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July 17, 2016

Stati Uniti: uomo morto dopo un incidente al Chicago Open Air festival

Stati Uniti: uomo morto dopo un incidente al Chicago Open Air festival

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domenica 17 luglio 2016

Veduta panoramica del Toyota Park di Bridgeview

Un ventinovenne, identificato come Robert Smucz, è morto dopo essere caduto dagli spalti del Toyota Park di Bridgeview, in Illinois (Stati Uniti), mentre assisteva al Chicago Open Air festival.

Secondo alcuni testimoni, venerdì 15 luglio scorso intorno alle 22:00 ora locale, l’uomo, seduto su un parapetto di uno degli spalti, per cause ancora poco chiare, è caduto. L’uomo, dichiarato fin da subito in condizioni critiche, è stato portato d’urgenza al Advocate Christ Medical Center di Oak Lawn, dove è stato dichiarato morto alle 22:50 ora locale.

L’autopsia ha stabilito che l’uomo è deceduto a causa delle gravi ferite riportate dopo la caduta.


Fonti[]

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Altri tre agenti uccisi in U.S.A.

Altri tre agenti uccisi in U.S.A. – Wikinotizie

Altri tre agenti uccisi in U.S.A.

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domenica 17 luglio 2016

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Sparatoria di Baton Rouge.

A Baton Rouge in Louisiana (Stati Uniti) tre agenti della polizia, di cui uno afroamericano, sono stati uccisi ed altri tre sono rimasti feriti in una sparatoria presso una stazione di servizio in seguito ad una telefonata che richiedeva il loro intervento. Non è ancora chiaro se la sparatoria fosse già in corso prima del loro arrivo oppure la telefonata sia stata una trappola. Il portavoce dello sceriffo propende per la prima ipotesi, ritenendo che fosse in corso uno scontro a fuoco tra gang.

L’unico sparatore, un ex marine afroamericano di 29 anni, è stato ucciso, ma sono state arrestate altre due persone.

Tra gli altri il Presidente Barack Obama ha condannato il gesto, mentre il candidato alla Presidenza Donald Trump ha chiesto “legge e ordine”. Il capo del sindacato di polizia dell’Ohio ha invece proposto al governatore del suo Stato, senza successo, di sospendere il diritto di portare armi, in vista della convention dei Repubblicani che si terrà a Cleveland nei prossimi giorni.

Il 5 luglio scorso, sempre in Louisiana, un afroamericano era stato ucciso dalla polizia; dopo essere stato immobilizzato a terra, uno dei poliziotti gli aveva sparato ritenendo che avesse un’arma.

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Fonti[]

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April 11, 2014

Milano: calca, pericolo, disorganizzazione, lavori in corso e mezzi pubblici insufficienti al Fuorisalone 2014

Milano: calca, pericolo, disorganizzazione, lavori in corso e mezzi pubblici insufficienti al Fuorisalone 2014

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Milano, venerdì 11 aprile 2014

Prosegue il Fuori Salone 2014 a Milano, in concomitanza con il Salone Internazionale del Mobile, ma la disorganizzazione crea gravi problemi.

Disagi pedonali[]

Venerdì 11 aprile 2014, in alcuni luoghi di maggior richiamo di persone (molte delle quali semplici curiosi attratti dalla movida che il Fuori Salone aumenta) e anche a causa di collocazioni di non facile accesso (come nella zona di via Tortona, vicino a Porta Genova, sbarrata a est da una linea ferroviaria, a sud da un naviglio[1] superabili solo in alcuni punti) si è creata calca, che ha generato situazioni di disordini e di pericolo.

Ad esempio lo stretto ponte pedonale tra pedonale tra Piazzale Stazione Genova (dove si trova la stazione della metropolitana Porta Genova) e via Tortona era strapieno di persone, e la mancanza di una divisione tra i flussi nei due sensi di marcia ha creato una situazione di vero e proprio ingorgo pedonale. Ad aggravare la situazione, non solo persone che trasportavano passeggini, biciclette o altri oggetti, persone che avendo perso altre del proprio gruppo si fermavano per aspettarle ostruendo così il passaggio ma anche gruppi di ragazzi che per scherzo si muovevano volutamente dove vi era maggior flusso nel verso opposto urtando altre persone, facendo anche schiamazzi. La ripidità e la scivolosità delle scale in metallo hanno ulteriormente reso pericolosa la situazione.

