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August 4, 2018

A Venezia un motoscafo ed una barca di pescatori si scontrano: due morti e quattro feriti

A Venezia un motoscafo ed una barca di pescatori si scontrano: due morti e quattro feriti

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sabato 4 agosto 2018

Wikinotizie di oggi
4 agosto

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Ieri sera alle ore 23:50 un motoscafo che viaggiava ad alta velocità nella laguna di Venezia si è scontrato contro una barca di pescatori, travolgendola e provocando il decesso di due sessantanovenni con la passione della pesca.

Il primo è stato subito soccorso morendo in ospedale poco dopo mentre il secondo è stato ritrovato qualche ora dopo l’incidente nella darsena di Sant’Elena. I quattro ragazzi alla guida del motoscafo, invece, sono rimasti feriti.

La Capitaneria di Porto sta provvedendo ad effettuare degli accertamenti sulle cause che hanno portato all’incidente. I ragazzi erano negativi all’alcol test.

Secondo il presidente della Regione Veneto Luca Zaia c’è bisogno di regole più severe per la navigazione in laguna per aver maggior sicurezza.


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July 17, 2016

Pakistan: la webstar Qandeel Baloch uccisa dal fratello

Pakistan: la webstar Qandeel Baloch uccisa dal fratello

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domenica 17 luglio 2016

Wikipedia

Wikipedia in lingua inglese ha una voce su Qandeel Baloch.

La ventiseienne modella e webstar pakistana Fouzia Azeem, meglio nota come Qandeel Baloch, è stata trovata morta nella casa dei propri genitori. Per l’omicidio è stato fermato il fratello, che ha affermato di averla uccisa perché «aveva disonorato il nome della famiglia».

Il fratello della ragazza, Waseem Azeem, di venticinque anni, ha dichiarato alla polizia di aver drogato la ragazza prima di ucciderla e che la vittima non si sarebbe accorta che il fratello la stesse strangolando. Dopo l’omicidio, l’uomo è fuggito verso Dera Ghazi Khan, nella regione del Punjab pakistano, dove, questa notte, è stato arrestato dalle forze dell’ordine.

Scavando nella vita della ragazza e sui suoi profili social, gli agenti hanno scoperto che il fratello l’aveva già minacciata più volte per il suo comportamento, in quanto la ragazza si dichiarava apertamente contro i dettami imposti alle donne dell’Islam e al patriarcato ancora vigente nel paese.


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July 7, 2016

Ancora un afroamericano ucciso negli Stati Uniti

Ancora un afroamericano ucciso negli Stati Uniti

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giovedì 7 luglio 2016

Wikinotizie di oggi
7 luglio
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Philando Castile, un 32-enne afroamericano, è stato ucciso in automobile dagli agenti nello Stato del Minnesota, mentre prendeva la patente dal portafogli.

I fatti[]

Lui aveva comunicato agli agenti di polizia di avere un’arma regolarmente registrata. Appena l’ha detto, gli agenti (a quanto risulta dal video postato in diretta dalla fidanzata su Facebook) gli hanno ordinato di stare fermo. Mentre prendeva la patente, dichiara la fidanzata che era con lui in auto, è stato colpito con quattro colpi di pistola. Il giovane è morto in ospedale.


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August 11, 2015

Torino: morto per strangolamento dopo TSO, indagati tre vigili e un medico

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Torino: morto per strangolamento dopo TSO, indagati tre vigili e un medico

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martedì 11 agosto 2015

Wikinotizie di oggi
11 agosto

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Secondo l’autopsia, Andrea Soldi è morto per «choc da compressione latero-laterale al collo», durante la manovra coercitiva effettuata su di lui da parte dei vigili urbani, chiamati per effettuare il trasporto in ospedale nel quale lo attendeva un trattamento sanitario obbligatorio.

Era mercoledì 5 agosto quando Andrea, solitamente tranquillo, aveva dato in escandescenza e i familiari avevano chiamato l’ASL per richiederne il ricovero, cosa già accaduta in passato, ma che non aveva mai portato ad estreme conseguenze. Sul posto è arrivata una pattuglia della polizia municipale i quali, secondo la ricostruzione di un testimone, hanno preso la vittima «per il collo, alle spalle. Mentre lo stringevano aveva la lingua fuori e non respirava più. Lo hanno caricato in ambulanza a faccia in giù, ammanettato».

