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March 3, 2014

Cerimonia degli Oscar, l\’Italia vince con \”La grande bellezza\”

Cerimonia degli Oscar, l’Italia vince con “La grande bellezza”

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3 marzo 2014
Oggi è un grande giorno per la cultura, o meglio per il cinema italiano: sì, il film “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino ha ricevuto la tanto ambita statuetta dorata come miglior film straniero. Sorrentino molto felice è salito sul palco per il ricevimento del premio insieme al protagonista del suo film Servillo e il produttore Giuliano, Sorrentino ha lanciato un grande grazie a tutti quelli che hanno partecipato alla produzione del film, ringrazia Roma e Napoli e ci ha tenuto molto anche a citare le persone che lo hanno ispirato per il suo film di cui possiamo ricordare: i Talking Heads, Federico Fellini, Martin Scorsese e Diego Armando Maradona. Anche le varie forze politiche del Paese si sono molto congratulate, tra cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Presidente del Consiglio Matteo Renzi in un tweet.

Il regista del film italiano “La grande bellezza” vincitore agli Oscar Paolo Sorrentino

Era dal 1999 con “La vita è Bella” di Roberto Beningni che l’Italia al festival degli Oscar di Hollywood non si aggiudicava la statuetta dorata, sogno di molti registi, e quest’oggi lo stesso Paolo Sorrentino ha voluto far presente che con questo evento spera di dare come una “spinta” in più al cinema italiano.


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February 25, 2013

Premi Oscar 2013: il miglior film è «Argo» di Ben Affleck

Premi Oscar 2013: il miglior film è «Argo» di Ben Affleck

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lunedì 25 febbraio 2013

L’annuncio del film vincitore dato da Michelle Obama

Si è svolta ieri sera (stanotte in Italia) al Dolby Theatre di Los Angeles la cerimonia di premiazione dell’85ª edizione dei Premi Oscar.

Ad aggiudicarsi il premio più ambito, ovvero la statuetta per il miglior film, è stato Argo di Ben Affleck, un thriller incentrato sulle vicende di alcuni diplomatici statunitensi nell’Iran di Khomeini. Il film si è anche aggiudicato il premio per la miglior sceneggiatura non originale e quello per il miglior montaggio.

L’annuncio della vittoria di Argo è stato dato da Michelle Obama direttamente dalla Casa Bianca. Nel suo intervento, la first lady ha voluto sottolineare l’importanza che può assumere il cinema nella formazione dei bambini.

Affleck ha commentato la vittoria con le seguenti parole: «Non importa se la vita ti butta giù. L’importante è rialzarsi»

Un po’ di delusione per il film Lincoln di Steven Spielberg, che, nonostante fosse plurinominato e fosse anche in corsa per il premio principale, si è dovuto accontantare di due statuette, tra cui quella per il miglior attore protagonista, assegnata a Daniel Day-Lewis. Con quest’affermazione, Daniel Day-Lewis è il primo attore ad aggiudicarsi per tre volte il premio di categoria.

Il premio per la miglior attrice protagonista è invece andato a Jennifer Lawrence per il suo ruolo nel film Il lato positivo. La Lawrence è stata anche protagonista di un poco piacevole “siparietto” al momento della consegna della statuetta: l’attrice è infatti inciampata sul proprio abito mentre saliva le scale, ma si è consolata – oltre che con il premio – anche con il caloroso applauso del pubblico in sala.

Soddisfazione anche per il regista Ang Lee, il cui film Life of Pi si aggiudicato ben quattro statuette, tra cui quella per la miglior regia. Tre statuette, tra cui quella ad Anne Hathaway come miglior attrice non protagonista, sono invece state assegnate al film Les Misérables.

Il premio per il miglior film straniero è andata invece ad Amour di Michael Haneke, già trionfatore, lo scorso maggio, al Festival del Cinema di Cannes.

Infine, si è aggiudicata il premio per la miglior canzone originale Skyfall di Adele, brano della colonna sonora del nuovo film di James Bond.


