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August 18, 2016

Giochi olimpici 2016: Ezekiel Kemboi squalificato per un passo fuori pista nei siepi, il bronzo va alla Francia

Giochi olimpici 2016: Ezekiel Kemboi squalificato per un passo fuori pista nei siepi, il bronzo va alla Francia

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giovedì 18 agosto 2016

Si è svolta la gara finale dei 3000 m siepi maschili, dove il keniota Ezekiel Kemboi non ha potuto ricevere la medaglia di bronzo in quanto squalificato. Si classifica quindi al terzo posto il francese Mahiedine Mekhissi, avendo corso in 8’11,52″.

Ezekiel Kemboi è stato squalificato dopo un reclamo avanzato dalla squadra francese che lamentava una sua temporanea percorrenza fuori pista; il keniota ha in effetti fatto un passo a sinistra della linea di demarcazione interna della pista d’atletica (scavalcando anche un cono) subito dopo aver superato la riviera. Il “passo falso” non sembra essere stato intenzionale, ma commesso per evitare la congestione di corridori presente dopo l’ostacolo. Il suo tempo era 8’08,47″.

Chiude invece al primo posto il connazionale Conseslus Kipruto, che correndo in 8’03,28″ fissa anche un nuovo record olimpico. Medaglia d’argento per lo statunitense Evan Jager, che ha traguardato in 8’04,28″.

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April 29, 2012

Due attacchi terroristici contro i cristiani d\’Africa

Due attacchi terroristici contro i cristiani d’Africa

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29 aprile 2012

Ancora due attentati, finiti in strage, contro i cristiani, oggi, in Africa e precisamente in Nigeria e Kenya.

L’attentato in Nigeria[]

Dei due attacchi ben distinti, uno si è verificato in Nigeria, a Kano, nella zona universitaria, dove era in corso la celebrazione di una messa cristiana in un teatro. I testimoni fanno sapere di aver udito un’esplosione seguita da colpi d’arma da fuoco. Altre fonti invece parlano di tre esplosioni. Uno studente intervistato dall’agenzia Reuters riferisce che l’attacco è durato più di mezz’ora. Il bilancio, tuttora parziale, è di venti persone decedute, mentre polizia ed esercito sono sulle tracce degli attentatori.

Kano non è nuova ad avvenimenti simili: in questi mesi il gruppo fondamentalista islamico Boko Haram (il cui nome tradotto — l’educazione occidentale è un peccato — lascia pochi dubbi sull’ideologia dello stesso), che intende imporre la Sharia nel Paese, ha macchiato di sangue la città con attentati analoghi ai danni dei cristiani che hanno causato centinaia di vittime.

L’attentato in Kenya[]

L’attentato in Kenya è avvenuto a Nairobi, all’interno di una chiesa dove si stava celebrando una messa. La chiesa in questione è collegata alla congregazione “Casa dei miracoli di Dio”. Nell’attacco è rimasto ucciso il sacerdote celebrante e altre dieci persone risultano ferite. L’attentato non è stato rivendicato, come del resto molti di quelli che da oltre un anno sconvolgono Nairobi.

Il commento del Vaticano[]

«I nuovi attacchi terroristici sono fatti orribili ed esecrabili, da condannare con la massima decisione». Questo il commento di padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano.


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July 3, 2009

Il Kenya conferma il primo caso di influenza suina

Filed under: Africa,Economia e finanza,Kenya,Pubblicati,Salute — admin @ 5:00 am

Il Kenya conferma il primo caso di influenza suina

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venerdì 3 luglio 2009

Bandiera del Kenya

Uno studente di medicina britannico è diventato il primo caso confermato di influenza dei maiali in Kenya, nell’Africa orientale. Lo studente, che era in un gruppo di 33 persone, era in Kenya per assistere ad una serie di eventi medici nella provincia di Nyanza.

L’intero gruppo è attualmente in quarantena nell’hotel in Kisumu dove alloggiano, mentre proseguono le analisi. Un secondo caso sospetto ha coinvolto una donna keniana appena arrivata dall’India che è stata messa in isolamento all’ospedale statale di Kenyatta nella capitale Nairobi in attesa dei risultati di laboratorio.