La stretta del collo in particolare, è una manovra che non dovrebbe superare i 15 secondi, in quanto riduce l’afflusso di sangue al cervello, con perdita di coscienza, del respiro e del controllo urinario. L’infermiere che ha accompagnato Andrea in ambulanza ha riferito che avrebbe dovuto eseguire una rianimazione, resa impossibile dal fatto che la vittima era ammanettata a pancia in giù. Inoltre ha testimoniato come, durante l’intervento dei vigili, Soldi fosse diventato rosso in volto e avrebbe urinato, fatto che secondo la procura prova l’eccessiva forza usata dagli agenti. Al pronto soccorso del Maria Vittoria il paziente era ormai in arresto respiratorio.

All’arrivo della sorella in ospedale, le condizioni della salma erano impressionanti: «Andrea era lì disteso, scurissimo in volto. Aveva le orecchie nere, tre cicatrici sul volto, una collana di lividi attorno al collo e dei segni bianchi ai polsi. Mi sono chiesta: che cosa è successo? Poi ho capito che me l’avevano ucciso. Morto soffocato, con la testa in giù sulla barella».

Il pubblico ministero che segue l’inchiesta, Raffaele Guariniello, ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo i tre vigili Enri Botturi, Stefano Delmonaco e Manuel Vair e il dirigente dell’ASL 2 Carlo Della Porta. All’attenzione del PM sono arrivate 9 foto scattate da un carabiniere in pensione che ha ripreso la scena e ha raccontato l’accaduto: «non si trattano così nemmeno le bestie da portare al macello. Se ripenso a quella scena mi viene da piangere. Io ho portato la divisa per una vita, so cos’è il senso del dovere e dello Stato. E l’altro giorno, mi creda, il senso dello Stato qui non c’era». I tre vigili non sono stati sospesi, ma trasferiti ad incarichi non operativi.

Andrea Soldi, 45 anni, soffriva di schizofrenia dal 1991, quando durante il servizio di leva ebbe la sua prima crisi. Dopo una settimana di “silenzio” telefonico, i familiari andarono a fargli visita trovandolo steso su un letto in stato catatonico. Poi venne ricoverato all’ospedale di Moncalieri e da allora non si è più ripreso, ma viveva comunque una vita tranquilla, fino a quel tragico mercoledì.

Le molte similitudini nella dinamica della morte portano subito la mente a casi simili, tra cui Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi e Giuseppe Uva.


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February 2, 2015

Caso Francesco Montis : assolti Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni

Caso Francesco Montis : assolti Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni

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2 febbraio 2015

Per Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni, dopo cinque anni di carcere, arriva infine l’assoluzione con sentenza definitiva dall’accusa di aver assassinato il compagno di viaggio Francesco Montis.

Il 4 febbraio 2013 la Corte Suprema indiana aveva giudicato ammissibile il ricorso contro la condanna all’ergastolo, fissando l’esame del merito per il 3 settembre 2013.[1] Vari rinvii hanno fatto slittare la sentenza definitiva allo scorso 20 gennaio.

Il primo febbraio sono entrambi rientrati in Italia.

Articoli correlati

Fonti

Note

  1. La Stampa, 4 febbraio 2013, fonte cit.

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June 2, 2013

Assassinato l\’ambientalista Jairo Mora Sandoval

Assassinato l’ambientalista Jairo Mora Sandoval

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domenica 2 giugno 2013

La notte tra il 30 ed il 31 maggio scorso è stato sequestrato ed ucciso all’età di 26 anni l’ambientalista ed attivista costaricano Jairo Mora Sandoval, impegnato nella difesa delle tartarughe liuito (Dermochelys coriacea). Con le sue azioni di pattugliamento notturno aveva ostacolato i bracconieri che, rubando le uova dai nidi, stanno portando questa specie all’estinzione. Inoltre, attraverso una petizione on line, era riuscito ad ottenere l’intervento della polizia, destando forse un’attenzione indesiderata dai trafficanti di droga locali.