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Altri progetti[]

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February 27, 2012

Premi Oscar 2012, i vincitori

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Premi Oscar 2012, i vincitori

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lunedì 27 febbraio 2012

Il red carpet all’ingresso del Kodak Theatre

Ecco i vincitori dei premi Oscar 2012:

  • Miglior film: The Artist, regia di Michel Hazanavicius
  • Miglior regia: Michel Hazanavicius – The Artist
  • Miglior attore protagonista: Jean Dujardin – The Artist
  • Miglior attrice protagonista: Meryl Streep – The Iron Lady
  • Miglior attore non protagonista: Christopher Plummer – Beginners
  • Migliore attrice non protagonista: Octavia Spencer – The Help
  • Migliore sceneggiatura originale: Woody Allen – Midnight in Paris
  • Migliore sceneggiatura non originale: Alexander Payne, Nat Faxon e Jim Rash – Paradiso amaro (The Descendants)
  • Miglior film straniero: Una separazione (Jodái-e Náder az Simin), regia di Asghar Farhadi – (Iran)
  • Miglior film d’animazione: Rango, regia di Gore Verbinski
  • Migliore fotografia: Robert Richardson – Hugo Cabret (Hugo)
  • Miglior montaggio: Kirk Baxter e Angus Wall – Millennium – Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo)
  • Migliore scenografia: Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo – Hugo Cabret (Hugo)
  • Miglior trucco: Mark Coulier e J. Roy Helland – The Iron Lady
  • Migliori costumi: Mark Bridges – The Artist
  • Migliori effetti speciali: Rob Legato, Joss Williams, Ben Grossman e Alex Henning – Hugo Cabret (Hugo)
  • Migliore colonna sonora: Ludovic Bource – The Artist
  • Migliore canzone: Man or Muppet, di Bret McKenzie – I Muppet (The Muppets)
  • Miglior sonoro: Tom Fleischman e John Midgley – Hugo Cabret (Hugo)
  • Miglior montaggio sonoro: Philip Stockton e Eugene Gearty – Hugo Cabret (Hugo)
  • Miglior documentario: Undefeated, regia di TJ Martin, Dan Lindsay e Richard Middlemas
  • Miglior cortometraggio documentario: Saving Face, regia di Daniel Junge e Sharmeen Obaid-Chinoy
  • Miglior cortometraggio: The Shore, regia di Terry George e Oorlagh George
  • Miglior cortometraggio d’animazione: The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore, regia di William Joyce e Brandon Oldenburg

Sono stati inoltre assegnati gli Oscar alla carriera a James Earl Jones e a Dick Smith, mentre il premio umanitario Jean Hersholt è stato dato a Oprah Winfrey


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February 12, 2012

Addio a Whitney Houston

Addio a Whitney Houston – Wikinotizie

Addio a Whitney Houston

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Los Angeles, domenica 12 febbraio 2012

Whitney Houston (1963-2012)

Whitney Houston a Milano nel 2010

Lutto nel mondo della musica internazionale: nel pomeriggio di ieri, è infatti scomparsa all’età di soli 48 anni la cantante pop-soul-R&B afro-americana Whitney Houston.
La cantante si trovava in una stanza del Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills, quando si è sentita male intorno alle 15:45 locali. Tempestivi, ma inutili, i soccorsi: alle 15:55 (le 00:55 in Italia), Whitney Houston è stata dichiarata morta. A darne l’annuncio è stata la pr della cantante, Kristen Forster. Ancora sconosciute le cause del decesso, anche se, secondo il sito di celebrità Tmz, la cantante sarebbe affogata nella vasca da bagno.
La cantante avrebbe dovuto partecipare alla cerimonia della consegna dei Grammy Awards, gli “Oscar” della musica.

Whitney Elizabeth Houston era nata a Newark, nel New Jersey, il 9 agosto del 1963, figlia di un militare e della nota cantante gospel Cissy Houston, e aveva conosciuto il successo internazionale intorno alla metà degli anni ottanta.
Tra i suoi brani più rappresentativi, ricordiamo Greatest Love of All (cover di un brano di George Benson del 1977), All at Once, Hold Me (primo singolo dell’artista, inciso insieme a Teddy Pendergrass, anch’egli scomparso prematuramente, nel gennaio di due anni fa), Saving All My Love for You, How Will I Know, I Wanna Dance with Somebody, Didn’t We Almost Have It All, Where Do Broken Hearts Go, I’m Your Baby Tonight (dall’album omonimo),One Moment in Time (inno dei Giochi Olimpici di Seoul del 1988), I Will Always Love You (brano della colonna sonora del film del 1992 La guardia del corpo, film nel quale la Houston recitò nel ruolo di protagonista, al fianco di Kevin Kostner) e When You Believe (inciso con Mariah Carey per la colonna sonora del film d’animazione Il principe d’Egitto).
In carriera, aveva venduto oltre 170 milioni di dischi e si era aggiudicata per 6 volte il Grammy Award.

