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May 7, 2008

Il Presidente Napolitano incarica Berlusconi di formare il governo, già annunciati i ministri

Il Presidente Napolitano incarica Berlusconi di formare il governo, già annunciati i ministri

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mercoledì 7 maggio 2008

Silvio Berlusconi al termine dell’incontro con Giorgio Napolitano (fonte quirinale.it)

Il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano ha incaricato il capo della nuova maggioranza di centro-destra, Silvio Berlusconi, di formare il nuovo governo. Si tratta del quarto guidato dal Cavaliere.

Già annunciati al Quirinale dal leader del PdL i ministri dell’esecutivo Berlusconi IV: Franco Frattini agli Esteri, Roberto Maroni agli Interni, Angelino Alfano alla Giustizia, Ignazio La Russa alla Difesa, Giulio Tremonti all’Economia, Claudio Scajola allo Sviluppo economico, Luca Zaia alle Politiche agricole, Stefania Prestigiacomo all’Ambiente, Altero Matteoli alle Infrastrutture, Maurizio Sacconi al Lavoro, Sandro Bondi alla Cultura, Maria Stella Gelmini all’Istruzione.

Il nuovo governo avrà 4 donne ministro su 21 totali, mentre lo scorso esecutivo ne aveva 6 su 25. La percentuale di donne nel governo Berlusconi sarà dunque del 19%, contro il 24% del Governo Prodi II. Delle 4 donne, 2 avranno un ministero con portafoglio, mentre le altre due senza portafoglio.

La fiducia all’esecutivo verrà votata martedì alla Camera dei Deputati e mercoledì al Senato della Repubblica. Domani ci sarà il giuramento nelle mani del Capo dello Stato.

Tutti i nuovi ministri

Ministero Ministro Partito
Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi Il Popolo della Libertà/Forza Italia
Sottosegretario al Consiglio dei Ministri Gianni Letta Il Popolo della Libertà/Forza Italia
Ministero degli Affari Esteri Franco Frattini Il Popolo della Libertà/Forza Italia
Ministero dell’Interno Roberto Maroni Lega Nord
Ministero dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti Il Popolo della Libertà/Forza Italia
Ministero della Difesa Ignazio La Russa Il Popolo della Libertà/Alleanza Nazionale
Ministero della Giustizia Angelino Alfano Il Popolo della Libertà/Forza Italia
Ministero dello Sviluppo Economico Claudio Scajola Il Popolo della Libertà/Forza Italia
Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Luca Zaia Lega Nord
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini Il Popolo della Libertà/Forza Italia
Ministero del Lavoro, della Salute e della Politiche sociali Maurizio Sacconi Il Popolo della Libertà/Forza Italia
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli Il Popolo della Libertà/Alleanza Nazionale
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo Il Popolo della Libertà/Forza Italia
Ministero per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi Il Popolo della Libertà/Forza Italia
Riforme per il Federalismo (Ministero senza portafoglio) Umberto Bossi Lega Nord
Pubblica amministrazione e Innovazione (Ministero senza portafoglio) Renato Brunetta Il Popolo della Libertà/Forza Italia
Rapporti con il Parlamento (Ministero senza portafoglio) Elio Vito Il Popolo della Libertà/Forza Italia
Semplicazione normativa (Ministero senza portafoglio) Roberto Calderoli Lega Nord
Rapporti con le Regioni (Ministero senza portafoglio) Raffaele Fitto Il Popolo della Libertà/Forza Italia
Politiche Comunitarie (Ministero senza portafoglio) Andrea Ronchi Il Popolo della Libertà/Alleanza Nazionale
Pari Opportunità (Ministero senza portafoglio) Mara Carfagna Il Popolo della Libertà/Forza Italia
Attuazione del Programma (Ministero senza portafoglio) Gianfranco Rotondi Il Popolo della Libertà/Democrazia cristiana per le autonomie
Politiche per i giovani (Ministero senza portafoglio) Giorgia Meloni Il Popolo della Libertà/Alleanza Nazionale


