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March 3, 2014

Attivisti No TAV condannati per violazione dei sigilli

Attivisti No TAV condannati per violazione dei sigilli

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lunedì 3 marzo 2014

Simbolo utilizzato dal movimento NO TAV.

Il tribunale di Torino ha condannato 11 attivisti No TAV per la violazione del sigillo, «già portato via dal vento», apposto alla baita Clarea a Chiomonte. Giorgio Rossetto è stato condannato a nove mesi di reclusione, il consigliere comunale di Villar Focchiardo Pietro Fissore a sette mesi e dieci giorni, Stefano Milanesi a sei mesi e dieci giorni, Francesco Richetto a cinque mesi e dieci giorni, Nicoletta Dosio a quattro mesi, come Alberto Perino e Beppe Grillo, per i quali i pm Antonio Rinaudo e Andrea Padalino avevano chiesto 9 mesi di reclusione, mentre avevano chiesto condanne fino a un anno e sei mesi per gli altri. Secondo Perino «una condanna così pesante, per un reato del genere, è un caso unico in Italia. Esemplifica bene il clima di caccia alle streghe che si è creato». Sono stati invece 10 gli assolti.

Il reato risale al 5 dicembre 2010, quando gli imputati violarono i sigilli apposti dall’autorità giudiziaria entrando nella baita da loro costruita sul terreno di proprietà di uno degli attivisti. La baita, di 50 metri quadri, era stata sequestrata per abuso edilizio, nonostante la sovrintendenza ai beni ambientali non avesse riscontrato vincoli paesaggistici ritenendola compatibile, in quanto costruita in legno e pietra. Oggi si trova inglobata nel cantiere di 70 000 metri quadrati di LTF. Grillo afferma che la baita fu costruita «per impedire una speculazione inutile da 28 miliardi di euro di denaro pubblico», cioè la linea TAV Torino-Lione, e la violazione dei sigilli è diventata «un grave reato per il quale vengono chieste pene dai sei ai diciotto mesi di carcere».

Perino, assieme al sindaco di San Didero Loredana Bellone e al vicesindaco Giorgio Vair, era appena stato condannato il 15 gennaio al pagamento di 200 000 euro più le spese processuali a LTF, come risarcimento danni per l’affitto dell’autoporto di Susa, costato 165 000 euro per 7 giorni, una cifra ritenuta spropositata dall’Unione Europea che non ha proceduto quindi al rimborso.


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March 20, 2013

Grillo contro i dissidenti per Grasso, ma sul blog è polemica

Grillo contro i dissidenti per Grasso, ma sul blog è polemica

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mercoledì 20 marzo 2013

Dopo l’elezione di Pietro Grasso al Senato, nella quale sembra che quattro senatori del Movimento 5 Stelle lo abbiano votato nonostante il gruppo parlamentare avesse deciso diversamente, c’è stato un duro scontro sul blog di Beppe Grillo, il quale ha attaccato i dissidenti.

Beppe Grillo sul suo blog ha scritto:

« Nella votazione di oggi per la presidenza del Senato è mancata la trasparenza. Il voto segreto non ha senso, l’eletto deve rispondere delle sue azioni ai cittadini con un voto palese. Se questo è vero in generale, per il MoVimento 5 Stelle, che fa della trasparenza uno dei suoi punti cardinali, vale ancora di più. Per questo vorrei che i senatori del M5S dichiarino il loro voto.

Nel “Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento” sottoscritto liberamente da tutti i candidati, al punto Trasparenza è citato: Votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S.

Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze. »

Sul blog, nel quale chiunque può scrivere un commento, iscritti al movimento o semplici lettori, le opinioni sono le più disparate.

Chi è pro scrive: «NOMI E COGNOMI, bravissimo Beppe. Basta coi furbini» oppure: «20 dissidenti M5S al senato??? tutte le nostre speranze per allontanare i mercanti dal tempio siete voi del movimento 5 stelle. non ci deludete, e non fate il gioco di queste vecchie volpi della politica…».

Altri invece contro scrivono: «Mafiosi! Volete “eliminare” chi non obbedisce al padrino!». Aggiungono: «Chiunque abbia votato per Grasso ha fatto BENE! Ma ci mancherebbe…»


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April 30, 2012

Beppe Grillo nella bufera per le sue parole sulla mafia

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Palermo, lunedì 30 aprile 2012

Beppe Grillo nel 2009

Il comico, nonché fondatore del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo torna a far discutere a seguito di alcune sue frasi relative alla mafia.

