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July 26, 2012

UEFA Champions League 2012-2013: beffa Dudelange, il Salisburgo è subito fuori

UEFA Champions League 2012-2013: beffa Dudelange, il Salisburgo è subito fuori

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Salisburgo, giovedì 26 luglio 2012

Il Red Bull Salisburgo, campione d’Austria 2011-2012, è stato eliminato nelle qualificazioni di UEFA Champions League dai sorprendenti lussemburghesi del Dudelange

Tra gli incontri del secondo turno di preliminari di Champions League ha destato sorpresa l’esito della doppia sfida tra Dudelange e Red Bull Salisburgo: si è infatti qualificata al terzo turno la società lussemburghese. La squadra del Granducato si è imposta in casa all’andata per 1-0, mentre al ritorno i salisburghesi hanno vinto per 4-3, punteggio che però li ha estromessi per la regola dei gol fuori casa.

Come accennato, a Dudelange, il 17 luglio scorso, furono i padroni di casa a vincere per 1-0 con una marcatura, ad un quarto d’ora dalla fine dell’incontro, ad opera dell’attaccante Aurélien Joachim. L’infortunio del centrocampista del Salisburgo Dušan Švento nei primi minuti di gioco condizionò molto probabilmente l’esito della partita.

Nella gara di ritorno, giocata due giorni fa allo stadio Wals-Siezenheim di Salisburgo, il Dudelange passa in vantaggio al 26′ con Thierry Steinmetz. La risposta dei padroni di casa non si fa attendere ed arriva prima della pausa: Jakob Jantscher realizza l’1-1 al 28′, Martin Hinteregger raddoppia al 37′, riportando il Salisburgo sul 2-1. È questo il punteggio al termine del primo tempo, score che però favorisce ancora il Dudelange per la regola dei gol fuori casa.

Il secondo tempo comincia bene per gli ospiti: Joachim pareggia (2-2) al 48′ e Steinmetz (doppietta per lui) riporta il Dudelange sul 2-3 al 57′. Il Salisburgo ribatte nel finale di tempo: il brasiliano Cristiano fa 3-3 all’81’ su rigore, e un minuto dopo Gonzalo Zárate sigla il 4-3 per gli austriaci. Ma non basta. È proprio 4-3 il risultato finale: il Dudelange accede al terzo turno, dove affronterà gli sloveni del Maribor. Il Salisburgo è invece eliminato, nonostante il successo casalingo, per la regola dei gol fuori casa.


Fonti[]

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October 11, 2008

Austria: morto in un incidente stradale il governatore della Carinzia Jörg Haider

Austria: morto in un incidente stradale il governatore della Carinzia Jörg Haider

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sabato 11 ottobre 2008

Jörg Haider

Jörg Haider, il politico nazionalista austriaco fondatore dell’Alleanza per il futuro dell’Austria e attuale governatore della regione della Carinzia, è deceduto in un incidente stradale avvenuto mentre si trovava nella località di Klagenfurt.

Al momento dell’incidente Haider si stava recando a casa dell’anziana madre per festeggiarne il novantesimo compleanno. Secondo quanto riferito dai soccorritori, le gravissime lesioni al torace e al cranio riportate a seguito di numerosi ribaltamenti della sua automobile non gli hanno lasciato scampo, rendendo così inutili i tentativi di salvarlo.

Haider, 58 anni, è stato una figura molto presente nella politica austriaca degli ultimi anni: dal 1986 al 2000, infatti, fu segretario del Partito della Libertà austriaco, un partito che, durante la sua reggenza, subì uno spostamento verso destra nell’idea e nell’agire politico. Nel 2005 fondò l’Alleanza per il futuro dell’Austria (BZÖ), e dopo soli tre giorni venne espulso dal precedente partito di cui era responsabile, il Partito della Libertà (FPÖ). Fu anche governatore della Carinzia dal 1989 al 1991, ma dovette dimettersi per alcune dichiarazioni di elogio per Adolf Hitler; venne poi rieletto nel 1999, e successivamente nel 2004.

In politica nazionale, nel 1999, grazie al 30% dei voti ottenuto dal suo schieramento, aderì al governo di Wolfgang Schüssel, ma ritirò il suo appoggio nel 2002, anno di nuove elezioni, nelle quali l’FPÖ ottenne solo il 10%. Il governo Schüssel-Haider fu, nel 2000, accusato dall’Unione Europea di non rispettare le regole democratiche, e per questo venne costituita una Commissione di tre saggi guidata dall’ex presidente finlandese Martti Ahtisaari.

