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August 20, 2014

Incidente aereo tra due Tornado, proseguono le ricerche dei dispersi

Incidente aereo tra due Tornado, proseguono le ricerche dei dispersi

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mercoledì 20 agosto 2014

Un Tornado dei Diavoli Rossi in missione in Afghanistan nel 2008

Il distintivo del 6º Stormo Diavolo Rossi di stanza a Ghedi

Continuano senza sosta le ricerche dei quattro piloti dispersi da ieri a seguito dell’incidente aereo che ha coinvolto due Tornado dell’Aeronautica Militare nei cieli marchigiani.

L’incidente[]

I due Panavia Tornado IDS del 6º Stormo Diavoli Rossi erano decollati dall’aeroporto militare di Brescia-Ghedi ed erano impegnati in una missione di addestramento pianificata in preparazione ad un’esercitazione NATO in programma per l’autunno.

Poco dopo le 16:30, sopra i cieli tra i comuni di Venarotta e Gimignano (a circa trenta chilometri da Ascoli Piceno) testimoni riferiscono di aver visto i due aerei scontrarsi: all’esplosione si è accompagnato un fortissimo boato, sentito anche a decine di chilometri di distanza. L’esplosione e la conseguente caduta delle parti infuocate dei velivoli ha causato diversi focolai d’incendio nella zona boschiva sottostante il luogo dell’impatto.

A bordo dei due Tornado si trovavano quattro ufficiali dell’Aeronautica Militare: il capitano pilota Alessandro Dotto e il suo navigatore, il capitano Giuseppe Palminteri su un velivolo, e il capitano pilota Mariangela Valentini e il capitano navigatore Paolo Piero Franzese sul secondo.

Le ricerche[]

I diversi incendi boschivi e il fumo annesso hanno reso inizialmente difficoltose le operazioni di ricerca e soccorso dei quattro militari, che oggi hanno potuto essere intensificate dopo la quasi totale messa in sicurezza dell’area da parte dei Vigili del Fuoco. Alle ricerche partecipano gli elicotteri del soccorso aereo del 15º Stormo dotati di visori notturni e, da questa mattina, anche un RQ-1 Predator a pilotaggio remoto del 32º Stormo di Amendola, oltre ai soccorritori civili coordinati dalla Prefettura di Ascoli.

Questa mattina intorno alle 11 si è diffusa la notizia del ritrovamento del corpo carbonizzato di uno dei quattro ufficiali, e con il passare delle ore ne sarebbe stato localizzato un altro.

In serata è giunto sul posto il generale Pasquale Preziosa, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare: «È il momento del cordoglio. Voglio esprimere un sentito ringraziamento a tutte quelle realtà che si stanno prodigando come le Istituzioni locali, l’Esercito Italiano, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia, il Soccorso Alpino, e la Protezione Civile insieme ai Vigili del Fuoco. Tutti insieme alla ricerca dei figli dell’Italia che sono ancora dispersi. Tutti uniti in un abbraccio ideale alle famiglie di chi è stato coinvolto in questo tragico incidente».

In contemporanea con le operazioni di ricerca dei dispersi, sono state avviate le indagini da parte della commissione d’inchiesta dell’Aeronautica sull’accaduto: già da ieri pomeriggio un team di specialisti di sicurezza del volo è al lavoro sul luogo dell’incidente per effettuare i primi rilievi e coordinare le forze intervenute.


Fonti[]

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May 27, 2012

Giro d\’Italia 2012: Kreuziger vince in solitaria la diciannovesima frazione

Giro d’Italia 2012: Kreuziger vince in solitaria la diciannovesima frazione

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Alpe di Pampeago, domenica 27 maggio 2012

Roman Kreuziger, professionista dal 2006, è alla sua prima affermazione in un Grande Giro

Vittoria del ventiseienne ceco Roman Kreuziger nella diciannovesima tappa del Giro d’Italia 2012, 198 chilometri da Treviso all’ Alpe di Pampeago. L’atleta dell’Astana, arrivando in solitaria, si è aggiudicato il primo successo di tappa in un Grande Giro. Dietro di lui si sono piazzati il canadese Ryder Hesjedal, lo spagnolo Joaquim Rodríguez (sempre in maglia rosa), gli italiani Michele Scarponi e Domenico Pozzovivo e il colombiano Rigoberto Urán.

Resoconto[]

IL PERCORSO — La diciannovesima tappa del Giro 2012 prende il via da Treviso e si conclude all’Alpe di Pampeago dopo 198 chilometri di gara. Dal punto di vista altimetrico, il tracciato della tappa presenta diverse ascese di alta difficoltà. Tra le asperità spiccano, la Sella di Roa, 7 chilometri al 6,6% di pendenza media, poi il Passo Manghen, 20,5 chilometri al 7,4% di pendenza media (è una salita di prima categoria) prima di affrontare l’Alpe di Pampeago, 7,7 chilometri al 9,8% di pendenza media, il Passo di Lavazé, 6,3 km al 8,6% di pendenza media, e nuovamente l’Alpe di Pampeago, dove è posto l’arrivo della frazione.

LA FUGA — Al nono chilometro prende forma la fuga che caratterizzerà buona parte della tappa. Vanno via in diciassette, Emanuele Sella dell’Androni Giocattoli-Venezuela, Andrey Zeits dell’Astana, Ivan Santaromita della BMC Racing Team, Stefano Pirazzi della Colnago, Pierre Cazaux dell’Euskaltel, Andrea Guardini della Farnese Vini, Sandy Casar della FDJ-BigMat, Mikhail Ignatyev della Katusha, Adam Hansen della Lotto, Francisco Ventoso della Movistar, Serge Pauwels dell’Omega Pharma-Quickstep, Juan Manuel Gárate della Rabobank, Thomas Rohregger della RadioShack, Juan Antonio Flecha della Sky, Cesare Benedetti del Team NetApp e Lucas Sebastián Haedo della Saxo Bank. Dopo poco gli attaccanti hanno già preso il largo: Pirazzi vince il primo traguardo volante e il vantaggio dei diciassette arriva a 7′ al 40º chilometro.

Pirazzi scollina per primo sulla Sella di Roa, il gruppo scollina a 6’36” dai fuggitivi, che nei chilometri successivi riprendono a guadagnare. Sul Passo Manghen i fuggitivi hanno superato i 10′ di vantaggio e Guardini comincia a staccarsi. Nel gruppo, uno dei favoriti per la vittoria finale, José Rujano si ritira, mentre Christian Vande Velde e Sylwester Szmyd (gregari rispettivamente di Hesjedal e di Ivan Basso) hanno dei problemi meccanici.

Rodríguez mantiene la maglia rosa davanti a Hesjedal, Scarponi e Basso

Comincia a diminuire il vantaggio dei fuggitivi: Pirazzi scollina anche sul Passo Manghen davanti a Rohregger, ostacolato da una moto di ripresa della RAI, mentre il gruppo giunge sul Passo Manghen con circa 6′ di ritardo dai fuggitivi. In pianura comincia a lavorare la Liquigas di Basso, mentre il gruppetto di fuggitivi si sgretola: davanti rimangono solo Pirazzi, Casar e Rohregger con un vantaggio di appena tre minuti dal plotone. Rohregger non tiene il ritmo dei suoi compagni di fuga, che rimangono in due; dietro di loro Sella e Zeits stanno guidando un gruppetto di inseguitori che sono distanti di circa 1′, e il gruppo è sempre a 3′ di distacco. Proprio dal plotone si stacca Paolo Tiralongo, ottavo nella classifica generale.

L’ATTACCO DI KREUZIGER – Sella raggiunge Rohregger, e nel gruppo attacca Dario Cataldo. A questo punto Roman Kreuziger fa partire prima il suo gregario Kevin Seeldraeyers, poi attacca raggiungendo e successivamente superando il belga. Sul Passo di Lavazé Pirazzi scollina davanti a Casar, dietro Sella e Rohregger sono a 24″, il gruppetto composto da Cataldo, Pauwels e Kreuziger è a 1’54”, invece il plotone scollina a 2’48”.

Sella e Rohregger raggiungono il duo di testa, formando così un quartetto al comando. Dietro Kreuziger e Cataldo avanzano lasciando Pauwels nelle retrovie; il gruppo è sempre tirato dai Liquigas. Pirazzi e Casar scattano lasciando sul posto Sella e Rohregger che vengono ripresi nei chilometri successivi da Cataldo e da Kreuziger. Kreuziger stacca Cataldo e va in solitaria a raggiungere e poi staccare Casar e Pirazzi. Dietro, nel gruppo, iniziano i primi scatti: Scarponi scatta in tre occasioni, ma viene subito ripreso da Hesjedal, che contrattacca portandosi con se Scarponi. I due staccano tutti gli altri big, con dietro la coppia Joaquim Rodríguez-Domenico Pozzovivo e, ancora più staccati, l’altro duo formato da Basso e da Rigoberto Uran.

Kreuziger va a vincere la frazione sull’Alpe di Pampeago: venuto con ambizioni di classifica, crolla nella tappa di Cortina, ma salva parzialmente il suo Giro d’Italia. A 19″ Hesjedal, poi a 32″ Rodríguez che supera Scarponi, a 35″. Poi Pozzovivo arriva a 43″, Basso è a 55″, Urán a 57″. Rodríguez mantiene la maglia rosa davanti a Hesjedal, a 17″, a Scarponi (ora a 1’39”) e davanti a Basso, che deve recuperare 1’45”.


Fonti[]

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May 12, 2012

Giro d\’Italia 2012: settima tappa a Paolo Tiralongo, Hesjedal in rosa

Giro d’Italia 2012: settima tappa a Paolo Tiralongo, Hesjedal in rosa

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Rocca di Cambio, sabato 12 maggio 2012

Paolo Tiralongo è originario di Avola, ed è professionista dal 2000

Vittoria del trentaquattrenne siciliano Paolo Tiralongo nella settima tappa del Giro d’Italia 2012, 205 chilometri di saliscendi da Recanati a Rocca di Cambio. L’atleta dell’Astana ha superato allo sprint il marchigiano Michele Scarponi, aggiudicandosi così il secondo successo di tappa al Giro dopo quello dell’anno scorso a Macugnaga. Staccati di pochi secondi tutti gli altri big, a cominciare da Fränk Schleck, terzo. Crolla invece la maglia rosa Adriano Malori: il simbolo del primato passa sulle spalle del canadese Ryder Hesjedal, quinto all’arrivo.

Resoconto[]

IL PERCORSO — La settima tappa del Giro 2012 prende il via da Recanati, la città del poeta Giacomo Leopardi, e si conclude a Rocca di Cambio dopo 205 chilometri di gara; vengono così percorse le strade dell’Appennino centrale tra Marche e Abruzzo, passando anche per il capoluogo abruzzese, L’Aquila (ove è posto l’unico traguardo volante). Dal punto di vista altimetrico, il tracciato della frazione presenta diverse salite di media o lieve difficoltà. Tra le asperità spiccano, il Colle di Galluccio, 5,6 chilometri al 5% di pendenza media (è un Gran Premio della Montagna di terza categoria) a metà tappa, e, più rilevante, l’ascesa finale che porta al traguardo di Rocca di Cambio. Si tratta di 19,1 chilometri al 4% medio con punte finali del 10% negli ultimi mille metri. All’arrivo, quota 1392 m s.l.m. è posto un GPM di seconda categoria: si tratta del primo arrivo in salita di questa “Corsa Rosa” edizione 2012.

Il gruppetto presso l’ascesa di Rocca di Cambio a 6,5 km dall’arrivo.

