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June 21, 2016

Inizia l\’orrore del festival della carne di cane in Cina

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Inizia l’orrore del festival della carne di cane in Cina

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martedì 21 giugno 2016

Oggi è partito il festival di Yulin (Cina) della carne di cane. Migliaia di cani verranno uccisi. Molti animalisti, anche locali, si oppongono.

Il festival nacque nel 2009 per incentivare il turismo. Da un sondaggio risulta che la maggioranza dei cinesi non mangia carne di cane e non vuole il festival.


Fonti[]

Wikipedia

Wikipedia in lingua inglese ha una voce su Lychee and Dog Meat Festival.

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April 24, 2014

Opinioni a confronto sull\’utilizzo della sperimentazione animale all\’Università dell\’Insubria

Opinioni a confronto sull’utilizzo della sperimentazione animale all’Università dell’Insubria

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giovedì 24 aprile 2014

Martedì 15 aprile si è tenuto a Busto Arsizio l’incontro intitolato “I risultati della ricerca attraverso le diverse forme di sperimentazione scientifica”, organizzato dal comune allo scopo di mettere a confronto favorevoli e contrari alla sperimentazione animale.

Le opinioni[]

L’allevamento di topi che l’Università degli Studi dell’Insubria intende attivare a servizio della sperimentazione nei laboratori ha messo in conflitto chi ritiene la sperimentazione animale superata e chi invece necessaria.

La manifestazione[]

A seguito di una manifestazione contraria all’allevamento, il sindaco di Busto Arsizio ha organizzato un confronto.

L’incontro[]

Alle 20.30, nella sala del Consiglio Comunale, circa 200 partecipanti hanno potuto ascoltare informazioni e pareri sull’utilizzo degli animali nella ricerca. L’ampia partecipazione testimonia l’interesse per l’argomento. Il confronto non ha però mosso le opinioni opposte ed è stato definito a tratti molto acceso. Quattro le relazioni portate, due a favore dell’utilizzo degli animali e due a sfavore. “Gli animali vengono tenuti in condizioni ottimali” è la posizione considerata controversa da chi non appoggia la sperimentazione animale.


Fonti[]

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April 13, 2014

Torino: manifestazione contro la vivisezione in piazza Castello

Torino: manifestazione contro la vivisezione in piazza Castello

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domenica 13 aprile 2014

Ieri in piazza Castello a Torino si è svolta la manifestazione organizzata da “NO RBM NO Vivisezione”[1], organizzazione che promuove il superamento della sperimentazione animale.

Hanno partecipato vari gruppi animalisti tra cui E.N.P.A. Sez. di Parma, l’Associazione dei Volontari La Pulce, l’Associazione Animalista La Lupa e Radiobau. Inoltre, erano presenti ospiti come Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi, il Prof. Bruno Fedi, Andrea Cisternino, Edoardo Gandini, la sosia di Liz Taylor ed il sosia di Gabriel Garko. Lo stesso giorno, sempre in piazza Castello, dalle ore 11.00 è stato anche allestito un banchetto informativo.

Stando agli organizzatori la partecipazione da parte dei cittadini è stata numerosa.

Fonti[]

Note[]

  1. Pagina Facebook “NO RBM NO Vivisezione”. URL consultato il 14-04-2014.

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June 2, 2013

Assassinato l\’ambientalista Jairo Mora Sandoval

Assassinato l’ambientalista Jairo Mora Sandoval

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domenica 2 giugno 2013

La notte tra il 30 ed il 31 maggio scorso è stato sequestrato ed ucciso all’età di 26 anni l’ambientalista ed attivista costaricano Jairo Mora Sandoval, impegnato nella difesa delle tartarughe liuito (Dermochelys coriacea). Con le sue azioni di pattugliamento notturno aveva ostacolato i bracconieri che, rubando le uova dai nidi, stanno portando questa specie all’estinzione. Inoltre, attraverso una petizione on line, era riuscito ad ottenere l’intervento della polizia, destando forse un’attenzione indesiderata dai trafficanti di droga locali.

