Malore improvviso, addio a Lucio Dalla

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

Montreux (Svizzera), giovedì 1 marzo 2012

Lucio Dalla (1943-2012)

Un grave lutto ha colpito questa mattina il mondo della musica: se n’è infatti andato, stroncato da un infarto, il cantautore bolognese Lucio Dalla.

Dalla si è sentito male nella sua stanza d’albergo di Montreux, località svizzera sul Lago di Ginevra dove aveva iniziato un giro di concerti che lo avrebbe portato in varie città d’Europa come Lugano, Ginevra, Basilea, Brema, Amburgo, Düsseldorf, Amsterdam, Parigi, Stoccarda e Monaco di Baviera, fino alla tappa conclusiva di Berlino.
Il cantautore avrebbe compiuto 69 anni tra pochi giorni, essendo nato a Bologna il 4 marzo 1943, come ricorda una sua famosa canzone degli anni settanta.
Solamente due settimane fa aveva partecipato al Festival di Sanremo, dove aveva accompagnato il giovane cantautore Pierdavide Carone.

La carriera di Dalla era iniziata nella metà degli anni sessanta, quando partecipò ad un’edizione del Festival di Sanremo. Tra i suoi successi più conosciuti, ricordiamo, oltre alla già citata 4-3-1943, Piazza grande, Anna e Marco, L’anno che verrà, Caruso, Vita (incisa assieme a Gianni Morandi), Se io fossi un angelo, Attenti al lupo e Canzone.

La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno: nulla, nei giorni scorsi, avrebbe infatti fatto presagire – secondo quanto riferito da persone vicine all’artista – il triste evento (“Stava bene” hanno detto).
Secondo quanto raccontato dal suo personale, Dalla aveva appena fatto colazione in albergo e si sarebbe trovato nel bagno della sua camera, quando è caduto a terra, colto da un malore improvviso: i soccorsi sono stati immediati, ma non ci sarebbe stato già più nulla da fare.
I primi a diffondere la notizia della scomparsa di Lucio Dalla sono stati i frati dell’Abbazia di San Francesco D’Assisi.

Comprensibile lo sconcerto tra i colleghi raggiunti dalla notizia.
Francesco De Gregori, con poca voglia di parlare, ha definito la scomparsa di Dalla “una perdita gravissima”. Roberto Vecchioni ha detto “Dalla era una grande persona, bravissima, simpatica”, mentre Jovanotti ha invece reagito così alla notizia: “Oh no… non posso crederci”. Il concittadino ed amico Gianni Morandi, l’ha invece definito un “amico grandissimo”, mentre Adriano Celentano ha detto “Da oggi il mondo è più buio”.
Reazioni sono arrivate inoltre non solo dal mondo della musica, ma anche da quello del cinema. Tra queste, vi è quella di Carlo Verdone, che si è detto orgoglioso di aver dedicato a Dalla negli anni ottanta il film Borotalco.
Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa di Lucio Dalla, definendolo “Un artista forte ed originale”.

Nel giorno in cui Lucio Dalla ha lasciato questo mondo, tornano alla mente, oggi più che mai, i versi di una sua famosa canzone, scritta nel 1986 e dedicata ad un altro grande artista, Enrico Caruso, versi che si possono forse considerare quasi come una filosofia di vita o una sorta di “testamento” del cantautore scomparso:

« Ma sì, è la vita che finisce, ma lui non ci pensò poi tanto,
anzi si sentiva già felice e ricominciò il suo canto. »


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.