QUATTRO IN FUGA — La giornata è estiva, sole e quasi 30°C di temperatura; tanti i tifosi alla partenza, quasi tutti a sostenere l’idolo di casa Michele Scarponi. Già al chilometro zero prende forma la fuga che caratterizzerà buona parte della tappa. Vanno via in quattro, due italiani, l’abruzzese Matteo Rabottini della Farnese-Selle Italia e il toscano Mirko Selvaggi della Vacansoleil-DCM, il giapponese Fumiyuki Beppu della Orica-GreenEDGE e lo svizzero Reto Hollenstein del Team NetApp. Dopo poco gli attaccanti hanno già preso il largo: il vantaggio dei quattro tocca il suo massimo, 9 minuti e 15 secondi, intorno al 35º chilometro di corsa. Il gruppo procede placido – conducono gli uomini della Lampre-ISD, la squadra della maglia rosa Adriano Malori – e lascia spazio. Hollenstein, che in classifica ha 1’21” da Malori, rimane a lungo maglia rosa virtuale.

Sul colle di Galluccio, come detto GPM di terza categoria, transita per primo Beppu (suoi 5 punti utili per la classifica della maglia azzurra), poi Rabottini. Il gruppo scollina dopo circa otto minuti. Da annotare il dato sulla velocità media tenuta dai ciclisti fino a quel momento, davvero bassa, attorno ai 33 km/h. Solo quando all’arrivo mancano sessanta chilometri, il gruppo decide di aumentare lievemente l’andatura: in testa a tirare si fanno vedere, oltre ai Lampre-ISD, un uomo della Katusha, la formazione di Joaquim Rodríguez, e uno della Garmin-Barracuda, la squadra di Ryder Hesjedal. Davanti i quattro fuggitivi cominciano ad accusare i segni della stanchezza, e il loro vantaggio scende vertiginosamente in pochi chilometri.

Ryder Hesjedal, nato a Victoria nel 1980, professionista dal 2004, è la nuova maglia rosa

CI PROVANO PIRAZZI ED HERRADA — Dopo il traguardo volante dell’Aquila (primo Beppu su Selvaggi), i quattro sostanzialmente non collaborano più. Anzi va all’attacco solitario il pescarese Matteo Rabottini: il suo vantaggio sul gruppo, all’inizio della salita, è però inferiore ai due minuti. Ai meno 15 si conclude la giornata di gloria di Beppu, Hollenstein e Selvaggi: i tre vengono infatti ripresi e superati da Stefano Pirazzi, venticinquenne della Colnago-CSF. Malori intanto già si stacca, un po’ come da previsioni: la maglia rosa, sulle sue spalle soltanto da ieri, non sarà più sua questa sera.

Rabottini, raggiunto in testa da Pirazzi e dallo spagnolo José Herrada (Movistar), non si dà per vinto, resiste per alcuni chilometri prima di venir riassorbito dal gruppo (una cinquantina di unità) ai meno dieci. Si staccherà poi per un salto di catena. I big restano nell’ombra, il ritmo comunque sale, con scatti e controscatti, tutti vani, delle seconde linee (ci provano anche Damiano Cunego ed emanuele Sella, subito ripresi). Davanti conducono sempre Pirazzi ed Herrada, dietro è l’Astana a fare l’andatura e, chilometro dopo chilometro, a cercare di ricucire sui due contrattaccanti.

TIRALONGO BEFFA SCARPONI — Una breve discesa prima dell’ultimo strappo permette a Herrada e Pirazzi di mantenere una decina di secondi di margine sul gruppo in vista del triangolo rosso dell’ultimo chilometro. L’atleta della Colnago-CSF, però, si pianta già sulle prime rampe, e deve arrendersi; la leadership di Herrada, rimasto tutto solo davanti, non dura molto più a lungo: lo spagnolo viene infatti raggiunto dai migliori a 700 metri dal traguardo. Inizia quindi una sorta di lunghissimo sprint. Michele Scarponi, aiutato in precedenza dal compagno di squadra Przemyslaw Niemiec, riesce a fare il vuoto con alla ruota il solo Paolo Tiralongo. Il marchigiano, sempre in testa, sembra averne di più, Tiralongo però lo salta sull’ultimissima rampa tagliando per primo il traguardo. La tappa è sua.

L’atleta dell’Astana mette a segno il suo secondo successo di tappa al Giro dopo quello dell’anno scorso a Macugnaga; firma inoltre la prima vittoria di marca italiana in questo novantacinquesimo Giro d’Italia. Scarponi deve accontentarsi del secondo posto, terzo è il lussemburghese Fränk Schleck a tre secondi, quarto lo spagnolo Joaquim Rodríguez, quinto il canadese Ryder Hesjedal, poi tutti gli altri big con distacchi di alcuni secondi. Proprio Hesjedal, questa mattina terzo in graduatoria a 15 secondi da Malori (al traguardo a 11’28” dal vincitore), è la nuova maglia rosa. Una maglia storica per il suo paese: è infatti il primo canadese a vestire il simbolo del primato al Giro d’Italia. Primo inseguitore nella generale è ora Tiralongo, a 15 secondi, segue Rodríguez a 17.

Domani l’ottava tappa, da Sulmona a Lago Laceno, 229 chilometri e secondo arrivo in salita di questo Giro. La salita finale è più dura di quella odierna – sono 9,9 chilometri con pendenze medie del 5,9% e massime del 12% – mentre gli ultimi quattro chilometri sono pianeggianti.

Ordine d’arrivo[]

Recanati Rocca di Cambio – 205 km
# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Italy.svg Paolo Tiralongo Flag of Kazakhstan.svg Astana 5h51’03”
35,038 km/h
2 Flag of Italy.svg Michele Scarponi Flag of Italy.svg Lampre-ISD s.t.
3 Flag of Luxembourg.svg Fränk Schleck Flag of Luxembourg.svg RadioShack a 3″
4 Flag of Spain.svg Joaquim Rodríguez Flag of Russia.svg Katusha s.t.
5 Flag of Canada.svg Ryder Hesjedal Flag of the United States.svg Garmin a 5″
6 Flag of Italy.svg Domenico Pozzovivo Flag of Ireland.svg Colnago-CSF a 9″
7 Flag of Spain.svg Daniel Moreno Flag of Russia.svg Katusha s.t.
8 Flag of Italy.svg Ivan Basso Flag of Italy.svg Liquigas s.t.
9 Flag of Spain.svg Mikel Nieve Flag of Spain.svg Euskaltel a 11″
10 Flag of Italy.svg Gianluca Brambilla Flag of Ireland.svg Colnago-CSF s.t.
11 Flag of Colombia.svg Sergio Henao Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling s.t.
12 Flag of Spain.svg Beñat Intxausti Flag of Spain.svg Movistar s.t.
13 Flag of Italy.svg Eros Capecchi Flag of Italy.svg Liquigas s.t.
14 Flag of Belgium (civil).svg Serge Pauwels Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma s.t.
15 Flag of France.svg John Gadret Flag of France.svg AG2R La M. s.t.

Classifiche[]

Classifica generale – Maglia rosa[]

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Canada.svg Ryder Hesjedal Flag of the United States.svg Garmin 26h16’53”
40,405 km/h
2 Flag of Italy.svg Paolo Tiralongo Flag of Kazakhstan.svg Astana a 15″
3 Flag of Spain.svg Joaquim Rodríguez Flag of Russia.svg Katusha a 17″
4 Flag of the United States.svg Christian Vande Velde Flag of the United States.svg Garmin a 21″
5 Flag of the United States.svg Peter Stetina Flag of the United States.svg Garmin a 26″
6 Flag of Spain.svg Daniel Moreno Flag of Russia.svg Katusha s.t.
7 Flag of the Czech Republic.svg Roman Kreuziger Flag of Kazakhstan.svg Astana a 35″
8 Flag of Italy.svg Ivan Basso Flag of Italy.svg Liquigas a 40″
9 Flag of Italy.svg Damiano Caruso Flag of Italy.svg Liquigas a 45″
10 Flag of Italy.svg Dario Cataldo Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma a 46″
11 Flag of Italy.svg Marco Pinotti Flag of the United States.svg BMC s.t.
12 Flag of Luxembourg.svg Fränk Schleck Flag of Luxembourg.svg RadioShack a 48″
13 Flag of Spain.svg Beñat Intxausti Flag of Spain.svg Movistar a 51″
14 Flag of Italy.svg Eros Capecchi Flag of Italy.svg Liquigas a 52″
15 Flag of Colombia.svg Rigoberto Urán Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling a 53″

Classifica a punti – Maglia rossa[]

# Corridore Squadra Punti
1 Flag of Australia.svg Matthew Goss Flag of Australia.svg Orica-GreenED. 65
2 Flag of the United Kingdom.svg Mark Cavendish Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling 53
3 Flag of Colombia.svg Miguel Ángel Rubiano Flag of Italy.svg Androni Gioc. 36
4 Flag of the United Kingdom.svg Geraint Thomas Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling 26
5 Flag of Italy.svg Paolo Tiralongo Flag of Kazakhstan.svg Astana 25

Gran Premio della Montagna – Maglia azzurra[]

# Corridore Squadra Punti
1 Flag of Colombia.svg Miguel Ángel Rubiano Flag of Italy.svg Androni Gioc. 23
2 Flag of Poland.svg Michał Gołaś Flag of Belgium (civil).svg Omega Pharma 16
3 Flag of Italy.svg Paolo Tiralongo Flag of Kazakhstan.svg Astana 9
4 Flag of Italy.svg Cesare Benedetti Flag of Germany.svg Team NetApp 7
5 Flag of Italy.svg Alfredo Balloni Flag of the United Kingdom.svg Farnese Vini 6

Classifica giovani – Maglia bianca[]

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of the United States.svg Peter Stetina Flag of the United States.svg Garmin 26h17’19”
40,394 km/h
2 Flag of Italy.svg Damiano Caruso Flag of Italy.svg Liquigas a 19″
3 Flag of Colombia.svg Rigoberto Urán Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling a 27″
4 Flag of Estonia.svg Tanel Kangert Flag of Kazakhstan.svg Astana a 40″
5 Flag of Colombia.svg Sergio Henao Flag of the United Kingdom.svg Sky Procycling a 44″

Trofeo Fast Team[]

# Squadra Tempo
1 Flag of the United States.svg Team Garmin-Barracuda 77h36’14”
2 Flag of Kazakhstan.svg Astana Pro Team a 39″
3 Flag of Italy.svg Liquigas-Cannondale a 1’09”

Trofeo Super Team[]

# Squadra Punti
1 Flag of the United States.svg Team Garmin-Barracuda 174
2 Flag of Australia.svg Orica-GreenEDGE 133
3 Flag of Luxembourg.svg RadioShack-Nissan 111

Altri premi[]

  • Traguardi Volanti: Olivier Kaisen, 8 punti
  • Azzurri d’Italia: Matthew Goss, 8 punti
  • Premio della Fuga: Reto Hollenstein, 344 punti
  • Premio della Combattività: Miguel Ángel Rubiano, 21 punti
  • Premio Fair Play: otto squadre a 0 punti


Fonti[]

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March 25, 2012

Sport in lutto: stroncato da un malore in campo l\’ex-azzurro di pallavolo Vigor Bovolenta

Sport in lutto: stroncato da un malore in campo l’ex-azzurro di pallavolo Vigor Bovolenta

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Macerata, domenica 25 marzo 2012

Vigor Bovolenta (1974-2012)

Il mondo dello sport è sotto choc per l’improvvisa scomparsa, avvenuta a soli 37 anni per un malore in campo, del pallavolista, ex-centrale della Nazionale, Vigor Bovolenta. Bovolenta si è accasciato ieri sera durante la partita della sua squadra, il Forlì, impegnata in trasferta contro la Lube Macerata per una gara del campionato nazionale di B2.