Durante il fine settimana c’è stato panico nel capitale poiché circolavano degli SMS che avvertivano la gente di rimanere alla larga dal Sarit centre, un centro commerciale molto popolare dove è stato rilevato un altro caso sospetto. Il risultato del test sul paziente è, tuttavia, risultato negativo al virus H1N1.

Il Kenya ha mantenuto forti legami con la Gran Bretagna da quando ha guadagnato l’indipendenza nel 1962, e infatti ci sono regolarmente voli diretti a Londra. Si sono però sviluppati timori che l’alta stagione turistica che comincia questo mese e finirà a settembre sarà influenzata avversamente proprio mentre infuria la recessione globale: il settore del turismo deve ancora recuperare completamente dopo che il paese finì quasi in una guerra civile a seguito di un’elezione generale di due anni fa, che ha forzato la comunità internazionale ad intervenire.

Una epidemia di colera che ha provocato la morte di almeno 80 persone da marzo ha ulteriormente esasperato la situazione ed ha portato un clima di maggior paura.

Negli ultimi anni il Kenya ha ricevuto tantissimi turisti la maggior parte dei quali diretti a Kogelo, nella provincia di Nyanza, per visitare l’antica casa e la famiglia del padre dell’attuale presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, dalla quale si sta pensando di ricavare un museo in suo onore. Ciò ha reso la regione estremamente suscettibile alla corrente pandemia influenzale.


Fonti[]

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Kenya confirms first swine flu case, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

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Il Kenya conferma il primo caso di influenza suina

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venerdì 3 luglio 2009

Bandiera del Kenya

Uno studente di medicina britannico è diventato il primo caso confermato di influenza dei maiali in Kenya, Africa orientale. lo studente, che era in un gruppo di 33 persone, era in Kenia per assistere ad una serie di eventi medici nella provincia di Nyanza.

L’intero gruppo è attualmente in quarantena nel loro hotel in Kisumu mentre le analisi proseguono. Un secondo caso sospetto ha coinvolto una donna keniana appena arrivata dall’India che è stata messa in isolamento all’ospedale statale di Kenyatta nella capitale Nairobi in attesa dei risultati di laboratorio.

Durante il fine settimana c’è stato panico nel capitale poiché circolavano degli SMS che avvertivano la gente di rimanere alla larga dal Sarit centre, un centro commerciale molto popolare dove è stato rilevato un altro caso sospetto. Il risultato del test sul paziente è, tuttavia, risultato negativo al virus H1N1.

Il Kenya ha mantenuto forti legami con la Gran Bretagna da quando ha guadagnato l’indipendenza nel 1962. Ci sono regolarmente voli diretti a Londra. Ci sono però timori che l’alta stagione turistica che comincia questo mese e finirà a settembre sarà influenzata avversamente proprio mentre infuria la recessione globale. Il settore del turismo deve ancora recuperare completamente dopo che il Paese finì quasi in una guerra civile a seguito di un’elezione generale di due anni fa, che ha forzato la comunità internazionale ad intervenire.

Una epidemia di colera che circolò per il paese ha esasperato la situazione, morte almeno 80 persone da marzo ed ha portato un clima di maggior paura.

Negli ultimi anni il Kenya ha ricevuto tantissimi turisti la maggior parte dei quali truppe dirette a Kogelo, nella provincia di Nyanza, per visitare l’antica casa e la famiglia del padre dell’attuale presidente degli Stati Uniti, Hussein Obama. Si sta pensando di costruire un museo in suo onore. Ciò ha reso la regione estremamente suscettibile alla corrente pandemia influenzale.

Fonti

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Kenya confirms first swine flu case, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

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Il Kenya conferma il primo caso di influenza suina

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venerdì 3 luglio 2009

Bandiera del Kenya

Uno studente di medicina britannico è diventato il primo caso confermato di influenza dei maiali in Kenya, nell’Africa orientale. Lo studente, che era in un gruppo di 33 persone, era in Kenya per assistere ad una serie di eventi medici nella provincia di Nyanza.

