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May 4, 2013

Assegnata a Napoli la prima maglia rosa del Giro 2013

Assegnata a Napoli la prima maglia rosa del Giro 2013

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Il percorso del Giro d’Italia 2013

4 maggio 2013
Si è aperta oggi a la novantaseiesima edizione del Giro d’Italia. La prima tappa, 130 km in linea sulle strade del capolouogo campano, si è risolta con una volata: la vittoria è andata al mannese della Omega Pharma-Quickstep Mark Cavendish, davanti all’italiano Elia Viviani. Cavendish è anche la prima maglia rosa del Giro 2013.

Hanno preso il via 207 ciclisti in rappresentanza di 23 squadre.

Resoconto[]

La prima tappa del Giro d’Italia 2013, lunga 130 chilometri e priva di particolari asperità, si è svolta esclusivamente nel territorio del comune di Napoli. Il percorso consisteva di due circuiti: il primo di 16,4 km, da ripetere 4 volte, il secondo di poco più di 8 km da percorrere otto volte. La partenza è stata data in via Caracciolo alle 14:20 circa. Dopo pochi chilometri ha preso vita la prima fuga, composta da sette ciclisti, poi ripresi tutti ad eccezione dell’australiano Cameron Wurf della Cannondale. Il gruppo ha sempre mantenuto un distacco massimo mai superiore ai 2 minuti, e si è riportato su Wurf quando al traguardo mancavano 15 chilometri. Si sono registrate anche alcune cadute, nessuna delle quali però ha avuto gravi conseguenze per i ciclisti coinvolti.

Dopo meno di tre ore di gara senza particolari scossoni la tappa si è conclusa, come da pronostico, con una volata. Il grande favorito, Mark Cavendish, si è aggiudicato la vittoria, portando così a dieci il bottino di successi al Giro. Battuti all’arrivo il portacolori della Cannondale Elia Viviani, il francese Nacer Bouhanni, l’altro italiano Giacomo Nizzolo e l’australiano Matthew Goss. Da segnalare una caduta che a meno di due chilometri dal traguardo ha spezzato in due il gruppo lasciando a contendersi il successo soltanto una quindicina di atleti.

Sono state assegnate anche le maglie delle classifiche accessorie. I due gran premi della montagna di quarta categoria posti in via Petrarca a Posillipo sono andati rispettivamente al siciliano Giovanni Visconti e a Cameron Wurf; l’ex campione nazionale italiano ha però vestito la maglia azzurra in virtù del miglior piazzamento all’arrivo. La maglia rossa della classifica a punti è andata a Cavendish, mentre la maglia bianca di miglior giovane a Elia Viviani.

La prossima tappa è prevista per domani, una cronometro a squadre di 14 chilometri sull’isola di Ischia.

Tappa[]

Napoli Napoli – 130 km

Ordine d’arrivo[]

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of the United Kingdom.svg Mark Cavendish Omega Pharma 2h58’38
43,664 km/h
2 Flag of Italy.svg Elia Viviani Cannondale s.t.
3 Flag of France.svg Nacer Bouhanni FDJ s.t.
4 Flag of Italy.svg Giacomo Nizzolo RadioShack-Leop. s.t.
5 Flag of Australia.svg Matthew Goss Orica-GreenEDGE s.t.
6 Flag of Spain.svg Francisco Ventoso Movistar Team s.t.
7 Flag of the United Kingdom.svg Adam Blythe BMC Racing Team s.t.
8 Flag of Australia.svg Leigh Howard Orica-GreenEDGE a 3″
9 Flag of Germany.svg Danilo Hondo RadioShack-Leop. a 3″
10 Flag of Australia.svg Brett Lancaster Orica-GreenEDGE a 12″

GPM 1[]

# Corridore Squadra Punti
1 Flag of Australia.svg Cameron Wurf Cannondale 3
2 Flag of France.svg Guillaume Bonnafond AG2R La Mondiale 2
3 Flag of the Netherlands.svg Martjin Keizer Vacansoleil-DCM 1

GPM 2[]