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April 19, 2008

Elezioni politiche italiane 2008: un\’analisi sociologica

Elezioni politiche italiane 2008: un’analisi sociologica

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sabato 19 aprile 2008

A pochi giorni dalle elezioni politiche in Italia, alcune fondamentali domande riguardo i risultati, per molti aspetti clamorosi, hanno ottenuto una parziale risposta, grazie all’analisi di Consortium per RAI e SKY TG24. Ecco come le varie categorie hanno risposto al voto, e come i flussi ne sono stati originati. Molte illazioni e analisi sono in verità rimaste confermate: lo spostamento dei voti dalla sinistra alla Lega Nord, la vittoria del PdL in settori e categorie già affezionate ai partiti d’origine. Quest’analisi, notare bene, riguarda nel dettaglio i partiti andati in Parlamento. Gli altri, inclusa la Sinistra – l’Arcobaleno, sono inclusi nella voce ‘altri partiti’.

  • Commercianti e artigiani: il PdL ha ottenuto grande consenso in questa categoria, con il 51,9%, ma anche la Lega ha ottenuto un congruo 13%. Forse quest’ultimo risultato è la vera sorpresa tra lo schieramento di centrodestra, visto che il grosso del PdL è pur sempre basato su Forza Italia. Ma il dato del Partito Democratico non è meno sconcertante: a fronte di numeri nel PdL non molto superiori alla media (non nel caso della Lega, superiore di circa il 50%), il Pd qui è franato dal 33,2% generale ad appena il 19,4%. Così la coalizione di centrodestra ha ottenuto il 64,9% contro il 45,7 generale, mentre il Pd è stato pressoché dimezzato. Non è chiaro quanto sia stato il consenso per l’Italia dei Valori;
  • Casalinghe: PdL popolare con il 47,9%, la Lega molto meno col 5,8%, totale che oltrepassa il Pd, fermo al 27,9% e l’IDV col 3,3. Situazione quindi a vantaggio del PdL, ma meno che nel caso della categoria precedente;
  • Imprenditori: non dovrebbe essere molto sorprendente che anche loro abbiano votato per la maggior parte il PdL con il 42,5%, ma va decisamente bene anche alla Lega col 10,5%. Il Pd non convince pienamente ma incassa un 30%, l’IDV appena sopra la media generale arriva al 4,3;
  • Operai: decisamente una sorpresa invece da parte operaia: 37% per il PdL, ma sopratutto 11,3% per la Lega. Il Pd ha incassato solo il 29,4%, ben 8 punti scarsi in meno del PdL, altri partiti tra cui la Sinistra Arcobaleno hanno attirato il 12,5% contro la media dell’11,1;
  • Titoli di studio superiore: Lega e PdL hanno ottenuto il 44,2% contro il 34,3% del Pd e il 4,7 per IDV;
  • Studenti: qui il Pd ottiene un consenso superiore alla media: 36,4 contro 31,9% del PdL, mentre la Lega ha ottenuto solo il 7,6%;
  • Impiegati: questa categoria ha scelto per il 38% il Pd e un altro 5,3 all’IDV. Non stupirà che qui il PdL è arretrato, ma comunque non di molto, rispetto alla media nazionale, ottenendo pur sempre un 30,6%, la Lega perde invece poco, lo 0.8% rispetto alla media nazionale, attestandosi al 7.5%.

In definitiva, questi dati dicono che il Pd non ha sfondato tra gli operai, anzi è stato staccato nettamente dal PdL. Che del resto molti di loro erano intenzionati a votare Lega, magari provenendo direttamente dalla Sinistra storica era stato già detto e ipotizzato. La proposta PD non ha convinto loro, non è piaciuta a commercianti e liberi imprenditori, mentre tra i giovani e gli impiegati è stata apprezzata.

La Sinistra Arcobaleno, comunque, è stata certamente la causa maggiore di sommovimento: i partiti che la componevano avevano ottenuto, nel 2006, oltre il 10% dei voti, ma scendendo al 3% circa, con un’affluenza non molto inferiore rispetto al passato, hanno liberato voti che hanno raggiunto maggiormente il cdx, e chi in questo ha ottenuto di più è stata certo la Lega, cresciuta di diversi punti percentuali già nel conteggio nazionale. Predominante in Veneto, estende la sua influenza nelle altre regioni del Nord fino all’Emilia-Romagna, arrestandosi in Toscana e Umbria.