In seguito la carriera della cantante aveva conosciuto un periodo di declino, coinciso con il travagliato matrimonio con il collega Bobby Brown e con l’abuso di alcol e droghe e le crisi depressive. Alcune fonti sostengono che si fosse recentemente convertita all’Islam.[1]

Cordoglio e sconcerto per la morte di Whitney Houston sono stati espressi in primis dai colleghi, come Lenny Kravitz (che ha detto “Whitney, non ci sarà mai più nessuna come te”) e Mariah Carey, la quale piange la scomparsa dell’amica sul social network Twitter. La cantante italiana Laura Pausini, tramite Facebook, si è così espressa: “Whitney: il motivo della mia passione, della mia gioia, del mio destino. È il momento di piangere e cantare per te”.

La Houston lascia una figlia, Bobbi Kristina, di 19 anni, avuta da Bobby Brown. Alla ragazza è stato impedito di salire al quarto piano dell’albergo e di vedere il corpo della madre e, per questo motivo, sarebbe anche nato un diverbio tra la stessa e la polizia.
La stessa Bobbi Kristina Brown, tra l’altro, – secondo quanto riportato da Tmz – solo un giorno prima sarebbe stata vittima, nello stesso hotel, di un incidente analogo a quello che ha portato la madre alla morte. La ragazza, dopo aver ricevuto la tragica notizia, si troverebbe in uno stato psico-fisico pietoso, che starebbe facendo temere i familiari anche per la sua sorte.


Articoli correlati[]

  • «A Newark l’ultimo saluto a Whitney Houston» – Wikinotizie, 18 febbraio 2012

Fonti[]

Note[]

  1. Il Messaggero, fonte cit. – Nel testo dell’articolo, la notizia non è data per certa.

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June 21, 2011

Abito di Marilyn Monroe venduto all\’asta per 5,5 milioni di dollari

Abito di Marilyn Monroe venduto all’asta per 5,5 milioni di dollari

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martedì 21 giugno 2011

È stato venduto ad un’asta a Beverly Hills l’abito bianco di Marilyn Monroe, battendo così ogni record per quanto riguarda le aste dedicate agli abiti delle star di Hollywood. Il nome dell’acquirente, che dovrà sborsare 5,5 milioni di dollari, è rimasto anonimo.

L’abito in questione è presente nel film “Quando la moglie è in vacanza”, nella scena in cui il vento proveniente dai condotti di aerazione della metropolitana solleva la gonna di Marilyn Monroe.

Il vestito era tra le circa 600 “memorabilia”, per lo più degli abiti di scena, appartenenti alla collezione dell’attrice Debbie Reynolds.

Una delle collezioniste presenti all’asta, Keya Morgan, ha dichiarato che i prezzi per gli oggetti battuti sono stati folli, specialmente in questo periodo di crisi. Sono stati venduti altri tre vestiti della Monroe (comparsi nei film “Gli uomini preferiscono le bionde”, “Follie dell’anno” e “La magnifica preda”) per un totale di 2,7 milioni di dollari. Altri abiti venduti degni di nota sono stati indossati da Judy Garland nel “Il mago di Oz” e da Rodolfo Valentino in “Sangue e arena”, inoltre è stata venduta una delle bombette nere utilizzate da Charlie Chaplin.


Fonti[]

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Haljina Merilin Monro za 5,6 miliona dolara, pubblicato su Wikinews in lingua serba.

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December 20, 2009

È deceduta Brittany Murphy, aveva 32 anni

È deceduta Brittany Murphy, aveva 32 anni

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domenica 20 dicembre 2009

Brittany Murphy nel 2006

L’attrice statunitense Brittany Murphy è morta a 32 anni, in seguito a un arresto cardiaco.

