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August 20, 2018

Esonda il torrente Raganello in Calabria

Esonda il torrente Raganello in Calabria

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lunedì 20 agosto 2018

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20 agosto
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Le gole del Torrente Raganello

Il Torrente Raganello a Civita è esondato a causa della pioggia. Due gruppi di escursionisti che stavano visitando il Parco nazionale del Pollino sono stati coinvolti. Ci sono 10 morti, mentre 23 persone sono state salvate. I dispersi sono ancora 3, ma ci potrebbero essere escursionisti che non facevano parte di alcun gruppo e che quindi non possono essere previsti.

I vigili del fuoco stanno eseguendo le ricerche, che proseguiranno per tutta la notte. Nella palestra del comune è stato allestito un centro di primo soccorso.

Il torrente coinvolto è uno dei più visitati, dove molto spesso si pratica torrentismo, così come sono numerose le visite speleologiche nelle gole e nei canyon nelle vicinanze del torrente.


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April 23, 2015

Calcio, la Coppa Italia Lega Pro scende in Calabria

Calcio, la Coppa Italia Lega Pro scende in Calabria

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giovedì 23 aprile 2015

Un momento del ritorno della finale di Coppa Italia Lega Pro 2014-2015 tra Cosenza e Como, disputato allo Stadio “San Vito”.

È stato consegnato ieri, allo Stadio “San Vito”, il primo trofeo ufficiale della stagione.

Si tratta della 43ª Coppa Italia d Lega Pro ed è stata vinta dal Cosenza nella doppia sfida della finale.

Dopo la vittoria per 1 a 4 in terra comasca dell’ 8 aprile, il Cosenza bissa la vittoria ieri sera nello stadio di casa, il “San Vito”, vincendo per 1 a 0 con il gol al 33° minuto di Simone Ciancio, aggiudicandosi il trofeo.

Per il Cosenza si tratta della prima vittoria in questa competizione.


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November 27, 2012

Rossano (Cosenza): rissa fra onoranze funebri per i corpi dei sei braccianti romeni travolti dal treno

Rossano (Cosenza): rissa fra onoranze funebri per i corpi dei sei braccianti romeni travolti dal treno

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martedì 27 novembre 2012
Rossano: a poche ore dal tragico incidente ferroviario nel quale hanno perso la vita sei lavoratori stagionali di nazionalità romena, tre donne e tre uomini, impiegati nella raccolta delle clementine e di rientro a conclusione della giornata lavorativa, una scena di sciacallaggio si è consumata alla presenza delle forze dell’ordine e sotto gli occhi stupefatti di parenti e amici delle vittime.

Protagonisti dello sconcertante episodio i titolari e i dipendenti di alcune agenzie di onoranze funebri dei paesi vicini, accorsi prontamente sul luogo della tragedia. Mentre le forze dell’ordine, vigili del fuoco e il personale medico e paramedico prestavano servizio intorno al luogo del tragico scontro, da una parte si sente urlare davanti alla carcassa dell’auto:

«Quelli sono tutti miei. Sono stato avvisato dall’ospedale, sono arrivato per primo, se qui viene qualcuno che non è di Rossano succede un casino. Questa è roba nostra, non vogliamo gente da Corigliano o da Mirto»

Immediata la replica della ditta concorrente:

«No, facciamo uno a testa»

Seguivano spintoni, ceffoni e la rissa con le barelle utilizzate come strumento per colpire l’avversario, con un unico obiettivo: da una parte tentare di accaparrarsi una “fetta”, dall’altra mettere le mani su tutta la torta, costituita dalle salme dei sei poveri braccianti. Lo scontro continua, con la promessa di rivedersi in momenti più “tranquilli”. Così mentre sui binari i vigili del fuoco si adoperano per estrarre con attenzione e delicatezza i resti dilaniati delle vittime, fuori dal luogo della strage gli operatori delle pompe funebri raccolgono i corpi in fretta, senza alcun rispetto per quei poveri resti senza vita, correndo il più velocemente possibile, quasi fosse una gara a chi arraffa più cadaveri.

Un urlo di indignazione si leva dalla strada: «Sono degli sciacalli» ma chi lo ha lanciato si nasconde quando uno degli operatori cerca con insistenza di capire chi è stato.

