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October 18, 2011

Bielorussia: vietato Gay Pride

Bielorussia: vietato Gay Pride – Wikinotizie

Bielorussia: vietato Gay Pride

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martedì 18 ottobre 2011

Esempio di carro presente al Gay Pride nazionale di Bologna (2008).

L’amministrazione comunale di Minsk, la capitale della Bielorussia, ha vietato alla comunità LGBT di tenere il prossimo 22 ottobre il Gay Pride. È quanto si apprende dal sito ufficiale della parata da parte degli organizzatori.

Ad inizio mese, il presidente della Bielorussia, Lukashenko, disse in un’intervista ad un’agenzia televisiva russa che non avrebbe mai vietato un gay pride, come succede invece in Russia.

A maggio, decine di membri delle russe e bielorusse sfilarono per le strade principali di Minsk, nonostante non avessero il permesso da parte delle autorità. Allora 10 attivisti furono arrestati e la manifestazione repressa. L’evento attirò pure manifestanti anti-LGBT, che lanciarono uova contro la folla.


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June 23, 2010

La Russia riduce le forniture di gas alla Bielorussia

La Russia riduce le forniture di gas alla Bielorussia

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mercoledì 23 giugno 2010
La Gazprom ha ridotto le forniture del gas alla Bielorussia, che, come risposta, ha bloccato il transito del metano di Mosca verso l’Unione Europea. Bruxelles ha invitato le parti a rispettare i contratti firmati; finora non ci sono rischi per i consumatori continentali, ma se la crisi dovesse continuare Germania, Polonia e Lituania potrebbero avere dei problemi. I russi hanno chiesto a Minsk il pagamento delle gas consumato, la Bielorussia quello sul transito. È da alcune settimane che le due repubbliche ex sovietiche sono entrate in rotta di collisione. Al presidente bielorusso Lukashenko non sono piaciute alcune dichiarazioni del collega russo Medvedev, e incomprensioni sono sorte anche per la gestione dell’Unione doganale.


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July 4, 2008

Bielorussia: bomba ad un concerto a Minsk, feriti

Bielorussia: bomba ad un concerto a Minsk, feriti

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venerdì 4 luglio 2008

Attentato ieri sera a Minsk, durante il concerto per le celebrazioni dell’anniversario dell’Indipendenza bielorussa; all’evento all’aperto stava assistendo anche il presidente Alexander Lukashenko. Le fonti riportano un bilancio di 40/50 feriti di cui 2 in modo grave. Il Ministro dell’Interno Vladimir Naumov parla di un ordigno artigianale con chiodi e bulloni e il capo della Polizia Anatoly Kuleshov pensa che si tratti di «un atto di teppismo».

In mattinata rinvenuto un altro ordigno inesploso.

Lukashenko governa la Bielorussia dal 1994 nonostante l’opposizione dei nazionalisti che non vedono di buon occhio le strette relazioni con Mosca e degli osservatori internazionali che hanno criticato i metodi e i risultati delle elezioni in cui Lukashenko è risultato vincitore. Secondo gli USA la Bielorussia è «l’ultima dittatura d’Europa».


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March 25, 2006

Bielorussia: continuano gli scontri e gli arresti

Bielorussia: continuano gli scontri e gli arresti

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25 marzo 2006

Coat of arms of Belarus.svg

La protesta in Bielorussia contro i presunti brogli elettorali emersi alle ultime consultazioni politiche continua: centinaia di manifestanti delle opposizioni sono riuscite a sfondare un cordone di sicurezza delle forze governative, marciando verso la Piazza d’Ottobre, che negli ultimi giorni è stata il teatro favorito degli scontri. gli oppositori, tuttavia, non sono riusciti a raggiungere la piazza a causa di alcuni tralicci metallici eretti nella notte dalla polizia, e hanno ripiegato in un vicino parco.

Lì l’opposizione si è radunata, aumentando considerevolmente il numero, sinché, giunti ad alcune migliaia di persone, il corteo si è diretto verso un carcere, dove si presume siano stati portati molti degli oppositori politici arrestati nei giorni scorsi.

Durante la marcia, disturbata dalla polizia, si è anche diffusa la notizia che il leader dell’opposizione, Alexander Milinkevich, fosse stato arrestato: in realtà si trattava di un altro leader, che era stato fermato durante la marcia, mentre distribuiva volantini antigovernativi.

Milinkevich, invece, ha continuato a incitare i manifestanti, ricordando loro che il 25 marzo del 1918 la Bielorussia si rese per la prima volta nella sua storia indipendente. Milinkevic ha continuato ad arringare la folla, sostenendo che la protesta deve continuare, perché la libertà è vicina, e che non c’è bisogno di aspettare le prossime elezioni per rovesciare Aleksandr Lukašenko, ormai al potere da quindici anni.

