Wiki Actu it

August 8, 2016

Giochi olimpici 2016: prima medaglia della storia per il Kosovo

Giochi olimpici 2016: prima medaglia della storia per il Kosovo

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

lunedì 8 agosto 2016

Wikinotizie di oggi
8 agosto
Collabora con noi
  • Scrivi un articolo
  • Cosa scrivere
  • Come scriverlo
  • Scrivania
  • Portale:Comunità

Grazie alla venticinquenne judoka Majlinda Kelmendi la delegazione del Kosovo è riuscita ad aggiudicarsi la prima medaglia nella sua pur breve storia olimpica. L’atleta ha sconfitto l’italiana Odette Giuffrida nella finale del gara di judo femminile fino a 52 kg, aggiudicandosi il primo gradino del podio.

Lo stato si è dichiarato indipendente nel 2008 e quella ai Giochi di Rio de Janeiro è la prima apparizione della delegazione. Majlinda Kelmendi aveva invece già partecipato ai Giochi olimpici, nel 2012 a Londra, in rappresentanza dell’Albania.


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

April 10, 2008

Kosovo: approvata la costituzione

Kosovo: approvata la costituzione – Wikinotizie

Kosovo: approvata la costituzione

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

giovedì 10 aprile 2008

Bandiera del Kosovo

A seguito dell’auto proclamazione d’indipendenza dalla Serbia due mesi fa, oggi il parlamento di Pristina ha approvato all’unanimità il testo costituzionale del Kosovo che entrerà in vigore a metà giugno, alla fine della missione europea Eulex.

Il testo, presentato lunedì dal presidente e del primo ministro kosovari Fatmir Sejdiu e Hashim Thaci, definisce il Kosovo «uno Stato laico, indipendente e democratico» e prevede la protezione della minoranza serba.

La Serbia e la Russia continuano a respingere l’indipendenza del Kosovo, riconosciuta invece da 38 Paesi, tra cui Stati Uniti e la maggior parte dei membri dell’Unione Europea.

Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

February 21, 2008

Belgrado: manifestazioni di piazza contro USA e Italia

Belgrado: manifestazioni di piazza contro USA e Italia

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

giovedì 21 febbraio 2008

Posizione di Belgrado

Una grande manifestazione ha raccolto a Belgrado oltre 200.000 persone per protestare contro l’indipendenza del Kosovo. Il 17 infatti il Kosovo ha dichiarato la sua indipendenza dalla Serbia, supportato “massicciamente” dagli USA e con l’Europa sostanzialmente allineata (eccetto la Spagna, preoccupata della situazione nei Paesi Baschi).

La manifestazione non aveva intenti violenti. Tuttavia almeno 300 persone si sono dirette all’ambasciata americana e l’hanno assaltata e data alle fiamme. Nei disordini la polizia serba non è intervenuta prontamente per evitare il peggio. Pare che la vittima trovata bruciata nei locali dell’Ambasciata sia uno degli assalitori.

Gli Stati Uniti si sono detti molto adirati verso il governo serbo, guidato attualmente dal primo ministro Vojislav Koštunica, che non ha partecipato alla manifestazione in quanto ‘in visita in Romania’. Sono volate pietre contro l’ambasciata croata, turca, bosniaca, belga e canadese. Anche una filiale della Unicredit è stata devastata.

Dura la condanna dal Consiglio di sicurezza ONU, ma paradossalmente il riconoscimento del Kosovo, motivo delle proteste, non è passato per le Nazioni Unite. La minaccia di destabilizzazione dei Balcani, con la creazione del Kosovo, è diventata oramai reale.

Il Kosovo fu il casus belli della guerra del’ 99 per le repressioni e presunte stragi commesse dai serbi ai danni dei kosovari. Negli anni successivi, in cui il Kosovo è rimasto sotto il controllo dell’ONU la situazione non è stata affatto “aggiustata”. La disoccupazione è elevatissima, le minoranze serbe sono in evidente difficoltà, il Kosovo, regione importantissima per la Chiesa ortodossa, ha già avuto gravi danni ai suoi monasteri in passato, e ora con il distacco dalla Serbia in uno Stato a maggioranza musulmana si crea un altro problema. Inoltre il Kosovo è diventato un crocevia di traffici illegali provenienti dall’Est. Per tutti questi motivi, la Serbia considera il distacco del Kosovo come un atto d’imperio USA con una ingerenza pesantissima nei propri affari interni. La Russia, che aveva sempre ammonito contro l’opzione di un Kosovo totalmente indipendente (come a suo tempo anche molti politici europei) si è schierata nettamente dalla parte dei serbi.