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Elezioni politiche italiane 2008: un’analisi sociologica

sabato 19 aprile 2008

A pochi giorni dalle elezioni politiche in Italia, alcune fondamentali domande riguardo i risultati, per molti aspetti clamorosi, hanno ottenuto una parziale risposta, grazie all’analisi di Consortium per RAI e SKY TG24. Ecco come le varie categorie hanno risposto al voto, e come i flussi ne sono stati originati. Molte illazioni e analisi sono in verità rimaste confermate: lo spostamento dei voti dalla sinistra alla Lega Nord, la vittoria del PdL in settori e categorie già affezionate ai partiti d’origine. Quest’analisi, notare bene, riguarda nel dettaglio i partiti andati in Parlamento. Gli altri, inclusa la Sinistra – l’Arcobaleno, sono inclusi nella voce ‘altri partiti’.

  • Commercianti e artigiani: il PdL ha ottenuto grande consenso in questa categoria, con il 51,9%, ma anche la Lega ha ottenuto un congruo 13%. Forse quest’ultimo risultato è la vera sorpresa tra lo schieramento di centrodestra, visto che il grosso del PdL è pur sempre basato su Forza Italia. Ma il dato del Partito Democratico non è meno sconcertante: a fronte di numeri nel PdL non molto superiori alla media (non nel caso della Lega, superiore di circa il 50%), il Pd qui è franato dal 33,2% generale ad appena il 19,4%. Così la coalizione di centrodestra ha ottenuto il 64,9% contro il 45,7 generale, mentre il Pd è stato pressoché dimezzato. Non è chiaro quanto sia stato il consenso per l’Italia dei Valori;
  • Casalinghe: PdL popolare con il 47,9%, la Lega molto meno col 5,8%, totale che oltrepassa il Pd, fermo al 27,9% e l’IDV col 3,3. Situazione quindi a vantaggio del PdL, ma meno che nel caso della categoria precedente;
  • Imprenditori: non dovrebbe essere molto sorprendente che anche loro abbiano votato per la maggior parte il PdL con il 42,5%, ma va decisamente bene anche alla Lega col 10,5%. Il Pd non convince pienamente ma incassa un 30%, l’IDV appena sopra la media generale arriva al 4,3;
  • Operai: decisamente una sorpresa invece da parte operaia: 37% per il PdL, ma sopratutto 11,3% per la Lega. Il Pd ha incassato solo il 29,4%, ben 8 punti scarsi in meno del PdL, altri partiti tra cui la Sinistra Arcobaleno hanno attirato il 12,5% contro la media dell’11,1;
  • Titoli di studio superiore: Lega e PdL hanno ottenuto il 44,2% contro il 34,3% del Pd e il 4,7 per IDV;
  • Studenti: qui il Pd ottiene un consenso superiore alla media: 36,4 contro 31,9% del PdL, mentre la Lega ha ottenuto solo il 7,6%;
  • Impiegati: questa categoria ha scelto per il 38% il Pd e un altro 5,3 all’IDV. Non stupirà che qui il PdL è arretrato, ma comunque non di molto, rispetto alla media nazionale, ottenendo pur sempre un 30,6%, la Lega perde invece poco, lo 0.8% rispetto alla media nazionale, attestandosi al 7.5%.

In definitiva, questi dati dicono che il Pd non ha sfondato tra gli operai, anzi è stato staccato nettamente dal PdL. Che del resto molti di loro erano intenzionati a votare Lega, magari provenendo direttamente dalla Sinistra storica era stato già detto e ipotizzato. La proposta Pd non ha convinto loro, non è piaciuta a commercianti e liberi imprenditori, mentre tra i giovani e gli impiegati è stata apprezzata. La Sinistra Arcobaleno, comunque, è stata certamente la causa maggiore di sommovimento: i partiti che la componevano avevano ottenuto, nel 2006, oltre il 10% dei voti, ma scendendo al 3% circa, con un’affluenza non molto inferiore rispetto al passato, hanno liberato voti che hanno raggiunto maggiormente il cdx, e chi in questo ha ottenuto di più è stata certo la Lega, cresciuta di diversi punti percentuali già nel conteggio nazionale. Predominante in Veneto, estende la sua influenza nelle altre regioni del Nord fino all’Emilia-Romagna, arrestandosi in Toscana e Umbria.

