Si fa sempre più dura la battaglia legale per la protezione del patrimonio di Varanasi

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Varanasi, 15 novembre 2013

Nell’udienza dell’8 novembre 2013, la Corte d’appello di Allahabad[1], India, ha preso in esame le due denunce penali presentate dal Distretto di Varanasi contro la Kautilya Society[1] e contro Vrinda Dar, i due firmatari del PIL[1] (Petizione di interesse pubblico) per la protezione del patrimonio architettonico nella città di Varanasi. (numero del PIL:31229 of 2005)

Il Tribunale di Allahabad, U.P., India

Commons

Commons contiene immagini e file multimediali su Vrinda Dar.

La discussione delle due denunce (FIR[1]) ha comportato la modifica dell’ordine del giorno dell’udienza dell’8 Novembre, convocata per dare la possibilitá al VDA (Autority per lo sviluppo di Varanasi) di rispondere ai richiami formulati nei suoi confronti dalla Corte, nell’ordinanza del 9 ottobre 2013. Il VDA deve rispondere sulle motivazioni per le quali ha concesso di sanare amministrativamente la nuova costruzione realizzata nell’ala posteriore del Darbhanga Palace a Munshi Ghat[1], sulla riva del Gange, nonostante la legge dello Stato dell’Uttar Pradesh vieti nuove costruzioni nell’arco di 200 metri dalla riva del fiume Gange.

Foto del lato posteriore del Darbhanga palace a Varanasi- prima della demolizione (2 piani), durante la costruzione (anni 2004-2012) e a costruzione quasi ultimata (4 piani)

In occasione dell’udienza dell’8 novembre scorso, Vrinda Dar – nel suo doppio ruolo di Segretario di Kautilya Society e di relatrice della petizione, ha presentato una dichiarazione giurata in cui afferma che le Autoritá di Varanasi stanno creando un clima di intimidazione nei confronti suoi e dell’attivitá svolta da Kautilya Society. Nella sua denuncia alla Corte fa notare che i procedimenti legali avviati contro di lei contengono falsità che hanno l’obiettivo di disinformare il pubblico e deviare l’attenzione della Corte di Allahabad.

Nell’udienza dell’8 novembre scorso, Vrinda Dar ha quindi chiesto alla Corte di ordinare un’indagine indipendente in modo da essere protetta da quelle che, secondo lei, sono vere e proprie intimidazioni da parte di organi istituzionali.

I giudici Ashok Bhushan e Arun Tandon hanno aggiornato l’udienza al prossimo 18 dicembre, dando ai due contendenti tre settimane di tempo per rispondere per iscritto alle rispettive accuse.

In attesa dell’udienza, Vrinda Dar ha pubblicato un’intervista video su You Tube, in cui spiega l’evoluzione della petizione e i motivi per i quali, secondo lei, le autorità di Varanasi, che all’inizio avevano supportato la sua attività per la salvaguardia del patrimonio architettonico della città, cercano ora di intimidirla. Ha anche pubblicato due posts sul blog “Banaras Biradari”[1] in cui risponde alle accuse e spiega quali siano, a suo parere, i motivi per cui viene diffamata e perseguitata.

La stampa indiana per molto tempo ha dato ampio sostegno agli sforzi della Kautilya Society di opporsi alla negligenza dell’Amministrazione di Varanasi e di far rispettare la legislazione a protezione del patrimonio architettonico della città. Ora la stampa ha dato ampia risonanza alle denunce presentate contro di lei, mettendo in dubbio che Vrinda Dar sia davvero quell’eroica avvocata dei diritti civili che molti avevano creduto. C’è quindi attesa a Varanasi sul pronunciamento della Corte di Allahabad. Ma considerando la diffidenza della gente nelle Istituzioni, c’è il rischio che le voci di piazza siano più ascoltate di quelle dei Giudici togati e dell’impegno per la verità di molti giornalisti.

A Varanasi, comunque, c’è un consenso generale sul fatto che, da quando la Kautilya Society si è rivolta al Tribunale di Allahabad per denunciare le illegalità compiute nel centro storico, l’abusivismo edilizio è diminuito drasticamente. I cittadini di Varanasi si stanno mobilitando per esigere che siano consultati su come proteggere il patrimonio architettonico del centro storico. Come lamentava il proprietario di una piccola pensione, “O si cambia la legge per tutti , o la legge sia applicata per tutti allo stesso modo! Quello che sta accadendo, invece, è che le grandi imprese vogliono mantenere le attuali restrizioni per la maggioranza dei cittadini; mentre loro corrompono i funzionari pubblici per raggirarle. Le leggi ora sono valide solo per chi non paga sottobanco i controllori! E questo crea un circolo vizioso di corruzione e concorrenza sleale “.

Vrinda Dar, in quanto cittadina italiana, ha inoltre scritto al Consolato italiano di New Delhi per denunciare il fatto che lei, e gli altri due italiani che sono membri della direzione di Kautilya Society, sono oggetto di vessazioni da parte di istituzioni indiane, chiedendo aiuto e protezione. Il Consolato ha detto che in questa fase non può intervenire, ma ha raccomandato di essere informato sull’evoluzione delle indagini e dei processi.

Fonti[]

Se non indicato diversamente, la fonte è in lingua inglese.

Fonti indipendenti[]

Vrinda Dar : contrasting illegality, promoting participation

Kautilya Community Blog[]

Canale Youtube  « The Vrinda Project »[]

Documenti[]


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Flag of Italy.svgFilm-Camera.pngSpeciale TG1 – Ultima Pagina

Altre testimonianze[]

In una intervista precedente Pietro Cocco, uno dei soci fondatori della Kautilya Society, spiegava perché è stata scelta Varanasi come sede della Kautilya Society che si occupa di dialogo interculturale.

Pietro Cocco – Gli MDGs riguardano tutti e ciascuno di noi [2] Flag of Italy.svg

Pietro Cocco – Dialogo tra religioni – (istituzionale e non) progresso in corso [2] Flag of Italy.svg

Pietro Cocco – Perché cercare il dialogo a Benares [2] Flag of Italy.svg

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Note[]

  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 1,4 1,5 Su Wikipedia in lingua inglese.
  2. 2,0 2,1 2,2 Dal canale YouTube « The Vrinda Project »