# Corridore Squadra Punti
1 Flag of Italy.svg Giovanni Visconti Movistar Team 3
2 Flag of Italy.svg Marco Canola Bardiani-CSF Inox 2
3 Flag of France.svg Guillaume Bonnafond AG2R La Mondiale 1

Classifiche[]

Classifica generale (maglia rosa)[]

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of the United Kingdom.svg Mark Cavendish Omega Pharma 2h58’18”
43,746 km/h
2 Flag of Italy.svg Elia Viviani Cannondale a 8″
3 Flag of France.svg Nacer Bouhanni FDJ a 12″
4 Flag of Germany.svg Danilo Hondo RadioShack-Leop. a 16″
5 Flag of Italy.svg Marco Marcato Vacansoleil-DCM a 18″
6 Flag of Italy.svg Giacomo Nizzolo RadioShack-Leop. a 20″
7 Flag of Australia.svg Matthew Goss Orica-GreenEDGE s.t.
8 Flag of Spain.svg Francisco Ventoso Movistar Team s.t.
9 Flag of the United Kingdom.svg Adam Blythe BMC Racing Team s.t.
10 Flag of Australia.svg Leigh Howard Orica-GreenEDGE s.t.

Classifica a punti (maglia rossa)[]

# Corridore Squadra Punti
1 Flag of the United Kingdom.svg Mark Cavendish Omega Pharma 28
2 Flag of Italy.svg Elia Viviani Cannondale 20
3 Flag of France.svg Nacer Bouhanni FDJ 16
4 Flag of Italy.svg Giacomo Nizzolo RadioShack-Leop. 14
5 Flag of Germany.svg Danilo Hondo RadioShack-Leop. 13
6 Flag of Australia.svg Matthew Goss Orica-GreenEDGE 12
7 Flag of Spain.svg Francisco Ventoso Movistar Team 10
8 Flag of the United Kingdom.svg Adam Blythe BMC Racing Team 9
9 Flag of Australia.svg Cameron Wurf Cannondale 8
10 Flag of Australia.svg Leigh Howard Orica-GreenEDGE 8

Classifica Gran Premio della Montagna (maglia azzurra)[]

# Corridore Squadra Punti
1 Flag of Italy.svg Giovanni Visconti Movistar Team 3
2 Flag of Australia.svg Cameron Wurf Cannondale 3
3 Flag of France.svg Guillaume Bonnafond AG2R La Mondiale 3
4 Flag of Italy.svg Marco Canola Bardiani-CSF Inox 2
5 Flag of the Netherlands.svg Martjin Keizer Vacansoleil-DCM 1

Classifica giovani (maglia bianca)[]

# Corridore Squadra Tempo
1 Flag of Italy.svg Elia Viviani Cannondale 2h58’26”
2 Flag of France.svg Nacer Bouhanni FDJ a 4″
3 Flag of Italy.svg Giacomo Nizzolo RadioShack-Leop. a 12″
4 Flag of the United Kingdom.svg Adam Blythe BMC Racing Team s.t.
5 Flag of Australia.svg Leigh Howard Orica-GreenEDGE s.t.
6 Flag of Germany.svg John Degenkolb Argos-Shimano s.t.
7 Flag of Italy.svg Diego Rosa Androni-Venezuela s.t.
8 Flag of Lithuania.svg Ramūnas Navardauskas Garmin-Sharp s.t.
9 Flag of Australia.svg Nathan Haas Garmin-Sharp s.t.
10 Flag of the United States.svg Taylor Phinney BMC Racing Team s.t.

Classifica a squadre Winning Team[]

# Squadra Tempo
1 Flag of Australia.svg Orica-GreenEDGE 8h55’54”
2 Flag of the United States.svg BMC Racing Team s.t.
3 Flag of the United States.svg Garmin-Sharp s.t.
4 Flag of Luxembourg.svg RadioShack-Leopard s.t.
5 Flag of France.svg FDJ s.t.
6 Flag of Kazakhstan.svg Astana Pro Team s.t.
7 Flag of Spain.svg Movistar Team s.t.
8 Flag of Italy.svg Lampre-Merida s.t.
9 Flag of Spain.svg Euskaltel-Euskadi s.t.
10 Flag of Italy.svg Androni Giocattoli-Venezuela s.t.