Antefatti

La riserva naturale Santuario de Vida Silvestre Costa Rica è ubicata nella provincia di Limón, in Costa Rica, ad una decina di chilometri dal capoluogo. La riserva è stata istituita nel 2009[1] su un territorio acquistato da Vanessa Lizano che comprende 16 chilometri di spiagge,[2] luogo di riproduzione delle tartarughe marine. Jairo Mora vi operava quale volontario dell’associazione ambientalista nonprofit Wider Caribbean Sea Turtle Conservation Network (WideCast),[3] nell’ambito del programma di protezione avviato nel 2010 presso il Santuario de Vida Silvestre.[2]

Le tartarughe marine sono protette dalla legislazione nazionale del Costa Rica, ma negli ultimi anni si è registrato un aumento delle attività illegali di bracconaggio.[3][4] Le uova rubate possono essere vendute sul mercato nero ad un dollaro l’una[5] e un bracconiere può arrivare ad incassare fino a 300 dollari per una notte di lavoro.[3] A testimonianza della stessa Vanessa Lizano, l’organizzazione aveva già ricevuto minacce dai contrabbandieri, infastiditi dalle loro azioni conservazionistiche e di contrasto all’attività illegale.[3]

Il 2 aprile 2013, Jairo Mora aveva rivolto un appello su Facebook ai propri sostenitori perché si unissero a lui nel chiedere una maggiore protezione da parte della polizia locale.[4] Aiuto che era giunto da parte della polizia di Limón e della guardia costiera dopo che, il 6 maggio, un elevato numero di uova era stato rubato dalla Moín Beach.[4]

Assassinio

La sera del 30 maggio 2013, Jairo Mora ed algtre quattro volontarie – tre statunitensi ed una spagnola – pattugliavano la Moín Beach nella provincia di Limón.[4] Approssimativamente alle 11:30, Mora era sceso dalla jeep che guidava per rimuovere un tronco d’albero che ostruiva il percorso quando fu aggredito da almeno cinque uomini mascherati ed armati di pistole. Mentre Mora veniva portato via, un uomo guidò la jeep con le ragazze a bordo presso una vicina casa abbandonata dove vennero loro sequestrati i cellulari, i soldi e ogni loro altro possesso.[6] Quando l’uomo lasciato di guardia se ne andò, le quattro volontarie riuscirono a fuggire e ad avvisare la polizia del sequestro.[4]

Il corpo nudo di Jairo Mora fu ritrovato la mattina seguente sulla spiaggia.[6] Mora era stato prima colpito alla testa con un ogetto contundente e poi ucciso con un colpo di pistola, con le mani legate dietro la schiena.[5]

Quella notte erano in servizio nell’area cinque poliziotti ed erano stati in contatto radio con Mora prima del suo rapimento. Tuttavia, l’obiettivo del pattugliamento era rivolto più alla protezione delle spiagge che non dei volontari, come confermato dal capo della polizia Erick Calderón, e l’area era molto vasta, oltre che completamente al buio.[4]

Reazioni

La notizia dell’omicidio di Jairo Mora ha raggiunto un’eco internazionale.[7][3] L’ambasciata statunitense in Costa Rica ha espresso la propria disaprrovazione per l’omicido,[5] così come la presidentessa del Costa Rica, Laura Chinchilla Miranda, che l’ha definito un’azione «spregevole».[6]

La polizia ha dichiarato che il movente dell’omicidio non è ancora stato determinato. Tra le persone più vicine a Jairo Mora, Vanessa Lizano sospetta che i contrabbandieri siano coinvolti nel delitto.[3] Didiher Chacon, direttore di WideCast, imputa l’omicidio ai trafficanti di droga – che spesso sono anche bracconieri – e che potrebbero essere stati infastiditi nei loro traffici dal pattugliamento notturno delle spiagge.[4][5]

A seguito della morte di Jairo Mora, WideCast ha sospeso il pattugliamento delle spiagge. Sebbene ciò fosse probabilmente l’obiettivo dei suoi asassini, l’associazione non può al momento rischiare altre vite umane per il progetto.[4]