Antefatti

La riserva naturale Santuario de Vida Silvestre Costa Rica è ubicata nella provincia di Limón, in Costa Rica, ad una decina di chilometri dal capoluogo. La riserva è stata istituita nel 2009[1] su un territorio acquistato da Vanessa Lizano che comprende 16 chilometri di spiagge,[2] luogo di riproduzione delle tartarughe marine. Jairo Mora vi operava quale volontario dell’associazione ambientalista nonprofit Wider Caribbean Sea Turtle Conservation Network (WideCast),[3] nell’ambito del programma di protezione avviato nel 2010 presso il Santuario de Vida Silvestre.[2]

Le tartarughe marine sono protette dalla legislazione nazionale del Costa Rica, ma negli ultimi anni si è registrato un aumento delle attività illegali di bracconaggio.[3][4] Le uova rubate possono essere vendute sul mercato nero ad un dollaro l’una[5] e un bracconiere può arrivare ad incassare fino a 300 dollari per una notte di lavoro.[3] A testimonianza della stessa Vanessa Lizano, l’organizzazione aveva già ricevuto minacce dai contrabbandieri, infastiditi dalle loro azioni conservazionistiche e di contrasto all’attività illegale.[3]

Il 2 aprile 2013, Jairo Mora aveva rivolto un appello su Facebook ai propri sostenitori perché si unissero a lui nel chiedere una maggiore protezione da parte della polizia locale.[4] Aiuto che era giunto da parte della polizia di Limón e della guardia costiera dopo che, il 6 maggio, un elevato numero di uova era stato rubato dalla Moín Beach.[4]

Assassinio

La sera del 30 maggio 2013, Jairo Mora ed algtre quattro volontarie – tre statunitensi ed una spagnola – pattugliavano la Moín Beach nella provincia di Limón.[4] Approssimativamente alle 11:30, Mora era sceso dalla jeep che guidava per rimuovere un tronco d’albero che ostruiva il percorso quando fu aggredito da almeno cinque uomini mascherati ed armati di pistole. Mentre Mora veniva portato via, un uomo guidò la jeep con le ragazze a bordo presso una vicina casa abbandonata dove vennero loro sequestrati i cellulari, i soldi e ogni loro altro possesso.[6] Quando l’uomo lasciato di guardia se ne andò, le quattro volontarie riuscirono a fuggire e ad avvisare la polizia del sequestro.[4]

Il corpo nudo di Jairo Mora fu ritrovato la mattina seguente sulla spiaggia.[6] Mora era stato prima colpito alla testa con un ogetto contundente e poi ucciso con un colpo di pistola, con le mani legate dietro la schiena.[5]

Quella notte erano in servizio nell’area cinque poliziotti ed erano stati in contatto radio con Mora prima del suo rapimento. Tuttavia, l’obiettivo del pattugliamento era rivolto più alla protezione delle spiagge che non dei volontari, come confermato dal capo della polizia Erick Calderón, e l’area era molto vasta, oltre che completamente al buio.[4]

Reazioni

La notizia dell’omicidio di Jairo Mora ha raggiunto un’eco internazionale.[7][3] L’ambasciata statunitense in Costa Rica ha espresso la propria disaprrovazione per l’omicido,[5] così come la presidentessa del Costa Rica, Laura Chinchilla Miranda, che l’ha definito un’azione «spregevole».[6]

La polizia ha dichiarato che il movente dell’omicidio non è ancora stato determinato. Tra le persone più vicine a Jairo Mora, Vanessa Lizano sospetta che i contrabbandieri siano coinvolti nel delitto.[3] Didiher Chacon, direttore di WideCast, imputa l’omicidio ai trafficanti di droga – che spesso sono anche bracconieri – e che potrebbero essere stati infastiditi nei loro traffici dal pattugliamento notturno delle spiagge.[4][5]

A seguito della morte di Jairo Mora, WideCast ha sospeso il pattugliamento delle spiagge. Sebbene ciò fosse probabilmente l’obiettivo dei suoi asassini, l’associazione non può al momento rischiare altre vite umane per il progetto.[4]


Fonti

Note

  1. [EN] Wildlife Sanctuary. Costa Rica Wildlife Sanctuary. URL consultato il 2 giugno 2013.
  2. 2,0 2,1 [EN] Sea Turtle Program. Costa Rica Wildlife Sanctuary. URL consultato il 2 giugno 2013.
  3. 3,0 3,1 3,2 3,3 3,4 3,5 BBC, fonte cit., 31 maggio 2013.
  4. 4,0 4,1 4,2 4,3 4,4 4,5 4,6 4,7 Lindsay Fendt, fonte cit., 31 maggio 2013.
  5. 5,0 5,1 5,2 5,3 Associated Press, fonte cit., 31 maggio 2013.
  6. 6,0 6,1 6,2 Hulda Miranday, Diego Bosque, fonte cit., 1 giugno 2013.
  7. Paolo Manzo, fonte cit., 2 giugno 2013.