Nelle recenti elezioni politiche, l’inaspettato successo delle forze di destra aveva convinto Haider circa la possibilità di tornare sulla scena politica nazionale, magari in un governo di coalizione.


Fonti

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Jörg Haider.

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September 11, 2008

Taglio delle esportazioni di petrolio

Filed under: Austria,Europa,Petrolio,Pubblicati,Vienna — admin @ 5:00 am

Taglio delle esportazioni di petrolio – Wikinotizie

Taglio delle esportazioni di petrolio

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giovedì 11 settembre 2008

L’OPEC, l’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, durante una riunione tenutasi questa notte a Vienna, ha deciso di ridurre le esportazioni di petrolio dai paesi del Medio Oriente.

Il provvedimento è stato preso in seguito al recente crollo del prezzo del greggio che questa mattina è salito a 105 $ al barile per poi ridiscendere.

Le reazioni della politica internazionale, tra cui anche quelle del premier italiano Berlusconi, sono state critiche verso questo provvedimento.


Fonti[]

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August 14, 2008

Eurozona: PIL in calo dello 0,2%

giovedì 14 agosto 2008

Zona Euro (azzurro)

Zona Euro (azzurro)

Per la prima volta dall’introduzione dell’Euro il PIL dei paesi dell’eurozona fa segnare un segno negativo: nel secondo trimestre del 2008 infatti risulta in calo dello 0,2%

Trascinato in basso dalla negatività delle grandi economie di Germania (-0,5%), Francia(-0,3%) e Italia (-0,3%), a nulla è servito il controbilanciamento positivo della Spagna (solo +0,1%), Austria (+0,4%), Belgio (+0,3%), Cipro (+0,7%) e Grecia (+0,6%). Crescita pari a zero invece per i Paesi Bassi.

Il dato negativo è spiegabile dalla riduzione dei consumi, scesi dello 0,9% in termini reali nel secondo trimestre, causato dai salari e retribuzioni ferme di fronte all’incremento dell’inflazione (a luglio nell’area euro è stata al 4%, l’anno scorso il tasso era dell’1,8%). Inoltre la disoccupazione è tornata, seppure leggermente, a crescere.

Gli analisti, ma anche la stessa Banca Centrale Europea, non sono ottimisti per i prossimi mesi che potrebbero continuare con un’intonazione stagnante.


Fonti

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June 29, 2008

Speciale Campionato europeo di calcio 2008/Partite finali

Speciale Campionato europeo di calcio 2008/Partite finali

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29 giugno 2008
h 20:45
Flag of Germany.svg Germania
0 1
Flag of Spain.svg Spagna
Vienna,

Ernst-Happel-Stadion

  Segnato dopo 33' minuti 33
Fernando Torres

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Euro 2008: la Spagna è campione

Euro 2008: la Spagna è campione – Wikinotizie

Euro 2008: la Spagna è campione

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domenica 29 giugno 2008

L’ex Prater di Vienna ha ospitato la finale di Euro 2008. La kermesse ha avuto inizio il 7 giugno a Basilea.

È iniziata alle 20:45, all’Ernst Happel Stadion di Vienna, la partita che ha visto la nazionale spagnola vincere gli Europei di calcio disputati in Austria e Svizzera. Gli spagnoli, battendo la Germania per 1 a 0 (rete di F. Torres al 33′), si aggiudicano il loro secondo trofeo continentale, dopo la vittoria del 1964. Il match è stato diretto dall’italiano Roberto Rosetti, che ha arbitrato anche la gara inaugurale tra Svizzera e Repubblica Ceca (0-1), Grecia-Russia (0-1) e il rocambolesco quarto Croazia-Turchia (2-4 dopo i tiri dal dischetto).

Gli uomini di Luis Aragonés, che ha dichiarato di voler lasciare la panchina già da tempo, concludono il torneo da imbattuti, con 5 vittorie e un pareggio (quello contro l’Italia, poi sconfitta ai successivi rigori), al cospetto del proprio monarca, Juan Carlos, e del Primo Ministro, Zapatero. Per la Germania era presente il cancelliere Angela Merkel.

David Villa, assente per infortunio nella finale, è comunque capocannoniere con 4 reti. È, invece, Michel Platini, in veste di presidente UEFA, a consegnare la coppa al capitano Iker Casillas.

