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May 19, 2006

Governo: votata la fiducia al Senato

Governo: votata la fiducia al Senato – Wikinotizie

Governo: votata la fiducia al Senato

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19 maggio 2006

Bandiera italiana

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Nella seduta di oggi, il Senato della Repubblica ha votato la fiducia al Governo Prodi: 165 sono stati i voti a favore, 155 i contrari. Tutti i senatori a vita hanno votato a favore del nuovo Esecutivo, attirandosi le critiche, a tratti accese, della Casa delle libertà. “Meglio di così non poteva andare”, ha affermato il premier, precisando: “Abbiamo una maggioranza più ampia del ’96”.

Martedì il Governo si presenterà alla Camera per ottenere la fiducia.

Nel corso della replica che ha preceduto il voto, Prodi ha toccato alcuni temi importanti. Primo tra tutti quello del terrorismo e della presenza militare italiana all’estero: “Sul terrorismo non accettiamo lezioni da nessuno. Come presidente della Ue, io ho contribuito a creare una serie di rapporti dettagliati, profondi, trasparenti e seri con gli Usa per la lotta al terrorismo e su questi dobbiamo basarci”, ha detto il Professore, che poi ha aggiunto: “Vi chiederei di mettere fine alle polemiche e di spiegarmi quale è la differenza tra il ritiro da noi annunciato e la dichiarazione fatta dal precedente governo di voler lasciare l’Iraq entro il 2006”.

Prodi è anche tornato sull’argomento delle cosiddette “quote rosa”: “Le quote rosa vanno messe: l’ho detto mille volte però il Parlamento non l’ha voluto fare. Senza le quote, il problema non si risolve”.

Da ultimo, intervenendo sul tema delle infrastrutture, il premier ha puntualizzato che “non si faranno opere pubbliche per le quali non ci sono soldi”.

Notizie correlate[]

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May 17, 2006

Prodi annuncia la sua squadra di governo

Prodi annuncia la sua squadra di governo

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17 maggio 2006

Bandiera italiana

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Romano Prodi

Romano Prodi ha sciolto la riserva riguardo il nuovo governo italiano, presentando l’elenco dei nuovi ministri della Repubblica. Sono passati esattamente 10 anni da quando presentò la lista dei ministri del precedente governo nel 1996.

In tutto sono 25 i ministri, uno in più del precedente governo Berlusconi, di cui 9 sono dei DS, 6 della Margherita, 5 dell’Area Prodi (3 Democratici e due della Sinistra Indipendente), 1 tecnico e i rimanenti distribuiti tra i partiti che compongolo la coalizione dell’Unione. Le donne sono 6, equivalente al 24% sul totale, di cui solo una con portafoglio, il 6% tra quelli con portafoglio.

Il nuovo governo della Repubblica Italiana

Presidente del Consiglio
Romano Prodi
Leader dell’Unione

Vicepresidenti del Consiglio
Francesco Rutelli
La Margherita
Massimo d’Alema
Democratici di Sinistra

Ministri con portafogli

Ministro degli Interni
Giuliano Amato
Area Prodi

Ministro degli Esteri
Massimo d’Alema
Democratici di Sinistra

Ministro della Difesa
Arturo Parisi
La Margherita

Ministro dell’Economia e finanze
Tommaso Padoa Schioppa
Tecnico

Ministro della Salute
Livia Turco
Democratici di Sinistra

Ministro della Giustizia
Clemente Mastella
Udeur

Ministro dell’Istruzione
Giuseppe Fioroni
La Margherita

Ministro dell’Università e ricerca
Fabio Mussi
Democratici di Sinistra

Ministro del Lavoro e politiche sociali
Cesare Damiano
Democratici di Sinistra

Ministro delle Politiche agricole e forestali
Paolo De Castro
I Democratici

Ministro dell’Ambiente e tutela del territorio
Alfonso Pecoraro Scanio
Federazione dei Verdi