Fonti

Note

  1. [EN] Wildlife Sanctuary. Costa Rica Wildlife Sanctuary. URL consultato il 2 giugno 2013.
  2. 2,0 2,1 [EN] Sea Turtle Program. Costa Rica Wildlife Sanctuary. URL consultato il 2 giugno 2013.
  3. 3,0 3,1 3,2 3,3 3,4 3,5 BBC, fonte cit., 31 maggio 2013.
  4. 4,0 4,1 4,2 4,3 4,4 4,5 4,6 4,7 Lindsay Fendt, fonte cit., 31 maggio 2013.
  5. 5,0 5,1 5,2 5,3 Associated Press, fonte cit., 31 maggio 2013.
  6. 6,0 6,1 6,2 Hulda Miranday, Diego Bosque, fonte cit., 1 giugno 2013.
  7. Paolo Manzo, fonte cit., 2 giugno 2013.

Collegamenti esterni

  • [EN] WideCast. URL consultato il 2 giugno 2013.

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February 14, 2013

Dramma Pistorius: uccide la fidanzata

Dramma Pistorius: uccide la fidanzata – Wikinotizie

Dramma Pistorius: uccide la fidanzata

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Pretoria, giovedì 14 febbraio 2013

Un’immagine di Oscar Pistorius

L’atleta paralimpico sudafricano Oscar Pistorius è da questa notte in stato di fermo per l’omicidio della fidanzata, la modella ventinovenne Reeva Steenkamp. La donna è deceduta nella casa dell’atleta a Silver Lake, nei dintorni di Pretoria, dopo essere stata colpita da quattro colpi di pistola che l’hanno raggiunta alla testa e alle braccia.

Il tragico evento si verificato intorno alle 4:00 del mattino (ora locale; le 3 del mattino in Italia). Il portavoce della polizia, Katlego Mogale, ha dichiarato che, accanto al corpo della donna, è stata trovata una pistola da nove millimetri e che è stato arrestato un uomo di 26 anni, di cui, inizialmente, non sono state dichiarate le generalità. Tutto, però, ha fatto subito pensare che doveva trattarsi proprio del ventiseienne Oscar Pistorius.

Le circostanze in cui si è consumata la tragedia sono tuttora da chiarire. Tuttavia, secondo le prime dichiarazioni fornite alla polizia da Pistorius, si sarebbe trattato di una tragica fatalità: pare infatti che la donna si fosse introdotta in casa di nascosto per fare una sorpresa al fidanzato (forse in occasione della festa di San Valentino) e che l’atleta, convinto di aver sorpreso un ladro (considerando anche che quella dell’alto tasso di criminalità è una delle piaghe che flagellano il Sudafrica, tanto che quasi ogni cittadino è in possesso di un’arma da fuoco), abbia fatto fuoco per questo motivo. La polizia pare tuttavia non essere convinta di tale ricostruzione, ritenendo improbabile l’intrusione di un estraneo in una casa sempre sorvegliata, e ha parlato di precedenti segnalazioni di violenza domestica.

Comprensibilmente, sia il padre di Oscar Pistorius sia la famiglia della Steenkamp si sono dichiarati sotto shock.

Oscar Pistorius, privo di entrambi gli arti inferiori amputatigli per una grave malattia che l’aveva colpito in età infantile, è diventato molto noto per essere stato il primo atleta a poter correre, munito di protesi, in gare per normodotati, comprese le Olimpiadi di Londra. La vittima, Reeva Steenkamp, era invece una modella di fama internazionale ed era apparsa nelle copertine di varie riviste. Nata a Città del Capo il 19 agosto 1983, era considerata tra le 100 donne più sexy al mondo. Pistorius e la Steenkamp erano fidanzati dallo scorso novembre.

Oscar Pistorius dovrà comparire alle 14.00 locali davanti al giudice per fissare la cauzione.