Intervistato “a caldo” dalla Rai, Oliver Bierhoff, in quanto “portavoce” della selezione allenata da Joachim Löw, ammette che la sconfitta è dipesa dal fatto che i tedeschi, per quanto bravi, non hanno grandissimi talenti; gli spagnoli hanno vinto meritatamente giocando meglio. Con orgoglio, inoltre, i calciatori sconfitti hanno presenziato all’intera cerimonia di premiazione.

A Madrid festa grande, forse anche troppo: il bilancio è di 120 feriti, soprattutto per via delle bottiglie di birra rotte.

Cronaca[]

Primo tempo[]

Molto studio tra le due compagini nelle prime fasi del primo tempo. Solo al 13′ uno sprazzo di Xavi Hernandez mette in difficoltà la retroguardia tedesca, che rischia l’autogol con Christoph Metzelder. Para Lehmann con una rapidissima reazione.

Festeggiamenti spagnoli per le strade di Dublino

Altra vibrazione al 22′: cross di Sergio Ramos, svetta Fernando Torres che centra il palo pieno, con Lehmann battuto. Ininfluente il tiro successivo di Capdevila.

Poco dopo, è la Germania a reclamare un rigore per un presunto fallo di mano di un difensore spagnolo, dopo una serie di rimpalli. Tuttavia, Rosetti lascia correre.

La Spagna, comunque, pressa nei minuti successivi, con Fàbregas che tenta un rasoterra da fuori, poco impegnativo per Lehmann; ma trova il vantaggio al 33′ grazie all’ispirato Torres, che riceve un assist proprio dal giocatore dell’Arsenal, semina sul filo del fuorigioco Metzelder e Lahm, battendo il portiere con un tap-in.

Le difficoltà della Germania continuano: Michael Ballack, sanguinante dopo una testata dovuta ad un contrasto con un avversario, lascia per qualche minuto il terreno di gioco al 37′ (gli verranno applicati dei punti di sutura all’arcata sopraccigliare); rientra in tempo per discutere vivacemente con Marchena e Casillas. Rosetti ammonisce i due capitani.

La prima frazione si conclude senza altri sussulti, dopo soli sessanta secondi di recupero.

Secondo tempo[]

Nel primo quarto d’ora della ripresa, il copione non si discosta molto da quello del primo tempo, con la Spagna che fa il gioco e crea qualche iniziativa. Ballack ci prova al 60′, ma è un fuoco di paglia. Ramos, due volte Iniesta e Torres mettono in difficoltà Lehmann, da calci d’angolo e azioni (addirittura il portiere teutonico stoppa di petto al limite della propria area all’80’).

Anche Marcos Senna ci prova, ma non arriva sul pallone dopo una chiara azione corale (81′). Poco prima, esce tra gli applausi iberici Torres per Daniel Güiza.

Alla fine, non bastano tre minuti di recupero per permettere ai tedeschi di raggiungere le furie rosse, che vincono così il loro secondo campionato europeo.

Tabellino[]

Flag of Germany.svg
GERMANIA:
PT 1 Jens Lehmann
TD 3 Arne Friedrich
DC 17 Per Mertesacker
DC 21 Christoph Metzelder
TS 16 Philipp Lahm Sostituito dopo 46 minuti 46′
CC 8 Torsten Frings
CC 15 Thomas Hitzlsperger Sostituito dopo 58 minuti 58′
AD 7 Bastian Schweinsteiger
TQ 13 Michael Ballack (c) Ammonito dopo 43 minuti 43′
AS 20 Lukas Podolski
AT 11 Miroslav Klose Sostituito dopo 79 minuti 79′
Commissario Tecnico:
Flag of Germany.svg Joachim Löw
Cambi:
TS 2 Marcell Jansen Entra dopo 46 minuti 46′
AT 22 Kevin Kurànyi Ammonito dopo 88 minuti 88′ Entra dopo 58 minuti 58′
AT 9 Mario Gòmez Entra dopo 79 minuti 79′
GER-ESP 2008-06-29.svg
Flag of Spain.svg
SPAGNA:
PT 1 Iker Casillas (c) Ammonito dopo 43 minuti 43′
TD 15 Sergio Ramos
DC 4 Carlos Marchena
DC 5 Carles Puyol
TS 11 Joan Capdevila
MD 19 Marcos Senna
CD 6 Andrés Iniesta
CC 8 Xavi
CC 10 Cesc Fàbregas Sostituito dopo 63 minuti 63′
CS 21 David Silva Sostituito dopo 66 minuti 66′
AT 9 Fernando Torres Segnato dopo 33' minuti 33 Ammonito dopo 74 minuti 74′ Sostituito dopo 78 minuti 78′
Commissario Tecnico:
Flag of Spain.svg Luis Aragonés
Cambi:
CC 14 Xabi Alonso Entra dopo 63 minuti 63′
CS 12 Santiago Cazorla Entra dopo 66 minuti 66′
AT 17 Daniel Güiza Entra dopo 78 minuti 78′

