Wiki Actu it

July 26, 2015

Romania, torturatore del regime di Ceaușescu condannato a 20 anni di carcere

Filed under: Europa,Giustizia e criminalità,Pubblicati,Romania,Tortura — admin @ 5:00 am

Romania, torturatore del regime di Ceaușescu condannato a 20 anni di carcere

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

domenica 26 luglio 2015

Ha quasi 90 anni colui che è stato condannato l’altro ieri per crimini contro l’umanità in Romania, Alexander Vişinescu, ex direttore del carcere di Ramnicu Sarat che esistette dal 1945 al 1989.

La Corte d’Appello di Bucarest aveva iniziato il processo a suo carico 10 mesi fa, in particolare le accuse rivolte a lui erano di aver ordinato la morte di numerosi prigionieri politici negli anni in cui diresse il suo carcere tra il 1956 e il 1963. La sentenza definitiva è stata emessa il 24 luglio 2015 dalla giudice Carmen Veronica Găină che condanna l’imputato a di 20 anni di carcere, una pena “leggera”, visto che il recente codice penale romeno prevede, per crimini simili, minimo più di 25 anni di carcere. Il condannato dovrà comunque risarcire i familiari delle vittime

Nicolae Ceaușescu governò con metodi totalitari la Romania dal 1965 al 1989 quando l’esercito, dopo un processo lampo, lo condannò alla pena capitale e lo giustiziò. Dopo una transizione da un governo comunista a uno capitalista, nel 1996 la Romania divenne uno stato democratico, sebbene continui a presentare difetti nel garantire la libertà di stampa.

Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

October 15, 2010

Paraguay: video shock rivela violento accanimento della polizia su un 13enne

Paraguay: video shock rivela violento accanimento della polizia su un 13enne

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

Paraguay, venerdì 15 ottobre 2010
Paraguay. Il video è stato diffuso da pochi giorni ma i fatti di cui esso è testimone si riferiscono a una vicenda di violazione dei diritti umani risalente al periodo maggio-giugno 2010, trapelata solo ora.

Un minorenne di appena tredici anni, fermato per un furto di minimo valore, subisce la violenza selvaggia e gratuita di un poliziotto. Il fatto è accaduto a Bañado Tacumbú, un barrio della capitale Asunción. Nel filmato si assiste a un vero e proprio pestaggio ai danni di un minore inerme e impaurito, in ciabatte, semi-scalzo, le mani ammanettate dietro la schiena.

Il documento, che ha fatto il giro dei mass-media di tutto il mondo, ha generato ovunque scalpore e scandalo

Il ministro del’interno dello stato sudamericano, Rafael Filizzola, ha espresso la ferma condanna del governo, affermando comunque che il responsabile del’episodio sarebbe già stato perseguito e punito, per tortura e lesioni fisiche, prima ancora prima che l’episodio giungesse all’attenzione mediatica.

Dalle parole del locale commissario di polizia, si apprende poi che sono in corso indagini anche sull’autore delle riprese: questi, pur venuto a conoscenza delle violenze perpetrate, sarebbe colpevole per non averle prontamente denunciate alle autorità competenti.


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

September 11, 2010

Swaziland, il premier annuncia: \”Torturerò i dissidenti\”

Swaziland, il premier annuncia: “Torturerò i dissidenti”

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

Nello Swaziland, guidato dal re Mswati III, criticato più volte per la sua vita lussuosa, vige ancora la monarchia assoluta.

sabato 11 settembre 2010
Ogni dissidente verrà torturato, «anche contro gli stranieri che cercano di interferire negli affari interni del regno». È questa la linea adottata dal governo dello Swaziland e ribadita dal primo ministro Barnabas Sibusiso Dlamini. In particolare verrà usata lo sipakatane, la percussione delle palme dei piedi con un bastone chiodato fino a che non si rende paralizzata la vittima.

Decine di attivisti sono stati ancora arrestati dalla polizia durante le proteste e 33 membri dei sindacati sudafricani espulsi.

«Bisogna essere veramente sadici per ideare una tale forma di tortura nei confronti di persone innocenti», ha affermato un portavoce di Swaziland Solidarity Network, movimento per la democrazia.


Articoli correlati[]

  • «50 arrestati durante una protesta per la democrazia in Swaziland» – Wikinotizie, 8 settembre 2010

Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

Powered by WordPress