Fonti[]

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December 16, 2012

Usa: intera nazione in lutto per la strage di Newtown

Usa: intera nazione in lutto per la strage di Newtown

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domenica 16 dicembre 2012

“Evitare altre tragedie come questa”, sono le parole del presidente Barack Obama, che oggi si recherà a Newtown per stare vicino alle famiglie delle vittime, che hanno visto distruggere la vita delle 26 anime a loro più care. La strage è avvenuta nella scuola elementare Sandy Hook di Newtown, a pagarne le spese sono stati 20 bambini e 6 adulti, una tragedia piena di sangue e di terrore che si è finita con il suicidio del killer, il creatore del film horror in questione, stiamo parlando di Adam Lanza.

L’uomo non ha avuto pietà nemmeno per la madre, la signora Nancy, grande appassionata e collezionista di armi. Ed è stata proprio lei ad insegnare orgogliosamente al figlio ad usare le armi, certamente non per commettere un eccidio, ma, per trasmettere la sua passione al figlio. La povera signora, non avrebbe mai pensato che il suo stesso fucile avrebbe potuto ucciderla. Il killer, dopo aver ammazzato la madre con un colpo di fucile, dunque, si è incamminato verso la scuola elementare, dopo pochi minuti un’intera classe sarebbe mancata all’appello. A pagarne le conseguenze, non sono stati solo i bambini uccisi, ma, soprattutto quei piccoli studenti che hanno partecipato all’accaduto terrorizzati. In seguito, sono stati portati alla caserma dei pompieri della città, nella quale sono stati al sicuro. Nelle ore a seguire, gli agenti hanno trovato man mano che perlustravano l’edificio, molti bambini, che per il forte spavento si erano rinchiusi dentro gli armadi, come se quest’ultimi fossero gli unici mezzi per salvare la propria vita. I testimoni della vicenda, hanno sentito sparare più di 100 colpi di fucile.

Adam Lanza: cosa si nascondeva dietro al volto del killer

Dopo la tragedia, sono pervenute le prime considerazioni della gente, sul carattere del ventenne Adam Lanza. Secondo molti, era un ragazzo intelligente ma con problemi nei rapporti con gli altri. Il giovane ,infatti, era coinvolto in accanite battaglie con i suoi coetanei, che spesso lo deridevano. Dentro il volto dello spietato Adam, si nascondeva una mente malata. Il New York Times ha fedelmente riportato ciò che i suoi ex-compagni di liceo pensavano di Adam. Secondo loro era un ragazzo molto timido, a tal punto da parlare quasi a monosillabi durante le interrogazioni, problema che l’avrebbe portato a non terminare la scuola. A dimostrare questa sua personalità, vi è la foto di gruppo della classe, scattata nel 2010, nella quale di Lanza non sembra essercene neanche l’ombra. Tutto però non finisce qua, il giovane Adam aveva avuto un’adolescenza burrascosa, a causa della separazione dei suoi genitori: Peter e Nancy Lanza. Il padre, responsabile finanze della General Electric, dopo il divorzio aveva deciso di trasferirsi a Stamford, città nella quale nel gennaio 2011, si sarebbe sposato con una bibliotecaria dell’Università del Connecticut. La madre Nancy, sarebbe rimasta con il figlio, nella casa distante circa 5 miglia, dalla scuola elementare, dove ella insegnava. Il ragazzo, inoltre, era affetto dalla sindrome di Asperger, una malattia simile all’autismo.

La figura del fratello Ryan nella vicenda

Adam Lanza, aveva un fratello di nome Ryan, di circa 24 anni. Dopo la tragedia, si era pensato che a compiere l’eccidio fosse stato lui, poichè, vicino al corpo di Adam, era stato ritrovato un suo documento. Grazie ad un vicino di casa di Ryan, che ha comunicato con il ragazzo tramite messaggi, si è poi conosciuta la vera identità del killer.

Il preside della scuola

Tra le vittime, vi è anche il nome di Dawn Hochsprung, 47 anni e preside della scuola. Nei suoi ultimi attimi di vita, secondo quanto afferma una terapista testimone della vicenda, in un’intervista riportata sul Wall Street Journal, i fatti sarebbero andati così :La preside e la psicologa, che erano riunite in riunione, si sono subito alzate per andare a chiedere aiuto, non ci hanno pensato due volte a uscire dalla stanza, senza temere quello che si sarebbero trovate di fronte. L’insegnate Carrie Usher, invece, afferma che sia stata proprio la preside ad accendere il megafono, per avvertire gli altri, su quanto stava accadendo.

