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September 28, 2014

Breno: convegno «Napoleone nelle Alpi. Le montagne d\’Europa tra Rivoluzione e Restaurazione»

Breno: convegno «Napoleone nelle Alpi. Le montagne d’Europa tra Rivoluzione e Restaurazione»

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domenica 28 settembre 2014

Napoleone Bonaparte valica le Alpi (Jacques-Louis David)

Val Camonica
Val Camonica

Si è svolto nel giorno di sabato 27 settembre presso il Palazzo della Cultura di Breno (Valle Camonica) il convegno «Napoleone nelle Alpi. Le montagne d’Europa tra Rivoluzione e Restaurazione», realizzato dalla sezione I.S.T.A. (Incontri per lo Studio delle Tradizioni Alpine) dell’associazione non profit naturalistico-culturale LOntànoVerde.

L’argomento dell’incontro sono stati i cambiamenti avvenuti a seguito delle campagne napoleniche fino all’epoca della Restaurazione, con l’obiettivo di illustrare, in un’ottica di comparazione, fatti, personaggi, trasformazioni sociali, economiche e politiche che sono accadute tra gli anni 1796-1815 e che hanno portato alla fine dell’antico regime

La giornata è stata moderata da Leonida Tedoldi e ha previsto le seguenti relazioni:

  • Fausto Bonomelli – Ivan Faiferri: La Valle Camonica nell’età napoleonica)
  • Giancarlo Marchesi: La Valle Sabbia rivoluzionaria e napoleonica)
  • Gianluigi Garbellini: Un cantone svizzero per la Valtellina?
  • Carlo Romeo: Il Tirolo in età napoleonica.

In mattinata si è svolta la visita guidata “Breno napoleonica” dedicata alla scoperta dei luoghi legati al periodo napoleonico, con visita all’Albero della Libertà, ed in compagnia dei rievocatori in costume dell’11ème Regiment d’Infanterie Légère dell’Associazione Napoleonica d’Italia.


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October 9, 2013

Breno: convegno e mostra «I Signori delle Alpi. Famiglie e poteri tra le montagne d\’Europa»

Breno: convegno e mostra «I Signori delle Alpi. Famiglie e poteri tra le montagne d’Europa»

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mercoledì 9 ottobre 2013

Stemma Lodron a Bressanone

Val Camonica
Val Camonica

Si è svolto nel giorno di sabato 5 ottobre presso il Palazzo della Cultura di Breno (Valle Camonica) il convegno «I Signori delle Alpi. Famiglie e poteri tra le montagne d’Europa», realizzato dalla sezione I.S.T.A. (Incontri per lo Studio delle Tradizioni Alpine) dell’associazione non profit naturalistico-culturale LOntànoVerde.

L’argomento dell’incontro sono state le grandi casate delle Alpi. L’obiettivo era quello di esaminando la loro importanza sia livello locale che al di fuori della propria vallata descrivendone le origini e l’evoluzione, la politica, l’araldica, i rapporti con le istituzioni, i personaggi celebri, le dimore e anche le eventuali leggende popolari.

Il programma della giornata ha previsto le seguenti relazioni:

Stemma Thurn und Taxis, discendenti dai Tasso di Val Brembana

  • Luca Giarelli: Federici di Valle Camonica
  • Francesco Macario: Beccagutti di Esine
  • Albano Bianchi: Capitanei di Scalve
  • Marco Foppoli: Besta di Valtellina
  • Tarcisio Bottani: Tasso di Val Brembana
  • Gianni Poletti: Lodron delle Giudicarie

La moderazione del dibattito e le conclusioni sono state affidate al professor Segrio Onger dell’Università degli Studi di Brescia e presidente dell’Ateneo di Brescia.

Nella stessa giornata è stata inaugurata la mostra “Nobiltà svelata: i volti dell’aristocrazia di Valle Camonica”, a cura du Luca Giarelli e Marta Ghirardelli, contenente la riproduzione digitale di oltre quaranta dipinti di antichi nobili di Valle Camonica.

