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July 29, 2013

Pullman precipita da un viadotto nell\’Avellinese: 38 morti e oltre 20 feriti

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Pullman precipita da un viadotto nell’Avellinese: 38 morti e oltre 20 feriti

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lunedì 29 luglio 2013
Un pullman con 48 persone a bordo è precipitato ieri sera intorno alle 20:30 da un viadotto lungo l’autostrada A16 Napoli-Canosa tra le località di Baiano e Monteforte Irpino, in provincia di Avellino. Il bilancio, ancora provvisorio, ha i contorni dell’immane sciagura: 38 persone hanno perso la vita, una decina di persone sono rimaste ferite in modo grave e altrettante (si tratta in gran parte degli occupanti di altri mezzi coinvolti nell’incidente) sono invece rimaste ferite in modo più lieve.

A bordo del veicolo si trovava una comitiva originaria della provincia di Napoli (prevalentemente da Pozzuoli e dintorni) che stava rientrando dopo una vacanza di tre giorni nel Beneventano.

Pare che l’incidente sia stato causato dallo scoppio di un pneumatico, anche se non si escludono altre ipotesi, come l’alta velocità, un guasto ai freni o un malore dell’autista: il bus si è così dapprima scontrato con alcune auto incolonnate lungo l’autostrada e poi è precipitato dal viadotto Acqualonga, terminando la proprio corsa nell’area sottostante, dopo un volo di circa 30 metri.

I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte sul luogo della sciagura. Dalle lamiere contorte del pullman sono stati estratti 36 corpi, mentre una decina sono i superstiti; due persone (tra cui un bambino) sono decedute dopo il trasporto in ospedale. Tra le vittime vi è anche l’autista del pullman. Feriti anche alcuni degli occupanti delle auto tamponate dal pullman. Drammatici i resoconti forniti dai soccorritori: un medico ha dichiarato di aver dovuto scegliere chi soccorrere.

La maggior parte delle salme sono state allineate nella palestra della scuola di Monteforte Irpino, mentre quattro corpi si trovano in due diversi ospedali della zona. Molti dei parenti delle vittime hanno trascorso la notte nel piazzale antistante alla palestra, in attesa delle operazioni per il riconoscimento.

Il mezzo coinvolto nel sinistro aveva superato una revisione nel marzo scorso. Un fascicolo con l’ipotesi di omicidio colposo plurimo e disastro colposo è stata aperto dalla Procura di Avellino. È stata inoltre disposta l’autopsia sulla salma dell’autista del pullman.

A Pozzuoli sono stati dichiarati tre giorni di lutto cittadino. La camera ardente verrà allestita nella palestra di Monteruscello, mentre i funerali delle vittime potrebbero svolgersi già domani, ma si attende il nulla-osta del medico legale. Cordoglio per questa tragedia è stato espresso dalle forze politiche. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha parlato di «sciagura inaccettabile», auspicando maggiore sicurezza stradale, mentre il presidente del Consiglio Enrico Letta, in trasferta ad Atene, ha detto «È un giorno molto triste» ed ha annullato per lutto la visita al Partenone.


Fonti[]

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July 25, 2013

Deraglia treno a Santiago de Compostela: 80 morti e oltre 140 feriti

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Deraglia treno a Santiago de Compostela: 80 morti e oltre 140 feriti

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giovedì 25 luglio 2013

Il treno deragliato

Una fase dei soccorsi

Un treno ad alta velocità “Alvia” della compagnia ferroviaria spagnola Renfe, partito da Madrid e diretto a Ferrol, è deragliato ieri sera intorno alle 20:40 nei pressi di Santiago de Compostela, in Galizia, nel nord-ovest della Spagna. Il bilancio di vittime, tuttora provvisorio, è drammatico: i morti sono 80, mentre i feriti sono oltre 140 (di cui una ventina versano in condizioni critiche, e alcuni di questi in stato di coma). Si tratta del più grave incidente ferroviario avvenuto in Spagna negli ultimi 40 anni.

Le cause della sciagura sono ancora da accertare, ma pare siano da addebitare all’alta velocità, che avrebbe provocato l’uscita dai binari in una curva considerata pericolosa. Pare infatti che il treno viaggiasse a circa 180-190 km orari (velocità confermata anche da uno dei macchinisti, rimasto illeso), in un tratto, inaugurato nel dicembre di due anni fa, in cui la velocità consentita è di 80 km all’ora. Sul treno viaggiavano 222 persone. Tra queste vi erano molte comitive di turisti e pellegrini dirette a Santiago de Compostela in occasione della festa di San Giacomo.

