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July 11, 2016

Roma, mostra: Paolo Salvati e l\’Espressionismo tra colore e sapore

Roma, mostra: Paolo Salvati e l’Espressionismo tra colore e sapore

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lunedì 11 luglio 2016

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“L’Espressionismo tra colore e sapore, Vita e Opera di Paolo Salvati 1939-2014”, la mostra si è tenuta a Roma giovedì 7 luglio, presso la Sala Di Liegro di Palazzo Valentini, ha ricevuto il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT), della Regione Lazio e di Roma Capitale. L’appuntamento è stato dedicato ad un grande artista e cittadino romano, esattamente a due anni dalla morte di Paolo Salvati, attraverso l’esposizione di tre dipinti significativi per la storia dell’arte moderna e contemporanea come la “Pietra Blu” del 1973, “Albero Blu” del 1982 e “Isabò” del 2010.

Le tematiche delle opere esposte sono il peso dell’esistenza per il dipinto “Pietra Blu” e la speranza per il dipinto “Albero Blu”, nel dipinto intitolato “Isabò” una confessione di arte nel volto della donna, quest’ultima opera appartiene ad una collezione dedicata a bottiglie d’autore.

Il percorso artistico di Paolo Salvati è caratterizzato da una straordinaria diversità di moduli espressivi che spaziano dalla pittura espressionista al ritratto, dal restauro alla liuteria. Si è ispirato a Lorrain, Poussin, Turner, Lautrec, Monet e Van Gogh, pur mantenendo la sensibilità di un artista che si sente figlio del proprio tempo, scevro da formalismi accademici.

Wikiquote

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December 7, 2013

È morto Nelson Mandela

È morto Nelson Mandela – Wikinotizie

È morto Nelson Mandela

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Johannesburg, sabato 7 dicembre 2013

Nelson Mandela, detto amichevolmente Madiba dai sostenitori.

Giovedì 5 dicembre è scomparso Nelson Mandela, primo presidente sudafricano ad essere eletto dopo la fine dell’apartheid nel suo Paese e premio Nobel per la pace nel 1993. Aveva 95 anni.

Nato nel 1918 a Mvezo da una famiglia di etnia Xhosa, dopo la scuola metodista si iscrisse all’Università di Fort Hare per poi trasferirsi a Johannesburg, dove studiò legge all’Università del Witwatersrand, frequentando militanti e dirigenti del primo partito fondato dai neri in Sudafrica (1912), l’African National Congress (ANC). La vittoria del partito razzista “Fronte nazionale” nelle elezioni del 1948 radicalizza le sue posizioni. Nel 1952 aprì il primo studio legale gestito da neri in Sudafrica insieme a Oliver Tambo nel centro di Johannesburg.

Nel dicembre del 1956 venne arrestato con l’accusa di tradimento in un processo che si concluderà cinque anni dopo, con l’assoluzione. Nello stesso anno fondò il braccio armato dell’ANC, la “Lancia della Nazione”. Nel 1962 venne arrestato e condannato a cinque anni di prigione per attività sovversive ed espatrio illegale al rientro da una lunga missione in Africa e Europa. Nel 1964 fu condannato ai lavori forzati a vita al processo di Rivonia e trasferito nel carcere di Robben Island, al largo di Città del Capo, dove passò diciotto dei suoi ventisette anni di prigione. Si laureò in legge per corrispondenza all’Università di Londra. In prigione la sua fama e la sua popolarità aumentarono tanto da portarlo a diventare il simbolo della lotta al regime razzista.

Nel 1982 venne trasferito nella prigione di Pollsmoor. Tre anni più tardi Mandela rifiutò la proposta del presidente Botha, che gli offrì la libertà in cambio alla rinuncia incondizionata alla violenza. Nel 1988 fu trasferito nella prigione di Victor Verster (Città del Capo), dove le condizioni di detenzione migliorarono. Nel 1989 Botha venne sostituito alla presidenza da Frederik Willem de Klerk, che il 2 febbraio 1990 annunciò la liberazione di Mandela. Eletto presidente dell’ANC, Madiba iniziò un difficile periodo di negoziato col governo di De Klerk, che proseguì per quattro anni. Nel 1993 ricevette il Nobel per la pace insieme allo stesso De Klerk e il 27 aprile 1994 L’ANC vinse col 62% le prime elezioni multirazziali nella storia del Sudafrica: Mandela divenne il primo presidente nero del suo Paese.

