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September 19, 2018

Formigoni condannato in appello

Formigoni condannato in appello – Wikinotizie

Formigoni condannato in appello

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mercoledì 19 settembre 2018

Formigoni nel 2012

Condanna massima per corruzione, come voluto dalla procura generale: l’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni è stato condannato a 7 anni e 6 mesi per il Caso San Raffele-Maugeri.

Formigoni avrebbe favorito i due enti con delibere di giunta per circa 200 milioni di rimborsi pubblici, ricevendo in cambio l’uso di yacht, oltre a vacanze e cene. Non solo: in caso di conferma della condanna in Cassazione, sarà interdetto in perpetuo dai pubblici uffici. Cade invece l’accusa di associazione a delinquere.

Condannati insieme all’ex presidente anche l’ex direttore amministrativo della Maugeri, Costantino Passerino (7 anni e 7 mesi) e Carlo Farina, imprenditore (3 anni e 4 mesi).

Reazioni[]

L’avvocato Mario Brusa, uno dei legali di Formigoni, ha commentato solamente: “Sono rimasto senza parole, non ho parole”.

Fonti[]

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September 7, 2012

Nicole Minetti, primo giorno di lavori consiliari dopo la pausa estiva

Nicole Minetti, primo giorno di lavori consiliari dopo la pausa estiva

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venerdì 7 settembre 2012

Ieri, 6 settembre, è ripresa l’attività dei rappresentanti eletti al Consiglio regionale della Lombardia, dopo la pausa per le vacanze estive. La data segnava anche il ritorno alla politica attiva di Nicole Minetti, l’ex igienista dentale folgorata dalla passione politica nel 2010. Il rientro di Nicole avviene dopo un’estate che l’aveva vista costantemente sotto l’obiettivo dei paparazzi e nel mirino del gossip , soprattutto grazie alla sua relazione sentimentale con Fabrizio Corona, divo delle cronache mondane e delle platee televisive e mediatiche. Su di lei, e sul suo futuro politico e professionale, erano fiorite inoltre numerose indiscrezioni, condite anche da qualche polemica.

La vicenda delle dimissioni annunciate e poi smentite[]

Fabrizio Corona, protagonista del gossip estivo sulla Minetti.

Negli utlimi tempi, infatti, La Minetti aveva dovuto fronteggiare le forti pressioni di chi, all’interno del suo stesso schieramento di centro destra, ne sollecitava a gran voce le dimissioni. Tra questi, anche esponenti ai massimi livelli, come il segretario Angelino Alfano, che temevano danni all’immagine del partito dopo l’appannamento subito dalla brillante figura di Nicole Minetti a seguito degli opachi strascichi giudiziari dello Rubygate, nel quale la donna è rimasta coinvolta insieme a Emilio Fede e Lele Mora.

Questa insistente moral suasion l’aveva inizialmente spinta a cedere, e a formulare una promessa di imminenti dimissioni. Questo abbandono, aveva promesso, sarebbe avvenuto prima, comunque, della discussa maturazione del diritto al vitalizio che la Lombardia riserva ai consiglieri regionali anche alla loro prima esperienza politica.

Qualcosa deve invece averla indotta a una clamorosa retromarcia, pochi giorni fa, quando, al settimanale Diva e Donna, ha dichiarato di non voler lasciare il Pirellone, motivando questo attaccamento alla carica politica con l’amore per le idee di libertà propugnate da Silvio Berlusconi, notoriamente suo mentore.

Il rientro al Pirellone[]

Il Presidente della Giunta lombarda, Roberto Formigoni

Per questo, il suo ritorno ai lavori consiliari era atteso con molta trepidazione dalle testate di informazione, che le hanno riservato un’accoglienza degna di un vero e proprio evento, la cui copertura ha visto il dispiegamento di un nutrito plotone di oltre 40 tra cronisti, fotografi e cameraman, tutti assiepati al piano terra del Pirellone in attesa della sua venuta, trattenuti da un cordone di addetti.

Tuttavia, l’ansia mediatica di rivelazioni eclatanti da parte della donna politica è andata in buona parte delusa, dal momento che la Minetti, assediata dai giornalisti, si è mantenuta su uno stretto riserbo.

Il regolamento ad personam anti-paparazzi[]

Deludente è stata anche la copertura dell’evento in termini fotografici e televisivi. I cronisti e gli operatori in attesa, infatti, hanno avuto l’amara sorpresa di scoprire che, proprio a partire da ieri, è entrato in vigore un nuovo regolamento, voluto dall’Ufficio di presidenza di Roberto Formigoni, che mette in “castigo” paparazzi e cineoperatori, ai quali, d’ora in poi, sarà vietato introdurre attrezzature fotografiche e da ripresa all’interno della buvette.

La misura restrittiva è stata percepita dagli addetti ai lavori come una sorta di disposizione ad personam a beneficio di Nicole Minetti. Quest’ultima, però, appositamente interrogata mentre si dirigeva al proprio seggio consiliare, si è schernita negando ogni collegamento tra l’atto amministrativo regolamentare dell’Ufficio di presidenza e la sua persona: «Non credo l’abbiano fatto per me, siamo in 80…».

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Fonti[]

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