I testimoni della sciagura hanno detto di aver udito un forte boato, tanto che si è pensato anche all’ipotesi di un attentato (ipotesi subito scartata). Dopo il deragliamento, alcuni vagoni hanno preso fuoco; pare anche che un vagone sia volato a cinque metri di altezza. I soccorritori hanno estratto dalle lamiere 73 corpi. Sette persone sono invece decedute dopo il ricovero in ospedale. Dei due macchinisti, invece, uno soltanto è rimasto ferito. Il macchinista rimasto illeso ha dichiarato: «Spero che non ci siano morti. Li avrei sulla coscienza».

Il governo della Galizia ha proclamato sette giorni di lutto, in seguito dei quali anche la festa di San Giacomo è stata sospesa. Condoglianze per la sciagura sono state espresse anche da Papa Francesco da Rio de Janeiro, dove si trova in occasione della Festa della gioventù.


Fonti[]

Altri progetti[]

Wikivoyage

Wikivoyage ha un articolo su Spagna.

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March 22, 2013

Sciopero nazionale del trasporto pubblico: disagi e disinformazione

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Sciopero nazionale del trasporto pubblico: disagi e disinformazione

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Milano, 22 marzo 2013

Autobus fermi in molte città d’Italia

Lo sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Ugl e Faisa Cisal, in programma per oggi 22 marzo, è in pieno svolgimento: secondo le prime statistiche, l’adesione sembra superare ampiamente il 50%.

Lo sciopero è dovuto al mancato rinnovo del contratto, ormai scaduto dal 31 dicembre 2007, e alla continua riduzione delle risorse finanziarie per il trasporto pubblico. I sindacati rilevano un peggioramento del servizio e un contemporaneo aumento delle tariffe per i viaggiatori, oltre che alcuni casi di stipendi pagati in ritardo.

Disagi aumentati poi per chi viaggia in aereo: alle difficoltà in città si somma infatti lo sciopero del personale navigante di Alitalia e di Alitalia CityLiner: il blocco è di quattro ore, dalle 12:00 alle 16:00.

Nelle città[]

A Torino si sciopera dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 a fine servizio, ma non saranno in vigore le limitazioni alla circolazione previste nella Ztl Centrale; a Genova lo sciopero è dalle 9:30 alle 17:00 e poi ancora dalle 21:00 in poi; a Venezia dalle 9:00 alle 16:30 e poi ancora dalle 19:30; a Bologna dalle 8:30 alle 16:30 e poi ancora dalle 19:30; a Firenze dalle 9:15 alle 11:45 e poi ancora dalle 15:15.

A Napoli i mezzi saranno fermi dalle 8:30 alle 17:00 e poi ancora dalle 20:00 a fine servizio, mentre a Bari dalle 8:30 alle 12:30 e poi ancora dale 15:30 fino alla fine; a Palermo dalle 8:30 alle 17:30 e a Cagliari dalle 9:30 alle 12:45, dalle 14:45 alle 18:30 e poi ancora dalle 20:00 fino alla fine del servizio.

Milano[]

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Sono meno del previsto i treni fermi in Lombardia

Nel capoluogo lombardo chiuse tutte e quattro le linee della metropolitana dalle 8:45 alle 15:00 e poi ancora dalle 18:00 alla fine del servizio, come comunica ATM, che segnala anche una riduzione del servizio di superficie[1].

Treni fermi anche per Trenord, il gestore delle linee regionali e suburbane lombarde, a causa dello sciopero del personale di FERROVIENORD, che ha invece adottato fasce di garanzia diverse da quelle di ATM. Lo sciopero infatti si svolge dalle 9:00 alle 18:00, quando riprende il servizio fino alle 21:00. Autobus sostitutivi previsti fuori dalle fasce di garanzia solo per il servizio Malpensa Express: da via Paleocapa (stazione Cadorna) allo stesso orario dei treni, e da piazza Freud (stazione Porta Garibaldi) ogni ora dalle 9:00 alle 17:00[2].

Il Comune di Milano ha sospeso le limitazioni di accesso all’Area C per tutta la giornata, ma comunque si riporta traffico intenso sia in città che sulle tangenziali.

