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July 28, 2016

Hillary Clinton: la convention del Partito Democratico la candida a Presidente degli Stati Uniti

Hillary Clinton: la convention del Partito Democratico la candida a Presidente degli Stati Uniti

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Wikipedia ha una voce su Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America del 2016.

giovedì 28 luglio 2016

Ritratto ufficiale di Hillary Clinton come Segretario di Stato

In questi giorni a Philadelphia, Pennsylvania, si è svolta la convention del Partito Democratico in vista delle elezioni presidenziali di questo autunno. Le primarie del partito svoltesi nel primo semestre di quest’anno avevano già fatto prevalere Hillary Clinton sul principale rivale Bernie Sanders. Quest’ultimo durante la convention ha accettato la sconfitta e ha deciso di sostenere la rivale, forte di alcuni punti in comune nel programma, un po’ meno contenti i suoi sostenitori che hanno protestato contro il suo endorsement.

I delegati alla convention del partito hanno dunque votato il loro candidato Presidente e la maggioranza ha scelto Hillary.

Però non è la prima candidata a Presidente, come detto da molti media, ce ne sono state infatti altre 36, candidate però da parte di partiti minori.


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July 20, 2016

Trump è ufficialmente il candidato repubblicano per la Casa Bianca

Trump è ufficialmente il candidato repubblicano per la Casa Bianca

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mercoledì 20 luglio 2016

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20 luglio
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Wikipedia ha una voce su Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America del 2016.

Donald Trump

Fino all’ultimo sono girate voci riguardo ad un tentativo di ribaltone nella corsa per diventare il candidato repubblicano nelle elezioni presidenziali che si terrano negli Stati Uniti questo autunno. Illazioni molto probabilmente, perché Donald Trump nell’ultimo anno è riuscito a battere ben 16 candidati concorrenti, conquistando già la maggioranza relativa dei delegati durante il percorso delle primarie.

È lui dunque il candidato del partito, dopo la votazione dei delegati, con chiamata Stato per Stato, durante la convention di Cleveland

La settimana scorsa Trump aveva scelto come vicepresidente, in caso di elezione alla Casa Bianca, Mike Pence, attuale governatore dell’Indiana.


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January 31, 2015

Mattarella eletto Presidente della Repubblica

Mattarella eletto Presidente della Repubblica

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sabato 31 gennaio 2015

Il neo eletto presidente della Repubblica Sergio Mattarella subito dopo la comunicazione dell’esito della votazione

Sergio Mattarella è stato eletto 12º presidente della Repubblica Italiana.

L’elezione del presidente della Repubblica Italiana del 2015 è avvenuta questa mattina al quarto scrutinio, in cui era necessaria la maggioranza assoluta.

Sergio Mattarella, giudice della Corte Costituzionale, ha ricevuto 665 voti da parte del Parlamento italiano riunito in seduta comune e con la partecipazione dei delegati regionali, voti provenienti principalmente dal Partito Democratico, dal Nuovo Centrodestra, da Scelta Civica e da Sinistra Ecologia e Libertà[1].

Nelle scorse settimane, dopo le dimissioni di Giorgio Napolitano, Mattarella si era trovato al centro delle trattative tra le principali forze politiche. Giovedì 29, su proposta del segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, l’assemblea degli elettori del PD ha deciso all’unanimità di votare il nome di Mattarella alla quarta votazione, senza attendere che gli altri partiti consultati sciogliessero le rispettive riserve.

A Palazzo Montecitorio, immediatamente dopo la votazione e lo spoglio, la presidente della Camera Laura Boldrini ha proclamato eletto il nuovo presidente, proclamazione che è stata seguita da un lungo applauso. Successivamente, insieme alla vicepresidente vicaria del Senato Valeria Fedeli e alle segretarie generali delle Camere, si è recata alla Corte Costituzionale per comunicare ufficialmente l’esito della votazione al neoeletto presidente.

Dopo la consegna del processo verbale della votazione, il presidente Mattarella ha rivolto un brevissimo pensiero “soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini”.

Il giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione si terrà nell’aula di Montecitorio martedì 3 febbraio alle ore 10:00 dinanzi al Parlamento riunito in seduta comune e dalle 11:30 si svolgerà la cerimonia di insediamento presso il palazzo del Quirinale.


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Note[]

  1. la Repubblica, fonte cit.

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April 21, 2013

Giorgio Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica

Giorgio Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica

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domenica 21 aprile 2013

segui lo Speciale Elezioni 2013

Ieri Giorgio Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica Italiana al sesto scrutinio. La sua candidatura, appoggiata da PD, PDL, SC e LN, ha ottenuto 738 voti, mentre Stefano Rodotà, appoggiato da M5S e SEL, ha ricevuto 217 voti. I voti ad altri candidati sono stati 20, le schede nulle 12, quelle in bianco 10 e altrettanti gli elettori assenti.