Ministro delle Infrastrutture
Antonio Di Pietro
Italia dei Valori

Ministro dei Trasporti
Alessandro Bianchi
Area Prodi

Ministro delle Attivita’ produttive
Pierluigi Bersani
Democratici di Sinistra

Ministro dei Beni culturali
Francesco Rutelli
La Margherita

Ministro delle Comunicazioni
Paolo Gentiloni
La Margherita

Ministro della solidarietà sociale
Paolo Ferrero
Rifondazione Comunista

Ministri senza portafoglio

Ministro degli Affari regionali
Linda Lanzillotta
La Margherita

Ministro dei Rapporti con il Parlamento e le riforme
Vannino Chiti
Democratici di Sinistra

Ministro della Funzione pubblica
Luigi Nicolais
Democratici di Sinistra

Ministro delle Politiche comunitarie
Emma Bonino
Rosa nel pugno

Ministro dell’Attuazione del programma
Giulio Santagata
Area Prodi

Ministro delle Pari opportunità
Barbara Pollastrini
Democratici di Sinistra

Ministro dei Giovani e sport
Giovanna Melandri
Democratici di Sinistra

Ministro della Famiglia
Rosy Bindi
La Margherita

Articoli correlati

Fonti

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April 29, 2006

Bertinotti è il nuovo Presidente della Camera dei deputati

Bertinotti è il nuovo Presidente della Camera dei deputati

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29 aprile 2006

Al quarto scrutinio, Fausto Bertinotti è stato eletto Presidente della Camera dei deputati. I voti a favore di Bertinotti sono stati 337 e il quorum richiesto in questa votazione era di 305 voti.

Il risultato dello spoglio è stato accolto da un lungo applauso proveniente dai banchi del centrosinistra. Dopo aver proclamato l’esito in aula, il Presidente provvisorio Mussi ha sospeso la seduta, al fin di riferire il risultato della votazione al neo-eletto.

In abito blu, Bertinotti ha assunto la presidenza dell’aula, rivolgendosi ai deputati: «Ringrazio il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il mio predecessore Pier Ferdinando Casini e le altre cariche istituzionali. Credo che il primo compito che tocca a tutti noi sia di valorizzare il ruolo del Parlamento. Necessità storica in questi tempi difficili per la democrazia in Italia e in Europa. C’è il rischio di separazione della quotidianità dalla politica». «Bisogna ricreare un rapporto positivo tra il paese reale e le istituzioni», ha proseguito il neo Presidente. «Bisogna creare una nuova frontiera di giustizia sociale per i cittadini, dar loro una sicurezza per il loro futuro. Le istituzioni sono vitali se cresce con essa la società civile». Prima di iniziare il suo discorso d’insediamento, Bertinotti aveva dedicato la sua elezione alle operaie e agli operai.

Chi è Fausto Bertinotti

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Fausto Bertinotti.

Nato a Milano nel 1940, Fausto Bertinotti si diploma perito industriale ed entra nella CGIL, ricoprendo numerosi incarichi di dirigenza. Nel 1994 abbandona gli incarichi sindacali, insediandosi nella segreteria nazionale di Rifondazione Comunista e viene eletto parlamentare italiano ed europeo. Nel gennaio 1994 diventa segretario del partito, carica che ancora oggi ricopre.

Notizie correlate

  • «Scrutini del 29 aprile per l’elezione dei Presidenti di Camera e Senato» – Wikinotizie, 29 aprile 2006
  • «Scrutini del 28 aprile per l’elezione dei Presidenti di Camera e Senato» – Wikinotizie, 28 aprile 2006
  • «28 aprile: prima seduta del nuovo Parlamento» – Wikinotizie, 18 aprile 2006
  • «Insediato il nuovo Parlamento» – Wikinotizie, 28 aprile 2006

Fonte

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Scrutini del 29 aprile per l\’elezione dei Presidenti di Camera e Senato