Altri problemi causati da schiamazzi, vetri di bicchieri e di bottiglie per terra, persone che urinavano contro i muri (tra le proteste dei residenti), auto che transitavano nelle vie chiuse al traffico (presumibilmente dirette o provenienti da un luogo all’interno dell’area chiusa al traffico).

Poca presenza delle forze dell’ordine[]

Due persone della Polizia locale presenti all’incrocio poco dopo mezzanotte tra via Savona, via Tortona e via Orseolo hanno sostenuto che era impossibile regolare il traffico a causa dei pedoni. E hanno riferito che era impossibile per loro far fronte a tutte le problematiche della zona poiché erano solo in due, e che il loro comando era a conoscenza di tali problematiche e della scarsità di personale sul posto e che la Prefettura era a conoscenza che questa manifestazione crea problemi ogni anno. Alcune persone presenti sul luogo hanno dichiarato di non aver visto altre forze dell’ordine in tutta la zona, tranne un minibus della Polizia locale parcheggiato in Piazzale Stazione Genova, con due agenti seduti sui sedili posteriori.

Carenza di trasporti[]

Inoltre, i lavori in corso e la scarsità di mezzi di trasporto pubblico hanno creato ulteriori disagi e problemi.

Piazza XXIV maggio e vie limitrofe sono interessati a lavoro di riqualificazione che comportano anche decisioni e limitazioni di linee di trasporto pubblico, il che ha reso più complicato giungere in zona, spingendo più persone a utilizzare mezzi privati o la linea 2 della metropolitana. ATM ha consigliato di utilizzare anche la fermata di Sant’Agostino della linea 2 oltre a quella di Porta Genova. Però, poiché non è stato posticipato l’orario di termine servizio della metropolitane (previsto solo per la notte di sabato 12) chi ha seguito tale consiglio per il ritorno dopo mezzanotte è stato impossibilitato a salire sugli autobus sostitutivi della metropolitana in direzione del centro città, provenienti dalla precedente fermata di Porta Genova già pieni.

Durante tutti questi disagi, si sentivano varie persone commentare negativamente queste vicende e come fosse stata male organizzata la progettazione e la gestione, esprimendo anche dubbi e preoccupazioni per cosa avverrà durante Expo 2015


Note[]

  1. http://www.openstreetmap.org/?mlat=45.45382&mlon=9.16881#map=19/45.45382/9.16881 – Mappa del luogo

Fonti[]


Notizia originale
Questo articolo contiene notizie di prima mano comunicate da parte di uno o più contribuenti della comunità di Wikinotizie.

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March 23, 2013

Oggi il funerale di Stato di Antonio Manganelli

Oggi il funerale di Stato di Antonio Manganelli

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sabato 23 marzo 2013

Antonio Manganelli

Si è tenuto oggi a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in piazza della Repubblica, il funerale di Antonio Manganelli.

La vita e la carriera[]

Antonio Manganelli era nato ad Avellino nel 1950 e, con una laurea in giurisprudenza e una specializzazione in criminologia clinica, aveva prestato lungo servizio nella Polizia di Stato, fino a esserne nominato capo.

Negli anni ’80 aveva prestato servizio nel Nucleo anticrimine, collaborando anche con i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Negli anni ’90 diresse prima lo SCO (Servizio centrale operativo) e quindi il Servizio centrale di protezione dei collaboratori di giustizia; nel 1997 venne inviato a Palermo come questore e, nel 1999, a Napoli.

Con la nomina prefettizia del 2000 venne nominato direttore centrale della Polizia criminale e vice direttore generale della Pubblica Sicurezza, e nel 2007 venne nominato Capo della polizia e direttore generale della pubblica sicurezza.

Con la sua grande esperienza in materia di tecnica investigativa e sequestri di persona, aveva pubblicato numerosi saggi in proposito e aveva anche l’incarico di docente di tecnica di polizia giudiziaria alla Scuola superiore di polizia.