Quando lo scontro tra le ditte concorrenti sembra ormai essersi placato, esplode la rabbia di uno dei titolari delle agenzie funebri che evidentemente vede sfumare l’affare. Nella concitazione i portantini perdono l’equilibrio, facendo rovinare a terra dalla barella il corpo che vi era adagiato. Di fronte a una scena tanto raccapriciante si levano le urla di indignazione di parenti e amici delle vittime. Qualcuno grida:

«Vergognatevi, questo è il mio sangue, non sono dei cani questi sono esseri umani»

Quando i mezzi con a bordo i corpi dei sei lavoratori si allontanano dal luogo della tragedia vengono inseguiti dalle urla:

«Sciacalli, sciacalli!»


Fonti

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March 21, 2012

Il comune di Acquaformosa protesta contro l\’IMU

Il comune di Acquaformosa protesta contro l’IMU

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mercoledi 21 marzo 2012

Il comune di Acquaformosa, in provincia di Cosenza, ha deciso, come protesta contro il governo nazionale, di applicare al minimo consentito il prelievo tributario per la nuova imposta municipale: il 2 per mille per la prima casa e il 7,6 per mille per le seconde case.

Il sindaco della cittadina, Giovanni Manoccio, ha detto in consiglio comunale che il governo «fa diventare gli amministratori degli enti locali i gabellieri dei cittadini». Il comune in base a questa scelta incasserà solo 315 € di IMU sulla prima casa.

L’iniziativa si propone come «civile protesta» per contrastare concretamente la crisi economico-sociale in atto e si accompagna all’invito ad altri enti a seguire la stessa strada per «dare voce al malcontento diffuso delle famiglie meno abbienti» che si ritrovano «a pagare un nuovo balzello iniquo e oneroso».


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November 6, 2008

Cosenza, facoltà dell\’UniCal tiene un Consiglio in piazza

Cosenza, facoltà dell’UniCal tiene un Consiglio in piazza

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giovedì 6 novembre 2008

Alle ore 16:00 del 5 novembre 2008 in Piazza XI Settembre a Cosenza inizia il primo Consiglio di Facoltà pubblico della storia dell’Università della Calabria. A indirlo è la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, con unico punto del giorno una discussione sulla Legge 133/2008, approvata in agosto dal governo Berlusconi.

Il preside di Facoltà, prof.Crisci, utilizzando una presentazione, espone i punti salienti della legge che sono messi in discussione dalla recente legge di bilancio approvata dal governo: il taglio dei fondi, il blocco del turnover (il meccanismo di svecchiamento all’interno dell’università), la trasformazione delle università pubbliche in Fondazioni di diritto privato. Nelle ultime diapositive, infine, Crisci ricorda l’esistenza degli apparati legislativi, prodotti dai precedenti governi, utili a ridurre lo sperpero delle risorse universitarie, come ad esempio la proliferazione dei corsi di laurea degli ultimi anni.

Proprio lo spreco delle risorse è uno dei punti fondamentali che emerge dalla discussione, iniziata da un intervento dello stesso Crisci, il quale, auspicando una discussione critica all’interno dell’università stessa, sottolinea l’importanza per l’istituzione accademica di dotarsi di buon organi di autogoverno, di reclutamento del personale di ricerca, di gestione dei fondi, di autovalutazione dei risultati prodotti. La parola viene quindi presa da un rappresentante dei precari della ricerca dell’UNICAL, Amerigo Beneduci, che legge all’assemblea un documento redatto negli ultimi giorni di discussioni interne tra gli stessi. Il documento, sottolineando come imprescindibile il ritiro dei provvedimenti governativi sull’università presenti nella Legge 133/2008, invita la Facoltà a una prendere posizione netta e chiara in merito e chiede alla stessa di farsi portavoce nelle sedi opportune (rettore, Senato Accademico) delle istanze dei precari della ricerca, che ad esempio rivendicano una maggiore rappresentanza all’interno negli organi decisionali accademici (dai quali sono generalmente esclusi o al più accolti come uditori) e la possibilità che l’Università della Calabria possa destinare parte dei fondi esclusivamente per il reclutamento di giovani ricercatori.

Franco Piperno, docente di Fisica della materia.

