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September 22, 2013

Elezioni in Germania: vince Angela Merkel

Elezioni in Germania: vince Angela Merkel

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domenica 22 settembre 2013

Oggi alle 18:00 sono terminate le votazioni in Germania ed è cominciato lo spoglio delle schede: i primi exit poll danno come vincitrice delle elezioni che devono rinnovare il Bundestag[1], la CDU di Angela Merkel, che affronterà così un terzo mandato da cancelliere[2]. Il partito di Centro-destra si attesta su una quota del 42%, sfiorando la maggioranza assoluta, anche se il suo alleato FDP ha ottenuto dei risultati bassissimi, addirittura non superando il 5% necessario per entrare nel Bundestag. Altro “non ammesso” è il partito anti-euro Alternative für Deutschland[3] (AfD), che però sale nel consenso popolare. Ma il vero grande sconfitto è Peer Steinbrück, leader del principale partito di Centro-sinistra, lo SPD, che ottiene il 26% dei voti; un risultato assai diverso da quello degli ultimi sondaggi che lo davano al 44% contro il 45% della Merkel.

Questi dati ovviamente sono solo i primi ad uscire dalle urne, è perciò possibile che ci sia qualche cambiamento, ma il vantaggio della CDU è talmente alto che è inverosimile sia raggiunto o perfino superato.

Dati definitivi[]

Partito Voti  % +/- Seggi +/-
Unione Cristiano Democratica di Germania (CDU) 18 157 256 41.55 % + 7.7 311 + 72
Unione Cristiano-Sociale in Baviera (CSU)
Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) 11 247 283 25.74 % + 2.7 192 + 46
La Sinistra 3 752 577 8.59 % – 3.3 64 – 12
Alleanza ’90 – I Verdi (GAL) 3 690 314 8.44 % – 2.3 63 – 5
Partito Liberale Democratico (FDP) 2 082 305 4.76 % – 9.8 – 93
Alternativa per la Germania (AfD) 2 052 372 4.7 % + 4.7 ± 0
Partito Pirata 958 507 2.19 % + 0.2 ± 0
Partito Nazional-Democratico Tedesco (NDP) 560 660 1.28 % – 0.2 ± 0
Altri 1 201 200 2.75 % + 0.2 ± 0
TOTALE 43 702 474 100 % n/a 630 n/a

I due canditati principali[]


Note[]

  1. Il Parlamento Federale tedesco.
  2. Il primo ministro, capo del Governo tedesco.
  3. Alternativa per la Germania in lingua tedesca.

Fonti[]

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March 10, 2008

Spagna: il PSOE vince, ma non raggiunge la maggioranza assoluta

Spagna: il PSOE vince, ma non raggiunge la maggioranza assoluta

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lunedì 10 marzo 2008

Il premier José Luis Rodríguez Zapatero

Mariano Rajoy

In Spagna, il Partito Socialista Operaio Spagnolo, del premier José Luis Rodríguez Zapatero, ha rivinto le elezioni legislative. In parlamento, i seggi per il PSOE sono però 169, insufficienti per ottenere la maggioranza assoluta (176 deputati). Non si escludono, pertanto, alleanze con altri partiti.

Esce sconfitto invece il Partido Popular, che ottiene il 40,12% dei voti e 153 deputati. La formazione guidata da Mariano Rajoy, con il voto di ieri, alza il numero dei suoi parlamentari rispetto alle elezioni del 2004, nelle quali ne ottenne 148. Pochi seggi invece gli altri partiti minori: Convergenza e Unione ha ottenuto 11 seggi, Izquierda Unida 2, Partito Nazionalista Basco 6, Sinistra Repubblicana di Catalogna 3, Blocco Nazionalista Galiziano 2, Coalizione delle Canarie 2, Unione per il progresso e la democrazia e i baschi di Nafarroa Bai 1 a testa.

Dalle precedenti elezioni, entrambi i partiti maggiori hanno ottenuto una superiore percentuale di voto e più seggi. Quattro anni fa il partito di Zapatero ottenne 164 deputati e il 42,6% dei consensi, mentre il Partito Popolare 148 seggi e il 37,64%.