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29 aprile 2006

Bandiera italiana

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Camera dei deputati

4° scrutinio

Fausto Bertinotti (Prc) è stato eletto stamattina Presidente della Camera dei deputati, superando il quorum previsto per il 4° scrutinio, pari a 305 voti. Questo il dettaglio dello spoglio:

Nome Voti
Fausto Bertinotti 337
Massimo D’Alema 100
Gerardo Bianco 3
Silvio Berlusconi 2
Giuseppe Cossiga 2
Roberto Cota 2
Elisabetta Gardini 2
Schede bianche 144
Voti dispersi 11
Schede nulle 6

Senato della Repubblica

3° scrutinio

Franco Marini (La Margherita) è stato eletto nel pomeriggio di oggi Presidente del Senato della Repubblica, superando il quorum previsto per il 3° scrutinio, pari a 162 voti. Questo il dettaglio dello spoglio:

Nome Voti
Giulio Andreotti 156
Franco Marini 165
Schede bianche 1
Voti dispersi 0
Schede nulle 0

Fonti

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Marini è il nuovo Presidente del Senato della Repubblica

Marini è il nuovo Presidente del Senato della Repubblica

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29 aprile 2006

Bandiera italiana

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Al terzo scrutinio, Franco Marini è stato eletto Presidente del Senato della Repubblica. I voti a favore di Marini sono stati 165 e il quorum richiesto in questa votazione era di 162 voti. Nell’elezione inoltre Giulio Andreotti ha ottenuto 156 voti e vi è stata una scheda bianca.

Nel suo discorso di insediamento, il neo Presidente ha detto: “Sarò il presidente di tutto il Senato. In un dialogo fermo e mai abbandonato sarò presidente di tutti voi, con attenzione e rispetto per le prerogative della maggioranza e dell’opposizione, come deve essere in una vera democrazia bipolare”.

Chi è Franco Marini

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Franco Marini.

Nato a San Pio delle Camere (AQ) nel 1933, Franco Marini si laurea in giurisprudenza ed inizia la sua carriera politica nella Democrazia cristiana, sotto il cui simbolo è eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1992, dopo aver ricoperto per sette anni la carica di segretario generale della CISL.

Protagonista della formazione del Partito popolare italiano, ne resse la segreteria dal 1997 al 1999, per poi assumerne la presidenza e favorire l’entrata del partito nella Margherita.

Fonte

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April 28, 2006

Scrutini del 28 aprile per l\’elezione dei Presidenti di Camera e Senato

Scrutini del 28 aprile per l’elezione dei Presidenti di Camera e Senato

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28 aprile 2006

Bandiera italiana

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Camera dei deputati[]

1° scrutinio[]

Niente di fatto al primo scrutinio per l’elezione del Presidente della Camera, per il quale era previsto un quorum di 420 preferenze. Fausto Bertinotti ha ottenuto 305 voti, 220 sono state le schede bianche (attribuibili per lo più ai deputati della Casa delle libertà), 18 quelle dichiarate nulle.
Alcuni neoeletti hanno raccolto due voti ciascuno: si tratta di Vladimir Luxuria (al secolo Vladimiro Guadagno) (Prc) e di Mara Carfagna (Fi).
Questo il dettaglio dello spoglio:

Nome Voti
Fausto Bertinotti 305
Massimo D’Alema 13
Giuseppe Cossiga 12
Gerardo Bianco 7
Pier Ferdinando Casini 4
Mara Carfagna 2
Vladimir Luxuria 2
Giancarlo Giorgietti 2
Schede bianche 220
Voti dispersi 9
Schede nulle 18

Il Presidente provvisorio, Mussi, ha annunciato che il secondo scrutinio inizierà alle ore 15.45.

2° scrutinio[]

Ancora nera la fumata al secondo scrutinio, per la quale il quorum è fissato a 389. Fausto Bertinotti ha ottenuto 302 voti, Massimo D’Alema ha ottenuto 51 preferenze mentre 180 sono state le schede bianche e 14 le nulle.
Il Presidente provvisorio, Mussi, ha annunciato che il terzo scrutinio inizierà alle ore 18.30.