Arbitro:
Flag of Italy.svg Roberto Rosetti

Assistenti:
Flag of Italy.svg Alessandro Griselli
Flag of Italy.svg Paolo Calcagno

Quarto uomo:
Flag of Sweden.svg Peter Fröjdfeldt

Spettatori:
51.428


Fonti[]


Notizia originale
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June 26, 2008

Euro 2008, Germania-Turchia: ZDF pensa di chiedere i danni alla UEFA

Euro 2008, Germania-Turchia: ZDF pensa di chiedere i danni alla UEFA

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giovedì 26 giugno 2008

La ZDF Arena allestita durante i Mondiali di Germania 2006.

La seconda televisione di stato tedesca, Zweites Deutsches Fernsehen (comunemente denominata ZDF), potrebbe intentare causa contro la UEFA per risarcimento danni, per gli innumerevoli problemi tecnici avvenuti durante la trasmissione della semifinale Germania-Turchia.

Il capo del servizio sportivo di ZDF, Dieter Gruschwitz, ha oggi dichiarato in una conferenza stampa che la faccenda non è conclusa. Secondo Dieter, i problemi tecnici, durati circa 6 minuti per la loro rete, avrebbero fatto diminuire gli ascolti della partita impedendo così di raggiungere il record storico per la rete televisiva.

Nei dati forniti dall’auditel per Rai Uno si nota come durante le tre interruzioni ci sia stato un calo vistoso dei telespettatori[1].

Su ZDF invece la partita è stata vista da 29.400.000 milioni di persone con picchi di 32 milioni, raggiungendo un record per il territorio tedesco. La partita Germania-Italia durante i Mondiali di Germania 2006 era stata seguita da 29 milioni e 600.000 telespettatori.

Note[]

  1. Grafico dati Auditel del match Germania-Turchia trasmessa su Rai 1 – Media Consultants


Articoli correlati[]

  • «Euro 2008, Germania-Turchia: telecronaca a singhiozzo per maltempo; la Rai si difende» – Wikinotizie, 26 giugno 2008

Fonti[]

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June 25, 2008

Speciale Campionato europeo di calcio 2008/Partite semifinali

Speciale Campionato europeo di calcio 2008/Partite semifinali

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25 giugno 2008
h 20:45
Germania Germania
3 2
Turchia Turchia
Basilea,
St. Jakob-Park
Bastian Schweinsteiger
Miroslav Klose
Philipp Lahm
Segnato dopo 26' minuti 26
Segnato dopo 80' minuti 80

Segnato dopo 90' minuti 90
  Segnato dopo 22' minuti 22
Segnato dopo 86' minuti 86
Uğur Boral
Semih Şentürk
26 giugno 2008
h 20:45
Russia Russia
0 3
Spagna Spagna
Vienna,
Ernst-Happel-Stadion
  Segnato dopo 50' minuti 50
Segnato dopo 74' minuti 74

Segnato dopo 84' minuti 84
Xavi
Daniel González Güiza
David Silva

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June 23, 2008

Euro 2008: la Spagna batte l\’Italia ai rigori e va in semifinale

Euro 2008: la Spagna batte l’Italia ai rigori e va in semifinale

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lunedì 23 giugno 2008

Le formazioni in campo

La Nazionale di calcio dell’Italia, campione del mondo in carica ha terminato anzitempo la sua carriera europea, battuta dalla Spagna. Pochi i precedenti tra queste due nazionali, e spesso amichevoli.

Tant’è vero che per trovare una partita ufficiale, e una sconfitta del bel paese, bisogna tornare indietro nel tempo fino al 1920. Ma per questo europeo la Spagna partiva tra le favorite, con una squadra giovane e promettente, anche se priva di Raul|.

