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April 12, 2008

Elezioni italiane 2008: a Morterone solo 34 elettori

Elezioni italiane 2008: a Morterone solo 34 elettori

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sabato 12 aprile 2008

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Segui lo Speciale sulle Elezioni politiche italiane del 2008 su Wikinotizie.

È Morterone (LC) il Comune con il minor numero di elettori chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento italiano. Nelle liste elettorali del piccolo borgo sono iscritti 34 cittadini.

Nonostante l’esiguità del numero di abitanti chiamati al voto, non sono mancati imprevisti dell’ultimo momento nella giornata in cui, per legge, debbono insediarsi i seggi elettorali. La stufa installata all’interno del Municipio (sede dell’unico ufficio elettorale di sezione della città) si è rotta. Così il Sindaco, Giampietro Redaelli, se ne è fatta regalare una nuova: «Qui siamo a 1.200 metri, fa freddo e nevica. Mica posso rischiare che i miei concittadini si prendano un raffreddore per votare», ha dichiarato il Primo cittadino, eletto nel 2004.

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April 11, 2008

Veltroni chiude la campagna elettorale: «Inizia il viaggio per cambiare l’Italia»

venerdì 11 aprile 2008

Walter Veltroni

«Il nostro viaggio finisce qui, a Roma, ma ne comincerà un altro: quello per cambiare l’Italia»: inizia così il suo discorso , al termine della campagna elettorale del PD, avvenuta in Piazza del Popolo a Roma. Gli organizzatori hanno stimato la presenza di circa 150 mila persone.

Molti VIP erano presenti oltre alla gente comune: Gigi Proietti, i fratelli Taviani, Ettore Scola, Luigi Magni, Mariangela Melato, Monica Guerritore, Isabella Ferrari, Alessandro Haber, Moni Ovadia, Elsa Morante, Simona Marchini, Vincenzo Cerami, Laura Morante, Massimo Ghini, Fiorella Mannoia, Pippo Baudo, Serena Dandini, Veronica Pivetti.

Veltroni afferma: «Quale che sia il ruolo che ci aspetta da lunedì, voglio dire che l’Italia bisogna amarla e non usarla. L’Italia bisogna servirla con l’onore di farlo e non mi sognerei mai di dire che è come portare una croce, che è un sacrificio, perché è il massimo onore che un italiano possa ricevere ed io lo farei con la voglia di cambiare questo Paese e non solo di governarlo.»

«Io sono ottimista – sottolinea il segretario del Partito Democratico – per assoluta convinzione: c’è la possibilità di fare un cambiamento radicale».

L’ex sindaco di Roma cita anche una canzone del cantante Jovanotti: «Vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare». Lorenzo Cherubini era a fianco di Walter Veltroni e si sono abbracciati.

Alla fine della manifestazione c’è stata l’esecuzione dell’Inno di Mameli, ma ha anche ricordato che «tra i due schieramenti ce n’è uno solo che tutto insieme può cantare l’inno d’Italia: siamo noi».

Veltroni torna sulla polemica di e sull’«imbracciare i fucili»: «Il senso dello Stato è come il coraggio manzoniano, difficile darselo se non lo si ha. È l’abc della democrazia. Sputano sulla Costituzione e sul tricolore e non lo fanno soltanto in un’occasione: quando giurano al Quirinale per andarsene via, poi, con la macchina blu».

«La Lega vuole la secessione, non si riconosce nel tricolore e nell’inno di Mameli», ribadendo il contenuto della lettera inviata a sulla Repubblica. «Lui non può rispondere perché non può sottoscrivere quell’impegno per tutti, io invece quell’impegno lo posso prendere per tutti».

Pronostica poi una «previsione»: «Lunedì pomeriggio il Pdl non ci sarà più».

Il candidato premier per il PD e per l’Idv loda e Carlo Azeglio Ciampi «per il senso della legalità, per il rispetto delle istituzioni, per il loro amore verso la Costituzione», per poi criticare aspramente Berlusconi sulle affermazioni su loro.

Quando Veltroni nomina arrivano fischi dalla platea, ma li frena: «Noi non fischiamo, contrariamente a quanto avvenuto ieri in quella sparuta assemblea di pochi intimi quando – dice, riferendosi implicitamente alla manifestazione del PdL ieri a Roma – nominando il mio nome si sono alzati i fischi e chi parlava ha gongolato»

Ricorda anche Aldo Moro, «sacrificato dalla furia omicida dei terroristi».

Spazio anche a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino: «Sono loro i veri eroi – incalza – e non un loro imputato come ha dichiarato il capo della coalizione avversa”. Il riferimento è verso le frasi dette da Dell’Ultri e dal Cavalieri su Vittorio Mangano. «Che segnale è, se il principale esponente dello schieramento avversario considera un eroe una persona che ha subito tre condanne all’ergastolo per reati legati alla mafia? Che significato ha questa frase? Cosa vogliamo insegnare ai nostri figli e ai ragazzi italiani?».

