Rugby, l’Italia a testa alta contro gli Springbok, perde 13-29

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Witbank, sabato 19 giugno 2010
Finisce 29-13 per il Sudafrica la prima delle due sfide previste contro l’Italia nel corso del tour estivo 2010 di quest’ultima.

L’incontro si svolge esattamente 11 anni dopo quel 19 giugno 1999, giorno più nero del rugby azzurro: l’avversario fu allora lo stesso, e ad allenarlo era quel Nick Mallett che oggi guida l’Italia: il clima italiano era diverso, l’era di Georges Coste era ormai giunta al termine, e dopo aver guadagnato con prove esaltanti (vittorie su Irlanda, Scozia e soprattutto Francia) l’accesso al Sei Nazioni, la squadra si era logorata: gli Springbok si imposero 101-0, punteggio che tuttora costituisce la peggiore sconfitta della Nazionale italiana, e nel successivo campionato del mondo la Nuova Zelanda mise a segno analogo punteggio, che non costituì record negativo eguagliato per l’Italia solo perché a ridurre lo scarto finale a -98 contribuirono 3 punti di Diego Domínguez su calcio piazzato.

Il capitano azzurro Parisse: per lui ritorno con meta

Undici anni più tardi la situazione è diversa, e l’Italia perde con il miglior passivo di sempre contro i sudafricani, 16 punti. Mallett mette in campo una squadra il cui punto di forza è, come al solito, la prima linea (Perugini, Ghiraldini e Castrogiovanni) e con il rientrante capitano Sergio Parisse (fuori dai test match di novembre per infortunio al ginocchio) in terza centro.

Nella prima frazione di gioco l’Italia tiene bene, e trova anche i tre punti poco prima del quarto d’ora, con un piazzato di Mirco Bergamasco; poco dopo è Morne Steyn a pareggiare il conto, e la seconda metà del primo tempo è tutta sudafricana: meta di Habana al 18′; Castrogiovanni si scopre fuori giornata e Mallett tenta di correre ai ripari facendo entrare al suo posto Lorenzo Cittadini; ma la mossa non frena il Sudafrica, che va in meta con Louw 31′ e lo stesso Steyn al 39′, con due trasformazioni su tre: 22-3 all’intervallo, che diventa 29-3 dopo la meta di Kirchner al 49′.

Il 29-3 come scarto è equivalente al 26-0 inflitto dagli Springbok due anni prima agli azzurri, nel corso del primo tour assoluto targato Mallett, con la differenza che oggi mancavano ancora 31 minuti da giocare: ma il tabellino dei sudafricani non si muoverà più fino alla fine. Anzi, è l’Italia a reagire e a riportarsi dapprima sotto di 19 (quando mancano 17′ alla fine) con una meta del capitano ritrovato Parisse, poi trasformata da Bergamasco per il 10-29 e, successivamente, ad accorciare ancora al 69′ quando di nuovo Bergamasco mette dentro tre punti tra i pali per il 13-29 definitivo: gli ultimi minuti vedono l’Italia rinunciare ai pali su punizione per cercare la seconda segnatura (alla fine le mete saranno quattro a una per i sudafricani) e chiudere in attacco con due mischie a distanza ravvicinata dalla linea di meta.

Il passivo finale è di 16 punti, che conferma la buona tenuta dell’Italia: dal primo test match tra le due Nazionali sono passati quasi 15 anni (l’esordio assoluto fu allo Stadio Olimpico di Roma, e i campioni del mondo 1995 vinsero 40-21) e nove incontri, tutti vinti dal Sudafrica, ma quella odierna è la miglior sconfitta azzurra, che migliora proprio il -19 del novembre 1995.

Negli altri incontri dei vari tour europei nell’Emisfero Sud, a Sydney l’Inghilterra, nel giorno del lutto per la scomparsa di un suo storico capitano, Andy Ripley, riscatta la sconfitta 17-27 di una settimana fa a Perth e batte l’Australia 21-20: a segnare il punto decisivo, la punizione che ha ribaltato il risultato, ancora una volta Jonny Wilkinson, che in quello stesso stadio, sette anni fa, diede agli inglesi la Coppa del Mondo proprio battendo gli Wallabies; a Dunedin gli All Blacks infliggono una dura lezione al Galles battendolo 42-9 (27 punti dell’apertura Dan Carter; ieri una scarsamente convincente Francia ha vinto a La Plata contro l’Argentina A per 37-14.


Il tabellino[]

Witbank (Sudafrica), Puma Stadium, 19 giugno 2010, ore 15 CET

SUDAFRICAITALIA 29-13 (22-3)

Marcatori: 13′ e 69′ Mirco Bergamasco c.p.; 15′ M. Steyn c.p.; 18′ Habana mt (M. Steyn tr); 31′ Louw mt; 39′ M. Stein mt (M. Steyn tr); 49′ Kirchner mt (M. Steyn tr); 63′ Parisse mt (Mirco Bergamasco tr)

SUDAFRICA: Kirchner, Aplon, Jean de Villiers, James, Habana, M. Steyn, Januarie, Spies, Potgieter, Louw, Matfield (c), Botha, du Plessis, Ralepelle, Steenkamp.
A disposizione: Maku, Van der Linde, Hargreaves, Kankowski, Pienaar, de Jongh, Basson.
Allenatore: Peter de Villiers.

ITALIA: McLean; Robertson, Masi, Pratichetti, Mirco Bergamasco; Gower, Tebaldi; Parisse (c), Zanni, Favaro; Geldenhuys, Bernabò; Castrogiovanni, Ghiraldini, Perugini.
A disposizione: Ongaro, Cittadini, Bortolami, Derbyshire, Picone, Bocchino, Canale.
Allenatore: Nick Mallett

ARBITRO: Small (Inghilterra)

SOSTITUZIONI: 18′ Cittadini per Castrogiovanni; 50′ Bortolami per Bernabò; 51′ van der Linde per du Plessis; 57′ Ongaro per Ghiraldini; 58′ Masi per Canale; 64′ Pienaar e de Jongh per M. Steyn e Januarie, e Derbyshire per Favaro; 74′ Basson e Kankowski per Kirchner e Potgieter; 79′ Maku per Ralepelle.

AMMONIZIONI: 53′-63′ James.

Fonti[]


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