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March 2, 2008

Domenica di campagna elettorale, Berlusconi ad un collaboratore: «Vecchio, non rincoglionito»

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Domenica di campagna elettorale, Berlusconi ad un collaboratore: «Vecchio, non rincoglionito»

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domenica 2 marzo 2008

Fausto Bertinotti

Nuova domenica di campagna elettorale in Italia, in vista delle elezioni anticipate del 13 e 14 aprile prossimi. Definite già le alleanze nei due schieramenti principali, è maggiore lo spazio dedicato al confronto/scontro tra i candidati e i rispettivi partiti; a tenere banco, inoltre, è il caso Antonio Bassolino, governatore della Campania, che dopo il rinvio a giudizio sull’emergenza rifiuti non ha presentato le dimissioni dalla carica che ricopre, dimissioni chieste dall’opposizione di centro-destra ma anche da alcuni esponenti della sinistra.

Fausto Bertinotti, presidente della Camera dei Deputati e candidato primo ministro per La Sinistra – l’Arcobaleno ha spinto sulla necessità delle dimissioni di Bassolino: «Un intero ciclo è finito ed occorre tornare rapidamente alle elezioni».

Walter Veltroni, leader del Partito Democratico, nel corso di un comizio a Pisa è nuovamente tornato sulla necessità di riformare i regolamenti parlamentari e sulle riforme del sistema istituzionale: «Una riforma si può fare subito in questo Parlamento e non mi stancherò di ripeterlo nei prossimi giorni fino al voto: i capigruppo vadano in aula e si approvi la riforma dei regolamenti parlamentari. Il nostro è un Parlamento dove ci sono 40 partiti, ripeto 40, che talvolta nascono a cena e che godono di benefici, che poi sono risorse dei cittadini. Basta, basta». Ha poi aggiunto: «Insieme si scrivono le regole del gioco, ma poi ciascuno governa sulla base della propria linea e la nostra è quella dell’innovazione e del riformismo».

Walter Veltroni

Nella coalizione di centro-destra si affrontano molte questioni, dalla criminalità alle alleanze, sino al federalismo, bandiera della Lega Nord; proprio oggi, nel corso del comizio del carroccio, il leader Umberto Bossi ha annunciato che il suo partito «vincerà senza usare la spada», ma ha anche avvisato: «Sappia Roma e sappia l’Italia che la Padania ha comunque milioni di giovani disposti a battersi per la libertà. Noi cerchiamo la via democratica ma siamo pericolosi come tutti i popoli a cui viene negata la libertà».

Il senatur annuncia poi che, in caso di vittoria, la coalizione proporrà una riforma della carta costituzionale: «Cambieremo la Costituzione in senso federalista», per poi dire: «Sarà l’ultima volta che la Lega tenterà per via democratica. Dopo se, come l’altra volta, i partiti racconteranno bugie sulla devoluzione per non cambiare niente, questo parlamento si muoverà in un’altra direzione seguendo la via della lotta per la libertà».

Pier Ferdinando Casini

Gianfranco Fini, leader di Alleanza Nazionale, interviene sulla sicurezza e sulle pene per i criminali e coloro che assumono sostanze stupefacenti: «Chi assume droga va sanzionato» dice, per poi dire che «I criminali vanno condannati a lavorare per lo Stato, per pagare il loro debito». Attacca poi Veltroni: «Veltroni è un caso da psicanalisi, come Houdini cerca di nascondere la realtà, parla come se fosse il segretario di un partito dell’opposizione […] Persino nei manifesti del Pd che sono da gaffe freudiana. Veltroni dice di voler cambiare il governo, ma questo è il suo governo. Non si è mai visto il leader di un partito, che ha tra i suoi esponenti ministri del governo attuale, aprire i suoi comizi dicendo che ‘l’Italia che fa schifo, ma…»

Simpatico intervento del leader del Popolo delle Libertà, Silvio Berlusconi, che ad un suo collaboratore, intento a suggerirgli parti del suo intervento nel corso di un comizio elettorale a Torino, dice: «È inutile che suggerisci perché sarò vecchio ma non sono ancora rincoglionito»; Berlusconi poi, sull’elettorato di centro-sinistra, sottolinea: «Non credo ci sia un italiano dotato di un minimo di buonsenso che possa volere la continuazione di governo di questa sinistra».

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Commenti anche al centro, da parte del leader dell’UDC Pier Ferdinando Casini, che parla di un quadripolo sulla scena politica attuale: «La politica si sta semplificando e in campo ci sono quattro poli: la destra, il centro, il centrosinistra moderato di Veltroni e la sinistra di Bertinotti. Anche i grandi partiti al loro interno hanno grandissima confusione e contraddittorietà su temi eticamente sensibili».