La dichiarazione

L’attivista genovese, a margine di un comizio a Palermo presso cui si era recato per sostenere la candidatura di Riccardo Nuti alle elezioni amministrative, ha dichiarato che «la mafia non ha mai strangolato il proprio cliente, la mafia prende il pizzo, il 10 per cento. Qui siamo nella mafia che ha preso un’altra dimensione, strangola la propria vittima», riferendosi — per ciò che riguarda l’ultima frase — al mondo della politica.

Le reazioni e la precisazione di Nuti

Dure le reazioni, non solo da parte degli esponenti politici: un membro della segreteria di Sinistra Ecologia e Libertà, Claudio Fava, figlio del giornalista Giuseppe Fava, vittima di Cosa Nostra, non ha girato intorno all’argomento e ha affermato che «Grillo parla come un mafioso senza essere nemmeno originale. Gli stessi argomenti prima di lui li hanno già utilizzati Vito Ciancimino e Tano Badalamenti. E come l’ultimo dei mafiosi non ha nemmeno il coraggio di confrontarsi pubblicamente sulle sue patetiche provocazioni».

Anche l’associazione Addiopizzo ha commentato negativamente l’uscita di Beppe Grillo. Secondo l’associazione frasi simili non sono giustificabili neppure se dette in chiave provocatoria, alla luce del fatto che la serietà dell’argomento impedisce che esso possa essere strumentalizzato a fini elettorali. Non è mancata neppure la replica della vedova di Libero Grassi, imprenditore ucciso dalla mafia, Pina Maisano, che ha fatto notare, facendo un evidente riferimento alla vicenda del marito, come la mafia ha anche ucciso coloro che non avevano intenzione di pagare il pizzo.

Dello stesso tenore anche la dichiarazione di Angela Ogliastro, sorella di Serafino Ogliastro, poliziotto italiano anch’egli vittima della mafia. Giovanna Maggiani Chelli, presidentessa dell’Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili, ha commentato l’affermazione di Grillo rilevando che «la mafia ha strangolato un sacco di persone, penso per esempio al piccolo Giuseppe Di Matteo». Più drastico il comico e showman Fiorello, che ha dichiarato che Grillo «ha detto una cazzata».

A seguito della dichiarazione di Grillo non è tuttavia mancata la precisazione dello stesso Riccardo Nuti, il quale ha lamentato che la frase del suo leader è stata pretestuosamente estrapolata «da un ragionamento più ampio». Nuti ha poi ricordato che le azioni del movimento sono tese a contrastare la mafia, ritenuta dal M5S un cancro.


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January 24, 2008

Beppe Grillo lancia la sfida politica

Beppe Grillo lancia la sfida politica – Wikinotizie

Beppe Grillo lancia la sfida politica

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mercoledì 24 gennaio 2008

Grillo durante il V-Day del settembre 2007

Dalle pagine del proprio blog, Beppe Grillo lancia la prima vera sfida politica senza lesinare accuse e anatemi: «La politica è un’attività di copertura del potere». Sosterrà la creazione di liste civiche a partire da ogni singolo comune: e dichiara quattro requisiti fondamentali e tre impegni da seguire per poter accedere alle candidature, e ricevere una certificazione di qualità.

Scrive: «Ve ne sarete accorti. Ogni giorno esce una notizia di distrazione di massa. Contrada, la legge sull’aborto, il Papa alla Sapienza. Le prime pagine dei giornali sono solo per loro. I giornalisti servi discutono solo di aria fritta. Sono titoli di copertura, nascondono la realtà. Servono per lavorare nell’ombra. Per evitare ogni cambiamento. Come è avvenuto dopo l’omicidio Moro nel 1978, dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio nel 1992 con le morti di Falcone e Borsellino. In seguito sono diventati presidenti del Consiglio i prescritti Andreotti e Berlusconi».

Scrive ancora il comico e blogger italiano: «La legge elettorale e il conflitto di interessi sono le vere partite su cui si gioca il destino del Paese. Di queste si deve discutere in diretta in Parlamento di fronte agli italiani. Da oggi il blog fa politica attiva con un sito dedicato alle liste civiche, al cittadino che prende in mano il proprio destino, il proprio Comune, la propria Regione».