Bovolenta ha accusato il malore fatale mentre stava effettuando la battuta: «Mi gira la testa, aiuto, cado», sono state le sue parole, mentre l’atleta si toccava un fianco all’altezza del cuore. I soccorsi sono scattati immediati e allo sfortunato giocatore è stato subito praticato il massaggio cardiaco, e dato che l’atleta non riprendeva conoscenza è stato deciso il trasporto all’ospedale di Macerata.

Snervante l’attesa dei compagni di Bovolenta, dell’allenatore del Volley Forlì Stefano Mascetti e dei dirigenti della squadra, ma la speranze si sono rivelate vane e l’atleta trentasettenne è stato dichiarato morto.

Vigor Bovolenta era nato a Contarina, in provincia di Rovigo, il 30 maggio 1974. Lascia la moglie, l’ex-pallavolista Federica Lisi, e quattro figli, con cui viveva a Ravenna. Doveva il nome Vigor ad un trapezista russo che il fratello (scomparso nel 1990) e la sorella avevano visto esibirsi in un circo.

Il suo palmarès è costellato di successi e conta, tra l’altro, due campionati europei, quattro World League, due scudetti, due Coppe dei Campioni, un mondiale per club e la medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Atlanta del 1996. Il 3 maggio 1995 aveva esordito con la nazionale italiana, non ancora ventiduenne, in una partita disputata a L’Avana contro Cuba.


Fonti[]

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August 27, 2010

Immigrato preso a calci da bambini, i genitori indifferenti ridono

Immigrato preso a calci da bambini, i genitori indifferenti ridono

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venerdì 27 agosto 2010

Una foto della spiagga di Civitanova Marche

Un immigrato del Bangladesh, venditore ambulante, è stato insultato e preso a calci da un gruppo di ragazzini di 10-11 anni mentre si stava riposando su una sdraio a Civitanova Marche (provincia di Macerata). Tra i testimoni c’è una cronista dell’ANSA, Paola Lo Mele, la quale ha raccontato che cinque bambini hanno circondato la sdraio del venditore ambulante, che si era seduto per riposare dopo il giro sulla spiaggia dello stabilimento balneare, e gli hanno intimato di andarsene, insultandolo e dando calci contro la sdraio.

Tra le frasi a sfondo razzista che i piccoli hanno detto c’erano «Alzati da qua, vattene, questa è proprietà privata!», «Amigo vattene, vai a vendere fuori da qua», «Questa roba l’hai rubata». La vittima ha così commentato l’accaduto: «Sono stati molto cattivi», affermando anche che non vuole sporgere denuncia.

La cronista ha infine raccontato che le violenze sono state seguite da alcuni adulti, probabilmente i genitori dei bambini, che non solo non hanno fatto nulla per evitare gli attacchi ma hanno seguito la scena ridendo.


Fonti

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January 12, 2010

Terremoto nelle Marche: tanta paura ma nessun danno

Terremoto nelle Marche: tanta paura ma nessun danno

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martedì 12 gennaio 2010

Sisma del Piceno
Magnitudo 4.1 ML
Nazione Italia
Profondità 25,6 km
Epicentro Colmurano, Gualdo
Data e ora 12 gennaio 2010
Città più vicina Macerata
Feriti nessuno
Morti nessuno

Questa mattina, a partire dalle ore 09:07 si sono susseguite nelle Marche una serie di scosse di terremoto di magnitudo 2,7-2,9, culminate alle 9:25 in un evento sismico di magnitudo 4,0 della Scala Richter con epicentro, non preciso, nelle vicinanze dei comuni di Colmurano e Gualdo e una profondità di 25,6 km.[1]

La scossa, che ha interessato una vasta area del Piceno, è stata chiaramente avvertita a Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno. Numerose sono state le chiamate ai Vigili del Fuoco da parte dei cittadini per conoscere l’epicentro e la magnitudo del terremoto e per sapere come comportarsi. Fino ad ora non si sono registrati né danni né vittime o feriti.

Molta agitazione nelle scuole di tutto il territorio, visto l’orario in cui si è verificato il terremoto. A Loro Piceno, una delle località vicino all’epicentro, le lezioni sono subito state sospese. Il sindaco Daniele Piatti, intervistato anche durante un’edizione di Sky Tg24, ha dichiarato: «Studenti e insegnanti sono stati presi dal panico; li abbiamo radunati nel campus scolastico all’aperto, ma, constatato che non riuscivano a calmarsi, abbiamo deciso di sospendere per oggi le lezioni di ogni ordine e grado.».

Ad Ascoli Piceno, nel Liceo delle Scienze Sociali, forte agitazione tra docenti e studenti che sono voluti uscire dall’edificio dopo pochi minuti dalla scossa, riunendosi nel piazzale adiacente. Proprio nella giornata di ieri si erano svolte le prove di evacuazione, con evidente difficoltà degli studenti che si trovano al terzo piano, nelle aree della “torretta” Est e Nord-Ovest, che devono percorrere diverse scale, e con un’unica uscita senza scale d’emergenza. Le lezioni sono poi riprese, tranne per gli studenti del terzo piano, che si sono riuniti nell’ampio giardino della scuola per continuare le attività.

Enzo Boschi, presidente del Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha affermato: «Abbiamo una sequenza sismica in atto nella zona di Ascoli Piceno, la scossa più forte è quella di martedì di magnitudo 4, da qualche settimana la stiamo osservando – dice Boschi -. Sono scosse abbastanza profonde, con una profondità focale dell’ordine di 20 chilometri e sono scosse modeste. Non ritengo, che a parte la comprensibile paura della popolazione, possano causare particolari problemi.».

Nel pomeriggio, alle ore 14:35:44, un’altra scossa di magnitudo 4,1 ha colpito le Marche, con lo stesso epicentro. Il terremoto è stato avvertito anche a L’Aquila e non si sono registrate vittime o nuovi danni. In serata nessuna nuova rilevante scossa, ma la situazione resta comunque sotto controllo.

La sequenza sismica[]

La sequenza sismica nel Piceno è iniziata l’8 gennaio 2010, con scosse di magnitudo 2.5-3.0, di seguito i vari eventi sismici (dati INGV):

Legenda
  • In rosso: la scossa più importante dall’inizio della sequenza sismica
  • In grassetto: le scosse più importanti
  • In blu: la scossa che ha dato inizio alla sequenza sismica
  • Testo normale: tutte le altre scosse con intensità minore

Segnalazioni

La graduazione dei fenomeni sismici è in parte basata anche sull’osservazione degli effetti percepiti, pertanto per l’accuratezza dello studio è assai utile ampliare la raccolta dei dati. Se hai avvertito le scosse puoi segnalarlo a:

  • Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia compilando il modulo su questa pagina
  • Servizio Geologico degli Stati Uniti su questa pagina, selezionando la scossa e cliccando sul link Did you feel it? Tell us! al di sopra della mappa
Data Ora (locale) Latitudine Longitudine Profondità Magnitudo Fonte
12 gennaio 2010 15:04:40 43,133 N 13,429 E 20,0 ML 2,5 [1]
12 gennaio 2010 14:35:44 43,129 N 13,438 E 24,1 ML 4,1 [2]
12 gennaio 2010 12:40:39 43,141 N 13,412 E 18,8 ML 2,7 [3]
12 gennaio 2010 12:26:49 43,118 N 13,425 E 22,3 ML 2,7 [4]
12 gennaio 2010 09:48:51 43,133 N 13,439 E 16,5 ML 2,6 [5]
12 gennaio 2010 09:35:51 43,139 N 13,405 E 25,0 ML 2,6 [6]
12 gennaio 2010 09:25:10 43,123 N 13,413 E 25,6 ML 4,0 [7]
10 gennaio 2010 15:02:22 43,159 N 13,495 E 10,0 ML 1,7 [8]
10 gennaio 2010 13:37:36 43,134 N 13,416 E 35,8 ML 3,1 [9]
10 gennaio 2010 09:33:35 43,126 N 13,402 E 9,0 ML 3,9 [10]
8 gennaio 2010 23:40:20 43,022 N 13,462 E 25,7 ML 2,9 [11]


Note[]

  1. Scheda dell’evento sismico dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Fonti[]


Notizia originale
Questo articolo contiene notizie di prima mano comunicate da parte di uno o più contribuenti della comunità di Wikinotizie.

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April 6, 2009

L’Abruzzo sconvolto da un sisma di magnitudo 6, centinaia di vittime

lunedì 6 aprile 2009

Wikinotizie di oggi
6 aprile
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Sisma dell’Aquila e dell’Abruzzo

Mappa con l’intensità del sisma (Fonte:USGS)
Magnitudo 5.9 (6.3?) Mw
Nazione Italia
Profondità 8-10 km
Epicentro Paganica
Data e ora 6 aprile 2009
Città più vicina Paganica
Feriti almeno 1.500
Morti almeno 150

Questa notte, alle ore 3:32, una forte scossa di terremoto è stata avvertita in tutta l’Italia centrale, in particolare nei dintorni della città dell’Aquila.

L’epicentro, stando ai primi rilevamenti dell’ente sismologico tedesco, dovrebbe trovarsi in Abruzzo, in prossimità del Monte San Franco, a 10 km di profondità ed in vicinanza delle località di Pizzoli ed Arischia, nel territorio del Parco Nazionale.

La magnitudo, secondo l’ente tedesco (fra i primi a fornire i dati su Internet), sarebbe di 6,2 e la scossa principale è stata seguita da scosse di assestamento di assai più moderata intensità alle 4:38. In serata, secondo la Rete sismica sperimentale italiana già si erano registrate due scosse di rilievo sempre nella zona dell’Aquila, la prima alle 22:48, di magnitudo 3,84, e la seconda alle 00:39, di magnitudo 3,41; secondo la Protezione Civile italiana, inoltre, uno sciame sismico si era già registrato due giorni fa.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, alle ore 6:50 ha rilasciato un comunicato dove viene ribadito che il sisma delle 3:32 è di 6,2 magnitudo momento e di 5,8 magnitudo Richter. Le coordinate dell’ipocentro risultano 42,33 N 13,33 E, mentre la profondità dell’ipocentro è 8,8 km.

Le prime sommarie informazioni parlano di danni all’Aquila, dove sarebbe crollata una chiesa e si registrerebbero lesioni ad edifici. L’agenzia ANSA riferisce di crolli di edifici, fra i quali un’ala della Casa dello Studente, e di timore di vittime. La popolazione si starebbe radunando nei punti di raccolta.

A Roma la scossa è stata avvertita distintamente nei quartieri nord-orientali, ma anche ad Ascoli Piceno le oscillazioni hanno suscitato allarme.

CHE COSA FARE

  • non usare il telefono cellulare, se non in caso di estrema necessità; per informazioni è disponibile un numero verde della protezione Civile: 800.860.146
  • non mettersi in viaggio per le località colpite dal sisma

La Protezione Civile, che ha emesso un divieto di sorvolo delle aree sinistrate, invita a non mettersi in viaggio per le località colpite dal sisma onde non intralciare le operazioni di soccorso.