Già gli exit poll davano in vantaggio il Partito Socialista. Prima delle 22, il premier ha detto: «Abbiamo la certezza di aver vinto le elezioni». L’affluenza alle urne cala lievemente nei confronti della precedente tornata elettorale, quando si registrò il 75,7% dei voti su tutti gli aventi diritto, rispetto al dato odierno del 75,3%

Il presidente Zapatero ha commentato soddisfatto: «Grazie ai cittadini che, con il loro voto, hanno dato una chiara vittoria al Psoe». «Governerò per tutti ma soprattutto per coloro che non hanno tutto e per far diventare realtà le aspirazioni delle donne. Governerò con mano ferma – continua il primo ministro – ma tesa verso gli altri e per mantenere il nostro impegno con l’Europa, la pace e lo sviluppo». Rajoy, anch’egli appagato: «Siamo il partito che è aumentato di più in seggi e voti».

I piccoli partiti registrano quasi tutti un calo dei seggi, tranne Convergenza e Unione che da 10 passa a 11. Nel passato, governo Sinistra Repubblicana di Catalogna e Izqierda Unida sostennero in varie occasioni il governo socialista.

Fonti

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September 23, 2007

Roma: rinvenute schede elettorali del 2001 in un cassonetto

Roma: rinvenute schede elettorali del 2001 in un cassonetto

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Roma, domenica 23 settembre 2007

La Polizia ha trovato, in un cassonetto vicino allo Stadio Olimpico di Roma, durante i controlli prima della partita tra Roma e Juventus, almeno 25 scatoloni pieni di schede elettorali complete di voto, relative alle elezioni amministrative di Roma del 2001. In un primo tempo si era pensato che riguardassero le elezioni politiche del 13 maggio del 2001, vinte dalle liste del Centrodestra. La notizia è stata resa nota dalla Polizia.

Fonti

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July 23, 2007

Turchia, l\’AKP di Erdoğan vince le elezioni politiche

Turchia, l’AKP di Erdoğan vince le elezioni politiche

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lunedì 23 luglio 2007

L’AKP (Adalet ve Kalkınma Partisi, Partito per la Giustizia e lo Sviluppo) guidato dal premier turco uscente Tayyip Erdoğan, ha riportato la maggioranza assoluta dei 550 seggi del parlamento turco nelle elezioni politiche di domenica 22 luglio.

Il partito, di ispirazione islamica moderata, si colloca nel centro-destra dell’arco costituzionale turco, e ha conseguito una percentuale per adesso stimata al 47,78% che, con il sistema elettorale che sbarra la strada ai partiti che non raggiungano il 10% dei suffragi, gli permette di avere la maggioranza assoluta al parlamento, con circa 340 deputati, sufficienti a governare ma non a fare modifiche costituzionali o eleggere in proprio il nuovo presidente della Repubblica (per le quali occorre la maggioranza dei due terzi del Parlamento, 367 seggi). Gli altri partiti rappresentati in Parlamento sono il CHP (Cumhuriyet Halk Partisi, Partito Repubblicano del Popolo, partito laico di sinistra) con il 20,86% (circa 130-140 seggi), e il MHP (Milliyetçi Hareket Partisi, Movimento Nazionalista, partito nazionalista laico di destra) con il 14,85% (70-80 seggi). 24 seggi sono andati pure agli esponenti della sinistra curda, eletti come indipendenti nel DTP (Demokratik Toplum Partisi, Partito sociale democratico).

Un seggio elettorale turco durante le elezioni del 22 luglio

La consultazione si era resa necessaria per rieleggere il Parlamento, sciolto dopo il muro contro muro con i vertici militari dell’esercito turco. Questi, infatti, nell’aprile scorso avevano posto un veto di fatto alla candidatura a presidente della Repubblica del filo-islamico dell’AKP Abdullah Gül. I militari, che avevano visto nell’eventuale occupazione delle tre cariche più alte dello Stato da parte di esponenti di un partito dichiaratamente confessionalista una minaccia alla laicità dello Stato, avevano sollevato un conflitto sia politico-istituzionale che costituzionale (di fronte alla suprema Corte). L’esercito, in Turchia, sebbene formalmente sottoposto al controllo politico, è un’istituzione che per prerogativa costituzionale ha poteri abbastanza ampi: la Costituzione voluta da Kemal Atatürk, oltre ad affidare la propria autotutela alle Forze Armate del Paese, le designa esplicitamente quali «custodi della laicità dello Stato». Proprio in base a questa prerogativa, le Forze Armate sono di fatto un interlocutore politico del quale è praticamente impossibile ignorare il parere[1]. Nel 1980, sebbene in chiave anticomunismo e anti-curda vi fu un colpo di Stato ritenuto perfettamente legittimo grazie al potere d’intervento riconosciuto all’esercito; vista anche l’approvazione dell’operato dell’esercito mostrata durante una grande manifestazione ad Ankara a fine aprile, Erdogan ha preferito chiedere lo scioglimento del Parlamento e nuove elezioni nella speranza di riuscire a guadagnare la maggioranza necessaria a riformare i punti della Costituzione che danno troppi poteri ai militari. Come detto, invece, la larga maggioranza ottenuta permetterà al suo partito di governare senza problemi, ma lo costringerà a cercare un compromesso per l’elezione del presidente della Repubblica, dal momento che non ha i numeri per eleggerlo, e che le altre formazioni politiche si richiamano direttamente o indirettamente – sia sinistra che nazionalisti – alla laicità dello Stato.

