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May 16, 2012

Rimborsi elettorali: indagato anche Umberto Bossi

Rimborsi elettorali: indagato anche Umberto Bossi

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mercoledì 16 maggio 2012

Umberto Bossi

Umberto Bossi è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Milano, l’ipotesi di reato è quella di truffa ai danni dello Stato per la gestione dei fondi del partito riconducibili ai rimborsi elettorali.

Assieme al senatur sono indagati anche il Senatore leghista Piergiorgio Stiffoni (indagato per peculato), i due figli dell’ex segretario della Lega Nord, Renzo e Riccardo Bossi, entrambi accusati di appropriazione indebita in concorso con l’ex tesoriere del partito Belsito, e l’imprenditore Paolo Scala, iscritto nel registro degli indagati per riciclaggio.

L’inchiesta, condotta dai pm di Milano Robledo, Filippini e Pellicano, riguarda sempre i fondi della Lega Nord gestiti secondo l’accusa in maniera poco trasparente. Ai giornalisti, il procuratore capo Bruti Liberati e il pm Filippini precisano che l’iscrizione nel registro degli indagati di Umberto Bossi è «un atto di garanzia che dovrà comportare una serie di approfondimenti».


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April 5, 2012

Umberto Bossi si è dimesso da segretario della Lega Nord

Umberto Bossi si è dimesso da segretario della Lega Nord

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giovedì 5 aprile 2012

Umberto Bossi è stato segretario della Lega Nord per ventitré anni

Il segretario della Lega Nord Umberto Bossi ha presentato oggi le sue dimissioni «irrevocabili» in seguito al recente scandalo che ha coinvolto il suo partito. Sconcerto e sconforto nel popolo leghista. Il Consiglio direttivo lo ha comunque eletto Presidente del partito.

«Mi dimetto per il bene del movimento e dei militanti. La priorità è il bene della Lega e continuare la battaglia». Sono queste le parole con cui Bossi si è dimesso da leader. Alla direzione del partito sale ora una sorta di “triumvirato” formato dall’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni, dal coordinatore delle segreterie nazionali Roberto Calderoli e dall’ex presidente della Provincia di Vicenza Emanuela Dal Lago.

Intanto prosegue il lavoro delle procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria: le indagini hanno come figura centrale l’ormai ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito, accusato di utilizzo illecito dei rimborsi elettorali.


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June 21, 2010

Bossi a Pontida: «C\’è un solo ministro per il federalismo e sono io»

Bossi a Pontida: «C’è un solo ministro per il federalismo e sono io»

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Pontida, lunedì 21 giugno 2010

Roberto Calderoli, ha affermato Bossi durante il suo discorso, «porta avanti la macchina del federalismo»

Si è tenuto ieri a Pontida, in provincia di Bergamo, il ventiseiesimo raduno della Lega Nord. Il federalismo è stato l’argomento centrale della giornata, e sul palco del comizio sono saliti i principali esponenti del partito. Non è mancato l’intervento di Umberto Bossi, fondatore e leader del partito, che ha tenuto a tranquillizzare i propri elettori in merito alla nomina di Aldo Brancher a Ministro per l’attuazione del federalismo.

Sotto una pioggia quasi autunnale il “sacro prato” di Pontida è stato occupato da migliaia di persone (in numero inferiore al previsto, però) raccoltesi per assistere ai discorsi dei rappresentanti leghisti: diversi gli slogan e gli interventi decisi, ma prevalenti sono stati i toni pacati. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Roberto Castelli ha attaccato affermando che se non ci sarà il federalismo «ci potrà essere la secessione, non perché lo chiederà la Lega, ma perché lo chiederà tutto il Nord»; il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota ha smorzato, parlando della nomina di Brancher come un segnale di attenzione del Governo verso la riforma.

Roberto Calderoli, ministro per la semplificazione normativa, si è soffermato soprattutto sulla manovra fiscale, evidenziando come essa non vada «a influenzare il federalismo e le risorse che verranno fiscalizzate», e sulle polemiche relative all’Inno che hanno coinvolto Luca Zaia, ribadendo che «l’Inno di Mameli è l’inno d’Italia, quello della Padania è il Va, pensiero».