E la politica entra anche nello spettacolo: Pippo Baudo, intervistato dai giornalisti sulle sue preferenze politiche, non nasconde la sua ideologia, ma richiama comunque ad un miglioramento della scena politica: «La mia collocazione politica è nota da quando sono nato. Sono storicamente, familiarmente, psicologicamente, idealmente di centrosinistra: mio padre era allievo di don Sturzo, nella mia vita ho sempre ragionato in quei termini. Lo sa anche Berlusconi» e poi chiude con la speranza che «la situazione politica si chiarisca, la definizione dei poli sia più chiara: mi pare che ci si stia arrivando in maniera confusionale».

Fonti

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April 29, 2006

Bertinotti è il nuovo Presidente della Camera dei deputati

Bertinotti è il nuovo Presidente della Camera dei deputati

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29 aprile 2006

Al quarto scrutinio, Fausto Bertinotti è stato eletto Presidente della Camera dei deputati. I voti a favore di Bertinotti sono stati 337 e il quorum richiesto in questa votazione era di 305 voti.

Il risultato dello spoglio è stato accolto da un lungo applauso proveniente dai banchi del centrosinistra. Dopo aver proclamato l’esito in aula, il Presidente provvisorio Mussi ha sospeso la seduta, al fin di riferire il risultato della votazione al neo-eletto.

In abito blu, Bertinotti ha assunto la presidenza dell’aula, rivolgendosi ai deputati: «Ringrazio il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il mio predecessore Pier Ferdinando Casini e le altre cariche istituzionali. Credo che il primo compito che tocca a tutti noi sia di valorizzare il ruolo del Parlamento. Necessità storica in questi tempi difficili per la democrazia in Italia e in Europa. C’è il rischio di separazione della quotidianità dalla politica». «Bisogna ricreare un rapporto positivo tra il paese reale e le istituzioni», ha proseguito il neo Presidente. «Bisogna creare una nuova frontiera di giustizia sociale per i cittadini, dar loro una sicurezza per il loro futuro. Le istituzioni sono vitali se cresce con essa la società civile». Prima di iniziare il suo discorso d’insediamento, Bertinotti aveva dedicato la sua elezione alle operaie e agli operai.

Chi è Fausto Bertinotti

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Fausto Bertinotti.

Nato a Milano nel 1940, Fausto Bertinotti si diploma perito industriale ed entra nella CGIL, ricoprendo numerosi incarichi di dirigenza. Nel 1994 abbandona gli incarichi sindacali, insediandosi nella segreteria nazionale di Rifondazione Comunista e viene eletto parlamentare italiano ed europeo. Nel gennaio 1994 diventa segretario del partito, carica che ancora oggi ricopre.

Notizie correlate

  • «Scrutini del 29 aprile per l’elezione dei Presidenti di Camera e Senato» – Wikinotizie, 29 aprile 2006
  • «Scrutini del 28 aprile per l’elezione dei Presidenti di Camera e Senato» – Wikinotizie, 28 aprile 2006
  • «28 aprile: prima seduta del nuovo Parlamento» – Wikinotizie, 18 aprile 2006
  • «Insediato il nuovo Parlamento» – Wikinotizie, 28 aprile 2006

Fonte

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April 23, 2006

Bertinotti: Mediaset deve \”dimagrire\”

Bertinotti: Mediaset deve “dimagrire” – Wikinotizie

Bertinotti: Mediaset deve “dimagrire”

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23 aprile 2006

Far “dimagrire” Mediaset in pubblicità ed in numero di reti, anche attraverso nuovi provvedimenti legislativi, per combattere le condizioni di “monopolio, duopolio e oligopolio”: questa la ricetta proposta da Fausto Bertinotti, segretario di Rifondazione comunista, intervistato da Lucia Annunziata. Sulla tv pubblica, il leader Prc ha dichiarato: “Penso che il carattere pubblico della Rai, di una Rai che lavora in direzione della cittadinanza, in direzione del popolo, sia uno strumento fondamentale anche di una nuova politica economica, non solo di una politica sociale”.

Bertinotti è anche intervenuto sulla formazione del nuovo governo: “In generale preferisco i ministri politici. I tecnici avanzano delle proposte, poi sono i politici che decidono”.

Sui conti pubblici, Bertinotti ha dichiarato di essere “contrarissimo all’idea di tagli drastici” in vista della prossima Finanziaria. “Non faremo un programma di lacrime e sangue”, ha aggiunto, precisando: “faremo un programma di giustizia sociale e di risanamento”. Circa il mercato del lavoro, il segretario di Rifondazione ha affermato: “Apparteniamo al partito che è propenso all’abrogazione della legge Biagi ma il programma di governo è ineccepibile”, volto alla “ricostruzione della centralità del contratto a tempo indeterminato; riconduzione dei contratti a tempo determinato alle fattispecie che non consentano alternative, come la stagionalità; aumento del costo del contratto a tempo determinato”. “La lotta alla precarietà”, ha chiarito Bertinotti, “sarà la divisa del prossimo governo dell’Unione”.

Fonte

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