Il giorno successivo è stata svolta come da programma una visita straordinaria al Castello di Gorzone, antica dimora della famiglia Federici.


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February 10, 2013

Val Camonica: inaugurato l\’ultimo tratto della Statale 42

Val Camonica: inaugurato l’ultimo tratto della Statale 42

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domenica 10 febbraio 2013

Val Camonica
Val Camonica

Inaugurazione della SS 42 tratto Ceto-Berzo Demo

Finalmente conclusi, dopo trentanni dall’inizio delle operazioni i lavori sulla Strada Statale 42 del Tonale e della Mendola. Dalla serata di mercoledì 6 febbraio 2013 è possibile percorrere anche l’ultimo tratto di strada compreso tra Nadro e Forno Allione.

La nuova strada che attraversa la media Valle Camonica si allunga di 8,4 km, di cui quasi 7 costituiti da due gallerie principali: il tunnel Sellero, lungo 5074 metri, e quello Capo di Ponte, di 1866 metri. Si aggiungono la galleria Demo (350 metri) e Berzo (540 metri) a completamento dello svincolo in direzione Edolo.

L’amministatore Unico dell’ANAS Pietro Ciucci, presente all’inaugurazione, ha dichiarato: «L’ultimazione dei lavori ha permesso di completare l’ammodernamento della strada statale 42 tra i Comuni di Ceto e di Berzo Demo, ed eviterà, una volta messa in esercizio, la percorrenza dei centri abitati di Capo di Ponte, Sellero e Cedegolo e il restringimento di carreggiata. Grazie alla variante, inoltre, gli utenti beneficeranno di una sensibile riduzione dei tempi di percorrenza per il collegamento da Brescia e da Bergamo con l’alta Valle Camonica, con maggiori standard di sicurezza e una maggiore fluidità del traffico».

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October 6, 2012

Breno: convegno e mostra «Naturalmente divisi. Storia e autonomia delle antiche comunità alpine»

Breno: convegno e mostra «Naturalmente divisi. Storia e autonomia delle antiche comunità alpine»

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sabato 6 ottobre 2012

Il Diploma imperiale Enrico VII a conferma dell’autonomia della Valle Camonica del 1311

Val Camonica
Val Camonica

Si è svolto nel giorno di sabato 29 settembre presso il Palazzo della Cultura di Breno (Valle Camonica) il convegno «Naturalmente divisi – storia e autonomia delle antiche comunità alpine», realizzato dalla sezione I.S.T.A. (Incontri per lo Studio delle Tradizioni Alpine) dell’associazione non profit naturalistico-culturale LOntànoVerde.

L’argomento dell’incontro era la nascita di alcune comunità alpine, i loro contrasti con i poteri centrali e l’ottenimento dell’autonomia attraverso i secoli. Queste comunità erano istituzioni che si svilupparono tra medioevo e l’età moderna e che in gran parte furono disciolte dalle riforme napoleoniche di inizio Ottocento, e che oggi sono alla radice di alcuni organismi politici: comunità montane, province, cantoni…

Il programma della mattinata ha previsto le seguenti relazioni:

  • Simone Signaroli: Tradizione e ius naturae: in difesa dell’autonomia di Valle Camonica nella prima età moderna
  • Enrico Valseriati – Fabrizio Pagnoni: Tra la serpe e il leone. L’autonomia della Comunità della Riviera di Salò nel tardo medioevo (secoli XIV-XV)
  • Gabriele Medolago: La comunità di Valle Brembana oltre la Goggia
  • Miriam Romelli: La comunità grande di Scalve dal medioevo all’età napoleonica
  • Diego Zoia: La comunità di Valtellina tra medioevo e Grigioni
  • Zeffirino Castellani: I beni indivisi in Trentino: il caso della comunità delle Regole di Spinale e Manez

La moderazione del dibattito e le conclusioni sono state affidate al professor Luigi Blanco dell’Università degli Studi di Trento. Erano presenti presenti in sala alcune classi del Liceo Camillo Golgi di Breno.