L’autostrada A24 Roma-L’Aquila è stata chiusa cautelativamente nel tratto tra Tornimparte ed Assergi per verifiche statiche. Per le stesse motivazioni chiuso il tratto tra Sulmona e Causaria dell’A25 e un pezzo della Strada Statale 5 tra Capo d’Acero Monte e Corfino; l’A24 infine è stata totalmente chiusa da Roma a Tornimparte ai mezzi pesanti.

In un vertice tenutosi durante la notte nella Prefettura di Teramo, il governatore della regione Abruzzo, Gianni Chiodi ha ordinato la chiusura di tutte le scuole della regione che poco tempo fa erano state sottoposte a verifiche sulla stabilità in vista di una loro messa in sicurezza.

Alle 12:30 circa, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha diramato un appello a donare sangue. Circa tre ore dopo il presidente della regione, Gianni Chiodi, ha dichiarato cessata l’emergenza sangue, affermando che ve ne sarebbe a sufficienza.

Indice

I danni e le vittime

Tipici danni di un terremoto di forte intensità.

Intorno alle ore 5:00 è stata diffusa la notizia di una famiglia rimasta intrappolata nel crollo della propria abitazione all’Aquila, in via XX Settembre, la più colpita in città dal sisma.

Non risultano al momento danni alle infrastrutture ferroviarie e viarie, mentre nel capoluogo abruzzese vi sono interruzioni dell’energia elettrica (per circa 15.000 utenze) e delle comunicazioni telefoniche.

Secondo RaiNews24 l’area più danneggiata dovebbe essere quella di Paganica e due persone, una donna anziana ed una bambina, sarebbero morte a Fossa. Intorno alle ore 06:00 Repubblica ha annunciato che ci sarebbero vittime in diversi comuni del circondario e che a San Demetrio ne’ Vestini ci sarebbero 8 dispersi. All’Aquila, comunica la Repubblica, il sindaco avrebbe annunciato l’avvenuto crollo di una casa-famiglia in cui sarebbero morti 4 bambini e stima in 120.000 il numero delle persone che hanno abbandonato le proprie abitazioni.

Un iniziale bilancio della Protezione Civile vedeva un totale provvisorio di 31 vittime e 40 dispersi insieme a migliaia di sfollati. La BBC parla di 90 morti.

Il ministro degli interni Maroni ha dichiarato alle ore 12:00 che i morti sarebbero stati 50; successivamente ha elevato la stima a circa 70. Alle 14:32 Rai News 24 ha informato che i morti accertati erano saliti a 92, ma intorno alle 18 il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, riferendo alla Camera dei Deputati sull’accaduto, ha precisato il numero di 91, aggiungendo che è destinato a crescere.

In serata, intorno alle 19, le agenzie giornalistiche (fra cui l’Ansa) hanno diffuso stime raccolte presso i soccorritori e che parlano di 108 morti, e poco dopo sono sopraggiunte quelle raccolte presso i sanitari, per i quali le vittime sarebbero più di 150.

Le vittime

Il bilancio provvisorio delle vittime accertate per località:

Gli edifici danneggiati o distrutti

L’Aquila

La basilica di Santa Maria di Collemaggio, uno degli edifici danneggiati (crollo dell’abside).

  • Un’ala della Casa dello Studente, capace di 158 posti, è crollata con all’interno molti giovani, alcuni dei quali già nell’elenco delle vittime. L’edificio si trova in via XX Settembre, dove altri fabbricati sono completamente distrutti.
  • L’hotel Duca degli Abruzzi, che comprendeva anche un centro congressi, è crollato su sé stesso (anche il sito web dell’albergo è stato prontamente oscurato, qui una copia cache).
  • Crollato il palazzo della prefettura insieme ad altri edifici adiacenti.
  • La cupola della chiesa delle Anime Sante, opera di Giuseppe Valadier, è crollata.
  • Distrutti il campanile e l’abside della Basilica di San Bernardino.
  • Crollato l’abside della basilica di Santa Maria di Collemaggio
  • Inagibili strutture sanitarie del Delta di medicina; l’ospedale San Salvatore sarebbe inagibile al 90% ed è stato evacuato.
  • La Cattedrale ha subito danni gravissimi.
  • Secondo Repubblica, il responsabile dei Vigili del Fuoco avrebbe affermato che il 50% delle case del capoluogo sono inagibili.
  • Secondo il premier Berlusconi, “Il centro storico dell’Aquila e tutti gli edifici pubblici della città sono inagibili”.
  • Secondo il rettore della locale università, Ferdinando Di Orio, “L’ateneo è praticamente distrutto. Le strutture sono tutte gravamente danneggiate”

Rovere, Altopiano delle Rocche

  • Crollato il campanile della chiesa

Onna

  • Secondo ADN Kronos sarebbe crollato il 50% degli edifici
  • L’inviato del GR2 RAI delle ore 12:30 del 6 aprile 2009, giunto a Onna, afferma che l’80% degli edifici e crollato; mentre andava in onda il servizio in diretta c’è stato un nuovo crollo, percepito anche dagli ascoltatori
  • Il ponte sul fiume Aterno, lungo la Strada Statale 17, è crollato mentre vi transitava un’autovettura, i cui occupanti però sono in salvo.

Nota politica

Il direttore del dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri Guido Bertolaso ha affermato: «È la peggiore tragedia di questo inizio di millennio […] è paragonabile, se non superiore, al terremoto che ha colpito in passato l’Umbria e le Marche. Si tratta di una vicenda che mobiliterà il paese per diverse settimane. Ho parlato diverse volte con Palazzo Chigi e il Quirinale ed il presidente del consiglio sta per firmare lo stato di emergenza nazionale ai sensi della legge, anticipando quindi quelle che saranno le delibere del consiglio dei ministri. Ci sono per ora alcune decine di squadre, e stanno convergendo sull’Aquila e provincia altre 8 squadre dalle Regioni e dalle province limitrofe. Nel corso della giornata arriveranno da tutto il resto d’Italia.»

Il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi ha decretato lo stato di emergenza ed ha annullato la visita prevista a Mosca per recarsi sui luoghi della catastrofe.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si dice «profondamente colpito dalle tragiche notizie relative al terremoto che ha colpito l’Abruzzo e le cui conseguenze sono ancora in via di doloroso accertamento» e «ha espresso al Presidente della Regione, al Sindaco dell’Aquila e alle altre autorità locali i suoi sentimenti di vicinanza e solidarietà». Cordoglio anche da Benedetto XVI che, in un telegramma all’Arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari, esprime «viva partecipazione» al «dolore delle care popolazioni colpite» dal sisma. «Nell’assicurare fervide preghiere» per le vittime, in particolare per i bambini, il pontefice invoca conforto per i familiari delle vittime e, rivolgendo «affettuosa parola di incoraggiamento» per i superstiti, invia una «speciale benedizione apostolica» a «quanti in vario modo si prodigano nelle operazioni di soccorso».

Nel frattempo sono già sorte le prime polemiche riguardo la prevedibilità di questo terremoto. Secondo Repubblica, il 1 aprile sarebbe stato denunciato per procurato allarme Giampaolo Giuliani, un ricercatore del laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso che, seguendo i numerosi episodi che hanno composto lo sciame sismico nella zona dell’Aquila da ottobre in avanti, aveva ammonito circa la possibilità che potessero preludere ad un evento più serio. Da fonti governative, il portavoce della Protezione Civile, ribatte che non sarebbe possibile prevedere i terremoti. Analoga la posizione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, secondo una nota ripresa da Repubblica intorno alle 11:30. L’interessato chiede invece pubbliche scuse per le offese ricevute spiegando che le sue osservazioni si basano sulla rilevazione scientifica degli incrementi dei livelli di radon rilasciati dal terreno.

Il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, ha aggiunto – riferisce l’ASCA – che “la previsione era stata fatta per Sulmona e immaginate se avessimo fatto spostare tutte le persone a L’Aquila“; il riferimento è ad una previsione di Giuliani, che aveva previsto un sisma a Sulmona per il 29 marzo, sisma che secondo il Corriere della Sera si è effettivamente verificato proprio alla data indicata, ma con una potenza del IV grado della scala Richter. Giuliani avrebbe poi previsto ed “anticipato” al sindaco della cittadina un sisma più potente, che però non vi è stato.

Boschi avrebbe inoltre affermato, riferisce Repubblica, che “non fa parte della nostra cultura costruire in maniera adeguata in una zona sismica, costruire cioè edifici che reggano e intervenire su quelli vecchi“. Anche Giuseppe Zamberletti, già capo e ministro della protezione civile ed oggi presidente dell’Istituto per le ricerche e gli studi sulla protezione e la difesa civile, attribuisce gravi responsabilità ai cittadini “fatalisti ed insensibili” in un’intervista rilasciata all’agenzia Ansa, stigmatizzando che “più che lo stato con le risorse e gli investimenti, sono i singoli cittadini che mostrano superficialità per la sicurezza delle proprie case“.

La presidente della provincia Stefania Pezzopane, parla di tragedia annunciata e di “troppi allarmi non ascoltati“. Lo scorso 31 marzo, il sindaco dell’Aquila aveva emesso un’ordinanza di chiusura delle scuole per le verifiche tecniche a seguito degli eventi sismici della settimana scorsa. Due scuole (la materna “Campanella” e la De Amicis) erano poi state effettivamente chiuse per riguadagnarne la conformità alle norme di sicurezza.

Aggiornamenti

  • Nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.9 secondo il Centro sismologico del Mediterraneo, di 4.3 secondo USGS percepita anche nel sud delle Marche.
  • L’autostrada A24 sarà chiusa per un lungo periodo, danneggiati i piloni di alcuni tratti.

Dati

SEGNALAZIONI

Se hai avvertito le scosse puoi segnalarlo a:

  • Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia compilando il modulo su questa pagina
  • Servizio Geologico degli Stati Uniti su questa pagina, selezionando la scossa e cliccando sul link Did you feel it? Tell us! al di sopra della mappa
Data Ora Latitudine Longitudine Profondità Magnitudo Fonte
6 aprile 2009 2:31:31,3 41,54 N 19,20 E 10 ML 2,6 [1]
6 aprile 2009 3:32:41,4 42,38 N 13,32 E 2 Mw 6,3 [2]
6 aprile 2009 4:25:45,0 42,43 N 13,36 E 13 ML 3,3 [3]
6 aprile 2009 4:27:48,2 42,37 N 13,23 E 2 mb 4,3 [4]
6 aprile 2009 4:31:33,0 42,41 N 13,39 E 8 ML 3,4 [5]
6 aprile 2009 4:37:05,2 42,40 N 13,31 E 2 Mw 5,1 [6]
6 aprile 2009 4:44:32,0 42,30 N 13,35 E 10 ML 3,2 [7]
6 aprile 2009 4:55:38,9 42,58 N 13,61 E 2 ML 3,3 [8]
6 aprile 2009 5:16:04,0 42,31 N 13,38 E 10 ML 2,8 [9]
6 aprile 2009 5:23:10,0 42,33 N 13,33 E 9 ML 2,8 [10]
6 aprile 2009 5:30:59,0 42,34 N 13,39 E 9 ML 2,8 [11]
6 aprile 2009 5:33:40,5 44,28 N 11,97 E 40 ML 3,4 [12]
6 aprile 2009 5:43:16,0 42,33 N 13,37 E 9 ML 3,1 [13]
6 aprile 2009 6:08:45,0 42,38 N 13,36 E 10 ML 3,0 [14]
6 aprile 2009 6:16:40,0 42,39 N 13,32 E 10 ML 3,2 [15]
6 aprile 2009 6:47:54,9 42,33 N 13,29 E 2 ML 3,9 [16]
6 aprile 2009 7:15:28,0 42,48 N 13,36 E 4 ML 3,1 [17]
6 aprile 2009 9:17:14,5 42,43 N 13,42 E 60 ML 3,9 [18]
6 aprile 2009 11:59:29,0 42,32 N 13,38 E 10 ML 3,1 [19]
6 aprile 2009 12:12:36,6 42,31 N 13,32 E 2 ML 3,5 [20]
6 aprile 2009 15:14:04,0 42,24 N 13,49 E 10 ML 3,2 [21]
6 aprile 2009 18:38:09,7 42,39 N 13,33 E 2 ML 4,0 [22]

Mappe

Fonti

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L’Abruzzo sconvolto da un sisma di magnitudo 6, centinaia di vittime

lunedì 6 aprile 2009

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6 aprile
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Sisma dell’Aquila e dell’Abruzzo

Mappa con l’intensità del sisma (Fonte:USGS)
Magnitudo 5.9 (6.3?) Mw
Nazione Italia
Profondità 8-10 km
Epicentro Paganica
Data e ora 6 aprile 2009
Città più vicina Paganica
Feriti almeno 1.500
Morti almeno 150

Questa notte, alle ore 3:32, una forte scossa di terremoto è stata avvertita in tutta l’Italia centrale, in particolare nei dintorni della città dell’Aquila.