Il premier Vojislav Kostunica ha detto: «Il Kosovo appartiene alla Serbia. Il Kosovo appartiene al popolo serbo. È sempre stato così e così sarà. Nessuna forza, nessuna minaccia o promessa potrà cambiare le cose» «Che legge divina, umana o europea abbiamo violato? Che accordo non abbiamo rispettato? A chi non abbiamo teso la mano, offrendo amicizia e collaborazione così come non sono mai state offerto a nessuno. Le forze mondiali dicono – non è abbastanza. Sarà abbastanza, sostegno loro, quando voi serbi accetterete di essere umiliati. Quando firmerete la vostra umiliazione. Mai e nessuno avrà il mandato del popolo serbo per accettare un simile mercimonio. Mai e nessuno!».

La condanna per gli scontri di giovedì è prontamente arrivata dall’ONU, come anche dal Ministro degli Esteri D’Alema. Gli americani parlano di un “attacco fatto da criminali”. Nel frattempo la Serbia ha ritirato l’ambasciatore dall’Italia.

Fonti[]

Articoli correlati[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

February 17, 2008

Il Kosovo proclama la propria indipendenza, proteste dalla Serbia e dalla Russia

Questa è una voce in vetrina. Clicca qui per maggiori informazioni

Il Kosovo proclama la propria indipendenza, proteste dalla Serbia e dalla Russia

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

domenica 17 febbraio 2008

La nuova bandiera del Kosovo

Mappa del Kosovo

Il Kosovo è uno stato indipendente. La dichiarazione unilaterale con la quale la regione si è staccata dalla Serbia è stata ratificata questo pomeriggio verso le 15:50 dal Parlamento kosovaro riunito in seduta straordinaria, alla presenza delle alte cariche dello stato. Insieme all’indipendenza, è stato mostrato anche il nuovo vessillo nazionale, ovvero la geografia dello stato in giallo, su sfondo blu, sormontato da sei stelle, chiaro richiamo alla bandiera dell’Unione Europea. Si conclude così il cammino tortuoso dell’indipendenza di questa regione, che il 24 maggio 1992 muoveva i primi timidi passi con un referendum autogestito per l’indipendenza (mai riconosciuto internazionalmente, sebbene fossero presenti osservatori internazionali), che aveva visto un tasso di partecipazione del 80% ed un prorompente 98% di pareri favorevoli.

Il Parlamento, composto dai deputati kosovari e dalla minoranza filo-serba, ha approvato a larghissima maggioranza il documento dell’indipendenza, letto dal premier Hashim Thaçi e votato per alzata di mano; i serbi si sarebbero astenuti dal voto. Dopo la votazione, la firma di tutti i parlamentari. In aula, oltre a Thaçi, era presente il presidente Fatmir Sejdiu, eletto nel 2006 e il presidente dell’assemblea Jakup Krasniqi, che hanno controfirmato il documento.

I festeggiamenti

Palazzo del governo del Kosovo

Lungo le strade di Pristina, in particolare nella via Nena Tereze, si sono riversati migliaia di manifestanti per festeggiare l’avvenimento. Nella parallela di questa, accessibile alle auto, queste strombettavano facendo sventolare bandiere albanesi, americane, europee (in minor numero), salutando così la nascita del nuovo Stato. Tutto è avvenuto senza particolari incidenti, ed il premier Thaci è convinto che ciò sia dovuto non tanto al freddo polare di queste ore, quanto piuttosto ai numerosi ed accorati appelli da parte dell’amministrazione, che ha invitato i partecipanti ad esultare sì, ma con moderazione, in quanto alcune frasi avrebbero potuto essere interpretate come un tentativo di provocazione. E così è stato.

Molti kosovari, intervistati, hanno affermato che attendevano un momento così da una vita; alcuni universitari, alquanto goliardicamente, avevano delle magliette con su scritto «L’indipendenza è meglio del sesso» oppure «L’indipendenza è meglio di un visto Schengen». Durante i festeggiamenti, il premier ha scoperto una enorme scritta gialla commemorativa: ‘new born’, riferita appunto al nuovo stato, mentre migliaia di palloncini gialli si libravano in aria e veniva diffusa una musica di sottofondo degli U2.