Collegamenti esterni

  • [EN] WideCast. URL consultato il 2 giugno 2013.

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June 27, 2012

Estinto l\’ultimo esemplare di tartaruga gigante dell\’Isla Pinta

Filed under: Ambiente,America meridionale,Ecuador,Pubblicati,Zoologia — admin @ 5:00 am

Estinto l’ultimo esemplare di tartaruga gigante dell’Isla Pinta

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mercoledì 27 giugno 2012

Lonesome George

Si è estinto l’ultimo esemplare conosciuto della tartaruga gigante dell’Isla Pinta (Chelonoidis abingdonii), Lonesome George.

Ne ha dato l’annuncio il Parco Nazionale delle Galápagos; l’esemplare maschio è morto a circa 100 anni, nonostante fosse piuttosto giovane per la sua specie che può vivere fino a 200 anni. Verranno eseguiti esami post-mortem per determinarne la causa.

Lonesome George[1] fu trovato nell’Isla Pinta nel 1972 da uno scienziato ungherese; fu subito integrato nel programma di riproduzione, coabitando per 15 anni con una tartaruga femmina dell’adiacente vulcano Wolf. Le uova però risultarono sterili.

Furono poi seguiti vari tentativi di accoppiamento, risultati vani. Lonesome George era un simbolo delle isole Gálapagos e un’attrazione per i turisti. Lo staff del Parco Nazionale delle Galapagos riporta: «Con la morte di George, la sottospecie della tartaruga di Pinta si è estinta». Molto probabilmente il corpo sarà imbalsamato.


Fonti[]

Note[]

  1. In altre versioni linguistiche di Wikipedia:
    • [EN] Lonesome George, in inglese;
    • [ES] El Solitario Jorge, in spagnolo.

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April 9, 2012

Il panda a rischio estinzione per colpa del sesso

Il panda a rischio estinzione per colpa del sesso

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Washington DC, lunedì 9 aprile 2012

Il panda è un animale di cui è noto il pericolo di una possibile estinzione. In particolare i motivi di ciò, oltre ai cambiamenti climatici o l’intervento dell’uomo, sono stati riscontrati anche nel fattore riproduttivo in quanto le femmine provano eccitazione sessuale solo prima dell’ovulazione, ovvero in un breve periodo che va da uno a tre giorni tra il mese di febbraio e quello di maggio: un lasso di tempo breve in cui il maschio può facilmente “perdere l’occasione” e rimandare il tutto.

Questo studio è stato condotto dallo Smithsonian Conservation Biology Institute[1] negli Stati Uniti e pubblicato sulla rivista Biology of Reproduction. Il veterinario Copper Aitken-Palmer spiega anche che «Abbiamo scoperto che anche i panda maschi hanno cicli ugualmente brevi e restrittivi. Il testosterone e la produzione di sperma migliora durante l’inverno per raggiungere il culmine in marzo e aprile, dopodiché termina improvvisamente in giugno». In questo modo, se il maschio e la femmina hanno cicli riproduttivi diversi, la riproduzione è di fatto impossibile.

I panda in cattività subiscono l’inseminazione artificiale proprio per ovviare a questo problema dell’accoppiamento naturale.


Fonti[]

Note[]

  1. Wikipedia:
    • [IT] Smithsonian Institution
    • [EN] Smithsonian Conservation Biology Institute

Collegamenti esterni[]

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June 24, 2011

Romania: proposta di legge per sterminare 2 milioni di cani randagi

Romania: proposta di legge per sterminare 2 milioni di cani randagi

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venerdì 24 giugno 2011

Dogs11Slovakia1.JPG

Seppur rimandata, lo scorso 21 giugno, la discussione di una legge sull’uccisione di cani randagi da parte del parlamento romeno, secondo gli animalisti rimane ancora il rischio della sua approvazione. Nel frattempo ci si prepara per The European Dog Show dal 5 al 7 ottobre 2012 a Bucarest, la più importante manifestazione canina europea.

Disegno di legge[]

Il governo e l’opposizione hanno deciso che sarà la Commissione per l’amministrazione pubblica a prendere una decisione nelle prossime settimane.