L’epicentro, stando ai primi rilevamenti dell’ente sismologico tedesco, dovrebbe trovarsi in Abruzzo, in prossimità del Monte San Franco, a 10 km di profondità ed in vicinanza delle località di Pizzoli ed Arischia, nel territorio del Parco Nazionale.

La magnitudo, secondo l’ente tedesco (fra i primi a fornire i dati su Internet), sarebbe di 6,2 e la scossa principale è stata seguita da scosse di assestamento di assai più moderata intensità alle 4:38. In serata, secondo la Rete sismica sperimentale italiana già si erano registrate due scosse di rilievo sempre nella zona dell’Aquila, la prima alle 22:48, di magnitudo 3,84, e la seconda alle 00:39, di magnitudo 3,41; secondo la Protezione Civile italiana, inoltre, uno sciame sismico si era già registrato due giorni fa.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, alle ore 6:50 ha rilasciato un comunicato dove viene ribadito che il sisma delle 3:32 è di 6,2 magnitudo momento e di 5,8 magnitudo Richter. Le coordinate dell’ipocentro risultano 42,33 N 13,33 E, mentre la profondità dell’ipocentro è 8,8 km.

Le prime sommarie informazioni parlano di danni all’Aquila, dove sarebbe crollata una chiesa e si registrerebbero lesioni ad edifici. L’agenzia ANSA riferisce di crolli di edifici, fra i quali un’ala della Casa dello Studente, e di timore di vittime. La popolazione si starebbe radunando nei punti di raccolta.

A Roma la scossa è stata avvertita distintamente nei quartieri nord-orientali, ma anche ad Ascoli Piceno le oscillazioni hanno suscitato allarme.

CHE COSA FARE

  • non usare il telefono cellulare, se non in caso di estrema necessità; per informazioni è disponibile un numero verde della protezione Civile: 800.860.146
  • non mettersi in viaggio per le località colpite dal sisma

La Protezione Civile, che ha emesso un divieto di sorvolo delle aree sinistrate, invita a non mettersi in viaggio per le località colpite dal sisma onde non intralciare le operazioni di soccorso.

L’autostrada A24 Roma-L’Aquila è stata chiusa cautelativamente nel tratto tra Tornimparte ed Assergi per verifiche statiche. Per le stesse motivazioni chiuso il tratto tra Sulmona e Causaria dell’A25 e un pezzo della Strada Statale 5 tra Capo d’Acero Monte e Corfino; l’A24 infine è stata totalmente chiusa da Roma a Tornimparte ai mezzi pesanti.

In un vertice tenutosi durante la notte nella Prefettura di Teramo, il governatore della regione Abruzzo, Gianni Chiodi ha ordinato la chiusura di tutte le scuole della regione che poco tempo fa erano state sottoposte a verifiche sulla stabilità in vista di una loro messa in sicurezza.

Alle 12:30 circa, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha diramato un appello a donare sangue. Circa tre ore dopo il presidente della regione, Gianni Chiodi, ha dichiarato cessata l’emergenza sangue, affermando che ve ne sarebbe a sufficienza.

Indice

I danni e le vittime

Tipici danni di un terremoto di forte intensità.

Intorno alle ore 5:00 è stata diffusa la notizia di una famiglia rimasta intrappolata nel crollo della propria abitazione all’Aquila, in via XX Settembre, la più colpita in città dal sisma.

Non risultano al momento danni alle infrastrutture ferroviarie e viarie, mentre nel capoluogo abruzzese vi sono interruzioni dell’energia elettrica (per circa 15.000 utenze) e delle comunicazioni telefoniche.

Secondo RaiNews24 l’area più danneggiata dovebbe essere quella di Paganica e due persone, una donna anziana ed una bambina, sarebbero morte a Fossa. Intorno alle ore 06:00 Repubblica ha annunciato che ci sarebbero vittime in diversi comuni del circondario e che a San Demetrio ne’ Vestini ci sarebbero 8 dispersi. All’Aquila, comunica la Repubblica, il sindaco avrebbe annunciato l’avvenuto crollo di una casa-famiglia in cui sarebbero morti 4 bambini e stima in 120.000 il numero delle persone che hanno abbandonato le proprie abitazioni.

Un iniziale bilancio della Protezione Civile vedeva un totale provvisorio di 31 vittime e 40 dispersi insieme a migliaia di sfollati. La BBC parla di 90 morti.

Il ministro degli interni Maroni ha dichiarato alle ore 12:00 che i morti sarebbero stati 50; successivamente ha elevato la stima a circa 70. Alle 14:32 Rai News 24 ha informato che i morti accertati erano saliti a 92, ma intorno alle 18 il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, riferendo alla Camera dei Deputati sull’accaduto, ha precisato il numero di 91, aggiungendo che è destinato a crescere.

In serata, intorno alle 19, le agenzie giornalistiche (fra cui l’Ansa) hanno diffuso stime raccolte presso i soccorritori e che parlano di 108 morti, e poco dopo sono sopraggiunte quelle raccolte presso i sanitari, per i quali le vittime sarebbero più di 150.

Le vittime

Il bilancio provvisorio delle vittime accertate per località:

Gli edifici danneggiati o distrutti

L’Aquila

La basilica di Santa Maria di Collemaggio, uno degli edifici danneggiati (crollo dell’abside).

  • Un’ala della Casa dello Studente, capace di 158 posti, è crollata con all’interno molti giovani, alcuni dei quali già nell’elenco delle vittime. L’edificio si trova in via XX Settembre, dove altri fabbricati sono completamente distrutti.
  • L’hotel Duca degli Abruzzi, che comprendeva anche un centro congressi, è crollato su sé stesso (anche il sito web dell’albergo è stato prontamente oscurato, qui una copia cache).
  • Crollato il palazzo della prefettura insieme ad altri edifici adiacenti.
  • La cupola della chiesa delle Anime Sante, opera di Giuseppe Valadier, è crollata.
  • Distrutti il campanile e l’abside della Basilica di San Bernardino.
  • Crollato l’abside della basilica di Santa Maria di Collemaggio
  • Inagibili strutture sanitarie del Delta di medicina; l’ospedale San Salvatore sarebbe inagibile al 90% ed è stato evacuato.
  • La Cattedrale ha subito danni gravissimi.
  • Secondo Repubblica, il responsabile dei Vigili del Fuoco avrebbe affermato che il 50% delle case del capoluogo sono inagibili.
  • Secondo il premier Berlusconi, “Il centro storico dell’Aquila e tutti gli edifici pubblici della città sono inagibili”.
  • Secondo il rettore della locale università, Ferdinando Di Orio, “L’ateneo è praticamente distrutto. Le strutture sono tutte gravamente danneggiate”

Rovere, Altopiano delle Rocche

  • Crollato il campanile della chiesa

Onna

  • Secondo ADN Kronos sarebbe crollato il 50% degli edifici
  • L’inviato del GR2 RAI delle ore 12:30 del 6 aprile 2009, giunto a Onna, afferma che l’80% degli edifici e crollato; mentre andava in onda il servizio in diretta c’è stato un nuovo crollo, percepito anche dagli ascoltatori
  • Il ponte sul fiume Aterno, lungo la Strada Statale 17, è crollato mentre vi transitava un’autovettura, i cui occupanti però sono in salvo.

Nota politica

Il direttore del dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri Guido Bertolaso ha affermato: «È la peggiore tragedia di questo inizio di millennio […] è paragonabile, se non superiore, al terremoto che ha colpito in passato l’Umbria e le Marche. Si tratta di una vicenda che mobiliterà il paese per diverse settimane. Ho parlato diverse volte con Palazzo Chigi e il Quirinale ed il presidente del consiglio sta per firmare lo stato di emergenza nazionale ai sensi della legge, anticipando quindi quelle che saranno le delibere del consiglio dei ministri. Ci sono per ora alcune decine di squadre, e stanno convergendo sull’Aquila e provincia altre 8 squadre dalle Regioni e dalle province limitrofe. Nel corso della giornata arriveranno da tutto il resto d’Italia.»

Il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi ha decretato lo stato di emergenza ed ha annullato la visita prevista a Mosca per recarsi sui luoghi della catastrofe.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si dice «profondamente colpito dalle tragiche notizie relative al terremoto che ha colpito l’Abruzzo e le cui conseguenze sono ancora in via di doloroso accertamento» e «ha espresso al Presidente della Regione, al Sindaco dell’Aquila e alle altre autorità locali i suoi sentimenti di vicinanza e solidarietà». Cordoglio anche da Benedetto XVI che, in un telegramma all’Arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari, esprime «viva partecipazione» al «dolore delle care popolazioni colpite» dal sisma. «Nell’assicurare fervide preghiere» per le vittime, in particolare per i bambini, il pontefice invoca conforto per i familiari delle vittime e, rivolgendo «affettuosa parola di incoraggiamento» per i superstiti, invia una «speciale benedizione apostolica» a «quanti in vario modo si prodigano nelle operazioni di soccorso».

Nel frattempo sono già sorte le prime polemiche riguardo la prevedibilità di questo terremoto. Secondo Repubblica, il 1 aprile sarebbe stato denunciato per procurato allarme Giampaolo Giuliani, un ricercatore del laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso che, seguendo i numerosi episodi che hanno composto lo sciame sismico nella zona dell’Aquila da ottobre in avanti, aveva ammonito circa la possibilità che potessero preludere ad un evento più serio. Da fonti governative, il portavoce della Protezione Civile, ribatte che non sarebbe possibile prevedere i terremoti. Analoga la posizione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, secondo una nota ripresa da Repubblica intorno alle 11:30. L’interessato chiede invece pubbliche scuse per le offese ricevute spiegando che le sue osservazioni si basano sulla rilevazione scientifica degli incrementi dei livelli di radon rilasciati dal terreno.

Il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, ha aggiunto – riferisce l’ASCA – che “la previsione era stata fatta per Sulmona e immaginate se avessimo fatto spostare tutte le persone a L’Aquila“; il riferimento è ad una previsione di Giuliani, che aveva previsto un sisma a Sulmona per il 29 marzo, sisma che secondo il Corriere della Sera si è effettivamente verificato proprio alla data indicata, ma con una potenza del IV grado della scala Richter. Giuliani avrebbe poi previsto ed “anticipato” al sindaco della cittadina un sisma più potente, che però non vi è stato.