Sposato e con una figlia, il 24 febbraio 2013 venne ricoverato d’urgenza all’Ospedale San Giovanni Addolorata per un edema cerebrale, che è stato in seguito ridotto durante un intervento chirurgico; le complicanze di un’infezione respiratoria lo hanno poi portato alla morte nella mattina del 20 marzo.

La camera ardente e i funerali[]

L’interno della basilica

La camera ardente era stata allestita venerdì presso la Scuola superiore di polizia, e a onorare il feretro erano giunte in visita molte personalità politiche ed istituzionali, moltissimi cittadini, ma soprattutto un gran numero di poliziotti, che vedevano in Antonio Manganelli un grande “Capo”, uno di loro.

Al funerale di Stato hanno partecipato le massime cariche dello stato, tra cui il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio Mario Monti e il Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, numerose personalità istituzionali, militari, civili e politiche, tra cui il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

La cerimonia ha avuto inizio alle ore 11.00 ed è stata presieduta da Agostino Vallini, cardinale vicario del papa per la diocesi di Roma. Il feretro ha ricevuto, come da protocollo, gli onori militari resi da una formazione e dalla banda musicale della Polizia di Stato e da una formazione mista delle altre forze di Polizia italiane, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato, data la carica di “Direttore generale della pubblica sicurezza” ricoperta da Manganelli.

Al termine della celebrazione, il ministro Cancellieri ha voluto rendere il suo omaggio a Manganelli con un lungo e commosso discorso, come anche il suo vice, Alessandro Marangoni, e il neo presidente del Senato Piero Grasso.


Fonti[]

Altri progetti[]

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December 11, 2012

Lombardia, trasporto ferroviario nel caos

Lombardia, trasporto ferroviario nel caos

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martedì 11 dicembre 2012

Convoglio Trenord in attesa alla stazione di Milano Cadorna

Pesantissimi disagi continuano da oltre due giorni sulla rete ferroviaria lombarda, gestita da Trenord: quello che viene riferito come un “inconveniente tecnico al sistema informatico” sembra aver gettato nel caos il trasporto ferroviario regionale, e ulteriori inconvenienti hanno contribuito a peggiorare la situazione.

9 dicembre: il giorno della Seregno-Saronno[]

Domenica 9 dicembre scorsa è stata una data importante per Trenord: quel giorno infatti è stata riattivata la tratta Seregno-Saronno, percorsa dai treni della linea S9 del servizio suburbano milanese, è entrato in vigore il nuovo orario ferroviario regionale (che ha visto l’introduzione di 140 nuove corse) ed è iniziato l’utilizzo del nuovo sistema informatizzato di programmazione e gestione dei turni del personale. Già all’inizio di dicembre c’era stata infatti l’introduzione del nuovo contratto di lavoro, che aveva introdotto nuovi orari e nuove turnazioni per il personale.

Il ritorno all’attività della Seregno-Saronno, dopo 125 anni dalla sua inaugurazione e 54 senza servizio viaggiatori ma solo merci, è stato però amaro: già sabato notte i vandali avevano imbrattato le nuove fermate della linea non ancora in funzione, domenica si sono registrati frequenti ritardi e in un caso, addirittura, il convoglio si è bloccato in piena linea tra le stazioni di Seveso-Baruccana e Seregno, costringendo all’attivazione di un servizio sostitutivo con autobus (in quella tratta la linea è ad unico binario) e ad ore di attesa prima del riavvio del servizio. Un incidente avvenuto poi in serata, al passaggio a livello di Cesano Maderno “SNIA”, ha poi l’istitutizione di un ulteriore servizio sostitutivo.

Il treno “inaugurale” di lunedì, con a bordo il governatore Formigoni e l’amministratore delegato di Trenord Giuseppe Biesuz, è stato oggetto delle contestazioni di alcuni dipendenti dell’azienda in merito ai nuovi orari di lavoro e dei sistemi di sicurezza attivi sulla linea, giudicati carenti; in linea con i treni precedenti, il convoglio è giunto in ritardo alla stazione di Seregno.

I problemi al sistema informatico[]

Tuttavia, è stato proprio un malfunzionamento al nuovo sistema informatico ad aver provocato enormi problemi non solo ai viaggiatori, ma anche al personale e all’azienda stessa.