Torna sulla polemica di Francesco Totti e del leader del Popolo della Libertà: «(Totti n.d.r.) ha manifestato solo la sua amicizia», ricordando «la generosità di questo ragazzo che sa di avere avuto tanta fortuna ma anche di dover restituire e non prendere».

Scherza su Alitalia: «Dove è finita la famosa cordata di cui ha parlato Berlusconi, quella che ha creato solo tensione e disturbo in una vicenda che andava affrontata con ben altra serietà?».

L’ex sindaco della capitale ribadisce che «non ci saranno larghe intese perché sarebbero innaturali». Dice poi che, se eletto, il primo disegno di legge sarà sui precari. «Io personalmente la considero la più inaccettabile disuguaglianza sociale», conclude.

Infine un appello agli indecisi e ai delusi: «L’autunno dell’Italia può finire domenica. Un’Italia più giusta e più moderna si può fare. Domenica possiamo scrivere: lo abbiamo fatto e comincerà la primavera dell’Italia».

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Veltroni chiude la campagna elettorale: «Inizia il viaggio per cambiare l’Italia»

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venerdì 11 aprile 2008

Walter Veltroni

«Il nostro viaggio finisce qui, a Roma, ma ne comincerà un altro: quello per cambiare l’Italia»: inizia così il suo discorso , al termine della campagna elettorale del PD, avvenuta in Piazza del Popolo a Roma. Gli organizzatori hanno stimato la presenza di circa 150 mila persone.

Molti VIP erano presenti oltre alla gente comune: Gigi Proietti, i fratelli Taviani, Ettore Scola, Luigi Magni, Mariangela Melato, Monica Guerritore, Isabella Ferrari, Alessandro Haber, Moni Ovadia, Elsa Morante, Simona Marchini, Vincenzo Cerami, Laura Morante, Massimo Ghini, Fiorella Mannoia, Pippo Baudo, Serena Dandini, Veronica Pivetti.

Veltroni afferma: «Quale che sia il ruolo che ci aspetta da lunedì, voglio dire che l’Italia bisogna amarla e non usarla. L’Italia bisogna servirla con l’onore di farlo e non mi sognerei mai di dire che è come portare una croce, che è un sacrificio, perché è il massimo onore che un italiano possa ricevere ed io lo farei con la voglia di cambiare questo Paese e non solo di governarlo.»

«Io sono ottimista – sottolinea il segretario del Partito Democratico – per assoluta convinzione: c’è la possibilità di fare un cambiamento radicale».

L’ex sindaco di Roma cita anche una canzone del cantante Jovanotti: «Vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare». Lorenzo Cherubini era a fianco di Walter Veltroni e si sono abbracciati.

Alla fine della manifestazione c’è stata l’esecuzione dell’Inno di Mameli, ma ha anche ricordato che «tra i due schieramenti ce n’è uno solo che tutto insieme può cantare l’inno d’Italia: siamo noi».

Veltroni torna sulla polemica di e sull’«imbracciare i fucili»: «Il senso dello Stato è come il coraggio manzoniano, difficile darselo se non lo si ha. È l’abc della democrazia. Sputano sulla Costituzione e sul tricolore e non lo fanno soltanto in un’occasione: quando giurano al Quirinale per andarsene via, poi, con la macchina blu».

«La Lega vuole la secessione, non si riconosce nel tricolore e nell’inno di Mameli», ribadendo il contenuto della lettera inviata a sulla Repubblica. «Lui non può rispondere perché non può sottoscrivere quell’impegno per tutti, io invece quell’impegno lo posso prendere per tutti».

Pronostica poi una «previsione»: «Lunedì pomeriggio il Pdl non ci sarà più».

Il candidato premier per il PD e per l’Idv loda e Carlo Azeglio Ciampi «per il senso della legalità, per il rispetto delle istituzioni, per il loro amore verso la Costituzione», per poi criticare aspramente Berlusconi sulle affermazioni su loro.

Quando Veltroni nomina arrivano fischi dalla platea, ma li frena: «Noi non fischiamo, contrariamente a quanto avvenuto ieri in quella sparuta assemblea di pochi intimi quando – dice, riferendosi implicitamente alla manifestazione del PdL ieri a Roma – nominando il mio nome si sono alzati i fischi e chi parlava ha gongolato»

Ricorda anche Aldo Moro, «sacrificato dalla furia omicida dei terroristi».

Spazio anche a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino: «Sono loro i veri eroi – incalza – e non un loro imputato come ha dichiarato il capo della coalizione avversa”. Il riferimento è verso le frasi dette da Dell’Ultri e dal Cavalieri su Vittorio Mangano. «Che segnale è, se il principale esponente dello schieramento avversario considera un eroe una persona che ha subito tre condanne all’ergastolo per reati legati alla mafia? Che significato ha questa frase? Cosa vogliamo insegnare ai nostri figli e ai ragazzi italiani?».