Trenord: informazioni contrastanti[]

I disagi dei pendolari lombardi sono aumentati a causa della parziale informazione garantita da Trenord, che già nei giorni scorsi aveva pubblicato sul proprio sito internet un elenco di treni garantiti[2], elenco che è stato anche appeso nelle stazioni. Solo questa mattina si è però scoperto che molti convogli che inizialmente non erano stati inseriti nell’elenco hanno viaggiato regolarmente, secondo i turni di servizio distribuiti al personale viaggiante sempre nei giorni scorsi.

“L’informazione oggi sta viaggiando peggio dei treni. Nessuno sembra sapere nulla: al My-link Point, lo sportello informazioni per i viaggiatori, ancora stamattina citavano solo l’elenco dei giorni scorsi, mentre i capitreno davano informazioni contrastanti: ognuno sembrava aveva la sua versione!” ha commentato uno dei referenti del Comitato viaggiatori e pendolari della Milano-Asso, una delle linee ferroviarie coinvolte nello sciopero.

“Il fatto paradossale è che il servizio effettivamente garantito è stato anche maggiore del previsto, ma senza un’adeguata informazione ai viaggiatori quei treni non sono stati utilizzati al meglio, e ciò ha provocato un inutile sovraffollamento degli altri convogli. I turni di servizio vengono stilati in anticipo: perché ancora ieri sera non c’era alcuna segnalazione sul sito dell’azienda? E perché questa mattina il personale deputato a dare informazioni ai viaggiatori non è stato regolarmente informato delle variazioni?”

Ad avvisare i viaggiatori dell’attività di quei convogli è stata, solo questa mattina, la stessa Trenord tramite i propri account Twitter, mentre nessuna nota è apparsa sul sito ufficiale.

Roma[]

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Chiuse tutte le stazioni della metropolitana di Roma

Nella Capitale i mezzi sono fermi dalle 8:30 alle 17:00, per poi riprendere il servizio ma solo fino alle 20:00. Disattivate, per decisione dell’Amministrazione, le Ztl “Centro storico” e “Trastevere”. Ferme tutte e tre le linee metropolitane, come anche le linee ferrovie gestite dall’ATAC Termini-Giardinetti (in parte), Roma-Lido e Roma-Viterbo; le linee di superficie subiscono pesanti riduzioni del servizio.

Sciopera anche il personale di assistenza ai viaggiatori e alla clientela: chiusi il contact-center, gli uffici all’Eur e l’info box alla stazione Termini; il numero unico fornirà invece solo alcune informazioni, garantite da una società esterna.


Fonti[]


Notizia originale
Questo articolo contiene notizie di prima mano comunicate da parte di uno o più contribuenti della comunità di Wikinotizie.

Vedi la pagina di discussione per maggiori informazioni.

Note[]

  1. ATM, Sciopero nazionale del trasporto pubblico: metro chiuse. 22 marzo 2013
  2. 2,0 2,1 Trenord, Sciopero nazionale trasporto pubblico locale. 18 marzo 2013

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February 10, 2013

Milano, apre la linea \”lilla\”

Milano, apre la linea “lilla” – Wikinotizie

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Milano, apre la linea “lilla”

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domenica 10 febbraio 2013

Programma di costruzione della M5

La banchina della stazione di Istria

Uno degli ingressi della stazione di Ponale

Mappa della linea

I lavori in zona Garibaldi

Stamattina alle 11, nel sottosuolo di Milano, ha avuto luogo il primo viaggio “aperto al pubblico” della nuova linea 5, la lilla, che per ora collega il capolinea di Bignami alla fermata di Zara.

Nessuna cerimonia ufficiale né un festeggiamento, ma viaggi gratis in questo primo giorno: per permettere ai milanesi di toccare con mano la nuova infrastruttura, è stato infatti deciso di distribuire biglietti gratuiti nelle stazioni della nuova linea.

La linea 5, caratterizzata dal colore lilla, differisce sotto molti aspetti dalle altre tre linee metropolitane milanesi: si tratta infatti di una metropolitana leggera automatica: con treni a capacità ridotta, privi di macchinista, e con stazioni con banchine limitate a 50 metri.

La prima tratta[]

La tratta aperta oggi è lunga 4,1 km ed è strutturata su 7 stazioni (Bignami, Ponale, Bicocca, Ca’ Granda, Istria, Marche, Zara). Si integra con la rete metropolitana presso il capolinea temporaneo di Zara, in corrispondenza della linea 3 (gialla). La prima tratta favorisce i collegamenti con il quartiere Bicocca, dove sorgono l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e il teatro degli Arcimboldi, e con gli ospedali di Niguarda e il CTO.