Nella stessa giornata è stata inaugurata la mostra “Antiche mappe e statuti delle Alpi”, effettuata con la collaborazione della Rare Book Collection della Lillian Goldman Law Library – Yale Law School (U.S.A.) e la Moll’s collection della Moravian Library (Repubblica Ceca).

Nel pomeriggio si è svolta unavisita guidata al CaMus – Museo Camuno e alla futura sede del Sistema Archivistico di Valle Camonica, la cui inaugurazione è prevista per il 19 ottobre. All’interno dell’Archivio è conservata la Raccolta Putelli contenente gli antichi documenti dell’antica Comunità di Valle Camonica tra cui le pergamene dei privilegi imperiali, viscontei e veneziani.

Gli Statuti di Valle Camonica del 1624

Luca Giarelli, coordinatore del progetto: «Valcamonica: nativamente separata così per sito, essendo essa da monti e lago Sebino detto d’Iseo, lungo 15 miglia et più, che divide il Bresciano, il Bergamasco et Valcamonica, torniata de per sé, come per privilegii imperiali del 1164, confirmati del 1311… Sono queste parole, scritte quattrocento anni fa da un Cancelliere della Spettabile Comunità di Valle Camonica per sottolineare la “naturale divisione” tra il territorio della città di Brescia e la vallata alpina, che hanno stimolato il nostro interesse verso questo tema. Per secoli le antiche comunità hanno lottato contro i poteri superiori per ottenere privilegi ed autogoverno. In diversi casi vi sono riuscite, in altri no. Ma i risultati di questi processi, per quanto remoti nel tempo, si riflettono ancora oggi su molte realtà politiche e amministrative».

«Siamo ampiamente soddisfatti della buona riuscita della giornata. Una sala piena, dei relatori di primo piano e prestigiosi partner internazionali: non potevamo chiedere di meglio. Questi risultati ci consentono di procedere spediti verso la pubblicazione degli atti e la progettazione del nuovo tema “alpino” su cui confrontarsi nel 2013. Ringrazio in particolare coloro che hanno supportato nella realizzazione di questo progetto: Cassa Padana – area camuna, la Comunità Montana di Valle Camonica e dall’Associazione Geometri di Valle Camonica».

Hanno portato i loro saluti all’inizio della giornata il poeta Innocente Foglio, presidente dell’ Associazione nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche … e non, Mario Zanetti, Fondatore e titolare dello Studio d’Arte Zanetti – Uno studio tra le Alpi e collaboratore del convegno I.S.T.A. 2011 che ha portato alla recente pubblicazione «Carnevali e folclore delle Alpi. Riti, suoni e tradizioni popolari delle vallate europee», la Presidente del Distretto Culturale di Valle Camonica e Assessore alla Cultura della Comunità Montana Simona Ferrarini, il delegato dell’Assessore alla Cultura della Provincia di Brescia Giuseppe Donina e Margherita Peroni Assessore al Commercio, turismo e servizi della Regione Lombardia.


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October 10, 2011

Breno: convegno «Carnevali e folclore delle Alpi»

Breno: convegno «Carnevali e folclore delle Alpi»

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lunedì 10 ottobre 2011

Il Badalisc di Andrista

Il Rollate di Sappada

Val Camonica
Val Camonica

Si è tenuto a Breno, in Val Camonica, la mattina di sabato 8 ottobre il convegno “Carnevali e folclore delle Alpi” organizzato dall’associazione naturalistica non profit LOntànoVerde all’interno della rassegna “Dì là dei Monti” degli Incontri per lo Studio delle Tradizioni Alpine (I.S.T.A.) con la collaborazione dello Studio d’Arte Zanetti di Bagolino.

Nel corso dell’incontro sono state presentate diverse di relazioni che hanno approfondito alcuni dei più particolari carnevali e manifestazioni folcloriche alpine, permettendo al pubblico di ammirare, oltre alla mostra “riti di montagna – comparazioni antropologiche nelle antiche tradizioni alpine” di Manuel Schiavi, le maschere del Badalisc di Andrista, del Carneval Vecc di Grosio e i Rollate di Sappada.