Torna sulla polemica di Francesco Totti e del leader del Popolo della Libertà: «(Totti n.d.r.) ha manifestato solo la sua amicizia», ricordando «la generosità di questo ragazzo che sa di avere avuto tanta fortuna ma anche di dover restituire e non prendere».

Scherza su Alitalia: «Dove è finita la famosa cordata di cui ha parlato Berlusconi, quella che ha creato solo tensione e disturbo in una vicenda che andava affrontata con ben altra serietà?».

L’ex sindaco della capitale ribadisce che «non ci saranno larghe intese perché sarebbero innaturali». Dice poi che, se eletto, il primo disegno di legge sarà sui precari. «Io personalmente la considero la più inaccettabile disuguaglianza sociale», conclude.

Infine un appello agli indecisi e ai delusi: «L’autunno dell’Italia può finire domenica. Un’Italia più giusta e più moderna si può fare. Domenica possiamo scrivere: lo abbiamo fatto e comincerà la primavera dell’Italia».

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April 10, 2008

Veltroni attacca Berlusconi sull\’ipotesi PdL al Quirinale, poi dice: «Proporremo una camera all\’opposizione»

Veltroni attacca Berlusconi sull’ipotesi PdL al Quirinale, poi dice: «Proporremo una camera all’opposizione»

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giovedì 10 aprile 2008

Walter Veltroni

Continua lo scontro politico, a poco più di un giorno dalla chiusura della campagna elettorale. Walter Veltroni, candidato premier per il Partito Democratico, critica duramente le parole di Silvio Berlusconi, che nel corso di un comizio nella giornata di ieri ha detto che il suo partito potrebbe concedere la presidenza del Senato della Repubblica al PD qualora Giorgio Napolitano si dimettesse dalla carica di Presidente della Repubblica.

Nel corso della trasmissione Unomattina, l’ex sindaco capitolino ha detto che le parole del candidato del Popolo della Libertà rappresentano qualcosa che «non si è mai visto nella storia della politica italiana e che fa parte di una concezione delle istituzioni aberrante», per poi aggiungere che «Ciampi e Napolitano sono riferimento per tutta la nazione e meritano il rispetto di tutti. Invece così si vuole tenere il paese sotto stress e continuare con le contrapposizioni».

Silvio Berlusconi

Veltroni attacca poi sulle dichiarazioni di Berlusconi in merito alla figura del boss Mangano: «Quando leggo che il principale esponente dello schieramento a noi avverso definisce eroe una persona che è stata condannata per reati gravissimi, e che è stata condannata all’interno dal processo intentato da Falcone e Borsellino, penso che la differenza sta qui: per me gli eroi sono Falcone e Borsellino e non chi è stato condannato da loro per reati mafiosi».

Il candidato dello schieramento di centro-sinistra torna anche sull’ipotesi di concedere la presidenza di una delle due camere all’opposizione, qualora il PD vincesse la tornata elettorale di domenica e lunedì: «Certo, i toni e le parole che la destra pronuncia rendono difficile questo, ma in caso di vittoria proporremo la presidenza di uno dei due rami del Parlamento all’opposizione». Aggiunge poi: «Mi piacerebbe avere un leader avversario per discutere i grandi temi».

Nel Popolo della Libertà c’è da registrare il silenzio di Gianfranco Fini (AN) sulle parole del suo alleato in merito alla presidenza della Repubblica; Fini infatti ritiene che «quando si è in mezzo alla gente ci si sente chiedere tutt’altro da ciò che si trova sulle pagine dei giornali: i cittadini hanno ben altre esigenze». «La gente vuole sapere cose concrete come quelle relative al potere di acquisto dei salari, non sulle sparate propagandistiche di Veltroni».

Berlusconi è poi tornato sulla polemica, durante la registrazione della puntata odierna di Otto e mezzo, dicendo: «In caso di vittoria non daremo il Senato alla sinistra perché delle tre cariche più importanti ha già la più importante: quella del Quirinale», per poi dire che «al capo dello Stato porto stima, rispetto e simpatia e auguro di finire meravigliosamente il suo settennato»

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April 9, 2008

Speciale Elezioni politiche italiane 2008/Programmi elettorali

Speciale Elezioni politiche italiane 2008/Programmi elettorali

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9 aprile 2008

I programmi elettorali per le elezioni politiche italiane del 2008 dovevano essere presentati contestualmente alla presentazione dei contrassegni secondo quanto stabilito dalla legge elettorale in vigore. Fra tutte le liste presentate solo alcune sono state capaci di garantire la propria presenza in più della metà delle circoscrizioni, sia per la Camera dei Deputati, sia per il Senato della Repubblica.