Le reazioni

La crisi potrebbe passare per Mitrovica, città del Kosovo; questo ponte divide l’etnia Serba da quella Albanese. In particolare si teme che parte della città, specie i 40.000 serbi che vi risiedono, possano fare una contro-secessione dal Kosovo. Sebbene vi siano già state delle manifestazioni in tal senso, queste non sono fortunatamente sfociate nei rischi paventati.

Il fronte del no

Subito dopo l’ufficializzazione dell’indipendenza, sono giunte le numerose reazioni internazionali: in testa, come già prima dell’atto, quelle della Serbia, che si vede privata di una buona parte del territorio della sua nazione; tramite il presidente, Boris Tadic, ha fatto sapere di «non accettare l’indipendenza» e che «reagirà con tutti i mezzi pacifici, diplomatici e legali per annullare quanto messo in atto», cercando di ostacolare l’ingresso del Kosovo nell’ONU e nelle maggiori associazioni internazionali; durissimo il primo ministro, Vojislav Kostunica, che afferma che si tratterebbe di uno «stato fantoccio» in mano alla NATO, continuando in maniera ancora più forte: «Il Presidente degli Stati Uniti, che è il responsabile di questa violazione, sarà scritto nel libro nero della storia serba, insieme ai suoi partner europei. […] gli USA hanno costretto l’Europa ad abbassare la testa, ma la Serbia ha rifiutato di umiliarsi. Se non riusciremo noi a correggere l’ingiustizia, lo farà una nuova e migliore generazione.». Insomma per la classe dirigente serba, il kosovo è stato, è e sarà sempre Serbia e loro non lo riconosceranno mai come entità a se stante. Sulla stessa lunghezza d’onda la Russia: il ministro degli esteri, Sergej Lavrov, ha lapidamente annunciato di «sostenere in pieno la reazione di Belgrado». Reazioni non entusiastiche anche dalla Cina, Vietnam, Azerbaijan, Georgia, e da alcuni paesi dell’unione europea.

I timori espressi fuori dalla Serbia si concentrano soprattutto sul fatto che l’avvenimento potrebbe costituire un pericoloso precedente per tutte quelle enclavi minoritarie di etnie diverse sparse in paesi di tutto il mondo; solo per fare un esempio la Transilvania in Romania o per la questione di Cipro. Gli antagonisti della secessione del Kosovo, affermano appunto che esistono circa 200 situazioni simili in tutto il mondo che potrebbero esplodere.

In Bosnia i leader della Republika Srpska (una sorta di enclave serba in Bosnia) guardano con preoccupazione l’avvenimento e lo condannano, in quanto fuori dall’adeguata cornice di legalità internazionale; teoricamente tale condanna suonerebbe un po’ strana da parte loro, se non fosse per il fatto che sono serbi e quindi vicini alla posizione della loro madrepatria.

Reazioni USA e UE

Reazione fredda, ma giustificata dalle polemiche serbe, quella degli Stati Uniti d’America, che hanno fatto sapere di prendere atto della decisione kosovara. La NATO ha assicurato il proseguimento dell’operazione militare di pace, mentre gli USA e il Vaticano hanno auspicato che i due stati «esercitino la massima moderazione e evitino qualsiasi provocazione».

Nella giornata di domani si riuniranno i 27 ministri degli esteri UE, per comunicare la posizione europea, che tuttavia sembrano d’accordo solo su un punto, ovverosia la situazione particolare ed alquanto ‘sui generis’ del Kosovo (e che quindi non dovrebbe essere presa ad esempio da altri movimenti indipendentisti mondiali):