Il nuovo sistema, infatti, avrebbe dovuto gestire le turnazioni del personale in base agli orari e alla composizione dei convogli, ma il problema al software ha fatto sì che a molti treni non fosse assegnato correttamente il personale, o che quello presente non potesse far partire i treni. Tutto questo ha causato ritardi a praticamente tutti i convogli, che in molti casi hanno superato i 60 minuti, ed in alcuni casi anche i 100. Moltissimi i treni soppressi, sia già in partenza (per mancanza del personale) sia in una stazione intermedia della tratta, a causa degli eccessivi ritardi che obbligavano al ritardo anche i treni seguenti.

La comunicazione ai viaggiatori è comunque stata abbastanza efficace, considerando la grande variabilità delle situazioni e delle modifiche alla circolazione; spesso i pendolari hanno dovuto cambiare treno nelle stazioni intermedie e viaggiare sul successivo, considerando i frequentissimi ritardi intorno ai 25 minuti, anche se gli utenti si sono trovati a doversi consigliare a vicenda vista la situazione. I treni in arrivo, infatti, spesso non rispettavano la “sequenza” oraria, e quindi partivano prima di altri convogli che sarebbero dovuti partire solo in seguito.

Si riferisce anche di situazioni assurde, in cui i macchinisti presenti, liberi dal servizio, non fossero autorizzati alla marcia, mentre si era in attesa dell’arrivo di un collega sostituto, ignaro di tutto, il cui turno non era ovviamente stato previsto dal sistema.

L’arresto di Biesuz[]

Nella mattinata di martedì 11 dicembre si sarebbe dovuta tenere una conferenza stampa nella sede di Trenord in piazzale Cadorna, a Milano, con la partecipazione dell’amministratore delegato Giuseppe Biesuz, che avrebbe dovuto spiegare le cause dei disagi e le azioni intraprese dall’azienda per la loro risoluzione; era stato già in precedenza comunicato che i tecnici informatici erano al lavoro 24 ore su 24 sin dalla serata di domenica.

La conferenza stampa è poi stata annullata quando già i giornalisti erano sul posto a causa dell’arresto proprio dell’amministratore delegato Biesuz, condotto agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza poco prima della prevista conferenza stampa. L’arresto è stato operato per l’ipotesi di bancarotta fraudolenta della società Urban Screen, di cui era stato amministratore delegato fino al 2008 e su cui erano in corso le indagini. In ogni caso è stato precisato che le vicende oggetto delle indagini non hanno nulla a che fare con Trenord, né tantomeno con i disagi di questi giorni.

I ritardi si sono accumulati per tutta la giornata di lunedì 10 e anche per la giornata successiva; nel pomeriggio di martedì 11 Trenord confermava il permanere dei disagi, mentre in serata risultavano assegnati i turni del giorno successivo: l’azienda avvertiva comunque i viaggiatori di possibili ritardi e variazioni alla circolazione anche per il giorno successivo.


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Wikivoyage

Wikivoyage ha un articolo su Lombardia.

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September 26, 2012

Il direttore del Giornale Alessandro Sallusti condannato al carcere per diffamazione

Il direttore del Giornale Alessandro Sallusti condannato al carcere per diffamazione

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mercoledi 26 settembre 2012

Il direttore de il Giornale, Alessandro Sallusti, è stato condannato definitivamente, dalla Corte di Cassazione, alla pena di 1 anno e 2 mesi di reclusione per violazione dell’art. 595 codice penale italiano e art. 13 legge 47/48 cioè reato di Diffamazione in quanto nel 2007 il giornale Libero, di cui Sallusti era direttore, pubblicò un articolo firmato con pseudonimo dove si raccontava una vicenda di una ragazza che era stata costretta ad abortire dal giudice tutelare e dai genitori, situazione rivelatasi poi falsa in quanto la volontà della ragazza non era stata coartata, inoltre l’articolo conteneva varie falsità che intaccavano la reputazione del magistrato. Sallusti è stato condannato come responsabile dell’articolo in quanto direttore responsabile.

La pena comunque per il momento è stata sospesa dalla Procura di Milano, che deve dare esecuzione alla condanna, per via della mancanza di recidive e cumuli di pena a carico del giornalista.

Sallusti dopo la notizia della condanna ha comunicato le dimissioni da direttore del giornale e inoltre la volontà di non chiedere misure alternative al carcere.