Forza Nuova[]

Il programma della forza politica si articola su alcune tematiche ritenute particolarmente importanti proponendo soluzioni a quelli che vengono individuati come i maggiori problemi del paese. Il programma si apre con la richiesta di una riduzione della spesa per la politica, ottenibile con l’abrogazione di alcune categorie di enti locali come le regioni, e il contenimento del numero dei parlamentari.

Il secondo punto programmatico è la lotta alla criminalità organizzata che viene individuata come fenomeno caratteristico del meridione. In particolare il programma, prendendo spunto da alcune inchieste giudiziarie, propone di affidare, per 5 anni, il governo di alcune regioni alle forze armate e l’emanazione di leggi speciali in materia. Per quanto riguarda l’economia il partito si propone di abolire il signoraggio, nazionalizzare alcune categorie di imprese, dare impulso all’edilizia pubblica e l’esproprio della rete autostradale.

Sull’immigrazione si hanno le seguenti proposte: proibire l’assunzione di lavoratori extracomunitari, la sospensione del trattato di Schengen, l’espulsione immediata per una serie di categorie di soggetti, la «repressione di coloro che affittano illegalmente» unità abitative agli immigrati, e l’interruzione delle relazioni diplomatiche con gli stati ritenuti responsabili di favoreggiamento dell’immigrazione.

Sempre a proposito di politica estera la lista si propone di portare l’Italia a una solida alleanza con la Russia, all’invio di contingenti a difesa della cristianità del medio oriente e l’uscita dalla NATO.

Infine per quanto riguarda la politica per la società la lista ipotizza un programma che favorisca le famiglie numerose, impedisca le unioni civili e proibisca l’aborto. Infine il documento tratta di formazione e sanità chiedendo una maggiore serietà del sistema scolastico e universitario, con un adeguamento agli standard europei, e indicando la necessità di riportare il sistema sanitario sotto il diretto controllo statale – sottraendolo alle regioni – puntando, in ogni caso, su un sistema prevalentemente pubblico.

La Destra-Fiamma Tricolore[]

Il programma de La Destra-Fiamma Tricolore è composto da quindici sezioni tematiche e da una premessa generale che spiega le ragioni della nascita della lista. La prima sezione è titolata «valori» e raccoglie le idee programmatiche in materia di prevenzione dell’aborto e di dichiarata opposizione alle unioni civili. Il secondo tema affrontato è «sicurezza e immigrazione»: le proposte contenute in questa sezione prevedono in generale l’inasprimento delle pene per i reati di allarme sociale accompagnate ad una revisione in senso restrittivo delle misure alternative alla carcerazione. Viene inoltre proposta una schedatura sistematica dei cittadini extracomunitari con permessi di soggiorno di lunga durata, la facilitazione dell’espulsione e il rafforzamento della tutela per i pubblici ufficiali. L’ultima serie di proposte riguarda la regolamentazione della pratica della religione islamica in Italia.

Il terzo e il quarto punto del programma sono chiamati rispettivamente «giustizia» e «giovani e donne». La lista propone di separare le carriere dei magistrati, di accelerare i tempi della giustizia oltre a misure a sostengo dell’occupazione e dell’imprenditorialità giovanile e femminile.

La parte successiva riguarda lo sviluppo e la fiscalità: oltre a proporre l’abolizione graduale della progressività della tassazione dei redditi, la lista propone l’istituzione del reddito minimo garantito, la revisione del calcolo degli studi di settore, l’accoppiata fra energia nucleare e fonti rinnovabili. Vengono inoltre proposte misure a favore dei consumatori come il blocco dell’aumento della tassazione sui prodotti petroliferi e il blocco delle tariffe delle utenze domestiche oltre all’abolizione del canone RAI.

Per quanto riguarda il programma sociale la lista propone di garantire il diritto alla casa di proprietà di ogni famiglia, il diritto all’acqua come bene pubblico, il potenziamento del sistema sanitario e scolastico pubblico rafforzandone i processi meritocratici.

La Destra-Fiamma Tricolore propone il saldo dei debiti dello stato e di tutte le amministrazioni entro sei mesi dalle elezioni e l’avvio immediato delle opere infrastrutturali definite necessarie al paese; ribadisce inoltre il suo impegno a salvaguardia dell’ambiente. La lista infine chiede una riforma dello Stato, sia modificando la Costituzione per rendere più rapidi i processi decisionali, riducendo drasticamente il numero di leggi e tagliando l’apparato dell’amministrazione pubblica.

La Sinistra – L’Arcobaleno[]

Dopo una premessa di carattere generale il programma passa in rassegna una decina di tematiche generali descrivendo dettagliatamente le motivazioni delle proposte.