La scaletta degli interventi ha visto la partecipazione di Fulvia Scarduelli che ha approfondito il Badalisc, figura mitologica della Valle Camonica protagonista della rappresentazione folclorica che annualmente si ripete all’epifania.

Giovanni Mocchi, docente di Didattica della musica e della multimedialità dell’Università di Pavia, ha approfondito il tema dell’uso rituale dei campanacci in Italia ed in Europa, con un particolare riferimento alla Scasada del Zenerù (Cacciata del Gennaio) di Ardesio, in Valseriana.

Carlo Toini ha illustrato la ricorrenza del Carneval Vecc di Grosio in Valtellina, con l’accompagnamento figurato della “Magra quaresima” e del “Carneval vecc”, oltre a quella della “Bernarda”, emblematico esempio di “maschera doppia”.

Alessio Strambini è intervenuto sulla figura dell’Homo salvadego, manifestazione folclorica diffusa nella Rezia alpina, mentre Linda Armano, dottore di ricerca, Università Ca’ Foscari di Venezia e all’Université Lumière Lyon 2, ha presentato il carnevale di Sappada, anche grazie alla partecipazione di tre Rollate in maschera.

L’ultimo intervento a opera di Luca Ferremi e Nerio Richiedei ha illustrato, tramite la proiezione di un filmato, il Carnevale di Bagolino in Valsabbia.

Il convegno ha visto la partecipazione di Italo Sordi, docente di Storia delle Tradizioni popolari dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, uno dei principali esperti di manifestazioni folcloriche.

«L’impegno che è stato messo per giungere a questa manifestazione è stato ampiamente ripagato.» Ha affermato Luca Giarelli, coordinatore del progetto «La sala ha gradito le interessanti relazioni della mattinata e in particolare sono state apprezzate le figure mascherate che sono intervenute. Il dibattito conclusivo con il pubblico, molto stimolante, e la presenza tra il pubblico di persone provenienti da zone lontane, come la Val d’Aosta o l’Austria, ci hanno svelato quanto in realtà questi temi siano d’interesse comune. È stata un’esperienza veramente appagante. Siamo felici per la buona riuscita dell’evento, per il quale dobbiamo principalmente ringraziare la collaborazione che abbiamo ricevuto dallo Studio d’Arte Zanetti di Bagolino».


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March 22, 2010

Breno: presentato libro sul «santuario di Minerva»

Breno: presentato libro sul «santuario di Minerva»

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lunedì 22 marzo 2010

Val Camonica
Val Camonica

Santuario di Minerva, Breno

È stato presentato ieri alle ore 16.00, all’interno del “Palazzo delle cultura” di Breno in Val Camonica, il volume «Il santuario di Minerva – un luogo di culto a Breno tra protostoria ed età romana».

La pubblicazione, di circa 500 pagine, è stata curata di Filomena (Filli) Rossi, soprintendente per i Beni Archeologici della Lombardia e responsabile della città e la provincia di Brescia per l’età romana, con il contributo di numerosi studiosi.

Gli interventi contenuti sono stati suddivisi in sei sezioni:

  • Il sito e gli scavi: una introduzione alla scoperta del santuario e alcune note sulla geomorfologia della località;
  • L’area sacra nell’età del ferro: l’analisi dei reperti recuperati tra i brandopferplatze e le strutture dell’antico luogo di culto indigeno;
  • Il santuario romano: la parte più corposa, contenente numerosi contributi che spaziano dalle vicende storiche, all’architettura fino allo studio dei materiali scoperti;
  • Il sito in età medievale e moderna: in cui si descrive l’oblio della struttura e le tracce rimaste nella tradizione locale;
  • Altri santuari in Valle Camonica: dove si paragona il Santuario di Minerva ad altri siti religiosi locali;
  • Il parco archeologico del Santuario di Minerva a Breno: capitolo conclusivo in cui si illustra l’istituzione del parco tematico.