Unanimi le critiche dal mondo della stampa verso la condanna e la legge, ritenuti non degni di un paese giuridicamente civile.


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September 9, 2012

Berlusconi: voci di vendita per Villa Certosa

Berlusconi: voci di vendita per Villa Certosa

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domenica 9 settembre 2012

Berlusconi e Putin a Villa Certosa

Poco più di un anno fa, nello spazio di una notte, Silvio Berlusconi aveva acquistato, con un vero e proprio coup de théâtre, una villa sulla spiaggia di Lampedusa. Ora è invece un’altra delle numerose residenze del Cavaliere a conquistare l’attenzione della stampa: si tratta di Villa Certosa, dimora sarda più volte al centro delle cronache mondane che circondano l’ex Presidente del Consiglio.

Secondo quanto riporta una fonte giornalistica a lui molto vicina, Berlusconi avrebbe maturato nel tempo una profonda insofferenza per le continue violazioni della privacy che sarebbe a suo dire costretto a patire a Villa Certosa, tanto da essersi risolto, sembra, nell’inattesa decisione di vendere la villa. L’accordo sarebbe già cosa fatta, e si sarebbe concluso pochi giorni fa in Costa Smeralda per una cifra, ancora non confermata, di 470 milioni euro.

Il facoltoso acquirente, giunto in Sardegna a bordo di uno yacht da 147 metri, sarebbe uno degli uomini più ricchi della Terra, Khalifa bin Zayed Al Nahayan, in possesso di un patrimonio personale stimato da Forbes in 25 miliardi di dollari. Anch’egli, come Berlusconi, concilia l’attività di magnate con quella di politico, essendo emiro di Abu Dhabi e presidente in carica degli Emirati Arabi Uniti.


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September 1, 2012

Grattacapi con il fisco per Valerio Merola

Grattacapi con il fisco per Valerio Merola

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sabato 1 settembre 2012
Il presentatore Valerio Merola è entrato nel mirino della giustizia italiana, per problemi con il fisco.

A mettere nei guai il popolare presentatore italiano non sono più i risvolti sessuali della sua professione, da cui era stato difeso dal suo avvocato di fiducia, tirando in ballo le spropositate dimensioni del membro gli precludevano una soddisfacente pratica sessuale, da cui il soprannome “Merolone”.

Merola aveva trovato casa, e quindi posto lì la sua residenza, nel Principato di Monaco, famoso paradiso fiscale. Ora, un’indagine della Guardia di Finanza mette in dubbio l’assiduità delle sue frequentazioni monegasche. Infatti, secondo gli occhiuti militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, quella residenza era solo un paravento che dissimulava un’attività svolta interamente in Italia. Con lo schermo di alcune società intestate ad amici e prestanome, e grazie alla residenza stabilita a Montecarlo, Valerio Merola poteva essere immune da qualsiasi formalità o obbligo fiscale.

Le indagini dei militari avrebbero poi portato alla luce una serie di conti correnti a lui intestati, o a riconducibili a suoi prestanome, che rappresentavano i crocevia di ingenti flussi finanziari. Secondo gli accertamenti compiuti, questa architettura societaria e fiscale avrebbe sottratto al fisco emolumenti in nero per 4,6 milioni di euro, e 1,5 milioni di Imposta sul valore aggiunto, in quell’arco temporale di cinque anni al di fuori del quale su ogni rilievo è già intervenuta la scura della prescrizione civile.

Oltre al prevedibile contenzioso civilistico e tributario, per l’addebito di imposte dirette e indirette dovute sui compensi incassati in nero, la conclusione degli accertamenti fiscali ha anche guadagnato, al popolare personaggio televisivo, un avviso per reati tributari che porterà dietro di sé inevitabili strascichi giudiziari. L’interessato nega ogni addebito, sostenendo di aver adempiuto pienamente ai suoi obblighi fiscali nel Principato di Monaco, annunciando, a sostegno delle sue affermazioni, la presentazione di documentazione ufficiale del ministero delle finanze monegasco.