La proposta di legge PL 912, nel caso fosse approvata, autorizzerebbe lo sterminio di oltre 2 milioni di cani randagi sedandoli e permettendo di bruciarli vivi nell’inceneritore. Inoltre, vieterebbe alle ONLUS di verificare la gestione dei canili pubblici e limiterebbe l’adozione degli animali.

In rete circolano le petizioni per poter fermare un’eventuale approvazione della legge ma le firme rimangono troppo poche per poter raggiungere un risultato concreto.

Situazione attuale[]

Cane canile.jpg

Nonostante che non ci sia attualmente una legge che autorizzi un simile sterminio, alcune città si rifiutano di applicare la legge nazionale per la difesa degli animali. Il sindaco di Tulcea, Constantin Hogea, da 3 anni si comporta come se la PL 912 fosse in vigore. Autorizza le uccisioni in strada, minaccia chi protegge gli animali e vieta il passeggio con il proprio cane nelle piazze e molti parchi cittadini, come testimoniano alcune fra le organizzazioni animaliste più importanti come International Alliance for Animal Rights, Romanian Kennel Club e Save the Dogs.

Dal 6 giugno 2011 sono stati sedati e bruciati vivi ancora coscienti 100-200 cani al giorno, cuccioli e adulti, a seguito di autorizzazione comunale.

L’origine del problema[]

L’abbandono in massa degli animali è cominciato dopo il 1989, quando il dittatore Nicolae Ceauşescu cambiò il volto delle città sostituendo le tradizionali case con giardino ai blocchi condominiali. Gli animali, prima utilizzati per la guardia della proprietà e quasi nessuno sterilizzato, si sono riprodotti fino a creare una situazione fuori controllo. Nel 2001 il sindaco di Bucarest ordinò la cattura e uccisione di 40 randagi al giorno, decisione che diventò legge nazionale nel novembre del 2002.

Un business da centinaia di milioni di euro[]

Secondo gli animalisti, il disegno di legge PL 912, è una manovra per poter spartire i guadagni tra le forze politiche e i loro partner commerciali.

Cremare un cane costa mediamente € 15 al chilo, incluso il trasporto, mentre la sterilizzazione costa soltanto 20-25 euro ad animale. L’uccisione di 2 milioni di cani, grazie alla nuova legge, potrebbe fruttare alle aziende dai 30 ai 300 milioni di euro.

Statistiche precedenti[]

Di seguito sono riportati i dati di quanto ha fruttato lo sterminio dei cani randagi negli anni scorsi in alcune località rumene, nonostante il quale il randagismo è sempre in aumento:

  • Bucarest 2001-2007: 9 milioni di euro per uccidere 144 000 cani (€ 62 a capo)
  • Brasov 2003-2008: 1,45 milioni di euro per 20 000 cani (€ 72 a capo)
  • Arad 2008-2010: € 308 048 per 2 986 cani (€ 103 a capo)
  • Slatina 2008-2010: € 205 500 per 1 111 cani (€ 185 a capo)
  • Constanta 2008-2010: 1,5 milioni di euro per 20 000 cani (€ 75 a capo)


Fonti[]

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March 18, 2009

I cani rinselvatichiti costringono i siciliani al coprifuoco

Filed under: Cronaca,Europa,Italia,Pubblicati,Sicilia,Zoologia — admin @ 5:00 am

I cani rinselvatichiti costringono i siciliani al coprifuoco

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mercoledì 18 marzo 2009

Military dog barking.JPG

Sin da ieri, nel territorio di Scicli, ronde di volontari pattugliano il circondario, dalla spiaggia di Punta Pisciotto, da Sampieri, fino a Modica; il loro obiettivo, i cani “vastati”, guastati, rinselvatichiti. I cani sono cacciati con il fucile, oppure con i bocconi avvelenati sparsi fra il verde; il trovarli riesce difficoltoso: gli smaliziati animali si nascondono fra i numerosi cespugli, o nelle frequenti dune di sabbia. Ma non sono soltanto i volontari a braccare i rinselvatichiti, ma anche Carabinieri e la Guardia Forestale. Intanto nella contrada Pisciotto vige un coprifuoco volontario: non si esce se non per necessità, e mai da soli.

