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April 25, 2014

Celebrazioni per il 69° anniversario della Liberazione

Celebrazioni per il 69° anniversario della Liberazione

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25 aprile 2014
Questa mattina si sono tenute, come ogni anno, all’Altare della Patria a Roma, le celebazioni per la Liberazione da parte delle forze alleate nel 25 aprile del 1945. Alla celebrazione hanno partecipato tutte le più grandi figure istituzionali dello Stato Italiano, a cominciare del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, il Presidente della Corte Costituzionale Getano Silvestri e anche alcune figure locali come il Presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti e il sindaco di Roma Ignazio Marino.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Le celebrazioni hanno avuto inizio con il tradizionale appoggio della Corona di Alloro all’Altare della Patria da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e, successivamente, verso le 11.00 si è tunuto al Palazzo del Quirinale un incontro con le varie Associazioni Combattistiche dell’Arma e Partigiane. Più avanti nella cerimonia ha preso ha prununciato il suo disocrso prima il Ministro della Difesa Roberta Pinotti e, subito dopo il Capo di Stato.

Il Presidente Giorgio Napolitano con le altre istituzioni tra cui il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro della Difesa Roberta Pinotti

E’ intervenuto anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi che, in un tweet ha dedicato un grande grazie ai ribelli e un evviva all’Italia libera.


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April 3, 2014

Visita della Regina Elisabetta II a Roma, incontro con Napolitano e Papa Francesco

Visita della Regina Elisabetta II a Roma, incontro con Napolitano e Papa Francesco

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3 aprile 2014
Arrivata a Roma a bordo dell’aereo della famiglia reale britannica, è stato un viaggio lampo quello della Regina Elisebetta II e con il suo consorte Principe Filippo Duca di Edimburgo in Italia, 4 ore per poi risalire sull’aereo e tornare in Regno Unito. A 14 anni dalla sua ultima visita in Italia, la sovrana inglese ha nella prima mattinata avuto un cordiale e amichevole colloquio con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, suo grande amico, con il quale ha seguito il pranzo di lavoro nei palazzi del Quirinale. Nella seconda parte della visita la regina ha vuto un colloquio privato con Papa Francesco di solo mezzora, nel quale ognuno di loro ha provveduto ha fare qualche omaggio all’altro, la Regina e il Principe hanno regalto al Papa bottiglie di vino, succo di mele, sidro, pane e miele proveniente dallo stesso giardino della sovrana e, in una scatola a parte anche una bottiglia di vino scozzese. Papa Francesco non da meno, regala loro delle pergamene del 1600 molto preziose e antiche.

Il Presidente Napolitano con la regina Elisabetta II


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March 27, 2014

Visita del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama in Italia

Visita del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama in Italia

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27 marzo 2014
Atterrato ieri all’ aeroporto di Fiumicino a Roma verso le 10:00 di sera, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama è stato per la seconda volta del suo mandato in visita in Italia, l’ultima nel 2009. Quella del Presidente Obama è stata una giornata fitta di incontri, il primo si è tenuto al Vaticano con Papa Francesco durato per circa 50 minuti, nel quale il Presidente americano ha elogiato l’ impegno del Pontefice per i poveri e la lotta alle disuguaglianze. Successivamente all’incontro in Vaticano con il Papa, il Presidente Obama ha incontrato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con un colloquio di circa mezzora senza interpreti.

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama

I due capi di Stato durante l’incontro hanno mostrato una grande confidenza con una grande gestualità e con espressioni soddisfatte e compiaciute, Obama ha voluto rimarcare, come già fece nella sua prima visita nel 2009, la grande energia, forza e di responsabilità del Capo dello Stato italiano.

Dopo la colazione di lavoro con Napolitano, verso le 15:00 si è tenuto l’incontro con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, dove anche questo, è durato poco più di mezz’ora, finito l’incontro a susseguito una imponente conferenza stampa, nella quale il Presidente degli Stati Uniti Obama ha dichiarato che con Renzi c’è una nuova e capace generazione a guidare l’Italia, anche il Premier Renzi fatto presente la grande amicizia tra i due Paesi e si congratulato con Obama per il grande ottimismo, ricordando inoltre il famoso slogan della sua campagna elettorale “Yes We Can” dicendo che ci sarà un “Yes We Can” anche per l’Italia.

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama con Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

E come ultimo impegno in Italia del Presidente Obama, c’è stata la visita al Colosseo, dove il Presidente si è compiaciuto dichiarando “Incredibile, è più grande di uno stadio da baseball”.