Boschi avrebbe inoltre affermato, riferisce Repubblica, che “non fa parte della nostra cultura costruire in maniera adeguata in una zona sismica, costruire cioè edifici che reggano e intervenire su quelli vecchi“. Anche Giuseppe Zamberletti, già capo e ministro della protezione civile ed oggi presidente dell’Istituto per le ricerche e gli studi sulla protezione e la difesa civile, attribuisce gravi responsabilità ai cittadini “fatalisti ed insensibili” in un’intervista rilasciata all’agenzia Ansa, stigmatizzando che “più che lo stato con le risorse e gli investimenti, sono i singoli cittadini che mostrano superficialità per la sicurezza delle proprie case“.

La presidente della provincia Stefania Pezzopane, parla di tragedia annunciata e di “troppi allarmi non ascoltati“. Lo scorso 31 marzo, il sindaco dell’Aquila aveva emesso un’ordinanza di chiusura delle scuole per le verifiche tecniche a seguito degli eventi sismici della settimana scorsa. Due scuole (la materna “Campanella” e la De Amicis) erano poi state effettivamente chiuse per riguadagnarne la conformità alle norme di sicurezza.

Aggiornamenti

  • Nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.9 secondo il Centro sismologico del Mediterraneo, di 4.3 secondo USGS percepita anche nel sud delle Marche.
  • L’autostrada A24 sarà chiusa per un lungo periodo, danneggiati i piloni di alcuni tratti.

Dati

SEGNALAZIONI

Se hai avvertito le scosse puoi segnalarlo a:

  • Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia compilando il modulo su questa pagina
  • Servizio Geologico degli Stati Uniti su questa pagina, selezionando la scossa e cliccando sul link Did you feel it? Tell us! al di sopra della mappa
Data Ora Latitudine Longitudine Profondità Magnitudo Fonte
6 aprile 2009 2:31:31,3 41,54 N 19,20 E 10 ML 2,6 [1]
6 aprile 2009 3:32:41,4 42,38 N 13,32 E 2 Mw 6,3 [2]
6 aprile 2009 4:25:45,0 42,43 N 13,36 E 13 ML 3,3 [3]
6 aprile 2009 4:27:48,2 42,37 N 13,23 E 2 mb 4,3 [4]
6 aprile 2009 4:31:33,0 42,41 N 13,39 E 8 ML 3,4 [5]
6 aprile 2009 4:37:05,2 42,40 N 13,31 E 2 Mw 5,1 [6]
6 aprile 2009 4:44:32,0 42,30 N 13,35 E 10 ML 3,2 [7]
6 aprile 2009 4:55:38,9 42,58 N 13,61 E 2 ML 3,3 [8]
6 aprile 2009 5:16:04,0 42,31 N 13,38 E 10 ML 2,8 [9]
6 aprile 2009 5:23:10,0 42,33 N 13,33 E 9 ML 2,8 [10]
6 aprile 2009 5:30:59,0 42,34 N 13,39 E 9 ML 2,8 [11]
6 aprile 2009 5:33:40,5 44,28 N 11,97 E 40 ML 3,4 [12]
6 aprile 2009 5:43:16,0 42,33 N 13,37 E 9 ML 3,1 [13]
6 aprile 2009 6:08:45,0 42,38 N 13,36 E 10 ML 3,0 [14]
6 aprile 2009 6:16:40,0 42,39 N 13,32 E 10 ML 3,2 [15]
6 aprile 2009 6:47:54,9 42,33 N 13,29 E 2 ML 3,9 [16]
6 aprile 2009 7:15:28,0 42,48 N 13,36 E 4 ML 3,1 [17]
6 aprile 2009 9:17:14,5 42,43 N 13,42 E 60 ML 3,9 [18]
6 aprile 2009 11:59:29,0 42,32 N 13,38 E 10 ML 3,1 [19]
6 aprile 2009 12:12:36,6 42,31 N 13,32 E 2 ML 3,5 [20]
6 aprile 2009 15:14:04,0 42,24 N 13,49 E 10 ML 3,2 [21]
6 aprile 2009 18:38:09,7 42,39 N 13,33 E 2 ML 4,0 [22]

Mappe

Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the GNU Free Documentation License, Version 1.2 or any later version published by the Free Software Foundation; with no Invariant Sections, no Front-Cover Texts, and no Back-Cover Texts. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

L’Abruzzo sconvolto da un sisma di magnitudo 6, centinaia di vittime

lunedì 6 aprile 2009

Wikinotizie di oggi
6 aprile
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Sisma dell’Aquila e dell’Abruzzo

Mappa con l’intensità del sisma (Fonte:USGS)
Magnitudo 5.9 (6.3?) Mw
Nazione Italia
Profondità 8-10 km
Epicentro Paganica
Data e ora 6 aprile 2009
Città più vicina Paganica
Feriti almeno 1.500
Morti almeno 150

Questa notte, alle ore 3:32, una forte scossa di terremoto è stata avvertita in tutta l’Italia centrale, in particolare nei dintorni della città dell’Aquila.

L’epicentro, stando ai primi rilevamenti dell’ente sismologico tedesco, dovrebbe trovarsi in Abruzzo, in prossimità del Monte San Franco, a 10 km di profondità ed in vicinanza delle località di Pizzoli ed Arischia, nel territorio del Parco Nazionale.

La magnitudo, secondo l’ente tedesco (fra i primi a fornire i dati su Internet), sarebbe di 6,2 e la scossa principale è stata seguita da scosse di assestamento di assai più moderata intensità alle 4:38. In serata, secondo la Rete sismica sperimentale italiana già si erano registrate due scosse di rilievo sempre nella zona dell’Aquila, la prima alle 22:48, di magnitudo 3,84, e la seconda alle 00:39, di magnitudo 3,41; secondo la Protezione Civile italiana, inoltre, uno sciame sismico si era già registrato due giorni fa.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, alle ore 6:50 ha rilasciato un comunicato dove viene ribadito che il sisma delle 3:32 è di 6,2 magnitudo momento e di 5,8 magnitudo Richter. Le coordinate dell’ipocentro risultano 42,33 N 13,33 E, mentre la profondità dell’ipocentro è 8,8 km.

Le prime sommarie informazioni parlano di danni all’Aquila, dove sarebbe crollata una chiesa e si registrerebbero lesioni ad edifici. L’agenzia ANSA riferisce di crolli di edifici, fra i quali un’ala della Casa dello Studente, e di timore di vittime. La popolazione si starebbe radunando nei punti di raccolta.

A Roma la scossa è stata avvertita distintamente nei quartieri nord-orientali, ma anche ad Ascoli Piceno le oscillazioni hanno suscitato allarme.

CHE COSA FARE

  • non usare il telefono cellulare, se non in caso di estrema necessità; per informazioni è disponibile un numero verde della protezione Civile: 800.860.146
  • non mettersi in viaggio per le località colpite dal sisma

La Protezione Civile, che ha emesso un divieto di sorvolo delle aree sinistrate, invita a non mettersi in viaggio per le località colpite dal sisma onde non intralciare le operazioni di soccorso.

L’autostrada A24 Roma-L’Aquila è stata chiusa cautelativamente nel tratto tra Tornimparte ed Assergi per verifiche statiche. Per le stesse motivazioni chiuso il tratto tra Sulmona e Causaria dell’A25 e un pezzo della Strada Statale 5 tra Capo d’Acero Monte e Corfino; l’A24 infine è stata totalmente chiusa da Roma a Tornimparte ai mezzi pesanti.

In un vertice tenutosi durante la notte nella Prefettura di Teramo, il governatore della regione Abruzzo, Gianni Chiodi ha ordinato la chiusura di tutte le scuole della regione che poco tempo fa erano state sottoposte a verifiche sulla stabilità in vista di una loro messa in sicurezza.

Alle 12:30 circa, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha diramato un appello a donare sangue. Circa tre ore dopo il presidente della regione, Gianni Chiodi, ha dichiarato cessata l’emergenza sangue, affermando che ve ne sarebbe a sufficienza.

Indice

I danni e le vittime

Tipici danni di un terremoto di forte intensità.

Intorno alle ore 5:00 è stata diffusa la notizia di una famiglia rimasta intrappolata nel crollo della propria abitazione all’Aquila, in via XX Settembre, la più colpita in città dal sisma.

Non risultano al momento danni alle infrastrutture ferroviarie e viarie, mentre nel capoluogo abruzzese vi sono interruzioni dell’energia elettrica (per circa 15.000 utenze) e delle comunicazioni telefoniche.

Secondo RaiNews24 l’area più danneggiata dovebbe essere quella di Paganica e due persone, una donna anziana ed una bambina, sarebbero morte a Fossa. Intorno alle ore 06:00 Repubblica ha annunciato che ci sarebbero vittime in diversi comuni del circondario e che a San Demetrio ne’ Vestini ci sarebbero 8 dispersi. All’Aquila, comunica la Repubblica, il sindaco avrebbe annunciato l’avvenuto crollo di una casa-famiglia in cui sarebbero morti 4 bambini e stima in 120.000 il numero delle persone che hanno abbandonato le proprie abitazioni.

Un iniziale bilancio della Protezione Civile vedeva un totale provvisorio di 31 vittime e 40 dispersi insieme a migliaia di sfollati. La BBC parla di 90 morti.

Il ministro degli interni Maroni ha dichiarato alle ore 12:00 che i morti sarebbero stati 50; successivamente ha elevato la stima a circa 70. Alle 14:32 Rai News 24 ha informato che i morti accertati erano saliti a 92, ma intorno alle 18 il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, riferendo alla Camera dei Deputati sull’accaduto, ha precisato il numero di 91, aggiungendo che è destinato a crescere.

In serata, intorno alle 19, le agenzie giornalistiche (fra cui l’Ansa) hanno diffuso stime raccolte presso i soccorritori e che parlano di 108 morti, e poco dopo sono sopraggiunte quelle raccolte presso i sanitari, per i quali le vittime sarebbero più di 150.

Le vittime

Il bilancio provvisorio delle vittime accertate per località:

Gli edifici danneggiati o distrutti

L’Aquila

La basilica di Santa Maria di Collemaggio, uno degli edifici danneggiati (crollo dell’abside).

  • Un’ala della Casa dello Studente, capace di 158 posti, è crollata con all’interno molti giovani, alcuni dei quali già nell’elenco delle vittime. L’edificio si trova in via XX Settembre, dove altri fabbricati sono completamente distrutti.
  • L’hotel Duca degli Abruzzi, che comprendeva anche un centro congressi, è crollato su sé stesso (anche il sito web dell’albergo è stato prontamente oscurato, qui una copia cache).
  • Crollato il palazzo della prefettura insieme ad altri edifici adiacenti.
  • La cupola della chiesa delle Anime Sante, opera di Giuseppe Valadier, è crollata.
  • Distrutti il campanile e l’abside della Basilica di San Bernardino.
  • Crollato l’abside della basilica di Santa Maria di Collemaggio
  • Inagibili strutture sanitarie del Delta di medicina; l’ospedale San Salvatore sarebbe inagibile al 90% ed è stato evacuato.
  • La Cattedrale ha subito danni gravissimi.
  • Secondo Repubblica, il responsabile dei Vigili del Fuoco avrebbe affermato che il 50% delle case del capoluogo sono inagibili.
  • Secondo il premier Berlusconi, “Il centro storico dell’Aquila e tutti gli edifici pubblici della città sono inagibili”.
  • Secondo il rettore della locale università, Ferdinando Di Orio, “L’ateneo è praticamente distrutto. Le strutture sono tutte gravamente danneggiate”

Rovere, Altopiano delle Rocche

  • Crollato il campanile della chiesa

Onna

  • Secondo ADN Kronos sarebbe crollato il 50% degli edifici
  • L’inviato del GR2 RAI delle ore 12:30 del 6 aprile 2009, giunto a Onna, afferma che l’80% degli edifici e crollato; mentre andava in onda il servizio in diretta c’è stato un nuovo crollo, percepito anche dagli ascoltatori
  • Il ponte sul fiume Aterno, lungo la Strada Statale 17, è crollato mentre vi transitava un’autovettura, i cui occupanti però sono in salvo.