Ha infine preso la parola Umberto Bossi: dopo i ringraziamenti al pubblico, ha subito esordito con una frase perentoria: «C’è un solo ministro per il federalismo e sono io», per poi ribadire come la riforma rimanga sempre guidata da lui e da Roberto Calderoli, e che ad Aldo Brancher si sia pensato di dare «non il federalismo, ma il decentramento». Ha quindi ricordato come l’Italia sia «il paese più centralista al mondo» e che «decentramento significa distribuire i poteri della capitale». Infine ha ammesso che la strada migliore per il federalismo sia quella pacifica e non quella con i fucili, sottolineando comunque che «la lotta della Lega non finirà fino a quando la Padania non sarà libera».

Accanto al palco è stata issata una statua alta 10 metri raffigurante Alberto da Giussano.


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June 1, 2008

La Lega Nord si riunisce per la 18esima volta a Pontida

La Lega Nord si riunisce per la 18esima volta a Pontida

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domenica 1 giugno 2008

L’emblema della Padania, il Sole delle Alpi

Sul «sacro prato» di Pontida, la Lega Nord festeggia i suoi 18 anni di attività politica. A partecipare all’annuale manifestazione circa 50 mila persone, secondo il ministro Roberto Calderoli.

Le strade provinciali sono state assalite dal popolo leghista per la manifestazione nella cittadina del bergamasco. Le note del Va pensiero e l’alzabandiera del vessillo della Padania, il Sole delle Alpi, hanno contrassegnato l’inizio della manifestazione. Il via ufficiale è stato dato da Calderoli e in seguito sono arrivati gli altri esponenti leghisti, tra i quali i ministri Maroni, Zaia e la parlamentare Rosy Mauro.

Continuano i discorsi delle personalità del Carroccio: di spicco quello del ministro della Semplificazione normativa, il quale ha detto che per le riforme «è stato dato il colpo di manovella». «Il federalismo fiscale nel 2008 verrà approvato perché è nella finanziaria». Roberto Calderoli ha affermato che «sulle riforme oggi si dicono tutti d’accordo, anche a sinistra, anche il presidente Napolitano ha detto una frase fondamentale: “Il federalismo fiscale è ineludibile”. Il presidente Napolitano è stato comunista ma evidentemente più passa il tempo più migliora».

Dal palco ha parlato anche il segretario federale del partito, Umberto Bossi: «Stiamo realizzando il federalismo fiscale perché stiamo trattando, trattiamo con i ministri del governo ombra». Il ministro delle Riforme continua poi: «Perché bisogna trattare anche su una sola parola, bisogna trattare un pomeriggio intero, sennò finisce come con la devoluzione che poi ce la bocciarono».


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April 30, 2008

Discorso Fini, Bossi: «La Padania ha la sua bandiera»

Discorso Fini, Bossi: «La Padania ha la sua bandiera»

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mercoledì 30 aprile 2008
Dopo la dichiarazione di ieri sui fucili, anche oggi il deputato ha affermato che «L’Italia ha il tricolore, la Padania ha la sua bandiera, verde e bianca». Questa frase è seguita a una richiesta dei giornalista, che gli chiedevano un commento sul discorso di insediamento di Fini alla Camera.

In seguito aggiunge: «Io sono federalista e non mi piace il nazionalismo centralista, ma il Tricolore è un fatto storico. È logico che Fini lo dica nel momento in cui si insedia»

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April 11, 2008

Veltroni chiude la campagna elettorale: «Inizia il viaggio per cambiare l\’Italia»

Veltroni chiude la campagna elettorale: «Inizia il viaggio per cambiare l’Italia»

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venerdì 11 aprile 2008

Walter Veltroni

«Il nostro viaggio finisce qui, a Roma, ma ne comincerà un altro: quello per cambiare l’Italia»: inizia così il suo discorso , al termine della campagna elettorale del PD, avvenuta in Piazza del Popolo a Roma. Gli organizzatori hanno stimato la presenza di circa 150 mila persone.

Molti VIP erano presenti oltre alla gente comune: Gigi Proietti, i fratelli Taviani, Ettore Scola, Luigi Magni, Mariangela Melato, Monica Guerritore, Isabella Ferrari, Alessandro Haber, Moni Ovadia, Elsa Morante, Simona Marchini, Vincenzo Cerami, Laura Morante, Massimo Ghini, Fiorella Mannoia, Pippo Baudo, Serena Dandini, Veronica Pivetti.

Veltroni afferma: «Quale che sia il ruolo che ci aspetta da lunedì, voglio dire che l’Italia bisogna amarla e non usarla. L’Italia bisogna servirla con l’onore di farlo e non mi sognerei mai di dire che è come portare una croce, che è un sacrificio, perché è il massimo onore che un italiano possa ricevere ed io lo farei con la voglia di cambiare questo Paese e non solo di governarlo.»