Probabilmente obbligato alla prudenza dall’esito del voto, che lo vede vincitore ma non trionfatore, Erdoğan ha tenuto un basso profilo dopo la proclamazione dei primi risultati, rimarcando che verrà percorsa la strada per l’integrazione europea e il Paese si batterà per l’ammissione nella UE, e che il suo partito si farà custode dei valori fondanti della repubblica turca.

Il clima elettorale è stato tutto sommato tranquillo, anche se non sono mancati scontri nella periferia del Paese, che hanno riguardato di massima i simpatizzanti dei due maggiori partiti, l’AKP e il MHP.

Note

  1. Vittorio Da Rold. «Militari contro Erdoğan per la laicità della Turchia», Il Sole 24 Ore, 28 aprile 2007

Fonti

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June 18, 2007

Elezioni politiche francesi: alla destra la maggioranza dei seggi

Elezioni politiche francesi: alla destra la maggioranza dei seggi

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lunedì 18 giugno 2007

Il presidente francese Nicolas Sarkozy

Le elezioni legislative francesi, che avevano subito previsto un risultato favorevole al neo eletto presidente Nicolas Sarkozy, hanno confermato le ipotesi, smentendo però il trionfo che si era avuto una settimana fa al primo turno.

Secondo i dati definitivi, l’Assemblea Nazionale, ovvero la camera bassa del Parlamento francese, sarà così ripartita:

  • Divers 2 seggi
  • UMP 318 seggi
  • NC 22 seggi
  • MoDem 4 seggi
  • Verts 4 seggi
  • PS 210 seggi
  • PCF 17 seggi

Per la destra dell’UMP, partito del presidente uscente Jacques Chirac e del neo eletto Sarkozy è una vittoria con sconfitta, poiché hanno perso 47 seggi, mentre la sconfitta del partito della quasi presidente Segolene Royale si è rivelata una vittoria, con l’acquisizione di 69 seggi in più rispetto alla precedente legislazione.

In questa nuova legislazione però c’è da segnare la nascita del partito di François Bayrou, il cui esponente non ha conquistato il “trono” da presidente, ma almeno la rappresentanza in Parlamento, cosa da non sottovalutare ai fini politici.

Astensionismo record

L’astensionismo dalla vita politica sembra contagiare anche la Francia, che in questo turno delle legislative ha visto una non partecipazione del 40%, battendo così il record storico del 2002, quando si era attestato al 39,6%.

I ministri: 11 eletti, 1 dimissionario

Tra gli 11 ministri eletti, uno si è dimesso perché battuto dal suo rivale del partito socialista.

Ségolène Royal

Alain Juppé, il ministro dell’Ecologia e vice premier del neonato Governo Fillon, si è difatti dimesso dopo essere stato sconfitto dalla rivale socialista, Michèle Delaunay, nel suo collegio, non essendo stato quindi eletto.

Royale: “Hollande non è più il mio compagno”

La mezza sconfitta alle presidenziali e alle legislative mette nuove idee nella mente di Segolene Royale, che dopo un acceso scontro con il responsabile del Partito Socialista Francese, e suo compagno di vita (grazie ai PACS) François Hollande, ha deciso che la loro love-story terminasse qui.

Fonti

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June 11, 2007

Oggi elezioni politiche in Egitto

Oggi elezioni politiche in Egitto – Wikinotizie

Oggi elezioni politiche in Egitto

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lunedì 11 giugno 2007
Sono chiamati oggi a votare circa 27 milioni di egiziani, per rinnovare metà del Consiglio consultivo (camera alta). Le modalità di voto sono stabilite dalla recente regola promulgata dal referendum costituzionale dello scorso marzo. L’apertura dei seggi è prevista per le 8 del fuso orario egiziano.

Nella regione di Sharkiah, nel delta del Nilo, è morto un uomo e sono rimaste ferite 4 persone durante uno scontro armato tra sostenitore del partito attualmente al potere, Partito Nazionaldemocratico, e alcuni di un candidato indipendente.