Partito Comunista dei Lavoratori[]

Il programma del partito, che si apre con una riflessione sullo stato del mondo, e sul ruolo di una politica socialista, elenca, motivandoli, pochi punti programmatici. Il partito, qualora ottenesse il governo, si propone di rinazionalizzare le imprese privatizzate negli ultimi anni, abrogare qualsiasi forma privatistica di stato sociale, nazionalizzare banche e assicurazioni, imporre la laicità dello stato, l’abrogazione del segreto di stato e il ritiro immediato delle truppe dislocate all’estero, la riduzione drastica dei costi della politica proponendo la parificazione degli stipendi dei parlamentari con quella degli operai e la garanzia della massima libertà per la ricerca scientifica e tecnologica.

Il programma stesso contiene l’indicazione della propria incompatibilità con l’Unione Europea e con l’organizzazione attuale della società giustificando tale inconciliabilità con la necessità di cambiare la società stessa.

Partito Democratico e Italia dei Valori[]

Il programma della coalizione è suddiviso in 4 parti: le prime di analisi generale della situazione mondiale ed italiana, la terza di spiegazione del metodo di lavoro del partito nella redazione del programma e la quarta, ulteriormente suddivisa in 12 sezioni, che elenca per punti le proposte operative nei singoli settori.

Partito Liberale Italiano[]

Il programma del partito dopo una lunga premessa di analisi storica e sociale propone alcuni impegni su settori giudicati prioritari per portare il paese ad una «rivoluzione liberale» che metta fine all’«egualitarismo» su cui, secondo i redattori, è improntato il pensiero politico italiano. La lista inizia la propria esposizione di impegni dall’argomento della tassazione indicando una preferenza per l’imposta indiretta progressiva rispetto all’imposta diretta, le cui aliquote devono essere drasticamente ridotte. Accanto a questa riforma fiscale il partito propone una riforma complessiva, in ottica di riduzione di compiti e funzioni, dell’apparato statale e la privatizzazione delle società ancora in mano pubblica, oltre alla riduzione dei poteri degli enti locali.

Inoltre i liberali italiani propongono, nel settore infrastrutturale, un potenziamento infrastrutturale e la diversificazione delle fonti primarie di energia utilizzate nel paese; per il settore della formazione, la lista, ipotizza l’impegno dei privati nella ricerca applicata, mantenendo lo stato il compito di finanziare quella di base, e un maggiore controllo dei risultati qualitativi dell’intero sistema formativo italiano.

Su lavoro e giustizia il partito chiede maggiore attenzione alla sicurezza dei lavoratori, la nascita della previdenza complementare privata, la limitazione della custodia cautelare, la separazione delle carriere dei magistrati e l’abolizione dei tribunali amministrativi, oltre all’introduzione di nuove forme di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata.

Partito Socialista[]

Il partito socialista ha presentato un programma in otto punti. Nel primo di questi il partito si presenta subito come l’articolazione italiana del PSE cercando di inquadrare le problematiche italiane nel più ampio contesto europeo e mondiale. Per quanto riguarda la riforma delle istituzioni la lista propone da un lato il superamento del bicamerilismo perfetto e dall’altro, accanto a misure mirate a garantire la certezza della pena, ripropone il proprio garantismo in materia di Giustizia.

Caratteristica del partito è la battaglia per i diritti civili, ovvero, ad esempio, per l’estensione del modello dei PACS all’Italia, oppure per l’abrogazione dell’attuale legislazione sulle droghe per sostituirla con una più permissiva, sottolineando come a nuovi diritti seguono nuovi doveri, in un circolo virtuoso. In questo quadro si inseriscono anche le linee programmatiche sulla laicità dello stato.

Infine il partito si propone di attuare una politica più dura contro la criminalità organizzata in modo da garantire un più elevato di sicurezza del territorio italiano.

Per il Bene Comune[]

Il programma della lista è organizzato per punti ed elenca schematicamente gli interventi proposti in 20 settori diversi.

Popolo della Libertà, Lega Nord e Movimento per l’Autonomia[]

Il programma elettorale si basa su sette missioni, individuate da altrettante parole chiave: sviluppo, famiglia, sicurezza e giustizia, servizi, sud, federalismo e finanza pubblica. Ciascuna delle missioni è a sua volta suddivisa in punti programmatici che elencano, sinteticamente, gli obbiettivi della coalizione in quel determinato settore.

Sinistra Critica[]

Questa lista caratterizza il proprio programma per un forte accento sulle tematiche del lavoro: fra le proposte quello di intervenire con gli strumenti a disposizione del governo per garantire un aumento dei salari netti, l’introduzione di una tassa patrimoniale, la riduzione delle ore lavorative e la reintroduzione della cosiddetta “scala mobile”. Sempre a questo fine viene proposta l’assunzione di almeno 10.000 ispettori del lavoro e l’abrogazione di tutta la legislazione che permette forme di lavoro precarie.

