Un presidente di seggio fa togliere un crocifisso dal seggio

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Amelia, 9 aprile 2006

Durante le operazioni per le votazioni, domenica 9 aprile, un presidente di seggio di una sezione di Amelia (in provincia di Terni) ha fatto togliere dalla parete il crocifisso.

La cosa ha suscitato durissime critiche da parte dei rappresentanti di lista del centrodestra. Alcuni agenti della Guardia di Finanza hanno avvisato del fatto i Carabinieri di Amelia, i quali hanno effettuato un sopralluogo, rivelando che il crocifisso rimaneva tuttora staccato dalla parete.

Il telegiornale TG 4 diretto da Emilio Fede delle ore 18.55, ha dato la notizia dichiarando l’episodio inconcepibile.

Il problema non è nuovo. Già in passato diverse associazioni hanno presentato ricorsi contestando il fatto che nei seggi elettorali sia esposto il crocifisso che è un simbolo religioso.

La questione risulta anche strettamente connessa all’obbligo di esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche (visto che le sezioni elettorali vengono ospitate nelle aule scolastiche). Sul problema se nelle aule scolastiche possa o meno essere presente il crocifisso, la Corte Costituzionale ha recentemente dichiarato la sua incompetenza e il Consiglio di Stato ha affermato che il crocifisso deve rimanere nelle aule dove avvengono le lezioni indicando nelle radici cristiane dell’Italia la motivazione principale, radici che sono ben evidenti nella storia democratica e secolare del paese, ma che non sono accennate nella Costituzione italiana, che afferma invece la laicità dello Stato.

Tuttavia il DPR 30 marzo 1957 N. 361 prevede che nei simboli elettorali non possano essere presenti simboli religiosi (art. 14) e l’asportazione del crocifisso potrebbe benissimo rientrare all’interno dei lavori necessari per trasformare le aule da sede di lezioni a sede di seggio. Nessuna legge infatti prescrive che dentro al seggio debba essere esposto il crocifisso, mentre è chiaro che sono vietati qualsiasi simbolo che possa avere anche un lontano riferimento a liste elettorali e partiti politici. Tuttavia nessuna norma richiede esplicitamente che il crocifisso venga tolto. Né d’altro canto il crocifisso sembra rientrare all’interno della questione, in quanto il simbolo religioso in sè non indica preferenza per alcun partito o coalizione politica.

Inoltre è da notare che nessuna norma richiede che le votazioni si svolgano in aule scolastiche (esiste sì una norma che consente l’uso delle aule scolastiche e che obbliga il sindaco a fornirle in caso di bisogno, ma nulla vieta che le elezioni avvengano in altri locali forniti dal comune o resi disponibili con l’intervento del prefetto). In tal caso nessuna norma prevede che venga esposto il crocifisso, così come nessuna norma prevede che venga esposto durante le elezioni nell’aula scolastica. L’unica motivazione addotta al motivo perché deve esserci è in realtà il fatto che c’è già. Tuttavia anche il fatto che nelle aule scolastiche debba esserci il crocifisso è oggetto di discussione e critica da parte di alcune associazioni laiciste ed di area atea-materialista.

Solleva anche qualche dubbio il controllo fatto delle forze dell’ordine. La stessa legge, infatti, dispone che a capo della questioni di polizia all’interno del seggio è proprio il presidente di seggio e dispone anche (art. 43 e succ.) che le forze dell’ordine non possano (salvo casi specifici) entrare nella sala del seggio. Inoltre l’art. 66 prevede che sia il presidente a decidere sui reclami (facendone notazione nel verbale).

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