Negli interventi successivi (tra gli altri hanno parlato i professori Veltri, Russo, Piperno) i professori e i ricercatori della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali sostanzialmente appoggiano le proposte del preside di Facoltà, puntando di volta in volta l’attenzione ora sul reclutamento, ora sull’autovalutazione della ricerca. Riguardo i metodi per realizzare quest’ultimo punto non c’è ancora una metodologia unica, considerando che la fase propositiva è ancora in fase iniziale, ma tutti gli intervenuti sono unanimemente schierati nella difesa della bontà della ricerca scientifica italiana, che pur restando una parte della totalità della ricerca italiana, risulta ai primi posti nel mondo. L’intervento più applaudito è, però, quello del professor Piperno, che sottolinea, come già aveva fatto nella prima lezione in piazza organizzata dagli studenti universitari, la specificità dell’università europea e italiana, prettamente pubblica, e rilancia ancora una volta il ruolo degli studenti al suo interno, sia come rappresentanti attivi all’interno dell’accademia, sia come gli unici possibili valutatori della didattica universitaria. Piperno, comunque, non risparmia l’attuale sistema concorsuale italiano, “una farsa alla francese fatta alla napoletana”, dice, e trova spazio anche per scagliarsi contro i rettori che, a suo dire, hanno negli ultimi anni curato principalmente i loro interessi personali. Sottolinea, infine, l’importanza per i ricercatori italiani di un’esperienza di ricerca esterna alla loro università di origine.

Solo in chiusura, anche grazie agli interventi finali dei professori Bartolino e Tota, la Facoltà prende atto, anche se non ancora formalmente, delle richieste dei precari dell’UNICAL, inserendole a verbale. Il preside Crisci, infine, comunica che il primo Senato Accademico disponibile è stato convocato per il 18 novembre, a causa di un viaggio in India del rettore La Torre, che rientrerà il giorno prima. L’assemblea è chiusa e con essa è anche finita la pioggia che è caduta durante le due ore di discussione del consiglio; restano però ancora piccoli gruppi di persone, uno dei quali continua a parlare con il preside Crisci per avere ben chiara la situazione nei confronti del rettore.


Fonti[]


Notizia originale
Questo articolo contiene notizie di prima mano comunicate da parte di uno o più contribuenti della comunità di Wikinotizie.

Vedi la pagina di discussione per maggiori informazioni.

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October 4, 2008

Utente:Dread83/Dreadbox 3

Filed under: Calabria,Cinema,Cosenza,Europa,Italia,Politica — admin @ 5:00 am

sabato 4 ottobre 2008

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4 ottobre
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Il sindaco di Cosenza Salvatore Perugini e Pupi Avati, al cinema Modernissimo

Il sindaco di Cosenza Salvatore Perugini e Pupi Avati, al cinema Modernissimo

Il regista Pupi Avati, ospite ieri sera al cinema Modernissimo di Cosenza dove ha presentato il suo ultimo lavoro Il papà di Giovanna, un’intervista per il programma Il Ficcanaso di Teleuropa Network ha rilasciato alcune pesanti dichiarazioni riguardanti il periodo in cui era presidente di Cinecittà: «Troppe ingerenze della politica, che deve invece rimanere fuori dalla porta. Ho temuto per la mia vita. Non c’era la possibilità di cambiare le cose».

«Quando sei in una situazione di estrema debolezza, di minoranza, quando ormai tutta la struttura è condizionata da questo atteggiamento – ha aggiunto Avati – non puoi da solo cambiare le cose. E poi, dopo, si corrono anche dei rischi fisici. Io ho detto allora a mia moglie: guarda che se rimango investito da una macchina o muoio sotto un camion, non è un incidente».

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June 4, 2008

In manette Carlo Astorino, presidente del Castrovillari Calcio

In manette Carlo Astorino, presidente del Castrovillari Calcio

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mercoledì 4 giugno 2008

È stato arrestato questa mattina Carlo Astorino, 53 anni, titolare di una fabbrica di latticini a Frascineto e presidente del Castrovillari Calcio, club che milita in Serie D. L’accusa è di estorsione nei confronti di un suo calciatore. Con lui, sono stati tratti in arresto dagli agenti del commissariato di Castrovillari due suoi dipendenti, Daniele Valzano, di 39 anni, e Vincenzo Selvaggi, di 34 anni. I tre ora si trovano agli arresti domiciliari.