I candidati di sinistra critica inoltre si impegnano, in caso di successo, a perseguire una politica sociale basata sul pubblico – compresa la nazionalizzazione delle imprese e l’investimento sull’edilizia pubblica – e sull’assoluta neutralità del paese in politica estera: abbandono della nato e ritiro immediato delle truppe.

La lista insiste sulla necessità del rispetto ambientale assoluto, anche a costo di bloccare alcune opere pubbliche già finanziate – come la TAV, sull’abrogazione della riforma universitaria del 3+2 e sull’investimento in un sistema di istruzione totalmente pubblico.

Il programma è chiuso con gli impegni sull’estensione dei diritti dei conviventi, sulla difesa della laicità e sulla depenalizzazione delle droghe leggere.

Unione Democratica per i Consumatori[]

La lista si impegna a garantire maggiore potere di iniziativa e controllo da parte dei consumatori, che sono evidentemente il soggetto elettorale di riferimento dei candidati; nel programma vengono elencati pochi impegni astratti e alcune proposte concrete come quella dell’esposizione dell’indicazione del prezzo d’origine, oltre che del prezzo di vendita, dei prodotti.

Accanto all’impegno in favore dei consumatori la lista si propone di eliminare i costi, diretti e indiretti della politica, tramite un’azione riformatrice e moralizzatrice della società e della politica stessa di cui si chiede la responsabilizzazione mediante la previsione di sanzioni gravissime per gli abusi.

Il programma contiene anche gli impegni della lista negli altri ambiti: riforma e snellimento della pubblica amministrazione, investimenti e rafforzamento dell’intero percorso formativo, priorità agli investimenti nel meridione per le reti infrastrutturali, garantire la certezza della pena e la lotta alla mafia, aumentare la sicurezza sul lavoro, i salari e la percentuale di contratti a tempo indeterminato, favorendoli rispetto a quelli a tempo determinato.

Unione di Centro[]

Il programma del partito è articolato in 10 sezioni ognuna a sua volta suddivisa in un breve testo introduttivo seguito dall’esposizione schematica delle proposte operative avanzate dalla lista.

Fonti[]

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Berlusconi: «Se a noi il Quirinale, Senato alla sinistra»

Berlusconi: «Se a noi il Quirinale, Senato alla sinistra»

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mercoledì 9 aprile 2008
Silvio Berlusconi attacca ancora Walter Veltroni, riproponendo il tema dei brogli: «Voglio chiedere a Veltroni di fare una promessa a me e agli italiani: la sinistra rinunci in questa campagna elettorale a utilizzare le schede bianche e a commettere quei brogli che vengono da un’antica professionalità della scuola delle Frattocchie. Se si impegna – continua il candidato del Pdl – potremo cominciare a pensare un po’ meno male di lui». «Chi parla di brogli non può governare» è la risposta del Partito Democratico.

Il Cavaliere ha poi sferrato un nuovo attacco al candidato del PD, ritornando sulla lettera inviatagli dall’ex sindaco di Roma sulla lealtà della Repubblica, definendola «una brutta scivolata, un passo falso assoluto» e dicendo che «è stato davanti a due diversi presidenti della Repubblica e ha giurato fedeltà alla Costituzione in tre diverse occasioni».

Berlusconi è poi ritornato sul tema della sanità mentale dei giudici: «Quando si parla a una piazza si deve parlare per titoli e ci deve essere chiarezza perché devono capire dai bambini alle persone anziane». Propone poi test psicoattitudinali «in particolare per i pm, che chiedono pene che possono rovinare la vita a un italiano e togliergli la libertà». Rammenta in seguito che «una richiesta di un ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che è esattamente la cosa che ho detto io ieri». «Mi sottoporrei volentieri a un test», prosegue, per i politici. Ma dice poi che la politica è sottoposta «a esami di idoneità quotidiani e il pubblico con le elezioni li premia e li boccia: insomma, i test sarebbero inutili».

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Ha poi affermato che «il pareggio sarebbe surreale» essendo convinto «della vittoria». Chiusa poi la porta di una presidenza di una delle due camere all’opposizione: «Non si può chiedere a noi di rinunciare ad una carica quando tutte le cariche sono nelle mani della sinistra», salvo che «il presidente della Repubblica decidesse di dimettersi per fare un gesto nei confronti della nuova situazione italiana, allora si potrebbe anche pensare di dare anche una Camera all’opposizione».

Infine il candidato del PdL ha detto che è «così scontato che la Lega abbia la “golden share” del nostro governo», affermando anche che «nei cinque anni di governo non si è mai opposta ad una decisione». Ha poi ribadito che Pier Ferdinando Casini «continua spina nel fianco della Cdl».