I commenti da tutto il mondo

I commenti di Obama

Il presidente Barack Obama

Questa tragedia, ha riaperto una ferita nel cuore tra gli statunitensi che desiderano che le armi da fuoco siano vietate dal mercato e tra gli statunitensi che considerano le armi da fuoco come un diritto. Ovviamente, non poteva mancare il commento del presidente Barack Obama, che nel suo classico messaggio del sabato ha detto: “Sono troppe le tragedie simili che accadono ovunque nel Paese, dobbiamo riuscire a evitare che accadano. Abbiamo perso bambini innocenti e insegnanti che dedicavano la loro vita a costruire il futuro di questi bambini. Questo fine settimana io e Michelle facciamo quello che ogni genitore sta facendo, stare il più possibile vicini ai nostri figli e ricordare loro quanto li amiamo”. Ci sono famiglie in Connecticut che oggi non possono farlo. E hanno bisogno di tutti noi. Noi siamo qui per loro e preghiamo per loro. E ricordiamo loro che l’amore che hanno provato per coloro che hanno perso sopravviverà non solo nelle loro memorie, ma anche in quella della loro comunità e del loro Paese. Quest’ultima tragedia tutta statunitense è una delle tante, per questo motivo il presidente ha commentato così le ultime stragi: “Come nazione abbiamo sofferto davvero troppe di queste tragedie negli ultimi anni. Una scuola elementare a Newtown. Un centro commerciale in Oregon. Un luogo di culto in Wisconsin. Un cinema in Colorado. Infinite strade in posti come Chicago e Philadelphia . Ognuno di questi quartieri potrebbe essere il nostro e per questo dobbiamo unirci e adottare misure importanti per prevenire nuove tragedie come questa. Indipendentemente dalla politica”. Il presidente, dopo aver concluso di parlare, non ha riferito al popolo se cercherà di evitare che le armi siano comprate in modo semplice.

I commenti dagli Usa

I commenti, non potevano mancare dagli Usa, dove il governatore di New York Andrew Cuomo, ha detto di essere addolorato e scioccato, e che vorrebbe che la società unita combattesse per la diffusione delle armi. Il sindaco della Grande mela, Michael Bloomberg che solo pochi mesi fa ha dovuto vedersela con il catastrofico Uragano Sandy, ha detto che urge un’azione immediata. A parlare è stata anche la democratica Nancy Pelosi, secondo la quale non ci sono parole in grado di consolare le famiglie delle vittime. Sulla propria pagina Facebook, Mark Kelly marito della Giffords, un ex-parlamentare che fu ferita da un uomo armato nel 2011, ha scritto «I bambini della scuola elementare Sandy Hook e tutte le vittime della violenza delle armi meritano leader che abbiano il coraggio di prendere parte a un dibattito significativo sulle leggi sulle armi, su come possano essere riformate e meglio attuate per impedire la violenza e le morti in America».

I commenti di Benedetto XVI

Papa Benedetto XVI

I commenti arrivano anche da Papa Benedetto XVI, che da Roma ha cercato di esprimere tutto il suo dolore per le vittime di Newtown, in una lettera firmata dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, nella quale il papa paragona la tragedia ad un avvenimento scioccante e ad una tragedia insensata.

I commenti dagli altri Stati

A poche ore dalla strage, molti esponenti politici da tutto il mondo, hanno espresso tramite messaggi la proprio costernazione per le famiglie delle vittime, tra questi vi sono: il presidente russo Vladimir Putin, il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, il premier del Giappone Yoshihiko Noda, la cancelliera tedesca Angela Merkel. I commenti sono arrivate dalle più svariate parti del mondo, e anche da Nazioni in cui le stragi sono più frequenti rispetto agli Usa, il ministro degli Esteri iraniano è uno di questi. Egli ha commentato l’accaduto dicendo: ” Condanno l’uccisione di gente indifesa e il terrorismo in tutte le sue forme, i bambini e gli adolescenti uccisi negli scontri a Gaza, negli USA, in Afghanistan o Pakistan, in Iraq o in Siria, non sono diversi gli uni dagli altri da un punto di vista umanitario, ed è per questo motivo che ognuno dovrebbe adoperarsi per riportare pace, sicurezza e tranquillità in tutto il mondo. “

I commenti dall’Italia

Ad unirsi al lutto mondiale, vi è stata anche la nostra Italia. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha detto: “I miei pensieri e il mio cordoglio alle famiglie. Gli americani sono un grande popolo, sapranno reagire”.

