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June 15, 2014

Calcio, Mondiali 2014: debutto vittorioso per l\’Italia, che doma i \”Tre Leoni\”

Calcio, Mondiali 2014: debutto vittorioso per l’Italia, che doma i “Tre Leoni”

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domenica 15 giugno 2014
Esordio positivo ai Mondiali di calcio in corso in Brasile per la nazionale italiana guidata da Cesare Prandelli, che in un incontro valido per la prima giornata del gruppo D, disputatosi ieri sera (questa notte in Italia) a Manaus, ha sconfitto per 2-1 l’Inghilterra. A segno per gli Azzurri sono andati Marchisio (al 35′ del primo tempo) e Balotelli (al 5′ del secondo tempo), mentre per la nazionale dei “Tre Leoni” è andato in goal (per il provvisorio pareggio) al 37′ del primo tempo Sturridge.

Con questa vittoria, l’Italia si porta così al secondo posto del girone (per differenza reti), raggiungendo a quota 3 punti la Costa Rica (prossimo avversario degli Azzurri), che in precedenza aveva battuto a sorpresa l’Uruguay, testa di serie del girone, con il punteggio di 3-1.

Tabellino[]

Manaus
14 giugno 2014
Inghilterra Flag of England.svg 1 – 2
referto
Flag of Italy.svg Italia
Arbitro Kuipers

Formazioni[]

leftcenter

Resoconto[]

Il pre-partita[]

La partita viene giocata all’Arena di Manaus, dove a farla da padrone sono il caldo e l’umidità (al 74%), tanto che durante il riscaldamento ai giocatori viene consigliato di dissetarsi ogni cinque minuti.

Per l’Italia non ce la fa Buffon, fermato da una distorsione alla caviglia. Al suo posto, debutta in un mondiale il portiere del Paris Saint Germain Sirigu.

Presenti allo stadio 40.000 persone, con predominanza inglese (circa 10.000 tifosi), anche se l’Italia può contare sul sostegno dei brasiliani.

La partita si gioca sotto la direzione dell’arbitro olandese Kuipers.

La partita[]

Marchisio, autore del goal che ha sbloccato il risultato al 35′ del primo tempo

Daniel Sturridge aveva illuso l’Inghilterra realizzando il goal del provvisorio 1-1 al 37′ del primo tempo

La prima parte della gara è appannaggio degli inglesi, che con le accelerazioni di Wellbeck, Sturridge e Sterling e gli assist di Rooney (schierato in un’insolita posizione, appena dietro le punte) mettono in seria difficoltà la difesa azzurra. Il primo spauracchio lo crea al 4° minuto Sturridge, che con un tiro dal limite accarezza l’esterno della rete, dando l’illusione del goal.

Per l’Italia si aprono invece spazi sulla fascia destra, dove si sovrappongono i due laterali Candreva e Dermian. L’altra opzione per sfondare la retroguardia della nazionale allenata da Roy Hodgson è rappresentata dal tiro da fuori area.

Ed è proprio con un tiro dal limite, scagliato al 35′ del primo tempo da Marchisio, che gli Azzurri riescono a sbloccare il risultato: il centrocampista della Juventus raccoglie una palla vagante, la controlla, e scaglia un destro che, dopo essere passato in mezzo ad una selva di gambe, si infila all’angolino alla destra del portiere inglese Hart.

La gioia per l’Italia dura però pochissimo, ovvero lo spazio di soli due minuti, perché al 37′ la difesa azzurra si fa cogliere in contropiede e Rooney serve Sturridge, per il quale è gioco da ragazzi mettere in rete da due passi.

Sul finire di tempo, l’Italia sfiora per due volte il nuovo vantaggio, segnatamente con un pallonetto di Balotelli, salvato sulla linea da Jagielka, e con un tiro dal limite dell’area piccola di Candreva, che si stampa sull’esterno del palo.

Il primo tempo si chiude così sul risultato di parità (1-1).