Le stazioni della metropolitana di Milano diventano quindi 101, per un totale di 92 chilometri, che conferma quella milanese come la rete più estesa d’Italia, doppia rispetto a quella di Roma; si conferma inoltre tra le prime 10 reti europee e nel primo “quinto” di quelle mondiali.

Nella prima fase la linea opererà tra le 6 e le 22 con una frequenza di circa 6 minuti, che si ridurrà a 3 minuti quando sarà completata la seconda tratta, ovvero entro la fine dell’anno.

Il tempo di percorrenza tra i due capilinea è di 8 minuti; i nuovi treni automatici AnsaldoBreda hanno 72 posti a sedere e una capacità totale di 536 persone.

I lavori[]

I lavori della linea lilla sono iniziati nel 2007, e la prima tratta è stata consegnata dopo oltre 5 anni di lavoro e investimenti per circa 550 milioni di euro, comprensivi di materiale rotabile (i convogli AnsaldoBreda) e delle fermate di Isola e Garibaldi, i cui lavori sono a buon punto.

Nel corso degli anni, molti sono stati i ritardi (inizialmente l’apertura della prima tratta era prevista per la primavera del 2012) e i rinvii: la linea lilla doveva essere pronta per la visita del Papa in occasione dell’Incontro Mondiale delle Famiglie del 2012, in cui Milano è stata meta di centinaia di migliaia di fedeli[1]. La Commissione interministeriale sui trasporti aveva infatti negato il nulla osta, visti i tempi di collaudo troppo ridotti a cui era stata sottoposta, anche se era stato previsto solo un servizio “navetta” tra i due capilinea, in modo da facilitare i collegamenti con l’aeroporto di Bresso in cui si sono tenuti gli eventi maggiori.[2].

Alcuni viaggiatori sottolineano il problema dei parcheggi: la zona del capolinea di Bignami, infatti, non è stata ancora adeguatamente attrezzata come zona d’interscambio, e i parcheggi ora disponibili sono circa 200. Altri, invece, sottolineano la mancanza di corretti interscambi con le linee di autobus, urbane ed extraurbane, e quelle tranviarie. Sopratutto essi segnalano la ripetizione del servizio da parte della metrotranvia 31 che copre la stessa area della nuova metropolitana.

Sviluppo futuro[]

Entro la fine del 2013 la tratta aperta al servizio verrà prolungata di altre due fermate, quella di Isola e il nuovo capolinea provvisorio, Garibaldi FS, punto di incrocio con la linea 2 (verde), con il passante ferroviario, con le linee ferroviarie suburbane e quelle regionali. La linea passerà così a 9 fermate, per un totale di 6.1 chilometri.

Queste due fermate faranno superare alla rete milanese i 100 chilometri di estensione, e la inseriranno nella lista delle 25 reti mondiali ad aver superato tale traguardo.

Nel 2015, in tempo per l’Expo 2015, la linea verrà completata giungendo fino alla fermata San Siro Stadio, per un totale di 19 stazioni e 12,8 chilometri di lunghezza, incrociando nuovamente le linee suburbane e regionali in corrispondenza della stazione di Domodossola-Fiera e la linea 1 (rossa) nella stazione di Lotto.

Progetti per uno sviluppo a lungo termine vedrebbero la linea 5 proseguire oltre il capolinea di Bignami fino ad intersecare nuovamente la linea 1 nella stazione di Monza Bettola, attualmente in costruzione come prolungamento della rossa.


Fonti[]

Note[]

  1. Armando Stella. «Corsa contro il tempo per la linea 5 del metrò», 1 maggio 2013.
  2. Armando Stella. «Il ministero blocca tutto: “Niente metrò per il Papa”». Corriere della Sera, 23 maggio 2012, pag. 7.

Altri progetti[]

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  • Collabora a Commons Commons contiene immagini o altri file sulla Linea M5
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January 30, 2013

La nuova normativa sulle patenti. Il testo coordinato è sul web

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La nuova normativa sulle patenti. Il testo coordinato è sul web

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mercoledì 30 gennaio 2013

Il Decreto legislativo del 16 gennaio 2013 ha introdotto molte modifiche alla normativa sulla patente di guida recependo in pieno le indicazioni delle direttive europee.