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April 15, 2008

Berlusconi: per il prossimo governo una squadra snella

Berlusconi: per il prossimo governo una squadra snella

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martedì 15 aprile 2008

Flag of Italy.svg

Segui lo Speciale sulle Elezioni politiche italiane del 2008 su Wikinotizie.

Silvio Berlusconi durante una telefonata alla trasmissione mattutina di Rai Uno Uno Mattina ha affermato che il prossimo governo avrà una squadra snella, che non supererà le 60 unità, ed ha continuato:

«Entro la settimana faremo le scelte di governo. Ho tutto chiaro in testa, ma devo prima convocare tutti i protagonisti della mia parte politica per il dovuto rispetto».

Poi parlando a “Radio Anch’io” Berlusconi ha confermato che il nuovo vice-presidente del consiglio sarà Gianni Letta definendolo una persona «indispensabile nel governo», rara e “stimata da tutti”.

Il nuovo esecutivo sarà formato da 12 ministri con portafoglio e 3 senza, che avrà al suo interno “almeno 4 donne”. Il Cavaliere ha già definito alcuni nuovi ministri tra cui Giulio Tremonti per l’Economia, Stefania Prestigiacomo alle Pari opportunità e Lucio Stanca all’Innovazione, oltre al vice-premier. Per il resto, si sono fatte, fin’ora, solo delle ipotesi.

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Elezioni politiche italiane 2008, Piceno: Veltroni batte Berlusconi. UDC e SA bocciati

Elezioni politiche italiane 2008, Piceno: Veltroni batte Berlusconi. UDC e SA bocciati

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martedì 15 aprile 2008

La Provincia di Ascoli Piceno, dopo la giornata di ieri passata tra exit-poll poco affidabili, proiezioni e dati ufficiali che davano una parità tra i due partiti, alla fine, i dati definitivi hanno dato il Partito Democratico di Walter Veltroni vincente, sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica.

Per il Senato hanno votato 122.410 aventi diritto per un’affluenza dell’81,63%, mentre per la Camera si sono recati al voto 134.073 aventi diritto, con un’affluenza dell’82,03%.

È stato un testa a testa, ed ha visto la provincia divisa a metà, tra città di destra e di sinistra. Il dato alla Camera ha visto la coalizione di Walter Veltroni al 43,15% mentre quella di Silvio Berlusconi al 39,38%, con una UDC decisamente sotto le aspettative rispetto alle scorse elezioni (6,63%). A seguire, si è affermata sopra la Sinistra Arcobaleno (3,15%), La Destra che ha ottenuto il 3,61%. Per il Senato, il PD insieme all’Italia dei Valori ha ottenuto il 43,57%, mentre il Popolo della Libertà insieme alla Lega Nord ha ottenuto il 40,77%. A seguire, l’UDC con il 6,47% ed una debole Sinistra Arcobaleno, al 3,169%, seguita a ruota da La Destra con il 3,161%.

Nonostante i risultati non di certo convincenti, visti i dati dell’opposizione molto vicini, Mauro Gionni, coordinatore provinciale del Partito Democratico si è comunque complimentato con i giovani che hanno potuto contribuire alla realizzazione di una campagna elettorale, che ha potuto determinare il risultato finale.

Gli unici a rimanere a bocca asciutta, sono stati l’Unione di Centro e la Sinistra Arcobaleno fortemente in calo in questa provincia, rispetto al 2006.

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April 14, 2008

Elezioni politiche italiane 2008: i commenti dei politici sui risultati provvisori

Elezioni politiche italiane 2008: i commenti dei politici sui risultati provvisori

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lunedì 14 aprile 2008

Mentre continuano a giungere al Viminale i risultati delle operazioni di scrutinio compiute dagli oltre 61.000 Uffici elettorali di Sezione, iniziano ad essere diffusi i primi commenti dei politici su quella che pare delinearsi come una netta affermazione del Popolo delle libertà.