La ripresa si apre subito col “botto”: l’Italia torna infatti in vantaggio dopo soli cinque minuti con un colpo di testa sottoporta di Mario Balotelli, servito da un cross operato da Candreva dalla fascia destra.

Il punteggio sin qui maturato di 2-1 per l’Italia non cambierà più, perché risulteranno vani i successivi attacchi degli Inglesi. Nei minuti di recupero, c’è spazio anche per una traversa colta da Pirlo direttamente da calcio di punizione, che avrebbe potuto chiudere anticipatamente l’incontro.

Da segnalare anche che la gara si è chiusa con un solo cartellino giallo (comminato, tra l’altro soltanto nei minuti finali), estratto dall’arbitro Kuipers ai danni dell’inglese Sterling. Per quanto riguarda invece i calci d’angolo, si registra un dominio inglese (9-2).

Commenti a fine gara[]

Al termine dell’incontro, il commissario tecnico della nazionale italiana Cesare Prandelli ha parlato in sala stampa di “gara epica”, definendo gli avversari una delle migliori squadre presenti al mondiale.


Fonti[]

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July 11, 2010

Calcio, Mondiali 2010: ¡España campeona del mundo!

Johannesburg, domenica 11 luglio 2010

Wikinotizie di oggi
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È Andrés Iniesta l’uomo della storia. Un gol del giocatore del Barcellona a pochi minuti dal termine del secondo tempo supplementare consegna la vittoria alla formazione iberica, che si laurea campione del mondo per la prima volta nella sua storia. L’Olanda, per la terza volta perde in finale.

Al Soccer City di Johannesburg l’incontro è caratterizzato da una comprensibile tensione; nel primo tempo si è visto poco calcio e molti calci, soprattutto da parte olandese; l’arbitro ha estratto svariati cartellini gialli, risparmiando anche un rosso a Nigel de Jong, autore di un fallo molto pericoloso (calcio sul petto di Xabi Alonso).

La prima occasione dell’incontro arriva al quinto minuto ed è Sergio Ramos, di testa, ad impegnare Maarten Stekelenburg. Pochi minuti dopo David Villa calcia sull’esterno della rete. A tempo quasi scaduto Arjen Robben costringe Iker Casillas alla deviazione in angolo.

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Si arriva alla ripresa. Al 62′ Robben ha un’occasione colossale: lanciato a tu per tu davanti al portiere da un passaggio illuminante di Wesley Sneijder, il fantasista del Bayern Monaco non calcia benissimo e Casillas riesce a parare di piede.

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Al 69′ l’occasione d’oro è per la Spagna: sul cross di Jesús Navas, John Heitinga manca l’intervento e favorisce Villa, che calcia verso la porta ma trova la pronta respinta dello stesso Heitinga.

Andrés Iniesta, l’uomo che ha consegnato alla Spagna la prima Coppa del Mondo in 100 anni di storia della RFEF

Al 78′ nuova grossa occasione per Sergio Ramos che, liberissimo sugli sviluppi di un calcio d’angolo, non colpisce bene di testa, mandando il pallone oltre la traversa.

All’83’ Robben è nuovamente lanciato in contropiede; Carles Puyol lo trattiene, ma l’olandese continua nella sua azione e Casillas interviene. Robben si lamenta con l’arbitro per la mancata assegnazione del fallo e quest’ultimo lo ammonisce per proteste.

È l’ultima occasione dei tempi regolamentari. Dopo un primo tempo molto teso ed un secondo decisamente più spettacolare, si va sullo 0-0 ai tempi supplementari.

Al 94′ Cesc Fabregas è servito con un ottimo passaggio da Iniesta: davanti al portiere, ignora il compagno Fernando Torres meglio piazzato e calcia sul piede del portiere Stekelenburg.

Due minuti dopo, al 96′, Joris Mathijsen colpisce di testa dopo un calcio d’angolo e la palla finisce alta di poco.