Per l’occasione, le misure di sicurezza messe in atto nella capitale sono state più che severe, La città è stata blindata con appostamenti di Caribinieri Polizia e Forze Speciali su tutto il territorio romano. L’auto presidenziale è stata scortata da 50 auto blindate di Polizia Italiana, Caribinieri e FBI con agenti armati al loro interno. Naturalmente, la visita del Presidente statunitense, ha suscitato moltissima emozione negli abitanti della Capitale, ma non solo, infatti sono accorsi da tutta Italia moltissime persone di diverse nazionalità, nella speranza di fare una foto,un video o semplicemente di vederlo dal vivo per la prima volta, anche solo per poco tempo.

Tuttavia la visita del Presidente Obama, non è stata gradita da tutti, infatti anche qua, non sono mancati contestatori, in particolare movimenti che criticano la politica statunitense in generale, tra i quali si possono definire Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti Italiani che sono scesi nella strade della Capitale con striscioni, cartelli e lacrimogeni; un cartello dei contestatori recitava “Putin è il benvenuto, Obama ospite indesiderato”.


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February 15, 2014

Consultazioni al Quirinale per il nuovo Governo

Consultazioni al Quirinale per il nuovo Governo

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15 febbraio 2014
Attualmente si stanno tenendo le consultazioni al Qurinale con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a causa della dimissioni del Presidente del Consiglio Enrico Letta volute dal suo stesso partito. Nella sera di ieri il Capo dello Stato ha tenuto un incontro con i Presidenti di Camera e Senato, Pietro Grasso e Laura Boldrini, che è ripreso questa mattina. Durante la mattinata Napolitano ha incontrato anche i partiti minori e nel pomeriggio con quelli principali. Il Premier in pole position, Matteo Renzi attende a Firenze mentre lavora alla squadra di governo.

Le opinioni delle forze politiche sono differenti.

Il Nuovo Centrodestra[]

Il leader dell’NCD Angelino Alfano

Dopo l’incontro Angelino Alfano si rivolge a Renzi dicendo: «Elemento fondamentale sarà la composizione della coalizione che se si sposterà ancora a sinistra noi diremo di no. Altro punto, quello dei programmi: noi abbiamo idee molto concrete e chiare, i nostri programmi sono di centro destra, noi siamo gli avvocati del ceto medio italiano che più di tutti ha patito la crisi». Conclude Alfano: «siamo pronti ad un grande sforzo riformatore ma per fare questo non bastano 48 ore, queste sono le premesse con grande chiarezza abbiamo detto al Capo dello Stato che siamo animati da buona volontà ma non siamo certi sul lieto fine».

Si delle autonomie[]

Un possibile governo Renzi, nella mattinata, ha incassato il via libera del gruppo «Per le Autonomie» (SVP, UV, PATT, UpT) e in seguito dal PSI.

Fratelli d’Italia resta all’opposizione[]

Fratelli d’Italia ha annunciato con Giorgia Meloni che farà di nuovo opposizione e simbolicamente hanno consegnato al Presidente della Repubblica le loro schede elettorali come segno di protesta, a causa delle mancate elezioni.

Berlusconi al Colle[]

Con polemiche, a causa della condanna definitiva, la delegazione di Forza Italia sarà guidata da Silvio Berlusconi, Pippo Civati, ex-candidato alle primarie PD, dichiara che questo è un brutto segnale per la legalità.

La Lega Nord diserta l’incontro[]

Matteo Salvini nel dicembre 2013

Nonostante negli ultimi giorni il Segretario Federale della Lega Nord, Matteo Salvini abbia dichiarato che avrebbe aperto a un governo Renzi, questa mattina non si è presentata al Colle da Napolitano. «Che ci andiamo a fare?» dichiara Salvini definendolo «un vero e proprio attentato alla democrazia, il terzo presidente del consiglio non eletto da nessuno è veramente troppo, nemmeno a Cuba o in Corea del Nord riescono ad arrivare a tanto». Napolitano dichiara di aver preso la notizia della mancta partecipazione della Lega con «stupore e rincrescimento».

Movimento 5 Stelle assente[]

Anche l’M5S ha disertato l’incontro con Napolitano per le consultazioni. Per Beppe Grillo, «Napolitano ce le dovrebbe per decenza risparmiare». I parlamentari M5S si sono oggi riuniti d’avanti a Montecitorio per parlare con i cittadini, Roberta Lombardi commenta così la situazione: «La prima cosa fatta da Renzi è stata rivitalizzare la salma Berlusconi, nemmeno Frankenstein aveva osato tanto. Poi, resosi conto della cazzata, si è chiesto “come faccio a recuperare?” e ha deciso di sparigliare le carte».