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December 14, 2007

Beppe Grillo in Senato per la legge d\’iniziativa popolare

Beppe Grillo in Senato per la legge d’iniziativa popolare

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venerdì 14 dicembre 2007

Oggi Beppe Grillo ha fatto visita a Palazzo Madama, portando con sé 18 faldoni per la legge d’iniziativa popolare sulla non candidabilità di inquisiti in Parlamento, chiamata Parlamento pulito. In tutto sono state raccolte in questi mesi circa 350.000 firme. Arrivando in risciò lungo via Zanardelli, verso le 11 è entrato a Palazzo Madama accompagnato da circa 30 “grillini”.

Durante l’avvicinamento, inseguito da giornalisti e fan, Grillo ha rilasciato dichiarazioni su diversi argomenti “caldi”: «La privatizzazione dell’acqua non è politica, il nucleare non è politica, una centrale nucleare non mi cambia la vita. Eppure c’è qualcuno che non capisce nulla di nucleare e vorrebbe riproporlo. Il paese è da dare in mano a gente di 30 anni, magari invece tra poco torna lo psico-nano, ci divertiremo per tre anni».

Infine, una frase dedicata anche a Napolitano: «Napolitano ha detto che questa non è l’Italia di Grillo. Meno male, mi ha tolto un peso, e ha ragione perché questa è l’Italia di Napolitano».

La legge, che contempla anche l’impossibilità di essere rieletti per oltre 2 legislature, è stata uno dei pezzi “forti” della sua campagna mediatica. Arrivato con una decina di supporter dal presidente Franco Marini, gli ha consegnato il “libretto nero”, ovvero la proposta di legge popolare.

Grillo ha anche fatto dichiarazioni sulla politica e i mass-media; tra le altre frasi raccolte: «Gazebi, psico-nani, cose rosse: questa non è politica»; «c’è gente qua da 30 anni, una volta nella vita devono capire cosa fa tutti i giorni il popolo sovrano».

Annunciando il prossimo 25 aprile un V-Day sull’informazione, Grillo ha discorso circa la libertà di stampa e di informazione: «il vero pericolo di questo paese non è la politica, è l’informazione. Ormai nei CDA degli organi di informazione siedono industriali, banchieri e politici. Così come anche i tg, sono completamente sfacciati. Non c’è più in questo paese una informazione normale. Quindi via i finanziamenti pubblici ai giornali, se fai un giornale, te lo finanzi, ci lavori, lo fai bello e lo vendi. Vivi con chi ti compra e chi ti legge» e infine ne ha avute per l’ordine dei giornalisti: «bisogna abolirlo perché è fascista, è mussoliniano».

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September 9, 2007

V-Day: il mondo politico si divide sulla manifestazione di Beppe Grillo

V-Day: il mondo politico si divide sulla manifestazione di Beppe Grillo

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domenica 9 settembre 2007

Sono state molteplici, e come si poteva immaginare, diverse tra loro, le reazioni al V-Day, la manifestazione organizzata ieri (sabato 8, n.d.r.) dal comico Beppe Grillo, per presentare una proposta di legge contro i parlamentari condannati in via definitiva e per evitarne una elezione per più di due legislature.

La reazione più pesante e critica viene dal leader dell’UDC, Pier Ferdinando Casini, che ha criticato l’attacco fatto dai manifestanti a Marco Biagi, il giuslavorista ucciso dalle Brigate Rosse, alcuni anni fa: “È stato attaccato Biagi che invece andrebbe santificato”. Il comico risponde nel suo Blog riportando la testimonianza di Marco Travaglio sull’Unità, secondo cui nessuna offesa alla persona di Marco Biagi è stata lanciata durante la manifestazione. Travaglio ricorda invece che un ministro del governo Berlusconi aveva davvero offeso la memoria di Biagi (riferendosi evidentemente a Claudio Scajola, che fu per questo costretto alle dimissioni [1]).

Il leader del carroccio, Umberto Bossi, condannato in via definitiva per vilipendio alla bandiera italiana, ha bollato la manifestazione come una esagerazione, invitando a non incoraggiare l’antipolitica. Dello stesso avviso l’ex ministro dell’economia, Giulio Tremonti (vice presidente di Forza Italia, il partito fondato da Silvio Berlusconi), che dice: “Non condivido né Grillo né i tanti grilli ben vestiti che sono in giro. Certamente il comico genovese è più simpatico di tanti moralisti”.