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April 8, 2008

Italia, giornata politica molto \’calda\’: accuse e constestazioni

Italia, giornata politica molto ‘calda’: accuse e constestazioni

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lunedì 8 aprile 2008

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Il clima elettorale italiano è diventato oggi, a circa 120 ore dall’apertura delle urne, decisamente molto caldo. Una serie di accuse e polemiche sono rimbalzate nei mass-media e hanno coinvolto praticamente tutti gli schieramenti. Difficile tenere conto di tutti, ma ecco i principali:

Romano Prodi ha, o avrebbe detto (infatti è seguita una smentita) che nel suo governo è stato condizionato pesantemente dalla sinistra. E mentre Casini rilanciava affermando che se vincerà Berlusconi, il PdL avrà lo stesso problema con la Lega, Bertinotti ha invece criticato aspramente l’affermazione che il premier avrebbe fatto. Giordano, segretario di Rifondazione, fa sapere: «Prodi sa perfettamente che i problemi sono stati creati sempre e soltanto dalle aree moderate della coalizione, in particolare, dal Pd. Ricordiamo che i punti di sofferenza del governo sono stati sulle pensioni, sulla redistribuzione sociale, sui diritti civili. Non è un caso se si tratta proprio di quei punti sui quali oggi si è aperta una sfida tra la Sinistra Arcobaleno e il Pd sulla vera alternativa alla destra di Berlusconi e Fini».

Silvio Berlusconi aveva già parlato in passato di come i magistrati fossero «antropologicamente matti». Oggi ha riproposto il tema, affermando che i giudici dell’accusa dovrebbero essere sottoposti a perizia psichiatrica: «Il pubblico accusatore deve essere sottoposto periodicamente ad esami che ne attestino la sanità mentale» suscitando piccate reazioni, a cominciare dall’ex magistrato di Mani pulite Antonio Di Pietro. Sempre Berlusconi, oggi, è stato contestato a Savona da alcune decine di persone, prima del suo comizio elettorale. Ha confermato Tremonti come ministro dell’Economia e ha minimizzato le polemiche sulla “salute” del leader del Carroccio Umberto Bossi, che qualche giorno fa aveva parlato di imbracciare i fucili. Il candidato premier del PD e dell’Idv Walter Veltroni ha commentato da Cosenza, ultima tappa del suo tour davanti a ad una folla di 20.000 persone: «Queste cose le dice una persona che pretende di candidarsi alla guida del Paese… L’Italia deve uscire da tutto questo. Ma, dove vogliamo andare così?». Inoltre ha lanciato l’idea di una lettera d’accordo per garantire da ulteriori degradazioni del clima politico: «Da parte mia – spiega il segretario del Partito Democratico – ho dato la garanzia di lealtà repubblicana che si basa su quattro punti: tutela dell’unità dello Stato italiano, rifiuto di ogni forma di violenza praticata o dichiarata, fedeltà alla Costituzione repubblicana, fedeltà alla bandiera tricolore e all’inno di Mameli».

Il promotore della lista “Aborto? No grazie” Giuliano Ferrara è stato invece a Palermo. Contestato duramente da parecchi attivisti con lanci di fumogeni, uova e tafferugli con la Polizia. Al teatro Nuovo Montevergini dove ha tenuto il suo comizio è stato invece accolto con mazzi di fiori. Serafico ha commentato che quella che ha subito non è una contestazione ma una aggressione, e che tirando un bilancio, a Palermo ha avuto sia uova che fiori. Da notare che la curia di Palermo gli ha negato l’uso dell’auditorium.

Marcello dell’Utri ha rilasciato un’intervista a Klaus Davi nel suo contenitore d’approfondimento interamente in rete (visibile sulla piattaforma Youtube): «La Sinistra ha ancora in mano le università e le case editrici. È anche un luogo comune che la cultura sia a sinistra, ma non tanto poi comune se si considera come stanno le cose. Sono dappertutto e impediscono che ci possano essere delle novità che non arrivino dalla loro parte». Ha poi definito Mangano (lo “stalliere” di Berlusconi) “a modo suo un eroe”: «Mangano era ammalato di cancro quando è entrato in carcere – spiega Dell’Utri – ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato». Per questo, «è un eroe, a modo suo». Non ha poi mancato di definire i libri di Storia come “condizionati” dalla Resistenza: «I libri di storia ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione». Affermazioni che hanno suscitato lo sdegno di Rosy Bindi e di Fioroni. Il ministro dell’Istruzione ha detto: «La Resistenza non è un’invenzione dei libri di storia: è il sacrificio con il quale ieri tanti uomini e donne hanno dato vita ai valori repubblicani, ed è quel sacrificio che consente oggi agli italiani, e anche a Dell’Utri, di vivere in un Paese libero». La Bindi ha detto: «Da sessant’anni viviamo in un continente pacificato e in una democrazia è grazie alla resistenza, alla lotta di liberazione dal nazifascismo e al 25 aprile.. ..Ma forse il senatore è vittima di un’amnesia, visto che parla anche di una fantomatica editoria in mano alla sinistra, dimenticando che il principale editore italiano nel settore libri e periodici è il suo sodale Berlusconi».