Non era mai successo nella storia della Repubblica che un Presidente venisse eletto per due mandati, ma la sua candidatura è stata proposta a seguito del fallimento delle precedenti votazioni.

Infatti alla prima votazione il candidato appoggiato da PD, PDL, SC e LN è stato Franco Marini, nome scelto a maggioranza dall’assemblea dei grandi elettori del PD con 222 voti a favore, 90 contrari e 30 astenuti. L’assemblea, alla quale SEL non ha partecipato, ha di fatto approvato l’accordo, poi smentito, raggiunto tra Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi, che aveva portato ad una lista di possibili candidati tra cui Giuliano Amato, Massimo D’Alema, Anna Finocchiaro e lo stesso Franco Marini. Il candidato proposto dal M5S è stato Stefano Rodotà, votato dagli iscritti via web tramite le quirinarie, che è stato poi appoggiato anche da SEL. Nonostante l’accordo, Franco Marini ha ricevuto solo 521 voti, sui 672 necessari durante le prime tre votazioni, Stefano Rodotà ne ha ricevuti 240 e Sergio Chiamparino 41. Sono stati 78 i voti andati ad altri candidati, 104 le schede bianche, 15 quelle nulle e 8 gli assenti.

Alla quarta votazione, a partire dalla quale è richiesta una maggioranza di 504 voti sui 1007 totali, PD e SEL hanno scelto di appoggiare Romano Prodi, che ha ricevuto solo 395 voti sui 498 a disposizione della coalizione, Stefano Rodotà ha ricevuto 213 voti sui 163 disposizione del M5S, Anna Maria Cancellieri ne ha ricevuti 78 sui 70 di SC, mentre PDL e LN non hanno partecipato alla consultazione. Agli altri candidati sono andati 27 voti, le schede bianche sono state 15, quelle nulle 4 e gli assenti 275.

A questo punto Bersani ha annunciato le proprie dimissioni da segretario del PD ed è stata cercata una nuova intesa con il centro destra, che ha portato alla rielezione di Napolitano, dopo che quest’ultimo aveva accettato la sua candidatura solo in seguito alla difficoltà di elezione di un nuovo Presidente.


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October 8, 2012

Hugo Chávez eletto per la quarta volta Presidente del Venezuela

Hugo Chávez eletto per la quarta volta Presidente del Venezuela

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lunedì  8 ottobre 2012

Hugo Chávez, Presidente del Venezuela

Hugo Chávez torna a vincere le elezioni e rimane Capo dello Stato del Venezuela. La sua candidatura era sostenuta dal Partito Socialista Unito del Venezuela contro Henrique Capriles Radonski del partito Prima la Giustizia.

Chávez vince con oltre il 54% dei voti mentre Capriles ottiene il 45%. Il presidente socialista è stato eletto la prima volta nel 1998 poi viene deposto brevemente in seguito ad un Colpo di Stato e rieletto due volte consecutive nel 2000 e 2006. Ora la quarta rielezione, che lo terrà al potere fino al 2018.

Affacciandosi al balcone presidenziale per festeggiare la vittoria, Chávez ha urlato: «Viva la Patria, viva l’allegria, viva il socialismo, hasta la victoria siempre!».


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May 21, 2012

Tomislav Nikolić è il nuovo Presidente della Serbia

Tomislav Nikolić è il nuovo Presidente della Serbia

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lunedì 21 maggio 2012

Tomislav Nikolić

Il leader del Partito Progressista Serbo Tomislav Nikolić è il nuovo Presidente della Serbia. Nikolić ha ottenuto la vittoria al ballottaggio di ieri contro il presidente uscente Boris Tadić, in carica dal 2004, dopo che il primo turno di elezioni, svoltosi il 6 maggio, aveva registrato un sostanziale pareggio tra i due leader (25,31% per Tadić, 25,05% per Nikolić).

Nel giorno della vittoria Nikolić ha annunciato di voler continuare la politica europeista portata avanti dall’ex presidente, e di puntare soprattutto alla risoluzione dei problemi economici del paese, primi fra tutti un tasso di disoccupazione vicino al 25% e un debito estero di 24 miliardi di euro. Nikolić, già cofondatore della Partito Radicale Serbo, formazione ultra-nazionalista, nel 1999 era stato vice primo ministro sotto la presidenza di Slobodan Milošević.

Tadić, riformatore ed europeista, ha ammesso la sconfitta, congratulandosi con l’avversario. Il leader del Partito Democratico governava ininterrottamente dal 2004 e nelle precedenti elezioni, quelle del 2008, aveva battuto lo stesso Nikolić proprio al ballottaggio.