«Io sono ottimista – sottolinea il segretario del Partito Democratico – per assoluta convinzione: c’è la possibilità di fare un cambiamento radicale».

L’ex sindaco di Roma cita anche una canzone del cantante Jovanotti: «Vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare». Lorenzo Cherubini era a fianco di Walter Veltroni e si sono abbracciati.

Alla fine della manifestazione c’è stata l’esecuzione dell’Inno di Mameli, ma ha anche ricordato che «tra i due schieramenti ce n’è uno solo che tutto insieme può cantare l’inno d’Italia: siamo noi».

Veltroni torna sulla polemica di e sull’«imbracciare i fucili»: «Il senso dello Stato è come il coraggio manzoniano, difficile darselo se non lo si ha. È l’abc della democrazia. Sputano sulla Costituzione e sul tricolore e non lo fanno soltanto in un’occasione: quando giurano al Quirinale per andarsene via, poi, con la macchina blu».

«La Lega vuole la secessione, non si riconosce nel tricolore e nell’inno di Mameli», ribadendo il contenuto della lettera inviata a sulla Repubblica. «Lui non può rispondere perché non può sottoscrivere quell’impegno per tutti, io invece quell’impegno lo posso prendere per tutti».

Pronostica poi una «previsione»: «Lunedì pomeriggio il Pdl non ci sarà più».

Il candidato premier per il PD e per l’Idv loda e Carlo Azeglio Ciampi «per il senso della legalità, per il rispetto delle istituzioni, per il loro amore verso la Costituzione», per poi criticare aspramente Berlusconi sulle affermazioni su loro.

Quando Veltroni nomina arrivano fischi dalla platea, ma li frena: «Noi non fischiamo, contrariamente a quanto avvenuto ieri in quella sparuta assemblea di pochi intimi quando – dice, riferendosi implicitamente alla manifestazione del PdL ieri a Roma – nominando il mio nome si sono alzati i fischi e chi parlava ha gongolato»

Ricorda anche Aldo Moro, «sacrificato dalla furia omicida dei terroristi».

Spazio anche a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino: «Sono loro i veri eroi – incalza – e non un loro imputato come ha dichiarato il capo della coalizione avversa”. Il riferimento è verso le frasi dette da Dell’Ultri e dal Cavalieri su Vittorio Mangano. «Che segnale è, se il principale esponente dello schieramento avversario considera un eroe una persona che ha subito tre condanne all’ergastolo per reati legati alla mafia? Che significato ha questa frase? Cosa vogliamo insegnare ai nostri figli e ai ragazzi italiani?».

Torna sulla polemica di Francesco Totti e del leader del Popolo della Libertà: «(Totti n.d.r.) ha manifestato solo la sua amicizia», ricordando «la generosità di questo ragazzo che sa di avere avuto tanta fortuna ma anche di dover restituire e non prendere».

Scherza su Alitalia: «Dove è finita la famosa cordata di cui ha parlato Berlusconi, quella che ha creato solo tensione e disturbo in una vicenda che andava affrontata con ben altra serietà?».

L’ex sindaco della capitale ribadisce che «non ci saranno larghe intese perché sarebbero innaturali». Dice poi che, se eletto, il primo disegno di legge sarà sui precari. «Io personalmente la considero la più inaccettabile disuguaglianza sociale», conclude.

Infine un appello agli indecisi e ai delusi: «L’autunno dell’Italia può finire domenica. Un’Italia più giusta e più moderna si può fare. Domenica possiamo scrivere: lo abbiamo fatto e comincerà la primavera dell’Italia».

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venerdì 11 aprile 2008

Walter Veltroni

«Il nostro viaggio finisce qui, a Roma, ma ne comincerà un altro: quello per cambiare l’Italia»: inizia così il suo discorso , al termine della campagna elettorale del PD, avvenuta in Piazza del Popolo a Roma. Gli organizzatori hanno stimato la presenza di circa 150 mila persone.

Molti VIP erano presenti oltre alla gente comune: Gigi Proietti, i fratelli Taviani, Ettore Scola, Luigi Magni, Mariangela Melato, Monica Guerritore, Isabella Ferrari, Alessandro Haber, Moni Ovadia, Elsa Morante, Simona Marchini, Vincenzo Cerami, Laura Morante, Massimo Ghini, Fiorella Mannoia, Pippo Baudo, Serena Dandini, Veronica Pivetti.