Il lutto negli Usa

Nella giornata di ieri, anche lo sport ha sofferto, la National Football League ha dato un minuto di silenzio per le vittime, prima di iniziare le partite del weekend. Il campionato di Nba, ha mostrato il proprio lutto, invece, portando in campo sulla stella degli: Oklahoma Thunder, Kevin Durant, una scritta sulle scarpe con “Newtown Ct”. A Newtown nella notte del 15 dicembre scorso, si è svolta una preghiera di veglia per le vittime, nella chiesa St Rose of Lime, dove molte persone sono rimaste all’esterno, poichè, dentro non vi era più spazio.

Elenco delle vittime

Qui di seguito riportati, i nomi delle vittime. Come si può notare, la maggior parte delle vittime sono bambini di 6 e 7 anni.

Gli studenti
  1. Charlotte Bacon, 6 anni,
  2. Daniel Barden, 7 anni
  3. Olivia Engel, 6 anni
  4. Josephine Gay, 7 anni
  5. Ana M. Marquez-Greene, 6 anni
  6. Dylan Hockley, 6 anni
  7. Madeleine F. Hsu, 6 anni
  8. Catherine V. Hubbard, 6 anni
  9. Chase Kowalski, 7 anni
  10. Jesse Lewis, 6 anni
  11. James Mattioli, 6 anni
  12. Grace McDonnell, 7 anni
  13. Emilie Parker, 6 anni
  14. Jack Pinto, 6 anni
  15. Noah Pozner, 6 anni
  16. Caroline Previdi, 6 anni
  17. Jessica Rekos, 6 anni
  18. Avielle Richman, 6 anni
  19. Benjamin Wheeler, 6 anni
  20. Allison N. Wyatt, 6 anni
Il personale scolastico
  1. Rachel Davino, 29 anni
  2. Dawn Hochsprung, 47 anni
  3. Anne Marie Murphy, 52 anni
  4. Lauren Rousseau, 30 anni
  5. Mary Sherlach, 56 anni
  6. Victoria Soto, 27 anni

Il dolore delle famiglie

Angosciato dal dolore è anche Peter Lanza, padre del killer ed ex-marito di una delle vittime. Davanti alle telecamere queste sono state le sue parole: “La nostra famiglia è in lutto accanto a quelle che sono state colpite da questa enorme tragedia. I nostri cuori sono vicini alle famiglie e agli amici che hanno perso i loro cari e a tutti coloro che sono rimasti feriti. Non ci sono parole per esprimere quanto siamo affranti. Siamo in uno stato di incredulità, cercando di trovare qualsiasi risposta possibile. Anche noi ci chiediamo perché”. Non meno tristi sono i genitori dei poveri bambini morti, Robbie Parker genitore dell’ormai defunta Emilie di 6 anni, si è sfogato in un lungo pianto, dando le sue più sincere condoglianze non solo alle famiglie degli altri bambini, ma, anche a quella del killer. Il signor Parker, ha esternato la sua tristezza, affermando quanto sia difficile elaborare il fatto che la sua figlioletta non ci sia più.


Fonti

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October 28, 2012

Iran: sparatoria tra clan, uccisa 49enne siciliana

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domenica 28 ottobre 2012

La bandiera del Lorestan

Nella notte tra martedì e mercoledì, nella regione del Lorestan in Iran, è stata uccisa una messinese di 49 anni, a causa di una lotta tra clan rivali in cui era rimasta coinvolta.

La donna era in Iran come turista, accompagnata dal marito, di cittadinanza italiana ed iraniana. Il marito, di circa 50 anni, è ferito, mentre la salma della moglie verrà portata a Teheran per procedure di rito.