Sul sito Normattiva, ed ora anche su Wikisource, si può leggere la laboriosa opera di raccordo tra le nuove norme con quella parte delle precedenti rimasta in vigore.

Dal canto suo il Ministero dei trasporti con sua circolare aveva anticipato le norme per la concessione delle nuove patenti. L’articolazione delle categorie porta a 15 tipi in quanto le patenti conseguite per le sottocategorie permetteranno di condurre solo alcuni tipi di veicoli

Le età minime per conseguire la patente sono state innalzate.

La principale novità che interessa i giovani è l’abolizione del patentino per la conduzione dei ciclomotori, sostituita dalla patente AM, conseguibile a 14 anni, ma che permette la circolazione negli altri stati europei solo a 16 anni.

Il testo di legge[]


Fonti[]


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January 18, 2013

Sciopero regionale di Trenord

Sciopero regionale di Trenord – Wikinotizie

Sciopero regionale di Trenord

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Tabellone elettronico della stazione Milano Greco Pirelli segnala i treni cancellati

venerdì 18 gennaio 2013

In data odierna l’organizzazione sindacale Or.S.A. – Segreteria Regionale Lombardia – ha indetto uno sciopero dalle ore 9:00 alle 17:00, il quale interessa il personale della società di trasporti ferroviari lombarda Trenord. Secondo quanto riportato dal segretario regionale del sindacato «alla protesta sta aderendo l’100% dei lavoratori in servizio, per un totale di circa duemila fra macchinisti, capitreno e personale di biglietteria», dice Adriano Coscia.

Potranno subire delle modifiche, variazioni e cancellazioni il servizio regionale, suburbano e aeroportuale e il collegamento dall’aeroporto di Malpensa a Bellinzona in questa fascia d’orario, se non oltre.


Fonti

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December 11, 2012

Lombardia, trasporto ferroviario nel caos

Lombardia, trasporto ferroviario nel caos

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martedì 11 dicembre 2012

Convoglio Trenord in attesa alla stazione di Milano Cadorna

Pesantissimi disagi continuano da oltre due giorni sulla rete ferroviaria lombarda, gestita da Trenord: quello che viene riferito come un “inconveniente tecnico al sistema informatico” sembra aver gettato nel caos il trasporto ferroviario regionale, e ulteriori inconvenienti hanno contribuito a peggiorare la situazione.

9 dicembre: il giorno della Seregno-Saronno[]

Domenica 9 dicembre scorsa è stata una data importante per Trenord: quel giorno infatti è stata riattivata la tratta Seregno-Saronno, percorsa dai treni della linea S9 del servizio suburbano milanese, è entrato in vigore il nuovo orario ferroviario regionale (che ha visto l’introduzione di 140 nuove corse) ed è iniziato l’utilizzo del nuovo sistema informatizzato di programmazione e gestione dei turni del personale. Già all’inizio di dicembre c’era stata infatti l’introduzione del nuovo contratto di lavoro, che aveva introdotto nuovi orari e nuove turnazioni per il personale.

Il ritorno all’attività della Seregno-Saronno, dopo 125 anni dalla sua inaugurazione e 54 senza servizio viaggiatori ma solo merci, è stato però amaro: già sabato notte i vandali avevano imbrattato le nuove fermate della linea non ancora in funzione, domenica si sono registrati frequenti ritardi e in un caso, addirittura, il convoglio si è bloccato in piena linea tra le stazioni di Seveso-Baruccana e Seregno, costringendo all’attivazione di un servizio sostitutivo con autobus (in quella tratta la linea è ad unico binario) e ad ore di attesa prima del riavvio del servizio. Un incidente avvenuto poi in serata, al passaggio a livello di Cesano Maderno “SNIA”, ha poi l’istitutizione di un ulteriore servizio sostitutivo.

Il treno “inaugurale” di lunedì, con a bordo il governatore Formigoni e l’amministratore delegato di Trenord Giuseppe Biesuz, è stato oggetto delle contestazioni di alcuni dipendenti dell’azienda in merito ai nuovi orari di lavoro e dei sistemi di sicurezza attivi sulla linea, giudicati carenti; in linea con i treni precedenti, il convoglio è giunto in ritardo alla stazione di Seregno.

I problemi al sistema informatico[]

Tuttavia, è stato proprio un malfunzionamento al nuovo sistema informatico ad aver provocato enormi problemi non solo ai viaggiatori, ma anche al personale e all’azienda stessa.