Al 101′ Jesús Navas conclude verso la porta: determinante è la deviazione del capitano olandese Giovanni van Bronckhorst, che fa terminare il pallone sull’esterno della rete.

Nel secondo tempo supplementare, al 109′, l’Olanda rimane in 10 uomini per l’espulsione di Heitinga, che ferma Iniesta lanciato a rete. L’arbitro non considera l’azione come chiara occasione da gol, ma il difensore olandese era già ammonito e riceve un secondo cartellino giallo.

La superiorità numerica sembra non sortire inizialmente i suoi effetti, ma al 116′ arriva l’azione decisiva del campionato del mondo: Fabregas lancia Iniesta in area ed il centrocampista del Barça incrocia perfettamente, insaccando alle spalle dell’estremo difensore oranje.

L’Olanda tenta le ultimissime carte con la forza della disperazione, ma non trovano il pari. Dopo 2 minuti di recupero, Howard Webb emette il triplice fischio che consegna il titolo mondiale alla Spagna.

Questa vittoria porta con sé una serie di “prime volte”: è la prima vittoria spagnola, è il primo mondiale vinto da un’europea al di fuori dell’Europa, è la prima volta che una nazionale vince il titolo dopo aver perso il primo incontro.

Si chiude il sipario su questo mondiale. Appuntamento al 2014 in Brasile.


Fonti

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July 10, 2010

Calcio, Mondiali 2010: la Germania conquista il terzo posto

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Port Elizabeth, sabato 10 luglio 2010

Dopo una partita gradevole, pur condizionata da una pioggia battente, la giovane e multietnica Germania vince per 3-2 contro l’Uruguay, conquistando, per il secondo mondiale consecutivo, la terza posizione finale. Per la nazionale sudamericana, un quarto posto che è comunque un successo, dal momento che gli obiettivi della Celeste non erano certo così ambiziosi.

Per l’incontro di questa sera, il commissario tecnico tedesco Joachim Löw decide di premiare con la maglia da titolare alcuni calciatori meno impiegati durante il torneo. Entrano così nell’undici di partenza Hans-Jörg Butt, Cacau, Marcell Jansen, Dennis Aogo. Dopo la giornata di squalifica, che probabilmente ha condizionato la corsa della Germania, rientra anche il giovane Thomas Müller, grande rivelazione di questo torneo. L’Uruguay scende in campo praticamente con la formazione titolare.

L’Uruguay ha la prima occasione dell’incontro, al 7′ con Diego Forlán, che su punizione calcia a lato di poco. Al 10′ Arne Friedrich colpisce la traversa di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Mesut Özil. La Germania si porta in vantaggio dopo 19 minuti di gioco con Thomas Müller, al quinto gol mondiale, che ribatte in rete dopo una goffa parata di Fernando Muslera su tiro dalla distanza di Bastian Schweinsteiger. Al 28′ arriva il pareggio della formazione uruguaiana, in contropiede dopo un pallone perso a metà campo dallo stesso Schweinsteiger. La rete è messa a segno da Edinson Cavani, lanciato da Luis Suárez. Dopo un’occasione non sfruttata dai sudamericani al 42′ non succede più nulla fino al termine della prima frazione.

Al 48′ Butt si esibisce in una parata di istinto che impedisce a Suárez di segnare. Al 51′ l’Uruguay passa in vantaggio: Egidio Arévalo crossa un pallone verso il centro, poco all’interno dell’area si trova Forlán, che si coordina e calcia al volo di destro superando sul primo palo l’estremo difensore tedesco Butt. Anche per l’attaccante dell’Atletico Madrid è il quinto gol della manifestazione. Cinque minuti dopo arriva il 2-2: su cross di Jérôme Boateng, il portiere Muslera esce male e Marcell Jansen spinge in rete di testa.