Dopo che Hiddink è riuscito nel miracolo di far passare la Russia in semifinale, battendo la fortissima Olanda, ogni pronostico diventava piuttosto inaffidabile. La Spagna, del resto, aveva battuto la Russia per 4 a 0, e l’Olanda aveva vinto tutte le gare de girone iniziale con 9 gol fatti e 1 subito.

Con la Spagna era l’unica ad avere punteggio pieno, anche se questo, storicamente, non ha mai significato automaticamente continuare con fortuna nel prosieguo degli Europei. Per l’Olanda è stato indubbiamente vero, anche se la Russia era allenata da un orange. Per la Spagna il momento della verità sarebbe stato domenica 22 giugno.

L’Italia, al suo solito, veniva da un girone iniziale piuttosto tribolato: come a Usa ’94 aveva una vittoria, un pareggio e una sconfitta e se era passata ai quarti lo doveva a quello che altri avevano fatto, in questo caso alla correttezza degli olandesi, che non si sono lasciati vincere dalla Romania, cosa che avrebbe escluso sia la Francia che l’Italia.

Veduta del teatro della partita, l’Ernst Happel Stadion

In ogni caso, il commissario tecnico, Roberto Donadoni ha puntato sui centrocampisti della Roma: Daniele De Rossi, Alberto Aquilani e Simone Perrotta. Ha aggiunto Massimo Ambrosini, ma non c’erano Andrea Pirlo e Rino Gattuso perché squalificati. Come spettatori stanno in tribuna a vedere il match, inquadrati di tanto in tanto dalle telecamere.

Gli spagnoli sembrano e sono dei ragazzini: età media di circa 26 anni contro i 29 degli italiani. La maglia bianca degli Italiani aumenta quella che oltre ad una sensazione visiva, è anche un dato di fatto: gli spagnoli sono nettamente più bassi dei colossi come Luca Toni, Chiellini o lo stesso Gianluigi Buffon.

Ma nel caldo afoso di Vienna si muovono meglio con un possesso palla di oltre il 60% per tutto il primo tempo. Grandi giocate da parte di persone come Senna, forse il migliore degli Spagnoli, mentre Cassano è uno dei migliori tra gli italiani. Hanno tuttavia concluso poco, anche se i tiri in porta sono stati molti di più di quelli italiani.

Di fatto le due squadre raggiungono gli spogliatoi con lo 0 a 0 in tasca, anche se c’è stata una serie di cadute spagnole in area rigore di cui almeno una ha suscitato più di un sospetto (che si trattasse effettivamente di un fallo). L’arbitro non ha fischiato e ha lasciato correre quasi tutte le azioni con autorità e pochi richiami in generale. Alla fine ammonirà (nel secondo tempo) anche uno spagnolo che era incespicato in aera di rigore. Ma nel secondo tempo l’Italia sembra più tonica.

Anche nella ripresa gli spagnoli giocano meglio, incitati dalla tifoseria rossa in abiti da toreri, ma anche gli italiani hanno un nutrito gruppo di supporter, differentemente dalle partite d’esordio, e migliorano di qualcosa il rendimento. Però anche nel secondo tempo non è che le azioni concluse abbondino.

Luca Toni

Gli Spagnoli al solito hanno la padronanza del gioco, anche se meno che nel primo tempo. Scorrazzano a centrocampo e si portano nella zona difensiva italiana, ma poi negli ultimi 30 metri perdono lucidità e non tirano con precisione, impegnati dall’arcigna difesa italiana, tanto che il migliore in campo alla fine sarà acclamato Chiellini.

Gli italiani di quando in quando sono pericolosi: Toni però non è davvero fortunato: dopo il gol valido ma annullato contro la Romania, contro gli spagnoli le cose non cambiano: anche la loro difesa è attenta e il portiere Casillas estremamente reattivo. Così le poche volte che gli italiani si presentano al tiro sono sì pericolosi, ma improduttivi, con pochi momenti in cui mettono sotto pressione la difesa degli spagnoli.

Tutto è inutile. Si va ai supplementari ancora a reti inviolate, fosse anche per un gol fuorigioco. Donadoni ha fatto entrare vari nuovi giocatori, come Alessandro del Piero, magari con la prospettiva di giocarsela ai rigori, situazione in cui l’Italia ha avuto generalmente parlando ben poca fortuna (eccetto che nei mondiali del 2006).