Nome Voti
Fausto Bertinotti 302
Massimo D’Alema 51
Giuseppe Cossiga 5
Gerardo Bianco 5
Giovanni Marras 4
Daniela Santachè 3
Vladimir Luxuria 2
Roberto Cota 2
Schede bianche 180
Voti dispersi 16
Schede nulle 14

3° scrutinio[]

La terza votazione per la Presidenza della Camera si è conclusa con un nulla di fatto: nessun deputato ha raggiunto il quorum previsto di 374 voti, ancora in calo le quotazioni di Fausto Bertinotti, che ha ottenuto 295 voti. Scendono anche le schede bianche, mentre aumentano ancora i voti per Massimo D’Alema. Secondo Fausto Bertinotti, “c’è una strana proporzione fra le schede bianche che scendono e i voti per D’Alema che aumentano”, e suppone che ci sia sotto un “giochino” della destra. Intanto il presidente provvisorio, Mussi, ha aggiornato la seduta a domani mattina.

Nome Voti
Fausto Bertinotti 295
Massimo D’Alema 70
Gerardo Bianco 4
Vladimir Luxuria 2
Roberto Cota 3
Pier Ferdinando Casini 2
Schede bianche 159
Voti dispersi 15
Schede nulle 11

Senato della Repubblica[]

1° scrutinio[]

“Fumata nera” al primo scrutinio al Senato: nessun eletto ha infatti raggiunto il quorum di 162 voti. Franco Marini, proposto dal centrosinistra, ha infatti ottenuto 157 preferenze; Giulio Andreotti, proposto invece dal centrodestra, ha ottenuto 140 voti; Roberto Calderoli (Lega Nord) ha ottenuto 15 voti; Giulio Marini ha ottenuto 1 voto. Le schede bianche sono state 5; 4 le schede dichiarate nulle.

Nome Voti
Giulio Andreotti 140
Franco Marini 157
Roberto Calderoli 15
Schede bianche/Altri 10
Schede nulle 0

2° scrutinio[]

La seconda votazione, che si è tenuta dalle 16:30, è stata annullata dal presidente della seduta, Scalfaro, poiché la Segreteria non ha raggiunto un accordo su tre schede su cui era scritto il nome Francesco Marini, al posto di Franco Marini. Le contestazioni sono giunte dai membri della Casa delle Libertà, che hanno sostenuto l’identificabilità dei tre elettori che avevano commesso il “refuso”, costringendo quindi il Presidente provvisorio ad annullare la seduta e ripetere la votazione alle ore 20 (e non domani mattina come richiesto dal ministro della Giustizia uscente Castelli). Alla notizia che una decina di senatori dell’Unione subito dopo lo scrutinio avevano preso la via di casa la ripetizione della seconda votazione è stata rinviata alle 22, concedendo un margine di tempo per tornare in aula a Roma. Di seguito i risultati della votazione annullata:

Nome Voti
Giulio Andreotti 155
Franco Marini 159
Roberto Calderoli 1
Schede bianche/Altri 4
Schede nulle/contestate 3

I dati sopra riportati s’intendono ufficiosi in quanto, non essendo stata ragiunta un’intesa all’interno della Commissione di scrutinio sull’attribuzione di alcuni voti riportanti la dizione “Francesco Marini”, i risultati non sono stati ufficializzati e la votazione è stata dichiarata nulla con conseguente ripetizione della stessa.
La seconda chiama per l’elezione del Presidente del Senato, durante la quale si sono verificati in aula momenti di disordine, tanto da costringere il Presidente provvisorio a sospendere la seduta, ha portato al seguente risultato:

Nome Voti
Giulio Andreotti 155
Franco Marini 161
Schede bianche 5
Schede nulle/contestate 1

Poiché nessun senatore ha raggiunto il quorum richiesto, pari a 162 preferenze, il Presidente provvisorio ha aggiornato la seduta a domani, 29 aprile, per il terzo scrutinio.