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February 14, 2014

Crisi di Governo: Letta si è dimesso, al via le consultazioni al Quirinale

Crisi di Governo: Letta si è dimesso, al via le consultazioni al Quirinale

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venerdi 14 febbraio 2014

Il presidente del Consiglio Enrico Letta si è recato, in mattinata, al Colle e ha rimesso il proprio mandato nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La decisione di rassegnare le dimissioni da parte di Letta è maturata dopo la direzione nazionale del Partito Democratico di ieri, che, approvando un odg del segretario Matteo Renzi, aveva sostanzialmente sfiduciato il premier e auspicato un governo costituente fino al 2018 a guida Renzi. L’incontro al Colle, durato circa tre quarti d’ora,doveva tenersi nel pomeriggio alle 16, ma è stato anticipato alle 13 di oggi. Letta ha presentato, come si legge nella nota del Quirinale, dimissioni “irrevocabili” al capo dello Stato. Napolitano ha precisato nella nota che non serve un passaggio parlamentare per segnare la discontinuità, dal momento che è venuto meno il sostegno del principale partito di Governo. Il Presidente della Repubblica, si legge ancora, concluderà nel più breve tempo possibile le consultazioni. Dopo le dimissioni del premier, il giro di consultazioni inizierà già oggi pomeriggio. Verranno ricevuti, come di consueto, prima i presidenti di Camera e Senato (Grasso alle 17 e Boldrini alle 17.45) e poi le delegazioni dei partiti.

Dichiarazioni politiche dopo le dimissioni di Letta. Il deputato Matteo Richetti prima e Carlo De Benedetti, poi, hanno accolto favorevolmente il cambio di passo e la nascita di un nuovo esecutivo guidato dal sindaco di Firenze. L’ormai ex premier, prima di salire al Colle per dimettersi, aveva sottolineato con un tweet di ringraziamento come abbia vissuto in questi 10 mesi di Governo, “ogni giorno come se fosse l’ultimo”; dalle forze di opposizione arrivano duri attacchi al Presidente Napolitano. Il leader di SEL Vendola ha manifestato la sua delusione nei confronti del Capo dello Stato che, secondo il deputato pugliese, dovrebbe mettere fine alla compromissione tra centrodestra e centrosinistra. Sullo svolgimento delle consultazioni, esprime dissenso il Movimento Cinque stelle che, dopo aver votato un documento, decide di disertarle. Tra le altri schieramenti di opposizione, Forza Italia manderà Silvio Berlusconi con i due capigruppo di Camera e Senato, mentre rimane incerta la presenza dei rappresentanti della Lega Nord.


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January 31, 2014

Movimento 5 Stelle richiede impeachment per Napolitano

Movimento 5 Stelle richiede impeachment per Napolitano

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venerdi 31 gennaio 2014

Il Movimento 5 Stelle ha presentato ieri mattina, in entrambi i rami del Parlamento, la richiesta per la messa in stato d’accusa per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’annuncio è arrivato dal capogruppo dei 5Stelle al Senato Vincenzo Santangelo che ha trasmesso l’atto ai presidenti del Senato Pietro Grasso e della Camera Laura Boldrini.

Nel testo dell’impeachment per “Attentato alla Costituzione”, il M5S rivolge sei accuse principali al Presidente Napolitano:

  1. Espropriazione della funzione legislativa del Parlamento e abuso della decretazione d’urgenza
  2. Riforma della Costituzione e del sistema elettorale
  3. Mancato esercizio del potere di rinvio presidenziale
  4. Seconda elezione del presidente della Repubblica
  5. Improprio esercizio del potere di grazia
  6. Rapporto con la magistratura: processo Stato-mafia

In seguito alla richiesta di impeachment, una decina di parlamentari pentastellati, tra cui Luis Alberto Orellana e Lorenzo Battista, si sono dissociati.

Reazioni politiche di solidarietà bipartisan a Giorgio Napolitano. Il PD, per bocca del proprio capogruppo alla Camera, definisce “atto scellerato” la messa in stato d’accusa e “si adopererà in ogni modo per difendere lo stato democratico”. Parole di solidarietà al presidente della Repubblica sono arrivate anche da SEL, NCD e FI. Anche i presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, hanno espresso la propria vicinanza a Napolitano.