Alle 8 del mattino (le 17:00 CET), dalla casa in cui viveva con il marito, il produttore Simon Monjack, è partita una telefonata, fatta dalla madre dell’attrice e diretta al pronto intervento. All’arrivo dei soccorsi la donna si trovava ancora nella doccia, dove era stata trovata originariamente.

Sono stati vani tutti i tentativi di rianimazione praticati dai paramedici. Il corpo è stato trasportato al Cedars-Sinai Medical Center: qui alle 10:04 (19:04 CET), il personale medico ha constatato il decesso. Le cause della morte sono ancora sconosciute, anche se a prima vista l’arresto cardiaco potrebbe avere un legame con l’abuso di sostanze di cui l’attrice si era resa protagonista nel passato. La polizia ha dichiarato che sono in corso le indagini sul caso.

Tra i film interpretati da Brittany Murphy vi sono Ragazze a Beverly Hills, Ragazze interrotte, 8 Mile, Sin City, I ragazzi della mia vita.


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September 15, 2009

Patrick Swayze è morto

Patrick Swayze è morto – Wikinotizie

Patrick Swayze è morto

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martedì 15 settembre 2009

Patrick Swayze nel 2006

Patrick Swayze, il popolare interprete di Dirty Dancing, Ghost e Donnie Darko, è morto nella giornata di lunedì a Los Angeles.

L’attore, che lottava da tempo contro un tumore al pancreas, si è spento serenamente, circondato dai suoi cari. Aveva 57 anni.


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June 25, 2009

Premio Oscar per il miglior film: le nomination passano da 5 a 10

Premio Oscar per il miglior film: le nomination passano da 5 a 10

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giovedì 25 giugno 2009

Ieri a Los Angeles, Sid Ganis, presidente dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l’organizzazione californiana che assegna i Premi Oscar, ha annunciato che dal 2010 il numero di nomination per l’Oscar al miglior film raddoppierà, passando dalle attuali cinque a dieci. Dal 1927, anno di fondazione del premio, fino al 1943, il numero delle nomination come miglior film è variato da otto a dodici; dall’anno successivo il numero venne limitato a cinque, sino ad oggi.

«Dopo più di sei decenni con cinque candidature possibili l’Academy ha deciso di tornare alle radici dei primi anni, quando un più ampio spettro di film erano in competizione per il più importante premio cinematografico – ha detto Ganis in conferenza stampa – il risultato finale sarà come al solito lo stesso: ci sarà solo un film che otterrà la statuetta, ma la gara vedrà in competizione i dieci più importanti film dell’anno».

«Avere dieci film candidati consentirà ai votanti dell’Academy di riconoscere il successo di alcuni dei film che di solito hanno solo accesso alle altre categorie degli Oscar, senza riuscire a fare parte della cinquina più importante. Non vedo l’ora di scoprire come sarà questa lista quando verranno annunciate le prossime candidature, a febbraio». A determinare tale scelta, l’esclusione di film come WALL•E e Il cavaliere oscuro dalla cinquina del 2009; Ganis ha infatti dichiarato: «Nella discussione che abbiamo avuto a riguardo su quello che sarebbe potuto accadere, non direi la verità se dicessi che Il cavaliere oscuro non è stato nominato».

La prossima edizione dei Premi Oscar, l’82esima, si terrà il 7 marzo 2010 al Kodak Theatre di Hollywood; le candidature saranno invece annunciate il 2 febbraio 2010.


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August 1, 2008

USA, si è suicidato Bruce Ivins, lo scienziato sospettato per gli attentati con antrace

USA, si è suicidato Bruce Ivins, lo scienziato sospettato per gli attentati con antrace

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venerdì 1 agosto 2008
Si è suicidato quest’oggi Bruce Edwards Ivins, esperto di armi chimiche, sospettato di essere coinvolto negli attentati portati a termine con l’antrace, dopo quelli dell’11 settembre 2001.

Lavorava presso l’unità di ricerca d’elite dell’esercito statunitense a Fort Detrick, e per 18 anni come ricercatore nei laboratori del dipartimento per la biodifesa nella stessa base militare. In quel periodo l’antrace fu inviata ai maggiori network americani e ad alcuni membri del congresso, alimentando la paura di altri attentati. Gli attacchi compiuti con questo batterio provocarono 5 morti e 17 intossicati.