Durante la seduta numerosi senatori della Casa delle Libertà hanno avuto parole dure sia con il presidente pro-tempore del Senato, sia con la sinistra, poiché, a differenza di quanto accaduto nella votazione delle 16:30, un voto espresso per Francesco Marini è stato questa volta assegnato a Franco Marini. La sinistra ribatte asserendo che tale voto in ogni caso non è stato decisivo.

Fonti[]

Notizie correlate[]

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Insediato il nuovo Parlamento

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Insediato il nuovo Parlamento

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28 aprile 2006

Bandiera italiana

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Hanno riaperto le porte, oggi, la Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica. Hanno preso, infatti, il via i lavori della XV legislatura della storia repubblicana.

Camera dei deputati[]

La presidenza provvisoria dell’assise è stata affidata all’on. Fabio Mussi, in quanto unico vicepresidente della precedente legislatura rimasto in carica (gli altri vicepresidenti erano Alfredo Biondi e Clemente Mastella, entrambi eletti al Senato, e Publio Fiori, non eletto all’ultima tornata elettorale).
Osservato un minuto di silenzio in commemorazione dei caduti di Nassiriya e insediato l’Ufficio di presidenza provvisorio, la seduta è stata sospesa per consentire alla Giunte per le elezioni provvisoria di verificare la posizione dei deputati eletti in più circoscrizioni. Terminato questo lavoro, il Presidente provvisorio ha provveduto ad integrare il numero dei Deputati, proclamenti eletti i subentranti di coloro che hanno optato.
Da poco è iniziata la prassi elettorale per l’elezione del Presidente, che ha luogo a scrutinio segreto. Nella prima votazione, è richiesto un quorum pari a 2/3 dei componenti dell’Assemblea (420 preferenze). Per il secondo e terzo scrutinio il quorum è pari a 2/3 dei votanti, computando tra questi ultimi anche le schede bianche. Per gli eventuali scrutini successivi il quorum sarà abbattuto al 50% dei votanti, anche in questo caso computando anche le schede bianche.
Ciascun deputato è chiamato ad esprimere il proprio voto all’interno di una cabina montata tra lo scranno della presidenza ed il banco del governo. All’uscita dalla cabina, il deputato depone la propria scheda in un’urna.
Raggiunta la maggioranza prevista dal Regolamento dell’Aula, il Presidente provvisorio si recherà dal Presidente eletto, per comunicargli formalmete l’avvenuta elezione. Il neo Presidente assumerà la presidenza della seduta, pronuniato un discorso di insediamento.

Senato della Repubblica[]

La presidenza provvisoria del Senato è stata assunta dal senatore a vita Oscar Luigi Scalfaro, poiché la senatrice più anziana, Rita Levi-Montalcini, cui sarebbe spettato l’onore di presiedere i lavori, ha rinunciato all’incarico.
Anche a Palazzo Madama si è osservato un minuto di silenzio. Poi, il senatore Scalfaro ha dovuto far fronte alla protesta del leader radicale Marco Pannella il quale, dalla tribuna del pubblico, ha rumorosamente contestato i lavori ed è stato invitato ad abbandonare l’aula.
Terminate le procedure preliminari – analoghe a quelle previste per la Camera – è iniziata anche al Senato la prassi per l’elezione del nuovo Presidente. Nei primi due scrutini il quorum è pari a 162 senatori (su 322). Al terzo scrutinio sarà sufficiente raccogliere il voto di almeno il 50% dei presenti. In caso di necessità, alla quarta votazione si procederà al ballottaggio tra i due senatori che hanno ottenuto il maggior numero di voti al terzo scrutinio. In caso di parità, è eletto (o entra in ballottaggio) il candidato più anziano d’età.