Veltroni telefona a Berlusconi

Il leader del Pd, Walter Veltroni, ha telefonato al candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi: «Come è prassi in tutte le democrazie occidentali, ho telefonato a Berlusconi per dargli atto della vittoria ed esprimergli l’augurio di un buon lavoro», ha dichiarato Veltroni. «Ora si apre una stagione di opposizione nei confronti di una maggioranza che avrà difficoltà a tenere insieme ciò che è. Non sappiamo quanto durerà, perché le differenze programmatiche permangono», ha aggiunto.

«La nostra sarà un’opposizione sul programma di una grande forza riformista ma rinnoviamo sin da subito la piena disponibilità ad affrontare immediatamente le riforme istituzionali necessarie di cui il Paese ha bisogno. Noi siamo partiti da un distacco a settembre di 22 punti e progressivamente sono stati recuperati in quella che continuo a definire una grande rimonta politica ed elettorale che ci consente oggi di portare in Parlamento e di insediare nel paese la più grande forza riformista che l’Italia abbia mai avuto»”, ha proseguito Veltroni.

Dal canto suo, Silvio Berlusconi – dopo aver sollevato nuovi dubbi sulla regolarità delle operazioni elettorali del 2006 – ha manifestato ampia apertura nei confronti dell’opposizione: «Siamo sempre stati aperti nei confronti dell’opposizione per lavorare assieme e ad accettare il loro voto, là dove i nostri provvedimenti anche loro li vedessero nell’interesse del Paese. Quindi non cambieremo nulla di questo nostro atteggiamento che è stato sempre aperto e dialogante».

Sulla formazione del nuovo Governo, Berlusconi ha dichiarato: «non ci vorrà molto tempo. Ho già parlato con Fini e Bossi. Ho già tutto in testa. Questa volta sarà tutto più facile, perché abbiamo bisogno di uomini esperti, che abbiano la conoscenza dei problemi del Paese e che possano mettersi immediatamente al lavoro». Tra i nuovi ministri, «le donne saranno almeno quattro», ha assicurato il Cavaliere.

Bossi (Lega)

Visibilmente stanco e soddisfatto per il risultato, il leader del Carroccio, Umberto Bossi, ha dichiarato: «Vado da Berlusconi a festeggiare e poi a casa a dormire». Bossi ha aggiunto: «La gente non ci ha dato il voto per andare a governare con la sinistra. Abbiamo vinto noi e governiamo noi. Ci aspettavamo questo risultato. Vedevamo le persone nelle piazze, l’impressione era che la gente ci voleva bene e così è stato».

Dini (Pdl)

Entusiasta il commento di Lamberto Dini: «Un risultato straordinario che conferma come i Liberaldemocratici abbiano interpretato correttamente quanto emergeva, soprattutto nei confronti del governo Prodi e della sinistra antagonista, dall’opinione pubblica italiana, contribuendo con coraggio e determinazione alla chiusura anticipata della legislatura e collocandosi poi senza esitazione nel Popolo della liberta».

Lombardo (MPA)

«Se il dato sarà confermato, voglio stare tra la mia gente. Domani farò una bellissima passeggiata, dove abito, alla meravigliosa fiera di piazza Carlo Alberto e poi in pescheria»: questo il commento del leader del Mpa, Raffaele Lombardo, che ha precisato: «Siamo stati percepiti dagli elettori come più capaci dei nostri avversari di far valere le ragioni e gli interessi del Mezzogiorno e della Sicilia».

Bersani (Pd)

Scettico sulla tenuta del nuovo Esecutivo il Ministro uscente dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani: «Noi abbiamo fatto un partito, loro per adesso hanno fatto una coalizione elettorale. Vedremo se alleanza c’è o non c’è».

Fassino (Pd)

«Il disagio sociale che abbiamo registrato nell’elettorato in campagna elettorale si è espresso soprattutto in un voto di protesta, che ha premiato per esempio la Lega. Lo stato di disagio si è canalizzato in sostanza su chi più ha cavalcato la protesta»: questo il commento di Piero Fassino.

Orlando (Idv)

Nelle proiezioni elaborate dal partito, l’Idv «triplicherebbe i propri consensi. Sarebbe un dato storico che contribuisce a una nuova fase della politica italiana», secondo il portavoce nazionale, Leoluca Orlando.