L’intero gruppo è attualmente in quarantena nell’hotel in Kisumu dove alloggiano, mentre proseguono le analisi. Un secondo caso sospetto ha coinvolto una donna keniana appena arrivata dall’India che è stata messa in isolamento all’ospedale statale di Kenyatta nella capitale Nairobi in attesa dei risultati di laboratorio.

Durante il fine settimana c’è stato panico nel capitale poiché circolavano degli SMS che avvertivano la gente di rimanere alla larga dal Sarit centre, un centro commerciale molto popolare dove è stato rilevato un altro caso sospetto. Il risultato del test sul paziente è, tuttavia, risultato negativo al virus H1N1.

Il Kenya ha mantenuto forti legami con la Gran Bretagna da quando ha guadagnato l’indipendenza nel 1962, e infatti ci sono regolarmente voli diretti a Londra. Si sono però sviluppati timori che l’alta stagione turistica che comincia questo mese e finirà a settembre sarà influenzata avversamente proprio mentre infuria la recessione globale: il settore del turismo deve ancora recuperare completamente dopo che il paese finì quasi in una guerra civile a seguito di un’elezione generale di due anni fa, che ha forzato la comunità internazionale ad intervenire.

Una epidemia di colera che ha provocato la morte di almeno 80 persone da marzo ha ulteriormente esasperato la situazione ed ha portato un clima di maggior paura.

Negli ultimi anni il Kenya ha ricevuto tantissimi turisti la maggior parte dei quali diretti a Kogelo, nella provincia di Nyanza, per visitare l’antica casa e la famiglia del padre dell’attuale presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, dalla quale si sta pensando di ricavare un museo in suo onore. Ciò ha reso la regione estremamente suscettibile alla corrente pandemia influenzale.

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Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Kenya confirms first swine flu case, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

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November 18, 2008

Somalia: i pirati sequestrano la superpetroliera saudita Sirius Star

Somalia: i pirati sequestrano la superpetroliera saudita Sirius Star

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martedì 18 novembre 2008

La superpetroliera “AbQaiq” avente una capacità maggiore della “Sirius Star”

L’ultima nave sequestrata dai pirati somali è stata una superpetroliera assaltata al largo delle coste kenyane.

La “Sirius Star”, questo è il nome della nave sequestrata lo scorso sabato, armata da una società di navigazione saudita, è la più grande nave sequestrata e dirottata fino ad ora dai corsari somali e inoltre il primo gigante del mare sequestrato nella storia della pirateria: 330 metri di lunghezza, 318 mila tonnellate, circa 2 milioni di barili per 100 milioni di dollari (diretti negli USA), oltre ai 150 milioni del costo della stessa petroliera.

Attualmente la nave, col suo carico di petrolio e i 25 marittimi imbarcati, sta dirigendosi verso il porto somalo di Eyl dove i pirati hanno la loro base.

La “Sirius Star” è stata attaccata a circa 450 miglia nautiche dalla costa (l’arrembaggio è avvenuto a 800 km ad Est di Mombasa, Kenya), cosa che, secondo l’IMB (Ufficio Marittimo Internazionale), porterebbe a supporre un’azione altamente organizzata, che ha evitato i controlli della flotta di circa 20 navi in pattugliamento nella zona. Al momento restano 12 navi nelle mani dei pirati, tra cui quella con i 33 carri armati ucraini sequestrata settimane fa, e ora anche una grossa nave da trasporto con 36.000 di tonnellate di farina di Hong Kong.


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  • TG 3 delle 19.00, del 18 novembre 2008

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November 10, 2008

Kenya: due suore italiane rapite e condotte in Somalia

Kenya: due suore italiane rapite e condotte in Somalia

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lunedì 10 novembre 2008
Ieri notte nella località keniana di El Wak, al confine con la Somalia, una banda armata ha rapito diverse persone tra cui due suore italiane, Maria Teresa Olivero e Caterina Giraudo, entrambe originarie di Cuneo e facenti parte del gruppo missionario Charles De Foucauld.