Articoli correlati[]

  • «Archiviato impeachment contro Napolitano» – Wikinotizie, 11 febbraio 2014

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January 1, 2014

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Italiana 2013

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Italiana 2013

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mercoledì 1 gennaio 2014

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ieri sera alle 8:30 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha pronunciato, come consuetudine, il suo discorso di fine anno, che questa volta era eccezionalmente l’ottavo, a causa della sua rielezione di aprile.

Ha cominciato il discorso leggendo le lettere inviategli da vari cittadini, tutti di diversa estrazione sociale, età e provenienza, ma con una speranza per il futuro. Ha inoltre ricordato il disastro della Terra dei Fuochi, i Marò in India, la forza di Papa Francesco e le possibilità del semestre di presidenza italiana dell’UE.

Poi ha detto che la politica deve sforzarsi per attuare importanti riforme, in primis quella elettorale, a cui deve partecipare la maggioranza del Parlamento, il quale – ha sottolineato – è il solo che abbia la facoltà di giudicare le azioni del governo e della politica. Comunque ha fatto notare il calo dello spread ed i piccoli, ma presenti, segnali di ricrescita.

Però ha fatto presente che ormai nella politica si stiano diffondendo espressioni violente e distruttive nei dibattiti, che creano un “tutti contro tutti”. Inoltre ha respinto le accuse di “strapotere personale”, indicando la sua rielezione come dettata solo dal dovere verso la Patria; poi ha detto che non si lascerà condizionare da insulti e calunnie verso la sua persona.

Infine, prima degli auguri conclusivi, ha ribadito che non porterà il suo secondo mandato al termine dei sette anni, ma, quando la situazione politica e sociale si sarà acquietata, si dimetterà, compiendo quindi un mandato breve.

Le reazioni[]

Il premier Enrico Letta e il vicepremier Angelino Alfano hanno dichiarato di condividere in pieno le parole del Presidente, così come il segretario democratico Matteo Renzi, dicendo che tutto il PD porta gli auguri a Napolitano. Pier Ferdinando Casini e Scelta Civica hanno molto apprezzato il discorso.

Mentre dall’opposizione, Forza Italia chiede di sciogliere le Camere ed andare al voto insieme alle Elezioni Europee. Beppe Grillo, in segno di protesta, ha pronunciato un altro discorso dal suo blog, contemporaneamente a quello del Presidente della Repubblica, ribadendo l’intenzione di effettuare un impeachment. Un’eccezione arriva invece da SEL, che, per voce di Gennaro Migliore, ha detto di aver gradito il discorso di Napolitano, difendendolo poi dalla “disgustosa campagna di aggressione da parte di Grillo e Berlusconi”.


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April 21, 2013

Giorgio Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica

Giorgio Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica

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domenica 21 aprile 2013

segui lo Speciale Elezioni 2013

Ieri Giorgio Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica Italiana al sesto scrutinio. La sua candidatura, appoggiata da PD, PDL, SC e LN, ha ottenuto 738 voti, mentre Stefano Rodotà, appoggiato da M5S e SEL, ha ricevuto 217 voti. I voti ad altri candidati sono stati 20, le schede nulle 12, quelle in bianco 10 e altrettanti gli elettori assenti.

Non era mai successo nella storia della Repubblica che un Presidente venisse eletto per due mandati, ma la sua candidatura è stata proposta a seguito del fallimento delle precedenti votazioni.

Infatti alla prima votazione il candidato appoggiato da PD, PDL, SC e LN è stato Franco Marini, nome scelto a maggioranza dall’assemblea dei grandi elettori del PD con 222 voti a favore, 90 contrari e 30 astenuti. L’assemblea, alla quale SEL non ha partecipato, ha di fatto approvato l’accordo, poi smentito, raggiunto tra Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi, che aveva portato ad una lista di possibili candidati tra cui Giuliano Amato, Massimo D’Alema, Anna Finocchiaro e lo stesso Franco Marini. Il candidato proposto dal M5S è stato Stefano Rodotà, votato dagli iscritti via web tramite le quirinarie, che è stato poi appoggiato anche da SEL. Nonostante l’accordo, Franco Marini ha ricevuto solo 521 voti, sui 672 necessari durante le prime tre votazioni, Stefano Rodotà ne ha ricevuti 240 e Sergio Chiamparino 41. Sono stati 78 i voti andati ad altri candidati, 104 le schede bianche, 15 quelle nulle e 8 gli assenti.