Di diverso avviso i due ministri del governo Rosy Bindi (politiche della famiglia) e Pierluigi Bersani (sviluppo economico), che si trovano concordi sulla necessità di ascoltare la piazza e dare peso alle manifestazioni di disappunto della gente.

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September 8, 2007

In tutta Italia il V-Day contro i parlamentari condannati

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In tutta Italia il V-Day contro i parlamentari condannati

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sabato 8 settembre 2007

Beppe Grillo al V-Day

Si è tenuto oggi il Vaffanculo Day (abbreviato in V-Day), la manifestazione popolare promossa da Beppe Grillo e i suoi MeetUp in tutta Italia per la raccolta di firme per proporre una legge che si basa su tre punti:

  • Esclusione dal Parlamento italiano di tutti i deputati condannati in via definitiva o che abbiano patteggiato la pena;
  • Limite di due legislature per ogni deputato eletto;
  • Abolizione delle liste elettorali bloccate e ritorno al voto di preferenza.

Beppe Grillo sul palco di Bologna

La scelta del giorno non è casuale: Beppe Grillo ha voluto ricordare l’8 settembre 1943, giorno in cui venne annunciato l’armistizio con le potenze alleate durante la seconda guerra mondiale. In quello stesso giorno la Famiglia Reale Savoia fuggì a Brindisi, lasciando Roma e l’Italia centro-settentrionale in mano ai nazisti. Come afferma Beppe Grillo nell’inno scritto per l’occasione da Leo Pari, l’8 settembre 1943 è stato «il giorno della disfatta nostra, ma ora sarà il giorno della disfatta loro».

Ma non solo 8 settembre: la V può stare anche per Vendetta, come nel film e nel fumetto omonimi, in cui Londra è governata da fascisti e il cui slogan è «Il popolo non dovrebbe temere il proprio governo. I governi dovrebbero temere il popolo».

Oggi inizia la raccolta di firme, e già questa mattina si registravano code ai banchetti, tanto che, secondo lo stesso Grillo «alcuni hanno dovuto aprire con due ore di anticipo».

Il video messaggio di Luciano Ligabue

Circa duecento i banchetti in oltre 225 città italiane, mentre in circa trenta città oltre i confini del Belpaese si sono tenute manifestazioni pro V-Day, in special modo davanti ai consolati italiani.

Un’iniziativa organizzata in rete, iniziata da tempo con il nome di Parlamento Pulito, e in gran parte passata sotto silenzio sui telegiornali nazionali sinora, tanto che il presidente di Articolo 21, Giuseppe Giulietti, ha auspicato che i TG si occupino oggi della manifestazione, che però si è attirata le critiche di parte del mondo politico. Ultimo in ordine di tempo il ministro per l’attuazione del programma, Giulio Santagata, che ha affermato che Grillo, con questa iniziativa, si sta preparando per partecipare alle elezioni europee del 2009. Immediata la risposta del comico genovese tramite il suo blog: «Non hanno capito niente. I partiti sono incrostazioni della democrazia. Bisogna dare spazio ai cittadini. Alle liste civiche. Ai movimenti. Viviamo in partitocrazia, non in democrazia». Ancora, Grillo ha ricordato che il parlamentare «non è una professione e una volta chi dedicava parte della sua vita al suo paese faceva un altro lavoro. Vogliamo tornare ad essere cosi».

Stand del V-Day a Trento

Altri esponenti del mondo politico, come Walter Veltroni, sindaco di Roma, hanno invece apertamente appoggiato l’iniziativa. Grillo ha anche effettuato un sondaggio su 209 deputati, e ha trovato 122 politici favorevoli al ripristino della preferenza diretta (cancellata con la riforma delle legge elettorale promossa dal centrodestra nel corso della scorsa legislatura), 109 per la non eleggibilità dei candidati condannati e 82 per la limitazione a due legislature.