Il branco più pericoloso dovrebbe essere composto da una decina di esemplari; affamati e solidali fra loro, non hanno riserve a cibarsi anche di carne umana. Due di queste belve sono già state uccise dai carabinieri, che hanno dovuto difendersi a raffiche di mitra, essendo diventati anch’essi, ai loro occhi, una preda.

La situazione è esplosa in questi giorni, ma in realtà il primo incidente è assai anteriore: il 16 di agosto una donna sporge denuncia per morsi alle gambe. Da tale data ad oggi il bilancio, nella zona, è di tre feriti ed un morto: il bambino di nove anni Giuseppe Misicoro Brafa, aggredito e sbranato il 16; mentre sta lottando fra la vita e la morte Marya M., turista tedesca ventiquattrenne, aggredita il 17.

Il racconto[]

Il sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, ha assistito a quest’ultima aggressione, ed ha potuto osservare la dinamica del gruppo di animali: «Ero col mio autista, abbiamo visto davanti a noi i cani che avevano già atterrato la loro vittima. Due animali mordevano e strappavano la carne di quella poveretta, altri sei erano disposti a semicerchio, come se volessero proteggere la coppia che faceva scempio del corpo della ragazza. Mai vista una cosa simile, sembravano aver sferrato un attacco organizzato alla perfezione. Mi sono armato di un bastone, sono corso urlando verso il branco per disperderlo, ma non c’è stato niente da fare. I sei cani hanno mantenuto il cerchio senza arretrare di un centimetro. Anzi, si sono fatti avanti per attaccarci. Poi sono arrivati i carabinieri, hanno sparato. Solo allora gli animali, impauriti, sono scappati».

Il diritto[]

Il dramma dovrebbe essere partito dal ricovero per animali gestito da Virgilio Giglio; una struttura dove vivevano una settantina di cani, fra sporcizia ed incuria, costretti a mangiare i corpi dei loro simili deceduti. Sessanta di questi sono stati trasportati in altre strutture più idonee, ma all’ “appello” manca ancora quella decina. Virgilio Giglio, di 64 anni, ufficialmente il proprietario degli animali, è stato arrestato per omesso controllo e concorso in omicidio colposo, dai carabinieri di Modica.

Secondo il sindaco di Scicli, a seguito della denuncia di agosto i vigili urbani segnalarono la situazione alla magistratura, che non è intervenuta: «Il problema non era di competenza del Comune [di Scicli] perché quei cani non erano randagi ma di proprietà di Giglio a cui gli animali erano stati affidati dopo un provvedimento specifico di sequestro». E ancora: «Il Comune si è mosso in ogni direzione consentita per prevenire la tragedia, la competenza esclusiva sulla sorte di questi cani era della magistratura».

Di differente avviso Domenico Platania, procuratore di Modica: «L’amministrazione doveva intervenire perché non c’è stato alcun sequestro: l’omessa custodia di cani è un reato depenalizzato, è punito con una sanzione amministrativa», perciò nessuna custodia avrebbe potuto essere affidata a chicchesia. Racconta Domenico, che il 16 agosto 2008 avvenne la prima denuncia per morsi alle gambe; il 2 settembre 2008 i carabinieri hanno individuato il proprietario della struttura Virgilio Giglio, tuttavia gli ispettori dell’Asl trovarono tutto in regola.

Di questi cani ora non si sa neppure cosa farne: il prefetto di Ragusa aveva autorizzato l’abbattimento, ma poi ha fatto marcia indietro, per via di certe proteste di ambientalisti; perciò i cani andranno sedati. Tuttavia le armi adatte alla bisogna, le spara-sonnifero, non sono immediatamente disponibili. Infine, il branco sa bene come fare a nascondersi, e ben difficilmente gli appostamenti nei pressi della casa di Giglio potranno portare alla loro cattura: ora sono liberi.

In Italia[]

Il fenomeno dei cani randagi è composto, in Italia, da 600.000 esemplari, di cui approssimativamente 149.500 sono ospitati in strutture adeguate. Ma si tratta degli elementi censiti ufficialmente; una cifra sottovalutata, come racconta Ilaria Innocenti, responsabile della Lega Anti Vivisezione per cani e gatti, secondo cui si può valutare tranquillamente nell’ordine del milione di esemplari. Si stima che i cani domiciliati siano ben sei milioni, dei quali 45.000 ogni anno finiscono abbandonati.