L’ordinanza di custodia cautelare è partita dal GIP del Tribunale di Castrovillari Annamaria Grimaldi, su richiesta del pubblico ministero Francesco Pellecchia. Le indagini sono partite su denucia del giocatore taglieggiato. Il 18 maggio scorso, alla fine dell’incontro dei play out Castrovillari – Casertana, finito 1 a 1, il presidente Astorino, furioso, scese negli spogliatoi e si scagliò contro i suoi giocatori, e in particolare con Fabio Simonetti, attaccante, espulso per proteste dall’arbitro durante il match.

Secondo le indagini, Astorino pretese dal giovane la restituzione di parte del suo ingaggio, 7 000 euro circa, come risarcimento per il risultato deludente. Spalleggiato da Valzano e Selvaggi, avrebbe sottratto al giovane con la forza le chiavi della sua BMW, esigendo in cambio dell’automobile la somma richiesta. Il calciatore, recatosi qualche giorno dopo con il padre e con una parte dei soldi nello stabilimento di Astorino, avrebbe riavuto indietro l’auto ritrovandola piuttosto danneggiata; da qui, la denuncia dell’accaduto al commissariato.


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June 3, 2008

Medaglia d\’oro al caporal maggiore Nigro, morto fra le fiamme a Lappano

Filed under: Calabria,Cosenza,Cultura e società,Europa,Italia — admin @ 5:00 am

martedì 3 giugno 2008

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A Cosenza, in occasione della Festa della Repubblica italiana, è stata consegnata la Medaglia d’oro al Valor civile alla memoria del caporal maggiore Eugenio Nigro, 21 anni, morto il 6 agosto dell’anno scorso nel tentativo di spegnere le fiamme che minacciavano l’abitato di Lappano. A ritirare l’onorificenza dalle mani del Prefetto di Cosenza Pietro Lisi i genitori e la sorella del giovane.

Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili, che si era occupato personalmente delle procedure per l’ottenimento della medaglia, ha dichiarato che essa è il “giusto e doveroso riconoscimento nei confronti di un giovane che ha sacrificato la sua vita per salvare la sua abitazione e il suo paesino dalle fiamme”. Aggiunge poi che “eroi come Eugenio Nigro non saranno dimenticati, ma ricordati e onorati degnamente con il conferimento della Medaglia d’oro alla memoria. I genitori e la sorella di Eugenio Nigro meritavano questo grande e significativo riconoscimento per il loro eroe.”


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A Cosenza, in occasione della Festa della Repubblica italiana, è stata consegnata la Medaglia d’oro al Valor civile alla memoria del caporal maggiore Eugenio Nigro, 21 anni, morto il 6 agosto dell’anno scorso nel tentativo di spegnere le fiamme che minacciavano l’abitato di Lappano. A ritirare l’onorificenza dalle mani del Prefetto di Cosenza Pietro Lisi i genitori e la sorella del giovane.

Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili, che si era occupato personalmente delle procedure per l’ottenimento della medaglia, ha dichiarato che essa è il “giusto e doveroso riconoscimento nei confronti di un giovane che ha sacrificato la sua vita per salvare la sua abitazione e il suo paesino dalle fiamme”. Aggiunge poi che “eroi come Eugenio Nigro non saranno dimenticati, ma ricordati e onorati degnamente con il conferimento della Medaglia d’oro alla memoria. I genitori e la sorella di Eugenio Nigro meritavano questo grande e significativo riconoscimento per il loro eroe.”


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Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili, che si era occupato personalmente delle procedure per l’ottenimento della medaglia, ha dichiarato che essa è il “giusto e doveroso riconoscimento nei confronti di un giovane che ha sacrificato la sua vita per salvare la sua abitazione e il suo paesino dalle fiamme”. Aggiunge poi che “eroi come Eugenio Nigro non saranno dimenticati, ma ricordati e onorati degnamente con il conferimento della Medaglia d’oro alla memoria. I genitori e la sorella di Eugenio Nigro meritavano questo grande e significativo riconoscimento per il loro eroe.”


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