Non si sa, però, se sarà questa la linea di difesa dal suo avvocato di fiducia, o se preferirà ricorrere a strategie non convenzionali, come accaduto quelle dispiegate ai tempi del “Merolone”. Se dovesse ammettere una parte dei rilievi tributari, Valerio Merola, al pari di altri popolarissimi vip, come Luciano Pavarotti, Valentino Rossi e Dolce & Gabbana, potrebbe accedere a uno di quei consistenti sconti che il clemente fisco italiano riconosce ai reprobi famosi.


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August 28, 2012

Rigurgiti omofobi in Abruzzo

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Rigurgiti omofobi in Abruzzo

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martedì 28 agosto 2012

Manifestazione di Forza Nuova di fronte al Castelvecchio di Verona

Il dibattito su un possibile riconoscimento, anche in Italia, di un sistema di diritti per le coppie omosessuali, al pari di quanto succede in altri paesi del mondo occidentale, sta crescendo, con la sua coda di distinguo e polemiche, man mano che ci si avvicina alla possibile scadenza elettorale prevista per il prossimo anno.

L’iniziativa di Forza Nuova[]

Oggi, martedì 28 agosto, la temperatura dei commenti han raggiunto il calor bianco dopo che, in Abruzzo, il coordinamento regionale di Forza Nuova, organizzazione di estrema destra, è passato al contrattacco con affissioni di manifesti inneggianti a un’Italia che «ha bisogno di figli, non di omosessuali». La slogan omofobico, su fondo rosso e a caratteri cubitali, campeggia sull’immagine inequivocabile di un’allegra e sorridente famigliola eterosessuale composta da due genitori e due figli, un quantitativo al di sotto della crescita zero.

A chiarire meglio il pensiero che ispira gli autori dell’iniziativa, è lo stesso coordinatore regionale, Marco Forconi, che si esprime, sull’omosessualità, con parole destinate ad acuire ancor di più la polemica: «proviamo ribrezzo e repulsione per quella che consideriamo una patologia».

La campagna è iniziata nel comune di Ortona, in provincia di Chieti, in risposta a un’iniziativa dell’ARCI contro l’omofobia, ma l’organizzazione di estrema destra già annuncia di volerla estendere a tutto l’Abruzzo, non solo a colpi di manifesti, come fatto finora, ma anche attraverso volantinaggi e gazebo informativi per strada.

Reazioni e appelli[]

La vicenda ha suscitato le reazioni sdegnate di associazioni impegnate per l’affermazione dei diritti civili, contro discriminazione e omofobia. Il comportamento è stato stigmatizzato come un «gravissimo segnale di intolleranza» che non è possibile sottovalutare, una «campagna di odio ideologico e omofobo» da «respingere con forza» con un appello «a tutti gli attivisti, i militanti, le forze sociali, civili e politiche di condannare e di respingere il razzismo e l’omofobia delle formazioni neofasciste e di sostenere le campagne democratiche e civili di difesa e affermazione dei diritti di tutte le persone, qualunque sia la loro scelta sessuale o la loro provenienza geografica».


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February 25, 2012

Yemen: attacco kamikaze di Al Qaida a Al-Mukalla

Filed under: Asia,Attentati,Cronaca,Politica e conflitti,Pubblicati,Yemen — admin @ 5:00 am

Yemen: attacco kamikaze di Al Qaida a Al-Mukalla

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sabato 25 febbraio 2012

La città di Al-Mukalla

Sono almeno 26 i morti dell’attentato che questa mattina un kamikaze alla guida di un’auto ha sferrato contro la residenza presidenziale di Al-Mukalla, capoluogo del governatorato di Hadramawt nel sud-est dello Yemen. I morti sono tutti yemeniti membri della guardia presidenziale, mentre secondo la televisione al-Arabiya l’attentatore potrebbe essere Mohammed al-Sayari, un saudita. L’attentato è stato rivendicato da Al Quaida, organizzazione duramente attaccata da Abde Rabbo Mansour Hadi, il nuovo presidente yemenita, che proprio oggi ha giurato davanti al Parlamento.

Questo attentato evidenzia come la crisi che il paese sta attraversando dal 2004 non si sia risolta con le dimissioni del ex-presidente Ali Abdullah Saleh. Saleh infatti era stato indicato da molti come l’istigatore della guerra civile che da 8 anni imperversa nel nord del paese.


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