Veltroni afferma: «Quale che sia il ruolo che ci aspetta da lunedì, voglio dire che l’Italia bisogna amarla e non usarla. L’Italia bisogna servirla con l’onore di farlo e non mi sognerei mai di dire che è come portare una croce, che è un sacrificio, perché è il massimo onore che un italiano possa ricevere ed io lo farei con la voglia di cambiare questo Paese e non solo di governarlo.»

«Io sono ottimista – sottolinea il segretario del Partito Democratico – per assoluta convinzione: c’è la possibilità di fare un cambiamento radicale».

L’ex sindaco di Roma cita anche una canzone del cantante Jovanotti: «Vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare». Lorenzo Cherubini era a fianco di Walter Veltroni e si sono abbracciati.

Alla fine della manifestazione c’è stata l’esecuzione dell’Inno di Mameli, ma ha anche ricordato che «tra i due schieramenti ce n’è uno solo che tutto insieme può cantare l’inno d’Italia: siamo noi».

Veltroni torna sulla polemica di e sull’«imbracciare i fucili»: «Il senso dello Stato è come il coraggio manzoniano, difficile darselo se non lo si ha. È l’abc della democrazia. Sputano sulla Costituzione e sul tricolore e non lo fanno soltanto in un’occasione: quando giurano al Quirinale per andarsene via, poi, con la macchina blu».

«La Lega vuole la secessione, non si riconosce nel tricolore e nell’inno di Mameli», ribadendo il contenuto della lettera inviata a sulla Repubblica. «Lui non può rispondere perché non può sottoscrivere quell’impegno per tutti, io invece quell’impegno lo posso prendere per tutti».

Pronostica poi una «previsione»: «Lunedì pomeriggio il Pdl non ci sarà più».

Il candidato premier per il PD e per l’Idv loda e Carlo Azeglio Ciampi «per il senso della legalità, per il rispetto delle istituzioni, per il loro amore verso la Costituzione», per poi criticare aspramente Berlusconi sulle affermazioni su loro.

Quando Veltroni nomina arrivano fischi dalla platea, ma li frena: «Noi non fischiamo, contrariamente a quanto avvenuto ieri in quella sparuta assemblea di pochi intimi quando – dice, riferendosi implicitamente alla manifestazione del PdL ieri a Roma – nominando il mio nome si sono alzati i fischi e chi parlava ha gongolato»

Ricorda anche Aldo Moro, «sacrificato dalla furia omicida dei terroristi».

Spazio anche a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino: «Sono loro i veri eroi – incalza – e non un loro imputato come ha dichiarato il capo della coalizione avversa”. Il riferimento è verso le frasi dette da Dell’Ultri e dal Cavalieri su Vittorio Mangano. «Che segnale è, se il principale esponente dello schieramento avversario considera un eroe una persona che ha subito tre condanne all’ergastolo per reati legati alla mafia? Che significato ha questa frase? Cosa vogliamo insegnare ai nostri figli e ai ragazzi italiani?».

Torna sulla polemica di Francesco Totti e del leader del Popolo della Libertà: «(Totti n.d.r.) ha manifestato solo la sua amicizia», ricordando «la generosità di questo ragazzo che sa di avere avuto tanta fortuna ma anche di dover restituire e non prendere».

Scherza su Alitalia: «Dove è finita la famosa cordata di cui ha parlato Berlusconi, quella che ha creato solo tensione e disturbo in una vicenda che andava affrontata con ben altra serietà?».

L’ex sindaco della capitale ribadisce che «non ci saranno larghe intese perché sarebbero innaturali». Dice poi che, se eletto, il primo disegno di legge sarà sui precari. «Io personalmente la considero la più inaccettabile disuguaglianza sociale», conclude.

Infine un appello agli indecisi e ai delusi: «L’autunno dell’Italia può finire domenica. Un’Italia più giusta e più moderna si può fare. Domenica possiamo scrivere: lo abbiamo fatto e comincerà la primavera dell’Italia».

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December 8, 2007

Bossi: «popolo padano pronto ad attaccare»

Bossi: «popolo padano pronto ad attaccare»

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sabato 8 dicembre 2007
Dichiarazioni molto forti di Umberto Bossi durante la manifestazione leghista davanti alla prefettura di Bergamo: «Abbiamo il dovere morale di liberare il nostro popolo da questa Italia schiavista. Il potere colonialista imbecille non capisce che il popolo aspetta solo il momento per attaccare, e quel momento verrà». La manifestazione è stata svolta per sostenere i sindaci leghisti a favore di vari provvedimenti contro immigrati non regolari.