Al 63′ Suárez impegna dalla distanza Butt, che interviene con una parata spettacolare; il portiere si ripete due minuti dopo su Forlán. Al 76′ ha una buona occasione Stefan Kießling, che costringe Muslera alla parata in extremis. All’83’ arriva il gol decisivo: su calcio d’angolo di Özil, la palla danza per alcuni istanti al centro dell’area di porta, fino a quando Sami Khedira non colpisce di testa mandando la palla dove Muslera non può arrivare. Per il tedesco di origine tunisina è la prima rete in assoluto nella Nationalmannschaft.

L’ultima occasione è sui piedi di Forlán, che su punizione all’ultimo minuto di recupero colpisce la traversa. Si conclude così il brillante mondiale di Germania ed Uruguay, che lasciano la manifestazione a testa alta.


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July 7, 2010

Calcio, Mondiali 2010: Puyol lancia la Spagna in finale

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Durban, mercoledì 7 luglio 2010

Comunque andrà, sarà un successo, il primo. Domenica prossima al Soccer City di Johannesburg scenderanno in campo due nazionali che non hanno mai conquistato il titolo mondiale. La partita di questa sera, giocata al Moses Mabhida Stadium di Durban, ha designato come seconda finalista la Spagna, che così raggiunge l’Olanda, vincente nella sfida di ieri contro l’Uruguay. La Germania, sconfitta 1-0, si giocherà il terzo posto con i sudamericani.

La partita è stata molto tirata e poco spettacolare, almeno nel primo tempo, nel quale nessuna delle due nazionali ha avuto grosse occasioni per segnare, anche se la Spagna ha tenuto maggiormente il possesso di palla.

Al 6′ minuto David Villa è lanciato all’interno dell’area da Pedro, ma non riesce a superare il portiere Manuel Neuer; sette minuti dopo, Carles Puyol di testa da posizione ravvicinata non centra la porta ed il pallone finisce alto.

Al 31′, dall’altra parte è Piotr Trochowski, titolare per la defezione di Thomas Müller, ad avere una buona occasione, ma la sua conclusione da fuori viene deviata in angolo da Iker Casillas. Nei minuti di recupero della prima frazione, Mesut Özil finisce a terra in area dopo un contatto con Sergio Ramos, ma il direttore di gara non concede la massima punizione.

Ad inizio ripresa, la Spagna prende in mano le redini del gioco e crea molte occasioni, non riuscendo mai a sbloccare il risultato: al 50′ ci prova Xabi Alonso da fuori area, calciando a lato di poco, otto minuti dopo Pedro impegna Neuer e sulla ribattuta Andrés Iniesta non controlla bene, sciupando un’ottima occasione. Al 63′ Sergio Ramos, per un contatto in area con Bastian Schweinsteiger, invoca il rigore, ma l’arbitro non lo concede.

Al 69′ il giovane tedesco Toni Kroos è ben imbeccato in area di rigore da un cross di Lukas Podolski, ma il suo tiro al volo è debole e Casillas non ha grandi problemi ad intervenire.

Al 73′ il risultato si sblocca: sugli sviluppi di un calcio d’angolo di Xavi, Carles Puyol viene lasciato completamente smarcato in area di rigore; il difensore ha il tempo di prendere la rincorsa e staccare di testa indisturbato per superare Neuer.

La Germania, dopo il gol subito si butta in avanti con la forza della disperazione, ma non crea occasioni di serio pericolo alla retroguardia iberica. All’82’ Pedro ha una grandissima occasione per raddoppiare, ma si intestardisce in un’azione personale, ignorando il compagno Fernando Torres libero.

Dopo tre minuti di recupero, l’arbitro decreta la fine dell’incontro. La Germania, dopo la sconfitta contro l’Italia nel mondiale casalingo del 2006, esce di nuovo in semifinale e non riesce nemmeno a consumare la rivincita della finale europea di due anni fa. I tedeschi attendono ora l’Uruguay, per raggiungere almeno il gradino più basso del podio.

La Spagna raggiunge la prima finale mondiale della sua storia; solo nel 1950 la Roja si avvicinò così tanto al titolo, ma in quel caso si disputò un girone finale a 4 squadre per decretare il vincitore e fu l’Uruguay ad imporsi.