Centro della manifestazione è stata Bologna, dove c’era Beppe Grillo, insieme ad altri esponenti del mondo che critica o prende in giro il mondo politico, come Alessandro Bergonzoni, Sabina Guzzanti, Peter Gomez e Marco Travaglio, ma anche cantanti, come Gianna Nannini, Luciano Ligabue che ha inviato una testimonianza video, e Biagio Antonacci. Sul palco si alternano musicisti, comici e testimoni, come i ragazzi calabri del movimento Ammazzateci tutti e o i genitori di Federico Aldrovandi. Già dal primo pomeriggio, nonostante il caldo, ventimila persone si sono presentate in piazza Maggiore, occupandola completamente ed intasando molte vie limitrofe. Presso i punti per la raccolta firme si possono notare lunghe code. Il palco è stato montato mostrando le “spalle” al palazzo comunale, e si nota l’assenza di ogni simbolo politico, a testimonianza della totale apoliticità della manifestazione. Solo tre striscioni presenti in piazza: uno ha scritto a pennarello «Vaffanculo», mentre il secondo dice: «Class action». Il terzo dice «Clementina Forleo, siamo con te»: la Forleo è il giudice di Milano che ha inviato al Parlamento la richiesta per utilizzare nelle indagini riguardanti le scalate dell’estate 2005 le intercettazioni che hanno dato il via allo scandalo Bancopoli. Per potere utilizzare intercettazioni di deputati, infatti, è necessaria l’autorizzazione del Parlamento.

Il programma del V-Day

A Milano sono stati allestiti tre banchetti, in Piazza Cordusio all’altezza di Sottovia Mercanti, a Piazza San Babila e sul Viale Papiniano. Sempre a Milano ha firmato anche il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro, che ha affermato che «i condannati con sentenza penale passata in giudicato non possono essere candidati. I delinquenti vanno mandati a casa e non in parlamento». Il ministro ha anche detto che proposte di legge simili sono state proposte in passato, ma il Parlamento «non vuole ascoltare».

Di parere opposto Romano Prodi, presidente del Consiglio italiano, presente oggi a Bari per l’inaugurazione della Fiera del Levante: invitato dai volontari a firmare la proposta di legge all’uscita, il premier non ha dato risposta e si è infilato in macchina diretto all’aeroporto.

Anche la Federazione di Verdi ha concretamente aiutato l’iniziativa di Grillo: alla Festa dei Verdi di Roma è stato aperto un banchetto per la raccolta firme, mentre la televisione del partito è stata messa a disposizione per la promozione dell’iniziativa.

Galleria V-Day di Bologna

Galleria V-Day di Roma

Galleria V-Day di Padova

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  • «V-Day: in tutte le piazze d’Italia raccolta di firme contro i condannati in Parlamento» – Wikinotizie, 7 settembre 2007

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September 7, 2007

V-Day: in tutte le piazze d\’Italia raccolta di firme contro i condannati in Parlamento

V-Day: in tutte le piazze d’Italia raccolta di firme contro i condannati in Parlamento

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venerdì 7 settembre 2007

Si terrà domani il “Vaffanculo-day” (abbreviato in “V-day”), Il comico Beppe Grillo ha organizzato per l’8 Settembre 2007 in tantissime piazze italiane il una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare. La proposta di legge ha 3 punti:

  • No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento. Nessun cittadino può candidarsi in parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.
  • No ai parlamentari di professione da venti e trent’anni in Parlamento. Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola si applica retroattivamente.
  • No ai parlamentari scelti dai segretari di partito. I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

folla in attesa di firmare, durante il V-Day a Bologna; questo è solo uno dei due punti di raccolta firme di Bologna

Il simbolo della manifestazione sarà una V disegnata sopra un 8. Attualmente gli iscritti all’evento sono 200 000.

L’evento principale sarà a Bologna, dove parteciperanno Beppe Grillo, Patrizia e Lino Aldrovandi, Alessandro Bergonzoni, Don Ciotti, Massimo Fini, Milena Gabanelli, Mauro Gallegati, Walter Ganapini (presidente nazionale di Greenpeace), Peter Gomez, Sabina Guzzanti, I ragazzi di Locri, Norberto Lenzi, Massimo Majowiecki, Gianna Nannini, Maurizio Pallante, Gino Strada e Marco Travaglio in una manifestazione che durerà l’intero il pomeriggio e in cui canteranno Leo Pari, Metrical Division, Germano Bonaveri, Guido Foddis, Pau e Mac dei Negrita e gli Skiantos.

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Fonti

  • Julieta De Vedia «V-Day Italia!»El Pais, 31 Agosto 2007

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