Notizie correlate[]

  • 28 aprile: prima seduta del nuovo Parlamento
  • Scrutini del 28 aprile per l’elezione dei Presidenti di Camera e Senato

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April 21, 2006

Prodi: presidenze delle Camere entro lunedì

Prodi: presidenze delle Camere entro lunedì

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21 aprile 2006

Bandiera italiana

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“In un paio di giorni prenderò le decisioni che mi sono state richieste”: con queste parole, il leader dell’Unione Romano Prodi è intervenuto sull’annoso problema delle candidature per la presidenza di Camera e Senato. Propedeutico allo scioglimento del nodo è stato l’incontro di stamattina tra il Professore e Massimo D’Alema, nonché il colloquio, previsto per questa sera, con il leader di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti.

Sulle ipotesi di composizione del nuovo Esecutivo, Prodi ha affermato che il ministero dell’Economia a Tommaso Padoa-Schioppa “è certamente una delle ipotesi, seria e meditata”, precisando: “Io il Governo lo faccio come una squadra intera: non c’è nessun posto prefissato o deciso prima che tutta la squadra sia completa”.

Direzione DS e Consiglio nazionale UDC[]

Di “crescita del partito alle elezioni” ha parlato Piero Fassino, aprendo i lavori della Direzione DS, che si svolgono a porte chiuse.
“L’Udc è chiamata ad assumere il ruolo di opposizione nazionale: inflessibile e senza sconti sulle questioni etiche, la famiglia, la vita e i valori cristiani ma responsabile sul piano della politica estera e delle istituzioni come quanto è avvenuto in passato”: con queste parole Pierferdinando Casini si è rivolto ai Consiglieri nazionali dell’Udc, aggiungendo: “Non combattiamo nemici ma avversari politici, di fronte a noi non abbiamo il male ma rivendichiamo di essere diversi da loro”.

Fonte[]

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April 19, 2006

Prodi: Unione ha diritto di governare

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Prodi: Unione ha diritto di governare

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19 aprile 2006

Bandiera italiana

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Dopo la sentenza della Corte di Cassazione, che ha controllato i voti espressi dall’elettorato durante le elezioni politiche del 9 e 10 aprile scorso, assegnando la vittoria al centrosinistra, Romano Prodi ha dichiarato che “chi vince ha il diritto e il dovere di governare. Ora – ha continuato il leader dell’Unione – lavoreremo per meritare la fiducia dei nostri elettori e per guadagnarci la fiducia di quanti hanno votato per l’altra coalizioneun governo forte.

Ma Silvio Berlusconi insiste: i conti si fanno con noi. Il centrodestra non ha intenzione di arrendersi senza dare battaglia. Giulio Tremonti ha espresso la volontà della propria coalizione di continuare sulla strada dei controlli, mentre Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, ha preso atto della decisione della Cassazione, ma ha ricordato che vi sono un milione di schede annullate che verranno ricontrollate. Più morbida la linea dell’Udc: Marco Follini ha dichiarato che Berlusconi deve lasciar stare gli azzeccagarbugli e puntare tutto sull’opposizione a livello politico. Intanto il ministro per gli italiani all’estero, Mirko Tremaglia, ha annunciato che un senatore eletto nelle fila dell’Unione sarebbe passato alla Casa delle libertà, facendo così mancare la maggioranza al centrosinistra.

Fonti

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La Cassazione conferma la vittoria dell\’Unione

La Cassazione conferma la vittoria dell’Unione

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19 aprile 2006

La Corte di Cassazione ha confermato la vittoria dell’Unione alle elezioni politiche, assegnando, per la Camera dei Deputati, alla coalizione guidata da Romano Prodi 19.002.598 voti e a quella di Silvio Berlusconi 18.977.843 voti.

Il premio di maggioranza è quindi da attribuire alla coalizione guidata da Romano Prodi. La differenza, inferiore ai 25.000 voti calcolati prima della verifica, è di 24.755 voti; alla Cdl sono stati assegnati 469 voti in più. I 44.589 voti conseguiti nella circoscrizione Lombardia 2 dalla lista “Lega per l’autonomia. Alleanza Lombarda. Lega pensionati”, contestati dall’ex ministro leghista Roberto Calderoli, sono stati conteggiati tra i voti attribuiti all’Unione.