Fonti[]


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February 26, 2013

Calcio: Maradona ritorna a Napoli dopo otto anni

Filed under: Calcio,Europa,Gossip,Italia,Napoli,Pubblicati,Sport — admin @ 5:00 am

Calcio: Maradona ritorna a Napoli dopo otto anni

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martedì 26 febbraio 2013

Dopo essere già tornato in occasione delle sue partecipazioni a vari programmi tv, l’ex calciatore argentino Diego Armando Maradona è arrivato ieri in Italia atterrando all’aeroporto di Fiumicino (Roma). Si è poi recato a Napoli, a distanza di quasi otto anni dall’ultima visita, accompagnato dal suo avvocato Angelo Pisani, che sta attualmente curando i suoi problemi con il fisco italiano.

Maradona, arrivato a Napoli “scortato” dalla folla dei tifosi napoletani che hanno intasato pure la tangenziale, dal balcone del suo hotel, acclamato per tutto il pomeriggio con cori e slogan, ha incitato così i tifosi partenopei: «Chi non salta juventino è», in riferimento all’imminente scontro diretto da giocarsi tra Napoli e Juventus.[1] In seguito ha cenato con l’amico ed ex-capitano del Napoli Giuseppe Bruscolotti nel suo ristorante in zona Posillipo dove insieme hanno guardato la partita del Napoli (0-0 in trasferta contro l’Udinese).[2]

Prima di tornare a Dubai, dove ormai risiede da più di un anno, Maradona ha rilasciato alcune dichiarazioni in una conferenza stampa: ha attaccato il fisco italiano, si è dichiarato innocente dalle accuse di evasione (6 milioni più 34 di interessi e sanzioni), ha addossato le colpe ai suoi procuratori (Coppola e Franchi) e ai dirigenti del Napoli che firmavano i contratti all’epoca (Ferlaino, Gallo e Ellenio) e ha dichiarato di voler incontrare il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ha affermato inoltre di non essere venuto a Napoli per incontrare il presidente del club Aurelio De Laurentis («non ho mai ricevuto un invito da lui per vedere una partita del Napoli») né il sindaco Luigi De Magistris («ha tanti problemi da risolvere invece che incontrare Maradona»).[3][4] Ha poi attaccato poi il suo rivale Pelé reo di continuare a dire cose insensate, ha ringraziato Fabrizio Miccoli per aver acquistato il suo orecchino pignorato con l’intento di restituirglielo, ha scherzato sulla politica italiana («però non so chi è il vostro Presidente del Consiglio, è Grillo, Berlusconi?») e ha auspicato che il suo erede Lionel Messi faccia vincere il Mondiale alla Nazionale argentina. Infine ha manifestato la volontà di tornare a Napoli insieme a suo nipote Benjamin con il sogno di allenare un giorno la squadra partenopea, che per il momento ha esortato a lottare per lo scudetto.[5]

Incontrando l’attore e regista napoletano Alessandro Siani nel suo albergo, Maradona gli ha chiesto di farlo recitare in un suo film. Il comico in cambio gli ha chiesto di giocare una partita a calcetto con lui.[6] L’ex Pibe de Oro ha firmato poi un’istanza di autotutela che documenta come non abbia mai ricevuto la notifica dell’accertamento che quindi, secondo i legali, non esiste.[7]


Note[]

  1. Maradona saluta i fan dal balcone dell’hotel lastampa.it, 25 febbraio 2013
  2. TUTTO VERO: MARADONA A NAPOLI sportmediaset.it, 25 febbraio 2013
  3. Palleggi, gag e autografi lo show di Diego lastampa.it, 26 febbraio 2013
  4. Maradona e il fisco: ‘Voglio giustizia’ ANSA.it, 26 febbraio 2013
  5. Napoli, Maradona: “Non ho ammazzato nessuno, voglio giustizia” repubblica.it, 26 febbraio 2013
  6. Napoli in delirio per Maradona lastampa.it, 25 febbraio 2013
  7. “ALLENARE IL NAPOLI? MAGARI” sportmediaset.it, 26 febbraio 2013