La stanchezza comincia a farsi sentire da entrambe le parti, ma tra le poche occasioni della mezz’ora di gioco extra gli spagnoli hanno la palla match a pochi secondi dalla fine, con un velenoso diagonale che passa davanti a Buffon e finisce a fondo campo, non molto distante dal palo.

Gigi Buffon, in primo piano

Questa è l’ultima di una serie di azioni delle quali giova ricordare la parata di Buffon del 25′ su Villa e poi Silva, al 38′ Silva sbaglia di pochissimo; al 15′ del secondo tempo parata di Casillas su Camoranesi, poi ancora Senna su Buffon al 35′, e ancora lui tira a Buffon che para, ma perde la palla che viene respinta da un provvidenziale impatto esterno sul palo.

Silva ancora all’inizio dei supplementari, poco fuori la porta a portiere praticamente battuto, poi Casillas para Di Natale. Entra del Piero solo nel secondo tempo supplementare, ma non sortisce molto effetto anche se prova a servire una palla velenosissima nell’area di rigore, dando fondo a tutta la sua esperienza. Buffon para su Villa e poi l’occasione persa, all’ultimo minuto di Cazorla, già descritta prima.

Squadre esauste e la Spagna, che pure ha giocato sostanzialmente meglio, non ha tuttavia passato il catenaccio italiano. Ci prova con i rigori. Buffon e Casillas scherzano e ridono con l’arbitro. Poi si tira sotto la curva spagnola, tra gli ululati dei tifosi delle ‘Furie Rosse’. Inizia la Spagna, che non è necessariamente un vantaggio sui tiri di rigore. Parte Villa e spiazza Buffon. È l’inizio di 6 minuti di tensione alle stelle, l’epilogo della serata. Risponde Grosso (che fu l’ultimo della finale di Berlino) e batte Casillas.

Poi Cazorla tira e stavolta non sbaglia. Dopo è il turno di De Rossi, ma Casillas si butta a destra e respinge la palla. 2-1. Arriva Senna sul dischetto, prende la mira e calcia: gol e 3-1. Camoranesi si posiziona, tira e non sbaglia: gol e 3-2. Il momentaneo pareggio lo provoca l’errore di Guiza: tiro e Buffon si butta a sinistra sulla palla bassa: parata e 3-3. Poi Antonio di Natale che aveva un conto in sospeso con Casillas e pensa di riuscire a saldarlo. Tira basso a sinistra, come Guiza: e come Guiza, Casillas para buttandosi a sinistra: 4 rigori e due parate. Ci sono ancora due rigori da tirare, ma la Spagna è sul 3-2. Arriva un altro ragazzino, Fabregas. Buffon si butta a destra, Fabregas tira a sinistra e la Spagna esulta. Ha battuto l’Italia per 4-2 e a questo punto non c’è nemmeno bisogno del decimo rigore.

I precedenti tra le due squadre[]

E così la Spagna ha ottenuto quello che le è sfuggito per 88 anni. Era alle Olimpiadi di Anversa, che una squadra di giovanotti sconosciuti al grande pubblico provenienti da un Paese che allora aveva ufficializzato il professionismo solo da 6 anni. I ragazzi spagnoli del resto non furono falciati dalle mitragliatrici e asfissiati dai gas della Grande Guerra perché il loro governo si mantenne neutrale.

Fu un viaggio avventuroso per raggiungere il Belgio, a cui le Olimpiadi erano state affidate a mo di compenso per le distruzioni patite fin dall’inizio della guerra. La squadra si diresse ad Anversa in treno, viaggiando in terza classe per le terre francesi. Sconfissero la Danimarca per 1-0, poi litigarono tra di loro e anche per questo persero col Belgio. Ma anche in un’epoca di molto antecedente il calcio televisivo, le polemiche non mancavano: alla finale la Cecoslovacchia non volle partecipare, l’arbitro inglese era ‘chiacchierato’ e non gradito alla squadra, che per questo venne condannata alla sconfitta per 5-0 a tavolino. Ma che fare per stabilire chi dovesse vincere le altre medaglie? La Francia era già tornata a Parigi, dopo essere stata sconfitta proprio dalla Cecoslovacchia.