Nell’articolo del Los Angeles Times, viene affermato che Bruce era già stato informato della sua cattura imminente, prima di togliersi la vita. Tutt’ora la Federal Bureau of Investigation (FBI) sta indagando sulle dinamiche del suicidio.


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May 27, 2008

Addio al regista Sydney Pollack

Addio al regista Sydney Pollack – Wikinotizie

Addio al regista Sydney Pollack

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martedì 27 maggio 2008

Sydney Pollack

Lutto nel mondo del cinema. Il regista Sydney Pollack si è spento all’età di 73 anni a Los Angeles, ucciso da un cancro allo stomaco. A dare l’annuncio al pubblico è stato il suo agente ed amico Leslee Dart. Tipico esponente della “New Hollywood”, ha avuto per molti anni un particolare rapporto artistico con Robert Redford, con il quale ha girato 7 dei suoi film più celebri. Meno celebre è forse il suo apporto come membro fondatore del Sundance Institute dello stesso Redford, e della Film Fondation di Martin Scorsese.

Pollack, 2 premi Oscar per La mia Africa nel 1985, ha avuto complessivamente 46 candidature con appena ventuno lungometraggi. Tra le tante cose che hanno caratterizzato questo autore molto amato e molto polemico con il potere, il fatto di avere ricoperto di volta in volta ruoli di produttore, regista e attore, ma anche l’amicizia personale con Fidel Castro che andava talvolta a trovare guidando il suo jet privato. George Clooney l’ha ricordato con queste parole: «Sydney ha migliorato un po’ il mondo, un po’ il cinema e un po’ anche le cene».

La vita e le opere[]

Pollack nasce a Lafayette, il 1 luglio 1934. Il suo cognome tradisce la sua origine non anglosassone, essendo i suoi genitori due ebrei russi espatriati. La sua carriera inizia studiando a New York recitazione, al Neighborhood Playhouse, poi recita in alcune serie TV. Debutta così, prima ancora che come regista, come attore e per giunta, televisivo, caratteristica non comune rispetto a tanti altri registi. Fu poi John Frankenheimer, regista televisivo passato al cinema, a portarlo nel mondo della regia. Ad Hollywood, Pollack dirige alcuni episodi delle serie televisive dell’epoca, tanto da vincere anche un premio Emmy. Fa carriera, si cimenta in nuove esperienze televisive, incontra grandi attori come Burt Lancaster, con cui lavorerà poi all’edizione americana de Il Gattopardo, per poi continuare con due dei suoi primi film. Sul set di Caccia di guerra incontra Robert Redford, e lui sarà poi, come nessun altro, l’interprete preferito di molti dei suoi più grandi film.

Inizia a lavorare come regista nel film La vita corre sul filo, del 1964, che non ha mancato di avere un certo successo, ma che Pollack non ha mai amato (l’unico, forse, dei sui 21 lungometraggi). Seguirà il più costoso ma meno fortunato Questa ragazze è di tutti del ’66 (in cui compare anche il giovane Redford), e Joe Bass l’implacabile con Lancaster. Seguono altri film, ma quello che lo impone definitivamente all’attenzione del grande pubblico e della critica è Non si uccidono così anche i cavalli? del ’69: 9 nomination per gli Oscar, ma perde contro Un uomo da marciapiede di Sclhesinger.

Sarà il decennio successivo a confermare l’astro di Pollack, che raggiunge il culmine della gloria. E Robert Redford è senz’altro il suo alter ego cinematografico, tanto che interpreta in fila: un western “atipico”, un western moderno (e ancora più atipico), un film di denuncia sulle malefatte dei servizi segreti, una lunga storia d’amore e di impegno politico. Queste pellicole sono, nell’ordine: Corvo Rosso non avrai il mio scalpo(1972), Come eravamo (1973), I tre giorni del condor (1975) e Il cavaliere elettrico (1979). In pratica, all’epoca Pollack si “divideva” Redford con un altro grande regista dell’epoca, George Roy Hill (quello de La stangata). Da ricordare che Corvo Rosso è un film con uno dei titoli “italiani” meno felici e rispondenti al titolo originale, che era molto più semplicemente Jeremiah Johnson. Oramai quelli di cui sopra sono film raramente visibili nel palinsesto televisivo: ma per gli appassionati di fumetti gioverà sapere che il personaggio (e il volto) interpretato da Redford è il diretto ispiratore di un celebre fumetto: Ken Parker