Alla quarta votazione, a partire dalla quale è richiesta una maggioranza di 504 voti sui 1007 totali, PD e SEL hanno scelto di appoggiare Romano Prodi, che ha ricevuto solo 395 voti sui 498 a disposizione della coalizione, Stefano Rodotà ha ricevuto 213 voti sui 163 disposizione del M5S, Anna Maria Cancellieri ne ha ricevuti 78 sui 70 di SC, mentre PDL e LN non hanno partecipato alla consultazione. Agli altri candidati sono andati 27 voti, le schede bianche sono state 15, quelle nulle 4 e gli assenti 275.

A questo punto Bersani ha annunciato le proprie dimissioni da segretario del PD ed è stata cercata una nuova intesa con il centro destra, che ha portato alla rielezione di Napolitano, dopo che quest’ultimo aveva accettato la sua candidatura solo in seguito alla difficoltà di elezione di un nuovo Presidente.


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March 20, 2013

Il Presidente della Repubblica Italiana avvia le consultazioni per un nuovo Governo

Il Presidente della Repubblica Italiana avvia le consultazioni per un nuovo Governo

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mercoledì 20 marzo 2013

Il palazzo del Quirinale, facciata sulla piazza

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha avviato le consultazioni per dar vita ad un nuovo Governo della Repubblica Italiana; i primi ad essere ascoltati dal Capo dello Stato sono stati il Presidente del Senato Pietro Grasso e la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, entrambi hanno dichiarato che il colloquio con Napolitano è stato incentrato sulla necessità di avere un esecutivo al più presto.

Nel corso della giornata si sono susseguite le consultazioni con i rappresentanti dei partiti minori, mentre domani verranno sentiti quelli di M5S, PDL e PD.


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February 6, 2011

La Presidenza della Repubblica annuncia: «Risparmiati 15 mln, saranno restituiti all\’Erario»

La Presidenza della Repubblica annuncia: «Risparmiati 15 mln, saranno restituiti all’Erario»

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domenica 6 febbraio 2011

Presidential flag of Italy.svg

Quindici milioni di euro risparmiati sulle spese del Quirinale saranno riassegnati alle casse dello Stato. Questo l’annuncio giunto dalla Presidenza della Repubblica, che fa i conti di tutte le entrate e uscite durante i quattro anni (2006-2010) di presidenza di Giorgio Napolitano.

L’annuncio, emanato dalla segreteria generale attraverso il sito internet Quirinale.it, afferma che verranno restituiti «complessivamente al ministero dell’Economia e delle Finanze nel corso del triennio 2011-2013 la somma di 15.048.000 euro (3.762.000 euro/anno, n.d.r.), pari al 6,6 per cento della dotazione».

Dal 31 dicembre 2006 al 31 dicembre 2010, inoltre, il personale addetto alle esigenze di palazzo ha visto una decrescita pari a 374 unità (144 di ruolo, 5 comandati e 225 distaccati), 72 dei quali soltanto nell’anno solare appena trascorso.

Le spese totali previste per il 2011-2013 sono di € 244.590.000, con un calo di quasi 10 milioni rispetto al 2008, e che per il 91% circa riguardano gli stipendi del personale.

Il Quirinale, più nel dettaglio, annuncia che il risparmio complessivo è stato di € 48.119.404, come si può leggere nello stralcio del comunicato che riportiamo qui sotto:

« Le economie conseguite […] nel periodo che va dall’inizio del settennato al 31 dicembre 2010 ammontano complessivamente a 48.119.404 euro. Le economie derivanti dalle misure attuative della manovra finanziaria adottata dal Governo […] ammontano complessivamente nel triennio a 9.678.600 euro. […] Il Segretariato generale della Presidenza della Repubblica si impegna a restituire complessivamente al Ministero dell’economia e delle finanze nel corso del triennio 2011-2013 la somma di 15.048.000 euro, pari al 6,6 per cento della dotazione. All’importo conseguente alle misure specificamente attuative della manovra del Governo, come sopra quantificato, si aggiungono quindi 5.369.400 euro a carico delle economie realizzate con le misure autonomamente adottate nel corso del settennato fino al 2010. La restante parte delle suddette economie, pari a 42.750.004 euro, è in misura prevalente riassorbita dal congelamento della dotazione al livello del 2008 per il periodo 2010-2013 »
(Segreteria generale della Presidenza della Repubblica Italiana)


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