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September 21, 2012

Accoltellati tre tifosi dell\’AIK Solna nei pressi di Napoli

Accoltellati tre tifosi dell’AIK Solna nei pressi di Napoli

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Napoli, venerdì 21 settembre 2012

A poche ore dall’incontro di Europa League che ha visto il Napoli battere per 4-0 l’AIK Solna, alcuni tifosi della squadra italiana provenienti dalla Svezia, per la precisione tredici, sono stati aggrediti da alcuni ultrà partenopei con il volto coperto da foulard e armati di mazze e coltelli, in via De Pretis, all’esterno di una pizzeria, venendo feriti in maniera non grave al gluteo e alle gambe.

A essere rimasti feriti sono il titolare della pizzeria Pasquale Letteriello, intervenuto in difesa dei tifosi svedesi, l’organizzatore della trasferta e capo del Napoli Club Stoccolma, di 41 anni, e un altro ventitreenne svedese. Lo stesso Letteriello, intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, ha dichiarato: «Mio cugino è stato ferito da un coltello, un altro tifoso è stato accoltellato al ginocchio e io ho ricevuto due coltellate alla schiena. […] Sono andato al pronto soccorso dell’Ospedale Pellegrini, dove mi hanno cucito con diversi punti di sutura, mi hanno fatto una Tac, una radiografia e mi hanno dichiarato guaribile in dieci giorni salvo complicazioni».


Fonti

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June 21, 2012

Informazione, una sfida contro le mafie

Informazione, una sfida contro le mafie

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giovedì 21 giugno 2012

Si è svolto ieri nell’Aula Francesco Pessina della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli il seminario “Conoscere le mafie per contrastarle” che prende spunto da una citazione di Einaudi secondo il quale “conoscere per deliberare” non è altro che una filosofia capace di rappresentare in modo pieno il problema per predisporre una risposta effettiva perché al di fuori della conoscenza è difficile produrre dei risultati concreti. Per contrastare in modo più facile e veloce la Camorra, occorre anche intervenire sul piano amministrativo con strumenti diversi come le interdittive antimafia, quindi se, ad es., una società vuole partecipare ad un appalto ma ha a suo carico una denuncia o una sentenza passata in giudicato, bisogna intervenire subito per interdirla.

Per fare ciò bisogna affrontare alcuni problemi. Prima di tutto l’inflazione di documentazione che costringe gli enti pubblici a compiere degli scambi interminabili di certificazioni (17000) che si potrebbero ridurre al minimo con l’organizzazione di un sistema informatico efficiente. Altro problema è la definizione a livello regionale di una conoscenza specifica sulla prevenzione affinché le buone pratiche possano diffondersi, così come il modello basato sulle evidenze che ha già dato buoni risultati nella lotta all’abuso di sostanze e al traffico di stupefacenti. Su ventisei categorie di affari quella che certamente colpisce di più l’economia locale è la contraffazione. Come tutte le cose bisogna iniziare da quelle piccole: non acquistare le musicassette false, non prendere le sigarette di contrabbando, non mangiare il pane adulterato, non pagare la moneta al parcheggiatore abusivo. Diversamente se la domanda non crolla, l’offerta della Camorra sarà sempre alta.

A tal fine le forze dell’ordine hanno valorizzato il territorio di concerto con l’attività delle associazioni locali private, in tal modo si realizza anche, e sopratutto, una condivisione di conoscenze e di esperienze tra i cittadini partenopei che più di tutti convivono e subiscono la realtà criminale che a sua volta ha sottratto loro ampie porzioni del territorio e che, in seguito a confisca, sono ritornate di utilità sociale, nonostante i problemi derivanti dai procedimenti e dai deficit burocratici. Allo stato attuale, infatti, il numero di beni sequestrati è molto alto, ma l’effettivo utilizzo di questi è inferiore a quanto dovrebbe essere effettivamente, e ciò perché oggi ci vogliono molti anni prima che un bene patrimoniale sia disponibile (5-10% di beni che ritornano dopo la confisca).