I rapitori, dopo aver attaccato anche edifici governativi, si sono diretti, con gli ostaggi, su camion ed auto verso la frontiera somala. La conferma del rapimento è stata data ai religiosi italiani dalla polizia locale.

Sembra che i rapitori, di cui non si conosce ancora l’identità, provenissero dalla Somalia.


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November 9, 2008

Tanzania: precipita un aereo, morti quattro turisti italiani

Tanzania: precipita un aereo, morti quattro turisti italiani

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domenica 9 novembre 2008

La cima Mawenzi, terza per altezza del monte Kilimanjaro

Un piccolo aereo Cessna, con a bordo 5 persone (4 passeggeri e il pilota) è precipitato nella giornata di ieri sul Kilimanjaro, il più alto monte del continente africano (5.895 metri). I quattro turisti, tutti di nazionalità italiana, sono deceduti mentre il pilota è sopravvissuto ma si trova attualmente in condizioni gravi.

Il disastro aereo è avvenuto intorno alle 11 ora locale (ore 9 CET), quando il velivolo si è schiantato contro la cima Mawenzi, a oltre 4.300 metri di altezza. I corpi delle vittime, provenienti dal Trentino-Alto Adige, sono stati recuperati e portati nella città di Moshi.

I turisti italiani sarebbero dovuti tornare ieri in patria, ma a causa di un problema il ritorno era stato posticipato e così avevano deciso di intraprendere un piccolo viaggio intorno al monte, partendo dal Kenya, secondo quanto fa sapere l’ambasciata italiana nella città di Dar es Salaam.


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November 5, 2008

Kenya: festa nazionale per onorare Obama

Kenya: festa nazionale per onorare Obama

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mercoledì 5 novembre 2008

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Una significativa iniziativa del presidente del Kenya Kibaki è stata il proclamare la giornata di domani festa nazionale per onorare la vittoria di Obama il cui padre era nativo del Kenya.

Nella città natale del padre di Obama ed in altre città del paese si è festeggiato la vittoria del neo presidente americano.

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Segui lo Speciale sulle elezioni presidenziali statunitensi del 2008 su Wikinotizie.

Oggi l’Africa saluta con ammirazione, rispetto, orgoglio e gioia questa elezione, alla massima carica del paese più potente del mondo, di un suo figlio dalla pelle nera.


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March 4, 2008

Ancora violenze in Kenya: almeno 13 morti

Ancora violenze in Kenya: almeno 13 morti

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martedì 4 marzo 2008

Crisi in Kenya 2008
  • Kenya: il paese sull’orlo della guerra civile, oltre 300 i morti, 2 gennaio 2008
  • Kenya: si intravedono i primi spiragli di dialogo, 3 gennaio 2008
  • Kenya: continuano le violenze, 64 le vittime, 28 gennaio 2008
  • Kenya: Odinga invoca nuove elezioni, 28 gennaio 2008
  • Ancora violenze in Kenya: almeno 13 morti, 4 marzo 2008

Mappa del Kenya

Gli ennesimi scontri in Kenya avrebbero provocato almeno 13 morti. Si tratta dei primi scontri con vittime dopo l’accordo per la divisione del potere siglato dalle parti politiche la settimana scorsa, ma che probabilmente avrebbero come scintilla la divisione del territorio. All Africa riporta notizie raccapriccianti sui metodi di uccisione di queste persone: alcune sarebbero state bruciate vive, altre decapitate ed altre uccise a colpi di pistola. Una persona, presente sulla scena dei delitti, ha detto al quotidiano The Nation: «Mi sono nascosto dietro un enorme masso vicino casa mia, altrimenti sarei già stato ucciso». Fonti della polizia hanno riferito che 6 delle 13 vittime erano bambini, tuttalpiù ragazzi, e che quattro dei morti totali erano parenti di Fredrick Mbuya, un riservista della polizia.

La mattanza è avvenuta presso il Villaggio di Embaski, nella Rift Valley, a oltre 500 chilometri dalla capitale Nairobi, zona già teatro, nei mesi precedenti, di scontri sanguinari.

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Violence in Kenya kills at least thirteen, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

Wikivoyage

Wikivoyage ha un articolo su Kenya.

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