Dopo il 1999 l’anziano leader aveva continuato a spendere le sue energie e il suo nome per numerose cause umanitarie. Nel 2004 aveva annunciato l’intenzione di ritirarsi dalla vita pubblica per dedicarsi alla famiglia. Nel novembre 2009, l’ONU ha proclamato il 18 luglio “Mandela day”.

Intorno alle 20:50 del 5 dicembre 2013, Nelson Mandela si è spento nella sua casa a Johannesburg.


Fonti[]

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January 6, 2010

È morto Beniamino Placido, fine intellettuale e critico televisivo. Aveva 80 anni

È morto Beniamino Placido, fine intellettuale e critico televisivo. Aveva 80 anni

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mercoledì 6 gennaio 2010

È morto a Cambridge, dove si era ritirato da alcuni mesi, Beniamino Placido, 80 anni, americanista, fine critico letterario e televisivo, intellettuale poliedrico e attento alle manifestazioni del costume e della società, spentosi al termine di una lunga malattia.

Già professore di letteratura americana all’Università La Sapienza di Roma, era stato a lungo critico televisivo, con la rubrica “A parer mio” che teneva sulle pagine del giornale La Repubblica, quotidiano per il quale aveva continuato a occuparsi di letteratura e di costume.

Ai suoi lettori Placido ha insegnato a mantenere con la televisione un rapporto inquieto e sensibile, applicando al piccolo schermo una critica “creativa”, fatta di invenzioni, divagazioni, ironia.

Sull’universo televisivo ha pubblicato: “Tre divertimenti, Variazioni sul tema dei Promessi Sposi, di Pinocchio, e di Orazio” (1990), “Composizioni giocose ed esercizi di stile sulla TV”, e “La televisione col cagnolino” (1993), in cui un celebre racconto di Anton Cechov, la “La signora con il cagnolino”, diventa lo spunto, lieve, indiretto, per meditare sul funzionamento della televisione.

Aveva anche prestato il suo volto ad apparizioni cinematografiche in “Come parli frate?” (1974) e “Io sono un autarchico” (1976), entrambi di Nanni Moretti, e in “Porci con le ali” (1977), di Paolo Pietrangeli.

Era parente dell’attore e regista Michele Placido. In un commento sulla seconda serie della “Piovra”, in un articolo dal titolo “La nostra Piovra non sarà mai Dallas”, ironizzava sulla parentela che lo legava a Michele Placido:

« Vorrei poter dire tutto il bene possibile di Michele Placido – della sua maschera, della sua faccia – ma non posso farlo. Perché siamo strettamente imparentati (lo si vede dal nome) e se lo facessi cederei ad una solidarietà di famiglia. Cioè di mafia. »

Fonti[]

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July 10, 2006

Seveso: trent\’anni fa il disastro della diossina

Seveso: trent’anni fa il disastro della diossina

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10 luglio 2006

Erano le 12.37 del 10 luglio 1976 quando una nube tossica sprigionatasi dalla Icmesa di Meda investe Desio, Meda, Cesano Maderno e Seveso. I cieli della Brianza vengono invasi dalla diossina a causa di una reazione chimica causa dell’esplosione di una valvola di sicurezza del reattore.

La fabbrica della svizzera Givaudan-Hoffman La Roche – che produceva soprattutto triclorofenolo, utile per la preparazione di diserbanti e cosmetici – si trasforma da “fabbrica dei profumi” (com’era chiamata allora) a “fabbrica della morte”: periscono quasi 80.000 capi di bestiame e si diffonde il terrore, la disperazione, gravissimi danni alla salute.

“Foglie appassite lungo le strade, la moria degli animali… ricordo le pecore che si erano gonfiate enormemente. I bambini sembravano punzecchiati da qualcosa”, dice oggi Mario Galimberti, corrispondente del Giorno sul luogo della tragedia. “In tutto il tempo che fui lì assistetti a scene davvero drammatiche che raggiunsero l’apice al momento dell’evacuazione della zona A [quella più inquinata]: gente che doveva abbandonare la propria terra, le proprie abitazioni costruite con fatica”, continua il cronista.

Nel 1981 l’Icmesa fu demolita. Oggi nell’area che fu della “fabbrica dei profumi” è sorto un parco, il “Parco della Quercia”, al centro del quale è stato realizzato un centro sportivo.

Fonte[]

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