Nota politica

Il direttore del dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri Guido Bertolaso ha affermato: «È la peggiore tragedia di questo inizio di millennio […] è paragonabile, se non superiore, al terremoto che ha colpito in passato l’Umbria e le Marche. Si tratta di una vicenda che mobiliterà il paese per diverse settimane. Ho parlato diverse volte con Palazzo Chigi e il Quirinale ed il presidente del consiglio sta per firmare lo stato di emergenza nazionale ai sensi della legge, anticipando quindi quelle che saranno le delibere del consiglio dei ministri. Ci sono per ora alcune decine di squadre, e stanno convergendo sull’Aquila e provincia altre 8 squadre dalle Regioni e dalle province limitrofe. Nel corso della giornata arriveranno da tutto il resto d’Italia.»

Il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi ha decretato lo stato di emergenza ed ha annullato la visita prevista a Mosca per recarsi sui luoghi della catastrofe.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si dice «profondamente colpito dalle tragiche notizie relative al terremoto che ha colpito l’Abruzzo e le cui conseguenze sono ancora in via di doloroso accertamento» e «ha espresso al Presidente della Regione, al Sindaco dell’Aquila e alle altre autorità locali i suoi sentimenti di vicinanza e solidarietà». Cordoglio anche da Benedetto XVI che, in un telegramma all’Arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari, esprime «viva partecipazione» al «dolore delle care popolazioni colpite» dal sisma. «Nell’assicurare fervide preghiere» per le vittime, in particolare per i bambini, il pontefice invoca conforto per i familiari delle vittime e, rivolgendo «affettuosa parola di incoraggiamento» per i superstiti, invia una «speciale benedizione apostolica» a «quanti in vario modo si prodigano nelle operazioni di soccorso».

Nel frattempo sono già sorte le prime polemiche riguardo la prevedibilità di questo terremoto. Secondo Repubblica, il 1 aprile sarebbe stato denunciato per procurato allarme Giampaolo Giuliani, un ricercatore del laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso che, seguendo i numerosi episodi che hanno composto lo sciame sismico nella zona dell’Aquila da ottobre in avanti, aveva ammonito circa la possibilità che potessero preludere ad un evento più serio. Da fonti governative, il portavoce della Protezione Civile, ribatte che non sarebbe possibile prevedere i terremoti. Analoga la posizione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, secondo una nota ripresa da Repubblica intorno alle 11:30. L’interessato chiede invece pubbliche scuse per le offese ricevute spiegando che le sue osservazioni si basano sulla rilevazione scientifica degli incrementi dei livelli di radon rilasciati dal terreno.

Il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, ha aggiunto – riferisce l’ASCA – che “la previsione era stata fatta per Sulmona e immaginate se avessimo fatto spostare tutte le persone a L’Aquila“; il riferimento è ad una previsione di Giuliani, che aveva previsto un sisma a Sulmona per il 29 marzo, sisma che secondo il Corriere della Sera si è effettivamente verificato proprio alla data indicata, ma con una potenza del IV grado della scala Richter. Giuliani avrebbe poi previsto ed “anticipato” al sindaco della cittadina un sisma più potente, che però non vi è stato.

Boschi avrebbe inoltre affermato, riferisce Repubblica, che “non fa parte della nostra cultura costruire in maniera adeguata in una zona sismica, costruire cioè edifici che reggano e intervenire su quelli vecchi“. Anche Giuseppe Zamberletti, già capo e ministro della protezione civile ed oggi presidente dell’Istituto per le ricerche e gli studi sulla protezione e la difesa civile, attribuisce gravi responsabilità ai cittadini “fatalisti ed insensibili” in un’intervista rilasciata all’agenzia Ansa, stigmatizzando che “più che lo stato con le risorse e gli investimenti, sono i singoli cittadini che mostrano superficialità per la sicurezza delle proprie case“.

La presidente della provincia Stefania Pezzopane, parla di tragedia annunciata e di “troppi allarmi non ascoltati“. Lo scorso 31 marzo, il sindaco dell’Aquila aveva emesso un’ordinanza di chiusura delle scuole per le verifiche tecniche a seguito degli eventi sismici della settimana scorsa. Due scuole (la materna “Campanella” e la De Amicis) erano poi state effettivamente chiuse per riguadagnarne la conformità alle norme di sicurezza.

Aggiornamenti

  • Nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.9 secondo il Centro sismologico del Mediterraneo, di 4.3 secondo USGS percepita anche nel sud delle Marche.
  • L’autostrada A24 sarà chiusa per un lungo periodo, danneggiati i piloni di alcuni tratti.

Dati

SEGNALAZIONI

Se hai avvertito le scosse puoi segnalarlo a:

  • Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia compilando il modulo su questa pagina
  • Servizio Geologico degli Stati Uniti su questa pagina, selezionando la scossa e cliccando sul link Did you feel it? Tell us! al di sopra della mappa
Data Ora Latitudine Longitudine Profondità Magnitudo Fonte
6 aprile 2009 2:31:31,3 41,54 N 19,20 E 10 ML 2,6 [1]
6 aprile 2009 3:32:41,4 42,38 N 13,32 E 2 Mw 6,3 [2]
6 aprile 2009 4:25:45,0 42,43 N 13,36 E 13 ML 3,3 [3]
6 aprile 2009 4:27:48,2 42,37 N 13,23 E 2 mb 4,3 [4]
6 aprile 2009 4:31:33,0 42,41 N 13,39 E 8 ML 3,4 [5]
6 aprile 2009 4:37:05,2 42,40 N 13,31 E 2 Mw 5,1 [6]
6 aprile 2009 4:44:32,0 42,30 N 13,35 E 10 ML 3,2 [7]
6 aprile 2009 4:55:38,9 42,58 N 13,61 E 2 ML 3,3 [8]
6 aprile 2009 5:16:04,0 42,31 N 13,38 E 10 ML 2,8 [9]
6 aprile 2009 5:23:10,0 42,33 N 13,33 E 9 ML 2,8 [10]
6 aprile 2009 5:30:59,0 42,34 N 13,39 E 9 ML 2,8 [11]
6 aprile 2009 5:33:40,5 44,28 N 11,97 E 40 ML 3,4 [12]
6 aprile 2009 5:43:16,0 42,33 N 13,37 E 9 ML 3,1 [13]
6 aprile 2009 6:08:45,0 42,38 N 13,36 E 10 ML 3,0 [14]
6 aprile 2009 6:16:40,0 42,39 N 13,32 E 10 ML 3,2 [15]
6 aprile 2009 6:47:54,9 42,33 N 13,29 E 2 ML 3,9 [16]
6 aprile 2009 7:15:28,0 42,48 N 13,36 E 4 ML 3,1 [17]
6 aprile 2009 9:17:14,5 42,43 N 13,42 E 60 ML 3,9 [18]
6 aprile 2009 11:59:29,0 42,32 N 13,38 E 10 ML 3,1 [19]
6 aprile 2009 12:12:36,6 42,31 N 13,32 E 2 ML 3,5 [20]
6 aprile 2009 15:14:04,0 42,24 N 13,49 E 10 ML 3,2 [21]
6 aprile 2009 18:38:09,7 42,39 N 13,33 E 2 ML 4,0 [22]

Mappe

Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the GNU Free Documentation License, Version 1.2 or any later version published by the Free Software Foundation; with no Invariant Sections, no Front-Cover Texts, and no Back-Cover Texts. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

L’Abruzzo sconvolto da un sisma di magnitudo 6, centinaia di vittime

lunedì 6 aprile 2009

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6 aprile
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Sisma dell’Aquila e dell’Abruzzo

Mappa con l’intensità del sisma (Fonte:USGS)
Magnitudo 5.9 (6.3?) Mw
Nazione Italia
Profondità 8-10 km
Epicentro Paganica
Data e ora 6 aprile 2009
Città più vicina Paganica
Feriti almeno 1.500
Morti almeno 150

Questa notte, alle ore 3:32, una forte scossa di terremoto è stata avvertita in tutta l’Italia centrale, in particolare nei dintorni della città dell’Aquila.

L’epicentro, stando ai primi rilevamenti dell’ente sismologico tedesco, dovrebbe trovarsi in Abruzzo, in prossimità del Monte San Franco, a 10 km di profondità ed in vicinanza delle località di Pizzoli ed Arischia, nel territorio del Parco Nazionale.

La magnitudo, secondo l’ente tedesco (fra i primi a fornire i dati su Internet), sarebbe di 6,2 e la scossa principale è stata seguita da scosse di assestamento di assai più moderata intensità alle 4:38. In serata, secondo la Rete sismica sperimentale italiana già si erano registrate due scosse di rilievo sempre nella zona dell’Aquila, la prima alle 22:48, di magnitudo 3,84, e la seconda alle 00:39, di magnitudo 3,41; secondo la Protezione Civile italiana, inoltre, uno sciame sismico si era già registrato due giorni fa.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, alle ore 6:50 ha rilasciato un comunicato dove viene ribadito che il sisma delle 3:32 è di 6,2 magnitudo momento e di 5,8 magnitudo Richter. Le coordinate dell’ipocentro risultano 42,33 N 13,33 E, mentre la profondità dell’ipocentro è 8,8 km.

Le prime sommarie informazioni parlano di danni all’Aquila, dove sarebbe crollata una chiesa e si registrerebbero lesioni ad edifici. L’agenzia ANSA riferisce di crolli di edifici, fra i quali un’ala della Casa dello Studente, e di timore di vittime. La popolazione si starebbe radunando nei punti di raccolta.

A Roma la scossa è stata avvertita distintamente nei quartieri nord-orientali, ma anche ad Ascoli Piceno le oscillazioni hanno suscitato allarme.

CHE COSA FARE

  • non usare il telefono cellulare, se non in caso di estrema necessità; per informazioni è disponibile un numero verde della protezione Civile: 800.860.146
  • non mettersi in viaggio per le località colpite dal sisma

La Protezione Civile, che ha emesso un divieto di sorvolo delle aree sinistrate, invita a non mettersi in viaggio per le località colpite dal sisma onde non intralciare le operazioni di soccorso.

L’autostrada A24 Roma-L’Aquila è stata chiusa cautelativamente nel tratto tra Tornimparte ed Assergi per verifiche statiche. Per le stesse motivazioni chiuso il tratto tra Sulmona e Causaria dell’A25 e un pezzo della Strada Statale 5 tra Capo d’Acero Monte e Corfino; l’A24 infine è stata totalmente chiusa da Roma a Tornimparte ai mezzi pesanti.

In un vertice tenutosi durante la notte nella Prefettura di Teramo, il governatore della regione Abruzzo, Gianni Chiodi ha ordinato la chiusura di tutte le scuole della regione che poco tempo fa erano state sottoposte a verifiche sulla stabilità in vista di una loro messa in sicurezza.