Oltre all’eccezionale opera di aggressione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, occorre accennare anche al lavoro svolto in merito all’individuazione dei flussi finanziari che sostengono i clan sia dentro che fuori dal carcere. Le forze dell’ordine e la magistratura possono certo contribuire a controllare meglio il territorio ma lo Stato è anche altro, si pensi al ragazzo di Scampia che campa con 20 euro al giorno. Solo negli ultimi anni si sono persi 30000 posti di lavoro a causa della Camorra. La condivisione della conoscenza, dunque, e la possibilità di gestirla in sinergia con le istituzioni, è fondamentale per i fini che lo Stato si propone. Il richiamo ai reti finanziari, inoltre, rievoca le difficoltà a realizzare un’economia basata sulla produzione industriale nonostante tutta l’economia mondiale è ormai basata sull’oro delle banche, senza considerare i “paradisi fiscali” attraverso i quali si entra nel problema più grave del riciclaggio.

Nonostante i risultati raggiunti a livello politico, come ad es. l’istituzione del Centro di documentazione contro la Camorra alla quale ha contribuito la Regione Campania, restano i problemi di tipo amministrativo, in particolare sulla rendicontazione delle attività e sullo snellimento delle procedure burocratiche. C’è bisogno dunque di regole nuove perché quelle attuali hanno ostacolato il lavoro negli ultimi anni, ad es. il protocollo d’intesa è una “cambiale in bianco”. I politici non dovrebbero rimpiangere gli anni ’80 quando erano loro a decidere e quando la guerra di camorra imperversava, mentre oggi sono le associazioni di cittadini a decidere. Si pensi al caso di Bagnoli quando il controllo apparteneva alla CGIL e poi è passato alla Camorra.

Una sfida dunque difficile quella del contrasto alle mafie ma che si può vincere anche col diritto penale che, ricordiamolo, è l’extrema ratio della politica sociale. E ciò chiama in causa un paradosso e cioè che la Camorra a Napoli è anche un ammortizzatore sociale, urge dunque più attenzione da parte del mercato così come della politica. Il problema, ad es., dello scioglimento delle amministrazioni municipali per infiltrazioni mafiose coinvolge una normativa che presenta diverse lacune laddove risulta più facile commettere reati: perché non si inviano gli ispettori del ministero? Perché si aspetta sempre la tragedia sulle pagine di cronaca prima di intervenire? La cultura dell’informazione e dello Stato di diritto, dunque, conferiscono la giusta soluzione per la lotta alla criminalità organizzata, infatti la conoscenza di un fenomeno non è solo la lettura di alcuni suoi aspetti patologici ma serve anche a stimolare la società e le persone al cambiamento.


Fonti[]

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May 20, 2012

Napoli: convegno sui beni sequestrati alla Camorra

Napoli: convegno sui beni sequestrati alla Camorra

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domenica 20 maggio 2012

Si è svolto l’altro ieri a Napoli presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Federico II un convegno sulle più recenti iniziative legislative in materia di lotta alla Camorra, in particolare sul processo di valutazione per l’accesso ai beni sequestrati alla criminalità organizzata ai fini del riscatto del territorio. L’evento è iniziato con un filmato in memoria dei due eventi che hanno determinato l’inizio di una nuova strategia di lotta alla mafia: gli omicidi di Pio La Torre (30 aprile 1982) e Giovanni Falcone (23 maggio 1992). La criminologia, infatti, in base alla letteratura più recente, è giunta alla conclusione che non basta solo perseguire penalmente i responsabili di tali delitti ma che occorre colpire le organizzazioni criminali nel proprio patrimonio in modo da restituire i valori di legalità al territorio ed alla comunità civile.

Fino ad oggi solo in Campania ci sono state circa 6000 aziende sequestrate per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro. Considerando che trascorrono circa 6-8 anni dal sequestro all’utilizzo del bene patrimoniale, l’amministrazione giudiziaria ha una duplice responsabilità: verso lo Stato perché deve dare conto della propria attività e verso il soggetto titolare del bene perché, se il fatto non sussiste, l’indagato può rivalersi sull’amministrazione giudiziaria per ottenere un risarcimento.