Attualmente la situazione del randagismo appare sotto controllo nella parte settentrionale del Paese, mentre nella parte meridionale le cose stanno in modo differente, è qui che si ha la maggiore concentrazione di randagi.

Il fenomeno è disciplinato dalla legge n°281 del 14 agosto 1991, una legge che appare non adeguata, affidando i maggiori oneri ai Servizi Veterinari Asl; inoltre, la legge finanziaria del 2008 ha decretato che i comuni debbono investire denaro nella sterilizzazione dei randagi.

La Lega Anti Vivisezione chiede quindi come misura primaria, sfruttando la legislazione corrente, di provvedere con urgenza al controllo delle nascite dei randagi, mediante la loro sterilizzazione; propronendo altresì delle moratorie nella vendita di cuccioli, in modo tale da contribuire allo svuotamento dei canili. Un altro punto su cui Ilaria si pronuncia, è di combattere il traffico internazionale di cani, spesso non vaccinati, un affare da 300 000 euro; il quale rinfocola malattie quasi scomparse come il cimurro, la parvovirosi e la rabbia.


Collegamenti esterni[]

Fonti[]

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August 24, 2008

Venduto su eBay un insetto di 50 milioni di anni

Venduto su eBay un insetto di 50 milioni di anni

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domenica 24 agosto 2008

Sono stati spesso trovati degli organismi preistorici nell’ambra

L’insetto era imprigionato in una goccia d’ambra e venduto su eBay per 20 dollari.

È successo a un inglese, Richard Harrington, vicepresidente della Royal Entomological Society. Ha comprato il fossile da un lituano e senza riuscire ad identificarlo lo ha fatto esaminare da un esperto danese in fossili, Ole Heie, il quale ha scoperto che si trattava di una specie di afide non ancora catalogata, vissuta 50 milioni di anni fa e “grande quanto una pillola”.


Fonti[]

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June 23, 2008

Mar Mediterraneo minacciato da invasione di meduse

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Mar Mediterraneo minacciato da invasione di meduse

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lunedì 23 giugno 2008

Pelagia nocticula, la medusa responsabile delle invasioni in Mediterraneo

Secondo il giornale inglese The Independent, le coste del Mediterraneo sarebbero minacciate per l’ottavo anno consecutivo da un’invasione di meduse.

Biologi marini hanno osservato un grande numero di esemplari di Pelagia noctiluca tra la Corsica e le coste francesi. Per evitare dolorose punture ai bagnanti, il comune di Cannes in Francia, ha deciso che dalla prossima settimana saranno installate delle barriere e delle reti per impedire che le meduse giungano a riva. E in Italia? “Non ci sono numeri preoccupanti” secondo Silvio Greco, dirigente di ricerca dell’Istituto centrale per la ricerca applicata al mare (Icram), che tuttavia ha aggiunto che “non si può riempire il Mediterraneo di reti anti-meduse come in Australia per gli squali. L’occasione è quella per spingere con urgenza i paesi rivieraschi a lanciare una politica condivisa. Però bisogna fare in fretta. Prima c’erano segnali isolati ora il problema e’ generalizzato e già a maggio abbiamo avuto in tutto il Tirreno meridionale una vasta proliferazione”.

Possibili cause delle invasioni[]

Fino a qualche tempo fa, le invasioni di meduse nel Mare nostrum avvenivano ogni 10-12 anni, mentre adesso si ripetono praticamente ogni anno.

Secondo Gabriel Gorsky dell’Osservatorio oceanografico di Villefranche-sur-Mer, le invasioni annuali di meduse potrebbero essere dovute a cambiamenti nelle correnti e nei venti collegati ai mutamenti climatici. Secondo altri ricercatori, invece, le invasioni sarebbero dovute alla diminuzione del numero dei loro predatori naturali come tonni e tartarughe marine.

Non tutti sono d’accordo con queste tesi: “purtroppo per noi e per fortuna per l’ecosistema le meduse si spostano da una parte all’altra trasportate dalle correnti. È un fenomeno imprevedibile che non è correlato a nulla di particolare” ha affermato Antonio Di Natale, responsabile scientifico dell’Acquario di Genova. Inoltre, “finora non ci sono studi scientifici adeguati sulla proliferazione abnorme delle meduse nel mar Mediterraneo”, aveva detto Claudia Gili, curatore generale dell’Acquario di Genova in occasione dell’inaugurazione di una nuova area espositiva dedicata proprio alle meduse.


Fonti[]

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