La motivazione

Nel comunicato della Cassazione si legge (grassetto dell’autore):

«L’Ufficio elettorale centrale nazionale, in ordine alla come sopra determinata cifra elettorale nazionale della coalizione di liste collegate avente come unico capo Romano Prodi; avuto riguardo ai cosiddetti “reclami” pervenuti, alla nota trasmessa il 18 aprile 2006 dall’Ufficio elettorale circoscrizionale Lombardia 2 e alle contestazioni sollevate in varie sedi; visto il proprio provvedimento in data 16 marzo 2006, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 marzo 2006 n.64 (pagg.73-74), recante l’“elenco dei collegamenti ammessi all’elezione della Camera dei deputati”; esaminati gli atti e, in particolare, l’estratto del verbale trasmesso dal predetto Ufficio elettorale circoscrizionale Lombardia 2;

OSSERVA

Il dianzi menzionato provvedimento del 16 marzo 2006 è stato adottato applicando le norme di cui agli artt.14 e segg. D.P.R. 30 marzo 1957 n.361 e successive modifiche e integrazioni, le quali non prevedono tra i requisiti di ammissibilità di una lista e del suo, eventuale, collegamento in una coalizione quello della presentazione in una pluralità di circoscrizioni elettorali, sicché deve ritenersi consentito che una lista possa essere presentata e possa collegarsi in una coalizione anche se la relativa presentazione avvenga in una sola circoscrizione.
Ne consegue che l’art.83 n.1 e n.2 del D.P.R. n.361/1957 citato, nella parte in cui prevede che l’Ufficio elettorale centrale nazionale determina la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista e di ciascuna coalizione sommando – con riferimento alla cifra elettorale nazionale di ciascuna lista – le cifre elettorali circoscrizionali conseguite nelle singole circoscrizioni dalle liste aventi il medesimo contrassegno, va interpretato nel senso che a tale somma si procede nell’eventualità della presentazione della lista in più circoscrizioni, ma non nel senso che non si debba tener conto dei voti conseguiti da una lista che si sia presentata in una sola circoscrizione. D’altronde, ogni procedimento, e quindi anche il procedimento elettorale, deve intendersi assoggettato al principio di economia, per il quale ciascun atto è logicamente preordinato all’atto o alla serie di atti successivi, con la conseguenza che non è concepibile l’adozione di atti inutili rispetto alla fase successiva. Pertanto, con riferimento alla fattispecie, è da escludere che il provvedimento contenente l’elenco dei collegamenti ammessi possa essere considerato inutile, come sarebbe nel caso in cui, ammessa prima delle elezioni la presentazione di una lista in una sola circoscrizione e il relativo collegamento in una coalizione, il voto espresso dagli elettori per quella lista e per quella coalizione venisse messo nel nulla in sede di somma delle cifre elettorali.
Va puntualizzato, da ultimo, che nessun argomento in senso contrario può trarsi dalle disposizioni collocate nella parte finale dell’art. 83, comma primo n.3 lett.a), del ridetto D.P.R.: esse hanno carattere di specialità poiché esprimono l’esigenza della rappresentanza parlamentare delle minoranze linguistiche e contengono criteri di computo della cifra elettorale nazionale del tutto specifici. Infatti la norma di legge considerata ha la finalità di adeguare il limite generale del cosiddetto sbarramento (2% dei voti validi espressi su base nazionale) alle liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute negli statuti speciali delle regioni, onde la norma medesima è estranea alla disciplina della presentazione delle liste contenuta, come detto, in una diversa sede del ripetuto D.P.R..
Alla stregua delle considerazioni sin qui svolte, si è ritenuto di dover determinare la cifra elettorale nazionale della coalizione avente come unico capo Romano Prodi tenendo conto anche dei 44.589 voti conseguiti nella circoscrizione Lombardia 2 dalla lista “Lega per l’autonomia. Alleanza lombarda. Lega pensionati”.»

Fonti

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