Il nuovo sistema, infatti, avrebbe dovuto gestire le turnazioni del personale in base agli orari e alla composizione dei convogli, ma il problema al software ha fatto sì che a molti treni non fosse assegnato correttamente il personale, o che quello presente non potesse far partire i treni. Tutto questo ha causato ritardi a praticamente tutti i convogli, che in molti casi hanno superato i 60 minuti, ed in alcuni casi anche i 100. Moltissimi i treni soppressi, sia già in partenza (per mancanza del personale) sia in una stazione intermedia della tratta, a causa degli eccessivi ritardi che obbligavano al ritardo anche i treni seguenti.

La comunicazione ai viaggiatori è comunque stata abbastanza efficace, considerando la grande variabilità delle situazioni e delle modifiche alla circolazione; spesso i pendolari hanno dovuto cambiare treno nelle stazioni intermedie e viaggiare sul successivo, considerando i frequentissimi ritardi intorno ai 25 minuti, anche se gli utenti si sono trovati a doversi consigliare a vicenda vista la situazione. I treni in arrivo, infatti, spesso non rispettavano la “sequenza” oraria, e quindi partivano prima di altri convogli che sarebbero dovuti partire solo in seguito.

Si riferisce anche di situazioni assurde, in cui i macchinisti presenti, liberi dal servizio, non fossero autorizzati alla marcia, mentre si era in attesa dell’arrivo di un collega sostituto, ignaro di tutto, il cui turno non era ovviamente stato previsto dal sistema.

L’arresto di Biesuz[]

Nella mattinata di martedì 11 dicembre si sarebbe dovuta tenere una conferenza stampa nella sede di Trenord in piazzale Cadorna, a Milano, con la partecipazione dell’amministratore delegato Giuseppe Biesuz, che avrebbe dovuto spiegare le cause dei disagi e le azioni intraprese dall’azienda per la loro risoluzione; era stato già in precedenza comunicato che i tecnici informatici erano al lavoro 24 ore su 24 sin dalla serata di domenica.

La conferenza stampa è poi stata annullata quando già i giornalisti erano sul posto a causa dell’arresto proprio dell’amministratore delegato Biesuz, condotto agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza poco prima della prevista conferenza stampa. L’arresto è stato operato per l’ipotesi di bancarotta fraudolenta della società Urban Screen, di cui era stato amministratore delegato fino al 2008 e su cui erano in corso le indagini. In ogni caso è stato precisato che le vicende oggetto delle indagini non hanno nulla a che fare con Trenord, né tantomeno con i disagi di questi giorni.

I ritardi si sono accumulati per tutta la giornata di lunedì 10 e anche per la giornata successiva; nel pomeriggio di martedì 11 Trenord confermava il permanere dei disagi, mentre in serata risultavano assegnati i turni del giorno successivo: l’azienda avvertiva comunque i viaggiatori di possibili ritardi e variazioni alla circolazione anche per il giorno successivo.


Fonti[]

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April 30, 2012

Miliardario australiano annuncia la replica del Titanic

Miliardario australiano annuncia la replica del Titanic

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lunedì 30 aprile 2012

Il transatlantico britannico RMS Titanic, alla partenza dal porto di Southampton, il 10 aprile 1912

Il magnate australiano Clive Palmer ha annunciato dei piani per costruire una flotta di navi da crociera di lusso, tra cui una replica del famoso RMS Titanic.

Palmer ha annunciato che la sua nuova compagnia Blue Star Line Pty Ltd ha commissionato una replica del Titanic al cantiere CSC Jinling in Cina. La costruzione avrebbe inizio nel 2013 e il viaggio inaugurale sarebbe alla fine del 2016.

Palmer ha dichiarato: «Sarà altrettanto lussuoso come l’originale Titanic, ma naturalmente avrà la modernissima tecnologia del XXI secolo e gli ultimi sistemi di navigazione e sicurezza». Quando gli è stato chiesto se la replica fosse inaffondabile, Palmer ha risposto: «Certo che affonderà se si mette un buco. E sarà concepita come una moderna nave con tutta la tecnologia per garantire che ciò non accada».

Palmer ha anche detto che la marina militare cinese è stata invitata a scortare la nave nel suo viaggio inaugurale. L’originale RMS Titanic affondò il 15 aprile 1912 nell’oceano Atlantico settentrionale, dopo una collisione con un iceberg durante il suo viaggio inaugurale da Southampton a New York, con la perdita di 1 514 persone.