In base ai dati relativi alle indagini su alcuni casi è emerso che la maggior parte delle aziende sequestrate fa largo uso di personale assunto dal mercato nero, evitando di consultare l’erario e gli istituti previdenziali necessari per la regolarizzazione delle pratiche di assunzione. Paradossalmente lo Stato diventa un problema a causa dei controlli che deve effettuare con ricadute sui costi e sulla pubblica amministrazione. Dal lato del ricavo, i soggetti delle aziende internazionali hanno subito un tracollo di fatturato e falliscono anche se ottengono il risarcimento. Se invece il sequestro passa in giudicato, il bene è restituito al territorio per fini sociali o culturali con grande sollievo per la lotta al crimine organizzato. A tal proposito si avanzano due proposte di intervento: non far pagare le sanzioni all’amministrazione giudiziaria e non far pagare le imposte sul reddito nel periodo durante il quale avvengono i controlli. Se l’azienda dovesse essere sequestrata, da quel momento si pagherebbero le tasse. La proposta è approvata all’unanimità.

Il dott. Baldascino fa notare che il 30 aprile ha riaperto l’Ieva Group con 50 dipendenti e 100 automezzi impegnata nell’attività di corriere e trasporti che è passata da 30 milioni a 500 mila euro di fatturato in un anno perché non ha ricevuto nessun aiuto dallo Stato. «Che garanzie allora abbiamo che questa legge consenta una certa sostenibilità?» – dice lo stesso – «Il mercato oggi richiede una forte responsabilità e trasparenza cercando di monitorare e di migliorare il fund raising». Quindi al posto della Commissione sarebbe meglio introdurre un Osservatorio magari in seno all’assessorato o alla presidenza regionale con competenze in merito all’attuazione dei programmi.

Il dott. Allucci, amministratore delegato del “Consorzio Agrorinasce” denuncia il fatto che molti beni sequestrati alla Camorra sono stati vandalizzati o trascurati dalle stesse istituzioni perché quando un bene diventa pubblico ha bisogno di una serie di interventi di recupero e di tutela che richiedono ingenti finanziamenti (minimo 100 mila euro ciascuno). Ad esempio, per un progetto di un milione di euro l’amministrazione municipale locale deve contribuire per almeno l’1%, in tal modo la lotta alla Camorra costa 180 mila euro all’anno per ogni ente locale e, poiché i finanziamenti sono quasi del tutto pubblici, si gioca al rialzo con l’inevitabile incremento dei costi. Specialmente i beni destinati a fini sociali sono quelli che soffrono di più le lacune di questo sistema, meglio vanno le opportunità per i servizi di ristorazione.


Fonti[]


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Note[]

  1. Eventi e news di Facoltà. Facoltà di Scienze Politiche – Università degli Studi di Napoli “Federico II”. URL consultato il 20-05-2012. – fonte del link alla locandina

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November 3, 2011

Calcio: il Napoli tratta per Rondón e Ávine

Calcio: il Napoli tratta per Rondón e Ávine

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giovedì 3 novembre 2011
Voci di calciomercato toccano da vicino il Napoli. La compagine partenopea, presente protagonista in Italia e in Europa, continua a guardare in Sudamerica per scovare nuovi talenti da acquistare, in particolare, Gabriel Hauche, attaccante del Racing Avellaneda, e Ávine, difensore del Bahia.

Stesso discorso per Salomón Rondón, attaccante venezuelano in forza al Málaga. Occhi puntati anche su due giovani calciatori europei, rispettivamente il tedesco Patrick Herrmann e il ceco Nicolas Šumský.


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November 6, 2010

Pompei: sopravvissuta al Vesuvio, cade sotto l\’incuria degli uomini. Crollata la Schola armaturarum

Pompei: sopravvissuta al Vesuvio, cade sotto l’incuria degli uomini. Crollata la Schola armaturarum

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sabato 6 novembre 2010

Via dell’Abbondanza a Pompei, come appariva in un’immagine ottocentesca di Giorgio Sommer (1834 – 1914)

Ė sopravvissuta all’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. e alla pressione della terra che l’aveva sommersa per quasi 2000 anni, ma da stamattina la cosiddetta Scuola dei gladiatori non esiste più, letteralmente sbriciolatasi all’improvviso nella prima mattinata.