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May 6, 2012

François Hollande è il nuovo presidente della Francia

François Hollande è il nuovo presidente della Francia

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domenica 6 maggio 2012

L’ex segretario del Partito socialista francese François Hollande è stato eletto oggi 24º presidente della Repubblica francese. Battuto nel ballottaggio il presidente uscente Nicolas Sarkozy: le cifre, non ancora ufficiali, parlano di un 52% contro 48%.

Il primo messaggio di Hollande da neo-presidente arriva da Tulle, la città del Limosino dove sta festeggiando il risultato elettorale. «Il 6 maggio è un nuovo inizio per la Francia e per l’Europa, i francesi hanno scelto il cambiamento e dovremmo essere all’altezza». Poi, parlando dello sconfitto Sarkozy, ha ricordato che «merita rispetto per aver guidato il paese per 5 anni»

Centinaia di suoi sostenitori stanno riempiendo intanto Rue de Solférino, la strada di Parigi in cui, al civico 10, ha sede il Partito Socialista. Proprio Hollande riporta i Socialisti al potere dopo 17 anni e dopo le sconfitte di Lionel Jospin e Ségolène Royal: l’ultimo presidente del grande partito socialdemocratico era stato infatti François Mitterrand, all’Eliseo dal 1981 al 1995.


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October 24, 2011

Kirchner confermata presidente dell\’Argentina

Kirchner confermata presidente dell’Argentina

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lunedì 24 ottobre 2011

Cristina Fernández de Kirchner, la 56ª presidentessa dell’Argentina

Cristina Fernandez de Kirchner è stata rieletta presidentessa dell’Argentina e potrà così governare per i prossimi anni. Infatti la presidentessa uscente ha ottenuto il 53,7% dei voti distaccandosi di molto dai suoi avversari: il leader socialista Hermes Binner ha ottenuto il 17%, il radicale Ricardo Alfonsin l’11% e il peronista di destra Duhalde il 6%.

La “prima presidentessa rieletta d’Argentina”, come si è definita, ha così riottenuto la maggioranza assoluta alla Camera e l’ha riconfermata al Senato. La vittoria è stata dedicata al marito, l’ex-presidente Néstor Carlos Kirchner, deceduto a causa di un infarto il 27 ottobre 2010.

Durante il suo mandato, la Kirchner è riuscita a far crescere l’economia di un Paese che nel dicembre 2001 entrò in bancarotta (default), facendo crescere PIL (oltre 7%) e salari e diminuire la disoccupazione.


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November 1, 2010

Elezioni presidenziali in Brasile: stravince Dilma Rousseff

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lunedì 1 novembre 2010

Dilma Rousseff assumerà l’incarico il 1° gennaio 2011

Dilma Rousseff è il nuovo presidente della Repubblica Federativa del Brasile, la prima donna a ricoprire tale incarico. Con lo scrutinio completato per poco più dell’80%, la vittoria della candidata del Partito dei Lavoratori è ormai certa, grazie all’amplissimo scarto sul rivale socialdemocratico José Serra.

La Rousseff conquista poco più del 55% delle preferenze dei quasi 140 milioni di elettori brasiliani, contro il 45% di Serra, che ha comunque ottenuto un risultato migliore delle aspettative, seppure insufficiente a strappare al partito del presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva lo scranno più alto del paese.


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August 3, 2009

Iran: Khamenei conferma Ahmadinejad alla presidenza

Iran: Khamenei conferma Ahmadinejad alla presidenza

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lunedì 3 agosto 2009

L’ayatollah Alī Ḥoseynī Khāmeneī, in una cerimonia pubblica, ha confermato Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza dell’Iran, nonostante i mesi di proteste degli oppositori politici che avevano duramente contestato il risultato elettorale, denunciando brogli in favore di Ahmadinejad, che sarebbe stato sconfitto alle urne da Mir Hosein Musavi.

Per la guida suprema della teocrazia iraniana, «La vittoria di Ahmadinejad è il frutto di una battaglia contro l’arroganza e per la giustizia», mentre i candidati dell’opposizione hanno duramente condannato la riconferma del presidente uscente, bollando l’esecutivo che si andrà a formare nei giorni a venire come «illegittimo».

Secondo i dati ufficiali pubblicati all’indomani della chiusura dei seggi, Mahmoud Ahmadinejad avrebbe ricevuto il 63% delle preferenze, con Musavi fermo al 34%. I risultati, duramente contestati dal popolo iraniano, hanno generato scioperi e proteste soffocate con una durissima repressione che ha fatto vittime e numerosi arresti. Proprio le proteste, secondo il rieletto presidente, sarebbero state preparate con l’appoggio di altre nazioni: «Io dico ai governi che si intromettono – ha dichiarato Ahmadinejad – che avete commesso un’ingiustizia contro il popolo durante questa elezione e che avete utilizzato male i vostri mezzi politici e finanziari».

Al massimo entro quindici giorni il governo sarà formato, mentre tra due giorni il presidente si recherà al Parlamento per il consueto giuramento.


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