L’Egitto è attualmente una repubblica socialista presidenzialista, guidata dal 1981 da Hosni Mubarak.

Fonti[]

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June 10, 2007

Elezioni politiche francesi: Ump in testa

Elezioni politiche francesi: Ump in testa

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domenica 10 giugno 2007

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Le prime proiezioni sulle elezioni politiche francesi di oggi, danno in netto vantaggio, con il 45,6% delle preferenze, la destra del presidente Nicolas Sarkozy e in svantaggio la sinistra con il 35,7 dei voti. In Parlamento l’Ump avrebbe tra i 400 e i 450 seggi su 577, invece la sinistra avrebbe tra i 120 e i 160 seggi. In queste elezioni c’è stata un’astensione di massa: circa il 40% degli aventi diritto non hanno partecipato al voto. François Bayrou, col suo nuovo partito MoDem (erede dell’UDF) ha ottenuto il 7% dei seggi dell’intera assemblea. Queste elezioni premiano il neopresidente francese, Nicolas Sarkozy, posto nella coalizione di destra.

Fonti[]

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March 4, 2007

Estonia: al via le elezioni legislative 2007, si vota anche su internet

Estonia: al via le elezioni legislative 2007, si vota anche su internet

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domenica 4 marzo 2007
In questi giorni si stanno svolgendo nella repubblica baltica dell’Estonia le elezioni legislative. Potranno votare circa 940.000 aventi diritto al voto. Queste elezioni sono le prime dopo l’entrata nell’Unione Europea. Le due coalizioni sono composte dal centro-destra, guidato dal primo ministro uscente, e dal Partito di Centro (formazione di centrosinistra). Straordinariamente sarà possibile votare su Internet.

Fonte

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January 20, 2006

Iraq elezioni parlamentari risultati ufficiali 2006

Iraq elezioni parlamentari risultati ufficiali 2006

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20 gennaio 2006

Presentati i risultati ufficiali delle elezioni parlamentari in Iraq di dicembre[]

Safwat Rasheed ha annunciato agli iracheni in diretta televisiva i risultati ufficiali delle elezioni per il Parlamento svoltesi il 15 dicembre scorso.
L’Alleanza Unita vince nuovamente, sebbene con un risultato ridimensionato nei numeri. Al partito di Al Sistani vanno 128 seggi (18 in meno rispetto ai risultati precedenti). Secondo partito è la Coalizione Curda che scende da 75 a 53 deputati. Curdi e sciti ottengono così 181 seggi su 275, ovvero il 65,8%, molto vicini ai due terzi necessari per leggere un nuovo presidente della Repubblica e ripetere la coppia del 2005, con Jaafari primo ministro e Talabani capo di stato. Sulla carta occorrono ora almeno tre voti da parte di appartenenti alle liste minori.

Risultati[]

Ripartizione dei 275 seggi:

  • 128 seggi, Alleanza Irachena Unita (gruppi sciiti)
  • 53 seggi, Coalizione del Kurdistan (due partiti curdi)
  • 44 seggi, Fronte dell’Accordo Iracheno (gruppi politici sunniti)
  • 25 seggi, Lista Nazionale Irachena (sciita laico, Iyad Allawi)
  • 11 seggi, Fronte Nazionale del Dialogo (sunnita, Salih Mutlaq)
  • 5 seggi, Unione Islamica Curda
  • 3 seggi, Blocco della Riconciliazione e Liberazione (sunnita)
  • 2 seggi, Risaliyoon (sciita, Sadr)
  • 1 seggio, Movimento Yazidi (partito religioso)
  • 1 seggio, Mithal al-Alusi (sunnita)
  • 1 seggio, Fronte dell’Iraq Turkmeno
  • 1 seggio, Partito Patriotico Rafidain (cristiano)

Fonti[]

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November 10, 2005

Il partito di Mubarak vince la prima fase delle elezioni parlamentari

Il partito di Mubarak vince la prima fase delle elezioni parlamentari

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10 novembre 2005
Il partito del presidente Hosni Mubarak ha vinto la prima fase delle elezioni parlamentari in Egitto. La vittoria era ampiamente prevista, mentre è stata una sorpresa l’eliminazione di Ayman Nur, leader nel nuovo partito Al Ghad, giunto secondo nella sua circoscrizione, battuto da Bab Al Shariya.

Le prossime giornate di voto si terranno il 20 novembre e il 1º dicembre.

Fonti

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