Alle 12:30 circa, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha diramato un appello a donare sangue. Circa tre ore dopo il presidente della regione, Gianni Chiodi, ha dichiarato cessata l’emergenza sangue, affermando che ve ne sarebbe a sufficienza.

Indice

I danni e le vittime

Tipici danni di un terremoto di forte intensità.

Intorno alle ore 5:00 è stata diffusa la notizia di una famiglia rimasta intrappolata nel crollo della propria abitazione all’Aquila, in via XX Settembre, la più colpita in città dal sisma.

Non risultano al momento danni alle infrastrutture ferroviarie e viarie, mentre nel capoluogo abruzzese vi sono interruzioni dell’energia elettrica (per circa 15.000 utenze) e delle comunicazioni telefoniche.

Secondo RaiNews24 l’area più danneggiata dovebbe essere quella di Paganica e due persone, una donna anziana ed una bambina, sarebbero morte a Fossa. Intorno alle ore 06:00 Repubblica ha annunciato che ci sarebbero vittime in diversi comuni del circondario e che a San Demetrio ne’ Vestini ci sarebbero 8 dispersi. All’Aquila, comunica la Repubblica, il sindaco avrebbe annunciato l’avvenuto crollo di una casa-famiglia in cui sarebbero morti 4 bambini e stima in 120.000 il numero delle persone che hanno abbandonato le proprie abitazioni.

Un iniziale bilancio della Protezione Civile vedeva un totale provvisorio di 31 vittime e 40 dispersi insieme a migliaia di sfollati. La BBC parla di 90 morti.

Il ministro degli interni Maroni ha dichiarato alle ore 12:00 che i morti sarebbero stati 50; successivamente ha elevato la stima a circa 70. Alle 14:32 Rai News 24 ha informato che i morti accertati erano saliti a 92, ma intorno alle 18 il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, riferendo alla Camera dei Deputati sull’accaduto, ha precisato il numero di 91, aggiungendo che è destinato a crescere.

In serata, intorno alle 19, le agenzie giornalistiche (fra cui l’Ansa) hanno diffuso stime raccolte presso i soccorritori e che parlano di 108 morti, e poco dopo sono sopraggiunte quelle raccolte presso i sanitari, per i quali le vittime sarebbero più di 150.

Le vittime

Il bilancio provvisorio delle vittime accertate per località:

Gli edifici danneggiati o distrutti

L’Aquila

La basilica di Santa Maria di Collemaggio, uno degli edifici danneggiati (crollo dell’abside).

  • Un’ala della Casa dello Studente, capace di 158 posti, è crollata con all’interno molti giovani, alcuni dei quali già nell’elenco delle vittime. L’edificio si trova in via XX Settembre, dove altri fabbricati sono completamente distrutti.
  • L’hotel Duca degli Abruzzi, che comprendeva anche un centro congressi, è crollato su sé stesso (anche il sito web dell’albergo è stato prontamente oscurato, qui una copia cache).
  • Crollato il palazzo della prefettura insieme ad altri edifici adiacenti.
  • La cupola della chiesa delle Anime Sante, opera di Giuseppe Valadier, è crollata.
  • Distrutti il campanile e l’abside della Basilica di San Bernardino.
  • Crollato l’abside della basilica di Santa Maria di Collemaggio
  • Inagibili strutture sanitarie del Delta di medicina; l’ospedale San Salvatore sarebbe inagibile al 90% ed è stato evacuato.
  • La Cattedrale ha subito danni gravissimi.
  • Secondo Repubblica, il responsabile dei Vigili del Fuoco avrebbe affermato che il 50% delle case del capoluogo sono inagibili.
  • Secondo il premier Berlusconi, “Il centro storico dell’Aquila e tutti gli edifici pubblici della città sono inagibili”.
  • Secondo il rettore della locale università, Ferdinando Di Orio, “L’ateneo è praticamente distrutto. Le strutture sono tutte gravamente danneggiate”

Rovere, Altopiano delle Rocche

  • Crollato il campanile della chiesa

Onna

  • Secondo ADN Kronos sarebbe crollato il 50% degli edifici
  • L’inviato del GR2 RAI delle ore 12:30 del 6 aprile 2009, giunto a Onna, afferma che l’80% degli edifici e crollato; mentre andava in onda il servizio in diretta c’è stato un nuovo crollo, percepito anche dagli ascoltatori
  • Il ponte sul fiume Aterno, lungo la Strada Statale 17, è crollato mentre vi transitava un’autovettura, i cui occupanti però sono in salvo.

Nota politica

Il direttore del dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri Guido Bertolaso ha affermato: «È la peggiore tragedia di questo inizio di millennio […] è paragonabile, se non superiore, al terremoto che ha colpito in passato l’Umbria e le Marche. Si tratta di una vicenda che mobiliterà il paese per diverse settimane. Ho parlato diverse volte con Palazzo Chigi e il Quirinale ed il presidente del consiglio sta per firmare lo stato di emergenza nazionale ai sensi della legge, anticipando quindi quelle che saranno le delibere del consiglio dei ministri. Ci sono per ora alcune decine di squadre, e stanno convergendo sull’Aquila e provincia altre 8 squadre dalle Regioni e dalle province limitrofe. Nel corso della giornata arriveranno da tutto il resto d’Italia.»

Il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi ha decretato lo stato di emergenza ed ha annullato la visita prevista a Mosca per recarsi sui luoghi della catastrofe.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si dice «profondamente colpito dalle tragiche notizie relative al terremoto che ha colpito l’Abruzzo e le cui conseguenze sono ancora in via di doloroso accertamento» e «ha espresso al Presidente della Regione, al Sindaco dell’Aquila e alle altre autorità locali i suoi sentimenti di vicinanza e solidarietà». Cordoglio anche da Benedetto XVI che, in un telegramma all’Arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari, esprime «viva partecipazione» al «dolore delle care popolazioni colpite» dal sisma. «Nell’assicurare fervide preghiere» per le vittime, in particolare per i bambini, il pontefice invoca conforto per i familiari delle vittime e, rivolgendo «affettuosa parola di incoraggiamento» per i superstiti, invia una «speciale benedizione apostolica» a «quanti in vario modo si prodigano nelle operazioni di soccorso».

Nel frattempo sono già sorte le prime polemiche riguardo la prevedibilità di questo terremoto. Secondo Repubblica, il 1 aprile sarebbe stato denunciato per procurato allarme Giampaolo Giuliani, un ricercatore del laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso che, seguendo i numerosi episodi che hanno composto lo sciame sismico nella zona dell’Aquila da ottobre in avanti, aveva ammonito circa la possibilità che potessero preludere ad un evento più serio. Da fonti governative, il portavoce della Protezione Civile, ribatte che non sarebbe possibile prevedere i terremoti. Analoga la posizione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, secondo una nota ripresa da Repubblica intorno alle 11:30. L’interessato chiede invece pubbliche scuse per le offese ricevute spiegando che le sue osservazioni si basano sulla rilevazione scientifica degli incrementi dei livelli di radon rilasciati dal terreno.

Il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, ha aggiunto – riferisce l’ASCA – che “la previsione era stata fatta per Sulmona e immaginate se avessimo fatto spostare tutte le persone a L’Aquila“; il riferimento è ad una previsione di Giuliani, che aveva previsto un sisma a Sulmona per il 29 marzo, sisma che secondo il Corriere della Sera si è effettivamente verificato proprio alla data indicata, ma con una potenza del IV grado della scala Richter. Giuliani avrebbe poi previsto ed “anticipato” al sindaco della cittadina un sisma più potente, che però non vi è stato.

Boschi avrebbe inoltre affermato, riferisce Repubblica, che “non fa parte della nostra cultura costruire in maniera adeguata in una zona sismica, costruire cioè edifici che reggano e intervenire su quelli vecchi“. Anche Giuseppe Zamberletti, già capo e ministro della protezione civile ed oggi presidente dell’Istituto per le ricerche e gli studi sulla protezione e la difesa civile, attribuisce gravi responsabilità ai cittadini “fatalisti ed insensibili” in un’intervista rilasciata all’agenzia Ansa, stigmatizzando che “più che lo stato con le risorse e gli investimenti, sono i singoli cittadini che mostrano superficialità per la sicurezza delle proprie case“.

La presidente della provincia Stefania Pezzopane, parla di tragedia annunciata e di “troppi allarmi non ascoltati“. Lo scorso 31 marzo, il sindaco dell’Aquila aveva emesso un’ordinanza di chiusura delle scuole per le verifiche tecniche a seguito degli eventi sismici della settimana scorsa. Due scuole (la materna “Campanella” e la De Amicis) erano poi state effettivamente chiuse per riguadagnarne la conformità alle norme di sicurezza.

Aggiornamenti

  • Nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.9 secondo il Centro sismologico del Mediterraneo, di 4.3 secondo USGS percepita anche nel sud delle Marche.
  • L’autostrada A24 sarà chiusa per un lungo periodo, danneggiati i piloni di alcuni tratti.

Dati

SEGNALAZIONI

Se hai avvertito le scosse puoi segnalarlo a:

  • Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia compilando il modulo su questa pagina
  • Servizio Geologico degli Stati Uniti su questa pagina, selezionando la scossa e cliccando sul link Did you feel it? Tell us! al di sopra della mappa
Data Ora Latitudine Longitudine Profondità Magnitudo Fonte
6 aprile 2009 2:31:31,3 41,54 N 19,20 E 10 ML 2,6 [1]
6 aprile 2009 3:32:41,4 42,38 N 13,32 E 2 Mw 6,3 [2]
6 aprile 2009 4:25:45,0 42,43 N 13,36 E 13 ML 3,3 [3]
6 aprile 2009 4:27:48,2 42,37 N 13,23 E 2 mb 4,3 [4]
6 aprile 2009 4:31:33,0 42,41 N 13,39 E 8 ML 3,4 [5]
6 aprile 2009 4:37:05,2 42,40 N 13,31 E 2 Mw 5,1 [6]
6 aprile 2009 4:44:32,0 42,30 N 13,35 E 10 ML 3,2 [7]
6 aprile 2009 4:55:38,9 42,58 N 13,61 E 2 ML 3,3 [8]
6 aprile 2009 5:16:04,0 42,31 N 13,38 E 10 ML 2,8 [9]
6 aprile 2009 5:23:10,0 42,33 N 13,33 E 9 ML 2,8 [10]
6 aprile 2009 5:30:59,0 42,34 N 13,39 E 9 ML 2,8 [11]
6 aprile 2009 5:33:40,5 44,28 N 11,97 E 40 ML 3,4 [12]
6 aprile 2009 5:43:16,0 42,33 N 13,37 E 9 ML 3,1 [13]
6 aprile 2009 6:08:45,0 42,38 N 13,36 E 10 ML 3,0 [14]
6 aprile 2009 6:16:40,0 42,39 N 13,32 E 10 ML 3,2 [15]
6 aprile 2009 6:47:54,9 42,33 N 13,29 E 2 ML 3,9 [16]
6 aprile 2009 7:15:28,0 42,48 N 13,36 E 4 ML 3,1 [17]
6 aprile 2009 9:17:14,5 42,43 N 13,42 E 60 ML 3,9 [18]
6 aprile 2009 11:59:29,0 42,32 N 13,38 E 10 ML 3,1 [19]
6 aprile 2009 12:12:36,6 42,31 N 13,32 E 2 ML 3,5 [20]
6 aprile 2009 15:14:04,0 42,24 N 13,49 E 10 ML 3,2 [21]
6 aprile 2009 18:38:09,7 42,39 N 13,33 E 2 ML 4,0 [22]

Mappe

Fonti

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