Con il suo cumulo di macerie, la Schola offre da oggi, ai molti turisti presenti, il triste ma istruttivo spettacolo dell’incuria e dell’indifferenza delle istituzioni italiane nei confronti del patrimonio culturale, perfino nei suoi pezzi più pregiati e famosi come gli Scavi archeologici di Pompei, Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Quella che tutti chiamavano la Scuola dei gladiatori era in realtà la Schola armaturarum, sede di una eteria militare scoperta negli anni venti, riportata alla luce e restaurata da Vittorio Spinazzola, nell’ambito di una più ampia operazione di messa in luce della Via dell’Abbondanza.

Da tempo la fabbrica della Schola era visitabile solo dall’esterno: l’accesso al complesso era infatti interdetto per le precarie condizioni statiche. Ma nonostante il rischio di crollo, nessuno si era mai curato di mettere in salvo i pregiati affreschi, con soggetti militari e figurine volanti, ora seppelliti nelle macerie del crollo.

Il crollo ha anche sconvolto la viabilità pedonale e turistica del sito archeologico, costringendo le istituzioni a prendere immediati provvedimenti, con la provvisoria messa in opera di itinerari alternativi.

L’evento, per quanto funesto, non ha stupito nessuno: l’area archeologica non riceveva manutenzione da mezzo secolo. Lo stato di abbandono e degrado era da tempo all’attenzione della cronaca locale e nazionale. Il grave crollo si aggiunge infatti a una sequenza di tanti piccoli episodi di degrado, vandalismi, furti, ampiamente documentati da servizi giornalistici, fotografici e video.


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October 15, 2010

Napoli: donna segregata per 32 anni dal padre per simularne l\’invalidità e riscuoterne la pensione

Napoli: donna segregata per 32 anni dal padre per simularne l’invalidità e riscuoterne la pensione

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Napoli, venerdì 15 ottobre 2010

Scorcio di Napoli, teatro dell’episodio di violenza familiare

Viene da Napoli una nuova storia di inaudita violenza consumatasi tra le mura domestiche.

Segregata in casa per 32 anni, legalmente interdetta, una donna napoletana di nome Anna Maria, è stata oggetto della violenza fisica e psicologica perpetrata dal padre aguzzino, che la colpiva regolarmente con calci e pugni, faceva ricadere su di lei un’inesistente colpa della morte di sua madre, e la costringeva a vivere in uno stato forzato di sporcizia e indigenza. Il motivo di tanta violenza? La volontà di simulare un’inesistente malattia mentale, nella prospettiva, effettivamente realizzatasi, di poter riscuotere la pensione accordata all’interdetta.

La storia si è protratta per decenni, senza che la vittima riuscisse a opporsi a tanta violenza, anche a causa del suo stato di interdizione legale. Solo dopo molti anni, la donna ha saputo trovare le forze e i mezzi per reagire: per raccogliere le prove delle violenze subite, si è servita anche di un registratore nascosto in un peluche.

Ha trovato quindi il coraggio di denunciare il suo aguzzino: il giudice tutelare la ha finalmente sottratta alla tutela paterna affidadola a una cooperativa no-profit. Sebbene attualmente ancora formalmente interdetta, la donna ha potuto così riappropriarsi di una sorta di vita autonoma: libera finalmente da violenze familiari, nel nuovo ambiente protetto Anna Maria può ora seguire corsi di formazione e dedicarsi anche alla scrittura di libri che, un giorno, nei suoi sogni, ella vorrebbe veder pubblicare.