Il Santuario di Minerva è stato soggetto ad indagini a partire dalla sua scoperta in località “Spinera” di Breno nel 1986; l’inaugurazione del sito e l’apertura al pubblico è avvenuta nel 2007.


Bibliografia[]

  • Rossi F. (a cura di), Il santuario di Minerva – un luogo di culto a Breno tra protostoria ed età romana, Edizioni ET, Carpenedolo 2010, ISBN 978-88-86752-39-8.

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February 27, 2010

Santicolo: accoltella la moglie e tenta il suicidio

Santicolo: accoltella la moglie e tenta il suicidio

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sabato 27 febbraio 2010

Il paese di Santicolo

Val Camonica
Val Camonica

Stamattina a Santicolo frazione Cortene Golgi, in alta Val Camonica, si è consumato un cruento omicidio. L’imprenditrice tessile di anni 47, Stefania Moranda, è stata uccisa con ripetute ferite di arma da taglio al collo ed al ventre.

Colpevole dell’atto il marito, Stefano Brangi, che ha successivamente ingerito una forte dose di farmici nella speranza che fossero letali. Ora l’uomo è ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Esine.

È stato lo stesso marito, circa alle 10.30 di stamattina, ad avvertire un vicino chiedendo soccorso in quanto la moglie non si sentiva bene. Al suo arrivo però i vicino non ha potuto trovare altro che il corpo eviscerato della donna accanto a quello del compagno privo di sensi.

Secondo le fonti sembra che l’atto omicida sia scaturito da un periodo di grave tensione tra i due coniugi.


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December 25, 2009

Sonico: deraglia treno sulla Brescia-Iseo-Edolo

Sonico: deraglia treno sulla Brescia-Iseo-Edolo

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Sonico, venerdì 25 dicembre 2009

Un’automotrice ALn 668 di LeNord dello stesso tipo coinvolto nell’incidente

Val Camonica
Val Camonica

A poco più di un mese dallo scontro frontale che ha visto coinvolti un treno passeggeri ed una motrice abbandonata, un nuovo incidente colpisce la linea linea Brescia-Iseo-Edolo gestita dal Gruppo FNM.

Giovedì 24 dicembre 2009, poco dopo le 18, all’altezza del comune di Sonico nei pressi del ponte della Dazza, che recentemente ha subito il rifacimento, un convoglio che si dirigeva a Brescia ha impattato contro un ammasso di detriti franato sui binari.

Secondo quanto riferito dai Carabinieri sul mezzo viaggiavano il macchinista e cinque passeggeri, tutti quanti riportanti ferite di lievi entità. Una ragazza è però stata condotta all’ospedale di Esine in stato di shock.

Attualmente è sotto osservazione l’intero versante della montagna sotto la quale scorre, oltre alla ferrovia, anche la strada statale 42 del Tonale e della Mendola. In tutto il territorio camuno si registrano numerose frane causate dalle insistenti piogge che da ore interessano l’area.


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November 26, 2009

Val Camonica: furto di antichi camini al castello di Gorzone

Val Camonica: furto di antichi camini al castello di Gorzone

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giovedì 26 novembre 2009

Val Camonica
Val Camonica

La notizia che ha iniziato a circolare ieri mattina ha lasciato a molti l’amaro in bocca: alcuni delinquenti, approfittando della notte, si sono introdotti nel Castello di Gorzone (Val Camonica) e, dopo aver praticato un foro nel muro, hanno asportato due antichi camini.

Facciata del Castello di Gorzone in Valle Camonica.

Uno dei camini rubati al Castello di Gorzone.

L’amara scoperta è stata effettuata da dei manovali che da alcuni giorni operavano in riparazione del tetto dell’antica struttura e che hanno subito avvertito il proprietario dell’edificio, il dott. Giovanni Citroni.