Avversaria sarà l’Olanda, che dopo le finali perse nel 1974 e nel 1978 torna ad aspirare al titolo. Quindi, comunque andrà, per una delle contendenti sarà il primo successo mondiale.


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July 6, 2010

Calcio, Mondiali 2010: Van Bronckhorst-Sneijder-Robben, Olanda in finale dopo 32 anni

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Città del Capo, martedì 6 luglio 2010

Come 4 anni fa, sarà una finale tutta europea. A differenza dei precedenti storici, per la prima volta una nazionale del Vecchio Continente vincerà un titolo mondiale fuori dall’Europa.

La classe delle due stelle oranje, Wesley Sneijder e Arjen Robben, fa la differenza anche oggi, consentendo all’Olanda di ritrovare la finale dei mondiali a 32 anni di distanza dall’ultima apparizione. L’Uruguay, sconfitto 3-2, non sfigura ed anzi esce a testa alta dal confronto, impensierendo per larghi tratti dell’incontro la compagine di Bert van Marwijk.

Il risultato si sblocca al diciottesimo minuto: il capitano olandese Giovanni van Bronckhorst scaglia un tiro dalla lunga distanza che si infila nell’angolino alto alla sinistra di Fernando Muslera. Al quarantunesimo risponde Diego Forlán: anch’egli calcia da fuori area, sorprendendo l’estremo difensore Maarten Stekelenburg e trovando la rete del pari.

Ad inizio ripresa l’Uruguay sfiora il gol del vantaggio, complice un disimpegno sbagliato dal difensore Khalid Boulahrouz, che costringe il suo portiere all’intervento in scivolata al limite dell’area; la palla rimane agli uruguagi che non riescono a concretizzare, con gli olandesi che riescono a salvarsi in angolo.

Forlán tiene sulle corde la retroguardia olandese, ma tra il 70′ ed il 73′ gli arancioni trovano l’uno-due decisivo: prima è Sneijder, che calcia dal limite dell’area un pallone che viene leggermente deviato da un difensore e finisce nell’angolo basso; successivamente tocca a Robben, che segna di testa in perfetta torsione su cross di Dirk Kuyt.

Gli olandesi hanno nel finale alcune occasioni per arrotondare il risultato, ma non trovano il gol della sicurezza. Arriva così il recupero, nel quale Maximiliano Pereira trova la rete che rischia di riaprire l’incontro. Con un pizzico di affanno la retroguardia contiene gli ultimi assalti uruguagi e porta a casa la vittoria e l’accesso alla finale per la prima volta dopo Argentina ’78. All’Uruguay non resta che giocarsi la finale per il terzo posto di sabato contro la perdente dell’incontro di domani tra Germania e Spagna.


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July 3, 2010

Calcio, Mondiali 2010: alla sagra dei rigori sbagliati festeggia la Spagna

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Johannesburg, sabato 3 luglio 2010

È sempre El Guaje. Non è la solita Spagna, spettacolare e di classe. Il merito è di un Paraguay ordinato, egregiamente messo in campo dal commissario tecnico Gerardo Martino. Alla fine di una gara molto tirata e con poche emozioni però, sono gli spagnoli a festeggiare, sempre per merito di David Villa.

Poche emozioni, come detto, ma molto intense, e concentrate soprattutto in due minuti nel secondo tempo. L’unico reale sussulto nella prima frazione porta la firma del paraguaiano Nelson Valdez, che al 40′ segna un gol, non convalidato per un presunto fuorigioco di Óscar Cardozo.

