Altra strage sul lavoro: Molfetta, 5 vittime

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Molfetta, mercoledì 5 marzo 2008

Nonostante le prime notizie riguardanti un miglioramento, anche il quinto operaio rimasto intossicato lunedì nell’autocisterna è deceduto. Quest’ennesima strage sul lavoro sembra uguale e diversa al tempo stesso da tutte le altre. Come a Marghera le vittime sono state soffocate da esalazioni tossiche, come a Torino si è trattato di una strage che ha sterminato un intero gruppo di lavoratori, tranne uno. Come a Marghera qualcuno è morto per tentare, purtroppo invano, di salvare qualcun altro.

Dopo che uno degli operai è caduto accidentalmente nell’autocisterna in fase di lavaggio, gli altri hanno cercato di salvarlo e uno dopo l’altro si sono calati nella cisterna. Li hanno ritrovati così, ammucchiati gli uni sugli altri. La foto di una delle vittime, scarponi da lavoro e una mano forte da lavori pesanti che spuntavano da sotto il lenzuolo bianco con cui era stato coperto, campeggiava ieri su molti siti internet. Anche qui un unico superstite, che ha cercato di salvare gli altri compagni, ma prima di calarsi nella cisterna è svenuto per le esalazioni. Riguardo alla causa, non è ancora chiaro se il semplice zolfo segnalato come carico sia realmente l’unica sostanza pericolosa presente. Quello che è certo è che la bolla di carico dichiarava il contenuto come estremamente tossico. Forse vi era anche del cloro.

Differentemente dalla Thyssen-Krupp e da tante altre tragedie similari, avvenute anche oggi, questa era una piccola azienda. Il titolare della Truck Center, Vincenzo Altomare, è stato avvisato subito dai suoi dipendenti, ha chiamato via telefono i pompieri ed è corso all’officina. Anche lui figura fra le vittime. Quello che è certo è che nessuno di loro aveva un autorespiratore e nemmeno una maschera protettiva, cosa che avrebbe presumibilmente potuto salvarne la vita. Quando Michele Tasca è morto stamattina aveva i polmoni bruciati dalle sostanze velenose respirate. Per tragico che possa essere, avrebbe compiuto proprio oggi 20 anni. Gli altri sono Guglielmo Mangano di 44 anni, Biagio Sciancalepore di 24 e Luigi Farinola di 37.

Il presidente del consiglio Romano Prodi è arrivato in Puglia. «famiglie di lavoratori, modeste, con problemi per il futuro. Il Paese deve essere vicino a loro» ha detto. Nel frattempo la Procura di Trani lavora sull’ipotesi di omicidio colposo plurimo, ma ancora contro ignoti. Il decreto attuativo del testo unico di sicurezza sul lavoro è previsto per giovedì. Prevede anche carcere per un massimo di due anni in caso di gravi inadempienze in aziende a rischio. Confindustria, nella persona di Maurizio Beretta (direttore generale), si oppone fermamente e considera inaccettabile e troppo ‘dura’ questa riforma che prevede pene detentive fino a 2 anni, nonostante che il dirigente della Thyssen Krupp di Torino sia stato addirittura accusato di omicidio premeditato, caso in Italia senza precedenti.

Nel frattempo Beppe Grillo sul suo frequentato blog scrive un caustico post, in cui sostanzialmente critica la messinscena mediatica ogni qualvolta vi sia una tragedia sul lavoro.

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