Secondo le ricostruzioni i malviventi hanno atteso il calare della notte di martedì 24 per introdursi nel parco del castello; qui hanno aperto un varco nel muro, nei pressi dei un portale del 1599, per poi addentrarsi nell’edificio disabitato. Salendo al primo piano hanno quindi operato indisturbati demolendo gli antichi camini ed asportandone le pregevoli parti in pietra Simona. A questo punto, con l’ausilio di coperte e manici di badile trovati in loco, hanno trascinato al refurtiva fino al loro automezzo andandosene indisturbati.

Il proprietario: «Un danno inestimabile perché questi camini non potranno essere più rifatti. Coloro che hanno agito non si possono chiamare ladri ma solo delinquenti».

I camini si trovavano nelle due sale posizionata nell’ala sud-est del castello, sopra il portale d’accesso principale; essi erano stati costruiti con la tipica pietra rossa locale e si presentavano pressoché identici: un architrave sorretto da due semi-colonnette. Su entrambi trovava l’iscrizione “1495” e l’unico dettaglio per cui si distinguevano era che su uno vi era scolpito l’antico stemma della famiglia Federici, sull’altro lo stemma della famiglia della Scala.

Secondo gli esperti che avevano studiato i camini la datazione al XV secolo con l’associazione agli Scaligeri lasciava molto perplessi, dato che al quel tempo il peso politico della famiglia veronese era alquanto ridotto. Inoltre sia la lavorazione, che il carattere delle cifre, avevano fatto avanzare l’ipotesi i manufatti fossero in realtà un falso storico risalente all’inizio del XX secolo.

Il Castello di Gorzone, già esistente nel XII secolo, fu la principale rocca della famiglia Federici di Valle Camonica. A partire dal XV secolo, sotto la dominazione veneta, la struttura venne adattata fino a divenire una sontuosa dimora signorile. Abitata dai membri della famiglia Fedeirici fino a metà del XIX secolo, passò successivamente in mano alla famiglia Alberzoni, che nel 1928 operò un profondo restauro della struttura. Chiuso e disabitato nell’ultima parte del XX secolo, dal 2008 l’associazione non-proft LOntànoVerde si era impegnata per riaprire la struttura e renderla visitabile.

Il furto dei camini è, a detta dei diretti interessati, stato effettuato su commissione. Si sollecita comunque chiunque possa fornire aiuto al recupero dei materiali a contattare il proprietario o l’associazione LOntànoVerde.


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October 22, 2009

Paspardo: scoperte pitture rupestri dell\’età del ferro

Paspardo: scoperte pitture rupestri dell’età del ferro

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Il territorio del comune di Paspardo in Valle Camonica

giovedì 22 ottobre 2009

Val Camonica
Val Camonica

Nuova scoperta eccezionale in Valle Camonica: in un’area del comune di Paspardo sono state ritrovate su una parete rocciosa degli antichi disegni dell’età del ferro. La vallata alpina, già famosa per il suo patrimonio UNESCO di incisioni rupestri, può ora affermare anche la presenza di pittura rupestre sulle proprie superfici.

La scoperta, effettuata dall’archeologo danese Bjarne Stig Hansen e stata confermata dal Dipartimento Valcamonica e Lombardia del Centro Camuno di Studi Preistorici, è avvenuta presso l’area delle “Scale di Paspardo”, lungo la forra del torrente Re di Tredenus. In questa località, particolarmente scoscesa, sono stati documentati quattro cavalieri di colore rosso, dettagliati da un elmo crestato e vesti, un grosso volto a dimensioni naturali ed una figura antropomorfa in bianco. A queste pitture si affianca una croce incisa con la data “1560”.

Secondo gli studiosi le figure sono databili alla tarda età del ferro (IV-I a.C.) e hanno poche corrispondenze con le altre rare figure pittografiche parietali della Valle Camonica, sebbene lo stile sia perfettamente comparabile con i siti di arte rupestre circostante.

Questo pannello, che a cento anni dalla prima segnalazione dei petroglifi di Valle Camonica si rivela essere il più importante ritrovamento pittografico dell’arte rupestre centro-alpina, sarà presentato ufficialmente a fine ottobre nel corso del “XXIII Valcamonica Symposium”.


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