all’appello: altri superstiti affermano che in quel barcone ci fossero 120 immigrati.

È ancora allarme clandestini in quanto nella notte scorsa ne erano già sbarcati 79.

Pare che il flusso di immigrati clandestini parta dalla Libia, Paese che pure – nella precedente legislatura – ha erogato notevoli finanziamenti per sfavorire questo commercio di persone. L’Italia comunque non è l’unico Paese coinvolto: anche la Spagna, infatti, inizia a registrare problemi: sono sbarcati nelle Isole Canarie circa 1.200 clandestini provenienti dal Marocco, anche questi attratti dal miraggio di una vita migliore.

Sia il premier spagnolo Zapatero sia il Ministro degli Interni italiano, Amato, hanno chiesto aiuto alla Comunita Europea.

Fonti[]

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