Nella ripresa arrivano le più grosse occasioni. Al 58′ l’arbitro concede un calcio di rigore al Paraguay per atterramento di Óscar Cardozo da parte di Gerard Piqué. Tira lo stesso Cardozo, ma il portiere Iker Casillas blocca a terra. Un minuto dopo, per fallo di Antolín Alcaraz su Villa, il rigore viene concesso alla Spagna. Xabi Alonso spiazza Justo Villar, ma il direttore di gara fa ripetere a causa dell’ingresso in area di alcuni calciatori spagnoli. Sul secondo tiro, il portiere para, e subito dopo si presenta una nuova occasione per la Spagna per il fallo di Villar su Cesc Fàbregas, atterrato in area. Rigore non concesso, il risultato resta così sullo 0-0.

Il gol che decide la partita arriva all’84’ minuto: Andrés Iniesta porta avanti il pallone in azione personale per una ventina di metri, poi premia con un passaggio sulla destra lo scatto di Pedro, il cui tiro finisce sul palo, ma viene raccolto dal sempre presente Villa, che controlla, poi tira a sua volta. La sfera colpisce entrambi i pali, danzando sulla linea, prima di finire in fondo al sacco. È il gol decisivo, il quinto del Guaje in questi mondiali. Il Paraguay va vicinissimo al pareggio al minuto 89, ma la conclusione di Lucas Barrios viene respinta da Casillas; sulla ribattuta di Roque Santa Cruz è ancora il portiere spagnolo a bloccare.

Dopo 4 minuti di recupero, l’arbitro fischia la fine, decretando la qualificazione spagnola. Tra quattro giorni a Durban ci sarà Germania-Spagna, rivincita della finale di Euro 2008.


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Calcio, Mondiali 2010: la Germania cancella l\’Argentina: 4-0

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Città del Capo, sabato 3 luglio 2010

Doveva essere una sfida combattuta, visti i celebri precedenti tra queste due squadre. Così non è stato: la Germania ha letteralmente surclassato gli avversari dell’Argentina, mai realmente in partita. Il risultato finale, 4-0 per gli uomini di Joachim Löw, non lascia spazio a recriminazioni.

La nazionale tedesca sblocca il risultato dopo soli 3 minuti con Thomas Müller, che devia in rete di testa un calcio di punizione dal lato sinistro di Bastian Schwensteiger. Al 24′, Miroslav Klose ha la possibilità di raddoppiare, ma il suo tiro, imbeccato dallo stesso Müller, finisce alto. Gonzalo Higuaín al 34′ cerca di impegnare il portiere Manuel Neuer con un tiro basso e angolato, ma l’estremo difensore para. Al 37′ Carlos Tevez va in rete, ma l’azione è viziata dal fuorigioco di ben 4 giocatori albiceleste e l’arbitro annulla. Si va al riposo sull’1-0 per i tedeschi.

Nella ripresa Ángel Di María ha una buona opportunità, ma il suo tiro si spegne di poco a lato. È l’ultimo sussulto dell’Argentina, che per il resto dell’incontro non riuscirà mai ad impegnare seriamente i difensori teutonici. Al 68′ la Germania raddoppia con Klose, alla centesima presenza in nazionale, che deve solo spingere in rete l’assist di Lukas Podolski.

Sei minuti dopo, la partita è chiusa: dopo una insistita azione personale di Schweinsteiger, lo stesso centrocampista del Bayern serve il pallone vicino all’area di porta, dove interviene prima di tutti Arne Friedrich, per il 3-0. Per il difensore si tratta del primo gol in nazionale, alla settantasettesima presenza.

Il minuto 89 è l’apoteosi tedesca, quando Klose realizza il gol del 4-0. L’Argentina è umiliata, la Germania dimostra una volta di più la sua attitudine ai Mondiali e si proietta in semifinale, dove attende la vincente dell’incontro Paraguay-Spagna.


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July 2, 2010

Calcio, Mondiali 2010: l\’Olanda rimonta e vola in semifinale, fuori il Brasile

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Port Elizabeth, venerdì 2 luglio 2010

Clamoroso al Nelson Mandela Bay Stadium. Il Brasile domina il primo tempo, va in vantaggio con Robinho, sfiora più volte il raddoppio, ma non chiude la partita. Nella ripresa l’Olanda riprende coraggio e, aiutata da due grosse ingenuità di Felipe Melo, pareggia e poi trova il gol della vittoria con Wesley Sneijder. Eliminata la nazionale pentacampione del mondo, che finisce anzitempo il secondo mondiale consecutivo.