In queste ultime ore, emergono invece particolari su di un altro tema che nelle settimane ha scaldato l’agone politico: Alitalia ha pochissimo tempo per salvarsi dalla bancarotta. Al momento non vi sono commenti da parte di esponenti politici.

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April 3, 2008

Elezioni italiane 2008, la DC rinuncia al rinvio delle elezioni

Elezioni italiane 2008, la DC rinuncia al rinvio delle elezioni

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giovedì 3 aprile 2008

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Il Segretario della Democrazia Cristiana Giuseppe Pizza ha dichiarato ai microfoni di Radio 24 di rinunciare a chiedere il rinvio delle Elezioni politiche 2008.

Tale slittamento delle elezioni era stato ipotizzato in seguito all’accoglimento di un ricorso della Democrazia Cristiana, riguardante la somiglianza del suo simbolo con quello dell’UDC. Stando a queste ultime affermazioni di Pizza, comunque, la Democrazia Cristiana si “accontenterà” di una settimana di campagna elettorale, pur senza rinunciare al simbolo che da sempre la contraddistingue.

Inoltre, Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, rispettivamente leader del PDL e del PD, non erano favorevoli al rinvio delle politiche 2008.

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April 2, 2008

Amato: «Probabile slittamento elezioni», in Sicilia si vota a giugno

Amato: «Probabile slittamento elezioni», in Sicilia si vota a giugno

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mercoledì 2 aprile 2008

Dopo l’ammissione del simbolo della Democrazia Cristiana guidata da Giuseppe Pizza da parte del Consiglio di Stato, il ministro dell’Interno Giuliano Amato non ha escluso il rinvio delle elezioni per permettere al partito democristiano di usufruire, come previsto dalla legge, di 30 giorni per svolgere la campagna elettorale: «A noi è stata notificata una decisione cautelare per la riammissione di un simbolo e quindi della presentazione di una lista, che potrebbe essere modificata da un giudizio di merito». Questa, continua Amato, «è una procedura non prevista dalla legge elettorale che può avere tempi indefiniti alla quale tuttavia bisogna conformarsi». «E quindi al momento non escludo che possa comportare un rinvio delle elezioni». Per quanto riguarda il settore istituzionale, il ministro afferma che «la decisione finale di merito deve essere espressa dal Tar del Lazio, però è possibile che su questo si innesti un regolamento di giurisdizione da parte della Cassazione per valutare se i Tar sono o no competenti a intervenire nel procedimento elettorale». Sul cambio della data del voto, la scelta «spetta invece a chi ha definito la data delle elezioni e quindi a Governo e capo dello Stato».

Silvio Berlusconi si è opposto a questo scenario, rivolgendo «appello alla Dc affinché abbia senso di responsabilità e rinunci alla richiesta di avere ulteriori giorni per la campagna elettorale». «E allo stesso tempo – prosegue – rivolgo un appello alle tv e ai media affinché diano la possibilità alla Dc di recuperare spazio. Sarebbe un danno per il Paese perdere ulteriore tempo».

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In Sicilia si è già stabilito che le amministrative si svolgeranno il 15 e 16 giugno 2008. Eventuali ballottaggi si svolgeranno due settimane dopo, negli ultimi giorni del mese.

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  • «Elezioni italiane 2008, la DC rinuncia al rinvio delle elezioni» – Wikinotizie, 3 aprile 2008

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April 1, 2008

Elezioni 2008, niente cellulari nei seggi

Elezioni 2008, niente cellulari nei seggi

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martedì 1 aprile 2008
Vietati cellulari e macchine fotografiche nella cabina elettorale: chi trasgredisce potrà rischiare fino a 6 mesi di carcere e una multa massima di 1.000 euro. Queste le misure approvate dal Consiglio dei Ministri riunitosi oggi, per evitare brogli alle elezioni del 13 e 14 aprile.

Ne dà notizia il titolare del Ministero dell’Interno Giuliano Amato: «Abbiamo adottato un decreto legge che copre forse l’unico buco sulla disciplina dei possibili brogli elettorali».

«Da tempo abbiamo il reato di voto di scambio che si consuma attraverso la prova fornita all’esterno del voto che ho dato e ciò mi fa avere un compenso per quel che ho dato. La modalità più sospetta di uso è quella di entrare con un telefonino o macchina fotografica, fotografare il voto e fornire la prova. – conclude Amato – Quindi noi chiudiamo questo buco prevedendo che sia vietato entrare in cabina con un telefonino o un’apparecchiatura fotografica».

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La Presidenza del Consiglio ha informato infine che «sarà il presidente del seggio a chiedere all’elettore di depositare l’apparecchio prima di entrare in cabina e le violazioni saranno punite con l’arresto da tre a sei mesi e l’ammenda da 300 a 1000 euro».

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