Pollack fa anche un film molto particolare, Yakuza, la cui sceneggiatura ha la paternità di Paul Schrader, autore poi, in larga misura, anche di Taxi Driver. Pollack, per difendersi dalle pressioni delle major si impegna proprio da questo film a produrre anche i film, sia propri che altrui, con il logo della Mirage Productions.

Un altro film fondamentale è Diritto di cronaca del 1981, con Paul Newman (che Pollack non dirigerà mai assieme a Redford), poi Tootsie con Hoffman e la Lange, la sua prima commedia di un regista usualmente ben più attento a temi “impegnati”. Perde il confronto contro Gandhi, ma verrà poi inserita al secondo posto tra le migliori 100 commedie statunitensi dall’American Film Institute. In ogni caso è proprio questo film che gli permette di disporre di un budget di oltre 30 milioni di dollari per girare La mia Africa, ancora con Redford; romantico e passionale, questo film ottiene 128 milioni di dollari e vince ben 7 oscar degli undici a cui era stato nominato. È certamente il maggiore dei trionfi di Pollack e stavolta riesce a vincere contro un avversario molto accreditato, il dramma intimista Il colore viola di Steven Spielberg. Ma altrettanto certamente, è anche il segno dei tempi: la storia d’amore, che era comprimaria del cinema ‘impegnato’ che negli anni ’70 era in auge, qui diventa la ragion d’essere del film, mettendo il conflitto politico nello sfondo.

Sembra l’ultimo ruggito del vecchio leone, visto che Havana, del 1990, non ha successo né per la critica, né per il pubblico. Ma come produttore è determinante per un film che, invece, di successo ne ha: Presunto innocente. Poi segue Il socio con Tom Cruise, del ’93. Costruito su misura per il divo, fu un film di successo; 6 anni dopo lo avrebbe poi incontrato quando entrambi parteciperano all’ultima fatica di Kubrick. Ma intanto perde ancora sia con Sabrina del ’95, remake del celeberrimo lungometraggio di Billy Wilder con Audrey Hepburn, che con Destini incrociati la sfida. Con questo film del ’99 si chiude piuttosto mestamente la sua ventennale carriera di regista.

Un consuntivo[]

Pollack è stato regista di 21 film e aveva partecipato come attore in circa trenta tra film e show televisivi.

Corvo Rosso non avrai il mio scalpo e I tre giorni del condor sono film che hanno fatto letteralmente epoca. Come premi il più grande successo è stato il molto più tardo La mia Africa (Out of Africa) del 1985, con Meryl Streep e Robert Redfort, con il quale vinse ben sette premi Oscar, due David di Donatello e tre Golden Globe.

Il regista fu sin dagli inizi in grado di portare grandi novità. Negli anni Settanta, infatti, si presentò con il western Corvo rosso non avrai il mio scalpo al festival di Cannes che, a detta del Mereghetti (il dizionario di film), risulta essere «uno dei contributi più significativi nella revisione del genere».

Tra le altre sue produzioni non si possono dimenticare film come Tootsie del 1982, con Dustin Hoffman; Come eravamo (The way we were) del ’73, con Robert Redford e Barbra Streisand e, più recentemente, L’interprete, con Nicole Kidman, del 2005.

Come attore non possiamo dimenticare l’importante partecipazione nel film ultimo di Kubrick, Eyes Wide Shut dove interpreta il milionario Victor Zielger. Ma anche altre apparizioni, in serie tv come Will & Grace e I Soprano.

Pollack lascia la moglie Claire Griswold e le due figlie Rebecca e Rachel.

Come aggiunta a quanto sopra, da ricordare che alla notizia della morte di Pollack alcune televisioni hanno prontamente mandato in onda alcuni dei suoi film: Retequattro con Tootsie, La7 con Come eravamo.


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