José Luis Rodríguez Zapatero

Il CIO decise di ripescare le squadre eliminate e la Spagna era ancora a disposizione. La squadra di Ricardo Zamora scese in campo contro la Svezia e vinse 2-1 con sette ospedalizzati per la gara massacrante e ‘senza esclusione di colpi’ tra latini e nordici. Ma già il giorno dopo c’era la gara con l’Italia: la Spagna, fisicamente provata, sembrava condannata alla sconfitta: invece, vinse ancora e per due a zero, con doppietta di Sesumaga, mentre Zamora venne espulso per un cazzotto che stese l’italiano Badini II.

Il portiere iberico Iker Casillas

Infine, ancora una vittoria: 3-1 sull’Olanda e storica medaglia d’argento per i dilettanti spagnoli. Nelle Olimpiadi di Anversa nacque così il loro soprannome, le ‘furie Rosse’. Il portiere-simbolo del torneo fu poi coinvolto in un grave scandalo: al ritorno portava con se niente di meno che una scatola di sigari di contrabbando che vennero scoperti alla frontiera. Zamora fu arrestato e il ct Bru costretto alle dimissioni.

88 anni dopo, in un mondo irriconoscibile, un altro estremo difensore – il portiere simbolo del Real Madrid Iker Casillas – ha vissuto da protagonista la sfida con l’Italia. La Spagna ne ha vinte otto dal 1920, ma erano tutte amichevoli. Non che abbia accumulato grandi disfatte, dall’altro lato. L’ultima sconfitta in una partita ufficiale fu per 2-1 nei mondiali del ’94. Era quella l’Italia dei due Baggio (Roberto e Dino), e anche allora aveva sofferto con un girone eliminatorio da 4 punti (perso con l’Eire per uno a zero, pareggiato con il Messico grazie al rigore ‘trovato’ da Baggio sparando una pallonata sulla mano di un difensore, e vinto in dieci contro una imbelle Norvegia), prima di “salire” di quota e convinzione e arrivare in finale con il Brasile, perdendo ai rigori.

Per quest’ultimo match Zapatero aveva pronosticato la vittoria per 3-2, mentre il gruppo rock Pignoise ha chiesto in un’apposita canzone la vittoria e l’impegno, dicendo grossomodo di metterci gli attributi evitando soliti epiloghi infelici. La nazionale spagnola, in effetti, ha raccolto molto meno di quanto la ricca tradizione dei suoi club di calcio farebbe pensare, finendo anzitempo la propria esperienza nei tornei mondiali.


Fonti[]

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June 19, 2008

Speciale Campionato europeo di calcio 2008/Partite quarti

Speciale Campionato europeo di calcio 2008/Partite quarti

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19 giugno 2008
h 20:45
Portogallo Portogallo
2 3
Germania Germania
Basilea,
St. Jakob-Park
Nuno Gomes
Hélder Postiga
Segnato dopo 40' minuti 40
Segnato dopo 87' minuti 87
  Segnato dopo 22' minuti 22
Segnato dopo 26' minuti 26

Segnato dopo 62' minuti 62
Bastian Schweinsteiger
Miroslav Klose
Michael Ballack
20 giugno 2008
h 20:45
Dopo i calci di rigore
Croazia Croazia
1
1
1
3
Turchia Turchia
Vienna,
Ernst-Happel-Stadion
Ivan Klasnic
Luka Modrić
Darijo Srna
Ivan Rakitić
Mladen Petrić
Segnato dopo 118' minuti 118
X mark.svg
Yes check.svg
X mark.svg
X mark.svg
  Segnato dopo 121' minuti 121
Yes check.svg
Yes check.svg
Yes check.svg
Semih Senturk
Arda Turan
Semih Şentürk
Hamit Altıntop
21 giugno 2008
h 20:45
Dopo i tempi supplementari
Paesi Bassi Paesi Bassi
1 3
Bandiera della Russia Russia
Basilea,
St. Jakob-Park
Ruud van Nistelrooy
Segnato dopo 86' minuti 86   Segnato dopo 56' minuti 56
Segnato dopo 112' minuti 112

Segnato dopo 116' minuti 116
Roman Pavljučenko
Dmitrij Torbinskij
Andrej Aršavin
22 giugno 2008
h 20:45
Dopo i calci di rigore
Spagna Spagna
0
4
0
2
Italia Italia
Vienna,
Ernst-Happel-Stadion
David Villa
Santi Cazorla
Marcos Senna
Dani Güiza
Cesc Fàbregas
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Fabio Grosso
Daniele De Rossi
Mauro Camoranesi
Antonio Di Natale

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