La prima frazione di gara, come accennato prima, è decisamente a favore degli uomini di Carlos Dunga, fin da subito in partita, mentre gli olandesi sembrano spaesati. Dopo 8 minuti arriva il gol di Robinho, ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Al decimo minuto Felipe Melo vede e serve sullo scatto ancora Robinho, perso completamente dalla difesa oranje: l’attaccante ex Manchester City colpisce di prima e trafigge Maarten Stekelenburg.

Dopo il vantaggio è ancora il Brasile ad avere le migliori occasioni per indirizzare a proprio favore l’incontro. Prima Juan spara alto da posizione favorevole, poi Kaká impegna il portiere olandese con una pennellata a giro. Poco prima del riposo è Maicon a mettere in difficoltà la retroguardia avversaria, ma Stekelenburg interviene.

Nella ripresa la musica cambia: dopo 8 minuti, sugli sviluppi di un calcio di punizione, Sneijder crossa un pallone da posizione molto defilata; la traiettoria è favorevole a Júlio Cesar, che però trova incredibilmente il disturbo del compagno Felipe Melo, che devia la sfera in porta.

Al 66′ Kaká ha un’altra occasione per segnare, ma un altro tiro a girare finisce di poco a lato. Al 68′ la svolta dell’incontro: da calcio d’angolo di Arjen Robben, spizzato di testa Dirk Kuyt, fino a quel momento poco presente, interviene Sneijder, anch’egli di testa, realizzando la rete del vantaggio. Il 2-1 pesa molto sulle gambe e sulla testa dei brasiliani, che al 73′ restano anche in 10, per un fallo di Felipe Melo, che poi mette i tacchetti sulla gamba di Robben, meritandosi l’espulsione.

Gli ultimi 10 minuti sono ricchi di ribaltamenti di fronte, con il Brasile che cerca con tutte le proprie forze di trovare la rete del pari e con gli olandesi che sprecano almeno 3 situazioni di superiorità numerica per chiudere definitivamente l’incontro. Dopo 3 minuti di recupero il triplice fischio del giapponese Nishimura estromette la nazionale verdeoro (in maglia blu) e lancia l’Olanda in semifinale, ad attendere la vincente di Uruguay-Ghana, questa sera al Soccer City di Johannesburg.


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June 29, 2010

Calcio, Mondiali 2010: i rigori dicono Paraguay

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Pretoria, martedì 29 giugno 2010

Nelson Haedo Valdez, autore del quarto rigore in favore del Paraguay

Sarebbe stata comunque una prima volta. Paraguay e Giappone scendono in campo al Loftus Versfeld Stadium di Pretoria con la consapevolezza di essere molto vicini all’ingresso nella storia calcistica delle rispettive nazioni.

La tensione della posta in palio è evidente e la partita si rivela poco spettacolare; saranno infatti poche le occasioni da rete da entrambe le parti.

Dopo circa 20 minuti senza grossi spunti, la partita si anima improvvisamente grazie a Lucas Barrios, che dopo uno spunto personale calcia verso la porta nipponica, ma Eiji Kawashima para. Risponde immediatamente il Giappone, con Daisuke Matsui, che calcia dalla distanza ma colpisce la traversa. Roque Santa Cruz si rende pericoloso al 29′, calciando di sinistro: la palla finisce di poco a lato. Dieci minuti più tardi, è Keisuke Honda a provare il tiro, anch’egli di sinistro, su suggerimento di Matsui: anche la conclusione dell’attaccante del CSKA Mosca finisce fuori non di molto.