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August 7, 2010

Stuprata una diciassettenne francese a Capri

Stuprata una diciassettenne francese a Capri

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La Piazzetta, centro e icona della vita notturna caprese

sabato 7 agosto 2010
Capri. Connie, diciassettenne francese in vacanza sulla rinomata isola del golfo di Napoli, ha subito uno stupro nella notte tra il 6 e il 7 agosto. La ragazza è stata rinvenuta al mattino da un netturbino, abbandonata per terra, in stato di semi-incoscienza e sotto intossicazione alcolica, dimentica di ogni dettaglio dell’evento. La giovane trascorreva le vacanze dopo aver appena finito il liceo, già in procinto di iniziare l’università. Era a Capri in compagnia di due amiche, una delle quali divideva con lei la stanza d’albergo, mentre l’altra, insieme al fidanzato italiano, era ospite di un altro hotel

Gli esami in ospedale hanno confermato la violenza sessuale: per curarne le lesioni, i medici hanno dovuto ricorrere all’applicazione di cinque punti di sutura. Ne è seguita la denuncia obbligatoria alle forze dell’ordine, che hanno dato inizio alle indagini esaminando le immagini casualmente riprese delle varie videocamere di sorveglianza installate sull’isola e servendosi delle testimonianze fornite dalla comitiva con cui la ragazza aveva trascorso la serata in giro tra alcune esclusive discoteche dell’isola, il Lambertu e Le Clochard: del gruppo di ragazzi facevano parte, oltre alle amiche connazionali, alcuni rampolli della Napoli-bene

Lo stupro sarebbe avvenuto in via Ignazio Cerio, una traversa di via Camerelle, la rinomata via delle boutique e dello shopping caprese, a breve distanza dalla famosa Piazzetta, celebre epicentri attorno a cui ruota la vita mondana e notturna della Capri modaiola e godereccia.

I sospetti si sono presto appuntati su un diciassettenne napoletano, identificato come figlio di un noto e facoltoso professionista di Posillipo: il ragazzo, rintracciato in una villa di amici ad Anacapri, è stato sottoposto a interrogatorio dal tardo pomeriggio del 7 agosto. Inizialmente ha sostenuto di non ricordare nulla della serata; poi è stato messo di fronte alle registrazioni delle videocamere di sorveglianza, una delle quali lo aveva ripreso all’interno del lussuoso Hotel Quisisana mentre chiedeva di potersi lavare le mani insanguinate. Di fronte alle evidenze video, ha fatto alcune ammissioni che hanno determinato l’adozione del provvedimento restrittivo di fermo di polizia, emesso nei suoi confronti dal Tribunale dei minori del capoluogo campano.

Secondo la ricostruzione cronachistica, la ragazza avrebbe respinto decisamente le prime avance e insistenze del giovane, degenerate poi in approcci violenti di fronte ai recisi dinieghi: incalzata, la ragazza ha cercato di sottrarsi allo stupro dimenandosi e urlando, ma le sue invocazioni sono cadute nel vuoto di fronte a quello che le fonti giornalistiche definiscono un muro di silenzio e omertà opposto in pieno centro abitato.

Dopo il fermo e l’interrogatorio il minore è stato affidato al Centro di prima accoglienza di via dei Colli Aminei. Intanto Connie ha lasciato l’isola insieme alla sua compagnia, definitivamente. La giovane vittima dello stupro avrebbe promesso infatti di non rimettere mai più piede sull’isola.


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January 2, 2010

Il 6 gennaio conferenza europea per il gemellaggio \”Napoli-Barcellona\”

Filed under: Barcellona,Europa,Napoli,Spagna — admin @ 5:00 am

Il 6 gennaio conferenza europea per il gemellaggio “Napoli-Barcellona”

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sabato 2 gennaio 2010
Il 6 gennaio sarà svolta la “Conferenza Europea del gemellaggio -” organizzato dall’associazione artistico-culturale Teatrando, diretto dal regista e attore Carlo Valastro, e dalla compagnia teatrale Gli Artigiani del Teatro sponsorizzato dal comune di Napoli; a Barcellona ad organizzare questo scambio culturale sarà il compito della compagnia teatrale Ciena Teatro di Gabriela Telli, Tito Màrquez e altre maggiori istituzioni di Barcellona.

L’evento si svolgerà presso il Teatro Riereta di Barcellona alle ore 11:00 dove verrà presentato lo spettacolo gemellato dalla compagnia spagnola Io mi diverto oh! e subito dopo la performance ci sarà la presentazione del gemellaggio che si svolgerà a Napoli nel mese di aprile e a Barcellona nel mese di maggio.

Lo scopo di questo gemellaggio è di far conoscere la cultura napoletana alle altre culture e viceversa.


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