Fonti[]

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Australian billionaire announces replica Titanic, pubblicato su Wikinews in lingua inglese.

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February 22, 2012

Caso Annozero-MiTo: «informazione non veritiera e denigratoria», la RAI dovrà risarcire Fiat Group Automobiles

Caso Annozero-MiTo: «informazione non veritiera e denigratoria», la RAI dovrà risarcire Fiat Group Automobiles

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mercoledì 22 febbraio 2012

L’Alfa Romeo MiTo, la vettura al centro della querelle giudiziaria tra Fiat Group Automobiles e la RAI

Nella giornata di lunedì il Tribunale Civile di Torino ha emesso una sentenza che condanna la RAI ed il giornalista Corrado Formigli al pagamento di un cospicuo risarcimento danni, patrimoniale e non, verso Fiat Group Automobiles, in relazione ad un servizio giornalistico andato in onda nel dicembre 2010 all’interno della trasmissione di Rai 2 Annozero. La RAI, con un comunicato,[1] ha annunciato l’intenzione di impugnare il provvedimento.

La sentenza

Il servizio in questione, curato da Formigli ed avente come oggetto una prova comparativa tra tre diverse vetture (un’Alfa Romeo MiTo, una Mini ed una Citroën DS3), è stato giudicato dal Tribunale «incompleto e parziale», in quanto contenente un’analisi «non veritiera e denigratoria» verso la vettura italiana. La sentenza è basata su una perizia redatta da consulenti tecnici d’ufficio del tribunale torinese (tra cui l’allora rettore del Politecnico di Torino Francesco Profumo, oggi ministro dell’Istruzione), che ha quantificato un danno d’immagine per il Lingotto «manifestato in un cambiamento nella percezione dei clienti».

Assieme a Formigli è stata condannata anche l’azienda televisiva pubblica, poiché ritenuta corresponsabile «per il solo fatto di avere messo a disposizione i suoi mezzi di organizzazione e diffusione»; questa particolare sentenza si basa su un principio utilizzato molto raramente, consistente nel fatto che una persona giuridica (in questo caso la RAI) è comunque responsabile dell’ipotetico danno morale perpetrato da un suo dipendente. Michele Santoro, conduttore della trasmissione ed anch’esso citato in giudizio, è invece stato ritenuto «estraneo alla organizzazione della gara» ed assolto, perché la Fiat «non ha fornito la piena prova di un [suo] illecito a carattere diffamatorio», e non ha mosso «alcun serio e specifico addebito» contro di lui.

Il tribunale ha calcolato il riconoscimento del danno patrimoniale in 1 milione 750 mila euro, mentre quello non patrimoniale in 5 milioni e 250 mila; ulteriori 2 milioni dovranno venire immediatamente riconosciuti alla Fiat attraverso la pubblicazione (a spese dei condannati) della sentenza, entro 15 giorni sui quotidiani La Stampa, la Repubblica e Corriere della Sera, ed entro 45 giorni sulla rivista Quattroruote. Sempre il tribunale ha stabilito la cancellazione del servizio giornalistico in questione dal sito web della trasmissione.

La prova contestata

La querelle tra il gruppo torinese e l’azienda di Stato ha avuto inizio il 2 dicembre 2010, quando all’interno di una puntata di Annozero dedicata al Gruppo Fiat venne mostrato un servizio, realizzato da Corrado Formigli, circa una prova comparativa tra una MiTo e due sue dirette concorrenti, una Mini ed una DS3: nel test (curato con l’aiuto della rivista TopGear) la vettura italiana era risultata la peggiore nel tempo sul giro (unica prova comparativa realizzata), e questo fatto era stato utilizzato per definire la MiTo come la peggiore del lotto, suffragando poi questa tesi in studio con dei rilevamenti aggiuntivi della testata Quattroruote.