Presenti alla manifestazione 250 persone, tra cui lo stesso Bossi, Mario Borghezio, Roberto Calderoli e Roberto Castelli. Il resto della gente erano svariati sindaci della Lega, definiti da Bossi degli eroi. La manifestazione si è svolta davanti alla prefettura bergamasca per protestare contro il prefetto Camillo Andreana, che ha scritto una lettera di richiamo al sindaco di Caravaggio, comune bergamasco, per aver proibito le nozze ai clandestini e agli immigrati non regolari.

Bossi ha poi rifiutato l’idea di un partito unico del centro-destra: «I partiti non si possono comprare – attacca – non si può entrare in un partito unico perché la Lega ha una sua identità: chi difenderà sennò il popolo della Padania nel partito unico?» Poi l’invocazione: «Prepariamoci moralmente per la lotta, anche se si rischierà di lasciarci la vita».

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September 29, 2007

Bossi a Vicenza parla della Costituzione: \”Forse sarà necessario un attacco del Nord\”

Bossi a Vicenza parla della Costituzione: “Forse sarà necessario un attacco del Nord”

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sabato 29 settembre 2007

Oggi Umberto Bossi è intervenuto a Vicenza rivolgendosi ai leghisti del Parlamento del Nord dichiarando «La libertà non si può più conquistare in Parlamento ma con uomini lanciati in una lotta di liberazione».

Successivamente ha aggiunto, parlando del referendum costituzionale del 2006, che “non c’è più la sicurezza di poter cambiare la Costituzione”. Bossi ha inoltre attaccato la sinistra affermando che “ha un odio ideologico nei confronti degli uomini del nord”. E parlando della situazione politica italiana ha minacciato di “portare 10 milioni di padani e di altrettanti veneti in piazza” per un “attacco del Nord” per la difesa della libertà. Quest’ultima, secondo il leader del Carroccio, può essere tutelata solamente dopo una modifica della Costituzione.

All’intervento di Bossi è seguito quello dell’imprenditore Silvio Berlusconi che tesse le lodi nei confronti del segretario di Lega Nord. Afferma di considerarlo “come un fratello”, ringraziandolo di essere un valido “alleato” e affermando che nonostante il “linguaggio colorito” Bossi “ha sempre dimostrato un grande senso di responsabilità”. Ha inoltre condiviso le proteste e le proposte del leghista ma ha ricordato che, secondo lui, l’attuale governo sarebbe destinato a crollare in tempi brevi e quindi ritiene inutile uno sciopero fiscale.

Bossi ha infine concluso complimentandosi con Berlusconi per il fatto che “riesce a tenere bene insieme tutta la coalizione” composta da “matti”, criticando l’antipolitica che secondo lui “è fatta dai partiti che non vogliono cambiare niente”.

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Bossi a Vicenza parla della Costituzione: \”Forse sarà necessario un attacco del Nord\”

sabato 29 settembre 2007

Oggi Umberto Bossi è intervenuto a Vicenza rivolgendosi ai leghisti del Parlamento del Nord dichiarando «La libertà non si può più conquistare in Parlamento ma con uomini lanciati in una lotta di liberazione».

Successivamente ha aggiunto, parlando del referendum costituzionale del 2006, che “non c’è più la sicurezza di poter cambiare la Costituzione“. Bossi ha inoltre attaccato la sinistra affermando che “ha un odio ideologico nei confronti degli uomini del nord”. E parlando della situazione politica italiana ha minacciato di “portare 10 milioni di padani e di altrettanti veneti in piazza” per un “attacco del Nord” per la difesa della libertà. Quest’ultima, secondo il leader del Carroccio, può essere tutelata solamente dopo una modifica della Costituzione.

All’intervento di Bossi è seguito quello dell’imprenditore Silvio Berlusconi che tesse le lodi nei confronti del segretario di Lega Nord. Afferma di considerarlo “come un fratello”, ringraziandolo di essere un valido “alleato” e affermando che nonostante il “linguaggio colorito” Bossi “ha sempre dimostrato un grande senso di responsabilità”. Ha inoltre condiviso le proteste e le proposte del leghista ma ha ricordato che, secondo lui, l’attuale governo sarebbe destinato a crollare in tempi brevi e quindi ritiene inutile uno sciopero fiscale.

Bossi ha infine concluso complimentandosi con Berlusconi per il fatto che “riesce a tenere bene insieme tutta la coalizione” composta da “matti”, criticando l’antipolitica che secondo lui “è fatta dai partiti che non vogliono cambiare niente”.

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