Casini (Udc)

«L’Udc ha retto la “botta”: nonostante il forte appello al cosiddetto voto utile abbiamo ottenuto un risultato davvero utile», ha dichiarato il candidato premier dell’Udc, Pierferdinando Casini, che ha proseguito: «A Berlusconi auguro di fare bene, perché l’Italia ha bisogno di un buon governo. Ma l’Udc non potrà votare la fiducia in Parlamento al governo Berlusconi: noi voteremo contro».

Cuffaro (Udc)

«Berlusconi ha vinto sia alla Camera che al Senato, è nelle condizioni di poter governare. Noi da parte nostra faremo opposizione costruttiva. Voteremo le leggi tutte le volte che le riterremo opportune. In ogni caso saremo delle sentinelle per tutelare le politiche a sostegno del Mezzogiorno»: questo il commento del Vicesegretario nazionale dell’Udc, Salvatore Cuffaro.

Santanchè (Destra)

«Gli italiani che credono nella destra ci sono»: è questo il dato sottolineato da Daniela Santanchè, candidata premier della Destra-Fiamma Tricolore, che ha proseguito: «Mi sento con un milione in più di responsabilità. I comunisti vengono cancellati dal Paese: c’è spazio a destra per costruire una forza di destra importante».

Boselli (PS)

Dure le parole del leader socialista, Enrico Boselli: «Grazie a Veltroni Berlusconi ha ottenuto due maggioranze blindate sia alla Camera che al Senato. Attendiamo la fine delle votazioni ma all’interno di questa durissima sconfitta della sinistra ci siamo pure noi. Non credo quindi che sarò più io a guidare ancora il partito».

Bertinotti (SA)

«La sconfitta è pesante e dobbiamo riconoscerla senza ipocrisie. Ma non sempre in politica quelli che vincono hanno ragione e quelli che perdono hanno torto. Ci sono delle sconfitte che possono insegnare più delle vittore a patto che ci si interroghi. Se abbiamo preso così pochi voti le prime responsabilità vanno ricercate nelle nostre azioni. Poi, certo, qualcuno può avere contribuito», ha dichiarato il candidato Presidente del consiglio della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti, che ha aggiunto: «La mia vicenda di direzione politica termina qui, purtroppo con una sconfitta».

D’Angeli (SC)

«Non ci aspettavamo un risultato disastroso per la Sinistra»: con queste parole ha commentato il voto la candidata premier della Sinistra Critica, Flavia D’Angeli, che ha proseguito: «Dal Pd ci aspettiamo che faccia un po’ di opposizione al Governo di centrodestra perché non vorremmo proprio che questo programma venisse applicato». Dura la critica della D’Angeli a Bertinotti: «Per dirla con una battuta, dove non era riuscito Occhetto è riuscito Bertinotti e quindici anni di storia di Rifondazione e della sinistra antagonista sono stati buttati al macero. Una sconfitta da addebitare al gruppo dirigente dell’Arcobaleno»

Fonti

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April 13, 2008

Elezioni politiche italiane 2008: sono iniziate le operazioni di voto

domenica 13 aprile 2008

Una scheda della Camera inserita nell’urna.

Alle 7 di stamani si sono aperte le urne per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Tra oggi e domani si svolgeranno anche le elezioni amministrative degli Enti locali interessati (431 Comuni, 9 Province e 2 Regioni a statuto speciale, il Friuli-Venezia Giulia e la Sicilia)

Si sono insediati ieri i 61.212 uffici elettorali di sezione, che hanno ricevuto il materiale necessario per la votazione e lo scrutinio.

Tanti i Presidenti sostituiti a Roma

Sono oltre 530 (su 2.600) i Presidenti di seggio sostituiti nella Capitale a causa della indisponibilità delle persone nominate dalla Corte d’appello. Tra i 530 “sostituti” sono presenti anche un’ottantina di ragazzi provenienti dalle tre università pubbliche romane, il cui nominativo è stato attinto da un elenco richiesto dal Commissario straordinario della città, il prefetto Mario Morcone, ai Rettori, contenente studenti iscritti all’ultimo anno di corso in Giurisprudenza o Scienze politiche. La macchina elettorale del Campidoglio ha anche competenza sui 1.200 seggi allestiti a Castelnuovo di Porto per lo spoglio delle schede votate dagli italiani all’estero.