  • Circa 19 paesi dovrebbero riconoscere il nuovo stato nel giro di un mese, tra cui:
    • Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna (conosciute meglio come ‘gruppo di contatto’) sarebbero propense a riconoscere subito il nuovo stato
    • Slovenia, Danimarca, Finlandia ed Austria lo dovrebbero riconoscere nel giro di alcune settimane. In particolare in Slovenia è scoppiato un caso internazionale, dopo la pubblicazione, su alcuni giornali di Ljubjana e di Belgrado, di ‘consigli’ di Washington (che suonerebbero come diktat) rivolti alla Slovenia e a tutta l’Unione Europea che riguarderebbero i tempi ed i modi del riconoscimento del Kosovo (e non solo).
    • Paesi Bassi ed altre nazioni più legaliste, si riservano di decidere se riconoscere o meno lo stato del Kosovo solo dopo averne letto attentamente la costituzione
  • Slovacchia, Grecia, Spagna, Portogallo e Bulgaria sono più orientate verso il rifiuto del riconoscimento
  • Romania, Cipro e pochi altri hanno detto subito di non volere riconoscere mai questo stato, in quanto è una violazione del diritto internazionale ed un atto illegale.

Articoli correlati

  • «Il Kosovo si prepara all’indipendenza» – Wikinotizie, 17 febbraio 2008

Fonti

Vetrina Questo è un articolo in vetrina, il che significa che è stato identificato come uno dei migliori articoli prodotti dalla comunità.
Qualsiasi miglioramento che non comprometta il lavoro svolto è comunque ben accetto.
Vai alla votazione · Segnalazioni · Archivio

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

Il Kosovo si prepara all\’indipendenza

Il Kosovo si prepara all’indipendenza – Wikinotizie

Il Kosovo si prepara all’indipendenza

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

domenica 17 febbraio 2008

Il premier kosovaro Hashim Thaçi ha annunciato ieri l’imminente indipendenza del Kosovo, che dovrebbe diventare effettiva al più tardi questa sera. Infatti il primo ministro ha convocato il parlamento alle 15 per una seduta straordinaria e ha avviato pertanto la procedura della dichiarazione d’indipendenza. «Tutto è pronto, stiamo per avere la nostra indipendenza: la cartina del mondo sta cambiando» ha annunciato ai microfoni della BBC, mentre nella capitale Pristina, cori, sirene, bandiere kosovare, albanesi, americane e (a dir vero alquanto poche) europee travolgevano gli abitanti in una generale euforia. Thaçi ha inoltre affermato: «La popolazione è informata, sa quando succederà; la Costituzione è pronta, i simboli nazionali sono pronti, tutto dice che il Kosovo è pronto per dichiarare l’indipendenza». Il clima nella regione resta alquanto teso, anche perché la minoranza serba del Kosovo potrebbe minacciare una contro-secessione per riallinearsi a Belgrado.

Pronta la risposta di Boris Tadić, che dalla capitale della Serbia Belgrado afferma che ogni tentativo di secessione unilaterale del Kosovo è da considerarsi nullo ed illegale, in quanto rappresenterebbe una violazione grossolana della Carta dell’Onu, dell’Atto finale di Helsinki e della risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza, anche perché attuata senza accordi preventivi a riguardo.

Durissime le reazioni di Putin, secondo cui l’Europa non dovrebbe applicare due pesi e due misure in questioni tanto delicate come appunto la secessione, riferendosi in particolare al diverso atteggiamento mostrato da questa con la repubblica di Cipro; questi paventa anche possibili ripercussioni su alcuni territori russi che vorrebbero l’indipendenza, lasciando intendere che la secessione del Kosovo potrebbe apparire un pericoloso precedente senza la presenza di regole globali e di un quadro legislativo apposito. Di tutt’altro avviso le dichiarazioni di Bush, che lo trovano completamente favorevole alla secessione pacifica.

L’Europa guarda la situazione in modo ambiguo. Se da un lato infatti si mostra positiva all’indipendenza, con un particolare gruppo di paesi che spingono in questa direzione (Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania), dall’altro teme nuove tensioni e proprio per questo motivo ha già in cantiere una missione totalmente europea, chiamata EURLEX, che dovrebbe rimpiazzare l’attuale missione delle Nazioni Unite, per garantire pace e stabilità nella regione durante questo periodo di transizione.

Olli Rehn, commissario europeo per l’allargamento, smentisce categoricamente la voce corsa in queste ore secondo la quale ci sarebbe in atto un vero accordo per cui la Serbia baratterebbe il Kosovo con un ingresso tramite una corsia preferenziale nell’Unione Europea; in particolare il commissario dice che non c’è un legame preciso fra le due cose.


Articoli correlati

Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

Powered by WordPress