Nella ripresa la partita è più movimentata ma si registrano poche occasioni, così come nella prima parte di gara, equamente ripartite. Ci prova Néstor Ortigoza, che ben servito da Barrios attende troppo prima di concludere e viene anticipato, poi è la volta di Yuto Nagatomo, che tira dalla distanza, ma la sua conclusione, deviata, è facile preda del portiere Justo Villar. Al 59′ Cristian Riveros colpisce di testa su cross di Claudio Morel, ma Kawashima controlla bene il pallone. L’ultima occasione dei tempi regolamentari porta la firma di Marcus Tulio Tanaka che al 62′ calcia di poco a lato sugli sviluppi di un angolo.

Succede poco per la mezz’ora successiva, così, sul punteggio di 0-0, sono necessari i tempi supplementari. Anche nel prolungamento, le due squadre si affrontano alla pari ma, complice la stanchezza, non arriva il gol che sblocca l’incontro.

Si va quindi ai calci di rigore. I paraguaiani sono infallibili e realizzano tutti i 5 tiri dal dischetto, il Giappone sbaglia il terzo con Yūichi Komano, consegnando la qualificazione alla nazionale sudamericana. Stasera, al termine dell’incontro Spagna-Portogallo, conosceremo l’avversaria della selezione di Gerardo Martino.


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Calcio, Mondiali 2010: Villa-gol trascina la Spagna, Portogallo ko

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Città del Capo, martedì 29 giugno 2010

Ci pensa ancora El Guaje. David Villa realizza il quarto gol del suo mondiale, raggiungendo in testa alla classifica marcatori Higuaín e Vittek, e trascina la Spagna al successo sul Portogallo, che vale la qualificazione ai quarti di finale, dove le Furie Rosse affronteranno il Paraguay.

I primissimi minuti sono di marca spagnola: prima Fernando Torres al 2′, poi Villa al 4′, tentano la conclusione a girare, ma in entrambi i casi il portiere lusitano Eduardo si dimostra all’altezza, sventando i pericoli e mantenendo la sua porta imbattuta (nessun gol subito nelle prime 3 gare).

Torres e Villa si rendono ancora pericolosi pochi minuti dopo, poi l’offensiva spagnola rallenta ed entra in partita anche la squadra portoghese: al 21′ ci prova dalla distanza Tiago Mendes, che impegna Iker Casillas. Lo stesso portiere spagnolo rischia la papera 7 minuti più tardi su tiro di Cristiano Ronaldo, ma Gerard Piqué risolve la situazione.

Al 30′, un tentato cross di Villa diventa un tiro, che si spegne appena sopra la traversa. Al 39′, dall’altra parte del campo, Raul Meireles serve un buon pallone a Hugo Almeida, che di testa non centra la porta. Si va al riposo sullo 0-0 dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato.

Alla ripresa del gioco, nessuna delle due squadre riesce a prendere il sopravvento, fino al 60′, quando Fernando Llorente, neo entrato, mette subito in difficoltà Eduardo con un colpo di testa. Un minuto dopo, un tiro a giro di Villa si spegne di un niente a lato.

Al 63′ si sblocca il risultato: su passaggio filtrante di Andrés Iniesta, Xavi prolunga di tacco per Villa, in posizione di millimetrico off-side, che tira una prima volta, Eduardo respinge, ma lo stesso Villa è rapido a ribattere sotto la traversa e mettere in rete.

Dopo la rete degli spagnoli, ci si attende una reazione d’orgoglio di Ronaldo e compagni, ma è ancora la Spagna a rendersi pericolosa con Sergio Ramos. Il Portogallo non riesce più ad impensierire gli avversari, che controllano agevolmente gli ultimi minuti di gara, assicurandosi la qualificazione ai quarti, dove li aspetta il Paraguay.

Si concludono qui gli ottavi di finale e dopo 19 giorni consecutivi di gare, il mondiale si prende una pausa di 2 giorni. Venerdì 2 luglio vedremo Olanda-Brasile e Uruguay-Ghana.


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