120 Presidenti sostituiti a Palermo

Un Presidente su cinque (120 su 600) ha dato forfait anche a Palermo: questo è il dato fornito dal portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando.

Annullate le elezioni a Mesoraca

Due liste elettorali presentatesi per le comunali di Mesoraca (KR) sono state ricusate dalla Sottocommissione elettorale perché prive dei certificati elettorali dei candidati. La ricusazione ha comportato l’annullamento delle elezioni amministrative nella cittadina ed ha costretto il Prefetto di Crotone, Melchiorre Fallica, a commissariare il Comune.

Campagna elettorale oltre l’orario di chiusura, multe a Siracusa

A Siracusa gli uomini della Polizia di Stato hanno multato una persona sorpresa ad affiggere manifestati elettorali di un candidato nello spazio assegnato ad un’altra lista. Nella stessa città, un’altra persona è stata multata perché affiggeva manifesti oltre l’orario di chiusura della campagna elettorale. Sempre nel siracusano, ad Augusta, la Polizia ha disposto il fermo amministrativo di un’auto affidata ad un giovane senza patente di guida: sulla carrozzeria della stessa, un candidato aveva fatto applicare manifesti elettorali.

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Speciale Elezioni politiche italiane 2008/Modalità di voto

Speciale Elezioni politiche italiane 2008/Modalità di voto

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L’appuntamento ai seggi è per domenica 13 aprile 2008. Le urne rimarranno aperte dalle 8 alle 22. Si potrà votare anche lunedì 14 aprile 2008, dalle 7 alle 15. Coloro che si troveranno in fila davanti al proprio seggio al momento della chiusura, dunque alle 22 di domenica e alle 15 di lunedì, avranno comunque diritto di partecipare al voto.

Il seggio in cui recarsi è indicato nella tessera elettorale.

Per la Camera possono votare tutti i cittadini che abbiano compiuto il 18° anno di età e godano del diritto all’elettorato attivo. Per il Senato, invece, è necessario aver compiuto 25 anni. La legge esclude esplicitamente dal voto coloro che siano sottoposti, con provvedimento definitivo, a misure di prevenzione personali (quali la sorveglianza speciale; il divieto di soggiorno, di residenza o di dimora; l’obbligo di soggiorno in altro Comune; …) o a misure di sicurezza (ricovero in casa di cura o di custodia; ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario; restrizione in riformatorio giudiziario; …). Non possono votare, inoltre, quanti siano stati condannati all’interdizione dai pubblici uffici.

Per poter esercitare il proprio diritto al voto, l’elettore deve avere con sé, al momento della presentazione al seggio, un documento di identità rilasciato da una pubblica amministrazione e munito di fotografia. Il documento esibito può anche essere scaduto purché risulti regolare sotto ogni altro profilo e consenta di identificare con precisione l’elettore. L’elettore, inoltre, deve presentare anche la propria tessera elettorale, ovvero il documento che – dal 2001 – ha sostituito il certificato elettorale. Coloro che non avessero ricevuto la tessera elettorale o l’avessero smarrita possono richiederne un duplicato all’Ufficio elettorale del proprio Comune, che resterà aperto per tutta la durata delle operazioni di voto.

Le schede[]

L’elettore riceve due schede.

Una è di colore rosa e va utilizzata per l’elezione della Camera dei deputati:

Camera06.png

L’altra è di colore giallo e va utilizzata per l’elezione del Senato della Repubblica:

Senato06.png

La seconda scheda è consegnata solo agli elettori che, alla data del 13 aprile 2008, avranno già compiuto 25 anni. Sulle schede compaiono i simboli delle liste, che possono essere tra loro collegate.

Il voto[]

L’elettore deve barrare il rettangolo che contiene il simbolo della lista prescelta, utilizzando la matita copiativa consegnatagli dai componenti dell’Ufficio elettorale di Sezione, all’interno del seggio. Ogni altro segno tracciato (compreso il nome del candidato prescelto) su due o più simboli ovvero l’apposizione di altri segni che consentano l’identificazione dell’elettore rendono la scheda nulla.