Immediatamente dopo la visione del filmato, l’allora ministero dei Trasporti Roberto Castelli, ospite in studio, fu il primo a sollevare alcune perplessità sulla valenza tecnica della prova mostrata. Nei giorni seguenti, diverse riviste specializzate del settore posero obiezioni circa la correttezza della prova, evidenziando gravi lacune nella sua realizzazione, una su tutte quella di aver “mescolato” i dati del test di TopGear (ottenuti durante un’autunnale giornata di pioggia) con quelli di Quattroruote (rilevati invece mesi prima nel corso di una serena giornata primaverile); venne posta l’attenzione anche su altre “dimenticanze” del servizio di Annozero, come la mancanza di informazioni tecniche circa i modelli utilizzati nel test, la scelta di sorvolare su altri parametri di valutazione (come affidabilità, comfort, sicurezza e consumi), e l’aver taciuto il fatto che nella prova di Quattroruote la MiTo era invece risultata complessivamente migliore delle due rivali, giudicando quindi il servizio di Formigli come «sommario» ed «inaffidabile».

Il Gruppo Fiat annunciò immediatamente una azione legale contro il programma per ottenere risarcimento danni per le affermazioni che ritenne «denigratorie e lesive dell’immagine e dell’onorabilità della società».[2]

Reazioni

Dopo la pubblicazione della sentenza, l’avvocato del Lingotto ha esternato la sua soddisfazione per le decisioni del tribunale, in particolare per il fatto che il giudice abbia riconosciuto l’estensione del danno a tutto il gruppo industriale, e non esclusivamente all’Alfa Romeo. Attraverso una nota, l’azienda di Viale Mazzini ha invece annunciato l’immediata intenzione di procedere con l’impugnazione della sentenza. Da parte sua, Corrado Formigli, il giornalista autore del servizio incriminato, ha parlato di «sentenza scioccante» e di un pericolo per il diritto di cronaca.

Tale preoccupazione è stata espressa anche da Roberto Natale, presidente della FNSI, il quale ha rivendicato il diritto di critica del giornalismo verso prodotti commerciali, ed ha paventato il rischio che questa sentenza «intimidatoria» possa diventare «un altro grave bavaglio all’informazione», confidando comunque nelle future decisioni del giudizio d’appello. Giorgio Ariaudo, segretario generale della FIOM, ha anch’egli parlato di «un brutto segnale per la libertà di informazione», parlando di una sentenza «assolutamente sproporzionata» che «fa venire il sospetto che ci sia la volontà di intimidire il sistema dell’informazione». Milena Gabanelli, chiamata ad esperimersi in merito, ha contestato l’imparzialità degli esperti chiamati a redigere la perizia del Tribunale, e la quantificazione del danno rispetto a procedimenti giudiziari analoghi, commentando che la sentenza «costituisce un monito molto duro verso il diritto di critica […] e che lascerà il segno, poiché difficilmente un editore si assumerà il rischio di sostenere simili cifre».


Fonti

Fonti delle parti in causa

Fonti giornalistiche

Note

  1. Comunicato stampa RAI – 21 febbraio 2012, fonte cit.
  2. Comunicato stampa Fiat Group Automobiles – 7 dicembre 2010, fonte cit.

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October 23, 2011

Corteo NO TAV, conclusa la manifestazione, evitati gli scontri

Corteo NO TAV, conclusa la manifestazione, evitati gli scontri

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domenica 23 ottobre 2011
Si è conclusa alle tre del pomeriggio con una dichiarazione di Alberto Perino la manifestazione NO TAV svoltasi in Val di Susa. Secondo gli organizzatori della protesta i partecipanti erano almeno 20 000. In testa al corteo erano presenti i sindaci dei paesi della valle. L’obiettivo era quello di raggiungere pacificamente la zona rossa creata dalle forze dell’ordine per tagliare le reti che la delimitavano, tale azione è stata compiuta e inoltre non sono avvenuti scontri con la polizia, come era avvenuto nelle precedenti contestazioni.

Dopo aver tagliato la recinzione che delimita la zona rossa il corteo si è diviso e qualche centinaio di manifestanti ha raggiunto la baita della Val Clarea, costruzione divenuta uno dei simboli del movimento NO TAV. All’interno della baita i manifestanti hanno fatto un’assemblea nella quale Alberto Perino, storico leader del movimento ha dichiarato:

« Credo che possiamo dirci più che soddisfatti. La manifestazione ha raggiunto gli obiettivi »

E ha aggiunto

« È andato tutto bene chi voleva che finisse male non ci è riuscito »

I manifestanti hanno quindi posto fine alla manifestazione ma hanno dichiarato che la baita verrà comunque presidiata permanentemente da un gruppo di NO TAV.


Fonti[]

Wikivoyage

Wikivoyageha un articolo suVal di Susa.

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