Sul piano diplomatico, continuano anche le tensioni fra i Stati interessati all’evoluzione della crisi nella Russia Bianca: Lukashenko ha risposto gravemente alle decisioni degli Stati Uniti d’America e dell’Unione Europea circa sanzioni alla Bielorussia: le potenze occidentali avevano infatti deciso di non concedere a Lukashenko di entrare nei territori dell’UE e di congelarne i beni, oltre ad altre sanzioni rivolte agli altri quadri del regime, soprattutto in campo diplomatico.

La decisione era maturata a seguito dell’arresto e del processo per direttissima per molti dei sostenitori dell’opposizione. Intanto anche altri membri del Ocse stanno prendendo posizione contro la Bielorussia di Lukashenko. Soltanto la Russia ritiene che le elezioni nel Paese siano state corrette, aperte e trasparenti, ma la voce dell’Occidente sostiene che gli scontri e gli arresti di questi giorni dimostrano il contrario.

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March 21, 2006

Bielorussia: Lukashenko attacca, arrestati quattro dell\’opposizione

Filed under: Bielorussia,Politica e conflitti,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Bielorussia: Lukashenko attacca, arrestati quattro dell’opposizione

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21 marzo 2006
Questa notte la polizia, per ordine del presidente bielorusso Alexander Lukashenko, ha arrestato quattro esponenti dell’opposizione: sono Anatoly Lebedko, leader del Partito civile unito, Valentina Pavelikova, Alexander Dobrovolsky e Alexei Yanukiyevich, che si erano allontanati dalla piazza d’Ottobre, dove migliaia di manifestanti chiedono a gran voce che vengano indette nuove e libere elezioni.
In piazza, gli attivisti si sono accampati con tende, sventolano bandiere della Bielorussia e dell’Unione Europea, gridando slogan come “Vogliamo la libertà” e ” Vogliamo la giustizia, nel tentativo di ripetere la rivoluzione arancione che ha abbattuto il regime filorusso in Ucraina nel 2004.
Nel frattempo le pressioni internazionali contro Lukashenko continuano, dopo che l’Osce, Unione Europea e Stati Uniti, avevano espresso i propri dubbi sui risultati delle elezioni, che, secondo i dati ufficiali, vedrebbero riconfermato Lukashenko presidente con grande maggioranza.
L’attuale presidente è al potere da 12 anni, quando, dopo la dissoluzione dell’URSS, riuscì a tenere in vita il regime comunista. Il presidente è riuscito a farsi attribuire il potere legislativo e il potere esecutivo, divenendo di fatto, come egli stesso ama autodefinirsi, l’ultimo dittatore d’Europa.

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March 20, 2006

Bielorussia: in 25mila contestano le elezioni

Bielorussia: in 25mila contestano le elezioni

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20 marzo 2006

Invitate dal leader dell’opposizione a contestare i risultati delle elezioni, migliaia di persone sono scese in piazza, manifestando contro Aleksandr Lukašenko, da più di dieci anni alla guida della Bielorussia e più volte indicato come l’ultimo dittatore d’Europa.

Le elezioni sono state immediatamente contestate dagli osservatori del OCSE, mentre l’Unione Europea faceva sapere di essere intenzionata a programmare sanzioni per la Bielorussia. E se Vladimir Putin, presidente della Federazione russa, dichiara tutto il suo appoggio al presidente uscente, gli Stati Uniti reclamano a gran voce che vengano ripetute le elezioni.

Nel frattempo la gente si è riversata in piazza, decisa a continuare la scia di rivoluzioni bianche, come quella che ha portato alla caduta del governo filorusso in Ucraina, sfidando apertamente il governo che aveva promesso di “spezzare ogni protesta come il collo di un’anatra”, senza contare che nei giorni precedenti centinaia di attivisti dell’opposizione sono stati arrestati.

Lukashenko asserisce di aver vinto con l’89% dei voti, a fronte di un misero 3% del principale rivale dell’opposizione, Alexander Milinkevich.

Ma il rapporto dell’Ocse ha fatto precipitare gli eventi e Milinkevich ha chiesto alla gente di versarsi in piazza per cambiare il corso delle cose, sostenendo che lo scarto fra i due candidati è di 6 punti (43% Lukashenko, 37% Milinkevich).

La Bielorussia rischia di diventare una nuova polveriera per i rapporti fra Oriente e Occidente europei: da un lato, l’UE e gli USA, che spingono per una ripetizione delle consultazioni, minacciando sanzioni che dovrebbero colpire il sistema dei visti, dall’altra la Russia, che ha riconosciuto Lukashenko vincitore e che oggi, in una nota, gli ha assicurato appoggio e augurato un buon lavoro.

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