Non è possibile indicare il voto di preferenza ad un singolo candidato. Tale possibilità è concessa ai soli elettori della Valle d’Aosta per l’elezione della Camera e della Valle d’Aosta e del Trentino-Alto Adige per l’elezione del Senato.

Fonti[]

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L\’Italia alle urne, anche i leader politici in fila per votare

L’Italia alle urne, anche i leader politici in fila per votare

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domenica 13 aprile 2008

Come tutti i cittadini, anche i leader politici, i candidati premier e le maggiori cariche dello Stato si stanno recando a votare per il rinnovo del Parlamento, che darà inizio alla XVI legislatura della storia della Repubblica Italiana. Il primo a votare, questa mattina, è stato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel seggio romano di Via Panisperna, nel quale è stato accolto dagli applausi delle persone presenti.

Nella Capitale ha votato anche il leader del Partito Democratico, ma al seggio allestito in via Novara 22, insieme alla moglie e le due figlie; Veltroni, che come tutti i romani ha votato con 5 schede (Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, provincia di Roma, Comune di Roma, Municipio di appartenenza) ha atteso il suo turno in fila per circa 15 minuti. Nel frattempo, al piano superiore, votava anche Gianfranco Fini (AN – PdL).

Il candidato sindaco di Roma che ha già ricoperto la carica per due mandati, Francesco Rutelli, si è recato al seggio allestito in viale Africa 109 all’interno dell’Istituto statale Vincenzo Arangio Ruiz intorno alle 11.20, insieme alla moglie Barbara Palombelli, giornalista del Tg5, e le sue due figlie.

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Siparietto a Curno (provincia di Bergamo) quando Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, il partito che insieme ai Radicali sostiene la candidatura di Veltroni, ha attaccato Silvio Berlusconi, senza mai però fare il suo nome. Il leader del PdL si è recato a votare presso la scuola media Dante Alighieri a via Scrosati a Milano, a poca distanza da dove risiedeva la madre, Rosa Bossi Berlusconi, scomparsa il 3 febbraio scorso.

Nel capoluogo della Lombardia ha votato anche una delle due candidate premier donna, Daniela Santanché, che si è intrattenuta con i numerosi fotografi, e che ha rilasciato una simpatica dichiarazione: «Che schieramento! Spero mi porterete bene. Comunque sorriderò domani, oggi è solo la vigilia…».

Il candidato premier per il Partito Socialista Enrico Boselli ha votato a Ceretolo di Casalecchio di Reno, in Emilia Romagna, mentre esprimeva la sua preferenza anche l’attrice Gloria Guida.

Il premier dimissionario, Romano Prodi, si è recato al seggio di Via Castiglione a Bologna, dopo aver assistito alla celebrazione della Santa Messa, insieme alla famiglia. Come di consueto non ha rilasciato dichiarazioni, limitandosi a dire: «Non parlo quando vado a votare. E’ un costume democratico che voglio rispettare anche oggi».

Lunga attesa prima di poter votare, infine, per Pier Ferdinando Casini, che insieme alla moglie, la figlia e il piccolo Francesco, nato da due settimane, ha aspettato in fila per più di mezz’ora, nel seggio al quartiere Parioli.

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April 12, 2008

Elezioni italiane 2008: a Morterone solo 34 elettori

Elezioni italiane 2008: a Morterone solo 34 elettori

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sabato 12 aprile 2008

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È Morterone (LC) il Comune con il minor numero di elettori chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento italiano. Nelle liste elettorali del piccolo borgo sono iscritti 34 cittadini.

Nonostante l’esiguità del numero di abitanti chiamati al voto, non sono mancati imprevisti dell’ultimo momento nella giornata in cui, per legge, debbono insediarsi i seggi elettorali. La stufa installata all’interno del Municipio (sede dell’unico ufficio elettorale di sezione della città) si è rotta. Così il Sindaco, Giampietro Redaelli, se ne è fatta regalare una nuova: «Qui siamo a 1.200 metri, fa freddo e nevica. Mica posso rischiare che i miei concittadini si prendano un raffreddore per votare», ha dichiarato il Primo cittadino, eletto nel 2004.

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