Fonti[]

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September 9, 2012

Dopo l\’agguato di Terracina, prosegue la faida di camorra con un omicidio a Scampia

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Dopo l’agguato di Terracina, prosegue la faida di camorra con un omicidio a Scampia

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domenica 9 settembre 2012

Non si era nemmeno spenta l’eco sinistra dell’omicidio di Gaetano Marino, alias Moncherino, alias Manuzza McKay, freddato in costume da bagno, il 23 agosto 2012, sul lungomare di Terracina, che la camorra napoletana aveva già messo a segno un nuovo colpo, appena 5 giorni dopo, con l’omicidio di Gaetano Ricci, della stessa fazione di Marino, nell’ennesimo lontano strascico di quella sanguinosa faida di Scampia, combattuta, nel 2004-2005, tra gli opposti clan degli Scissionisti di Secondigliano e del “cartello dei Di Lauro” per il controllo del traffico di droga, e che aveva visto questi ultimi soccombere ai primi.

La nuova escalation di violenza[]

Chi, come molti osservatori, si attendeva un nuovo exploit criminale, con una risposta del clan di Marino e Ricci, è stato accontentato questa notte, alle 2.45 del mattino, nel consueto scenario fatiscente della “Gomorra” napoletana di Scampia, e dei suoi degradati rapporti sociali, così ben raccontato da Roberto Saviano nel suo celebre romanzo.

L’ultima fatale tazzulella ‘e cafè[]

Emergenze archeologiche romane nel paesaggio urbano di Scampia

Raffaele Abete, 41enne, abitava nel cuore di Gomorra, al lotto T/A di via Ghisleri.

Erano già passate da tempo le 2.00 di notte, a Scampia, quando Raffaele si era concesso uno dei piccoli innocenti piaceri che scandiscono, come un rito laico, le giornate di molti italiani, ‘na tazzulella ‘e cafè in un bar dal nome improbabile, Zeus, a cui avrebbe fatto seguito, probabilmente, l’immancabile sigaretta. Non poteva immaginare, mentre sorseggiava il fondo zuccheroso di quella tazzina, che era anche l’ultima volta in cui si sarebbe concesso a quell’innocua vizio, e che, alle 2.45, in via Roma, uscendo dal bar Zeus, a fulminarlo ci avrebbe pensato una folgore di proiettili rinforzati scaricatagli alla nuca da almeno un paio di sicari.

A indagare su questo nuovo episodio di recrudescenza criminale nella guerra tra i cartelli della droga, sarà la Squadra mobile del Commissariato di Scampia, la cui azione investigativa sarà coordinata dalla Procura napoletana. A rendere difficile l’inchiesta sarà il consueto intreccio di complicità omertose che permea il degrado sociale della Gomorra di Scampia.

Il ruolo della vittima nella guerra di camorra[]

Raffaele Abete era poco noto alle cronache giudiziarie. A suo carico solo vecchi e piccoli precedenti penali, per rapina e associazione a delinquere, risalenti addirittura al 1986.

Raffaele, tuttavia, era il fratello di un boss di rango, lo “scissionista” Arcangelo Abete, uno dei vincitori della lotta intestina combattuta negli anni 2004 e 2005 contro i Di Lauro, irraggiungibile dai sicari perché finito da tempo nelle maglie della legge e attualmente in stato di detenzione.

Dopo quella vincente stagione criminale, qualcosa si era rotto all’interno del fronte trionfante degli scissionisti, e aveva contribuito a destabilizzare equilibri criminali che si scoprono essere sempre incerti e provvisori, quando le azioni sottostanti sono avvolte dal vortice turbinoso di denaro garantito dai traffici illeciti: così, una parte degli scissionisti, a cui apparteneva anche il Gaetano “Manuzza” Marino freddato a Terracina, aveva alimentato un’ulteriore scissione interna, avvicinandosi ai “Vanella Grassi”. Ne era nata la fazione dei “Girati”.

Gli Abete, invece, erano esponenti del nucleo storico degli scissionisti, vicini alle famiglie Aprea, Notturno e Abbinante, tutte nella cordata ferocemente contrapposta agli scissionisti epigoni (i “Girati”) dei Marino Mckay e ai loro alleati “Vanella Grassi”.


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Fonti[]

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